CIE IN LOTTA: solidarietà da Gradisca a Torino

Tratto da http://piemonte.indymedia.org/article/9476

tre messaggi dai reclusi di Gradisca e Milano ad Habib-Sabri, il ragazzo sul tetto del CIE di Torino

il presidio sotto il CIE continua a oltranza, e per giovedi alle 21 è stata indetta una manifestazione

Caro Habib,

siamo tutti con te e facciamo tutto il possibile da Gradisca. Stiamo lottando per combattere questa legge che non deve esistere, e facciamo il possibile. Molti di noi siamo in sciopero della fame, non vogliamo avere niente a che fare col direttore e le guardie, noi non vogliamo niente da loro.
In tanti ci tagliamo ogni giorno come forma di protesta perché i Cie devono essere rasi al suolo. Sappiamo che sei li da più di trenta ore; non ti preoccupare, tieni duro perché siamo molto vicino a te e sappiamo che la tua lotta è anche la nostra lotta. Sappiamo che il Cie di Brunelleschi è un Cie che fa schifo. Il tuo gesto è molto coraggioso, tieni duro, stiamo tutti lottando e pregando per te, speriamo che non ti succeda niente, non sei da solo. Vogliamo anche ringraziare tutti quelli che da fuori ci stanno sostenendo per distruggere questi campi di concentramento.
È molto importante sentirvi vicini. Ci aiutiamo a vicenda dando una mano a questo ragazzo.

I reclusi di Gradisca – Sezione rossa

Ti auguriamo di resistere
Libertà per tutti e siamo tutti con te Habib e contiamo su di te. Grazie mille per questo tuo gesto ti auguriamo al più presto la libertà, a te e a tutti noi.

I reclusi di Gradisca – Sezione blu

Caro fratello tunisino,

ti chiediamo di resistere e non mollare finché ottieni la libertà. Quello che stai facendo tu lo stai facendo anche per tutti noi extracomunitari, sopratutto x gli algerini e i tunisini che stanno subendo questo nuovo decreto per facilitare le deportazione. Siamo sicuri che puoi resistere ancora, solo così potrai ottenere la libertà. Siamo tutti con te nel bene e nel male. Anche noi abbiamo lottato e stiamo lottando per te e per tutti noi. Sabato abbiamo fatto la protesta e tre di noi sono già in libertà. Noi non ci fermeremo qua finché non otterremo i nostri diritti di esseri umani e finché non distruggeremo questi lager. Ringraziamo tutti i solidali che li sotto stanno lottando per lui e per tutti noi. Libertà per tutti.

I reclusi di via Corelli – sezione C maschile e settore femminile

(Il presidio permanente in corso Brunelleschi continua. Per giovedì sera, alle 21, è stato indetto un corteo che partirà dal Centro.

ACQUA/ Report assemblea di San Giorgio: sala strapiena

Rassegna stampa.

Una settimana dopo è arrivato l’articolo del MV

LUNEDÌ, 26 LUGLIO 2010 Pagina 12 – Udine

Torviscosa. Il Comune ha concordato con il consorzio l’agevolazione per il canone 2009

Bollette del Tubone, pagamenti a rate

TORVISCOSA. Il Comune di Torviscosa, ha concordato con il Consorzio depurazione laguna, per i cittadini utenti dell’acquedotto che hanno subito l’aumento tariffario applicato per legge dal gestore, il pagamento rateizzato delle bollette di acquedotto relative all’anno 2009 e di importo superiore ai 50 euro. Il pagamento potrà avvenire in 4 rate da luglio a dicembre. A tale scopo è stato attivato uno sportello per i cittadini interessati: chi desidera utilizzare la rateizzazione del pagamento, dovrà portare il bollettino e un documento. Intanto martedì a Villa Dora di San Giorgio, oltre 200 persone hanno partecipato all’assemblea pubblica sulle bollette, i rimborsi e gli allacciamenti. Si è verificata in connessione internet con il sito del Consorzio Cdl, la situazione degli utenti, che ha rilevato che in realtà non sono pubblicate le liste delle varie situazioni, come richiesto dal ministero, ma solo un format nel quale devono essere inseriti i propri dati per avere un eventuale responso. Per ora i dati pubblicati sono solo di quelli che devono pagare il canone e non hanno diritto ai rimborsi. Non è ancora chiaro con quale logica siano stati attribuiti i canoni di depurazione.
L’assemblea ha approvato una mozione che è stata inviata ai sindaci di San Giorgio e Torviscosa, all’Ato e all’Autority regionale. Questi i contenuti: per la depurazione si chiede ai sindaci una immediata analisi tecnico amministrativa sulla questione degli sfioratori di via dell’Istria a San Giorgio e località Sorgente a Torviscosa, al fine di valutarne lo stato di fatto e la rispondenza del servizio di depurazione; di valutare le problematiche di Braide Gjaidis e della Zona Peep a San Giorgio in quanto il comune ha nel 2007 chiesto solo la quota di scarico mentre il Cdl ha riproposto per il 2009 anche la quota di depurazione seppur non dovuta. Le quote fisse di 4 più 12 euro sono della sola fognatura, o di 4 più 4 più 12 euro nel caso di fognatura e depurazione: si chiede la compatibilità di questo nuovo balzello che non risponde agli effettivi costi del servizio. Si chiede inoltre la non obbligatorietà alla “vasca condensa grassi” e un confronto con i cittadini sui costi degli allacciamenti.
Francesca Artico

 

 

qui sotto il Piccolo

piccolo_22_07_10

 

 

sgn_20_luglio_2010

 

L’assemblea di oltre 200 cittadini riunita nel salone di Villa Dora martedì 20 luglio 2010 ha approvato la seguente mozione:

 

1. Depurazione

Si chiede ai Sindaci dell’Unione Centro Economico Bassa Friulana (San Giorgio e Torviscosa) una immediata analisi tecnico-amministrativa della questione degli sfioratori di Via dell’Istria a San Giorgio e di Località Sorgente a Torviscosa per valutare il loro stato di fatto e la rispondenza o meno al servizio di depurazione; ed altresì la valutazione delle problematiche della Zona Peep e zona Gjaidis a San Giorgio di Nogaro considerando che in tali ultime aree il Comune di SGN per il 2007 ha richiesto il pagamento della sola quota di scarico ed invece il CDL SpA ha riproposto per il 2009 anche la quota di depurazione. Conseguentemente qualora si verifichi la incompatibilità con il servizio di depurazione di tali situazioni si richiede una forte e chiara presa di posizione amministrativa che sollevi i cittadini dall’onere del canone di depurazione non dovuto, rilevando che ciò è tanto più importante in quanto ci sono in gioco anche i rimborsi per il pregresso di cui al Decreto del Ministero dell’Ambiente n.102 del 30/09/09:

 

2. Quote fisse

Si tratta di 4+12 euro nel caso della sola fognatura oppure 4+4+12 euro nel caso di fognatura + depurazione, si richiede la valutazione della compatibilità di questa nuovo assurdo balzello con la natura privatistica del canone, in quanto le quote fisse non rispondo agli effettivi costi del servizio ma seguono la logica delle tasse e dei tributi.

 

3. Acquedotto

Considerato che l’utenza del Comune di Torviscosa non è stata avvisata del cambio di regime tariffario, si richiede che coloro i quali sono intenzionati a mettere il contatore abbiano diritto al ricalcolo retroattivo sulla base del consumo medio dei 12 mesi successivi alla installazione del contatore.

 

4. Allacciamenti

Si richiede che i due comuni prendono chiaramente posizione sulla non obbligatorietà della “vasca condensa grassi” e che aprano un confronto con la popolazione sui costi effettivi dell’allacciamento e sulle situazioni più critiche che, come promesso a più riprese in passato ed anche di recente, andrebbero derogate.

 

5. Grigliatura

Si richiede il rispetto di quanto previsto all’Art.14 del PGRA (Piano Generale Risanamento Acque) D.P.G.R. 23/08/82, n. 0384/Pres. vale a dire l’installazione di sistemi di grigliatura sugli sbocchi fognari delle fognature miste in quanto ciò oltre che un obbligo di Legge, costituisce anche una premessa coerente per le deroghe dagli allacciamenti alla fognatura consortile, in quanto permetterebbe di considerare gli utenti depurati e la conseguente imposizione del canone di depurazione anche se non collegati al depuratore centralizzato.

 

6. Incontro

Infine si richiede che venga fissato quanto prima un incontro con una delegazione di cittadini dei due Comuni dell’Unione Centro Economico Bassa Friulana per discutere approfonditamente delle problematiche suddette.

TRIESTE/ Ferriera di Servola inquinamento folle

il Piccolo 21 luglio 2010

 

Ferriera, inquinamento record
superati limiti annuali di Pm10

Pm10, Ferriera, polveri sottili, benzene

 

Concentrazioni di benzene pari a quattro-cinque volte i limiti consentiti segnalano le centraline dell’Arpa che tengono sotto controllo la Ferriera e il quartiere di Servola. I dati erano già stati registrati ad aprile, ma un dossier riferibile a giugno è in questi giorni nelle mani dell’Azienda sanitaria, della Provincia e del Comune. Intanto le polveri sottili, Pm10, sono oltre ogni limite
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TERRITORIO/ Bassa friulana: truffe energetiche

MV VENERDÌ, 23 LUGLIO 2010 Pagina 10 – Udine

San Giorgio di Nogaro. L’amministrazione regionale entro il mese avvierà con il Consorzio un approfondimento sugli effetti sul territorio

Quattro centrali nell’area dell’Aussa Corno

Presentata la richiesta di insediamento per la produzione di energia elettrica

SAN GIORGIO DI NOGARO. Quattro aziende per la produzione energetica hanno presentato richiesta di insediamento di impianti di media “taglia” (180- 200 MW) per la produzione di energia elettrica nell’area industriale dell’Aussa Corno a San Giorgio di Nogaro. Bocche cucite sui nomi, ma si parla di aziende di livello internazionale.
Intanto su queste richieste di insediamento, il presidente della Regione Renzo Tondo, su input del consigliere regionale Paride Cargnelutti, promuoverà entro luglio un tavolo, in collaborazione con il Consorzio Aussa Corno, per esaminare la proposte, secondo l’opportunità per l’area e l’impatto ambientale, avviando la fase di approfondimento necessaria per capire le ricadute sul territorio delle eventuali centrali alla luce di un’analisi che dovrà tener conto del fabbisogno energetico, delle tecnologie utilizzate e delle ricadute sull’ambiente. «In questo modo- ha affermato Cargnelutti- si esprimerà un giudizio complessivo sulla qualità dello sviluppo futuro dell’Aussa Corno: un’occasione utile anche per valutare la centrale Edison di Torviscosa sotto l’aspetto dello stato di produzione, del piazzamento del prodotto sul mercato e della risposta fornita dalla struttura alle reali esigenze del territorio». Secondo le indiscrezioni, le richieste di insediamento riguarderebbero centrali energetiche a gas e biomasse, a tecnologia avanzata. Ricordiamo che nella Ziac esiste una sottostazione elettrica nella quale viene convogliata tramite elettrodotto, l’energia prodotta che poi viene distribuita a quanti che ne fanno richiesta.
Il presidente Tondo, che si è impegnato a promuovere il tavolo regionale in collaborazione con l’Aussa Corno proprio per valutare tutti gli aspetti delle richieste di insediamento per nuove centrali per la produzione di energia elettrica, intende anche chiarire la situazione della centrale da 800 MW della Edison di Torviscosa, che starebbe lavorando molto al di sotto delle sue potenzialità (indiscrezioni dicono che lavori per una produzione da 400 MW, impegnando quindi anche meno personale di quello inizialmente previsto); centrale che dopo anni dall’entrata in funzione attende ancora di essere inaugurata e sulla cui produzione poco o nulla si sa.
Dunque l’area dell’Aussa Corno sta vivendo una grande stagione, dando importanti risposte occupazionali al territorio.
Francesca Artico

AMIANTO / Un operaio: «Maneggiavo l’amianto ma non sapevo che fosse nocivo»

Il Piccolo — 21 luglio 2010   pagina 04   sezione: GORIZIA
Il maxi-processo sulle morti da esposizione all’amianto in cantiere continua a fornire testimonianze di lavoratori che hanno convissuto con la fibra-killer. Continua dunque, davanti al giudice monocratico Matteo Trotta, il più importante procedimentogiudiziario tra quelli avviati a Gorizia in relazione ai decessi di ex operai e impiegati dell’ex Italcantieri o delle ditte dell’appalto dello stabilimento navalmeccanico. L’accusa per tutti i 41 imputati è omicidio colposo. Ieri, in Tribunale, è proseguita l’escussione dei testimoni della pubblica accusa, soprattutto ex operai che tra gli anni ’60 e i primi anni ’90 hanno lavorato in cantiere. Il pubblico ministero, Valentina Bossi, ha voluto in particolare accertare in che modo venissero svolti i controlli medici sui lavoratori. «Ci facevano soffiare all’interno di una macchinetta – ha spiegato un ex operaio che aveva lavorato nel cantiere monfalconese dagli anni ’60 – alla presenza di un medico esterno allo stabilimento». Il pubblico ministero ha cercato di ricostruire, attraverso le deposizioni, in quali condizioni e in che modo si svolgesse il lavoro all’interno dello stabilimento e a bordo delle navi in costruzione o allestimento, e la situazione ambientale in cui operavano i lavoratori. «Ricordo soprattutto che c’era tanto fumo. E c’era anche tanta polvere – ha dichiarato ieri un ex operaio davanti al giudice -. Il fumo era provocato in particolare dalle saldature. Noi operai eravamo consapevoli di maneggiare e trattare l’amianto – ha continuato – ma non avevamo alcuna consapevolezza che si trattasse di una sostanza nociva, come poi è stato accertato». Il processo riprenderà il 28 settembre e le udienze successive si svolgeranno il 30 settembre, il 4, 12, 26 e 28 ottobre. Tutte queste udienze saranno dedicate all’esame dei testi citati dalla pubblica accusa.

CIE=Lager/ Report volantinaggio/presidio a Gradisca

p7240022 p7240017

Ditribuiti 500 volantini e “conquistata” la locandina del Messaggero Veneto Continue reading →

A Gradisca si lavora … Gratis

A GRADISCA TORNA LA SCHIAVITU’…

A Gradisca d’Isonzo i locali della ex caserma Polonio ospitano non solo il famigerato CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione) ma anche un CARA (Centro Richiedenti Asilo).

Mentre nel CIE le condizioni di detenzione fanno del posto un vero e proprio lager per esseri umani la cui unica colpa è quella di non avere i documenti d’immigrazione in regola, i 138 ospiti del CARA godono di una certa libertà di movimento, in attesa di conoscere l’esito della loro richiesta di asilo politico.


Entrambe le strutture sono gestite dal consorzio “Connecting people” subentrato nell’appalto alla cooperativa “Minerva”. “Crediamo nella differenza come valore ” recita il sito della Connecting people  “come motore di trasformazione e crescita, come cuore della società futura. Dialogo, confronto e conoscenza tra persone, storie e culture diverse sono i cardini dell’innovazione promossa nei nostri servizi di accoglienza e integrazione […]” Niente male come programma per la gestione di un carcere !


Ora la novità: Comune di Gradisca, Regione e Connecting people hanno elaborato un “progetto di integrazione” che prevede l’utilizzo “su base volontaria” (ed evidentemente senza retribuzione) dei richiedenti asilo in squadre di lavoro che affiancheranno “i dipendenti comunali nella manutenzione del verde” (Il Piccolo, 24 luglio 2010).


Insomma, se vuoi rimanere in Italia devi capire subito le regole del gioco: il lavoro c’è, ma non pretendere di essere retribuito ! (Rosarno insegna…)

 

CSA Udine in esilio

Rigassificatore / L’Authority spinge; il metanodotto si farà

L’Authority spinge il rigassificatore di Zaule

di MARCO BALLICO UDINE «Auspico almeno un rigassificatore nell’Alto Adriatico. Italiano». Anche la Slovenia vuole un impianto? Una sfida con Trieste o ci sarà spazio per la convivenza? Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, ”tifa” per tutte le infrastrutture «utili» ma, nello specifico, non ha dubbi: «Serve un rigassificatore italiano». La preferenza, anche della giunta regionale conferma Luca Ciriani, è per il terminal a terra di Zaule. A Udine, dopo un incontro con Renzo Tondo, gli assessori Ciriani e Federica Seganti, il direttore del settore tariffe dell’Autorità Egidio Fedele Dell’Oste, il friulano Ortis incontra i giornalisti sui vari temi dell’energia annunciando anche, con la Seganti, che l’Agenzia per la cooperazione dei regolatori europei, operativa a Lubiana dal prossimo anno, sarà diretta dal triestino Alberto Pototschnig, «candidatura sostenuto con successo dall’Autorità assieme al governo, al vicepresidente della Commissione Tajani e ai nostri parlamentari europei». Tra i compiti dell’Agenzia «promuovere l’armonizzazione delle regole a livello di Ue e facilitare gli investimenti, anche per meglio integrare i mercati dell’energia elettrica e del gas, per ampliare e rendere più efficienti gli scambi transfrontalieri, a beneficio dei consumatori finali». L’Agenzia potrebbe anche aiutare le imprese regionali a pagare di meno l’energia. Problema chiave in un Friuli Venezia Giulia «per cui si prevede un aumento dei consumi che imporrà la necessità d’importazione». In una regione strategica per posizione geografica due sono le conseguenti priorità, rimarca quindi Ortis, «il rafforzamento delle linee, per scongiurare qualsiasi rischio di blackout, e la convenienza economica, che si ottiene attraverso lo sviluppo delle reti sia dell’energia elettrica che del gas. Lo stesso sviluppo delle energie rinnovabili dipende dall’avere reti adeguate che devono guardare non solo al trasporto dell’energia, ma anche alla capacità di ricevere e distribuire quella prodotta pure da piccole fonti». Un deciso appoggio, dunque, a rigassificatori, potenziamento dei metanodotti e degli stoccaggi: «In regione ci sono progetti che mi auguro trovino rapida attuazione – afferma Ortis – dato che Friuli Venezia Giulia e l’intero Paese hanno bisogno di aumentare le capacità di importazione per approfittare di quello che sta succedendo sui mercati internazionali del gas dove è comparso il gas cosiddetto non convenzionale a prezzi interessanti». Di qui l’importanza delle opere infrastrutturali. Il rigassificatore italiano nell’Alto Adriatico ma anche gli elettrodotti: si attendono i via libera statali per l’impianto Udine Ovest-Redipuglia e regionali – con Ciriani che assicura che «quello energetico è un tema centrale per lo sviluppo del territorio» – per la linea Somplago-Würmlach, «collegamenti elettrici sicuramente importanti», dice Ortis. Meglio l’elettrodotto interrato o quello aereo? «La soluzione interrata costa di più e pone problematiche di sicurezza maggiori». «Come presidente dell’Autorità – conclude – posso d ire che sul mercato e sulla borsa elettrica abbiamo inserito prodotti interessanti, che riguardano i contratti a lungo termine per l’energia elettrica, per favorire qualsiasi iniziativa industriale dal lato della produzione».

Villesse, il metanodotto frena il rigassificatore

di PIERO RAUBER Da quali labbra deve pendere Gas Natural se vuole la benedizione per fare il rigassificatore a Zaule? Da quelle dello Stato, della Regione o del Comunedi Trieste? Sostanzialmente da tutte e tre, se si considera ciò che è uscito ieri dall’audizione dell’attuale assessore regionale all’Ambiente, Elio De Anna, e del suo direttore centrale Roberto Della Torre, promossa dal presidente della Quarta commissione del Consiglio regionale competente in materia, Alessandro Colautti, su proposta di Sergio Lupieri del Pd. Il consigliere triestino di piazza Oberdan aveva infatti chiesto di sapere a che punto fosse l’iter autorizzativo. Ma le risposte, a quanto si è sentito, non si sono limitate a tale quesito, che si è rivelato forse, a conti fatti, il meno soddisfatto. Vaga, molto vaga, è stata anzitutto la risposta numero uno, quella sui tempi. «Alla Regione – così De Anna – una volta arrivato il parere di Via dal ministero dell’Ambiente compete l’attività di autorizzazione. Il ministero dello Sviluppo economico ci ha comunicato che la Regione non avrebbe potuto procedere finché non fosse arrivato dal ministero dell’Ambiente l’altro parere di Via sul metanodotto della Snam per lo snodo di Villesse». Ebbene, la seconda Via sarebbe sì vicina, ma di quanto gli uffici regionali non lo sanno proprio. «L’iter – la puntualizzazione di Della Torre – sembrerebbe a buon punto. Se la Via si fosse già conclusa, ma di questo non abbiamo ancora avuto notizia, a breve potremmo riprendere il percorso autorizzativo come Regione». Una Regione che, però, più per indirizzo politico che istituzionale, ora sarebbe pronta ad alzare la voce con il Governo amico, interfacciato oltretutto da un sottosegretario all’Ambiente che è triestino: Roberto Menia. «Ieri (mercoledì scorso , ndr ) – l’ammissione dello stesso De Anna – in giunta si è aperta una discussione. Quando lo Stato ci dice ”non potete autorizzare niente fino a quando non vi diamo la seconda Via sul metanodotto”, a me suona come un ”l’autorizzazione finale ve la diamo noi”. Per questo faremo azioni concrete, nelle sedi giuridiche e istituzionali, per rivendicare questa competenza che, formalmente, peraltro ci viene già riconosciuta». Ma a rivendicare non è mica solamente la Regione. Pure il Comune di Trieste reclama un ruolo decisivo. Lo fa con il consigliere comunale e soprattutto regionale, del Pdl, Piero Camber, ieri presente alla parte finale dell’audizione. Pesante il suo ammonimento: «Ricordo che il Consiglio comunale ha già votato contro il rigassificatore due volte. La Regione potrà dare certo la sua autorizzazione, ma poi servono altre cose, a partire dalle concessioni edilizie». Che spettano a chi? Al Comune, ovviamente. «E allo stato attuale – rincara la dose l’esponente berlusconiano – queste sono cose che non si intendono dare dal momento che non si capisce quali possano essere i benefici per la nostra città. Avevamo chiesto una quota di partecipazione del 30% per AcegasAps, ci hanno offerto un misero 8%. E le royalties? Non hanno mai voluto rispondere. Finora abbiamo avuto a che fare con un soggetto che non conosciamo affatto». E qui Camber ha incrociato l’approvazione di Lupieri, che era stato precedentemente contestato, invece, dall’altro consigliere triestino d’area forzista, Maurizio Bucci, secondo cui «la richiesta di audizione di oggi (ieri ndr ) è sostanzialmente inutile e dettata da opportunità partitiche in vista della campagna elettorale del 2011». Lupieri però ha incassato e rilanciato, proponendo a De Anna una giornata d’approfondimento con tutti gli assessori coinvolti, alla presenza delle associazioni ambientaliste e civiche: «La Regione – ha detto il rapppresentante del Pd – deve riconoscere una determinata competenza al territorio. È giusto che questo possa dare il proprio assenso, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà».

Rigassificatore, via libera al metanodotto

di PIERO RAUBER Da quali labbra deve pendere Gas Natural se vuole la benedizione per fare il rigassificatore a Zaule? Da quelle dello Stato, della Regione o del Comune? Sostanzialmente da tutte e tre, se si considera ciò che è uscito ieri dall’audizione dell’attuale assessore regionale all’Ambiente Elio De Anna, e del suo direttore centrale Roberto Della Torre, promossa dal presidente della Quarta commissione del Consiglio regionale competente in materia, Alessandro Colautti, su proposta di Sergio Lupieri del Pd. Il consigliere triestino di piazza Oberdan aveva infatti chiesto di sapere a che punto fosse l’iter autorizzativo. Ma le risposte, a quanto si è sentito, non si sono limitate a tale quesito, che si è rivelato forse, a conti fatti, il meno soddisfatto. Vaga, molto vaga, è stata anzitutto la risposta numero uno, quella sui tempi. «Alla Regione – così De Anna – una volta arrivato il parere di Via dal ministero dell’Ambiente compete l’attività di autorizzazione. Il ministero dello Sviluppo economico ci ha comunicato che la Regione non avrebbe potuto procedere finché non fosse arrivato dal ministero dell’Ambiente l’altro parere di Via sul metanodotto della Snam per lo snodo di Villesse». Ebbene, la seconda Via sarebbe sì vicina, ma di quanto gli uffici regionali non lo sanno proprio. «L’iter – la puntualizzazione di Della Torre – sembrerebbe a buon punto. Se la Via si fosse già conclusa, ma di questo non abbiamo ancora avuto notizia, a breve potremmo riprendere il percorso autorizzativo come Regione». Una Regione che, però, più per indirizzo politico che istituzionale, ora sarebbe pronta ad alzare la voce con il Governo amico, interfacciato oltretutto da un sottosegretario all’Ambiente che è triestino: Roberto Menia. «Ieri (mercoledì scorso , ndr ) – l’ammissione dello stesso De Anna – in giunta si è aperta una discussione. Quando lo Stato ci dice ”non potete autorizzare niente fino a quando non vi diamo la seconda Via sul metanodotto”, a me suona come un ”l’autorizzazione finale ve la diamo noi”. Per questo faremo azioni concrete, nelle sedi giuridiche e istituzionali, per rivendicare questa competenza che, formalmente, peraltro ci viene già riconosciuta». Ma a rivendicare non è mica solamente la Regione. Pure il Comune reclama un ruolo decisivo. Lo fa con il consigliere comunale e soprattutto regionale, del Pdl, Piero Camber, ieri presente alla parte finale dell’audizione. Pesante il suo ammonimento: «Ricordo che il Consiglio comunale ha già votato contro il rigassificatore. La Regione potrà dare certo la sua autorizzazione, ma poi servono altre cose, a partire dalle concessioni edilizie». Che spettano a chi? Al Comune, ovviamente. «E allo stato attuale – rincara la dose l’esponente berlusconiano – queste sono cose che non si intendono dare dal momento che non si capisce quali possano essere i benefici per la nostra città. Avevamo chiesto una quota di partecipazione del 30% per AcegasAps, ci hanno offerto un misero 8%. E le royalties? Non hanno mai voluto rispondere. Finora abbiamo avuto a che fare con un soggetto che non conosciamo affatto». E qui Camber ha incrociato l’approvazione di Lupieri, che era stato precedentemente contestato, invece, dall’altro consigliere triestino d’area forzista, Maurizio Bucci, secondo cui «la richiesta di audizione di oggi (ieri ndr ) è sostanzialmente inutile e dettata da opportunità partitiche in vista della campagna elettorale del 2011». Lupieri però ha incassato e rilanciato, proponendo a De Anna una giornata d’approfondimento con tutti gli assessori coinvolti, alla presenza delle associazioni ambientaliste e civiche: «La Regione – ha detto il rapppresentante del Pd – deve riconoscere una determinata competenza al territorio. È giusto che questo possa dare il proprio assenso, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà».

Rigassificatore / L’Authority spinge; il metanodotto si farà

L’Authority spinge il rigassificatore di Zaule

di MARCO BALLICO UDINE «Auspico almeno un rigassificatore nell’Alto Adriatico. Italiano». Anche la Slovenia vuole un impianto? Una sfida con Trieste o ci sarà spazio per la convivenza? Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, ”tifa” per tutte le infrastrutture «utili» ma, nello specifico, non ha dubbi: «Serve un rigassificatore italiano». La preferenza, anche della giunta regionale conferma Luca Ciriani, è per il terminal a terra di Zaule. A Udine, dopo un incontro con Renzo Tondo, gli assessori Ciriani e Federica Seganti, il direttore del settore tariffe dell’Autorità Egidio Fedele Dell’Oste, il friulano Ortis incontra i giornalisti sui vari temi dell’energia annunciando anche, con la Seganti, che l’Agenzia per la cooperazione dei regolatori europei, operativa a Lubiana dal prossimo anno, sarà diretta dal triestino Alberto Pototschnig, «candidatura sostenuto con successo dall’Autorità assieme al governo, al vicepresidente della Commissione Tajani e ai nostri parlamentari europei». Tra i compiti dell’Agenzia «promuovere l’armonizzazione delle regole a livello di Ue e facilitare gli investimenti, anche per meglio integrare i mercati dell’energia elettrica e del gas, per ampliare e rendere più efficienti gli scambi transfrontalieri, a beneficio dei consumatori finali». L’Agenzia potrebbe anche aiutare le imprese regionali a pagare di meno l’energia. Problema chiave in un Friuli Venezia Giulia «per cui si prevede un aumento dei consumi che imporrà la necessità d’importazione». In una regione strategica per posizione geografica due sono le conseguenti priorità, rimarca quindi Ortis, «il rafforzamento delle linee, per scongiurare qualsiasi rischio di blackout, e la convenienza economica, che si ottiene attraverso lo sviluppo delle reti sia dell’energia elettrica che del gas. Lo stesso sviluppo delle energie rinnovabili dipende dall’avere reti adeguate che devono guardare non solo al trasporto dell’energia, ma anche alla capacità di ricevere e distribuire quella prodotta pure da piccole fonti». Un deciso appoggio, dunque, a rigassificatori, potenziamento dei metanodotti e degli stoccaggi: «In regione ci sono progetti che mi auguro trovino rapida attuazione – afferma Ortis – dato che Friuli Venezia Giulia e l’intero Paese hanno bisogno di aumentare le capacità di importazione per approfittare di quello che sta succedendo sui mercati internazionali del gas dove è comparso il gas cosiddetto non convenzionale a prezzi interessanti». Di qui l’importanza delle opere infrastrutturali. Il rigassificatore italiano nell’Alto Adriatico ma anche gli elettrodotti: si attendono i via libera statali per l’impianto Udine Ovest-Redipuglia e regionali – con Ciriani che assicura che «quello energetico è un tema centrale per lo sviluppo del territorio» – per la linea Somplago-Würmlach, «collegamenti elettrici sicuramente importanti», dice Ortis. Meglio l’elettrodotto interrato o quello aereo? «La soluzione interrata costa di più e pone problematiche di sicurezza maggiori». «Come presidente dell’Autorità – conclude – posso d ire che sul mercato e sulla borsa elettrica abbiamo inserito prodotti interessanti, che riguardano i contratti a lungo termine per l’energia elettrica, per favorire qualsiasi iniziativa industriale dal lato della produzione».

Villesse, il metanodotto frena il rigassificatore

di PIERO RAUBER Da quali labbra deve pendere Gas Natural se vuole la benedizione per fare il rigassificatore a Zaule? Da quelle dello Stato, della Regione o del Comunedi Trieste? Sostanzialmente da tutte e tre, se si considera ciò che è uscito ieri dall’audizione dell’attuale assessore regionale all’Ambiente, Elio De Anna, e del suo direttore centrale Roberto Della Torre, promossa dal presidente della Quarta commissione del Consiglio regionale competente in materia, Alessandro Colautti, su proposta di Sergio Lupieri del Pd. Il consigliere triestino di piazza Oberdan aveva infatti chiesto di sapere a che punto fosse l’iter autorizzativo. Ma le risposte, a quanto si è sentito, non si sono limitate a tale quesito, che si è rivelato forse, a conti fatti, il meno soddisfatto. Vaga, molto vaga, è stata anzitutto la risposta numero uno, quella sui tempi. «Alla Regione – così De Anna – una volta arrivato il parere di Via dal ministero dell’Ambiente compete l’attività di autorizzazione. Il ministero dello Sviluppo economico ci ha comunicato che la Regione non avrebbe potuto procedere finché non fosse arrivato dal ministero dell’Ambiente l’altro parere di Via sul metanodotto della Snam per lo snodo di Villesse». Ebbene, la seconda Via sarebbe sì vicina, ma di quanto gli uffici regionali non lo sanno proprio. «L’iter – la puntualizzazione di Della Torre – sembrerebbe a buon punto. Se la Via si fosse già conclusa, ma di questo non abbiamo ancora avuto notizia, a breve potremmo riprendere il percorso autorizzativo come Regione». Una Regione che, però, più per indirizzo politico che istituzionale, ora sarebbe pronta ad alzare la voce con il Governo amico, interfacciato oltretutto da un sottosegretario all’Ambiente che è triestino: Roberto Menia. «Ieri (mercoledì scorso , ndr ) – l’ammissione dello stesso De Anna – in giunta si è aperta una discussione. Quando lo Stato ci dice ”non potete autorizzare niente fino a quando non vi diamo la seconda Via sul metanodotto”, a me suona come un ”l’autorizzazione finale ve la diamo noi”. Per questo faremo azioni concrete, nelle sedi giuridiche e istituzionali, per rivendicare questa competenza che, formalmente, peraltro ci viene già riconosciuta». Ma a rivendicare non è mica solamente la Regione. Pure il Comune di Trieste reclama un ruolo decisivo. Lo fa con il consigliere comunale e soprattutto regionale, del Pdl, Piero Camber, ieri presente alla parte finale dell’audizione. Pesante il suo ammonimento: «Ricordo che il Consiglio comunale ha già votato contro il rigassificatore due volte. La Regione potrà dare certo la sua autorizzazione, ma poi servono altre cose, a partire dalle concessioni edilizie». Che spettano a chi? Al Comune, ovviamente. «E allo stato attuale – rincara la dose l’esponente berlusconiano – queste sono cose che non si intendono dare dal momento che non si capisce quali possano essere i benefici per la nostra città. Avevamo chiesto una quota di partecipazione del 30% per AcegasAps, ci hanno offerto un misero 8%. E le royalties? Non hanno mai voluto rispondere. Finora abbiamo avuto a che fare con un soggetto che non conosciamo affatto». E qui Camber ha incrociato l’approvazione di Lupieri, che era stato precedentemente contestato, invece, dall’altro consigliere triestino d’area forzista, Maurizio Bucci, secondo cui «la richiesta di audizione di oggi (ieri ndr ) è sostanzialmente inutile e dettata da opportunità partitiche in vista della campagna elettorale del 2011». Lupieri però ha incassato e rilanciato, proponendo a De Anna una giornata d’approfondimento con tutti gli assessori coinvolti, alla presenza delle associazioni ambientaliste e civiche: «La Regione – ha detto il rapppresentante del Pd – deve riconoscere una determinata competenza al territorio. È giusto che questo possa dare il proprio assenso, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà».

Rigassificatore, via libera al metanodotto

di PIERO RAUBER Da quali labbra deve pendere Gas Natural se vuole la benedizione per fare il rigassificatore a Zaule? Da quelle dello Stato, della Regione o del Comune? Sostanzialmente da tutte e tre, se si considera ciò che è uscito ieri dall’audizione dell’attuale assessore regionale all’Ambiente Elio De Anna, e del suo direttore centrale Roberto Della Torre, promossa dal presidente della Quarta commissione del Consiglio regionale competente in materia, Alessandro Colautti, su proposta di Sergio Lupieri del Pd. Il consigliere triestino di piazza Oberdan aveva infatti chiesto di sapere a che punto fosse l’iter autorizzativo. Ma le risposte, a quanto si è sentito, non si sono limitate a tale quesito, che si è rivelato forse, a conti fatti, il meno soddisfatto. Vaga, molto vaga, è stata anzitutto la risposta numero uno, quella sui tempi. «Alla Regione – così De Anna – una volta arrivato il parere di Via dal ministero dell’Ambiente compete l’attività di autorizzazione. Il ministero dello Sviluppo economico ci ha comunicato che la Regione non avrebbe potuto procedere finché non fosse arrivato dal ministero dell’Ambiente l’altro parere di Via sul metanodotto della Snam per lo snodo di Villesse». Ebbene, la seconda Via sarebbe sì vicina, ma di quanto gli uffici regionali non lo sanno proprio. «L’iter – la puntualizzazione di Della Torre – sembrerebbe a buon punto. Se la Via si fosse già conclusa, ma di questo non abbiamo ancora avuto notizia, a breve potremmo riprendere il percorso autorizzativo come Regione». Una Regione che, però, più per indirizzo politico che istituzionale, ora sarebbe pronta ad alzare la voce con il Governo amico, interfacciato oltretutto da un sottosegretario all’Ambiente che è triestino: Roberto Menia. «Ieri (mercoledì scorso , ndr ) – l’ammissione dello stesso De Anna – in giunta si è aperta una discussione. Quando lo Stato ci dice ”non potete autorizzare niente fino a quando non vi diamo la seconda Via sul metanodotto”, a me suona come un ”l’autorizzazione finale ve la diamo noi”. Per questo faremo azioni concrete, nelle sedi giuridiche e istituzionali, per rivendicare questa competenza che, formalmente, peraltro ci viene già riconosciuta». Ma a rivendicare non è mica solamente la Regione. Pure il Comune reclama un ruolo decisivo. Lo fa con il consigliere comunale e soprattutto regionale, del Pdl, Piero Camber, ieri presente alla parte finale dell’audizione. Pesante il suo ammonimento: «Ricordo che il Consiglio comunale ha già votato contro il rigassificatore. La Regione potrà dare certo la sua autorizzazione, ma poi servono altre cose, a partire dalle concessioni edilizie». Che spettano a chi? Al Comune, ovviamente. «E allo stato attuale – rincara la dose l’esponente berlusconiano – queste sono cose che non si intendono dare dal momento che non si capisce quali possano essere i benefici per la nostra città. Avevamo chiesto una quota di partecipazione del 30% per AcegasAps, ci hanno offerto un misero 8%. E le royalties? Non hanno mai voluto rispondere. Finora abbiamo avuto a che fare con un soggetto che non conosciamo affatto». E qui Camber ha incrociato l’approvazione di Lupieri, che era stato precedentemente contestato, invece, dall’altro consigliere triestino d’area forzista, Maurizio Bucci, secondo cui «la richiesta di audizione di oggi (ieri ndr ) è sostanzialmente inutile e dettata da opportunità partitiche in vista della campagna elettorale del 2011». Lupieri però ha incassato e rilanciato, proponendo a De Anna una giornata d’approfondimento con tutti gli assessori coinvolti, alla presenza delle associazioni ambientaliste e civiche: «La Regione – ha detto il rapppresentante del Pd – deve riconoscere una determinata competenza al territorio. È giusto che questo possa dare il proprio assenso, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà».

Volantino distribuito al presidio contro i CIE sabato a Gradisca

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COORDINAMENTO LIBERTARIO REGIONALE CONTRO I CIE