Entries from marzo 2017 ↓

REPRESSIONE: riesame per i compagni piemontesi sotto accusa per l’azione alla Turkish airlines

2 settembre udienza di riesame per le misure cautelari inflitte per l’irruzione alla Turkish Airlinesh 9:00 ritrovo all’ingresso del tribunale di Torino per accompagnare i compagni e le compagne imputate.h 16.30 ritrovo al capolinea del 3 alle Vallette per dare un caloroso saluto a Giuliano e Luca ed a tutti i detenuti e le detenute nel carcere delle Vallette di Torino.

In Turchia dilagano purghe ed arresti di massa del dopo-golpe, continua la guerra interna nelle regioni curde, si mobilita l’esercito in appoggio militare all’Isis nella vicina Siria; in Italia, partner militare ed economico dello Stato turco, si fa finta di non vedere e si cerca di zittire chi denuncia quello che lì accade.

Torino, caposcuola in Italia, sta sperimentando una moderna forma di controllo sociale con l’uso di vecchissimi strumenti come l’obbligo di firma, il divieto o l’obbligo di dimora, la sorveglianza speciale. Strumenti che i giudici non faticano ad assegnare in alternativa al carcere, che non portano al sovraffollamento delle galere ma a uno stato di controllo diffuso, con centinaia di persone impedite nel muoversi, incontrarsi e praticare le proprie idee. Un esperimento seguito da tante altre Procure italiane a cui bisogna opporsi prima che venga adottato come strumento normale e corrente.

A Torino, in Valsusa e nelle altre valli è in corso una resistenza a queste imposizioni, con violazione pubblica delle misure cautelari con l’intenzione di impedire il diffondersi di questa pratica. Oltre assere vicini a chi si sobbarca questa responsabilità, come ora Giuliano e Luca, i due NoTav in carcere per aver disobbedito agli arresti domiciliari, sta a tutti noi sostenere questa scelta perché domani non venga il nostro turno.

Per sostenere chi resiste e viola le imposizioni del tribunale di Torino, ci ritroveremo il giorno in cui la corte deciderà se mantenere, togliere o aumentare queste restrizioni cautelari (cioè assegnate prima che inizi il processo), ben sapendo che questa è solo una tappa di un percorso che sarà lungo e tutto da inventare.

Se pensavate di spaventarci, avete sbagliato bersaglio! Resisteremo oltremisura!

tratto da rete kurdistan

TRIESTE: striscioni solidali in porto con la resistenza curda

Nel pomeriggio di oggi alcuni compagni e compagne hanno affisso due striscioni nelle vicinanze dei due principali punti di accesso al porto di Trieste: Riva Traiana e il molo VII.

In entrambi era scritto “Erdogan assassino-solidali con la resistenza curda” sia in italiano che in turco “Erdogan cellat-dayanisma kurt direncle” con le “A” cerchiate.

Riportiamo qui sotto il loro comunicato.

La Rojava resiste!

Gruppo Anarchico Germinal

Il porto di Trieste è uno dei porti italiani maggiormente coinvolto nei traffici merci con lo stato turco.

Oggi, sabato 3 settembre abbiamo affisso due striscioni nei pressi Riva Traiana e molo VII (i due ingressi principali del porto) in solidarietà alla resistenza curda.

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REPRESSIONE ANTIANARCHICA/ volevano la «Distruzione dello Stato e del capitale»; e che male c’è!?

Nuovo complotto della Digos Torinese contro anarchici che, guarda guarda, come riporta la Stampa di Torino, puntavano niente meno che alla

 

«Distruzione dello Stato e del capitale» era l’obiettivo ideologico del gruppo anarchico torinese arrestato dalla Digos.

 

leggere per credere

 

http://www.lastampa.it/2016/09/06/italia/cronache/torino-blitz-contro-gli-anarchici-del-fai-QrVtzGhYcBCsTGiCnNUfFL/pagina.html

 

Mi sento da sempre estraneo alle, chiamiamole, beghe interne al movimento anarchico, inteso in senso lato, ma, di fronte alla Stato che normalmente complotta per sterminare i suoi oppositori, segnatamente gli anarchici, non si può non essere solidali con gli arrestati per la loro lotta contro il potere, e sinceramente non è che mi interessi che tipo di azione hanno messo in atto per raggiungere l’onesto e normalissimo obiettivo della «Distruzione dello Stato e del capitale».

Poi se le strade scelte sono più o meno produttive, se le coloriture ideologiche sono più o meno gradite, mi pare secondario.

Semmai, oggi come oggi, varrebbe la pena di interrogarci su quali siano i problemi veramente importanti e quale sarà lo scenario globale del dominio degli Stati e del capitale nei prossimi decenni; tutto ciò per capire cosa conviene fare e/o come necessariamente saremo costretti a muoverci nella nuova drammatica realtà globale che avanza. Quello che ci preserva il futuro non ha nulla a che vedere con lo scenario ontologico ottocentesco, nel quale è stato generato l’anarchismo, la lotta di classe, il movimento operaio, la prima internazionale e via discorrendo.

C’è oramai la certezza che entro questo secolo la catastrofe climatica darà origine ad un effetto domino, ad una reazione a catena di disastri che muteranno completamente il senso stesso dell’esistenza della specie umana nel Pianeta.

Dobbiamo quindi anche chiederci se vale la pena di sacrificare la propria vita per qualcosa di non decisivo, di fronte alla oramai certa e dimostrata impossibilità di cambiare l’esistente.

 

In ogni caso, solidarietà a tutt* le compagne e i compagni arrestat* per la «Distruzione dello Stato e del capitale» per l’Anarchia

 

Paolo De Toni – Cespuglio 8 settembre 2016

 

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Non approvando per nulla la posizione del compagno Paolo de Toni ed essendo questo un sito collettivo metto un documento datato ma sempre attuale in cui la Federazione Anarchica Italiana (quella a cui la Federazione Anarchica Informale ha volutamente preso l’acronimo per derisione e per creare confusione) dice la sua su certi metodi di lotta.

Da parte mia nessuna solidarietà a chi fa parte (se ne fa parte ovviamente) di un organizzazione che fra le sue brillanti azioni nel corso degli anni ha ferito un postino e un uscere e non ha mai chiesto scusa.

un compagno del Gruppo Anarchico Germinal a titolo individuale.

MOZIONE DELLA FEDERAZIONE ANARCHICA ITALIANA del GENNAIO 2004 sempre attuale.
L’anarchia è prioritaria, ma non si fa per posta

Se questo fosse un mondo accettabile, se l’informazione non fosse una pericolosa arma di guerra, di quelle destinate alla distruzione di massa, senza alcun riguardo verso l’inerme popolazione civile, la notizia che qualcuno aveva incendiato i soliti cassonetti e poi spedito per posta qualche libro infarcito di petardi, avrebbe avuto la propria degna collocazione in cronaca.

L’eco mediatica suscitata dei petardi inviati a Romano Prodi, al presidente della BCE, all’Eurojust e ad alcuni eurodeputati, qualche giorno dopo l’incendio di un paio di cassonetti nel centro di Bologna, è divenuta il pretesto per elevare al massimo “l’allarme terrorismo” che Berlusconi e Bush avevano pronosticato nelle settimane precedenti. Da una sponda all’altra dell’Atlantico erano rimbalzati gli annunci di attentati con relativa militarizzazione dei voli e del territorio. Con queste misure, la guerra duratura e preventiva intende raggiungere il duplice obiettivo, da un lato, di alimentare la paura per via dell’insicurezza evocata da un nemico esterno sempre in agguato,  e dall’altro di tenere sotto scacco tutti i soggetti coinvolti nel collasso di un sistema di disciplinamento sociale, economico e politico che necessariamente implica la criminalizzazione, l’espulsione e l’eliminazione violenta di chiunque non si riconosca nelle regole del gioco. All’epoca della guerra totale al terrorismo occorre di tanto in tanto innalzare la tensione, altrimenti si corre il rischio che il lezzo dei cadaveri dei bambini morti in Afghanistan o la notizia dei prigionieri iracheni picchiati a morte, risulti alla fine intollerabile anche per i tolleranti sudditi di questo nostro nord capitalista e guerrafondaio.

D’altro canto, nel nostro paese, da mesi il Ministero dell’Interno ed i media agitano lo spauracchio del terrorismo, indicando negli anarchici il pericolo maggiore. Alcune indecenti veline poliziesche erano giunte persino ad ipotizzare una mano anarchica dietro la triste moda di avvelenare le bottiglie di acqua minerale. In un’epoca in cui i governi promuovono la privatizzazione delle risorse idriche assetando decine di milioni di persone in tutto il pianeta, in un’epoca in cui le lordure prodotte dal capitalismo rendono l’acqua imbevibile, non si trova di meglio che gettare fango su chi si oppone a questo scempio.

Ma, se gli anarchici sono stati il bersaglio preferito del governo e della stampa, le attenzioni di questi signori hanno avuto una ben più ampia portata. Retate e perquisizioni nelle case e nei quartieri abitati da migranti sono stati all’ordine del giorno per tutto il 2003. Gli immigrati sono stati trattati in blocco come potenziali criminali, sino a comminare espulsioni in base a meri sospetti di collusione con organizzazioni terroriste. Per non parlare dei tranvieri che sono entrati nel novero dei pericolosi delinquenti per aver tentato di ottenere un pugno di euro in più scioperando fuori dalle gabbie imposte da una legislazione che ha ridotto il diritto di sciopero ad una barzelletta. E, prima di loro, era toccato ai milioni di persone che avevavo manifestato contro la guerra, contro il militarismo, contro la politica neocoloniale del governo italiano. Sul piano interno, pertanto, la guerra preventiva impone di neutralizzare sul nascere ogni tentativo di autorganizzazione sociale che sfugga ai balbettanti meccanismi di recupero e integrazione istituzionale, attivati dai partiti e dagli apparati sindacali di stato.
In definitiva chiunque critichi l’azione dell’esecutivo finisce con l’essere in odore di terrorismo: al punto che la mera opposizione all’abolizione dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori o alla definitiva precarizzazione del lavoro sancita della legge 30 ha finito con l’essere collegata agli uccisori di Biagi.
A fine anno, a degna conclusione di un periodo in cui ogni forma di dissenso è stata puntualmente criminalizzata, sono arrivati puntuali questi pacchetti. Innocui per i destinatari ma sapientemente utilizzati sulla via della realizzazione locale dello stato di polizia globale.

Già si parla di leggi speciali che vanno ad aggiungersi alle tante leggi repressive di un trentennio in cui ogni nuova “emergenza” si è portata via un po’ delle pur esili libertà conquistate. Contro i ceti subalterni è già allo studio l’ipotesi di estensione del reato associativo di derivazione fascista che si fa beffe, come sempre, dell’apparente assioma liberale sulla responsabilità individuale di fronte al giudice penale.
L’allarme suscitato dalla posta natalizia ha finito con il dare una spinta probabilmente decisiva al lento e faticoso processo di costituzione di una polizia europea: a carabinieri, poliziotti, finanzieri, vigili si uniranno anche gli eurocop!

Per non dire del polverone che ha finito per porre in secondo piano lo scontro istituzionale sull’informazione, le crescenti difficoltà all’interno della maggioranza o questioni quali le pensioni e le opposte libertà di licenziamento e di sciopero. E in questi stessi giorni la compagine guidata dal cavalier Berlusconi, dopo aver risolto con altre leggi “speciali” i problemi suoi e della sua classe di appartenenza, si accinge a spazzar via quello che resta del sistema previdenziale ed a rilanciare l’attacco contro le residuali garanzie stabilite dallo Statuto dei lavoratori.

Se un’azione dovesse essere giudicata dai suoi risultati non potremmo avere dubbi sui mittenti di tale fumosa corrispondenza. E, diciamolo chiaro, per qual che ci riguarda poco importa se gli autori siano alle dirette dipendenze del Ministero dell’Interno o svolgano generosa opera di volontariato. Gratuito o retribuito il loro è uno sporco lavoro.

Infatti con i pacchi sono arrivate anche lettere che li rivendicavano a nome di una neonata aggregazione informale il cui acronimo “FAI” è identico a quello della Federazione Anarchica Italiana. Evidente l’intento irrisorio, forse meno evidente ma ben più grave la volontà di mettere in difficoltà anarchiche ed anarchici impegnati in una dura lotta quotidiana per la costruzione di una società di libere ed eguali.

Ma una tale società non si può imporre. Gli anarchici sanno che la libertà è una pratica collettiva che necessita di impegno costante perché si radichi nelle coscienze e nell’agire quotidiano di ciascuno, traducendosi in azione comune e lotta sociale. La rivolta contro l’oppressione diviene sterile fiammata se, insieme, non costruisce, non sa contaminare l’ambiente in cui vive e senza il quale si estinguerebbe.

Bakunin sosteneva che la libertà di ciascuno è accresciuta dalla libertà di tutti: qui vive e si alimenta il nocciolo profondo dell’anarchismo sociale, che, costitutivamente, è progettualità rivoluzionaria, spinta alla trasformazione che vede protagonisti in prima persona gli oppressi e gli sfruttati.

L’agire degli anarchici si sostanzia all’interno dei movimenti sociali, nei percorsi di autonomia da ogni istituzione, nella capacità di dar vita ad organizzazioni specifiche e di massa improntate ai principi dell’autogestione e del federalismo. Una Federazione Anarchica è un ambito di relazione e confronto vivo tra uomini e donne che condividono il metodo libertario ed hanno in comune un programma di mutamento sociale radicale. Una Federazione Anarchica preconizza in concreto l’ambito sociale nella quale vorremmo vivere, dove il rapporto diretto, faccia a faccia, il confronto ed anche lo scontro tra opzioni diverse mirano alla sintesi possibile nel rispetto delle scelte e dei percorsi individuali. La sua costituzione formale è garanzia di libertà, perché l’intesa associativa che la costituisce si fonda sull’autonomia dei gruppi e degli individui.

Gli anarchici della Federazione Anarchica sono abituati, loro malgrado, ad affrontare la repressione. Il nostro impegno nelle piazze, nei posti di lavoro, contro il razzismo, il militarismo, la guerra, l’oppressione capitalista e statale solo nell’ultimo anno ci è costato numerose denunce. Per non parlare delle manganellate, delle perquisizioni, della costante opera di disinformazione operata dai media.

Siamo stati alle manifestazioni contro la globalizzazione capitalista, di fronte ai lager per immigrati ed alle carceri, nelle lotte contro le fabbriche di morte, le discariche nucleari, gli inceneritori, abbiamo fatto scioperi e picchetti, siamo presenti nelle lotte per la casa e gli spazi sociali, ovunque si pratichi l’autorganizzazione, l’azione diretta, il rifiuto della delega e la partecipazione: dalla Lucania della rivolta contro la discarica nucleare ai tranvieri in lotta.
Governo e stampa si ostinino pure nel binomio bombe ed anarchici, terrorismo ed anarchia: non ci lasceremo intimorire, oggi come nel 1969. Con buona pace di chi ha creduto di metterci in difficoltà, manipolando la nostra sigla e gettandola in pasto dei media. Sono tanti quelli che ci conoscono e sanno bene chi sono i terroristi che ogni giorno bombardano, avvelenano, opprimono, sfruttano, uccidono, incarcerano i senza potere e gli sfruttati. Essi siedono sui banchi dei governi, nelle gerarchie di tutte le chiese, nei consigli di amministrazione delle aziende e delle banche, tra le fila dei parlamenti, nei quartieri generali degli eserciti. Per sconfiggerli occorre l’impegno solidale degli oppressi e degli sfruttati: i soli capaci di mettere fine all’oppressione, alla gerarchia, allo stato.

Il convegno nazionale della F.A.I. – Milano, 10-11 gennaio 2004

Compagne e compagni di Torino, Alessandria, Vercelli, Cuneo, Milano, Novate, Varese, Bergamo, Venezia, Trieste, Savona, Chiavari, Genova, La Spezia, Carrara, Livorno, Pisa, Reggio Emilia, Parma, Correggio, Val D’Enza, Bologna, Imola, Chieti, Roma, Napoli, Palermo.

SAN VITO AL TAGLIAMENTO/ Assemblea sulle fontane

ORE 21.00 Piazzale Zotti San Vito al Tagliamento

fontane san vito

 

 

 

Contro il DELIRANTE regolamento sui Pozzi Artesiani che l’Assessore Regionale
Sara Vito, su ordine di Debora Serracchiani, ha presentato il 29 giugno, ai Sindaci
della Bassa Friulana.
Cosa faranno adesso i nostri cari Sindaci??
Il regolamento prevede l’obbligo di allacciamento all’acquedotto e la possibilità di
battere un pozzo solo se non c’è l’acquedotto violando cosi la norma nazionale preesistente
cioè l’Art. 93 RD 1775 del 1933 che ancora una volta pubblichiamo:
articolo 93
1. Il proprietario di un fondo, anche nelle zone soggette a tutela della pubblica
amministrazione, a norma degli articoli seguenti, ha facoltà, per gli usi domestici, di
estrarre ed utilizzare liberamente, anche con mezzi meccanici, le acque sotterranee
nel suo fondo, purché osservi le distanze e le cautele prescritte dalla legge.
2. Sono compresi negli usi domestici l’innaffiamento di giardini ed orti inservienti
direttamente al proprietario ed alla sua famiglia e l’abbeveraggio del bestiame.
Qui di seguito alcuni stralci del regolamento che vuole imporci
DEBORA SERRACCHIANI, che significa, in prospettiva,
l’acquedottizzazione forzata della bassa friulana.
1.3 In presenza di rete di acquedotto pubblico esistente o in corso di realizzazione, posto in
capo a un Gestore del Servizio Idrico Integrato, è obbligatorio l’allacciamento alla rete stessa
da parte di tutte le unità abitative nuove e/o esistenti da servire, secondo le specifiche tecniche
e le modalità stabilite nel Regolamento approvato dall’Autorità d’Ambito competente.
1.4 Nuovi pozzi ad uso civile potabile sono ammessi esclusivamente in assenza di rete acquedottistica
pubblica esistente o in corso di realizzazione.
1.9 Il nuovo pozzo, deve essere dotato di saracinesca … e di contatore … con lettura elettronica
da remoto.
1.18 Specifiche norme sanzionatorie dovranno essere introdotte per i casi, a seguito delle
letture dei consumi da remoto, di accertato superamento dei dati di fabbisogno dichiarati nella
denuncia qualora il superamento consista in volumi idrici superiori al 20% di quanto dichiarato
nella denuncia stessa.
COMITATO DIFESA DELLE FONTANE DELLA DESTRA TAGLIAMENTO

Trieste: Mercatino dei libri scolastici usati ogni martedì e giovedì

Vi segnaliamo questa bella iniziativa promossa dall’Unione degli studenti presso la nostra sede.

 

La vendita dei libri scolastici usati che abbiamo raccolto si terrà ogni martedì e giovedì dalle 18 alle 21, presso il Germinal (Via del Bosco 52/a) a partire dal 16 agosto.
Potete trovare aggiornamenti, notizie e maggiori informazioni sulla nostra pagina facebook: https://www.facebook.com/UnioneDegliStudentiTrieste/

Se avete altri libri usati da portarci, potrete ancora farlo durante lo svolgimento del mercatino. :) 

Prodaja knjig se bo odvijala vsak torek in četrtek od 18.00 do 21.00 v ulici del Bosco 52/a od 16 avgusta do polovice septembra. Več informacij dobite na facebook strani: https://www.facebook.com/UnioneDegliStudentiTrieste/
Če imate rabljene knjige, ki nam jih želite prinesti, nam jih še lahko oddate na sejmu.

>>——–>
Il caro-libri è uno dei problemi più comuni che gli studenti si trovano costretti ad affrontare ogni anno. Il mercatino del libro usato è un momento di aiuto reciproco tra studenti, dove si cerca di alleggerire le spese esorbitanti dei libri scolastici, denunciando i prezzi esagerati di quest’ultimi.
La nostra educazione non dovrebbe essere sottoposta a speculazioni delle grandi case editrici che cambiano edizioni soltanto per farci comprare lo stesso libro per tre volte di seguito.

 

Gruppo Anarchico Germinal

 

VENETO/ Iniziative antifa e antirepressione

Iniziative antifasciste e antirepressione in Veneto

 

Vittorio Veneto venerdì 2 settembre contro casapound e i neofascismi
https://www.facebook.com/events/1587354408225112/

 

Venezia 16 19 e 20 settembre contro la sorveglianza speciale

https://questacasanoneunalbergo.noblogs.org/post/2016/08/25/tre-giorni-contro-la-sorveglianza/

OSOPPO/ Pietrasonica 5 e 6 agosto

Pietrasonica Psychedelic Stoner Rock Festival

http://www.pietrasonica.com/

https://www.facebook.com/events/106151246486703/

 

pietra sonica osoppo 2016 

 

Presenza anarchica

 

Alcuni Anarchici Udinesi con distro e vegan

https://alcunianarchiciudinesi.noblogs.org/

 

Ateneo Llibertario Friulano libreria, antifascismo, ecologia sociale, solidarietà con il Kurdistan

https://www.facebook.com/ateneofriulano/

 

foto della presenza dell’ Ateneo Libertario Friulano

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post a cura di Paolo De Toni

 

PORDENONE: A misura di pettorina “I facilitatori” di sfruttamento e razzismo

A MISURA DI PETTORINA: I “FACILITATORI” DI SFRUTTAMENTO E RAZZISMO

GrrrrrizzoDall’elezione della nuova giunta è passato un mese, ma il sindaco Ciriani si è già distinto per diversi interventi spot e repressivi nei confronti dei richiedenti asilo e degli “ultimi” in generale.

Si passa dal potenziamento dell’apparato repressivo dei vigili urbani, che fanno riferimento all’assessore Loperfido (FDI), all’interno dei parchi e degli spazi pubblici, alla criminalizzazione dei mendicanti, chiamati in modo dispregiativo “accattoni” (tranquilli, in questi 5 anni la figura di Pasolini sarà sfruttata lo stesso economicamente…), con il sequestro dell’elemosina giornaliera, fino al famoso, anche a livello nazionale, spegnimento del wi-fi e della rete libera per tutti i cittadini per evitare i “capannelli” di profughi nelle piazze cittadine.

La “ricetta” Ciriani e della sua giunta fascio-leghista è semplice e non dissimile da quella delle altre destre populiste e xenofobe europee: creare il mostro a livello mediatico, gettare in pasto alla “pancia” del proprio elettorato, qualche mossetta politica a spot e nel frattempo continuare a fare i propri porci comodi : che siano la spartizione delle poltrone ; la sottrazione e il furto di soldi pubblici, come il caso di Danilo Narduzzi, ex consigliere della Lega Nord regionale, di recente condannato per aver sottratto 400.000 € di rimborsi spese a tutti noi ; infine la freschissima approvazione da parte del Consiglio Regionale dellamodifica della legge sull’integrazione al reddito, Misura Attiva di Sostegno al Reddito, che da oggi escluderà tutti i residenti in Italia da meno di cinque anni, invece che due, calpestando ulteriormente quei presunti residui di stato sociale che dovrebbero garantire che tutti possano vivere degnamente.

Ma è con la ricetta del “lavoro gratuito” ad opera dell’assessore alle politiche sociali Eligio Grizzo (Lega Nord) che si raggiunge lo zenith della schifezza, almeno per ora. Seguendo l’ideologia bipartisan del “lavoro volontario”, che questa volta getta la maschera e diventa direttamente gratuito, Grizzo vuole impiegare circa 50 richiedenti asilo in lavori di manutenzione e pulizia.

La motivazione della gratuità delle azioni sarebbe che “già vengono elargiti 31 euro per l’accoglienza di ciascuno di loro”(NdR soldi elargiti per di più dalla UE  e diretti alle cooperative e caritas che si occupano di accoglienza), giustificazione ridicola e discriminatoria.

L’adesione al progetto sarebbe teoricamente volontaria, ma anche qui le dichiarazioni di Grizzo fanno rabbrividire: “i profughi non sono obbligati a lavorare, ma si potrebbe definire, per chi non collaborerà, un demerito”. Insomma un ricatto in piena regola!

A completare la porcheria discriminatoria saranno le pettorine che indosseranno i “lavoratori”: rossa con su scritto “io lavoro gratis” per i richiedenti asilo, gialla con scritto “facilitatore” e tricolore italiano per gli accompagnatori.

A partire dalle pettorine, fino alla retribuzione gratuita per i richiedenti asilo e sotto forma di voucher e borse lavoro per italiani, emerge quella che è linea decisa dai vari governanti di come devono essere i lavoratori: ricattabili, sfruttati, pagati il minimo se non zero, discriminati e divisi su base etnica o nazionale.

Abbiamo sempre affermato che il nostro impegno sulla questione dei rifugiati, non è mosso “solamente” da umanità ed empatia, ma soprattutto dalla consapevolezza che ci troviamo, con le dovute differenze, nella stessa condizione di precarietà e ricattabilità.

Bisogna prendere coscienza della guerra di classe scatenata a tutti i livelli all’interno della società e costruire un unione tra tutti gli sfruttati.

E’ indispensabile opporre una lotta comune per arrestare questa guerra tra poveri, che eleva il migrante a sommo capro espiatorio dei disastri neoliberisti che strozzano le fasce più deboli e contrastare ogni atto discriminatorio e di sfruttamento, portando negli stessi spazi che stanno cercando di sottrarci ( le piazze e i parchi) esempi reali di solidarietà e conflitto sociale.

PN REBEL

Iniziative ferragostane

Trieste 13 agosto ore 17.00 banchetto distro

https://alcunianarchiciudinesi.noblogs.org/post/2016/08/05/trieste-113-8-2016-banchetto-con-libri-anarchici/

 

San Giorgio di Nogaro 13 agosto ore 21.00

The sixties explosion the sixties illusion

Le speranze e le illusioni degli anni sessanta con testi, video e canzoni live!

 

L’aspetto sociologico.

Gli anni sessanta sono stati una grande esplosione di sensibilità e di esigenze libertarie, al di là dei movimenti strettamente politici che più tardi faranno la loro comparsa. Si era creata una voglia diffusa di vivere liberi e felici.
Al di là della repressione politica in senso stretto che pure è l’aspetto fondamentale, lo scopo della logica di dominio è stato quello di sbranare, reprimere, commercializzare, intossicare, disilludere le speranze di intere generazioni di giovani. I sixties sono stati allo stesso tempo una grande esplosione libertaria, ma anche una grande illusione politica, perché mancavano gli strumenti intellettuali evoluti per dare uno sbocco duraturo a queste istanze ed energie. Spiace costatarlo, ma dopo 50 anni questi mezzi culturali, cognitivi, ed infine politici, non sono ancora stati prodotti. Rileggere questi ultimi 50 di storia è quindi fondamentale per trovare una via d’uscita in una situazione sociale, oggi come oggi, assolutamente devastante.

L’aspetto musicale.

Nell’estate del 1966, cinquanta anni fa, in Italia c’è stata l’esplosione dei Complessi Beat che riproponevano soprattutto cover importate dall’America e dall’Inghilterra, spesso con testi completamente modificati e in alcuni casi anche con significati vagamente “impegnati”e “politicizzati”. Suoneremo alcune di queste canzoni e ne analizzeremo la loro storia. La riflessione fondamentale che va fatta è che attraverso la musica si è avuta l’ingresso, nella scena della storia, del mondo giovanile, peraltro generalmente proletario; un mondo che è stato immediatamente colonizzato commercialmente e demotivato ad agire per raggiungere una società diversa.


 

assaggio musicale

https://www.facebook.com/paolo.detoni.56/videos/vb.100000737957860/1210301132337807/?type=2&theater&notif_t=video_processed&notif_id=1470764521869692

 

e noi ai minatori morti a Marcinelle dedicheremo “la Miniera” dei New Trolls
http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/08/08/news/omaggio-ai-caduti-di-marcinelle-1.13938228?ref=search

 

post a cura di Paolo De Toni

PORDENONE: striscione solidale con le lotte in Francia

franciaPNCONTRO LA PRECARIETÀ E LO SFRUTTAMENTO
SOLIDARIETÁ CON LA LOTTA IN FRANCIA!
NO LOI TRAVAIL NO JOBS ACT!
Esprimiamo solidarietà alla legittima ribellione contro l’attacco del liberismo sfrenato, da parte di un governo cosiddetto socialista, che vuol smantellare le principali tutele nell’ambito lavorativo, facendosi ubbidiente interprete degli ordini del “comitato di affari europei”, come lo stesso governo Renzi insegna in Italia. Quello che si sta mettendo in atto in tutta Europa e non solo, è la legalizzazione dello sfruttamento e della precarietà.Sosteniamo la giusta lotta dei compagni e delle compagne francesi, per rilanciare la nostra lotta contro il Jobs Act. Contro la repressione per la giustizia sociale!
INIZIATIVA LIBERTARIA