L’ENEL cerca studenti e laureati, per …

Nucleare: ma allora fanno sul serio?

Il nucleare cerca studenti e laureati

Continue reading →

Anche la FAU Tedesca sull’uso illegittimo della sigla AIT

Dopo la presa di posizione di altre organizzazioni è del 13 gennaio la posizione della FAU tedesca contro l’uso illegittimo della sigla AIT da parte dell'”USI”-Roma (e quindi dell'”USI”-Udine domiciliata nel Circolo Arci Cas’Aupa).

Nota. Si deve solo rilevare un errore nella data riportata nella intestazione (2010)  mentre nel timbro c’è 2011

—————————————————————————————————————————————

fau_ait

TOLMEZZO: in 3000 contro l’elettoTondo e per la difesa dell’acqua

L’elettrodotto in Carnia per Tondo come il cementificio di Torviscosa per Illy ?

—————————————————————————–

Rassegna stampa Messaggero Veneto 15 gennaio 2011

Tremila in corteo a Tolmezzo
per dire no all’elettrodotto

Foto

elettrodotto, Carnia

Oltre tremila manifestanti sono scesi in strada a Tolmezzo per dire ancora una volta no all’elettrodotto Wurmlach-Somplago e per «dare un calcio ai prepotenti che cercano di sfruttare la Carnia solo per fare quattrini». È stato un corteo rumoroso, ma composto, che ha voluto difendere anche il lago di Cavazzo e protestare contro la privatizzazione dell’acqua.

 

Tremila in corteo a Tolmezzo per dire no all’elettrodotto

Successo del corteo organizzato dai Comitati contro la linea elettrica, ma anche per difendere acqua e lago di Cavazzo: presenti tutti i sindaci della valle del Bût
di Antonio Simeoli

TOLMEZZO. Quando don Di Piazza, carnico di Tualis, dal palco davanti al Municipio ha citato le Beatitudini, la Carta dei diritti dell’uomo e gli articoli della Costituzione si è levato un boato dai tremila che avevano pacificamente invaso il cuore di Tolmezzo per dire ancora no all’elettrodotto Wurmlach-Somplago e per «dare un calcio ai prepotenti che cercano di sfruttare la Carnia solo per fare quattrini» per usare le parole di uno dei “ fari del corteo”, Renato Garibaldi vestito col tricolore. Le parole del parroco di Zugliano, però, sono quelle che hanno raggiunto meglio il cuore della gente. «Di sviluppo della montagna hanno parlato e straparlato – ha detto Di Piazza rivolgendosi ai politici – ma nessuno ha avviato una progettualità seria. Ora ci presentano un progetto di pochi che va a vantaggio di pochi, con la politica ancora una volta lontana dalla gente».

Parole forti, sintesi del pensiero dei tremila che dalle 13.30 hanno raggiunto il ponte di Caneva per poi marciare verso piazza XX Settembre. Un corteo rumoroso, ma composto. I tamburi cadenzavano l’� incedere della folla, i cartelli lo arricchivano, così come tantissimi giovani o famiglie intere. «A 74 anni non ho mai visto una cosa del genere» ha commentato un altro leader dei Comitati, l’e x sindaco di Cavazzo Franceschino Barazzutti. Uno che è stato protagonista della Ricostruzione e che ora si sta battendo per difendere il territorio e con esso anche tanti valori dell’epopea post-sisma. E nel mirino dei manifestanti, come era prevedibile, non sono finiti tanto gli imprenditori Burgo-Fantoni-Pittini, bensì i politici che in Regione dovranno decidere se dare il via libera all’impianto da 35 milioni, considerato proprio dagli industriali indispensabile per la sopravvivenza delle loro imprese.

Un cartello su tutti: «No all’elettroTondo». Basta questo a descrivere l’aria che si respirava ieri a Tolmezzo contro il presidente della Regione, non certo profeta in Patria, nonostante più volte abbia detto che il via libera al contestato impianto sarà dato solo se parte della ricchezza generata si fermerà nei comuni interessati: o contro il fischiatissimo sindaco di Tolmezzo Dario Zearo (che osservava la manifestaizone dalla finestra del suo ufficio) a favore dell’impianto e “reo” secondo gli organizzatori di aver tenuto lontani la Parrocchia e i coro della città dalla manifestazione con la minaccia di chiudere i rubinetti dei contributi.

Ma il messaggio che è arrivato dal corteo è stato chiaro: quassù la gente non è contro il progresso, sempre usando le parole di Garibaldi, «ma è contro quelli che confondono il progresso con la speculazione». Insomma, la linea elettrica, nonostante il progetto preveda l’eliminazione di oltre cento tralicci vecchi e l’arrivo di compensazioni per almeno undici milioni, è vista come un sopruso. E la gente non crede più alle promesse di posti di lavoro o risorse che rimangano sul territorio perchè troppe volte è stata scottata dalle promesse.

L’elettrodotto è visto come l’ulteriore calcio dei prepotenti alla gente della Carnia, la politica come un’entità astratta, lontana anni luce dalla gente. Per questo i carnici, che in piazza hanno cantato con trasporto il loro inno, quello di Mameli e hanno ricordato l’anniversario della nascita di uno dei padri della Costituzione, il senatore Michele Gortani, hanno tirato una linea, invalicabile: l’elettrodotto dovrà essere solo interrato. Visto il corteo e le idee chiare della gente, chi la valicherà dovrà mettere in preventivo una cosa: quassù di voti ne prenderà ben pochi. E non è mai una cosa da poco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

(16 gennaio 2011)

2 COMMENTI RICEVUTI
Qualcuno dovrebbe dire al Garibaldi “de noartri” che non basta portare quel nome, il Beppino era un’altra cosa! E’ sarebbe ora che in Carnia qualcuno capisca che non è obbligatorio dire fesserie per far prendere aria ai denti. Certa Carnia non deve scaricare le responsabil…
Inviato da pravettonicarcarlo il 16 gennaio 2011 alle 09:45
  • 1/5

Renato Garibaldi….quando la smette di fare il “patriota garibaldino” ? Parliamo dei problemi della Carnia, E VONDE!
Inviato da furlanadis il 10 gennaio 2011 alle 16:26

NOTAV: valanga di prese di posizione contrarie ai nuovi progetti

Da Il Piccolo

17/01/11

No-Tav, Del Bello striglia il suo Pd

 

Il suo obiettivo dichiarato è «liberarsi una volta per tutte del progetto dell’Alta velocità ferroviaria sul Carso demolendolo sotto il profilo scientifico, tecnico e politico». Va giù duro l’assessore provinciale e comunale del Pd Fabio Del Bello, senza guardare in faccia nessuno. Nè il centrodestra, che spinge per il progetto, nè il centrosinistra, e la sua «subcultura gregaria rispetto alle posizioni della destra».

Fabio Del Bello sposa in pieno quanto sostengono le associazioni ambientaliste quando affermano che lo stratagemma adottato da Rfi per sminuire l’impatto e depotenziare le opposizioni al progetto Tav tra Venezia e Trieste è quello di suddividere il progetto preliminare prima in tre tronconi (Venezia- Portogruaro, Portogruaro-Ronchi, Ronchi-Trieste) e poi in ulteriori pezzettini locali (come quelli che sono stati consegnati alle amministrazioni comunali di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Doberdò del Lago, l’ultima stesura con minori impatti nella zona monfalconese di San Polo).

«Lo scopo di questa tecnica di avvicinamento alla realizzazione dell’opera da parte della maggioranza in Regione – dice Del Bello – è di concentrare l’attenzione degli enti locali sul pezzettino di linea che li riguarda facendo così mancare una visione di insieme, l’unica che può prestarsi a una autentica valutazione politica di ampio respiro».

«Questo progetto preliminare – sostiene Del Bello – è conosciuto da alcuni anni ed è approdato in molte qualificate aule consiliari fatta eccezione, almeno finora, per l’Isontino. Ora, a seguito della presentazione del progetto agli iscritti nella sede di Monfalcone del Partito democratico – continua l’assessore provinciale e comunale del Pd – il Presidente della Provincia Enrico Gherghetta ha annunciato un’assemblea del Patto per lo sviluppo allargata sul tema, il prossimo 28 gennaio, e quindi una seduta ad hoc del Consiglio provinciale. Questa proposta, assieme alla decisa presa di posizione del Sindaco di Doberdò del Lago Paolo Vizintin, dovrebbe finalmente rilanciare il protagonismo politico-istituzionale degli enti locali isontini cui teoricamente, in virtù della antidemocratica legge-obiettivo, spetterebbe solo il compito di segnalare le cosiddette ”interferenze” al progetto.

«La seduta del Consiglio provinciale di Gorizia dovrà invece – continua Del Bello – costituire l’occasione per l’innesco di un grande movimento democratico-ambientale all’interno del quale si dovrà arrivare ad una sfida campale al centrodestra regionale e nazionale (in un momento in cui l’eclissi del berlusconismo è ormai alle porte) e anche a un serrato confronto interno al centrosinistra una parte del quale è succube di una sottocultura gregaria rispetto al pensiero unico dominante della destra.

 

17/01/11

Petenel (Comunisti Uniti): «Assemblee e volantini contro l Alta velocità»

CERVIGNANO Dopo i Comitati anche il gruppo Comunisti Uniti di Cervignano scende in campo contro la Tav. «É una farsa -insorge il consigliere di maggioranza Loris Petenel -. Il progetto preliminare dell’opera è stato consegnato ai Comuni interessati il 30 dicembre: ogni cittadino ha solo 60 giorni per studiare 500 schede. Materialmente non c’è il tempo per consultare i dati in profondità, come dovrebbe essere fatto, visto che si tratta di un’opera devastante per il territorio. Inoltre, con la legge Obiettivo di cui volutamente si avvale la Regione, le amministrazioni hanno solo parere consultivo e non vincolante e dalla Regione non verrà indetta alcuna assemblea con i cittadini. Per questo il nostro primo obiettivo è quello di informare quanto più possibile la popolazione, attraverso azioni di volantinaggio e comunicazioni che verranno pubblicate sul nostro sito “casacomunecervignano.blogspot.com”. Per come stanno le cose – continua il consigliere – questo è anche l’unico strumento che abbiamo a disposizione, augurandoci di invertire il processo instaurato, che è lesivo dei diritti democratici».

La presa di posizione da parte dei Comunisti Uniti di Cervignano si associa così alla battaglia dei Comitati No Tav, che hanno già indetto una serie di assemblee nel territorio. I prossimi appuntamenti sono martedì al bar “Al Milione” di Corgnolo alle 20.30 e venerdì nella vecchia scuola elementare di Castions delle Mura alla stessa ora. «Continueremo a dialogare, quando necessario, con i Comitati – riprende Petenel – anche se a noi spetta di lavorare soprattutto sul piano delle istituzioni. Riccardi si è autocongratulato di essere riuscito a non sforare la data di fine anno per la consegna del preliminare. Eppure, dietro a tutti questi festeggiamenti, c’era già pronta una calza piena di carbone per i residenti della Bassa. L’assessore ha anche dichiarato che impiegherà altri 30 giorni per consultare le amministrazioni investite dall’opera, ma senza assemblee pubbliche, perché evidentemente ritiene doveroso mantenere le distanze fra loro e la Regione. É pur vero che è stata abbozzata l’idea di realizzare un sito internet per raccogliere tutta la documentazione, ma esso non sarà mica pronto solo dopo che i termini saranno scaduti? Si tratta di una colossale presa in giro». (el. pl.)

16/01/11

«Partita aperta, i cittadini possono dire no alla Tav»

 

Dicono no, senza ”se” e senza ”ma” alla Tav. E della linea ferroviaria veloce contestano ogni singolo atto, ogni minimo progetto. Al punto da definire senza mezzi termini «una bufala» la recente uscita del sindaco Dipiazza relativa a una netta riduzione dei chilometri previsti ”in galleria”. «Lo ha detto il sindaco, lo so – ha osservato ieri mattina Paolo Behrens a nome del comitato – parlando di 20 chilometri invece di 30, ma lui come altri si sono evidentemente dimenticati che nello studio reso noto ci si è dimenticati del collegamento tra Trieste e Divaccia, e dunque, guarda caso, proprio dei 10 chilometri mancanti!».

Behrens ha quindi parlato di un progetto fatto «a fette di salame» e cioè praticamente a compartimenti stagni senza il necessario coordinamento tra gli interessati, intrattenendosi sulla riottosità dell’assessore regionale Riccardi a consultare i cittadini interessati dal tracciato, «visto che per certi tratti si è parlato senza mezzi termini di espropri di case».

«Vogliono fare una valutazione di impatto ambientale – è stato ancora aggiunto – solo sui primi 22 km del tracciato e sentire esclusivamente il parere dei Comuni, ma non si possono tagliar fuori i cittadini in questo modo». L’alternativa, ha rilevato Behrens, esiste ed è percorribile da qualsiasi cittadino. Basta chiedere copia informativa degli atti della Tav alla Direzione centrale ambiente, energia e politiche per la montagna – servizio valutazione impatto ambientale in via Giulia 75 e poi, possibilmente, far sentire la propria voce. «Ci rendiamo conto – ha ammesso Behrens – che il parere espresso dal cittadini ha solo valore consultivo e non ostativo, ma se si inizia a muoversi per tempo e le cifre degli interpellati salgono la battaglia non è ancora persa. Una cosa è esprimere la propria protesta in due o tre, altra cosa è farlo in duecento e passa».

Le osservazioni dovranno essere presentate entro il prossimo 20 febbraio (60 giorni dopo la pubblicazione, avvenuta lo scorso 22 dicembre) per la tratta Ronchi-Trieste e entro il 27 per la tratta Portogruaro-Ronchi. In questo lasso di tempo il Comitato No Tav Trieste e Carso farà partire una serie di incontri nei rioni cittadini più coinvolti dal tracciato, mandando avanti nel contempo un discorso sinergico e di collaborazione con altre realtà come Wwf e Legambiente, già mobilitate attorno all’iniziativa.(f.b.)

 

15/01/11

Vizintin apripista, si allarga il fronte no-Tav

di CIRO VITIELLO

 

DOBERDÒ Protestano anche degli ambientalisti a Doberdò, dopo l’allarme “Tav” lanciato ieri dal sindaco Paolo Vizintin che ha visionato l’ultima proposta di Rfi, la Rete ferroviaria italiana. Critici con alcune scelte operate in passato dall’amministrazione comunale sull’ampliamento della cava Devetachi, questa volta gli ambientalisti si schierano a fianco del sindaco e lo sostengono in questa durissima battaglia.

«Contrasteremo con tutti i mezzi e a tutti i livelli – afferma il presidente dell’associazione Ambiente 2000 Alberto Ballarini – la costruzione di questa tratta ferroviaria, con questo progetto il nostro territorio è destinato a morire. C’è un parco regalato dalla natura e ora lo vogliono distruggere. Inoltre con questa linea ad alta velocità rovineranno le falde acquifere e i percorsi dei fiumi sotterranei della zona, oltre a provocare danni ingenti all’abitato di Sablici dove diverse case verrebbero demolite e a compromettere la peculiarità dei laghi di Doberdò e Pietrarossa che fra l’altro fanno parte di una Riserva regionale. Sarebbe un disastro ambientale di notevole portata – spiega ancora Ballarini – e per questo ci uniamo alle preoccupazioni del sindaco Vizintin che avrà sicuramente il nostro appoggio incondizionato».

L’ipotesi del nuovo tracciato, infatti, secondo Vizintin comporterebbe una devastazione irrimediabile della collinetta carsica, orgoglio del paese e di una bellezza unica, gravissimi danni all’ambiente, mentre la linea ferroviaria attraverserebbe con enormi viadotti e gallerie pure la Riserva regionale dei laghi di Doberdò e Pietrarossa. Questo per ora è previsto nel progetto preliminare ferroviario della tratta Ronchi-Trieste, sempre nell’ambito della nuova linea Alta velocità/Alta capacità (Av/Ac) da Venezia a Trieste.

Secondo il presidente di Ambiente 2000, Ballarini, questo “spezzatino” delle tratte ferroviarie che progettano continuamente senza preoccuparsi delle problematiche delle popolazioni delle zone di attraversamento della rete ferroviaria, andrebbero a intaccare anche il recupero della “landa carsica” che era stata decisa a parziale difesa dell’ambiente, dopo l’approvazione dell’ampliamento della cava Devetachi. Proprio in questa zona, infatti, dovrebbe essere realizzata con la Tav anche la cosiddetta “stazione di trasformazione” della linea ferroviaria. «Nei prossimi giorni – afferma Ballarini – lanceremo una mobilitazione generale, contatteremo il Wwf isontino e Legambiente per decidere il da farsi prima che sia troppo tardi e che ci distruggano il territorio che è di tutta la comunità».

Il sindaco Vizintin, anche da parte sua ha promesso il massimo impegno di tutta l’amministrazione per opporsi a questa ennesima opera faraonica, che graverebbe ancora una volta solo sui contribuenti italiani e hanno come unico effetto finale quello di deturpare l’ambiente e i costi sociali. Il territorio carsico, afferma ancora Vizintin, sta già pagando un caro prezzo perché è stato compromesso dalla presenza dall’elettrodotto, metanodotto e dal passaggio dell’autostrada.

 

Dal Messaggero Veneto

16/01/11

Comitato anti Tav: il tracciato isolerà le nostre comunità

 

BAGNARIA ARSA. Sala parrocchiale gremita. Molti gli esterni, pochi invece i volti giovani, quelli più direttamente interessati dal passaggio, prospettato tra una ventina di anni, della Tav sul territorio comunale di Bagnaria. Al tavolo dei relatori, Giacarlo Pastorutti, sempre in prima linea, introduce e presenta il progetto preliminare del tracciato Tav-Tac che dal Veneto penetra nella Bassa friulana e punta su Trieste.

Primo atto d’accusa di Pastorutti verso l’amministrazione comunale che – a dire del Comitato no Tav – doveva farsi promotrice della iniziativa di presentazione alla popolazione del ventilato progetto ferroviario.

Secondo pollice verso all’indirizzo di Riccardo Riccardi, assessore regionale alle Infrastrutture, il quale preferisce contattare e dialogare solo con le amministrazioni che oramai hanno dato via libera alle scelte di Rfi. Rete ferroviaria italiana ha individuato e consolidarto, pur con molte pecche, il tracciato Portogruaro, Ronchi, Trieste.

E da Pastorutti viene un appello alle “forze” che si riconoscono nel no. Tutti in piazza, democraticamente, – sollecita uno dei leader anti Tav – il giorno 22 gennaio quando l’assessore Riccardi incontrerà i Comuni interessati per discutere del progetto ricevuto dalle amministrazioni interessate alla fine dello scorso mese di dicembre. «Noi non ci tireremo indietro e se il comune di Bagnaria Arsa e gli altri Enti preferiscono tacere, da parte nostra, comitato anti Tav, stiamo predisponendo una serie di controdeduzioni al progetto di Rfi».

L’illustrazione dettagliata del progetto preliminare ha suscitato non poche perplesità tra i presenti e in particolare da chi già è costretto a subire le conseguenze legate ai vincoli imposti dalle legge Obiettivo.

Pastorutti ha presentato i tracciati che interessano il comune di Bagnaria. In particolare i collegamenti tra Palmanova e lo scalo ferroviario di Cervignano, la bretella di raccordo tra la linea Palmanova-San Giorgio con deviazione verso lo scalo. «Un tracciato inutile – è stato rimarcato – che taglia la campagna tra il capoluogo e Campolonghetto e isola ancora di più le nostre comunità». Sottolineato il fatto che la bretella non permette agli agricoltori di passare al di qua e al di là della “barriera”. Pastorutti infine ha dato appuntamento a tutti per le 20.30 di venerdì 21 a Castions delle Mura, la frazione di Bagnaria coinvolta dal passaggio della Tav. Il confronto con la popolazione permetterà al Comitato no Tav – ha detto l’animatore della serata – di tastare il polso sulla sensibilità degli abitanti allo «spinoso problema».

Sandro Sandra

 

15/01/11

Tav, il comitato Friuli Rurale fa ricorso

 

TRIESTE. Il Comitato per la Vita del Friuli Rurali chiede l’annullamento, per falso ideologico, della procedura avviata per l’ottenimento della Valutazione di Impatto Ambientale sul progetto della Tav tra «Portogruaro e Ronchi dei Legionari. Con una specifica diffida inviata ai Ministeri dell’Ambiente, dei Beni e Attività Culturali e delle Infrastrutture e dei Trasporti, il comitato chiede «si facciano carico della denuncia, pena il loro coinvolgimento per complicità nella incresciosa vicenda».

«Siamo alle solite – scrive nella denuncia il presidente del comitato, Aldevis Tibaldi –, ovvero di fronte a quel misto di superficialità ed arroganza che da sempre accompagna il varo delle cosiddette “grandi opere”, in un clima connotato da un cronico bisogno di far presto per non perdere i finanziamenti pubblici. È proprio il casio di dire che la “Gatta frettolosa fa i figli ciechi”, nè si poteva pretendere di meglio da una società ferroviaria che ha già dato prova di un servizio regionale fallimentario e da una sequela di progetti fallimentari, condannati da fragorose bocciature. Ha ben ragione l’assessore regionale ai Trasporti, Riccardo Riccardi a rialacciare i rapporti con i sindaci dei territori attraversati da quel tracciato.

Proprio giovedì, Riccardi aveva annunciato la creazione di un gruppo di lavoro specifico per garantire la massima condivisione possibile da parte degli enti locali, fissando per sabato 22 l’avvio delle consultazioni necessarie alla valutazione del progetto preliminare delle tratte ferroviarie Ac/Av «Portogruaro – Ronchi Sud – Trieste» del corridoio plurimodale Quinto. Un’occasione per presentare ai Comuni interessati le scelte di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) ed illustrare loro l’iter procedimentale per l’approvazione del progetto predisposto alla fine del dicembre scorso.

«Abbiamo scelto, come sempre su questi argomenti – ha detto Riccardi -, la strada della maggiore partecipazione possibile per contemperare, con adeguatezza, tutti gli interessi pubblici e dei cittadini nella fase di progettazione di opere di grande rilevanza. Non sfuggono l’importanza e l’impatto di queste tratte del Corridoio Quinto, per cui la Giunta ha assicurato la sinergia dell’impegno di tutte le direzioni coinvolte in merito a questa progettazione e contemporaneamente – ha precisato – un’adeguata assistenza agli enti locali, che pure dovranno esprimersi per competenza territoriale».

Per le attività relative al pronunciamento della Regione, sarà costituito un gruppo di lavoro composto dalle Direzioni centrali competenti, che potrà valutare adeguatamente la proposta assicurando, in sede di intesa sulla localizzazione del tracciato, un parere approfondito e coordinato dei molteplici interessi pubblici in gioco. Alla struttura tecnica sarà affidato anche il compito di offrire l’assistenza necessaria agli enti locali interessati per le determinazioni di loro competenza. (al.c.)

CIE DI GRADISCA: partono i lavori?

Dal Messaggero Veneto

16/01/11

Gestione di Cie e Cara di Gradisca: base d asta di oltre 15 milioni

 

di MARCO CECI

 

GORIZIA. Un appalto (al netto dell’Iva) di 15 milioni e 20 mila euro. È la base d’asta indicata dalla Prefettura di Gorizia, ente appaltante, per la gestione triennale (dal 1° marzo 2011 al 28 febbraio 2014) del Centro di identificazione ed espulsione (Cie, 248 posti, ma non ancora a pieno regime) e del limitrofo Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara, 138 posti) di Gradisca d’Isonzo. Uno “stipendio” annuale di circa 5 milioni di euro per i soli servizi interni (escluse, quindi, luce, acqua, gas e il servizio garantito dalle forze dell’ordine), quindi, quello che lo Stato riconoscerà all’ente gestore. In carico al nuovo titolare della gestione saranno i servizi di assistenza generica alla persona (mediazione linguistica culturale, sostegno socio–psicologico), di assistenza sanitaria, di pulizia e igiene ambientale e le forniture per gli ospiti: vestiario, igiene personale (compreso il taglio capelli) ed effetti letterecci (materassi, lenzuola e coperte). A ogni ospite, inoltre, dovrà essere garantita la fornitura di una scheda telefonica di 15 euro e, ogni due giorni, di un buono di 5 euro spendibile all’interno del centro per spese come bolli postali, schede telefoniche, snack alimentari, bibite analcoliche, sigarette, libri, riviste, giornali. Il nuovo ente gestore, inoltre, dovrà gestire anche la fornitura dei pasti (colazione, pranzo e cena). Per il solo Cara è prevista anche la fornitura per neonati e bambini secondo necessità.

Il bando è stato indetto il 28 dicembre, ma al momento non sono ancora state presentate offerte, anche se alcuni soggetti interessati hanno già inoltrato richiesta di accesso ai luoghi. Tra questi non figurano nè il primo gestore del centro per immigrati isontino (la cooperativa Minerva di Gorizia) nè quello attuale, il consorzio cooperativistico trapanese Connecting People, anche se sembra scontata la loro partecipazione alla gara d’appalto. Il termine per la presentazione delle offerte è il 31 gennaio.

Cie che, nel frattempo, è ormai pronto per sottoporsi all’intervento di messa in sicurezza, atteso da ormai due anni. Lavori in partenza già la prossima settimana, come ha confermato il vice prefetto vicario di Gorizia, Gloria Allegretto: «Si stanno solo definendo la questione organizzativa, le procedure per garantire l’esecuzione dell’intervento in sicurezza: l’avvio dello stesso è previsto a giorni. Proprio per ragioni di sicurezza si procederà a lotti e la capienza del Cie sarà probabilmente ridotta in concomitanza dei lavori. Per primi saranno eseguiti quelli di potenziamento della recinzione esterna e dell’impiantistica generale». L’intervento è stato affidato per un importo di 1 milione 641 mila euro alla Easylight di San Michele al Tagliamento, che dovrebbe completarlo in sei mesi.

«La recinzione non verrà potenziata con i cosiddetti offendicula (le sezioni ricurve superiori presenti anche negli stadi, ndr), la commissione etica non lo consente – ha concluso Allegretto –, si procederà semplicemente all’innalzamento della stessa: altezza che aumenterà di oltre un metro. Su questa, poi, verranno posizionati nuovi sensori e si procederà a rivestirla, nelle sezioni più sensibili, con pannelli in plexiglas, in modo da non offrire punti di appoggio a chi prova a scavalcare».

Dumbles/Conciatevi le palle

Antefatto:
“il calendario di fiche” di Oliviero Toscani commissionatogli per pub­bli­ciz­zare la “vera pelle ital­iana con­ci­ata al veg­e­tale” e il dibattito “sulla Forza della Natura, incon­tro sulla Fem­mina”  in cui come massimo esperto interveniva SGARBI (sigh) e Marina Ripa di Meana come rappresentante del genere femminile (sigh x 2) tra gli altri…
Linkiamo una critica fatta dalle “Donnole” qui nella quale c’e’ anche un resoconto dettagliato di cio’ che è stato detto a questo incontro.
Il nostro intervento dal blog delle Dumbles:

CONCIATEVI LE PALLE

Dedicato a Sgarbi, a Toscani, ai conciatori, ai  relatori di convegni psicopenosi, ai loro calendari  pelosi.

Se vogliono vendere pellami e affini la prossima volta invece che la fica e il pube  che sta sopra , usino peni,  testicoli e tutti i contorni che vogliono, anche i loro che sono tanto disinibiti… No eh! Si fa i pagliacci, si sbottona la camicia e poi cù cù.

Non crediamo che siano così dementi da non capire che un calendario con quelle immagini fatto per l’industria della concia non significasse l’equiparazione del corpo femminile alla “pelle conciata”, ovvero:  sia ad un prodotto che ad un animale, ovvero un animale ucciso, sezionato e trasformato in prodotto di lavorazione. No, lo sanno ma non gliene frega; sono pagati per produrre pubblicità, infiochettare le polemiche con ridicole dissertazioni psicanalitiche, fare lo show e incassare.

Questo li trasforma da cretinetti furbetti  a  miserabili.

Il titolo di questo post e il  nostro borsellino testicolare sono risposte nello stesso stile di una operazione banale e  loffia che sfrutta e capitalizza  anche la censura a scopo propagandistico; ma tant’è; delle volte ai coglioni bisogna parlare coi coglioni anche se  a noi, in genere,  non piace.  Siamo convinte che cazzi e fighe e qualsiasi alta parte di corpo possa stare molto meglio fuori dal lucroso sfruttamento pubblicitario, intrinsecamente strumentale e quasi sempre offensivo nei confronti delle donne.  I creativi impastoiati lì non produrranno mai niente di buono, solo,  sempre qualcosa di peggiore.

 

 

 

Umberto Tommasini: tanta gente, molti interventi a 30 anni dalla sua morte

Oltre un centinaio di persone, la sala stracolma per ricordare, raccontare e conoscere Umberto Tommasini l’anarchico di Vivaro, triestino d’adozione che per tutta la vita non è mai indietreggiato di un solo passo nella strada verso l’anarchia.

Compagni e compagne da Pordenone, Trieste, Udine, dal vicino Veneto, poi la gente di quel territorio d’origine a cui Umberto è sempre rimasto legato profondamente ed ancora messaggi di vicinanza da parte di chi lo ha conosciuto e non è potuto esserci sono arrivati da Carrara, Roma, Milano nei giorni precedenti.l1050938a

Una giornata ricca d’interventi che in più occasioni han suscitato entusiasmo, commozione ma soprattutto ascolto, attenzione, in una sala gremita che per alcuni momenti sembrava non poter accogliere tutti costringendo più di qualcuno ad assieparsi sul ballatoio d’entrata.

 

 

Un programma che è cominciato con la proiezione di una parte delle interviste a Umberto sulla sua partecipazione alla rivoluzione sociale in Spagna, volontario della prima ora in soccorso ai compagni della CNT-FAI a Barcellona. Si è poi proseguito con la parte dedicata al lascito di libri, opuscoli e documenti della famiglia Tommasini (di cui parte dello stesso Umberto) e curata da Gianluigi Bettoli, storico locale, che si è soffermato sugli aspetti più importanti di questo fondo, ora parte della biblioteca civica di Vivaro come patrimonio culturale di assoluto valore. Continue reading →

ANARCOSINDACALISMO/ seminario-dibattito ad Udine

Importanti novità dall’anarcosindacalismo spagnolo.

Presentazione dell’ICEA (in italiano)

p1180005

Continue reading →

A KANISH

E’ con sincero cordoglio che abbiamo appreso la notizia della morte di Kanish Mvudisa ed esprimiamo la nostra più sentita vicinanza alla famiglia, ai suoi cari. Come anarchici abbiamo condiviso molte delle battaglie antirazziste assieme, dall’ottenimento del Centro Multietnico esede dell’associazione Immigrati di Via Piave ai percorsi di emancipazione dei migranti che lo hanno veduto sempre in prima linea, una presenza costante e determinata affinchè i pregiudizi e le discriminazioni in città, in regione e in Italia trovassero una cosciente opposizione di “fratelli” disposti alla solidarietà per un modo più giusto e libero.

Non possiamo che continuare verso questa strada nel comune immaginario di una patria che altro non può essere che il “mondo intero” di modo che il suo impegno sociale e la sua storia di clandestino, lavoratore, migrante, come molti dei nostri padri e nonni, trovino nel senso comune del nostro lottare la forza per continuare più determinati di prima.

Ciao Kanish!


Circolo Libertario E. Zapata, Iniziativa Libertaria – Pordenone

———————————————

Messaggero Veneto, 19/01/2011

Il Circolo Zapata ricorda Kanish Mvudisa

CORDOGLIO Anche il Circolo Libertario Zapata ha voluto ricordare la figura di Kanish Mvudisa, scomparso domenica scorsa per una grave malattia in Belgio, dove si era recato a trovare suo fratello. «Abbiamo condiviso molte delle battaglie antirazzista assieme – ha detto del vicepresidente dell’Associazione immigrati il circolo – dall’ottenimento del centro multietnico e sede dell’Assoimmigrati di via Piave ai percorsi di emancipazione dei migranti che lo hanno veduto sempre in prima linea. Non possiamo che continuare verso questa strada, nel comune immaginario di una patria che altro non può essere che il “mondo intero”».

NOTAV: continuano le polemiche

E sabato tutti in piazza unità a Trieste per il presidio NOTAV

 

Dal Messaggero Veneto

19/01/11

Tav, spunta un viadotto di 650 metri

 

PALMANOVA. Sulla strada regionale 252 sorgerà un “cavalca-ferrovia”. Un tracciato lungo circa 650 metri, che comprende un ponte di 300. Un opera a grande impatto ambientale, dunque. Nuove preoccupazioni si affacciano sulla questione dei tracciati relativi delle opere di viabilità accessorie alla Tav: il Comitato di Tutela ambientale di Palmanova, tramite il portavoce Luigino Battistello, fa infatti sapere che, grazie all’opera di divulgazione delle informazioni attuata dal Comitato “No Tav” di Bagnaria Arsa, è riuscito a prendere visione dei contenuti del nuovo progetto preliminare della Tav nella Bassa Friulana.

«Per il nostro territorio – spiega il portavoce del Comitato locale – ci sono di nuovo cattive notizie: gli impatti prospettati da questo progetto sono veramente pesanti per il settore sud-ovest del nostro martoriato comune. È ricomparso un “cavalca-ferrovia” sulla strada regionale 252, la cosiddetta “Napoleonica”, il quale non è in asse con la statale stessa, ma crea una “variante” a forma di trapezio sul lato sud».

Per il Comitato questa soluzione progettuale è quasi incomprensibile. Prosegue infatti Battistello: «Questo cavalcavia, che oltrepassa la ferrovia, ottiene il risultato di creare curve sulla strada, consumare territorio, svalutare case e terreni presenti nella zona, peggiorare la qualità della vita agli abitanti del posto».

Il portavoce fa anche notare che sono molte le abitazioni, alcune anche di un certo pregio, presenti nelle adiacenze della ferrovia esistente, che rientrano nella fascia di vincolo urbanistico. Sono pertanto parecchi i cittadini interessati a capire ciò che questo comporta.

Il Comitato di Tutela ambientale di Palmanova invita i cittadini a prendere visione degli elaborati progettuali «che – aggiunge Battistello – speriamo possano essere disponibili in Municipio. Va infatti ricordato che ogni cittadino può presentare osservazioni, che serviranno da riferimento per gli indispensabili interventi dell’Amministrazione comunale, nei confronti dell’assessore regionale alle infrastrutture. La nostra speranza è quella di contribuire, anche come Comitato, alla correzione delle situazioni di sfregio ambientale».

Monica Del Mondo

 

19/01/11

Ma Cressati annuncia: si troverà una soluzione

 

PALMANOVA Il sindaco di Palmanova, Federico Cressati, si dice sereno circa la possibilità di trovare la soluzione progettuale migliore che consenta di risolvere le problematiche tecniche senza un eccessivo impatto ambientale. «Sabato 22 gennaio – affrema Cressati – sono stato convocato in Regione, assieme ad altri sindaci, proprio per parlare di Tav. L’assessore Riccardo Riccardi ha garantito più volte che quanto previsto dal protocollo firmato dai sindaci sarà quanto poi verrà progettato. Pertanto, per quanto riguarda il tracciato Tav, sono convinto che le scelte fatte a quel tempo (le meno impattanti possibile) saranno rispettate. Per quanto poi riguarda le opere di viabilità che saranno eseguite come conseguenza della realizzazione della linea ferroviaria, esse saranno oggetto di un’analisi accurata».

Cresatti non ha dubbi circa il fatto che, a prima vista, questo viadotto in corrispondenza della 252 sia «esagerato rispetto al volume di traffico e probabilmente molto impattante».

«Sono però opere – aggiunge – che possono essere riviste. Se ce ne sarà l’occasione e la possibilità, già all’incontro indetto per sabato, ne parlerò in Regione per rivedere quest’ipotesi progettuale. Altrimenti presenteremo nelle sedi competenti le nostre osservazioni scritte sulla questione».

Il sindaco ricorda che l’amministrazione comunale di Palmanova ha dimostrato di sostenere su questo territorio l’ammodernamento della viabilità ferroviaria e non solo, con le ovvie conseguenze. «Crediamo – conclude – che possano essere trovate soluzioni che concilino ammodernamento e sviluppo con la maggiore tutela possibile dell’ambiente. Sono quindi sereno circa il fatto che si possa trovare una soluzione alle problematiche sollevate dal Comitato». (m.d.m.)

18/01/11

Del Bello (Pd): demolire sotto ogni profilo il piano di alta velocità ferroviaria sul Carso

 

Monfalcone MONFALCONE. «Hanno ragioni da vendere le associazioni ambientalistiche quando affermano che lo stratagemma adottato da Rete ferroviaria italiana (Rfi) per cercare di sminuire l’impatto e depotenziare le opposizioni al progetto della Tav fra Venezia e Trieste è quello di suddividere il progetto preliminare prima in tre tronconi (Venezia-Portogruaro, Portogruaro-Ronchi, Ronchi-Trieste) e poi in ulteriori pezzettini locali, come quelli che sono stati consegnati ai Comuni di Monfalcone, Ronchi e Doberdò in una prima versione già nella primavera scorsa e poi in una seconda in parte riveduta con minori impatti nella zona di San Polo, lo scorso 21 dicembre. Lo scopo (puerile) è di concentrare l’attenzione degli enti locali sul pezzetto di linea che li riguarda, facendo così mancare una visione d’insieme, la quale è l’unica che possa prestarsi a un’autentica valutazione politica di ampio respiro».

È chiara la posizione del consigliere comunale e provinciale del Pd, Fabio Del Bello, sul progetto di alta velocità/alta capacità che è tornato di recente alla ribalta dopo essere stato presentato agli amministratori dei Comuni interessati: l’obiettivo per Del Bello dev’essere la cancellazione definitiva del progetto. Il consigliere ricorda che il progetto preliminare è noto da alcuni anni ed è approdato in molte qualificate aule consiliari fatta eccezione, almeno finora, per l’Isontino. Sinteticamente ricorda che negli anni 2009-2010 frequenti sono state le assemblee pubbliche nei comuni della Bassa friulana, «che perdurano tuttora con molta determinazione», dice, che esemplare è stata la condotta del Comune di San Dorligo che negli anni 2009 e 2010 ha condotto una battaglia risultata poi vincente per salvare la Val Rosandra dal percorso ferroviario in galleria e che nel giugno e nel settembre dello scorso anno i consigli comunali di Duino-Aurisina e Sgonico hanno esaminato con i tecnici di Rfi lo schema funzionale-configurazione finale dell’alta velocità/alta capacità Venezia-Trieste.

«Nel novembre 2010 la Commissione per la salvaguardia di Venezia (Regione Veneto, Provincia, Comune, Sovrintendenza, Genio civile, Magistrato delle acque e rappresentanti di ministeri e altre istituzioni) ha sonoramente bocciato il tracciato costiero lungo la gronda lagunare, definita «fascia di altissima fragilità e vulnerabilità e paesaggistica». Il Carso ipogeo, nelle sue peculiarità uniche – chiede il consigliere –, non è forse altrettanto meritevole di tutela da parte di isontini e triestini?». Evidenzia ancora che nello scorso biennio, nell’Isontino, l’iniziativa più rilevante era stata la presentazione del progetto in una pubblica assemblea a cura del Pd di Ronchi, a Selz, nel luglio 2010. In seguito alla presentazione del progetto agli iscritti nella sede del Pd di Monfalcone, il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, ha annunciato per il 28 gennaio un’assemblea del Patto per lo sviluppo allargata sul tema e una seduta ad hoc del consiglio provinciale.

«Questa proposta, assieme alla decisa presa di posizione del sindaco di Doberdò, Paolo Vizintin, dovrebbe finalmente rilanciare il protagonismo politico-istituzionale degli enti locali isontini cui teoricamente, in virtù della antidemocratica Legge obiettivo, spetterebbe soltanto il compito di segnalare le cosiddette “interferenze” nel progetto. La seduta del consiglio provinciale dovrà invece costituire l’occasione per l’innesco di un grande movimento democratico-ambientale. L’obiettivo concreto – conclude – è liberarsi una volta per tutte del progetto dell’Alta velocità ferroviaria sul Carso demolendolo sotto ogni tipo di profilo».

Cristina Visintini