1° MAGGIO/ Rassegna stampa

Messaggero Veneto del 03/05/11

 

In corteo pure contro gli ogm e il nucleare

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CERVIGNANO Anche quest’anno alla manifestazione organizzata a Cervignano in occasione della Festa del Lavoro non sono mancati i rappresentanti dei comitati che hanno partecipato al corteo aperto dai trattori. Dal nucleare, alla privatizzazione dell’acqua passando per la Tav e gli ogm, centinaia di cittadini e lavoratori hanno portato in piazza le principali problematiche del territorio. Prima della partenza del corteo, il portavoce dei comitati, Paolo De Toni, ha tenuto un comizio sul nucleare ricordando come venticinque anni fa, sempre a Cervignano, in occasione del Primo Maggio, era stata organizzata una protesta contro il nucleare proprio mentre la nube di Chernobyl passava sopra il Friuli Venezia Giulia. «Invito il consiglio regionale – ha detto l’ambientalista De Toni di fronte a centinaia di persone – ad esprimersi molto chiaramente contro l’ipotesi di insediamento di una centrale nucleare nella nostra regione». In merito alla Tav i comitati hanno fatto riferimento in particolare alle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, il quale, nei giorni scorsi, aveva spiegato l’interesse del gruppo a realizzare l’alta velocità nella tratta Venezia-Milano escludendo quella a Est di Mestre. «Moretti ha stilato un certificato di morte per la Tav Venezia Trieste – ha spiegato il coordinamento regionale No Tav – ora la sua posizione non può essere smentita». De Toni ha sottolineato che quest’anno i comitati hanno scelto di manifestare in tutta la regione «per contestare il progetto complessivo della linea Venezia Trieste. A Gradisca – ha concluso l’ambientalista – abbiamo manifestato contro l’elettrodotto, le casse di espansione e l’autostrada Carnia-Cadore. A Trieste, oltre alla Tav, il tema caldo è stato il nucleare mentre a Cervignano siamo scesi in piazza contro la Tav, contro gli ogm e per difendere l’acqua che è di tutti. Tanti cittadini hanno anche approfittato per chiedere informazioni sui rimborsi dei canoni di depurazione»

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MARTEDÌ, 03 MAGGIO 2011 Pagina 33 – Provincia

Lavoro, acqua e Tav: la Bassa in piazza

In migliaia alla manifestazione del Primo maggio a Cervignano. L’allarme dei sindacati: la crisi non è ancora finita

CERVIGNANO Migliaia di persone, da tutta la Bassa friulana ma non solo, hanno preso parte alla manifestazione organizzata in piazza Indipendenza in occasione della Festa del Lavoro. Tanti i trattori scesi in piazza, ventinove in tutto, e tante le bandiere italiane, un tributo al centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. Un evento all’insegna della coesione sociale e della preoccupazione per la grave crisi economica che ha investito il territorio. In primo piano, anche la disoccupazione giovanile. Questi i temi principali della Festa del Primo Maggio, condivisa da numerose amministrazioni comunali della Bassa friulana, dai sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Cia) e dalle associazioni di categoria. Centinaia i rappresentanti dei comitati che hanno partecipato al corteo, aperto dai trattori e partito da via Garibaldi. Una quindicina i sindaci che hanno sfilato per le vie del centro. «La crisi non è passata e crea ancora problemi sociali ed economici pesantissimi – ha detto Ferdinando Ceschia, in rappresentanza dei  sindacati – La ricetta facile per uscire da questa situazione non c’è ma uno degli ingredienti fondamentali è che il popolo friulano ricordi di essere stato unito». Il sindaco di Cervignano ha ricordato che la Festa del Primo maggio è nata come rivendicazione dei diritti dei salariati, del mondo agricolo, dei mezzadri e dei lavoratori della terra. «Il  momento che stiamo attraversando – ha affermato – è difficile non soltanto dal punto di vista economico ma anche etico e morale. L’emergenza economica e sociale denunciata dalle statistiche sulla disoccupazione e precarietà giovanile ci indicano che il percorso di modernizzazione deve investire sul futuro anche dal punto di vista generazionale». Franco Clementin, in rappresentanza della Cia, ha sottolineato invece che gli agricoltori sono i protagonisti del territorio. «Sentiamo la responsabilità di offrire ai cittadini prodotti sani e genuini – ha spiegato – Chiediamo più attenzione per il nostro territorio e meno burocrazia che soffoca l’agricoltura, a partire dalla direttiva nitrati». Oltre al sindaco e al rappresentante della Cia ha preso la parola anche Enrico Panini, segretario nazionale Cgil, che ha parlato anche a nome di Csl e Uil e che ha dedicato la manifestazione ai morti sul lavoro, alle donne e ai giovani. «Nel nostro Paese c’è troppa disoccupazione – ha dichiarato – ci vogliono più investimenti nella ricerca, nello sviluppo economico, nella sicurezza e nella scuola pubblica. Per noi l’articolo 1 della Costituzione non è soltanto un pezzo di carta, è la sostanza dell’unità e la moralità del nostro Paese. Cgil, Cisl e Uil considerano grave che ad alcuni lavoratori del commercio venga impedito di festeggiare la giornata dedicata al lavoro tenendo aperti gli esercizi commerciali». Panini ha ricordato che oggi 2 milioni di persone sono ufficialmente disoccupate mentre un milione e mezzo di lavoratori non cercano nemmeno un’occupazione perché non hanno fiducia nel futuro. A scendere in campo in difesa dei lavoratori è stato anche il segretario regionale dell’Anpi, Luciano Rapotez. Successo di pubblico per l’esibizione della banda mandamentale di Cervignano e per il concerto del gruppo vicentino “Gli idraulici del suono”, organizzato, nell’ambito di “Musica ribelle”, dal circolo Arci Sandro Pertini. Particolarmente apprezzato anche il mercatino dell’usato allestito dalla Pro Loco di Cervignano in via Marcuzzi e in piazza San Girolamo. Elisa Michellut

 

Il Piccolo 3 maggio 2011

 

In tremila al corteo

per la festa del lavoro

«Uniti contro la crisi»

Alla tradizionale manifestazione provinciale di Cervignano
è mancata la partecipazione della Coldiretti

di Elena Placitelli
CERVIGNANO
Migliaia in corteo, ma il fronte
sindacale scricchiola nonostante
l’appello a restare uniti contro
la crisi. Alla manifestazione del
Primomaggio di Cervignano,un
lungo serpentone si è snodato in
centro dietro ai 29 trattori della
Confederazione italiana agricoltori.
C’erano 3mila persone per
gli organizzatori, metà per le forze
dell’ordine. E le polemiche
non sono mancate. Prima, quando
il corteo doveva ancora partire.
Al segretario di Rc, Kristian
Franzil, non è piaciuto l’atteggiamento
di Cisl e Uil: «Ci hanno
imposto di togliere lo striscione
per lo sciopero generale del 6
maggio appena esposto. L’abbiamo
tolto solo per mantenere
unita la piazza». Ma a far scricchiolare
gli equilibri è stata soprattutto
l’assenza della
Coldiretti, per quanto la presidente
provinciale, Rosanna
Clocchiati, avesse precisato che
la decisione sia dipesa da «problemi
di organizzazione interna
». Se per la prima volta al corteo
hanno preso parte le cooperative,
affiancatesi agli artigiani
dellaCnae di Confartigianato, la
Coldiretti (l’anno scorso era presente)
è stata l’unica a non aver
aderito all’appello lanciato dagli
organizzatori (Cgil, Cisl, Uil, Cia,
Comune di Cervignano). Tra le
cause,unasvista sul documento
di adesione, recapitato negli uffici
della Coldiretti venerdì Santo.
Ma la decisione potrebbe essere
dipesa anche dal mancato coinvolgimento.
«Nella riunione preparatoria
l’avevamo invitata – risponde
Paolo Fantin della Cia –.
E pur a ridosso di Pasqua, il documento
è stato inviato a tutti».
Per la Uil «il caso è sintomatico
di una coesione che tarda ad arrivare.
Credo sia stato un problema
di mancato coinvolgimento
dettato dai tempi e dalle relazioni
– dice il segretario provinciale
Ferdinando Ceschia -. Ci spiace,
manon vi sono motivi di separazione
».Ela Cgil: «L’importante –
dice il segretario provinciale
Alessandro Forabosco – è che rimanga
unito il mondo del lavoro
dipendente. La crisi non è finita
e dalla Regione urgono nuove
politiche industriali».
Capofila dei 16 sindaci della
Bassa, Pietro Paviotti che puntualizza:
«La Coldirettinonè che
non ha aderito, semplicemente
nonha risposto. Lasua presenza
mi avrebbe comunque fatto piacere
visto il tentativo di unire le
forze per rilanciare lo sviluppo».
C’erano anche i NoTav, che hanno
dato per morta la tratta
Venezia–Trieste, dopo le dichiarazioni
di Mauro Moretti, ad di
Ferrovie dello Stato: «Ora occhio
al nucleare – dice il portavoce
Paolo de Toni – che potrebbe essere
realizzato nella Bassa».
Presenti
il senatore Carlo Pegorer, il
consigliere regionale Mauro Travanut
e il sindaco di Udine Furio
Honsell. Il segretario confederale
della Cgil, Enrico Panini, s’è
appellato alle parole del presidente
Napolitano per ribadire il
valore del lavoro.