TRIESTE/ 10 dicembre: #occupytrieste OCCUPA!

Esattamente (e casualmente) nell’anniversario dello sgombero del CSA di Udine

Bravi! Complimenti, CSA Udine

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  • Viva l’ANSA che come al solito non ha capito nulla!!!

    www.ansa.it

    Gruppo autonomi occupa ex ‘Era’ a Trieste, Per protestare contro progetti ristrutturazione del polo, , 01. Friuli Venezia Giulia, Ans

  • #occupytrieste ha aggiunto una nuova foto.

  • È NATO È NATO È NATO SPAZIO SOCIALE OCCUPATO…
    Siamo sempre noi: occupy trieste, gli stessi che avete visto nelle tende in Piazza Unità e in Piazza della Borsa, gli stessi che hanno già cercato un posto chiuso in cui ritrovarsi nell’abbandonato ex banco di Napoli. Oggi siamo entrati in questa struttura, vuota da anni e abbandonata non ancora finita , cercando un luogo da rendere vivo con le nosVisualizza altro

 

La bora

Occupy Trieste nel pomeriggio occupa uno stabile di fronte al Molo Fratelli Bandiera

 

Occupy Trieste occupa un nuovo edificio a Trieste, una struttura abbandonata situata di fronte al Molo Fratelli Bandiera.
Questo il comunicato pubblicato sulla pagina facebook del movimento:
Siamo sempre noi: occupy trieste, gli stessi che avete visto nelle tende in Piazza Unità e in Piazza della Borsa, gli stessi che hanno già cercato un posto chiuso in cui ritrovarsi nell’abbandonato ex banco di Napoli. Oggi siamo entrati in questa struttura, vuota da anni e abbandonata non ancora finita , cercando un luogo da rendere vivo con le nostre assemblee ed iniziative, perché crediamo che ogni cittadino abbia il diritto di riappropriarsi del suo ruolo attivo e prioritario nella società e nella politica.
Siamo stanchi di vedere questo, come altri edifici, abbandonati e vuoti, inutili alla città che li ospita. Tutto ciò è figlio della crisi che stiamo attraversando e risultato della speculazione edilizia, che negli ultimi decenni ha portato a investimenti falliti e ad illusori posti di lavoro.
Siamo stanchi di sentir proporre, anno dopo anno, gli stessi investimenti plurimilionari in progetti non prioritari per la città, slegati dai suoi reali bisogni – quando addirittura proprio inesistenti, come in questo caso. Quindi agiamo noi, che rappresentiamo veramente quella città che si prende cura di se stessa e vuole migliorarsi, al contrario di chi continua a perpetrare promesse che ci trattengono in questo sistema finanziario fallimentare.
Siamo convinti che il bene della città venga prima di tutto, e questo bene è riappropriarsi di un’anima. Ciò che stiamo facendo è forse illegale, ma legittimo: regaliamo un posto alla città, mettendoci energie, entusiasmo, chiamando una città degna a collaborare tutti insieme. Siamo sicuramente migliori nelle pratiche e nelle intenzioni di coloro che per anni hanno sprecato milioni, o coloro che staccano luce, gas, acqua e dignità a centinaia di persone ogni mese, accumulando intanto milioni di debito con i soldi di tutti.
Questo palazzo è un bene comune, in cui tutti sono invitati a venire, partecipare e a portare il loro contributo. Sapete chi, non sapete come, SAPETE DOVE, sapete quando: SEMPRE.

sabato 10 dicembre 2011

 

 

OccupyTrieste continua la sua corsa!

occupytrieste_171211

Aggiornamento del 28/12

Anche durante il periodo festivo

Occupytrieste non va in vacanza e fra assemblee e cene di finanziamento è nato anche il nuovo sito internet che va

ad affiancare gli altri strumenti di comunicazione del movimento.

Occupytrieste.com

 

 

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CLIMA-Durban/ Com’è finita?

“Accordo globale” al COP17?
L’opinione di Luca Mercalli

Clima, la svolta di Durban Trattato globale entro il 2015

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TORINO/ Stupro inventato, razzismo reale

 

Un confronto interessante

 

Corriere 11 dicembre 2011

CIE DI GRADISCA: guerra di carte bollate

Il piccolo 08/12/12

Guerra di carte bollate per la gestione del Cie

Guerra a colpi di carte bollate per la gestione del Cie-Cara e il destino dei due centri rimane rinviato alla fine di febbraio. Il Consiglio di Stato ha infatti rigettato la richiesta di sospensiva della proroga all’attuale gestione, avanzata dall’associazione temporanea d’impresa guidata dalla francese Gepsa. Il colosso transalpino, come si ricorderà, aveva vinto in prima istanza la gara d’appalto per la gestione delle due strutture sino al 2014, salvo però vedersi congelare l’aggiudicazione definitiva per alcuni elementi di irregolarità emersi nelle credenziali delle imprese italiane a esso collegate (le romane Cofely Italia e Sinergasia e la siciliana Acquarinto). Il Consiglio di Stato ha dunque confermato la posizione del Tar, che aveva accolto il ricorso dell’attuale gestore, la coop siciliana Connecting People, contro l’aggiudicazione al consorzio guidato dall’azienda francese. La bocciatura nei confronti delle istanze di Gepsa, a ogni modo, non è nel merito, come spiegano dalla Prefettura. Semplicemente, il Consiglio di Stato non ha inteso dirimere ora la questione ed eventualmente ordinare stravolgimenti a due mesi dal pronunciamento definitivo da parte del Tar. Giova ricordare che sia il colosso francese dell’edilizia carceraria, sia Connecting People sono di fatto nella stessa situazione: entrambe erano state ammesse alla procedura di aggiudicazione con riserva. Rimane dunque alla finestra (e in gioco) anche il soggetto terzo classificato nella procedura di gara, la cooperativa goriziana Minerva, anch’essa pronta – secondo indiscrezioni – a entrare nella partita legale. Sul piatto vi sono 15 milioni di euro per una gestione di tre anni. Febbraio sarà un mese decisivo per il Cie anche per la conclusione dei lavori di ristrutturazione e il suo paventato ritorno a pieno regime. Attualmente gli ospiti del centro di identificazione sono appena una quarantina, a fronte dei 44 posti della zona verde e degli altri 68 della rossa, recentemente ripristinate. Con i 136 posti ancora mancanti e oggetto di intervento nella zona blu, al massimo entro marzo il Cie sarà riportato alla sua piena efficienza. Periodo che combacerà, dunque, con la nuova (o riconfermata) gestione. Se dal punto di vista delle evasioni o rivolte la doppia struttura per migranti viene da 8 mesi di relativa tranquillità, non altrettanto si può dire però su altri fronti. Gli operatori della Connecting People rimangono in stato di allarme per i ritardi nell’erogazione degli stipendi e alcuni incontri sindacali si sono svolti per analizzare le voci su presunti, possibili “tagli” al personale.

Manifestazioni NOTAV 8 dicembre: Comunicato sulle violenze delle FFOO, Foto, VIDEO e Rassegna stampa

A questo link trovate alcune interviste, analisi, testimonianze sulla
quattro giorni No Tav in Val Susa.

http://radioblackout.org/2011/12/no-tav-lautostrada-e-le-reti-voci-testimonianze-riflessioni/

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COMUNICATO SULLE MANIFESTAZIONI

8 DICEMBRE 2005…..8 DICEMBRE 2011-12-09

Il movimento no tav ha voluto ricordare la liberazione di Venaus con una giornata straordinaria di lotta.

Da una parte l’accerchiamento alle reti e dall’altra il blocco autostradale della A32 andato avanti per ben 14 ore.

Oggi, come ogni volta, i giornali riportano quasi unicamente le versioni della questura inerenti ai gravi incidenti avvenuti introno alle reti; ma come sempre la verità è un’altra:

– Contiamo decine e decine di feriti chi con lesioni in viso, chi su altre parti del corpo.

Due particolarmente gravi, sia per le ferite che per le modalità dell’aggressione.

Un ragazzo di 16 anni abitante a Venaus mentre stava cercando di estinguere un incendio causato dai bossoli roventi dei lacrimogeni, è stato colpito alla tempia da un candelotto subendo un grave trauma cranico e un’importante lesione all’occhio. Vergognoso il comportamento di alcuni agenti che, nonostante la gravità della situazione, non hanno ritenuto opportuno chiamare i mezzi di soccorso; solo dopo 30 minuti  la situazione si è sbloccata e l’ambulanza è potuta intervenire portando il giovane presso il CTO di Torino dov’è stato trattenuto in osservazione.
L’altro ferito grave è un operaio cinquantenne di Padova, anch’esso colpito da un candelotto lacrimogeno in pieno viso. I medici delle Molinette, hanno dovuto compiere questa mattina una delicata operazione tentando ti riattaccare la retina e asportarne i cristallini frantumati. I chirurghi che hanno compiuto l’operazione sono titubanti sul fatto che l’occhio si possa salvare mentre è certo che il recupero totale della vista non potrà più avvenire.

Molti altri feriti sono stati causati dal lancio di enormi pietre tirate dalle forze dell’ordine stesse; per fortuna questa volta alcuni operatori del Tg3 nazionale, bersagli anche loro prima di lacrimogeni e poi di pietre, hanno trasmesso le immagini in tutta Italia.
Ai feriti più o meno gravi va chiaramente tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno.

– Dopo lo sgombero della baita/presidio (durato solo la notte di ieri: oggi la baita è di nuovo saldamente nelle mani del movimento) c’è stato un altro episodio inqualificabile: le forze dell’ordine sono entrate nella costruzione rovesciando una stufa ancora accesa,  svuotando le pentole con il cibo sul pavimento, distruggendo piatti e suppellettili e in seguito, come se non bastasse, hanno fatto arrivare un camion caricandolo di zaini, giacche e qualunque cosa potesse avere valore, compreso un generatore elettrico, alcuni telefonini, attrezzi per tagliare la legna e per la manutenzione del presidio come accette, seghe, falcetti, tenaglie ecc.

– Continua l’abitudine di rilasciare fogli di via senza nessun motivo: ieri in 6 sono stati colpiti da questo assurdo provvedimento con il divieto di poter andare nei comuni dell’alta valle e ad Avigliana per 3 anni. Nelle macchine di queste “pericolose” persone sono stati rinvenuti una punta da trapano e alcuni kaway.

–  Infine ancora oggi un brutto episodio di prepotenza da parte delle forze dell’ordine: un lavoratore di una cooperativa sociale della Valle è stato fermato mentre stava raggiungendo l’ecocentro di San Giorio che doveva essere aperto al pubblico. La cooperativa si occupa, tra le altre cose, anche di giardinaggio e sul furgoncino usato dall’addetto erano presenti alcuni attrezzi di lavoro (falcetti, piccoli coltellini, vestiti di ricambio…). La polizia ha pensato bene di sequestrare il materiale tenendo il malcapitato fermo due ore e facendo così ritardare l’apertura dell’ecocentro creando così un danno non indifferente alla cooperativa.

Dal 27 giugno, giorno dello sgombero della Maddalena, abbiamo promesso che continueremo a organizzare iniziative concrete di lotta fino a quando quelle reti non cadranno con il loro contenuto di distruzione.

Oggi, rafforzati dalla mobilitazione di questi giorni, ribadiamo ancora più forte che non faremo un passo indietro!

Comitato no tav spinta dal bass – spazio sociale libertario takuma

 


 

ALCUNI VIDEO FOTO, SERVIZI TV e ARTICOLI QUOTIDIANI SULLE MANIFESTAZIONI DEL 8 DICEMBRE

 

VIDEO e Diretta dai cortei dell’8 Dicembre da NOTAV INFO:

http://www.notav.info/movimento/diretta-dai-cortei-dell8-dicembre/

 

VIDEO Fatto Quotidiano “Lacrimogeni e idranti. Nuova guerriglia (con feriti) in Val Susa”

http://www.youtube.com/watch?v=WV7tnCdj-Pc&feature=player_embedded

 

Gas CS usati in Valsusa (8 dicembre)

http://www.youtube.com/watch?v=wAFbrlBlBVY&feature=player_embedded

 

VIDEO 8 dicembre 2011 su Lacrimogeni ad altezza uomo : http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=K1sdZpx3XcQ

Durante la manifestazione NOTAV in Val Susa la polizia spara, con l’evidente intenzione di colpire i manifestanti, lacrimogeni CS ad altezza uomo causando diversi feriti anche gravi.8 dicembre 2011

 

VIDEO 8 dicembre Gli ultimi minuti di una giornata di lotta : http://www.youtube.com/watch?v=hwrIw5YIZLw&feature=player_embedded

 

VIDEO Repubblica “No Tav, i manifestanti bloccano l’autostrada”

In centinaia hanno occupato la A32 Torino-Bardonecchia all’altezza dello svincolo di Susa, nei pressi dell’autoporto, per dire no alla Tav.

I gruppi più numerosi si trovano sulla carreggiata verso Bardonecchia; alcuni manifestanti sono giunti anche sull’altra carreggiata

(video di Alessandro Contaldo)

http://video.repubblica.it/edizione/torino/no-tav-i-manifestanti-bloccano-l-autostrada/83222?video

 

FOTO della Stampa e Repubblica “Caschetti e asce, l’arsenale degli attivisti violenti”:

http://multimedia.lastampa.it/multimedia/torino/lstp/102114/

http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/12/09/foto/il_materiale_sequestrato_dalla_polizia_a_chiomonte-26344627/1/

 

FOTO Repubblica “No Tav all’assalto del cantiere” :

http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/12/08/foto/no_tav_all_assalto_del_cantiere-26292853/1/

 

SERVIZI TV :

TG R del 08-DIC-2011 ore 1400

http://www.youtube.com/watch?v=DrkEZBLON3s

 

TG 3 del 08-DIC-2011 ore 1900

http://www.youtube.com/watch?v=0cT4jXNglrE

Accuse alle forze dell’ ordine per  il ferimento di videooperatori e procurati incendi  con immagini in diretta !!!

TG R del 08-DIC-2011 ore 1930

http://www.youtube.com/watch?v=0A-ec_8wrbo

 

TG 5 del 08-DIC-2011 ore 2000

http://www.veoh.com/watch/v249179913CcgNTkm

Solite mistificazioni sui non violenti che cercano di isolare i violenti…

 

TG 2 del 08-DIC-2011 ore 2030

http://www.youtube.com/watch?v=meJ7edicI3A

“..Un centinaio di antagonisti hanno fronteggiato le forze dell’ordine…

 

TG R del 09-DIC-2011 ore 1400

http://www.youtube.com/watch?v=8MqsKoPH-l8

In Questura riunione con i Magistrati per esaminare.

Il Ministro Passera afferma che l’Opera s’ha da fare in ogni caso

 

TG R del 09-DIC-2011 ore 1930

http://www.youtube.com/watch?v=vOMyA4nwXnQ

Sceneggiata in Questura con esposizione di “armi improprie”: martello, maschere antigas, elmetti in plastica ecc. Intervista a Paini, sindaco di Giaglione e a Iengo del Comitato NOTAV

 

ALCUNI ARTICOLI DI RASSEGNA STAMPA

8 dicembre 2011 Stampa

“La diretta dai tre cortei in valle

Barricate No Tav, bloccata l’A32 Bombe carta e feriti nei boschi

Battaglia con la frangia violenta: gli attivisti aggrappati alle reti respinti con lacrimogeni e idranti

massimo numa, maurizio tropeano, niccolo’ cancan”

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/433540/

 

9 dicembre 2011 Stampa :

Tav, la polizia: “Dovevamo difendere il cantiere Siamo stati aggrediti a freddo”

L’accusa: «Comandano i capi di Askatasuna. Sono loro a decidere cosa fare»

MASSIMO NUMA inviato a chiomonte”

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/433681/

 

9 dicembre 2011 Stampa :

Tav, i manifestanti: “Una pioggia di lacrimogeni Hanno colpito gente inerme”

Le polemiche: un ragazzo di 16 anni è rimasto ferito al volto

NICCOLÒ ZANCAN inviato a chiomonte (to)”

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/433675/

 

9 dicembre 2011 Stampa :

“Torna la guerriglia in val susa Tav, scoppia la lite sui soccorsi al ragazzo ferito «Colpito in faccia da un lacrimogeno, nessun aiuto»
La polizia: «E’ falso, lo abbiamo scortato noi al Cto»

MASSIMILIANO PEGGIO torino”

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/433689/

 

9 dicembre 11 ANSA :

Passera tira dritto: ‘Avanti con la Tav, rispettare tempi e tracciato’

Vicino a reti cantiere, respinti con getti acqua

ROMA – La Torino-Lione “deve andare avanti” e assicuro il “pieno rispetto del cronoprogramma e del tracciato”. Lo ha detto il ministro dello sviluppo, infrastrutture e trasporti Corrado Passera, annunciando che lunedì incontrerà in proposito a Bruxelles l’omologo francese Mariani

dall’inviato Mauro Barletta”

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/12/08/visualizza_new.html_8406466.html

 

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NO TAV/ Minireport sull iniziativa di Mestre

 

Pubblicato su facebook 13 dicembre 2011

  • Mini-report dall’iniziativa di ieri a Mestre.
    Indetta da una lista Comunale (credo quella di Beppe Caccia qualcuno mi corregga se sbaglio). Relatori la Vittadini, Giacomini un altro docente (ingegnere) di trasporti e un sindacalista CGIL (?), tutti contro la TAV. Ha fatto un intervento Simionato per No TAV Veneto ed uno breve anch’io come No Tav FVG. Ho detto che l’occasione della presentazione del nuovo progetto completo Ve-Ts (quando avverrà secondo Giacomini i tempi sono lunghi e non qualche mese neanche per la tratta veneta) non deve trovarci impreparati e dobbiamo fare iniziative unitarie sia in Veneto che in Friuli. Una novità carina: Italferr ha 1500 dipendenti e comunque da fuori il 40% dei lavori di progettazione: elementare Watson è da li che escono i soldi per le clientele partitiche!! Una preoccupazione: Giacomini mi sembra un pò ingenuo e possibilista con Mainardi ( il comissario TAV) il quale evidentemente deve poter dire all’europa che il progetto c’è. Il rischio è che si vada a legittimare l’opera con i pezzettini che servono. A Giacomini gli ho detto che abbiamo intavolato una discussione con il Comune di Monfalcone proprio per togliere dall’opera Bivio San Polo che viene usato come cavallo di troia.

    · · · Ieri alle ore 10.01

PORDENONE: manifesto su Piazza Fontana

Manifesto affisso in questi giorni sui muri del pordenonese.

 

piazza_fontana_pordenone_2011

OMICIDIO RASMAN: confermate le condanne

Da Il Piccolo del 14/12/11

Rasman, la conferma dalla Cassazione: i tre agenti colpevoli

Resta la pena di sei mesi per omicidio colposo Lo avevano immobilizzato bloccandogli il respiro

di Claudio Ernè Colpevoli. La Corte di Cassazione ha confermato ieri le condanne per omicidio colposo inflitte dalla Corte d’appello di Trieste a tre agenti della Volante intervenuti il 26 ottobre 2006 nel monolocale di via Grego dove abitava Riccardo Rasman. Per il capopattuglia Mauro Miraz e per i colleghi Maurizio Mis e Giuseppe De Biase, è questa la condanna definitiva, giunta al termine dei tre gradi di giudizio. Sei mesi di carcere con la condizionale erano stati inflitti ai tre poliziotti nel processo di primo grado celebrato con rito abbreviato. Stesso esito aveva avuto il giudizio l’appello. Ieri si è pronunciata la Quarta Sezione penale dalla Corte di Cassazione dove l’avvocato Paolo Pacileo ha tentato l’ultimo assalto. Intanto il ministero degli Interni aveva già risarcito i congiunti della vittima con 70 mila euro. Nell’aula ieri era presente il capopattuglia Mauro Miraz che ha sempre partecipato alle udienze. Nell’aula del “palazzaccio” ieri erano arrivati anche i genitori e la sorella di Riccardo Rasman che – assieme al loro legale, l’avvocato Giovanni Di Lullo – per anni si sono battuti perché emergesse la verità su quanto era accaduto all’interno di quel monolocale di Borgo San Sergio dove avevano fatto irruzione due equipaggi della volante assieme a un paio di pompieri. Riccardo Rasman si era difeso, si era avventato contro gli agenti. Ne era scaturita una mischia, alla luce delle torce elettriche. Il giovane era stato ammanettato con i polsi dietro la schiena: i vigili del fuoco subito dopo gli avevano legato le caviglie con del filo di ferro. Poi era stato tenuto disteso sul pavimento e perché non potesse più reagire, i poliziotti avevano esercitato sul torace una pressione prolungata che si è rivelata fatale. Riccardo Rasman aveva iniziato a rantolare: la sua disperata richiesta di aria, col relativo rumore delle inspirazioni sempre più strozzate, era stato sentito da una vicina di casa. «Ho sentito i lamenti dell’arrestato che ansimava forte e respirava affannosamente. Erano gli agenti a stare sopra a Rasman». Ma nessuno dei poliziotti ieri condannati definitivamente, aveva pensato di sollevare da terra, liberandolo del loro peso. Quando avevano chiamato il 118 era troppo tardi. L’ambulanza era tornata mestamente vuota al parcheggio ed era entrato nell’appartamentino Ater il medico legale. «Asfissia da posizione» avevano scritto nella perizia i medici Fulvio Costantinides e Giovanni del Ben. Secondo il loro elaborato la tragica conclusione dell’irruzione, dove essere attribuita a una serie di concause: in primo luogo al notevole sforzo muscolare sostenuto da Riccardo Rasman per opporsi all’irruzione degli agenti, richiamati a Borgo San Sergio da alcune telefonate che attribuivano al giovane il lancio in strada di alcuni petardi. In secondo luogo alla sua stazza fisica, piuttosto corpulenta. In terzo luogo è stata determinante «la posizione prona, con le mani ammanettate dietro la schiena e le caviglie legate, nonché con alcune persone poste sulla schiena».

UDINE/ Frigorifero ed ex-Macello news

Guarda guarda,  che super attivismo, il sasso nello stagno ha dato i suoi effetti. Vediamo come andrà a finire. Speriamo che si possa dire che fra i due litiganti … il CSA gode

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Messaggero Veneto VENERDÌ, 26 AGOSTO 2011 Pagina 13 – Cronache

IL PDL

«Ok alla sede di Bankitalia no al museo nell’ex Frigo»

«Sull’ormai annosa questione dell’ex Frigorifero, dell’ex macello e del Museo di storia naturale, il Pdl di Udine è unito». A esserne convinti sono il vicecoordinatore del Pdl Vincenzo Tanzi e il capogruppo in Comune Loris Michelini, secondo i quali il museo va realizzato nell’ex caserma dei vigili del fuoco di piazzale Cadorna, mentre la Regione può impegnarsi nell’acquisto di palazzo Antonini. «Di fronte a quella che è stata un’incauta spesa per l’acquisto dell’ex Frigo – continuano Tanzi e Michelini – è bene che Honsell faccia autocritica. Noi non permetteremo la rinegoziazione dell’accordo di programma siglato nel 2001. Di quale bene per la città e rilancio economico parla Honsell? Dal 2008 il commercio cittadino è bloccato – concludono Tanzi e Michelini – perché quest’amministrazione non ha realizzato alcuna opera strategica per la città. Il conto di oltre 10 milioni di euro che il sindaco vuole presentare è un modo per buttare risorse in ristrutturazioni fine a se stesse come l’ex Frigo e l’ex Macello. Ristrutturazioni che servono solo ad accontentare i centri sociali».

 

Messaggero veneto GIOVEDÌ, 25 AGOSTO 2011Pagina 20 – Cronache

Museo e macello, Udine chiede udienza a Tondo

Il sindaco scrive al governatore: «Tenere fermi 9 milioni non conviene a nessuno Operiamo in sintonia per realizzare queste opere. Così si fa il bene della città»

di Giacomina Pellizzari

 

«Gentilmente e rispettosamente Ti chiedo al più presto un incontro tra amministrazione regionale e amministrazione comunale». Inizia così la missiva inviata ieri dal sindaco, Furio Honsell, al governatore del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, per cercare di districare la rete dove sono rimaste impigliate la ristrutturazione dell’ex Macello e la costruzione del Museo friulano di storia naturale nell’ex frigorifero. Due opere indispensabili per riqualificare l’area dismessa di via Sabbadini. Non va dimenticato, inoltre, che per il museo si sono già mobilitate 5 mila persone che ora si preparano a tornare nuovamente in piazza con una raccolta di firme. L’obiettivo è sbloccare i 5 milioni di euro vincolati per la realizzazione del museo nell’ex caserma dei vigili del fuoco di piazzale Cadorna e rinegoziare l’accordo di programma siglato dal Comune di Udine nel 2001 per dirottare altri 4 milioni nel recupero dell’ex macello e nel raccordo tra le vie Popone-della Valle. Un’annosa questione che divide soprattutto il Popolo della libertà visto che il gruppo consiliare non ne vuole proprio sapere di spostare i fondi del museo dall’ex caserma all’ex Frigorifero. A tutto ciò va aggiunto l’impegno della Regione a investire nella realizzazione del pala concerti e nell’acquisizione di palazzo Antonini, l’edificio palladiano di via Gemona, messo in vendita dalla Banca d’Italia. Il consigliere regionale Alessandro Colautti (Pdl), infatti, ha già proposto di utilizzare i 5 milioni del museo per restituire alla città il palazzo, con tanto di giardino storico, di via Gemona. Ed è proprio per evitare di dover modificare il piano delle opere che Honsell ha deciso di scrivere a Tondo certo che il governatore condivide «l’urgenza di poter utilizzare questi fondi per il bene della città di Udine e per sostenere l’economia in un momento delicato come quello attuale. Non è conveniente per nessuno – ribadisce il primo cittadino – tenere questi finanziamenti inoperosi». Il sindaco è convinto, infatti, che solo operando in sintonia con la Regione queste opere si possono realizzare in tempi rapidi. E nella missiva, Honsell assicura anche la disponibilità del consiglio comunale a definire l’utilizzo dell’ex macello a beneficio di tutta la comunità udinese, dai bambini agli anziani. Mentre per quanto riguarda il Museo di storia naturale, Honsell sottolinea che questa deve essere «concepita come un’opera di interesse regionale e non solo comunale». L’obiettivo, insomma, è affrontare la questione allo stesso tavolo con la Regione prima di rischiare che quest’ultima decida senza consultare il governo della città.