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PORDENONE: striscione antirazzista. Indifferenza e razzismo uccidono.

emmanuel pn

Indifferenza e razzismo uccidono, Emmanuel vive nella solidarietà.

Siamo ancora sgomenti per il barbaro omicidio di mercoledi sera a Fermo.
Amedeo Mancini, un italiano appartente al giro neofascista fermano, ha ucciso Emmanuel Chidi Namdi, richiedente asilo nigeriano dopo aver insultato con epiteti razzisti la moglie Chinyery

L’omicidio segue una serie di intimidazioni e minacce, dagli insulti di cui Mancini non era nuovo ( il fratello ha dichiarato che si tratta di “un allegrone che si diverte a lanciare noccioline ai negri” cit.) fino alle esplosioni di ordigni rudimentali contro il seminario dove Emmanuel e altri richiedenti asilo sono ospitati.

Si tratta di un chiaro omicidio motivato da un’aggravante razzista, da parte non di un semplice ultrà, come dipinto dalla maggior parte dei media, ma di un fascista.

L’assassinio di Emmanuel non è che l’ennesimo atto scaturito dal clima politico e mediatico, che da tempo vomita e fomenta odio nei confronti degli immigrati e dei richiedenti asilo e nei confronti di chi si dimostra solidale a chi scappa da fame, povertà, guerra e discriminazione.
Un clima di odio dove prosperano ideologie, pratiche, parole d’ordine e politiche espressamente razziste, oltre che organizzazioni e partiti dichiaratamente fascisti, che dovrebbero essere stati spazzati via dalla storia.

Non possiamo e non vogliamo rimanere indifferenti a tutto questo. Non possiamo più tollerare l’intollerabile. Non possiamo piangere morti scaturiti dalla barbarie fascista.

Bisogna adoperarsi per eliminare il razzismo dalle nostre città e chiudere le sedi fasciste.
Costituiamo reti di partecipazione cittadine che facciano resistenza nei confronti di chi vuole creare una guerra tra poveri e reti di solidarietà che si adoperino nel garantire i diritti essenziali di tutti: casa, lavoro ed una vita dignitosa.

Emmanuel vive, morte al razzismo!

PNREBEL

TRIESTE: solidarietà a casa delle culture

Nella notte fra il 25e il 26 maggio un gruppo di ignoti di chiara ispirazione nazifascista ha riempito di svastiche, celtiche e scritte intimidatorie Casa delle Culture, spazio sociale nel quartiere di Ponziana.

E’ stata inoltre ripetutamente colpita a picconate la porta, con il chiaro intento di entrare e danneggiare anche gli interni.

Diamo la nostra solidarietà a Casa delle Culture.

Atti di questo genere non vanno presi con leggerezza; nel corso degli anni, in Italia e non solo, episodi simili hanno causato, oltre ai danni materiali, anche feriti e morti.

Invitiamo tutti e tutte a rispondere a questo attacco intensificando la presenza alle iniziative antifasciste e antirazziste.

Occorre continuare a lottare, quotidianamente e in ogni ambito, per porre un argine alla dilagante cultura razzista e xenofoba in cui questi squallidi figuri trovano legittimazione e consenso.

Gruppo Anarchico Germinal

PORDENONE: striscioni antifascisti per ricordare DAX

La memoria non si cancella, con DAX nel cuore!

Oggi, Mercoledì 16 Marzo, è il tredicesimo anniversario dell’omicidio di Davide Cesare, “Dax” per Amici e Compagni.
Una notte cominciata in Via Brioschi, nel quartiere Ticinese a Milano, dove un branco di nazi-fascisti organizzò un vile agguato contro militanti Antifascisti aggredendoli a coltellate e ferendone gravemente tre. Uno di loro, Davide “Dax”, rimase a terra, colpito a morte.
Venuti a conoscenza della tragedia, Amici e Compagni accorsero all’ospedale San Paolo per avere notizie ma ad attenderli, quasi un secondo agguato, si trovarono di fronte un massiccio dispiegamento di pattuglie di polizia e carabinieri (tra cui elementi del famigerato 3° battaglione Lombardia, noto per essersi distinto nei feroci pestaggi del G8). Dopo pochi istanti di tensione le forze dell’ordine si scatenarono in brutali cariche contro gli amici di Dax, con feroci pestaggi all’interno e all’esterno della struttura ospedaliera. Numerosi riportarono pesanti ferite, colpiti in faccia e al capo con corpi contundenti “speciali” quali mazze da baseball e manganelli “tonfa”.
Ricordiamo oggi quello che accadde tredici ani fa, perché quei fatti rimangano impressi nella memoria collettiva, ma soprattutto per non dimenticare Dax. E’ nostra convinzione che per farlo vivere per sempre e sentirlo ancora al nostro fianco nelle lotte, sia necessario continuare, le battaglie a cui lui stesso si dedicava con passione, e che mantenere viva la sua memoria non significhi limitarsi a commemorare la sua persona ma perseverare nella pratica militante Antifascista e Antirazzista, sopratutto in questi ultimi anni ora che i rigurgiti neofascisti, nazionalisti, xenofobi stanno aumentando in maniera esponenziale. Le aggressioni ad opera di gruppi neofascisti, come Forza Nuova o Casa Pound, nei confronti di Compagni, di migranti, omosessuali e delle persone più discriminate sono oramai quotidianità a cui non possiamo assuefarci e rimanere indifferenti.
“Dax” ci ha insegnato che bisogna praticare l’opposizione a questo clima sociale e che per poter fermare questa deriva populista e razzista è necessario auto-organizzarsi ovunque, nei quartieri, nelle scuole e nei luoghi di lavoro, attraverso la controinformazione e sviluppando pratiche di mutuo aiuto e di solidarietà sociale.

Nord Est Antifa

daxpn

PORDENONE: solidarietà antifascista

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SOLIDARIETÀ A PIPPO, FERMARE IL NEOFASCISMO, CHIUDERE CASAPOUND!

Apprendiamo del tentato omicidio a Trento per mano fascista di ieri notte dopo una festa in piazza, organizzata dalla Rete contro i fascismi. Un attivista della Rete e del centro sociale Bruno, allontanatosi dalla festa per ritornare a casa, è stato seguito dal responsabile locale di CasaPound che l’ha colpito prima con un martello e, successivamente, con un coltello.

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UDINE/ Antifascismo: sassi contro sede di casapound

mv online 30 12 2015

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/12/30/news/sassi-contro-casapound-1.12696597?ref=search

 

mv cartaceo 31 12 2015

 

mv 31 12 2015

 

mv 31 12 2015 f

 

 

 

PORDENONE: comunicato sulle intimidazioni fasciste

Da mesi a Pordenone ci troviamo di fronte ad una novità quasi assoluta: l’apertura di una sede di un partito politico esplicitamente fascista nel pieno centro della città.
Dietro la maschera di un’associazione sportiva di scacchi, denominata “Circolo Ghibli”, è infatti stata aperta la sede dell’organizzazione dei “fascisti del terzo millennio” di Casapound Italia.
Durante l’estate i “bravi ragazzi” di Casapound, si sono resi protagonisti a Pordenone ed in Provincia, di due azioni intimidatorie durante altrettanti concerti.
Nel primo caso hanno intimidito e tentato di aggredire un cantante durante un festival, annullando il suo concerto; stesse azioni compiute, una settimana dopo, nei confronti di un altro musicista.
Entrambi i tentativi di aggressione sono stati motivati dal fatto che i due artisti avevano espresso contrarietà alle azioni e al “pensiero” dei fascisti del terzo millennio, attraverso un social network.

Non contenti delle scorribande estive, stanno continuando anche adesso.
Sono ormai tre settimane consecutive che avvengono intimidazioni ai danni di giovani antifascisti.
La loro “colpa” è quella di vestire in un modo a loro non congeniale, avere idee differenti ed esporle pubblicamente, indossare una toppa o un adesivo: addirittura scrivere il proprio pensiero su Facebook è abbastanza per essere attaccato, strattonato e aggredito.
Martedì 3 novembre il primo caso: un ragazzo, rapper e antifascista, appartenente al collettivo PN Rebel è stato inseguito per il centro cittadino, nel primo pomeriggio, da 4 appartenti al partito politico Blocco Studentesco, giovanile di CasaPound Italia, usciti da un bar poco vicino piazzetta Cavour. Dopo il pedinamento, l’hanno seguito all’interno di un negozio per continuare le minacce, nonostante la presenza basita della proprietaria.
La settimana dopo, 10 Novembre, stessi attori, diverso copione.
Intimidazione e minacce, sempre in pieno centro cittadino al Parco Galvani, a causa di una toppa antifascista sullo zaino. Azione premeditata: accerchiamento, spinte e strappo dell’adesivo.
Non contenti, questa settimana, sempre GLI STESSI quattro aderenti al Blocco Studentesco, tra cui un rappresentante d’istituto di un liceo di Cordenons e interlocutore presso l’ATAP, hanno aggredito verbalmente un altro ragazzo, chiedendo di “spostarsi lontano dalle telecamere per risolvere la situazione, a pugni”.
La “situazione” consisteva nel fatto che il giovane stesse tranquillamente passando per il chiostro della Biblioteca Civica, luogo di passaggio e incontro di centinaia di studenti pordenonesi, indossando sullo zaino una toppa antifascista. Solo l’intervento di un altro ragazzo, che aveva seguito la scena, ha evitato che la situazione si evolvesse in peggio.

Non si può rimanere indifferenti di fronte ad un simile atteggiamento aggressivo e stupido.
Non si può tollerare che ci sia un gruppo politico che con metodi squadristi tenta di imporre una visione del mondo, barbara e piena di odio, a tutti i giovani della città.

Non possiamo più sopportare che ci sia qualcuno che tenti di negare la libertà di esprimerci, la libertà di sostenere le nostre idee, di vestirci come ci pare, di indossare i simboli che rappresentano i nostri valori e soprattutto la libertà di movimento: nessuno deve avere paura di girare liber* per la città!

E quindi questo il famoso doposcuola di cui parlavano gli aderenti di Blocco Studentesco e incensato da giornali e TelePordenone? Un laboratorio di bullismo e squadrismo?
È questo l’apporto sociale alla città di cui parlavano Casapound ai tempi dell’apertura della loro sede?

Non possiamo che ripetere lo slogan lanciato questo gennaio dopo i fatti di Cremona: chiudere tutti luoghi fascisti!
Come previsto, il comportamento prevaricante e violento degli aderenti a Casapound si sta ripetendo, come in tutta Italia, anche a Pordenone.
Invitiamo gli studenti, i giovani, i lavoratori e tutti a segnalare gli atteggiamenti squadristi, le aggressioni, le intimidazioni, anche con video e registrazioni.
Pensiamo che le idee e l’agire politico di questi neofascisti, siano in antitesi con la prospettiva di società che vogliamo: una società plurale, solidale e libertaria, senza gerarchie e discriminazioni, dove le differenze sono ricchezze e non scogli insormontabili, una società dove al centro ci sono i nostri bisogni e i nostri desideri e non odio, diffidenza, razzismo, violenza e prevaricazione.

 

Collettivo PN rebel

TRIESTE: provocazione fascista

Riceviamo e diffondiamo questo comunicato:

 

I CAMERATI DI FORZA NUOVA TENTANO UN AGGRESSIONE AD UN MILITANTE ANTIFASCISTA TRIESTINO.

Oggi, Sabato 21 marzo, un gruppo di militanti antifascisti hanno contestato il banchetto di tesseramento di Forza Nuova, in via delle torri a Trieste, con un volantinaggio (qui sotto in allegato in volantino).
Nonostante il gruppo si trovasse ad alcuni metri dal banchetto e un cordone di polizia, in borghese e non, stesse attentamente sorvegliando la zona; un paio di camerati, indisturbati, si sono avvicinati ad uno dei giovani militanti cercando di aggredirlo.
Non è bastata una primitiva prova di forza per fermare la controinformazione antifascista e mai basterà.

STOP ALL’INVASIONE FASCISTA.

STOP ALLA DIVULGAZIONE DELL’IGNORANZA.

LA NOSTRA DEGNA CITTÀ NON SI PIEGHERÀ MAI DAVANTI A NESSUNA SORTA DI FASCISMO.

 

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PORDENONE: Fuori Casapound dalle scuole!

BASTA CAZZARI! FUORI CASAPOUND DALLE SCUOLE!

Venerdì 27 si terrà un corteo di studenti contro il caro autobus.
Di per sé, questa sembrerebbe una notizia positiva.
Da troppi anni a Pordenone sul versante studentesco c’è il deserto; mentre i diritti degli studenti vengono asfaltati da qualsiasi governo e partito in Parlamento, tra controriforme dell’istruzione come la riforma Gelmini e la “Buona Scuola” renziana, la risposta degli studenti è sempre stata fiacca e apatica.
Ogni giorno i presidi, futuri padroni assoluti delle scuole, ci ricordano esclusivamente i nostri doveri e se ne infischiano dei nostri diritti: si vietano le assemblee o le stesse vengono ridotte a farse una tantum, si limita la circolazione all’interno delle scuole di materiale di controinformazione e vengono tagliati sportelli e corsi di recupero. Questo anche grazie a rappresentanti d’istituto sempre pronti a chinare la testa di fronte ai presidi, venendo quindi meno al loro ruolo studentesco.

Ben venga quindi la manifestazione di venerdì? ASSOLUTAMENTE NO!

Hanno fatto di tutto per nascondersi e mentirci, passando a raccogliere le firme per le classi negando la loro identità, spacciandosi per “apolitici e apartitici” durante i volantinaggi, godendo della complicità dei rappresentanti di istituto, come quelli del Leopardi-Majorana, che li hanno aiutati a dissimulare chi sono.
Gli organizzatori di questo corteo sono i fascisti del terzo millennio di Blocco Studentesco, giovanile di CasaPound Italia, partito di picchiatori, razzisti e omofobi.
Questo gruppo politico, presente da poco tempo a Pordenone ma attivo in molte regioni italiane a diffondere odio e intolleranza, che ha avuto il merito di organizzare negli ultimi mesi, da quando hanno addirittura una sede in città, un’unica iniziativa a nome Blocco Studentesco, ovvero un italico torneo di beer pong pomeridiano, sta cercando di prendere in giro gli studenti spacciandosi per un gruppo di ribelli e rivoluzionari.
Di rivoluzionario, però, non hanno nulla e anche la difesa dei diritti degli studenti sembra interessarli poco, visto che a parole si lamentano dei rincari degli autobus, ma poi non hanno avuto problemi, negli ultimi anni, a rendersi complici delle politiche e a candidarsi dentro le liste elettorali, a livello locale ma anche europeo, di partiti come il PDL di Berlusconi, Fratelli d’Italia (ex Alleanza Nazionale) e Lega Nord, che negli ultimi decenni hanno promosso miliardi di euro di tagli alla scuola pubblica e hanno condotto politiche di continua precarizzazione di migliaia di giovani lavoratori, nostri coetanei.

Non vogliamo però far sembrare la questione puramente ideologica, per quanto, come giovani e studenti di Pordenone vogliamo ribadire che il fascismo, il razzismo, l’omofobia e il fatto di andare a pestare o accoltellare delle persone perché la pensano diversamente da noi o semplicemente perché hanno un abbigliamento alternativo, sono valori e azioni intollerabili che non possono trovare spazio all’interno di una qualsiasi società.

Di questo corteo vogliamo contestare sia i metodi che gli scarsi contenuti della piattaforma politica di Blocco Studentesco.

I metodi sono quelli descritti prima, ovvero il fatto che le poche firme raccolte in questi mesi, sono state recuperate mentendo su chi fossero e su cosa volessero fare con queste firme, mancando quindi completamente di rispetto e prendendo in giro gli studenti pordenonesi.
Inoltre chiamando senza alcun preavviso un corteo, si sono appropriati di una problematica che riguarda tutti gli studenti per unico obbiettivo: fare propaganda e pubblicità al loro partito sulle spalle delle difficoltà della nostra comunità studentesca.
Critichiamo, inoltre, la totale mancanza di contenuti e di prospettiva di questa manifestazione.
Urlare semplicemente che i biglietti sono cari non risolverà la situazione.
Grazie alle inchieste di pochi anni fa del CSPN e del Collettivo AUT, collettivi pordenonesi attivi durante il periodo dell’Onda e del No Gelmini, sappiamo che l’ATAP è un’azienda partecipata pubblica, i cui dirigenti sono stati scelti per nomina politica, ed ha un attivo pauroso che nel 2010 ammontava a oltre 5 milioni di euro.
Ma l’azienda di trasporti, non utilizza questo denaro per migliorare il servizio. per assumere altri lavoratori o per abbassare le tariffe, ma per pagare i lauti compensi dei dirigenti.
Ad esempio il presidente di ATAP Mauro Vagaggini, in quota PDL-Forza Italia, arrivato ormai al quattordicesimo anno di presidenza e fresco di rinnovo fino al 2016, sempre nell’anno 2010 è arrivato a guadagnare in un anno oltre 200.000€(!) tra ATAP e altre aziende sempre pubbliche.
Si potrebbe andare avanti a parlare delle ruberie di ATAP e delle storture di un sistema di gestione basato su nomine politiche in cui ci sono le mani di quasi tutti i partiti cittadini.

Ci chiediamo se Blocco Studentesco queste cose le sappia oppure le ignori.
O peggio ancora se eviti di dirle visto che all’interno del CdA di Atap c’è pure un rappresentante in quota Lega Nord, partito loro alleato anche in vista delle elezioni comunali pordenonesi del 2016.

Blocco Studentesco si è rivelato per quello che è: un gruppo di fascisti che prende in giro gli studenti pordenonesi e vuole solo farsi propaganda e pubblicità sulle nostre problematiche.

Invitiamo tutte le studentesse e tutti gli studenti a NON partecipare al corteo farsa di Blocco Studentesco e partecipare insieme a noi alla costruzione di un collettivo che si occupi veramente dei diritti di tutti, degli studenti ma anche dei giovani lavoratori precari, dove il sesso, i gusti sessuali, la nazionalità o il colore della pelle e le diversità tutte non siano un discrimine ma una ricchezza e dove si possano creare dei momenti di confronto e di autoformazione sinceri e veramente controinformativi rispetto alle problematiche di Pordenone, della scuola pubblica e delle nostre vite.

 

 

PN REBEL

PORDENONE: se non li conoscete…

SE NON LI CONOSCETE… – Comunicato Stampa
Oggi abbiamo avuto il dispiacere di vedere un muro, di fronte al prefabbricato dove ha sede il nostro circolo, vergato con la scritta “25 aprile lutto nazionale”.
L’insulto è ovviamente riconducibile a qualche fascista, probabilmente appartenente ad uno dei gruppi organizzati appena sbarcati in città e di cui uno in particolare ha aperto la sede con ampia pubblicità mediatica.
Oltre alla nostra sede è stato imbrattato anche un muro della Casa del Popolo di Torre di Pordenone. Si tratta di 2 sedi che hanno un valore simbolico forte non solo per chi crede nei valori che rappresentano ma anche per chi fa dell’intolleranza, della prevaricazione e del razzismo le proprie ragioni politiche. Se la Casa del Popolo di Torre fu il cuore delle barricate in armi di un intero quartiere contro le squadre fasciste nel maggio del ’21 ed ancora oggi è luogo di incontro e socialità, il Circolo Zapata rappresenta da più di 30 anni un luogo di cultura autogestionaria e politica di alternativa all’esistente, un esistente purtroppo spesso fatto di profitto, sfruttamento, repressione e xenofobia.
Come Circolo Libertario Zapata prendiamo atto che anche per i fascisti di oggi il 25 aprile rappresenti un lutto. D’altra parte per i fascisti di allora fu senz’altro un lutto più significativo proprio perché rappresentò la tomba di un regime sanguinario che portò un intero paese in una guerra mondiale tracimando milioni di vite tra leggi razziali, deportazioni e campi di concentramento e sterminio.
Per noi invece il 25 aprile era e rimane una festa, la festa di una liberazione che però non è ancora conclusa ma che continua anche grazie al nostro impegno contro i fascismi di oggi, spesso travisati e più subdoli ma anche rigurgiti di un passato esplicito e rivendicato.
Nonostante tutto anche una vigliaccata così porta in se qualcosa di buono: ci ricorda che siamo sulla strada giusta, quella della libertà!
Circolo libertario E. Zapata

 

Mani ignote nella notte, non rovineranno la nostra festa!

Non siamo nuovi ad imprevisti e provocazioni nell’avvicinarsi del 25 aprile, già l’anno scorso dopo il divieto di suonare e cantare bella ciao da parte del prefetto per “evitare tensioni” siamo stati in centinaia a cantarla in piazzale Ellero e alla ex caserma Martelli al nostro appuntamento.
Nella notte tra il 22 e il 23 Aprile, mani ignote, ma riconoscibili come fasciste per argomenti e modalità, hanno imbrattato i muri con scritte contro la Resistenza.
Anche quest’anno non ci faremo intimidire.
I luoghi non sono casuali e rappresentano una forte provocazione nel 70° anniversario della Liberazione: la Casa del Popolo di Torre, simbolo delle barricate di Torre (1921) e luogo storico della storia del mutualismo pordenonese dove siamo passati proprio pochi giorni fa con il nostro InfoPoint itinerante Bella Ciao; i muri antistanti il Circolo Libertario Zapata che da mesi ospita il percorso di PN Rebel e dove il 25 aprile, dopo l’evento alla ex Caserma Martelli, terremo un grande concerto che durerà tutta la giornata.
Luoghi simbolo della Resistenza di ieri e di quella di oggi, imbrattati da una vile provocazione notturna, da parte di chi agisce di notte, per fare scritte offensive, appendere striscioni o tappezzare il centro di adesivi senza neppure firmarsi.
Questa provocazione non fermerà la nostra festa, la nostra voglia di libertà e di resistere alle ingiustizie e alla precarietà che viviamo ogni giorno.
Vi aspettiamo tutti e tutte ancora più numerosi e convinti in piazza, all’ex caserma Martelli e al prefabbrikato per festeggiare insieme il 25 Aprile.

PN REBEL: FINO AL CUORE DELLA RESISTENZA

ANTIFASCISMO/ Volantinaggio ad Udine

Sabato pomeriggio nel quartiere di Piazzale Cella è stato distribuito questo volantino
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Agli abitanti di piazzale Cella e dintorni…

ATTENZIONE: PICCHIATORI A SPASSO

 

I fatti. Il 19 gennaio il centro sociale Dordoni a Cremona è stato assaltato dai militanti cremonesi di Casapound aiutati da una quarantina di fascisti di altre città vicine. Armati di spranghe, si sono accaniti su Emilio, che in quel momento si trovava fuori dalla porta del centro sociale, e hanno continuato a colpirlo in testa anche quando si è accasciato a terra, fino a che è stato portato in sicurezza all’interno.

Casapound sostiene che siano stati quelli del centro sociale ad aggredire, loro casualmente avevano dietro un set di spranghe ben fornito e si sono solo difesi. Già, però il finale resta lo stesso con Emilio in ospedale in coma farmacologico con una emorragia cerebrale estesa. Le sue condizioni ora sono stabili, ma ancora molto gravi.

Alcune considerazioni. Potremmo considerare quanto accaduto come una scaramuccia tra opposti estremismi. Ma questa lettura, anche se può risultare confortante per molti, non corrisponde al vero.

Non corrisponde al vero perchè Casapound è una organizzazione fascista (loro stesso si definiscono “fascisti del terzo millennio”) e come tale violenta. I loro riferimenti, anche se ammiccanti e ambigui, non mancano mai di includere il Duce e di rispolverare il ventennio.

La sede di Casapound Cremona si chiama “Lo stoccafisso”, per i grossi e duri pezzi di baccalà usati come bastoni sulla fine del biennio rosso per eludere il divieto di utilizzare manganelli. La sede di Udine in piazzale Cella porta il nome di “Francesco Baracca”, aviatore della prima guerra mondiale, mitizzato dalla propaganda fascista.

Ma Casapound non si limita a teorizzare la violenza, la pratica con costanza, appena numeri e clima sociale glielo permettono. Così nel kit di make-up i camerati tengono pronti tirapugni, coltelli, cinghie e, nelle serate importanti, anche le spranghe.

In ogni città l’iter è lo stesso: prima gli antifascisti (nessuno ci baderà, “perchè quelli si sinistra un po’ se le cercano”), poi extracomunitari, barboni e prostitute (e anche questo verrà tollerato, in fondo stiamo parlando di “persone di serie b”). Ma quando Casapound si è ben stabilita ogni pretesto è buono: basta essere giornalisti critici nei loro confronti (Filippo Rossi, Viterbo 2012) o un barista che cerca di allontanare avventori molesti (Verona bar Malacarne, 2014), basta fotografarli da una finestra (Terni, 2014) o rifiutare i loro volantini davanti all’entrata di un liceo (liceo Mamiani Roma, 2014). E nemmeno i bambini vengono risparmiati, Casapound Roma a novembre 2014 ha impedito l’ingresso a scuola ai bambini rom.

Epilogo. A meno che, prima di uscire di casa, non ricordiamo a noi stessi e ai nostri figli di indossare il paraocchi, di prestare sempre l’accendino (Nicola Tommasoli, Verona 2008, ucciso da Forza Nuova), di non andare a manifestazioni, di prendere sempre i loro volantini, di non diventare gay o lesbica, di non fare pernacchie (Alberto Bonanni, Roma 2011, ucciso da neofascisti)… A meno che non ci ricordiamo tutto ciò e ci teniamo aggiornati su cosa da fastidio ai picchiatori per modificare la nostra vita a loro piacere, presto o tardi anche a Udine arriverà il nostro turno, e saremo noi ad averglielo permesso.

Prima che chiudano la tua libertà, chiudiamo Casapound!

Nessuno spazio a razzisti e a fascisti nella nostra città!

 

Antifascisti Udine                                                            FIP via Spalato, 20