TAV: sul Carso la velocità cala a 60 orari

IL PICCOLO 26 aprile 2011 pag. 17 Regione

Tav, sul Carso la velocità cala a 60 orari

Si viaggerà sparati solo fino a Monfalcone, brusca frenata ad Aurisina e poi ritmi ridotti nonostante 21 km di gallerie

di Silvio Maranzana

TRIESTE Uno spaventoso inabissamento e una contemporanea drastica caduta della velocità. Il dossier completo del progetto della Tav Mestre-Trieste redatto da Italferr su incarico di Rfi e pubblicato sul sito della Regione Friuli Venezia Giulia e le controdeduzioni presentate dal Wwf aprono oggi, alla vigilia di nuovi confronti con la popolazione, soprattutto un inquietante interrogativo: ha senso sventrare longitudinalmente il territorio dell’intera provincia di Trieste con una spesa abnorme (7,5 miliardi il tratto intero) e tempi elefantiaci (si tratterebbe dell’ultimo lotto completato probabilmente appena nel 2050) per poi far viaggiare i treni su questo tratto a una velocità che più o meno tengono già oggi in superficie? Il grafico sull’andamento previsto della velocità che pubblichiamo è fortemente significativo. I convogli passeggeri, lanciati a 250 chilometri orari da una ventina di chilometri oltre Mestre e quasi fino a Ronchi, devono dare brusche frenate ad Aurisina per scendere fino a 60 chilometri orari in corrispondenza con una serie di interconnesioni che portano poi il tracciato a inserirsi nell’attuale cintura di circonvallazione ferroviaria da percorrere anch’essa a velocità fortemente ridotta dopo aver ripreso per alcuni chilometri, a 90 all’ora, ma non di più. Il progetto prevede infatti che i deviatoi di innesto dell’interconnessione vengano realizzati con una velocità di 60 km orari il che comporta un considerevole rallentamento puntuale dei treni passeggeri a lunga percorrenza provenienti da Venezia e diretti a Trieste. Eppure, dei 23 chilometri e 345 metri di tragitto previsti per il momento entro i confini provinciali, ben 21 chilometri e 669 metri si sviluppano in galleria. Dopo essere passato sotto Ceroglie, Malchina e Slivia, il tracciato riemerge allo snodo di Aurisina. Qui è previsto che la vecchia stazione venga sostituita da un moderno “posto di movimento”. Subito dopo i binari si inabissano dentro il ciglione costiero: altri 1.126 metri nel comune di Aurisina, 1.176 in quello di Sgonico e poi sotto la cresta carsica parallela al mare: da Prosecco fin dietro Barcola, Gretta e Roiano. Sotto il parco di Villa Giulia l’intersezione con la circonvallazione esistente che garantisce la prosecuzione fino a Campo Marzio. È il tracciato che gli stessi proponenti giudicano fortemente migliorativo rispetto alla prima ipotesi che lo faceva correre sotto la Valrosandra. Ma è possibile che vada incontro ad altre modifiche così come la tratta Mestre-Portogruaro per la quale c’è già stato un braccio di ferro tra tracciato parallelo alla A4 e percorso cosiddetto “balneare”, più vicino alla costa.

 

Ipotizzati nel 2025 ogni giorno 160 treni merci

TRIESTE

Ma di quanto dovrebbe crescere il traffico su questa direttrice con l’Alta velocità-Alta capacità? L’analisi trasportistica effettuata da Rfi-Italferr rileva come i tassi di crescita del flussi commeciali dell’ordine del 6% annuo contrastano con la progressiva riduzione della quota modale su ferro scesa dal 53% del 1984 al 39% del 1994 al 21% del 2006. Il traffico ai valichi alpini orientali nel 2005 era di 48 milioni di tonnellate/anno di cui 2/3 su Tarvisio e 1/3 sui transiti sloveni dell’area goriziana e triestina. I flussi sono alimentati dalla modalità autostradale per 40 milioni e da quella ferroviaria per 8 milioni (quota modale del 18%). Sulla A4 Venezia-Trieste viaggiano 11mila mezzi pesanti al giorno, 6mila sulla Udine-Tarvisio. I flussi su ferrovia sono modesti e corrispondono ai seguenti numeri giornalieri: i treni verso Tarvisio sono 40 sulla linea alta Treviso-Prodenone-Udine, 10 via Cervignano-Udine e 20 via Monfalcone-Gorizia-Udine. I treni sulla linea bassa costiera verso Opicina e Trieste sono 30 al giorno. Gli studi ipotizzano una crescita dei volumi merci a 77 milioni di tonnellate/anno con quota ferroviaria di 37 milioni di tonnellate. I treni merci sulla linea del Friuli Venezia Giulia, in base a una ipotesi media di crescita dei volumi, dovrebbe diventare da 104 nel 2010, 131 nel 2015, 144 nel 2020 e 160 nel 2025. Ma l’ipotesi esponenziale alta prevede addirittura 252 treni nel 2025. s.m.

PORDENONE: rassegna stampa prima e dopo il 25 aprile

Messaggero Veneto del 26/04/11

Giallo delle corone al 25 aprile

 

di Enri Lisetto A sorpresa il presidente della Provincia Alessandro Ciriani si è presentato alla cerimonia del 25 aprile al monumento ai Caduti di Pordenone: contestato da esponenti di Iniziativa libertaria, ha concluso il suo discorso ignorandoli; solidarietà dall’assessore regionale Elio De Anna, dal sindaco Sergio Bolzonello, presente con una decina di primi cittadini, dal sindacato Ugl. A zittire i manifestanti è stato il nipote della medaglia d’oro Terzo Drusin: «Avete cantato Bella ciao? Ora basta, accontentatevi e non disturbate». E tra i giovani è calato il silenzio. Giallo sulle corone deposte al mattino e rovesciate alla sera. Piazza Ellero transennata per impedire invasioni di campo durante la cerimonia, a margine un banchetto referendario per l’acqua pubblica, una cinquantina di manifestanti con lo striscione “Se loro globalizzano il dominio, noi globalizziamo la resistenza”, una trentina di bandiere di Cgil e Spi, una dell’Ue, e uno sparuto numero di pordenonesi. Inno nazionale, onori ai Caduti dal comandante della Brigata Ariete Salvatore Camporeale, dall’assessore regionale Elio De Anna, dal presidente della Provincia Alessandro Ciriani, dal sindaco del capoluogo Sergio Bolzonello e dal prefetto vicario Alessandra Vinciguerra. «Non sta nel ruolo di un amministratore – ha esordito Ciriani – parlare di storia, sfoggiare una competenza che non ha». Silenzio. «A noi spetta il compito di onorare una data comunque cruciale per la storia della nostra nazione, una data tra tante storie con le loro contraddizioni, con dolori e gioie». Silenzio. «Sarebbe un errore portare nell’agone politico il dibattito storico: la storia va lasciata agli storici». Ancora silenzio. «Non esiste più il pericolo dittatoriale: libertà, democrazia e pluralismo sono valori solidi e stabili nel nostro Paese. Fascismo, nazismo e comunismo sono nella soffitta della storia, con i loro pesantissimi fardelli di responsabilità». Apriti cielo. «Nessuna pacificazione con i fascisti: a Piazzale Loreto c’è ancora molto posto», sono stati alcuni degli slogan intonati dagli esponenti di Iniziativa libertaria. Ciriani non ha fatto una piega, concludendo il suo discorso: «E’ una data che non deve né può essere coperta da una sorta di diritto d’autore». I manifestanti intonano “Bella ciao”, Elio De Anna si stacca dalle autorità e s’affianca a Ciriani, in segno di solidarietà. I disturbatori proseguono, a loro si avvicina Silvano Drusin, nipote di Terzo, dell’Anpi di Manzano: «Basta disturbare, avete cantato Bella ciao, accontentatevi: non rovinate la festa». Silenzio imbarazzato. Segue una pioggia di applausi per Cristina Pellicanò, consigliere regionale dell’Anpi, 37 anni, delle Rsu Fiom di Porcia: «La democrazia è garantita dalla costituzione nata dalla lotta di liberazione»; auspica «equilibrio tra i poteri dello Stato», sottolinea «l’importanza della magistratura autonoma e indipendente», ricorda i giudici uccisi Amato, Coco, Falcone e Borsellino, la scuola «pubblica e libera». Chiude lo storico Fulvio Salimbeni. Doveva andare a Maniago, Ciriani, ma «molte sollecitazioni» l’hanno dirottato a Pordenone con la giunta provinciale al completo. Eligio Grizzo, che aveva in tasca due discorsi, uno in presenza e uno in assenza di contestazioni, non ha parlato. «Depurato della presenza di un gruppetto isolato di giovani – tira le somme Ciriani – è andata bene. I disturbatori sono stati redarguiti dalla stessa Anpi». Gli insulti? «Non replico neppure. Mi auguro che l’Anpi finalmente prenda posizione: a difesa delle istituzioni, non di me». Il corteo si avvia al cippo di Franco Martelli e Terzo Drusin, gli striscioni tornano nei portabagagli delle auto. Chiosa un cittadino: «Il cippo di Martelli aveva una deiezione di colombo sul capo: non potevano pulirlo almeno per oggi?». Giallo sulle corone deposte e, nel pomeriggio trovate a terra. Sul posto volanti e scientifica: sono state acquisite le immagini della videosorveglianza, ma molto probabilmente si è trattato di un colpo di vento.

 

24/03/11

Liberazione ad alta tensione Ciriani: «Proteste ridicole»

 

Sarà una presenza “eventuale” e a sorpresa, dove e quando non è noto, quella del presidente della Provincia, Alessandro Ciriani, alle celebrazioni del 25 aprile. «Le contestazioni – spiega – paradossalmente vengono messe in atto da gente che non c’entra nulla con la Liberazione. E’ ridicolo e io non intendo farmi ridicolizzare». Non è detto che Ciriani partecipi a una cerimonia domani, dal momento che in alcuni paesi la manifestazione viene posticipata a sabato e domenica prossimi, ma il luogo sarà top secret fino all’ultimo momento. Ciriani non esclude, in caso di problemi, di trasferire la celebrazione, in futuro, all’interno del palazzo della Provincia. Quanto alla cerimonia in piazza Ellero dei Mille, domani comincertà alle 9.45 con la deposizione di una corona al monumento ai Caduti, quindi i saluti delle autorità, l’intervento dello storico Fulvio Salimbeni e, alle 10, la deposizione di corone ai cippi al Centro studi. Contestualmente, nella stessa piazza, è annunciata la manifestazione di Iniziativa libertaria con «allerta antifa» dalle 9, la «resistenza partigiana contro tutti i revisionismi e il razzismo dilagante» alle 10.40 e la deposizione di una corona alla memoria dei dieci partigiani fucilati all’ex caserma Martelli in via Montereale subito dopo

 

23/04/11

Liberazione, sostituito il relatore dell’Anpi

 

di Stefano Polzot Le celebrazioni del 25 aprile, che rischiano di farsi incandescenti con l’annunciata protesta da parte dei gruppi di Iniziativa libertaria alla manifestazione in piazza Ellero dei Mille, in programma dalle 9.30, si arrichisce di una nuova polemica. A lanciarla il segretario provinciale di Rifondazione comunista, Michele Negro, il quale annuncia che sarà presente anche lui lunedì mattina «a cantare Bella ciao contro il fascio-leghismo della giunta provinciale». Contestato in particolare il presidente, Alessandro Ciriani, che «ha tolto l’oratore ufficiale, Giuseppe Mariuz, scelto unitariamente da tutti, ma che evidentemente gli fa paura». A confermare che in piazza Ellero dei Mille doveva essere lui a tenere l’orazione ufficiale, lo stesso Mariuz, storico e poeta. «A quanto mi risulta – afferma – c’era stata una riunione alla presenza di Comune, Provincia, Anpi e forze armate per concordare le celebrazioni. L’associazione partigiani ha proposto il mio nome per l’intervento ufficiale, una scelta condivisa dai presenti. Dopo ho saputo che Ciriani ha cambiato il nominativo del relatore, una scelta che è stata contestata dall’Anpi». Una decisione che Mariuz ritiene incomprensibile: «L’unica polemica che ho avuto con Ciriani è sulla gestione del Centro studi Pasolini di Casarsa, null’altro. Non capisco, pertanto, tale ostalità visto che da anni tengo relazioni sulla Liberazione. In ogni caso l’Anpi mi ha invito a parlare il 5 giugno alla manifestazione in Piancavallo». Esclude una questione personale il presidente dell’ente intermedio. «Nessun veto – replica Ciriani – semplicemente ritengo che vada introdotto un meccanismo di rotazione, tra gli organizzatori delle celebrazioni, sulla scelta del relatore. L’anno scorso è toccato all’Anpi, quest’anno alla Provincia. Non ci vedo nulla di strano. Su segnalazione di Pietro Angelillo, ho indicato il nome del professor Fulvio Salimbeni, storico equilibrato e affermato». L’orazione di Salimbeni non sarà ascoltata da Ciriani che ha preferito, per l’ennesima volta, non partecipare alla manifestazione in piazza Ellero, delegando il vice presidente, Eligio Grizzo, per evitare scontri o polemiche che ritiene inutili. Si è riservato, però, una mossa a sorpresa: «Non escludo – anticipa – di essere presente a qualche analoga cerimonia in provincia lunedì. Avevo chiesto la disponibilità di Roveredo in Piano, ma in realtà loro organizzano delle iniziative il 1° maggio. Vedremo, mi sto informando e da qualche parte è probabile che vada». Iniziativa libertaria attiverà il presidio in città dalle 9, con microfoni aperti, interventi liberi e sound system, e quindi, alle 10.40, si sposterà nell’ex caserma Martelli di via Montereale dove deporrà una corona alla memoria dei dieci partigiani fucilati in quel luogo, tra i quali lo stesso Franco Martelli.

 

22/04/11

Ancora un 25 aprile di fischi e proteste

 

Il copione si ripeterà anche quest’anno. Da una parte la cerimonia organizzata dalla Provincia in piazzale Ellero per ricordare il 25 aprile, dall’altra la contromanifestazione degli anarchici di Iniziativa libertaria che si richiamano alla «resistenza partigiana – si legge nel volantino – contro tutti i revisionismi e il razzismo dilagante». Da una parte i discorsi ufficiali, dall’altra i fischi. A “prendesreli” quest’anno sarà, per decisione della giunta provinciale, il vicepresidente della Provincia Eligio Grizzo, per altro già avvezzo al ruolo visto che due anni fa si trovò nella medesima situazione. «Non ci sarò per ridurre i toni della provocazione – conferma il presidente Alessandro Ciriani -. Visto che non trova consenso la mia proposta di organizzare una manifestazione a porte chiuse, per poter davvero dibattere del valore di questa festa, temo che anche quest’anno sarà maggiore lo spazio mediatico riservato ai fischi e alle proteste. Per questa ragione non solo non mi presenterò ma faccio anche un appello alla controparte: stiano a casa anche loro e diano la possibilità, a chi vuole partecipare alla cerimonia, di farlo davvero». Ma l’appello è destinato a cadere nel vuoto. «Ci abbiamo messo cinque anni – scrive Iniziativa libertaria che da piazzale Ellero poi si sposterà all’ex caserma Martelli -, ma alla fine abbiamo di fatto cacciato i fascisti e il loro infame gesto dalla piazza. Così ogni anno vigiliamo che non si ripresentino, consci che “non un passo indietro” è possibile in questa lotta simbolica ma importante di memoria e resistenza»

PORDENONE: comunicato di Iniziativa Libertaria di risposta al Messaggero

Il giorno in cui Ciriani ha letto il “discorso” sulla “pacificazione nazionale” di cui rivendichiamo e senza alcun imbarazzo la contestazione, il governo amico formato dal suo stesso partito politico, ha deciso di bombardare direttamente la Libia. Questo fatto mette di per se in ridicolo il tentativo di sostenere “superati” i pericoli autoritari di una repubblica democratica sulla carta ma nei fatti in oltre 60 anni di storia continuamente smentita da stragi di stato, leggi razziste e discriminanti e partecipazioni a teatri di guerra in cui sono morti oramai centinaia di migliaia di civili in paesi poveri ma ricchi di petrolio o strategici dal punto di vista geopolitico. E non a caso guerre sostenute, come la scelta guerrafondaia di questo 25 aprile, da ex PCI come Napolitano o Veltroni e D’Alema stranamente, ma non per noi, concordi con gli ex fascisti.

 

L’articolo del Messaggero Veneto a firma di Enri Lisetto, noto giornalista di destra e amico di Ciriani, è stato ricamato a misura per sostenere la legittimità della presenza di un revisionista e delegittimare invece chi non si fa né intimidire né gabbare da discorsi artificiosi come quello pronunciato per l’occasione. D’altronde siamo abituati alle bugie di questo giornalista che ebbe a scrivere in passato che ci furono “lanci di pietre” (sigh!) in piazzale Ellero quando tutti, persino i bambini,  possono constatare che la piazza è ricoperta da ghiaino sottile.

 

Ed ecco quindi che il rendiconto del nipote del partigiano che sarebbe venuto a zittirci è nuovamente una invenzione comoda per l’occasione. Infatti la richiesta di non continuare non ha trovato nessun imbarazzo o battibecco in quanto la contestazione era già terminata perché riferita esclusivamente al presidente della Provincia (né prima né dopo c’è mai stata contestazione in questi anni) e semmai c’è stata una presa d’atto da parte di Drusin che si è poi congedato complimentandosi con noi per “Bella Ciao” convenendo per altro sull’opportunità di cantarla, immaginiamo anche per il fatto che per l’occasione la Banda non la suona neppure mentre esegue l’improbabile “canzone del Piave” di cui una persona con una minima cultura elementare fatica a capire cosa possa azzeccarci. Noi invece lo capiamo bene vista la volontà di riscrivere la storia ad uso e costume del revisionismo per cui si può dire tutto e il suo contrario come fanno Ciriani, Lisetto e compagnia basta che non si dica che “non c’è pace senza giustizia” e la giustizia, all’oggi, è ben distante dall’esserci. Al prossimo 25 aprile, anche senza amicizie di politicanti, giornalisti e associazioni d’armi manterremo il diritto di contestare chi non ci piace, come avviene normalmente in democrazia, democrazia che a certi signori tanto piace sulla “carta” ma che poi, nella pratica, preferiscono destinare a ben altre e poco edificanti funzioni.

Iniziativa Libertaria

25 APRILE/ Report da UDINE

E’ da anni che lo diciamo che è in atto una fascistizzazione in italia, ed avevamo iniziato a dirlo, anche qui ad Udine, anni fa proprio il 25 aprile, come “Coordinamento Antifascista” struttura autogestita e militante che poi le logiche settarie hanno fatto fallire.  Rimane il problema che la retorica antifascista del 25 aprile non favorisce certo lo sviluppo dell’antifascismo militante. Nella situazione di Udine il Sindaco di centrosinistra Furio Honsell ha facile gioco ad accontentare l’uditorio, a farsi applaudire e non fischiare, ma non è, per esempio, che poi la banda militare suoni “Bella Ciao”, ovviamente suona l’inno d’italia ed altre schifezze. Da rilevare che anche il volantino che invitava al pranzo nel Parco di Sant’Osvaldo era rigorosamente tricolore. Così si va avanti; un colpo al cerchio ed uno alla botte,  con un pò di polemica nei giorni successivi alla ricorrenza ed arrivederci all’anno prossimo.

Da segnalare di positivo la rilevanza che il MV ha dato allo striscione degli studenti.

Qui di seguito pubblichiamo il volantino distribuito il 25 aprile  per il 1° maggio e comunichiamo che è in preparazione lo striscione  “No Tav, No Nuke, Acqua Bene Comune” per la manifestazione di Cervignano

 

Report da Udine a cura di  Paolo De Toni – Cespuglio

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vol_25_aprile_2011

 

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Rassegna Stampa 25 aprile

 

268

 

Messaggero Veneto MARTEDÌ, 26 APRILE 2011
udine_15

Pagina 15 – Cronache

«Italia a rischio, cittadini indignatevi»

Honsell tuona contro l’arroganza del potere. Applausi dalla piazza, ma il centro-destra lo attacca: parole scandalose

25 APRILE»POLEMICHE SUL DISCORSO DEL SINDACO

Sereni: Pdl e Lega liberi di scegliere grazie ai partigiani

fascismo e intolleranza I diritti si possono perdere col degrado etico. Questa deriva è in agguato, il fascismo si nutre dell’intolleranza
LA DIFESA DELLA COSTITUZIONE Vergogna a chi tenta di calpestarla. La sovranità popolare non è la dittatura di chi vince le elezioni. Ogni potere va controbilanciato

«Il 25 aprile rappresenta una data importante per i cittadini che si riconoscono nella libertà e nella nazione. In questa splendida mattinata, prendo a suggello la dichiarazione impegnativa del consigliere comunale del Pdl, Loris Michelini, e lo incoraggio a ripetere questa stessa convinzione in tutti i luoghi che frequenta dove non tutti la pensano come lui. E’ un impegno che si è preso e deve onorarlo». Con piglio ironico, il professor Umberto Sereni, docente di Storia contemporanea all’università di Udine, ha smorzato le polemiche scatenate dal centro-destra sulla partecipazione alla festa della Liberazione. Il Pdl, infatti, ha disertato le cerimonie di Cussignacco, mentre la Lega, ieri, ha preferito festeggiare la Repubblica Serenissima. E gli accenti di Sereni sono volati anche verso il Carroccio ricordando al capogruppo, Luca Dordolo, che se oggi ha la libertà di festeggiare San Marco può farlo grazie ai partigiani. «Il leghista – ha precisato il docente – dimentica che San Marco evangelista annuncia la Resurrezione e che la Resurrezione per tutti è il 25 aprile».
di Giacomina Pellizzari «Vergogna per chi tenta di cancellare la memoria e i significati della lotta partigiana, vergogna per chi tenta di calpestare la Costituzione». L’ha urlato ieri il sindaco, Furio Honsell, festeggiando la Liberazione dal fascismo davanti a una piazza gremita di gente con bandiere rosse inalberate un po’ ovunque, con gli strisioni degli studenti “sempre antifascisti” e quelli contro il nucleare in bella vista. Il sindaco ha messo in guardia «sul progressivo degrado etico del potere», tuonato contro i tagli alla scuola e invitato la gente ad andare a votare per i referendum. E la piazza, circa 2 mila persone, ha risposto gridando «bravo» e con un lungo applauso finale. Ed è polemica. Il centro-destra è scandalizzato, tant’è che qualche fischio non è mancato. «Honsell – ha subito replicato il senatore Ferruccio Saro – ha strumentalizzato una festa nazionale per parlare di temi politici». Tutto è iniziato alle 10.30 con il comandante Luciano Rapotez che annuncia l’arrivo dei gonfaloni, del medagliere e delle autorità. Assente la Lega, pochi i consiglieri regionali. Poi l’inno di Mameli con la gente che si mette la mano sul cuore e canta Fratelli d’Italia e il sindaco che con il consueto saluto a «cittadini e cittadine» ricorda che il 25 aprile di 66 anni fa segnò la liberazione dell’Italia «dalla feroce barbarie del fascismo». Nel soffermarsi su diritti civili, equità sociale, pari opportunità e rispetto delle diversità e del pluralismo, Honsell ha aggiunto: «La storia d’Italia ci insegna che questi valori si possono perdere molto facilmente attraverso un progressivo degrado etico del potere. Degrado che può essere quasi impercettibile, se non quando è troppo tardi. Questa deriva è in agguato anche oggi. Considerate i tagli e l’arrogante disprezzo per la scuola pubblica così spesso sbandierato dai potenti di oggi, e le dichiarazioni scurrili di alcuni ministri nei confronti dei profughi dalla guerra. Il fascismo si nutre del razzismo, dell’intolleranza e dell’arroganza del potere. Cittadini, fate sentire la vostra indignazione prima che vi tolgano questo diritto». Solo così, secondo il sindaco, si ricordano degnamente gli oltre 20 mila friulani che scelsero di combattere il nazifascismo nel nome della libertà. Oltre ai partigiani, Honsell ha ricordato il sacrificio dei 2.600 morti, 1.600 feriti, 7 mila deportati, 12 mila prigionieri politici e dei 200 mila profughi istriani e dalmati senza dimenticare gli alleati. «Ritrovarsi uniti qui non vuol dire azzerare le differenze tra la scelta coraggiosa di una lotta di Resistenza, attraverso forme anche spontanee di resistenza civile, e la scelta di un consenso complice o dell’altrettanto pericoloso “non dissenso” al fascismo» ha continuato il sindaco invitando alla responsabilità collettiva, allargata a tutto il pianeta. Il pensiero del sindaco, infatti, è andato «alle popolazioni dei paesi arabi che stanno combattendo il loro Risorgimento, a quelli tra costoro che cercano rifugio e un futuro migliore tra noi, agli squilibri tra nord e sud del mondo, agli alpini caduti in Afghanistan, alla popolazione giapponese colpita dalla natura che rischia di essere sacrificata all’idolatria di un modello di sviluppo che non vuole considerare i limiti delle risorse energetiche». Insomma, «se l’Italia è una repubblica democratica lo dobbiamo solo alla Resistenza dove si temprarono i valori e i principi della Costituzione fatta oggetto oggi di assalti durissimi. La sovranità popolare non è la dittatura di chi vince le elezioni. In democrazia ogni potere va sempre controbilanciato, e soprattutto oggi, in quanto sono a disposizione strumenti di manipolazione mediatica che possono avere effetti inimmaginabili». A questo punto, il sindaco ha suggerito di esercitare i diritti di cittadinanza per progettare il futuro «a cominciare dal prossimo referendum sull’acqua, sul nucleare e sul legittimo impedimento. Andiamo a esprimere la nostra opinione, rifiutiamo i demagoghi senza scrupoli che cercheranno di convincerci di non andare a votare, di non partecipare alla vita politica».

 

 

 

Primo maggio anarchico, NOTAV e antirazzista

Come sempre numerosi gli appuntamenti in regione per il primo maggio. Di seguito quelli che vedranno la presenza attiva dei compagni e delle compagne anarchiche e dei comitati ambientali.

anarchia

 

 

TRIESTE: presenza anarchica al corteo con diffusione di Germinal e bandiere. Saranno presenti anche il Comitato NOTAV di Trieste e del Carso e il Comitato Primo Marzo. L’USI-AIT sarà in piazza contro il nucleare. A fine corteo banchetto in piazza. Nel pomeriggio banchetto alla festa a Borgo Grotta.

AURISINA: alcuni NOTAV prenderanno parte con le bandiere al corteo che si svolge in carso.

CERVIGNANO: come sempre i Comitati NOTAV e di difesa ambientale saranno al corteo per portare avanti la lotta contro tutte le nocività.

GRADISCA: diffusione del Germinal e volantinaggio per l’USI-AIT da parte del Coordinamento Libertario Isontino. Presenti anche i NOTAV isontini.

MONFALCONE / Pioggia di cenere

da Il Piccolo

Pioggia di cenere a Monfalcone, gente chiusa in casa

Brusco risveglio, martedì mattina, per il quartiere cresciuto all’ombra della grande centrale

MONFALCONE. Pioggia nera sul rione Enel. Brusco risveglio, ieri mattina, per il quartiere cresciuto all’ombra della grande centrale: una coltre di fuliggine, color della pece, si è depositata sui tetti e sui giardini delle case del rione, innescando una sequela di proteste. Improvvisi “sfiati” sprigionatisi poco dopo le 9 dai gruppi alimentati a olio combustibile si sono liberati nel cielo, spaventando non poco i residenti, che si sono attaccati alla cornetta del telefono per segnalare l’episodio, restando loro malgrado tappati in casa.

Grande allarme, dunque. Che riporta all’attenzione pubblica i difficili rapporti tra il quartiere, dove risiedono un’ottantina di famiglie, e la centrale termoelettrica, il più grande impianto energetico della regione, realizzato 46 anni fa a Monfalcone. Da un anno a questa parte, a detta degli abitanti, «si riscontra meno attenzione verso i disagi patiti». E così problemi che possono sembrare banali, ma invece complicano notevolmente la quotidianità dei cittadini, come l’impossibilità a stendere il bucato al sole, finiscono per avvelenare la vita.

Insomma, non bastasse lo tsunami di polemiche (politiche) che in questi giorni sta investendo A2a per i controlli sulle emissioni, ci si mette pure la centrale a fare i “capricci”. Inviperiti i cittadini e anche il locale comitato: «Ero nel giardino – spiega il presidente rionale Adriano Bernardel – quando mi sono voltato e ho visto la colonna di fumo nero in cielo. L’impianto stava buttando fuori in atmosfera quantità industriali di prodotti scuri: gli sfiati sono durati parecchi minuti, tant’è che ho avuto il tempo di entrare in casa, prendere la macchina fotografica e immortalare l’accaduto».

VOLANTINO/ No Tav, No Nuke, No Tondo

25 aprile. Volantino No Tav per il 1° Maggio
15 marzo. Volantino “Uno strano vertice”

 

Volantino distribuito a Porpetto giovedì 28 aprile, alla presentazione della lista del candidato Sindaco tavista e nuclearista, Pierino Dri, con il patrocinio e la presenza del Presidente della Regione, Renzo Tondo.

tondopiccolo

1° maggio 2011 contro la TAV contemporaneamente

a Cervignano, Gradisca e Trieste

 

Giovedì 28 aprile, a Porpetto, Renzo Tondo aveva appena dichiarato che loro sono “il partito del fare”. Fare cosa ?? Fare ridere! Adesso Tondo, Riccardi ed anche la Serracchiani, strillano contro Moretti, ma non avevano detto niente dopo l’intervista del 16 aprile quando Moretti dichiarava di NON fare investimenti sull’esistente.

 

L’inseguimento del mito della TAV ha fatto deperire anche le linee storiche e di questo hanno responsabilità politici ed industriali che non hanno fatto nulla neanche per valorizzare la Pontebbana. Se siamo tagliati fuori è colpa di Illy, Tondo e degli industriali di minchia che pensano solo a speculare.

 

La TAV Venezia-Trieste è una boiata punto e basta! Anzi è una boiata devastante che va assolutamente impedita a partire dalla progettazione che a sua volta è solo una mangiata di soldi da parte del carrozzone lobbista legato ai partiti. Saremmo contro la TAV anche se collegasse due metropoli, proprio perché come dice Moretti “i treni ad alta velocità sono i treni del mercato”, ma qui siamo solo di fronte ad una follia devastante che non centra nulla neanche con il mercato; è solo a una truffa a danno dei soldi delle tasse dei cittadini e dell’ambiente.

 

I Sindaci che hanno approvato il progetto sono complici di questa schifezza e vanno sputtanati uno per uno.

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MUTAMENTI CLIMATICI/ Pauroso tornado nel sud degli Usa

La furia del clima

Furia tornado nel sud degli Usa Oltre 160 morti, Alabama sconvolta

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INTERNAZIONALE/ UK: riots against wedding day

MORE RIOTING AND BURNING BARRICADES IN BRISTOL – WELCOME TO WEDDING DAY UK

Rioting still going on at 4am in Cheltenham Road/St.Pauls Bristol. Much more of a local youth uprising this time. More reports later. What a great start to wedding day. I love the fact that the Bristol Evening post is still running ‘Peaceful Protest called off’ this morning – look out the windows guys and smell the burning barricades. You’ll see in this clip why bottle banks are so useful!

http://www.youtube.com/watch?v=pDq26-OZYxs

Runing battles all the way up cheltenham road as far as the new sainsburys.. lots of horse charges met with street furniture…..
and back in st pauls Burning baricades on brigstoke road. Youth of all flavours turning out to give the filth a good belt. Police obviously a bit shy in our neighbourhoods.
None of us give a fuck about the cops, the royals or tesco. Cant realy beive that this week even though faced with our local Filth, unlike last weeks Welsh mob. The people of bristol, yet again managed to show them what we think of them.
That copper chopper is still out (hope your all safe out there)
Got to sleep now
C U Next Thursday

This one goes out to all those arrested in the london squats today. Solidarity is attack!

Brizzle Rising

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‘ANARCHIST THREAT TO ROYAL WEDDING – THEY’D RATHER BE DOWN THE PUB’

The police repression we’ve had today has taken place when anarchists were NOT planning any action against the wedding.A point well made by guy Smallman in this article:

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PATRICK MACROIDAN ARRESTED BY ROYAL WEDDING COPS

Looks like a second wave of arrests is underway tonight to keep people out of the way tomorrow. Chris Knight and Camilla arrested for breach of the peace at house in Brockley where Patrick was also arrested in full executioner garb!  Whole farcical police operation captured on you tube. I think all three are being held at Lewisham police station till wedding is over.

Patrick Macroidan – known to many as THE EXECUTIONER on anti-royal events and arrested on the M’AM action in 2002 – has been arrested  tonight by police. Patrick phoned me to tell me of his arrest and cunningly left his phone on during the arrest – so i have the entire arrest on my answer phone message. Anyone know how to get it online? As far as I can make out patrick has been arested to prevent a breach of the peace – with his executioner’s outfit as main evidence. it should be pointed patrick is an actor, Who’s next?

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MAYDAY WEEKEND – EVERYBODY OUT!

What better way to face down police repression than to get as many anarchists out on the streets this MayDay weekend. in London get down to Clerkenwell on Mayday itself – a chance to discuss recent events. Don’t worry we will not be marching off to listen to Lee Grasper and Uncle Benn. details here:

London Mayday 2011 – A celebration of our strength // Anarchist Public Assembly
Speakers * Music * Infostalls * Fun

There’s the Brighton Mayday on Saturday, the new North East Anarchist Group  will be on the Newcastle march, and Hereford and loads more. If anyone south of the river wants to join us on the Croydon Mayday march on Saturday we’ll have the flag.
The cops have politicised loads of people over the last few weeks which presents opportunities for us – let’s get on the case comrades.

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POLICE RAID LONDON SQUATS THIS MORNING – AND GROW HEATHROW TRANSITION VILLAGE

Update from Dean at Freedom At noon:

Update 12.00pm  : : As far as we are aware police have left the Offmarket social centre and Grow Heathrow site, but the opertaion is still ongoing at the Ratstar. There is currently 12 TSG vans outside the building with a crowd of around 40 people outside in support. As we understand it the arrests have been for ‘abstrcation of electricity’ and there has been  further arrests of 7-8 people in another part of the Ratstar building. Other occupiers are being detained in the carpark by TSG and it’s is unknown if they will be arrested. A further arrest was made by plain clothes police outside the building as they recognised someone in the crowd  from their March 26th wanted spotter cards. This person has   to Walworth Road police station.

So far it is a TSG operation in terms of clearing the site and making arrests. The senior officer on the scene admitted (to Laurie Penny) that this operation is indeed connected to the Royal Wedding. Because the Ratstar is such a big complex it is likely the police will be around for several hours, so support is still needed. Most have the occupants living there have been arrested or detained so at present the building is in exclusive hands of the police. The occupiers have an agreement with the owners of the building to live there and this is not in any way connected to an eviction attempt on behalf of the owners, but purely a police instigated operation.

NO TAV/ Moretti stila il certificato di morte per la TAV ad est di Mestre

Il Piccolo 29 aprile

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Treni, l’ad Moretti gela Trieste: “Tav solo fino a Mestre”

di Paolo Possamai

“A Est di Mestre non c’è la densità demografica sufficiente, ma pronti a investimenti per il porto giuliano”

VENEZIA Mauro Moretti si sbilancia e si spinge a sostenere che per il 2019, la Tav arriverà a Venezia. L’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato afferma che «data la forte domanda del mercato, il completamento della tratta Milano-Venezia è la priorità numero uno per il sistema paese. L’area metropolitana di Venezia-Treviso Padova e Vicenza ha infatti la massa critica necessaria a sostenere economicamente il progetto e andranno considerate le formule commercialmente più adeguate nello studiare un sistema di fermate che vedrà in Mestre o Tessera, Padova e Verona i suoi fulcri».

Fine delle buone notizie. Non ce ne sono di buone, infatti per il Friuli Venezia Giulia in questa intervista, che fa chiaro anche sulla bizzarra progettazione della tratta Venezia-Trieste, voluta dalla Regione Veneto in sede nuova e verso la linea di costa. Che prospettive indica, ingegner Moretti, relativamente alla tratta ad alta velocità Venezia-Trieste?

Trieste e Lubiana non hanno bacini di passeggeri sufficienti a proseguire su quella tratta. Noi in questo momento abbiamo un sistema che rispecchia la domanda che viene espressa dal territorio, abbiamo anzi il problema di riempire i treni. Non esiste il tema della carenza di offerta a Est di Mestre. E a parte questo, anzi soprattutto, oltre confine non si sono ancora neppure le progettazioni preliminari. Non so nemmeno se gli sloveni lo vogliono questo progetto, sebbene le informazioni di cui dispongo continuino a confermarmelo. Più che di fare i corridoi, loro hanno il problema di valorizzare il porto di Capodistria, lo sappiamo da sempre. Se poi ci sono problemi di carattere finanziario da parte nostra, gli sloveni ne hanno anche di assai più grandi a reperire le risorse ingentissime necessarie a costruire il corridoio ferroviario.

E come saranno coltivate dunque le relazioni con il vicino Est europeo, alla base del Quinto corridoio? Notiamo che la domanda sta crescendo significativamente sulla linea Pontebbana che ci collega a Vienna e ai mercati del Nord Europa. Al momento, se io devo dire cosa serve nell’immediato, a me come operatore di traffici e non come costruttore di infrastrutture, allora serve andare a Vienna, andare a Budapest e poi andare verso il confine con l’Ucraina. E ci va via Pontebbana, che è ancora largamente scarica di traffico. Ci vado via Pontebbana, ammesso che gli austriaci mi completino il loro pezzo dall’altra parte delle Alpi, con i nuovi trafori del Semmering e del CoralmAlpe. Noi abbiamo investito e inaugurato quella linea da ben 10 anni che lassù, con i suoi viadotti per aria, fa 30/50 treni al giorno e ne potrebbe fare 300. È questo il problema.

Ingegner Moretti, ma che bilancio si sente di trarre dopo quasi 20 anni in buona misura trascorsi dai governi nazionali e locali a chiacchiere sulla Tav e sull’ammodernamento del sistema ferroviario a Nord Est? Giudizio che non condivido assolutamente. Ricordo che pochi anni fa avevamo notevolissimi colli di bottiglia nel Nord Est, da Verona a Padova e fino a Monfalcone. Li abbiamo eliminati tutti e oggi questo è territorio a più elevata tecnologia d’Italia e forse d’Europa quanto ai trasporti ferroviari. Io ho sempre detto in maniera molto molto precisa che il problema infrastrutturale più grande in Italia è il completamento dell’alta velocità tra Milano e Venezia. È il problema numero uno del paese. Credo che i tempi siano ormai maturi.

Che tradotto in termini di anni cosa significa?
Adesso noi abbiamo in programma il completamento della Tav fino a Brescia entro il 2015 e abbiamo l’impegno da parte del governo di trovare finanziamenti graduati nel tempo in relazione alle disponibilità che vi sono per andare poi avanti verso Venezia. E io sono confidente sul fatto che vi saranno risorse che permetteranno per il 2019/20, di poter completare l’opera… perché sono pezzi che dal momento in cui si aprono si possono realizzare in 4/5 anni.

E avete pure già in mente il modello di esercizio e chiarito dunque quali saranno le fermate?
Lo dico per evitare di continuare a alimentare equivoci. Io sono sindaco di un paese di 750 persone vicino a Rimini e piacerebbe pure a me avere la fermata del treno a alta velocità. Ma non è possibile. E dunque per il Veneto il sistema base prevederà fermata a Venezia, Padova, Verona, Milano. Con questo criterio, non aveva nemmeno senso progettare la tratta da Mestre verso Trieste lungo la costa, con andamento a biscia e con la pretesa da parte della Regione Veneto di servire le località balneari e una fermata a Passarella di Jesolo. I sistemi ad alta velocità uniscono grandi città, non uniscono villaggi. Tutto lì. Poi, se non vuole essere una linea ad alta velocità ma vuole essere un quadruplicamento, avrà una funzione diversa, non c’è bisogno allora di fare una progettazione prevedendo treni che vadano a 300 km/h , basta arrivare a 200 km/h, costa molto meno e dà maggiore servizio al territorio. I treni ad alta velocità, ripeto, non sono i treni dello Stato, né i treni delle Regioni, sono treni di mercato. Se poi la Regione vuole farsi la sua società per fare treni ad alta velocità perché vuole coprire, lo dico in senso positivo, anche il costo di un servizio, perché ritiene che per il suo territorio sia importante, io non ho nulla da dire. Non a caso i nostri concorrenti, non è che vadano a fare i treni a Trieste e nemmeno a Bari e nanche a Reggio Calabria. Partono soprattutto tra Salerno e Milano e poi fanno qualche antenna a Venezia e qualche antenna a Torino, perché lì si fanno i soldi, negli altri posti è un po’ più fatica.

Ma riguardo alla tratta a Est di Mestre non è in questione solo la necessità di servire la Regione Friuli Venezia Giulia, quanto il porto di Trieste. E negli ultimi 10 anni i vostri investimenti al servizio del porto giuliano sono stati assai limitati.
C’è un progetto depositato da quattro anni all’Autorità portuale di Trieste che non abbiamo potuto realizzare, perché l’Autorità non l’ha mai approvato. Ho ripreso in questi giorni il rapporto con il nuovo presidente, Marina Monassi. C’è stata una video conferenza qualche giorno fa, nella quale ho riproposto il progetto di allora che riguarda tutti i fasci d’appoggio e di partenza per i moli Settimo e Quinto, l’uso di Campo Marzio. E ancora lì in questa sede li ho presentati, spero che venga fuori. Mi sono battuto per questa cosa, però bisogna esser in due. Se i progetti che noi presentiamo non sono accolti non so che farci, il problema non sempre risiede nella carenza di soldi.

A proposito di soldi, ritiene che un intervento di privati in project financing potrebbe aiutare a velocizzare la costruzione della tratta Est della Tav?
Qui viene in causa un problema di tariffa, perché alla fine dei conti bisognerebbe vedere se le ferrovie dovrebbero tariffe particolarmente elevate per remunerare il capitale dell’investitore. Vero è che non abbiamo risorse finanziarie in questo momento da mettere in moto. Ma non è il solo problema con cui ci battiamo. Vorrei ricordare che c’è anche un meccanismo che abbiamo ereditato tutti noi, che nasceva dai cosiddetti general contractor, con i quali abbiamo contenziosi miliardari.

Ma a parte questo capitolo, se i privati vogliono investire in termini di equity, cioè investono per costruire un’opera che poi gestiscono, sfruttano e si ripagano l’investimento, è una ipotesi benedetta.
Non so, è una discussione aperta sul Terzo valico, che francamente fa un po’ sorridere. I documenti visti fino ad oggi dicono che, più che equity si parla di prestito. Ma se di prestiti si tratta e non di investimento di rischio, perché devo essere vincolato ad una cordata di cosiddetti finanziatori? Vado sul mercato internazionale che mi costa di meno.l Piccolo