Marzo 17th, 2017 — 25 Aprile, General
COMUNICATO STAMPA SULL’INAUGURAZIONE MONUMENTO
pubblicata da Iniziativa Libertaria – Pordenone il giorno venerdì 29 aprile 2011 alle ore 0.55
In riferimento all’inaugurazione del monumento alla memoria dei partigiani che si terrà sabato 30 aprile presso l’ex Caserma Martelli, dove vennero fucilati dai nazifascisti e che ogni anno dal 2005 ricordiamo nella giornata del 25 aprile, ribadiamo quanto segue:
– apprezziamo la volontà ed il gesto che l’ANPI e il Comune hanno compiuto nel luogo della memoria
– l’adesione e la partecipazione all’inaugurazione da parte nostra è stata da subito scontata ed accolta con entusiasmo
E’ però con inquietudine e rabbia che abbiamo appreso successivamente la presenza, a tutt’oggi non smentita, del presidente della Provincia Ciriani noto alle cronache come promotore già nel 2001 della provocatoria deposizione della corona a “tutti i caduti” in P.le Ellero, gesto di infamia nei confronti dei partigiani morti e della resistenza tutta e che abbiamo con determinazione sventato dopo anni di mobilitazioni; sempre Ciriani è oltre modo conosciuto per tentare in modo ufficiale durante le celebrazioni del 25 aprile di travisare sul piano politico il senso che la lotta di liberazione dal nazifascismo ha nella storia del paese col fine di riaccreditare gli aguzzini e i carnefici come ugualmente “patrioti” di cui onorare la memoria, motivo che ci spinge ogni anno a contestarlo pubblicamente.
E’ quindi con profondo dispiacere che annunciamo che la nostra partecipazione a questa inaugurazione verrà meno in virtù di questa riconfermata ignobile presenza anche se responsabilmente ci asterremo da qualsiasi atto di protesta per rispetto del luogo, oggi concesso in gestione all’ANPI e all’importanza che questa giornata ha per la stessa associazione di Partigiani. Non di meno restiamo allibiti che dei sinceri antifascisti debbano venire esclusi in una giornata come questa mentre un revisionista a tutto campo possa partecipare e persino ciarlare solo in virtù di uno scranno da presidente. Per noi però l’antifascismo non funziona a targhe alterne e dignità e coerenza sono valori fondativi.
Iniziativa Libertaria
zapatapn.wordpress.org
Marzo 17th, 2017 — General, Tracciati FVG
Dal Il Piccolo del 30/04/11
Tav, Tondo contro Moretti: “Trieste non può essere esclusa”
Putiferio dopo le dichiarazioni dell’ad di Ferrovie dello stato Mauro Moretti. Calligaris: “Qui si gioca il futuro del Paese”
di Silvia Zanardi
TRIESTE Bacini di passeggeri insufficienti, progetti nulli oltre confine e assenza di risorse economiche sono, per il governatore Renzo Tondo, «motivazioni insufficienti» a scartare l’arrivo della Tav a Trieste: «Non tengono conto della posizione strategica del Friuli Venezia Giulia». E, in regione, sono insufficienti per buona parte del mondo politico e industriale, che reagisce in coro alla notizia: «La Tav va fatta, la regione non può essere tagliata fuori da progetti già commissionati». Eppure, a scatenare le reazioni (sul profilo Facebook del “Piccolo” impazzano quelle dei lettori), sono i motivi con i quali l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti ha spiegato l’interesse del gruppo a realizzare l’alta velocità nella tratta Venezia-Milano escludendo quella a Est di Mestre.
Ieri, Tondo ha aggiunto: «Quanto detto da Moretti non regge, perché parliamo di una regione diventata ponte strategico dopo la fine del muro di Berlino». Il presidente del Friuli Venezia Giulia ha quindi annunciato iniziative immediate per fare chiarezza sull’argomento: «Ci daremo da fare in ogni sede, per dimostrare le nostre ragioni». Moretti è intervenuto due giorni fa in Veneto sostenendo che «Trieste e Lubiana non hanno abbastanza passeggeri» per poter proseguire con l’alta velocità fino a Trieste seppur, riguardo al progetto originario, ieri abbia aggiunto che «non ci sarà nessuna modifica e nessun ripensamento».
Ma, in una nota, ha scritto anche che «la realizzazione del tracciato avanzerà in coerenza con le risorse finanziarie disponibili». Nodo cruciale che tuttavia, almeno a livello di considerazione, nulla toglie al ruolo strategico di Trieste nelle relazioni con il vicino Est europeo: «In tema di sviluppo dell’area triestina – sottolinea l’ad – il quadruplicamento ferroviario verso Trieste è fondamentale per i traffici verso i Balcani e la Turchia». Riflessioni che invitano l’assessore regionale alle Infrastrutture Riccardo Riccardi ad andare avanti con il progetto di Rfi: «La Tav non può fermarsi a Venezia. Posso capire che ci sia un problema di dimensioni ma abbiamo anche un’esigenza di continuità, che diventa indispensabile al funzionamento dei porti». E ha aggiunto: «Se Fs presenta i progetti per l’alta velocità, come si fa a dire il giorno dopo che non si fa? È una contraddizione».
L’europarlamentare Debora Serracchiani si pone le stesse domande, e aggiunge: «Sapremo chi ringraziare se il Friuli Venezia Giulia resterà una regione con i porti in disarmo, senza collegamenti ferroviari e con la terza corsia ridotta a servitù di passaggio per i Tir dell’est Europa». Si discosta il presidente del gruppo consiliare della Sinistra L’Arcobaleno Igor Kocijancic: «I progetti preliminari presentati finora risultano vani. Avevano ragione quanti, come noi, hanno sempre sostenuto che sarebbe stato sufficiente adeguare il tracciato esistente».
In linea con Riccardi è, invece, Alessandro Calligaris, presidente di Confindustria Friuli Venezia Giulia: «Moretti fa un ragionamento economico ma qui è in ballo il futuro del nostro paese. La Tav, lungo il tragitto più efficiente dell’autostrada, va fatta anche se l’ad ritiene che il bacino di utenza non sia sufficiente. È un investimento da fare in prospettiva».
In clima di elezioni arrivano inoltre risposte anche dal mondo poltico triestino: «Tutte le forze politiche di regione e provincia devono ribellarsi all’ipotesi di Moretti», ha detto ieri Maria Teresa Bassa Poropat. Reazione secca anche quella di Franco Bandelli, candidato sindaco di “Un altra Trieste”: «La nostra città non può più accettare di essere presa in giro. Ha bisogno di serietà e rispetto
Marzo 17th, 2017 — 1° Maggio 2011, General

No Tav No Nuke, Acqua Bene di Tutti. Cervignano del Friuli 1° Maggio 2011 (foto info-action)
da il Piccolo del 1° maggio «I No Tav hanno preso la palla al balzo annunciando la presenza al corteo: «Moretti – recita la nota del coordinamento regionale – si trova costretto a dire almeno una parte della verità. Non solo la Tav è morta, ma anche il sistema politico amministrativo regionale è fondato sulle bugie. Non si capisce come i cittadini possano fidarsi di sindaci succubi delle lobby delle grandi opere, assessori regionali che sapevano di raccontare fantomatiche invenzioni e un presidente della Regione incompetente, che non si comprende cosa aspetti per tornare a fare l’albergatore »
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Marzo 17th, 2017 — 1° Maggio 2011, General
Data: 01 maggio 2011 20.31.21 GMT+02.00
A: tgr fvg <tgrfvg@rai.it>
Oggetto: Gradisca
Capisco che è bene esser ossequiosi con il partito trasversale degli affari, anche i rappresentanti politici di destra e sinistra lo sono,proprio come voi, ne è prova evidente lo starnazzare di costoro dopo che Moretti, ad delle ferrovie, ha definito la TAV in FVG un opera inutile.Da Tondo alla Seracchiani c’è stata una protesta unanime…bella roba!
Oggi a Gradisca erano presenti, assieme a noi che ci battiamo contro la TAV, i rappresentanti dei principali comitati regionali, presenza evidentissima sia attorno al palco che durante il corteo, con numerosi striscioni e bandiere NO TAV. Comitati e gruppi composti da persone che son venute anche dalla Carnia per sostenere la nostra battaglia. Voi non avete mostrato neppure un immagine, proprio voi che dovreste essere al servizio del cittadino al primo maggio vi rivelate fiancheggiatori dei potenti. Un bel schifo…
Liviana Andreossi

Processione più che corteo il 1° maggio a Gradisca d’Isonzo. Unico spezzone colorato e vociante quello dei comitati (NO TAV isontini, Insieme per il Tagliamento, Per altre strade, il comitato contro l’autostrada Gemona Sequals e il comitato per la difesa del friuli rurale).
Oltre a 300 copie del
volantino NO TAV diffuso dai comitati, i compagni del coordinamento libertario isontino e dell’USI-AIT hanno diffuso il nuovo numero di Germinal e un volantino di presentazione del sindacato (
fronte,
retro).
Marzo 17th, 2017 — General, Uncategorized
Marzo 17th, 2017 — 1° Maggio 2011, General
Trieste, foto del settore dei movimenti all’interno del corteo





Aurisina

Marzo 17th, 2017 — 1° Maggio 2011, General
Torino 1 maggio.
Il PD aggredisce lo spezzone contro la guerra.
Il servizio d’ordine del PD ha tentato di fermare lo spezzone contro la guerra e il militarismo, promosso da Federazione Anarchica Torinese, Federazione Anarchica del Monferrato, Perla Nera, Zabriskie Point Novara, Collettivo Anarchico Studentesco Torinese. In piazza Vittorio, alla partenza del corteo, il servizio d’ordine degli squadristi democratici del PD ha assaltato il furgone d’apertura degli anarchici. Hanno frantumato il parabrezza e rubato le chiavi del mezzo. Quando gli antimilitaristi, dopo un lungo scontro con i democratici, sono riusciti a riprendersi le chiavi, le hanno trovate spezzate. Gli stalinisti poi, temendo di essere riconosciuti, hanno aggredito un manifestante che stava fotografando il corteo, spaccandogli a pugni la macchina fotografica. Nonostante la violenza incontrata, nonostante il furgone fuori uso, lo spezzone è partito lo stesso per terminare numeroso in piazza San Carlo. Diffusa la notizia dell’aggressione, lo spezzone del PD è stato duramente contestato, insultato e anche schiaffeggiato dai manifestanti. Poi l’azione intimidatoria e repressiva del PD è continuata fuori dal corteo. Un compagno di Alessandria infatti, tornando alla propria auto, si è ritrovato chiodi e viti intorno alle ruote. Questi sono i mezzi adoperati da un partito ora all’opposizione, ma poco tempo fa al potere, che ha sostenuto e finanziato guerre in Afganistan, Iraq e nella ex Jugoslavia. Metodi già utilizzati a Torino nel 1999, quando era presidente del consiglio Massimo D’Alema, per reprimere il dissenso di chi si opponeva ai bombardamenti. Oggi, 1 maggio 2011, non potendo disporre delle truppe dello Stato, hanno assoldato picchiatori prezzolati in divisa rossa e bianca. Dopo questa giornata, resta solo la miseria politica e morale di chi ha il coraggio di scendere in strada il 1 maggio, quando tutto l’anno difende i profitti dei padroni e le guerre degli stati.
Federazione Anarchica Torinese – FAI, Federazione Anarchica del Monferrato – FAI, laboratorio anarchico Perla Nera di Alessandria, circolo Zabriskie Point Novara, Collettivo Anarchico Studentesco Torinese
Repubblica 2 maggio
Scritte sui muri e vetrine rotte: durante il corteo del Primo maggio, uomini del servizio d’ordine del partito avrebbero tentato di fermare gli autonomi. La rivendicazione della Fai su Indymedia/ FOTO
Marzo 17th, 2017 — 1° Maggio 2011, General
Messaggero Veneto del 03/05/11
In corteo pure contro gli ogm e il nucleare

CERVIGNANO Anche quest’anno alla manifestazione organizzata a Cervignano in occasione della Festa del Lavoro non sono mancati i rappresentanti dei comitati che hanno partecipato al corteo aperto dai trattori. Dal nucleare, alla privatizzazione dell’acqua passando per la Tav e gli ogm, centinaia di cittadini e lavoratori hanno portato in piazza le principali problematiche del territorio. Prima della partenza del corteo, il portavoce dei comitati, Paolo De Toni, ha tenuto un comizio sul nucleare ricordando come venticinque anni fa, sempre a Cervignano, in occasione del Primo Maggio, era stata organizzata una protesta contro il nucleare proprio mentre la nube di Chernobyl passava sopra il Friuli Venezia Giulia. «Invito il consiglio regionale – ha detto l’ambientalista De Toni di fronte a centinaia di persone – ad esprimersi molto chiaramente contro l’ipotesi di insediamento di una centrale nucleare nella nostra regione». In merito alla Tav i comitati hanno fatto riferimento in particolare alle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, il quale, nei giorni scorsi, aveva spiegato l’interesse del gruppo a realizzare l’alta velocità nella tratta Venezia-Milano escludendo quella a Est di Mestre. «Moretti ha stilato un certificato di morte per la Tav Venezia Trieste – ha spiegato il coordinamento regionale No Tav – ora la sua posizione non può essere smentita». De Toni ha sottolineato che quest’anno i comitati hanno scelto di manifestare in tutta la regione «per contestare il progetto complessivo della linea Venezia Trieste. A Gradisca – ha concluso l’ambientalista – abbiamo manifestato contro l’elettrodotto, le casse di espansione e l’autostrada Carnia-Cadore. A Trieste, oltre alla Tav, il tema caldo è stato il nucleare mentre a Cervignano siamo scesi in piazza contro la Tav, contro gli ogm e per difendere l’acqua che è di tutti. Tanti cittadini hanno anche approfittato per chiedere informazioni sui rimborsi dei canoni di depurazione»

MARTEDÌ, 03 MAGGIO 2011 Pagina 33 – Provincia
Lavoro, acqua e Tav: la Bassa in piazza
In migliaia alla manifestazione del Primo maggio a Cervignano. L’allarme dei sindacati: la crisi non è ancora finita
CERVIGNANO Migliaia di persone, da tutta la Bassa friulana ma non solo, hanno preso parte alla manifestazione organizzata in piazza Indipendenza in occasione della Festa del Lavoro. Tanti i trattori scesi in piazza, ventinove in tutto, e tante le bandiere italiane, un tributo al centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. Un evento all’insegna della coesione sociale e della preoccupazione per la grave crisi economica che ha investito il territorio. In primo piano, anche la disoccupazione giovanile. Questi i temi principali della Festa del Primo Maggio, condivisa da numerose amministrazioni comunali della Bassa friulana, dai sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Cia) e dalle associazioni di categoria. Centinaia i rappresentanti dei comitati che hanno partecipato al corteo, aperto dai trattori e partito da via Garibaldi. Una quindicina i sindaci che hanno sfilato per le vie del centro. «La crisi non è passata e crea ancora problemi sociali ed economici pesantissimi – ha detto Ferdinando Ceschia, in rappresentanza dei sindacati – La ricetta facile per uscire da questa situazione non c’è ma uno degli ingredienti fondamentali è che il popolo friulano ricordi di essere stato unito». Il sindaco di Cervignano ha ricordato che la Festa del Primo maggio è nata come rivendicazione dei diritti dei salariati, del mondo agricolo, dei mezzadri e dei lavoratori della terra. «Il momento che stiamo attraversando – ha affermato – è difficile non soltanto dal punto di vista economico ma anche etico e morale. L’emergenza economica e sociale denunciata dalle statistiche sulla disoccupazione e precarietà giovanile ci indicano che il percorso di modernizzazione deve investire sul futuro anche dal punto di vista generazionale». Franco Clementin, in rappresentanza della Cia, ha sottolineato invece che gli agricoltori sono i protagonisti del territorio. «Sentiamo la responsabilità di offrire ai cittadini prodotti sani e genuini – ha spiegato – Chiediamo più attenzione per il nostro territorio e meno burocrazia che soffoca l’agricoltura, a partire dalla direttiva nitrati». Oltre al sindaco e al rappresentante della Cia ha preso la parola anche Enrico Panini, segretario nazionale Cgil, che ha parlato anche a nome di Csl e Uil e che ha dedicato la manifestazione ai morti sul lavoro, alle donne e ai giovani. «Nel nostro Paese c’è troppa disoccupazione – ha dichiarato – ci vogliono più investimenti nella ricerca, nello sviluppo economico, nella sicurezza e nella scuola pubblica. Per noi l’articolo 1 della Costituzione non è soltanto un pezzo di carta, è la sostanza dell’unità e la moralità del nostro Paese. Cgil, Cisl e Uil considerano grave che ad alcuni lavoratori del commercio venga impedito di festeggiare la giornata dedicata al lavoro tenendo aperti gli esercizi commerciali». Panini ha ricordato che oggi 2 milioni di persone sono ufficialmente disoccupate mentre un milione e mezzo di lavoratori non cercano nemmeno un’occupazione perché non hanno fiducia nel futuro. A scendere in campo in difesa dei lavoratori è stato anche il segretario regionale dell’Anpi, Luciano Rapotez. Successo di pubblico per l’esibizione della banda mandamentale di Cervignano e per il concerto del gruppo vicentino “Gli idraulici del suono”, organizzato, nell’ambito di “Musica ribelle”, dal circolo Arci Sandro Pertini. Particolarmente apprezzato anche il mercatino dell’usato allestito dalla Pro Loco di Cervignano in via Marcuzzi e in piazza San Girolamo. Elisa Michellut
Il Piccolo 3 maggio 2011
In tremila al corteo
per la festa del lavoro
«Uniti contro la crisi»
Alla tradizionale manifestazione provinciale di Cervignano
è mancata la partecipazione della Coldiretti
di Elena Placitelli
CERVIGNANO
Migliaia in corteo, ma il fronte
sindacale scricchiola nonostante
l’appello a restare uniti contro
la crisi. Alla manifestazione del
Primomaggio di Cervignano,un
lungo serpentone si è snodato in
centro dietro ai 29 trattori della
Confederazione italiana agricoltori.
C’erano 3mila persone per
gli organizzatori, metà per le forze
dell’ordine. E le polemiche
non sono mancate. Prima, quando
il corteo doveva ancora partire.
Al segretario di Rc, Kristian
Franzil, non è piaciuto l’atteggiamento
di Cisl e Uil: «Ci hanno
imposto di togliere lo striscione
per lo sciopero generale del 6
maggio appena esposto. L’abbiamo
tolto solo per mantenere
unita la piazza». Ma a far scricchiolare
gli equilibri è stata soprattutto
l’assenza della
Coldiretti, per quanto la presidente
provinciale, Rosanna
Clocchiati, avesse precisato che
la decisione sia dipesa da «problemi
di organizzazione interna
». Se per la prima volta al corteo
hanno preso parte le cooperative,
affiancatesi agli artigiani
dellaCnae di Confartigianato, la
Coldiretti (l’anno scorso era presente)
è stata l’unica a non aver
aderito all’appello lanciato dagli
organizzatori (Cgil, Cisl, Uil, Cia,
Comune di Cervignano). Tra le
cause,unasvista sul documento
di adesione, recapitato negli uffici
della Coldiretti venerdì Santo.
Ma la decisione potrebbe essere
dipesa anche dal mancato coinvolgimento.
«Nella riunione preparatoria
l’avevamo invitata – risponde
Paolo Fantin della Cia –.
E pur a ridosso di Pasqua, il documento
è stato inviato a tutti».
Per la Uil «il caso è sintomatico
di una coesione che tarda ad arrivare.
Credo sia stato un problema
di mancato coinvolgimento
dettato dai tempi e dalle relazioni
– dice il segretario provinciale
Ferdinando Ceschia -. Ci spiace,
manon vi sono motivi di separazione
».Ela Cgil: «L’importante –
dice il segretario provinciale
Alessandro Forabosco – è che rimanga
unito il mondo del lavoro
dipendente. La crisi non è finita
e dalla Regione urgono nuove
politiche industriali».
Capofila dei 16 sindaci della
Bassa, Pietro Paviotti che puntualizza:
«La Coldirettinonè che
non ha aderito, semplicemente
nonha risposto. Lasua presenza
mi avrebbe comunque fatto piacere
visto il tentativo di unire le
forze per rilanciare lo sviluppo».
C’erano anche i NoTav, che hanno
dato per morta la tratta
Venezia–Trieste, dopo le dichiarazioni
di Mauro Moretti, ad di
Ferrovie dello Stato: «Ora occhio
al nucleare – dice il portavoce
Paolo de Toni – che potrebbe essere
realizzato nella Bassa». Presenti
il senatore Carlo Pegorer, il
consigliere regionale Mauro Travanut
e il sindaco di Udine Furio
Honsell. Il segretario confederale
della Cgil, Enrico Panini, s’è
appellato alle parole del presidente
Napolitano per ribadire il
valore del lavoro.
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
Fascisti e Polizia: un binomio sempre attivo

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Marzo 17th, 2017 — Complotti, General
Soidarietà alle compagne e ai compagni colpiti dalla repressione
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Rassegna stampa
Repubblica
Operazione scattata all’alba contro appartenenti alla compagine denominata “Spazio Liberato 400 Colpi”. Danni a sistemi di videosorveglianza e a sedi di partiti e istituzioni
CRONACA
Blitz contro gli anarchici
22 misure cautelari
Operazione scattata all’alba contro appartenenti all’area anarchica che fa riferimento agli ambienti studenteschi e alla compagine denominata “Spazio Liberato 400 Colpi”
di LAURA MONTANARI
Studenti, incensurati, quasi tutti fiorentini. L’operazione della polizia contro gli esponenti del gruppo anarchico “Spazio Liberato 400 colpi” è in corso a Firenze dall’alba. Il Gip Rocchi ha emesso 22 misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta della procura che vede indagate 78 persone. Sono per lo più ragazzi che fanno riferimento a un gruppo anarchico che si riuniva in alcune stanze di proprietà dell’università, nel centro storico. I locali sono ora sotto sequestro.
Le misure cautelari riguardano 19 toscani, un napoletano, uno di Ancona e uno Nuoro. I destinatari dei provvedimenti hanno tutti tra i venti e trenta anni e sono ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione istigazione a delinquere, occupazione abusiva di edifici pubblici, danneggiamento, deturpamento e imbrattamento di beni immobili, resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e violenza privata.
Presidio studentesco davanti alla polizia, guarda le foto
“Ma quali anarchici, molti di noi sono solo studenti”
Corriere 4 maggio
08:32 CRONACHE Colpita l’organizzazione denominata «Spazio liberato 400 colpi», indagate nel complesso 78 persone. Le accuse: associazione a delinquere, violenza privata, occupazione abusiva
le accuse: associazione a delinquere, violenza privata occupazione abusiva di edifici
Firenze: arrestati 22 anarchici
Colpita l’organizzazione denominata «Spazio liberato 400 colpi», indagate nel complesso 78 persone
le accuse: associazione a delinquere, violenza privata occupazione abusiva di edifici
MILANO – È in corso a Firenze una vasta operazione della polizia contro appartenenti all’area anarchica che fa riferimento agli ambienti studenteschi e della compagine locale denominata «Spazio liberato 400 colpi». Sono 22 le misure cautelari in corso di esecuzione da parte della Digos fiorentina coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione-Ucigos. L’indagine è stata svolta con il contributo informativo dell’Aisi, l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna.
INDAGINE – L’indagine vede complessivamente indagate 78 persone ed è stata costantemente coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione – Ucigos. I destinatari delle misure cautelari – 19 toscani, un napoletano, un nuorese e un anconetano, la cui età oscilla tra i venti e trenta anni – sono ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione istigazione a delinquere, occupazione abusiva di edifici pubblici, danneggiamento, deturpamento e imbrattamento di beni immobili, resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e violenza privata.
Corriere della Sera Redazione online
04 maggio 2011