NOTAV: rassegna stampa del 28 gennaio

Dal Piccolo del 28/01/11

 

Il maxi-progetto di Rfi sarà discusso in Consiglio

 

TURRIACO Sulla Tav polemiche anche a Turriaco. Ma non, paradossalmente, sul percorso bensì sulla presentazione o meno del progetto ai cittadini. Ad accusare il sindaco di ”scarsa comunicazione” era stato l’Italia dei Valori, che aveva denunciato la mancata illustrazione del tragitto ai capigruppo. Il sindaco Alessandra Brumat respinge ogni accusa. «Il progetto dell’Alta velocità-Alta capacità è stato presentato ai capigruppo. Lo è stato il giorno 17 gennaio, a una riunione a cui però l’Italia dei Valori non ha partecipato». Per questo si è ovviato convocando subito un secondo incontro. Interessante, continua il sindaco, è ancora una volta il comportamento del consigliere Pierugo Candido, «che non partecipa agli incontri con gli altri capigruppo. Curioso vederlo chiedere, il giorno 18 gennaio, la convocazione del Consiglio comunale ma disertare l’incontro dei capigruppo del giorno prima, in calendario da oltre sei mesi». Del resto, continua la Brumat, «in questo periodo il consigliere Candido non ha mai partecipato agli incontri durante i quali si dà forma all’ordine del giorno del Consiglio».

Ritornando poi alla riunione del giorno 17, il sindaco Brumat spiega che, coadiuvata dall’assessore Kranitz, ha introdotto il “progetto preliminare della Tav” e vista l’assenza giustificata di altri capigruppo ha proposto un aggiornamento della discussione in vista del prossimo Consiglio comunale. ( e. o.)

 

Tav a San Canzian, è bufera nel Pd

SAN CANZIAN Monta la preoccupazione anche nel territorio di San Canzian per l’impatto del passaggio della linea ad Alta velocità-Alta capacità. Le abitazioni da abbattere, stando alle stime del Wwf, potrebbero essere 253, ma già l’approvazione del progetto preliminare, come sottolineato invece da Legambiente, imporrebbe un vincolo su numerose residenze, facendo crollare il valore degli immobili. Anche a San Canzian il partito di maggioranza all’interno della coalizione al governo del Comune, cioè il Pd, si è riunito nei giorni scorsi per fare il punto della situazione, dopo che la documentazione relativa alla tratta Ronchi-Trieste è stata inviata a tutti gli enti locali coinvolti.

L’assemblea comunale del Pd di San Canzian si è riunita giovedì ma, pare, che il nodo del passaggio della Tav non sia stato del tutto sciolto. Perlomeno stando a quattro iscritti, l’ex segretario cittadino Stefano Minin, l’ex assessore provinciale Edi Minin, Maurizio Negrari e Riccardo Sacco (collocati però di fatto, all'”opposizione” rispetto l’attuale segretario cittadino Claudio Fratta). «Speravamo di poter conoscere, in attesa ovviamente di un’assemblea pubblica aperta a tutti i cittadini del Comune – affermano i quattro appartenenti al Pd -, i tratti essenziali del progetto. Invece le nostre attese sono state deluse».

Stando ai quattro iscritti, nonostante il lodevole intervento dell’assessore ai Lavori pubblici Luciano Dreos che ha proposto di incontrare i cittadini coinvolti dal progetto, «ne il segretario Fratta ne il sindaco Silvia Caruso hanno ritenuto opportuno affrontare l’argomento, che è rimasto il convitato di pietra». «Non sono state illustrate le ipotesi del progetto e quindi reputiamo – proseguono i quattro esponenti del Pd – che sia stata una grandeoccasione persa. Noi crediamo infatti che il Partito democratico sia nato per avvicinare i cittadini alla politica, per essere un luogo aperto e libero di discussione e confronto sulle questioni che riguardano la vita quotidiana di tutti noi».

Stefano ed Edi Minin, Maurizio Negrari e Riccardo Sacco sollecitano quindi sindaco e segretario del Pd a organizzare un’assemblea aperta a tutti i cittadini, affinchè, come negli altri Comuni interessati all’attraversamento della nuova linea ferroviaria, si illustri il progetto, lo si possa conoscere, liberamente discutere, e farsi un’opinione. A maggior ragione va organizzata un’assemblea del Pd aperta a tutti i cittadini, rilevano i quattro esponenti, dato che giovedì sera su oltre cento iscritti erano presenti solo sedici persone e di queste solo quattro appartenenti al direttivo, che conta 17 componenti.

Laura Blasich

CIE DI GRADISCA: bloccati i lavori di rinnovo

Dal Piccolo del 28/01/11

Bloccati i lavori di rinnovo del Cie

 

GRADISCA Affidamento dei lavori: congelato. Alla base del mancato inizio degli attesi lavori di ristrutturazione del Cie di Gradisca ci sarebbe un eccessivo ribasso sulla base d’asta da parte della ditta provvisoriamente classificatasi al primo posto nella gara d’appalto.

Secondo indiscrezioni la Prefettura di Gorizia non avrebbe inteso procedere con l’affidamento definitivo dei lavori alla ditta Easy Light di San Michele al Tagliamento (Venezia) segnalando al Viminale alcune perplessità sulla documentazione prodotta dall’impresa. A non convincere, come detto, l’eccessivo ribasso sulla base d’asta di 1 milione e 600mila euro. E così continua a slittare un intervento di ripristino della sicurezza atteso ormai da tre anni, e invocato soprattutto da operatori e forze dell’ordine. Se l’affidamento non dovesse andare in porto, i lavori potrebbero essere affidati al soggetto classificatosi al secondo posto della graduatoria: un’associazione temporanea d’impresa di cui farebbe parte anche la Cerasi Spa, il colosso romano dell’edilizia che dal 2001 al 2006 ha lavorato proprio alla realizzazione dell’allora Cpta di Gradisca.

Particolarmente attesi gli interventi che condurranno alla collocazione di dispositivi di videosorveglianza e dei sistemi antifuga a infrarossi all’interno del centro di identificazione. Niente offendicula, invece: le sezioni ricurve bocciate dalla commissione De Mistura nel 2007 rimangono “non consentiti” dalla commissione etica. Si procederà dunque al solo innalzamento della recinzione e al suo rivestimento in plexiglass, così come era stato richiesto a gran voce anche dai sindacati di polizia, in modo da togliere ad eventuali fuggitivi ogni possibile appiglio. Il Cie di Gradisca non sarà completamente svuotato durante i lavori di messa in sicurezza. Gli interventi verranno eseguiti a piccoli lotti riducendo la capienza a seconda delle esigenze. Ma una chiusura del Cie a quanto pare non è minimamente in discussione. Per primi saranno eseguiti i lavori di potenziamento della recinzione esterna e dell’impiantistica. Contemporaneamente sta per entrare nel vivo la gara d’appalto assai più cospicua per la doppia gestione di Cie e Cara, con in ballo 15 milioni di euro sino al 2014 per il soggetto vincitore. La gestione attuale è appannaggio del consorzio siciliano Conncting People, prorogata sino al 28 febbraio.

Sul fronte dei dipendenti, intanto, da parte dell’azienda è stata liquidata agli operatori la tredicesima, dopo le proteste di dicembre per i continui ritardi nell’erogazione degli stipendi, dovuti a una carenza di liquidità di Connecting People per dei crediti accumulati dalla coop siciliana. Infine una notizia curiosa: dal Cie nei giorni scorsi è stato rilasciato Harjnder Singh, il cittadino indiano arrestato nei tafferugli seguiti alla manifestazione ai piedi della gru di Brescia dove alcuni clandestini protestavano contro la sanatoria del governo. L’uomo dopo alcuni mesi al Cie ha visto risconosciuto il suo diritto all’asilo politico e ha fatto ritorno nel capoluogo lombardo.

Luigi Marciano

 

 

 

SCIOPERO GENERALE: foto del presidio di Trieste

Una trentina di lavoratori ha sfidato il freddo gelido e una bora che soffiava a oltre 100 km orari e ha dato vita ad un piccolo presidio in piazza della Borsa questa mattina. Il presidio era stato indetto dai COBAS e aveva aderito anche l’USI-AIT.

Entrambi i sindacati avevano indetto per oggi sciopero generale in tutta Italia con manifestazioni e iniziative in molte città indetto per generalizzare lo sciopero della fiom e contro le politiche del padronato e del governo.

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SCIOPERO GENERALE/ Distribuzione del volantino USI-AIT da parte del CSA alla manifestazione di Udine

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Efficace iniziativa del CSA ad Udine. Distribuiti 500 volantini dell’USI-AIT alla manifestazione regionale dello sciopero FIOM + Sciopero Generale indetto dai Sindacati di Base e  dalla stessa USI-AIT. In questo modo si è avuta l’occasione di presentare l’USI-AIT ai lavoratori di tutta la Regione e ….

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Un’associazione a delinquere chiamata P.C.

La mafia (di Stato) dei rifiuti

DUMBLES/ Oggi a Udine abbiamo distribuito questo volantino

Era una iniziativa organizzata da “Le donne di Udine” (?)  probabile riformulazione di sinistra mista per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Iniziativa patetica in cui “ognuno potrà esprimere con un ‘silenzio assordante’ il disgusto e lo sdegno nel vedere calpestati la dignità ed il reale valore delle donne”. L’invito era a portare una sveglia, simbolo del risveglio delle coscienze. Partecipazione comunque numerosa  con presenze PD e IDV  e loro brochure propagandistiche.
Nè microfono nè interventi; ad una certa ora hanno fatto suonare le sveglie, ritmato “dimissioni dimisioni” e poi sono andati tutti a sentire Honsell che intervistava Magris per il premio Nonino.
Noi abbiamo deciso di volantinare questo:
SIAMO TUTTE NIPOTI DI MUBARAK!
Silvio aiutaci!! Dovrebbe essere questa l’invocazione da lanciare stando alla logica della linea difensiva del
“flaccido” che fa del bene alle ragazze in difficoltà.

noisiamoqui33

A noi fa schifo pensare parentele con il capo di un regime dittatoriale e crudele come quello di Mubarak; a maggior ragione ci fanno schifo le amicizie politiche che l’incipriato tiene con questi faraoni dell‘era moderna, rais del bunga o gerarchi del Don col colbacco e col lètton.
Al momento, sono tunisini ed egiziani che, a costo della loro vita stanno dando lezioni di civiltà a chi assopito davanti ai TG uni non riesce più a dire né la A di “andate a casa” né la B di “Berlusconi” né la C di “compagni di merende”.

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CIE DI GRADISCA: “ordinaria” tensione

Dal Messaggero Veneto del 29/01/11 

 

Protesta al Cie di Gradisca, incendiate 3 stanze

 

GRADISCA. Un venerdì sera di “ordinaria” tensione quello che si è vissuto ieri al Cie (Centro di identificazione ed espulsione) di Gradisca d’Isonzo, dove poco dopo le 20.30 una ventina di immigrati clandestini ha incendiato per protesta materassi e coperte in tre stanze.

Un’azione, rispetto al passato, che non ha scatenato una rivolta, grazie anche alla disposizione della Prefettura di Gorizia che da alcuni mesi ha imposto la parzializzazione delle uscite degli ospiti dalle proprie stanze (l’accesso al cortile esterno è limitato a una quarantina di persone all’ora), ma che ha ugualmente richieste l’intervento di un mezzo dei vigili del fuoco di Gorizia, arrivati sul posto poco dopo le 21.

I tre distinti focolai d’incendio, a quanto si è potuto apprendere, sono stati spenti senza l’utilizzo degli estintori, ma semplicemente con le lance ad acqua dei pompieri, rientrati verso le 23 dopo aver provveduto alla messa in sicurezza delle stanze interessate dalla protesta. Un’azione, quella di ieri sera, che sarebbe stata originata dal malumore di alcuni clandestini, ai quali non sarebbe stato permesso di radersi il viso. Intervenuta solo a titolo precauzionale anche un’autoambulanza del 118 di Gorizia, al termine della protesta (che non ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine) non si sono comunque registrati feriti o casi di intossicamento.

Al Cie di Gradisca d’Isonzo, intanto, è attesa a giorni la partenza dei lavori di messa in sicurezza e potenziamento dei sistemi di controllo che, per un importo di poco superiore al milione e mezzo di euro.(ma.ce.)

CREPATE!

Quando Berlusconi voleva andare a scuola da Mubarak

 

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NOTAV: rassegna stampa 29/30/31 gennaio

Dal Piccolo

30/01/11

No-Tav: manca lo studio d impatto ambientale

 

VILLA VICENTINA Tav, a 30 giorni dallo scadere del termine per presentare le valutazioni, in Comune non è ancora pervenuto lo studio di impatto ambientale. É quanto sollevato dall’assemblea organizzata l’altra sera a Villa Vicentina dai Comunisti Italiani e da Rifondazione Comunista, con Giancarlo Pastorutti del Comitato No Tav di Bagnaria impegnato ad illustrare il progetto di Rfi. «Dagli interventi – parla Franco Bianchin del Pdci – è emersa tutta la preoccupazione per le devastazioni che questa opera comporta, come pure lo sdegno per le foto delle case di privati allegate al progetto senza il consenso dei proprietari ed in violazione delle norme della privacy. L’aspetto più grave – continua Bianchin – consiste nella mancata consegna agli amministratori locali della relazione sullo studio di impatto ambientale. Ciò denota la scarsa considerazione della Regione e degli estensori del progetto nei confronti della popolazione ed il rispetto della legislazione vigente. Poi nella documentazione presentata manca anche la relazione costi e benefici, prevista anch’essa dalla normativa. Resteremo in prima fila – chiosa – nell’opera di informazione tesa a salvare il nostro territorio».

In sala era presente anche il sindaco Mario Romolo Pischedda: «Al vertice di Trieste l’assessore regionale Riccardo Riccardi aveva detto che lo studio di impatto ambientale era in corso di trasmissione. Di fatto però non è ancora pervenuto in municipio. Conto che l’assessore – riprende – ci conceda quel periodo in più per riflettere con la dovuta attenzione su tutti gli aspetti del progetto, ma è chiaro ci dev’essere una sospensione formale della procedura di valutazione, altrimenti resta valido il termine del 28 febbraio. Le amministrazioni hanno bisogno di organizzare assemblee per illustrare il progetto, soprattutto ai diretti interessati e capire le loro richieste, di modo da presentare le osservazioni che siano le più pertinenti possibili. Sul sito del Comune abbiamo pubblicato il progetto preliminare, organizzeremo altre assemblee e sarei molto felice se anche i tecnici di Rfi e Riccardi volessero prendervi parte». (el. pl.)

 

29/01/11

La Tav partirà da San Polo Riccardi: «Nessun via libera senza il consenso locale»

 

Il «nodo» principale in provincia di Gorizia della linea ad Altà velocità ferroviaria, e anche il primo a essere realizzato, sarà il potenziamento del bivio di San Polo a Monfalcone, in cui si intersecano le linee da Venezia e da Udine. Il dato è stato illustrato ieri a Gorizia dai tecnici di Rfi nel corso di un incontro cui ha preso parte anche l’assessore regionale ai Trasporti del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi.

La tratta Ronchi dei Legionari-Trieste – è stato detto – interesserà la provincia per circa 13 chilometri, lungo i quali sono previsti viadotti e gallerie. Riccardi ha precisato che la giunta regionale non darà il «via libera» alla linea ferroviaria ad alta capacità/alta velocità Venezia-Trieste, senza aver prima acquisito il consenso del territorio, dando alle comunità interessate tutto il tempo per approfondire il progetto, anche al di là dei termini di legge, e fornendo alle istituzioni locali tutto il supporto tecnico necessario. E la Regione, ha assicurato inoltre l’assessore, «chiederà e pretenderà» che venga condotta l’analisi costi-benefici della nuova linea, anche se non previsto dalla legge.

La riunione è stata indetta dal presidente della Provincia Enrico Gherghetta nella sua veste di coordinatore del Patto per lo sviluppo, promosso assieme ai Comuni di Gorizia e Monfalcone, all’Azienda sanitaria n.2 “Isontina”, alla Camera di commercio, a Confindustria e alle segreterie di Cgil, Cisl e Uil.

All’incontro di ieri sono stati invitati tutti i sindaci dell’Isontino, i consiglieri regionali eletti in provincia e tutti i soggetti potenzialmente interessati alla realizzazione della nuova linea ferroviaria, che attraversa il Friuli Venezia Giulia in direzione Ovest-Est e che si colloca nell’ambito del Progetto prioritario n.6 dell’Unione europea da Lione al confine tra Ungheria e Ucraina.

Nel suo intervento introduttivo, il presidente Ghergetta ha voluto dare atto all’amministrazione regionale, e in particolare all’assessore Riccardi, di aver avviato un percorso positivo di confronto con il territorio. Nel sottolineare lo stretto legame tra la linea ad alta capacità/alta velocità e il progetto del “superporto” di Monfalcone, Gherghetta ha parlato di «una sfida che dobbiamo accettare» e ha lanciato quattro parole d’ordine sul metodo da seguire, fatte proprie nelle conclusioni anche dall’assessore regionale: «Trasparenza, disponibilità, responsabilità e infine buon senso».

29/01/11

Comitati No Tav preoccupati: «A Palmanova inquinamento e violazione della privacy»

 

PALMANOVA Impatto ambientale, inquinamento acustico, violazione della privacy. I comitati anti Tav proseguono la propria lotta e c’è molta preoccupazione anche nella città stellata.

«Le conseguenze derivate da questo progetto per il nostro territorio sono davvero pesanti – afferma Luigi Battistello del Comitato di tutela ambientale di Palmanova-. È infatti riapparso nell’elaborato progettuale un cavalcavia per bypassare la strada ferrata sulla regionale 252 Napoleonica che non è in asse con la statale stessa e creerebbe così una variante con il risultato di incrementare le curve, portar via ancora maggior territorio del previsto, svalutare terreni e case nonché peggiorare la qualità della vita agli abitanti del posto».

Nell’invitare i cittadini di Palmanova ad accedere al municipio per visionare gli elaborati che riguardano la Tav e muovere le proprie osservazioni in merito all’opera, Battistello puntualizza anche sul fatto che è stato consegnato ai Comuni anche lo studio sull’impatto ambientale.

«Dai contatti continui che il nostro Comitato mantiene con Giancarlo Pastorutti dei “ No Tav” di Bagnaria Arsa, che segue direttamente tutte le fasi di questa realizzazione – aggiunge il presidente del Comitato della città stellata – sono da prendere assolutamente in visione le valutazioni sui ricettori di rumore ai quali sono allegate anche le foto delle case interessate e l’esame della qualità di conservazione di queste abitazioni. A suo parere vi è una chiara violazione della privacy e un pregiudizioal valore ommerciale degli edifici».

Palmanova è direttamente interessata a queste problematiche perchè la zona compresa nella Tav raggiunge anche le case del quartiere di Santa Giustina. Intanto Giancarlo Pastorutti ha portato le sue osservazioni in una riunione che si è tenuta a Rivarotta di Teor, dove la Tav prevede la demolizione di quattro case e a Villa Vicentina.

Alfredo Moretti

 

Dal Messaggero Veneto

31/01/11

Tav, Bagnaria e Palmanova chiedono modifiche

 

BAGNARIA ARSA. Se la Tav Venezia-Trieste è un’opera strategica per la centralità della Regione, e su questo non ha dubbi il sindaco di Bagnaria, Anselmo Bertossi (pronto a candidarsi alla guida del Comune, per la terza volta), altrettanto “democratico” deve essere il confronto tra Enti locali interessati dal passaggio della linea ferroviaria e l’Assessorato regionale alle Infrastrutture.

Non fa dunque misteri il primo cittadino sulla necessità di un dialogo aperto, frutto di una concertazione programmata tra il Comune e la Regione. «Stiamo visionando gli elaborati e lo studio di impatto ambientale – evidenzia Bertossi – e già abbiamo individuato delle dicordanze e delle dimenticanze che faremo presenti a Rfi e all’assessore Riccardi. In particolare – sottolinea – riteniamo più opportuno che il tracciato della Tav fuori dell’abitato di Castions delle Mura corra tutto su viadotto. Con Palmanova poi stiamo studiando il modo di attenuare il forte impatto ambientale causato da un cavalca – ferrovia di circa 650 metri sulla strada regionale 252, quasi alle porte della fortezza. È intendimento della nostra amministrazione e di quella di Palmanova indicare che il nuovo raccordo tra San Giorgio di Nogaro e la stazione della fortezza veneziana corra più a ridosso dell’autostrada. Sarà cos’è possibile eliminare almeno in parte i ventilati viadotti individuati sulla Napoleonica».

E ritornando al territorio di Bagnaria, Bertossi segnala le dimenticanze apparse o le incognite relative a strade interne. «Si tratta di meglio precisare – osserva – come scavalcare la bretella di raccordo tra linea Palmanova-San Giorgio con lo scalo di Cervignano, che taglia la campagna tra il capoluogo e la frazione di Campolonghetto. Sono interessate ben quattro strade: la provinciale per Torviscosa, la Sevegliano-Campolonghetto, la Bagnaria-Campolonghetto e la interpoderale di S.Gallo».

Accanto alla Tav i problemi dell’amministrazione sono legati, prima della scadenza di aprile del mandato, alla soluzione di opere pubbliche in parte già appaltate. Li elenco secondo il piano già a suo tempo predisposto – dice Bertossi -. La realizzazione di un nuovo locale ad uso mensa nel plesso scolastico unico delle elementari. La realizzazione di un centro polifunzionale presso l’area dei servizi collettivi a Sevegliano. La realizzazione di spazi vivibili per bambini e di percorsi protetti a Castions delle Mura. Un percorso ciclo-pedonale in via Codroipo nel capoluogo. La sistemazione urbanistica all’intersezione tra via Verdi e via Roma a Sevegliano. Ed infine ancora a Castions delle Mura la manutenzione straordinaria dell’edificio ex-latteria per un importo di 120 mila euro».

Sandro Sandra

 

30/01/11

Il caso Tav divide il Partito democratico «Carenza di informazione e di dibattito»

 

SAN CANZIAN D’ISONZO. La Tav – Alta velocità/Alta capacità ferroviaria –, oltre a creare preoccupazioni per l’eventuale devastazione prevista sul territorio, divide la politica. È un gruppo d’iscritti al Pd di San Canzian – Stefano Minin, Maurizio Negrari, Edi Minin e Riccardo Sacco – a denunciare una sorta di limbo informativo da parte dell’amministrazione comunale di centro-sinistra rispetto alle previsioni per il territorio.

«Lo scorso 21 dicembre Rete ferroviaria italiana ha depositato in tutti i Comuni interessati, compreso il nostro – dicono –, il progetto preliminare della tratta ferroviaria di alta capacità/alta velocità che attraverserà il Fvg e che sta alimentando il dibattito. Il progetto prevede numeri che, se confermati, sono preoccupanti. Nel nostro comune si prevedono circa 253 case da abbattere. Con questo spirito abbiamo partecipato all’assemblea comunale del Pd di San Canzian indetta lo scorso giovedì 20 gennaio».

La speranza era di conoscere, in attesa di un’assemblea pubblica aperta a tutti i cittadini del comune, i tratti essenziali del progetto. «Invece le nostre attese sono state deluse. Nonostante il lodevole intervento dell’assessore Dreos, che ha proposto d’incontrare i cittadini coinvolti dal progetto, né il segretario né il sindaco hanno ritenuto opportuno affrontare il tema, che è rimasto il convitato di pietra. Non sono state illustrate le ipotesi di progetto ed è stata un’occasione persa».

Proseguono affermando di credere che il Pd sia nato per avvicinare i cittadini alla politica, per essere un luogo aperto e libero di discussione e confronto. «Speriamo che questo limbo informativo non perduri e sollecitiamo sindaco e segretario a organizzare un’assemblea del Pd aperta a tutti affinché, come negli altri comuni interessati dall’attraversamento della nuova linea ferroviaria, s’illustri il progetto, lo si possa conoscere, liberamente discutere e farsene un’opinione».

A maggior ragione ritengono che debba essere organizzato un momento informativo pubblico del Pd, «dato che al precedente incontro, su oltre cento iscritti, erano presenti solo 16 persone, il segretario, il sindaco, il presidente dell’assemblea, il capogruppo e noi compresi. Di questi 16 solo 4 componenti eletti del direttivo su 17. Questi dati di partecipazione vanno analizzati nella loro preoccupante crudezza: ci paiono davvero un campanello d’allarme. Crediamo – concludono – che la discussione più aperta possibile su un tema così importante come il progetto Tav possa rilanciare la partecipazione degli iscritti e dei cittadini al partito. Noi c’impegniamo per farlo».

 

29/01/11

Tav-Tac, Pischedda: «Non serve, ma sono pronto al confronto»

 

Villa Vicentina VILLA VICENTINA. Il sindaco Mario Pischedda replica alle affermazioni del capogruppo di minoranza Con noi per Villa Vicentina, Giuliano Rigonat, in merito al tema della Tav: «Non accetto strumentalizzazioni, tantomeno da chi ha votato a favore dell’allora “Protocollo Sonego”. Tutti devono sapere che il Comune di Villa Vicentina non ha aderito a quell’accordo solo perché in consiglio comunale la lista di maggioranza Chiarezza Lavoro ha votato contro l’accordo, in quanto i due gruppi di minoranza lo avevano sostenuto ed approvato! Il percorso alternativo che il gruppo di minoranza ricorda di aver proposto, con minori costi e minore impatto ambientale (non sapevo che i consiglieri avessero competenze anche nel campo dell’ingegneria ferroviaria) altro non è che il percorso aderente all’autostrada che passa poi per Gorizia e la valle del Vipacco. Non sono stato io a bocciarlo, anzi sono da sempre stato un sostenitore di questo percorso alternativo, ma l’allora assessore regionale Sonego, che non lo ha voluto nemmeno prendere in considerazione nel corso dei lavori del tavolo tecnico, nonostante io lo avessi chiesto più volte».

«Ora come allora non ho cambiato idea: – prosegue Pischedda – in questo momento la linea Tav/Tac non è necessaria, e i dati sono lì a dimostrarlo. Ora come allora sono disponibile a dialogare e confrontarmi con chiunque per trovare la soluzione migliore ai problemi di Villa Vicentina, della regione e del Paese. Ritengo che questo sia un preciso dovere di chi ha ricevuto il mandato per amministrare una comunità. Questo non vuole assolutamente dire che sono pronto ad accettare supinamente qualsiasi cosa, ma solo che sono pronto a confrontarmi per verificare le diverse opportunità». Il primo cittadino segnala che nel progetto, come proposto all’interno del tavolo di lavoro da parte dei rappresentanti di Villa Vicentina «sono stati individuati lungo la linea gli stessi problemi che ci aveva indicato il nostro consulente di fiducia. Sono stati diffusi dai proponenti dati che confortano le analisi che avevamo svolto in passato. A fronte di queste aperture mi sembra doveroso e corretto rendermi disponibile al confronto – conclude Pischedda –. Se qualcuno vuole strumentalizzare la cosa faccia pure, ma sono convinto che la gente abbia le idee molto chiare su chi si è impegnato per tutelarla e chi invece parla solo per tutelare se stesso».

Gessica Mattalone

 

Il tracciato Tav in consiglio

 

Gonars GONARS. La Tav con i suoi tracciati, la tempistica degli interventi, le modifiche alla viabilità durante i cantieri approderanno presto nei consigli comunali. Spiega infatti il sindaco Marino Del Frate: «È stata la richiesta corale di tutte le amministrazioni presenti alla recente riunione che si è svolta a Trieste tra l’assessore Riccardo Riccardi, i tecnici della Regione e i sindaci interessati dal passaggio della linea ad alta velocità. Tutti i rappresentanti degli enti locali hanno infatti domandato che i tecnici della Regione possano illustrare ai consigli comunali (anche riuniti per aree) il tracciato Tav nei dettagli in modo da rispondere ai dubbi e alle domande dei consiglieri».

Il sindaco riferisce che, nel corso della riunione alcuni comuni quali, ad esempio, Cervignano del Friuli, San Giorgio di Nogaro, Villa Vicentina, hanno chiesto che i loro punti di vista e le loro osservazioni siano presi in considerazione in quanto il progetto presenta alcune modifiche rispetto agli accordi inizialmente presi. «Io – precisa Del Frate –, pur non sentendomi vincolato dagli accordi presi in materia dalla precedente amministrazione comunale, ovviamente riconosco che ci debba essere una continuità di scelte che va onorata. Non avendo partecipato però alle riunioni passate, sono particolarmente interessato, insieme ai componenti della nuova amministrazione, a conoscere a fondo le caratteristiche e l’impatto che l’opera avrà sul territorio e a proporre eventuali alternative, sempre con spirito costruttivo e di responsabilità. Abbiamo circa 70 giorni di tempo per presentare le nostre osservazioni». Il primo cittadino di Gonars riferisce che l’incontro con il suo consiglio comunale avverrà nelle prossime settimane e che per quanto riguarda il suo territorio le opere avranno inizio nel 2017. (m.d.m.)

NOTAV: continuano le polemiche in friuli e isontino

Dal Messaggero Veneto del 01/02/11

Il Comune analizza il tracciato della Tav: troppo impattante

 

RONCHIS. C’era anche il comune di Ronchis fra i ventisei paesi che la scorsa settimana sono stati convocati dall’assessore regionale alla viabilità Riccardo Riccardi per parlare della progettazione preliminare delle due tratte Portogruaro-Ronchi dei Legionari e Ronchi-Trieste della linea ferroviaria ad alta velocità.

Ieri sera, durante il consiglio comunale il sindaco Vanni Biasutti ha fornito all’assemblea un resoconto di quel primo tavolo di lavoro che ha visto assieme le amministrazioni locali e la Regione, un incontro durante il quale sono state illustrate anche le ricadute dirette per il territorio comunale di Ronchis che ospiterà il tracciato della Tav esattamente a ridosso dell’autostrada A4. E in alcuni punti la distanza fra le abitazioni e la prevista linea ferroviaria è di soli 200 metri circa per scendere addirittura a una sessantina di metri nel caso di alcune case.

Particolari costruttivi molto impattanti sia sotto il profilo ambientale che acustico sulla base dei quali è intenzione del comune – ha reso noto sempre il sindaco Biasutti – presentare delle osservazioni: «Quello che ci ha illustrato l’assessore Riccardi è il progetto preliminare presentato da Rfi che di fatto rispecchia quanto discusso negli ultimi anni durante i numerosi incontri avuti anche con la precedente amministrazione regionale. Nel territorio comunale il tracciato è previsto parallelo all’A4 sul lato sud quindi molto a ridosso del centro abitato, ma anche in contrasto con lo svincolo e le vie d’accesso al casello autostradale realizzati solamente un anno e mezzo fa. Stando al progetto di Rfi lo svincolo andrebbe proprio eliminato e al suo posto verrebbero realizzati dei cavalcavia molto alti per poter superare la ferrovia e quindi molto impattanti. E’ anche vero – ha rassicurato il sindaco – che parliamo di un’opera prevista per il 2030 il cui futuro è molto legato allo sviluppo economico del Monfalconese».

A breve la Regione convocherà un nuovo incontro anche per stabilire tempi e modalità messi a disposizione dei comuni per presentare delle osservazioni al progetto di Rfi e a quel punto il comune di Ronchis valuterà se presentarle assieme ai comuni di Palazzolo dello Stella, Teor e Pocenia tutti ugualmente interessati dal tracciato della Tav. (p.m.)

 

Alta velocità, il Wwf si mobilita

 

San Canzian SAN CANZIAN. Sul progetto Tav presentato lo scorso 21 dicembre, molti cittadini, in particolare quelli le cui case sono considerate “ricettori sensibli” e particolarmente vicine alla linea di alta velocità, hanno chiesto di ripetere l’esperienza del 2003 quando il Comune assieme ai residenti aveva elaborato in modo congiunto delle osservazioni al progetto del Corridoio 5.

La richiesta è emersa nel corso dell’incontro organizzato sabato da Rifondazione comunista di Ronchi e a cui hanno partecipato Dario Predonzan del Wwf regionale e Giancarlo Pastorutti del Comitato No Tav della Bassa Friulana.

Per dare una prima risposta alla richiesta della cittadinanza, il Wwf sta predisponendo un fax simile di osservazione che nei prossimi giorni sarà disponibile sul sito internet regionale della associazione. Nei prossimi giorni verrà comunque fatta una richiesta, in primis, al sindaco del comune di Ronchi con un’apposita interrogazione affinchè da parte degli uffici comunali sia predisposto un minimo di assistenza tecnica per la compilazione e la formulazione delle osservazioni nei confronti dei cittadini coinvolti direttamente nella vicenda.

Il Wwf ha indicato come tra case e piccoli condomini, rustici e villette sono un migliaio gli edifici tra San Canzian d’Isonzo (253), Turriaco (10), Staranzano (8), Ronchi dei Legionari (290), Monfalcone (360), Doberdò (8) e Duino-Aurisina (66) considerati “ricettori sensibili”, unità abitative poste ad una distanza ravvicinata al tracciato della futura linea ferroviaria ad alta capacità e alta velocità Venezia-Trieste. Le schede di tutti i 995 edifici “sensibili” del mandamento monfalconese, con le foto delle relative facciate, l’indirizzo preciso, lo stato di conservazione degli infissi e, soprattutto, le distanze che li separano dalla futura infrastruttura, sono visionabili sul sito del Wwf del Friuli Venezia Giulia, che ha pubblicato i documenti di Rfi. Spulciando nell’elenco dei ricettori, tratto dallo Studio di impatto ambientale, si scopre così che la Tav sfreccerà a un tiro di schioppo da moltissime abitazioni: eloquenti i casi di via Rebez e di via Roma a San Canzian (molte le case poste a 30/40 metri dalla linea), ma anche di via San Vito a Ronchi dei Legionari (villette ad appena 35 metri, un condominio a 15 metri), fino a casi estremi come la casa in località Sablici posta a 15 metri dalla futura ferrovia o quella a 3 metri di via San Polo a Monfalcone. «Per non parlare poi – scrive il Wwf – di un luogo sensibile come l’ospedale della città mandamento, che offrirà a malati e ricoverati la speciale ebbrezza di veder sfrecciare i treni a 250 metri dai loro letti».

Incontro sul progetto della Tav nella Bassa

 

POCENIA. Dopo l’appuntamento della settimana scorsa a Teor, l bar “Al donatore” di Rivarotta, i Comitati No Tav della Bassa, organizzano per questa sera alle 20.30 al bar “Alla passeggiata” di Pocenia, una assemblea pubblica in cui interverrà anche il sindaco di Pocenia. Sarà illustrato il Progetto preliminare della Tav, al centro delle polemiche in queste settimane nella Bassa friulana. Nel corso della serata verranno illustrate le caratteristiche e le problematiche di questa opera in particolare le criticità per le abitazioni e gli insediamenti industriali a sud di Pocenia.

 

Tav, polemica sul tracciato

 

VILLA VICENTINA. Giuliano Rigonat, capogruppo della lista d’opposizione “Con noi per Villa Vicentina” replica alle dichiarazioni di Pischedda sulla Tav: «Ritengo che non occorra essere ingegneri o competenti nel campo dell’ingegneria ferroviaria, come palesemente sostenuto dal Sindaco, per considerare un progetto di minor impatto ambientale e meno costoso, ma sia sufficiente avere buonsenso, un percorso amministrativo importante ed impegnativo e aver attentamente letto i vari studi e relazioni prodotti al riguardo. – ribatte Rigonat – Aggiungo che la nostra proposta non era quella di partire da Palmanova per arrivare a Gorizia e raggiungere poi la Valle del Vipacco (si documenti meglio il primo cittadino), ma quella che partendo da Palmanova raggiungeva verso nord l’aeroporto di Ronchi dei Legionari, considerato punto strategico dalla Regione e che corrispondeva proprio ad una delle due soluzioni iniziali di Rfi, di cui la prima divideva in maniera devastante il nostro paese».

«La bontà o meno della nostra idea poteva comunque essere verificata dal comitato tecnico e non bocciata preventivamente dalla maggioranza, così convinta delle proprie profonde conoscenze in ingegneria ferroviaria. – conclude il capogruppo di minoranza – È anche d’obbligo rammentare che personalmente non ho assolutamente bisogno di tutelare me stesso come evidenziato dal primo cittadino in quanto non ho scheletri nell’armadio, avendo servito la mia comunità per tanti anni con serio impegno ed umiltà, riconosciuti da tutti. Infine constato amaramente che si ricomincia con gli attacchi personali e con toni pesanti nonostante il sindaco, nella sua relazione annuale distribuita recentemente a tutte le famiglie, concluda con la speranza che la campagna elettorale si svolga questa volta serenamente».

Gessica Mattalone

 

Il Piccolo del 01/02/11

«Redipuglia sarà invasa dai camion»

 

FOGLIANO Anche Fogliano Redipuglia vuol vederci chiaro dopo che Italferr, per conto di Rfi, ha depositato il progetto preliminare “Nuova linea Av/Ac Venezia – Trieste: tratta Ronchi-Trieste”, dando così il via alla procedura di valutazione di impatto ambientale su questa grande opera. La questione viene posta da Ottavio Romano, consigliere di Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani, il quale ricorda come tra la documentazione depositata di particolare interesse sia il documento intitolato “Studio di impatto ambientale–sintesi non tecnica”.

«Questo documento, obbligatoriamente previsto dalla normativa, si occupa, tra l’altro – sono le parole di Romano – di illustrare l’impatto ambientale dell’opera e le misure di mitigazione o compensazione previste per le criticità che emergono, sia per la fase della realizzazione dell’opera che per la successiva fase di esercizio. Come già abbastanza noto una delle maggiori criticità ambientali dell’alta velocità, per la tratta Ronchi–Trieste, è costituita dalla prevista realizzazione di un lungo tratto di galleria e conseguente escavazione del Carso da Selz di Ronchi sino alle porte di Trieste». Ciò comporterà la necessità di smaltimento di un’ingente quantità di terre e rocce da scavo. «Orbene, a pagina 44 del predetto studio – continua – si afferma che le terre e rocce da scavo non reimpiegabili nell’ambito dei lavori o per la produzione di calcestruzzi verranno conferite in 5 siti, espressamente individuati. E il sito di gran lunga più interessato a tale conferimento, è il sito della “cava attiva” di Monte Sei Busi, posta in Comune di Ronchi ma, come sappiamo, per la maggior parte posta a Fogliano Redipuglia, con un volume potenziale di deposito di 3.500.000 metri cubi». E preoccupa come a pagina 41, infine, vengono illustrati i percorsi di collegamento individuati tra i cantieri e le aree di lavoro e i siti di conferimento delle terre da scavo, tra i quali si cita quello “lungo la bretella di collegamento tra la regionale 14 e lo svincolo autostradale di Redipuglia – Monfalcone Ovest e verso i siti di riambientalizzazione a nord di Redipuglia”.

«È immaginabile quindi – sono le parole dell’esponente dell’opposizione il traffico di mezzi pesanti che dovranno attraversare l’abitato di Redipuglia per conferire ben 3.500.000 di metri cubi di terre e rocce nella Cava di Monte Sei Busi. Secondo una successiva tabella, tale traffico viene previsto da un minimo di 30 a un massimo di 130 automezzi al giorno».

Per questo motivo Romano ha interpellato il sindaco al fine di sapere se questo corrisponde a quanto di sua conoscenza e di quali eventuali ulteriori elementi di conoscenza egli disponga. Si è anche rivolto al primo cittadino al fine di sapere se non si ritenga opportuno acquisire tutta la documentazione e di metterla a disposizione dei cittadini di Fogliano Redipuglia». (lu. pe.)

Corridoio Baltico, pressing sulla Ue

 

TRIESTE Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna in pressing sull’Unione Europea per il riconoscimento del Corridoio Adriatico-Baltico tra quelli finanziati nel 2014 da Bruxelles nell’ambito delle reti Ten. Ieri l’assessore regionale ai trasporti Riccardo Riccardi, insieme al suo omologo emiliano Alfredo Peri, al responsabile del Bilancio del Veneto Roberto Ciambetti, e ai rappresentanti di altre dieci regioni polacche, austriache, ceche e slovacche coinvolte nella direttrice (tra cui il governatore della Carinzia, Gerhard Dorfler), è stato nella capitale belga per una riunione con il Commissario ai trasporti dell’Unione Europea, l’estone Simm Kallas.

«Con la giusta prudenza di questi casi – ha affermato Riccardi al termine dell’incontro – il Commissario europeo ha riconosciuto il grande lavoro che le 14 Regioni dei cinque Paesi attraversati dalla ”rotaia” baltico-adriatica stanno sviluppando, ricordando che il PP 23 rappresenta un’iniziativa infrastrutturale dalle basi solide». Kallas ha parlato del Corridoio come di «una proposta importante», sottolineando come i nuovi Corridoi ferroviari che la Ue andrà ad individuare dovranno incrementare le economie delle aree circostanti e contare su investimenti privati dato che «i prossimi pochi soldi della Ue andranno spesi con rigore ed austerità». Infine, ha spiegato il Commissario Ue, i corridoi infrastrutturali dovranno unire i sistemi portuali a territori e mercati. Condizioni che, secondo Riccardi, l’asse Adriatico – Baltico soddisfa appieno: «Questa direttrice è in grado di coinvolgere nel suo complesso 100 milioni di tonnellate di traffico merci, e 50 milioni di passeggeri – ha detto l’assessore – e si coniuga perfettamente con gli investimenti privati previsti tra Monfalcone e Trieste».

Entro giugno dovrebbe essere definita la revisione delle reti transeuropee (Ten) ed entro quella data dovrà essere fornito all’Unione Europea un quadro dettagliato delle opportunità che il corridoio comporta. «Siamo persuasi – ha osservato Riccardi – che il Baltico-Adriatico rappresenti davvero la catena mancante dello sviluppo europeo, quella capace di riportare l’Europa a svilupparsi in modo sinergico sfruttando le potenzialità dei due mari. Per il Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto – è una scelta strategica che riguarda la possibilità di poter attrarre nuovi investimenti e nuovi insediamenti produttivi».

Intanto in Consiglio regionale il Pd chiede l’audizione di un responsabile del progetto alta velocità e la consegna ai consiglieri della documentazione dettagliata sulla Tav. Una richiesta che il gruppo del Partito Democratico ha inviato al presidente della Regione, Renzo Tondo, e all’assessore Riccardo Riccardi. «Dopo la mia relazione di presentazione del progetto – spiega il consigliere Giorgio Brandolin – c’è stata la discussione dei componenti del gruppo consiliare che, al termine, ha portato alla richiesta di un’audizione dei referenti del progetto nella Commissione competente nonché della consegna, a ciascun consigliere, della documentazione dettagliata sul percorso e su tutti gli altri aspetti della Tav».

Roberto Trizio