E’USCITO IL NUMERO 115 DI GERMINAL

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Puntuale come sempre è uscito in occasione del primo maggio il nuovo numero.

Dentro trovate articoli su:

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TRIESTE: volantino all’università su Croce Rossa e CIE

Questo è il testo del volantino distribuito e affisso ieri da alcuni compagni all’università centrale in occasione dell’iniziativa “univillage” che vedeva fra le associazioni aderenti e con banchetto anche i “Giovani della Croce Rossa”.

 

 

CROCE ROSSA:

 

ORGANIZZAZIONE

 

UMANITARIA?

Questa è l’immagine “rispettosa” di facciata che siamo abituati a vedere e che spesso è quella percepita dai possibili volontari.

Invece la vera natura della CRI spesso e volentieri non ha niente a che fare con la solidarietà e l’aiuto a chi ne ha bisogno: è un corpo paramilitare, interessato com’è ovvio più al denaro e al potere che al rispetto della vita umana.

Denaro e potere che ottiene ad esempio gestendo diversi CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione) dove vengono rinchiusi immigrati senza documenti.

Veri campi di internamento che nulla hanno a che fare con il rispetto dei diritti umani e dove stupri, violenze, pestaggi, umiliazioni sono pane quotidiano.

I militi della Cri non si fanno nessuno scrupolo a lasciar morire di polmonite un immigrato rinchiuso in un Cie, come accaduto nel 2008 ad Hassan a Torino, essere complici e omertosi di un tentativo di stupro da parte di un ispettore di polizia, come accaduto a Joy nel Cie di Corelli a Milano, collaborare ai pestaggi della polizia e negare le cure alle vittime.

Esemplare anche il caso venuto fuori dal Cie di Torino tempo fa: durante un presidio di solidarietà davanti al centro, è arrivato un messaggio da un recluso, dove si vedeva che il farmaco per l’asma che gli veniva somministrato dal personale della C.R.I. aveva superato da più di due anni la data di scadenza.

NON RESTIAMO IN SILENZIO:

NESSUNA PACE A CHI COLLABORA COI C.I.E. E IL SISTEMA DELLE DEPORTAZIONI!

…SE SEI UN VOLONTARIO DELLA C.R.I. FAI PRESSIONE SUI TUOI SUPERIORI PER L’IMMEDIATO ABBANDONO DELLA GESTIONE DEI NUOVI CAMPI DI CONCENTRAMENTO

O NEGA SUBITO IL TUO APPOGGIO PER NON ESSERE COMPLICE.

 

CENTRI DI IDENTIFICAZIONE ED ESPULSIONE

Cosa sono I CIE sono luoghi di detenzione amministrativa, paradosso logico e giuridico, strutture in cui gli “ospiti” sono sottoposti di fatto ad un regime carcerario, ma senza permessi di uscita o di visita. Sono prigioni per persone che non hanno – o, sempre più spesso, non hanno più – i documenti in regola. Sono a decine sparsi per l’Italia, uno di questi a Gradisca d’Isonzo, a pochi chilometri da qui.

Come funzionano A volte, chi viene fermato senza permesso di soggiorno in regola, viene portato in uno di questi centri, ufficialmente in attesa di essere identificato ed espulso e può essere trattenuto fino a sei mesi. Possono essere clandestini appena arrivati, o fermati per strada, ma anche, ad esempio, persone uscite dal carcere (che quindi hanno già subito un processo, durante il quale la loro identità è stata accertata) o stranieri che per anni hanno soggiornato regolarmente e che poi perdendo il lavoro hanno anche perso il permesso di soggiorno…

La collettività paga a coloro che gestiscono questi centri (cooperative, strutture come la Misericordia, Croce Rossa…) un quota “ad ospite” che si aggira mediamente attorno ai 60-80 euro al giorno, senza contare i costi strutturali e la manutenzione straordinaria. Più “ospiti”, più soldi. Un business notevole, i cui conti restano ben poco trasparenti.

Come si curano

L’unica cura per questa “malattia democratica” è la chiusura immediata

di tutti i centri.

 

Per approfondire:

senzafrontiere.noblogs.org

info-action.net (sez.antirazzismo)

fortresseurope.blogspot.com

CIE DI GRADISCA: ultimi giorni per la connecting people

Messaggero Veneto

 

GIOVEDÌ, 19 MAGGIO 2011

Pagina 46 – Provincia
GRADISCA
Dipendenti del Cie senza stipendio
Monta la protesta: «La Connecitng-People non ci paga»

GRADISCA Ancora lamentele, da parte dei dipendenti in servizio al Cie di via Udine, per il mancato pagamento degli stipendi da parte dell’ente gestore della struttura, il consorzio trapanese Connecting People. Il grido d’allarme arriva tramite una nota che illustra la delicata situazione: «Già da dieci giorni, attraverso i sindacati o i suoi delegati, abbiamo cercato di contattare il rappresentante per la ditta, il signor Mauro Maurino, per carpire qualcosa in merito ai pagamenti degli stipendi. Lo stesso, giorno per giorno dava a noi dipendenti appuntamenti telefonici che non rispettava. Fino ad oggi, giorno nel quale avrebbero dovuto essere accreditate le nostre retribuzioni. Il signor Maurino ha dato come ipotetica data di pagamento il 22 maggio, domenica!». Il personale in servizio al Cie è ormai in preda allo sconforto: «Siamo stufi di lottare ogni mese per la paga, e neanche il sindacato di dà certezze, ma anzi, conferma e supporta l’ipotesi del referente Maurino». Lamentate, inoltre, condizioni lavorative inaccettabili: «Al Cie si continua a lavorare tra l’assenza di sicurezza, le prese in giro e i ripetuti ricatti e rivendicazioni da parte dei rappresentanti del consorzio». La gestione del Cie da parte di Connecting People è ormai in scadenza: all’ente siciliano è stata concessa una proroga sino a fine maggio. A subentrargli sarà il consorzio temporaneo d’impresa fra la francese Gepsa e tre soggetti italiani (Cofely Italia e le coop Acuarinto di Agrigento e Synergasia di Roma), sempre che ricorsi sulla gara d’appalto non “congelino” ulteriormente il passaggio di consegne. (g.p.)

BIOMASSE: sindaco di Sedegliano contestato

Messaggero del 20/05/11

Il sindaco nella bufera per la centrale a biomasse

Sedegliano, Giacomuzzi difende il suo lavoro e la regolarità dell’opera Nella rovente assemblea con 150 persone è stato contestato più volte

SEDEGLIANO Sala dell’oratorio gremita di gente, circa 150 persone, provenienti anche dai paesi limitrofi, l’altra sera per la conferenza informativa sulla futura centrale a biomasse orgganizzata dal Comitato contro la sua realizzazione. Un pubblico attento ha seguito con preoccupazione e interesse fino ad oltre mezzanotte i relatori i quali hanno snocciolato dati ricavati dai documenti del progetto. Il tema della ricaduta sulla salute dei cittadini del comune e dintorni dell’impianto è stato il fulcro delle esposizioni con dati e rappporti scientifici consolidati e concreti. La sede dell’oratorio ha fatto da “parafulmine” fino al termine degli interventi, quando si è innescato tra il pubblico un dibattito dai toni piuttosto accesi. Contestato il sindaco Dino Giacomuzzi quando è intervenuto come ” cittadino” per dare la sua versione ufficiale sulla questione: «tutto a posto, tutto a norma, tutto regolare, iter corretto, sindaco che si attiene ai giudizi di enti superiori che hanno dato l’ok all’impianto» ha detto. Per lui, nella bagarre più completa, è stato difficile rettificare le informazioni già esposte «corrette, ma non complete». Dopo la presentazione di Luciano Zorzenone , presidente Cordicom Fvg, Marco Molaro, referente del Comitato 1401 ha elencato le discariche, centrali a biogas, cave, depuratore di liquami, la vicina cava ex Parussini e «un deposito di amianto» che sono sorti o sorgeranno nella zona industriale di Pannellia. Oggetto di attenzione e approfondimento insieme alle conseguenze sulla salute pubblica e l’ambiente circostante delle emissioni dal camino, alto 60 metri , tra cui la diossina, sostanza bioaccumulabile, della centrale e il loro controllo continuo, che dovrebbe essere 3 volte all’anno. Maristella Cescutti

Valle di Susa i NO TAV minacciano di bloccare il giro

VALLE DI SUSA No Tav: bloccheremo il Giro
se partono i lavori della ferrovia

INTERNAZIONALE/ Spagna: il Movimento degli Indignados

27 maggio
La Polizia carica gli indignados e sgombera la piazza a Barcellona
Video
Gli indignados non mollano la Puerta del Sol

NOTAV: 15.000 in marcia nel torinese

Un’altra grande prova di forza del movimento NOTAV piemontese a pochi giorni del probabile tentativo di avvio dei lavori.

Per tutti gli aggiornamenti: www.notav.eu

 

Oggi 21 maggio circa 15.000 cittadini, preceduti da decine di trattori con le bandiere della Coldiretti e dallo striscione con gli amministratori della Valle di Susa, sono sfilati nella 2° marcia da Rivalta a Rivoli per dare all’Unione europea e al governo italiano l’ennesimo forte segnale di contrarietà al progetto della linea TAV Torino-Lyon. Sono sfilati dietro le decine di striscioni dei comitati della Valle di Susa, Val Sangone, Torino e cintura. Alla fine della marcia tutti gli interventi, dal presidente della Comunità Montana Sandro Plano ai rappresentanti del movimento NOTAV italiano e dei movimenti popolari che in varie parti d’Europa si oppongono alle grandi opere faraoniche, hanno insistito su:

·      Inutilità degli investimenti per il TAV quando ce ne sono altri drammaticamente urgenti come quelli per la tutela della sanità dei cittadini e per trasporti “normali” per i pendolari che quotidianamente subiscono i disservizi del gestore monopolista Trenitalia
·      Denuncia della mancanza di risorse anche per i primi 20 milioni di euro (sui 300 previsti!) più volte millantati da Governo e Regione Piemonte per i primi interventi sulla rete ferroviaria regionale
·      Determinazione del movimento NOTAV a impedire con tutte le possibili iniziative non violente, che lo hanno sempre caratterizzato, sia in Valle di Susa che a Torino, l’apertura del cantiere per il tunnel esplorativo alla Maddalena di Chiomonte
·      Denuncia e condanna di ogni ipotesi di militarizzazione della Valle di Susa per garantire l’apertura e la continuità dei lavori nei cantieri per il TAV
Ci si è dati appuntamento all’assemblea di giovedì 26 maggio al Centro polivalente di Bussoleno per decidere con gli amministratori della valle le prossime iniziative di mobilitazione
NOTAV, una garanzia per il futuro

Movimento NO TAV Val Susa, Val Sangone, Torino e Cintura

A cura dell’ufficio stampa del movimento NOTAV
Rivoli, 21 maggio 2011

FUKUSHIMA/ fusione parziale del nocciolo anche nei reattori 2 e 3

Ancora mezze verità con ricami ottimistici da Fukushima

 

Corriere 24 maggio 2011

FUKUSHIMA

Fukushima: la fusione parziale è avvenuta anche nei reattori 2 e 3

Fusione parziale avvenuta anche nei reattori 2 e 3

08:26 ESTERI Lo ha reso noto la Tepco. Finora era stata ammessa solo nel reattore 1 della centrale

 

MILANO – Anche le barre di combustibile nucleare dei reattori 2 e 3 della centrale di Fukushima si sono parzialmente fuse. Lo ha annunciato la Tepco, gestore dell’impianto nucleare. Finora la società giapponese aveva reso noto che solo il reattore 1 era stato interessato da fusioni parziali «della maggior parte del combustibile al fondo del recipiente di contenimento» a causa dei sistemi di raffreddamento fuori uso dopo lo tsunami che l’11 marzo aveva investito il sito nucleare. Lo scenario aveva sollevato timori, ora confermati, che anche i numeri 2 e 3 avessero subito la stessa sorte. Secondo la compagnia, tuttavia, è improbabile che questo faccia peggiorare la situazione perché le barre sono già state coperte dall’acqua per aumentare il raffreddamento. Ora i reattori «sono interessati da operazioni di raffreddamento e la loro condizione è stabile», ha aggiunto un portavoce della Tepco.

Redazione online
24 maggio 2011

NOTAV: in Valsusa è iniziata la battaglia!

Questa notte i NOTAV sono riusciti a bloccare il primo tentativo di installare il cantiere a Chiomonte.

 

La situazione è al momento tranquilla ma può modificarsi in ogni momento.

 

Invitiamo tutt* a tenersi aggiornati e a esprimere solidarietà in ogni modo ai manifestanti che in Valsusa si stanno opponendo con determinazione e coraggio a quest’opera folle.

 

Leggi l’articolo-resoconto che uscirà su Umanità Nova

 

 

GIOVEDI’ PRESIDIO SOLIDALE A


TRIESTE ORE 18.00 IN P.UNITA

 

Qui le foto e il volantino del presidio

 

Per aggiornamenti costanti:

Notavaldisusa

Indymedia Piemonte

Qui le foto di Repubblica

NO TAV: Valsusa, questa notte primo tentativo fallito di impiantare i cantieri

da La Repubblica

 

TORINO-LIONE

Valsusa, notte di tensione
Poi la rinuncia al blitz

Lanci di pietre e tentativi di mediazione a Chiomonte mentre gli operai tentavano di aprire il cantiere per la Tav. Poi la scelta di desistere di fronte alla rinuncia dei “no Tav” di liberare da tronchi, traversine e guard rail l’accesso. Oggi vertice in prefettura per decidere se usare la forza

di MARIACHIARA GIACOSA E PAOLO GRISERI

CHIOMONTE (TO) Prima notte di tensione in val di Susa. Ma dopo lanci di pietre e tentativi di mediazione, intorno alle 3 del mattino le forze dell’ordine rinunciano al blitz per aprire il cantiere della ferrovia ad alta velocità tra Torino e Lione. Ogni decisione è stata rinviata ad oggi quando la prefettura e il ministero dell’Interno dovranno decidere se tentare la prova di forza o lasciare che trascorrano i giorni per far scemare la tensione.

Barricate contro il cantiere

Alle 23 il primo tentativo di far arrivare i camion con il materiale per creare lo svincolo che collegherà l’autostrada A32 con il nuovo cantiere. Una colonna di auto di servizio di manutenzione dell’autostrada ha raggiunto il viadotto che sovrasta l’area dove dovrebbero partire i lavori per il tunnel esplorativo della Maddalena: 7,5 chilometri di galleria per sondare il terreno e la roccia dove passerà il supertreno. Ad attendere i mezzi, nell’unico punto in cui il viadotto incontra una strada sterrata sul fianco della montagna, circa 200 manifestanti No Tav che da giorni si preparavano all’appuntamento presidiando il territorio.

Tutte le vie di accesso infatti sono state bloccate in serata con barricate fatte da tronchi d’albero, tubi, vecchie traversine ferroviarie e guard rail. Un vero percorso a ostacoli impossibile da superare senza un intervento molto deciso. L’unico accesso al cantiere rimaneva, a questo punto, quello del viadotto autostradale bloccato dai manifestanti. Intorno all’una il comandate dei carabinieri di Susa ha chiesto l’intervento del presidente della Comunità Montana , Sandro Plano. Plano si è presentato con due sindaci che partecipavano in quel momento a una riunione della speciale unità di crisi istituita a Bussoleno dagli amministratori della valle.

“Se siete davvero un movimento nonviolento  –  avrebbe detto il comandante a Plano  –  sgomberate la strada e consentite agli operai delle ditte incaricate di svolgere il loro lavoro. In quel caso non interverremo”. Ricevuta l’ambasciata, il leader del movimento No Tav, Alberto Perino, ha risposto negativamente: “Non sposteremo le barricate”. Intorno alle due di notte l’autostrada è stata bloccata e i camion hanno cominciato a scaricare il materiale sul viadotto in attesa dell’intervento delle forze dell’ordine.

E’ stato quello il momento di maggiore tensione: dal gruppo dei manifestanti qualcuno ha cominciato a lanciare pietre verso il personale che scaricava i camion. Mezz’ora dopo la decisione della questura di ritirare gli uomini. Sull’autostrada sono rimaste le pietre tanto da costringere la Sitaf a bloccare per ore l’accesso alla corsia che da Bardonecchia scende verso Torino. Oggi un vertice deciderà la strategia di polizia e carabinieri per le prossime ore.


altre info su:

notav.eu

indymedia.piemonte