Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
Comunicato stampa. RISPOSTA AD HONSELL
Povero Honsell e povero Franzil. Eccola qua la sinistra al potere, più forcaiola di Pasquariello! Hanno una paura matta di perdere la poltroncina ed allora eccoli diventati più realisti del Re. Vabbè, ma chi credono di intimorire? Pensino invece a dare un occhiata a quello che è successo agli edifici dell’ ex campeggio “Italia ’90” dove è stato tutto distrutto, vetrate, porte, lavandini, impianti elettrici, con decine di migliaia di euro di danni al patrimonio. Mi sa che farò una denuncia in merito, ho una dettagliata documentazione fotografica su questo. Eppoi, lasciare esposta la popolazione all’amianto del parcheggio dell’ex frigorifero non è un attentato alla salute pubblica? Questi si che sono reati gravi e non quelli di bonificare ed utilizzare edifici lasciati all’incuria ed al degrado. Se emettessimo la fattura dei lavori di pulizie che faremo nelle prossime settimane verrebbe già fuori un conto di migliaia di euro. Che ridicoli in nostri Amministratori, ma noi non abbiamo tempo da perdere dietro persone politicamente immature che non sanno amministrare la cosa pubblica ed andiamo avanti per la nostra strada per la valorizzazione e la fruizione sociale dei beni comuni.
Paolo De Toni
Secondo servizio di Free-fvg
Servizio su free-fvg.it
Messaggero Online
di Luana de Francisco
De Toni: «Lo bonifichiamo per fare concerti». Il sindaco Honsell: «Questo è un reato grave, da noi tolleranza zero.»
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Messaggero Veneto GIOVEDÌ, 11 AGOSTO 2011 Pagina 19 – Cronache

Il Centro sociale occupa l’ex Macello
De Toni: «Lo bonifichiamo per fare concerti». Il sindaco Honsell: «Questo è un reato grave, da noi tolleranza zero»


di Luana de Francisco Il Centro sociale autogestito ha di nuovo una sede. Ma, anche questa volta, per ottenerla, ha deciso di usare le maniere forti: occupazione. I locali finiti nel mirino dello storico gruppo di anarchici friulani sono due edifici dell’ex macello di via Sabbadini. Paolo De Toni, portavoce del Csa, ci è entrato nel pomeriggio di ieri, dopo avere affisso due cartelloni al portone arruginito che affaccia su via della Roggia. Mantenendo così la promessa che andava ripetendo da tempo e che intendeva realizzare entro la scadenza del secondo anno di “esilio”. Quello cominciato dopo lo sgombero del 10 dicembre 2009, quando i carabinieri fecero sloggiare una manciata di ragazzi dall’edificio di via Scalo nuovo, di proprietà delle Ferrovie, dove il Csa si era insediato nell’estate del 2006. E dove era approdato, dopo quasi 20 anni di permanenza nell’ex mercato ortofrutticolo di via Volturno. Ieri, la prima pagina di un nuovo capitolo della “Csa story”. De Toni dice di avere fatto tutto da solo, ma di essere deciso a spalancare le porte anche agli altri aderenti al Centro sociale. «Il mese di agosto – afferma sarà dedicato alla pulizia dei due edifici: la sala bovini e quella posta di fronte, entrambe in posizione centrale rispetto al resto del complesso, alle spalle degli uffici della Croce Rossa e abbastanza distanti da via Sabbadini e via della Roggia, da evitare di recare disturbo ai passanti». Locali che De Toni promuove anche dal punto di vista “statico”. «Sono perfetti – dice -: per nulla pericolanti, nè soggetti a infiltrazioni d’acqua, come la maggior parte degli altri edifici presenti nell’area. Ma sono pieni di rifiuti e necessitano di una massiccia bonifica: qui è facile entrare e questo ne ha fatto spesso i dormitori per i “senza tetto”. Io stesso mi sono limitato a passare attraverso una rete, dal parcheggio dell’ex frigorifero, senza bisogno di scavalcare». Una volta terminate le pulizie, in settembre, il Csa conta di dare il via alle attività, cominciando con un concerto. «So bene che si tratta di edifici del Comune – afferma De Toni -, ma, con la scusa del progetto di recupero dell’area, abbiamo atteso già cinque anni. Se un domani vedremo i lavori partire, ce ne andremo via». Giusto il tempo di appendere i primi cartelloni e De Toni ha ricevuto prima la visita della Digos e, poi, quella della Polizia municipale. Verificata l’assenza di effrazioni e fotografata l’intera area interessata dall’occupazione, gli agenti della Questura hanno raccolto le generalità di De Toni, per segnalare il caso alla Procura e denunciarlo per occupazione abusiva. Dell’iniziativa, i vigili hanno prontamente informato il sindaco Furio Honsell, che non ha tardato a stigmatizzare l’azione, definendola «intollerabile» e dicendosi preoccupato anche per la pericolosità del sito. «Come ben noto – ha detto il primo cittadino – quell’area è inagibile e oggetto di un progetto, rimasto fermo soltanto a causa dell’indisponibilità dei fondi da parte della Regione, che ha bloccato la rinegoziazione dell’accordo di programma». Progetto o no, comunque, secondo Honsell resta l’assurdità del gesto. «Trovo molto grave – ha detto – il fatto che si chiamino i giornali per segnalare che si è commesso un reato. Comportamenti di questo genere non possono essere tollerati. In questo momento, so che all’interno dell’area non c’è nessuno e anche per il futuro faremo in modo che la legge venga rispettata».
Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
Messaggero Veneto VENERDÌ, 12 AGOSTO 2011 Pagina 18 – Cronache

Ex Macello “blindato” per fermare l’occupazione
Il Comune ha incaricato una ditta di chiudere tutti i varchi presenti nell’area E intanto De Toni, portavoce del Csa, annuncia nuovi blitz per i prossimi giorni
di Luana de Francisco Il Comune “blinda” l’ex Macello di via Sabbadini. E sbarra così la strada a Paolo De Toni, portavoce e (in questo caso) anche apripista del Centro sociale autogestito, che, nel pomeriggio di mercoledì, aveva individuato in due edifici dell’area (dismessa e inagibile), di proprietà comunale, la propria nuova sede. Lo ha fatto incaricando prima gli agenti della Polizia municipale, che già in mattinata avevano provveduto a porre un lucchetto sull’arrugginito portone che collega la zona dell’ex Frigorifero con quella dell’ex Macello – quello attraverso il quale De Toni era passato, per introdursi nei due edifici (la sala dei bovini e un’altra posta di fronte) – e, poi, una ditta che oggi completerà l’opera di interdizione di tutti i varchi, apponendo chiusure provvisorie sugli accessi privi di serrature e coprendo o comunque precludendo i buchi presenti nella rete perimetrale. Obiettivo: porre fine all’occupazione e impedirne il ripetersi. Da qui, anche i sopralluoghi effettuati ieri dai vigili urbani, alla presenza del comandante, Giovani Colloredo. Blitz terminato, dunque, e nel giro di sole 24 ore. Ma perfettamente riuscito, a detta dello stesso De Toni, che ieri pomeriggio era comunque riuscito a tornare sul posto e ad esporre un nuovo cartello, dopo i due rimossi in mattinata dal portone affacciato su via delle Rogge e gli altri affissi negli edifici. «Non credano che finisca qui – promette De Toni -. Nei prossimi giorni ci sarà un’altra occupazione in un sito che comunicherò a tempo debito. E, anche in quel caso, a espormi sarò soltanto io, per una strategia di basso impatto penale, cioè per evitare, come in questa occasione, che altri, oltre a me, vengano denunciati per occupazione abusiva. L’importante è che si sappia che, dietro a me, ci sono sia i vecchi volti del Csa, sia una nuova generazione di giovani e studenti che reclama spazi sociali». E che, come già per l’ex Macello, sono disposti a sobbarcarsi il peso della bonifica dell’area prescelta, pur di disporre di un’area nella quale svolgere le proprie attività. A palazzo D’Aronco, intanto, la linea resta quella dura anticipata ieri dal sindaco. «Con il Csa abbiamo discusso più volte – dice Furio Honsell -, ma purtroppo gli spazi proposti non andavano bene: ovviamente, ci muoviamo soltanto all’interno di percorsi legali. L’ex Macello è un’area inagibile e per questo non possiamo autorizzare l’entrata se non che a tecnici. Comunque, continueremo a lavorare per trovare una soluzione». Dal canto suo, l’assessore alle Politiche giovanili, Kristian Franzil, ha ricordato come «esistano altri gruppi della stessa ispirazione con i quali abbiamo avviato un rapporto proficuo, perché – ha detto – hanno presentato progetti articolati per l’utilizzo degli immobili»
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Nota n. 1 Altra balla di Honsell. Un anno fa all’ultima riunione che abbiamo avuto in Comune Honsell ci ha detto espicitamente che non avevano posti per il CSA e da quella volta abbiamo cominciato a sentire puzza di marcio.
Nota n. 2 Franzil ha fatto outing. Fra le righe della dichiarazione di Franzil leggasi che si tratta dell’area della falsa USI di Grego&Pizzolante che è già stata foraggiata da Franzil lo scorso anno. Dalle voci che circolano uno dei siti dove vorrebbero insediarsi “il gatto e la volte”, è l’edificio dal quale sono stati sgomberati gli squatters della caserma Piave, ma, indipendentemente da questo, ora abbiamo la prova del golpe politico udinese per far fuori il CSA, facendo girare anche la balla che siamo stati noi a rifiutare i posti offerti dal Comune. Ecco quindi anche una spiegazione del perché i vertici stalinisti di Rifondazione come Michele Negro cercano di delegittimare il CSA. Anche ad Udine come a Roma c’è un legame organico fra falsa USI e Rifondazione Comunista.
Post Scriptum 2 ottobre 2011. Tutto confermato! Honsell & Franzill hanno promesso a Grego & Pizzolante la caserma Piave. Cioè, come aveva già annunciato Grego subito dopo lo sgombero e il sequestro di Via Scalo Nuovo (“andrò io a parlare con Franzil” aveva detto!) il Golpe strisciante si è lentamente consumato fino a raggiungere una perfetta simbiosi nella Festa di Liberazione a Cas’Aupa il 23 e 24 settembre 2011, dove il Gatto e la Volpe erano assieme all’impomatato rifondarolo culetto di pietra Kristian Franzil, a fare la conferenza di fronte ad un numeroso pubblico di una trentina di persone. Dopo il fallimento della Festa dell’ Usi a Manzano del 2010, gli sissionisti sono ripiegati su Cas’Aupa e i nostri eroi comparivano in un ruolo attivo alla stessa stregua degli organizzatori. Oramai si può parlare tranquillamente di USI-RC; i favori, i finanziamenti, la collaborazione politica sono fatti dimostrati.
Post Scriptum 19 ottobre 2011. Pizzolante KO, ma può sempre ricorrere a qualche variante del “Vangelo secondo San Matteo” e autoconsoloìarsi con un aforisma del tipo “gli ultimi saranno i primi e viceversa”. Cos’è successo? E’ successo che alle elezioni sindacali per l’elezione dei rappresentanti della sicurezza nell’Azienda presso la quale lavora, (una Cooperativa sociale piuttosto grossa), svoltesi il 14 ottobre scorso, il nostro buon Matteo è arrivato ultimo e quindi neanche eletto. Il più votato invece è stato il suo più acerrimo nemico cioè il compagno Luca Meneghesso (militante dell’USI-AIT quella vera!) che ha spolverizzato tutti, anche i candidati della CGIL. Questo è quindi il riscontro di Pizzolante come sindacalista, cioè gode di ben poca credibilità fra i colleghi di lavoro, il che non ci stupisce per nulla. Fra l’altro il buon Matteo è anche un tipo piuttosto peoloso ed è pure difficile tenerselo a distanza.
Solo una nota sui finanziamenti del Comune di Udine all’Usi scissionista. Grego e Pizzolante avevano sempre negato di aver preso soldi da Franzil, ma ora sono stati costretti ad ammettere e per giustificarsi dicono che si tratta di “rimborsi spese”. Sinceramente non vale la pena di commentare questa scusa se non ricordando che “se pezo el tacòn del buso”.
Infine, le speculazioni sulle caratterisctiche tattiche dell’occupazione esplorativa di agosto (anche qui si vedono all’unisono le provocazioni filo-poliziesche dell’Usi scissionista ed RC) sono puntualmente smentite dai fatti come si è visto alla manifestazione del 15 ottobre degli studenti ad Udine, nella quale striscioni, bandiere volantini e cartelli erano tutti nella direzione giusta: Democrazia Diretta Fuori dai Palazzi, No Tav (applauditissimo l’intervento al microfono) e per gli Spazi Sociali Autogestiti, con sostengno esplicito alla storia del CSA. Il problema semmai è la repressione poliziesca che la Giunta Honsell ha messo in atto con maggiore e squallida determinazione di tutte le Giunte precedenti. Questa è la verità. Inutile negarlo, le denunce pesano, (ne abbiamo avute molte e ne abbiamo in corso ancora), ed hanno creato molte conseguenze in termini di deterrenza psicologica.
Post Scriptum novembre-dicembre 2011.
11-11-11 Honsell assediato dalla richiesta di spazi sociali.
Dopo ulteriori contatti con il Comune emerge che le strutture edilizie comunali vengono aggiudicate dopo una “manifestazione di interesse” e la formulazione di un offerta vera e propria. Questa procedura verrà attivata anche per la Caserma Piave promessa dal Comune all’Usi scissionista. Quindi l’outing di Franzil (con questa affermazione si intendeva l’aver reso pubblica una cosa segreta) che ha dichiarato di aver avuto un rapporto proficuo con gruppi “affini” al nostro ( l’Usi scissionista) è un passo falso e piuttosto pericoloso, peraltro confermato direttamente dall’Usi stessa che ha dichiarato l’esistenza di trattative con Franzil non solo sul sito, ma anche sul giornale stampato di dicembre 2011. Sono dei fessi perché trattative non possono esistere prima delle “manifestazioni di interesse” e, a maggior ragione, non si possono ovviamente pilotare le cose come fa comodo ed è proprio l’esistenza di un rapporto preferenziale che hanno espresso in maniera esplicita e diretta, cazzi loro e di Franzil.
La nostra invece NON è mai stata una trattativa, ma una vera e propria rivendicazione, con l’azione diretta come dimostrato in agosto dopo vari giri di affissioni in molti edifici, condotte nei mesi precedenti!
Il CSA in quest’ultima fase inoltre ha proposto di allargare la base per gli spazi sociali e le occupazioni, e la proposta è stata in linea di massima accettata e su questa base si è riparlato con Honsell il 17 novembre. Il problema oggi, per esempio, è vedere se #occupyudine si muoverà veramente o no. Noi ci siamo! Purtroppo, in un ottica generale, si sta invece diffondendo la convinzione che “Udine è una città morta” e non si rilevano tensioni antagoniste e quindi non ci sono più speranze di arrivare ad un’occupazione di qualsiasi genere. In realtà le due esperienze di Centro Sociale in Piazza con gli studenti sono riuscite benino anche se effettivamente non si può certo dire che sia stata raggiunta una situazione matura per un’occupazione.
Noi ovviamente continuiamo a lavorare nella direzione dell’autogestione, dell’azione diretta e dell’occupazione non escludendo però soluzioni “legali” soprattutto se condotte da un movimento più ampio.
Pizzolante dice di se stesso:
> nota: l’assemblea è andata bene: mi sono presentato con la mia bella
> faccia di merda (che mi vien proprio bene),
Si riferisce all’assembla del 20 dicembre 2011 della coop di cui fa parte (tutto documentabile). L’ Assemblea era indetta da USI-AIT ed USB e pizzolante si è sovrapposto con la sua sigla USI-CT&S dopo aver cercato di boicottarla.
La faccia di merda è il suo paradigma! Lo avevamo ben capito e denunciato da tempo, se ci poteva essere ancora qualche dubbio residuale ora ce lo toglie definitivamente lui stesso.
E’ quasi sempre costretto a subire l’iniziativa politica e vuole fare la voce grossa, denigrando i compagni e poi sistematicamente si presenta, con la sua faccia di merda appunto, per non essere tagliato fuori.
L’anarchismo è coerenza fra mezzi e fini e pizzolante ma non ha alba dei principi anarchici. Questo personaggio è uno dei peggiori concentrati di opportunismo mai visti in circolazione e siccome non può più tenerlo nascosto allora cosa fa? Se ne vanta!

Tanzi (Pdl)
«Ora Honsell dica se li appoggia o no»
«L’occupazione dell’ex Macello da parte del Centro sociale è stato un atto da irresponsabili». A dirlo è il vicecoordinatore vicario del Pdl, Vincenzo Tanzi, che aggiunge: «Il Pdl condanna ogni forma di abuso e atti del genere, e in particolar modo quando si prefigura una denuncia di reato. Detto questo, è davvero singolare – continua Tanzi – come il sindaco Honsell, invece di interrogarsi sul perché si sia verificato un gesto del genere, poiché in campagna elettorale uno dei suoi cavalli di battaglia era la realizzazione di uno stabile per il Centro sociale, cambia adesso le carte in tavola e lo fa attaccando il governo regionale». «La vera novità è la scelta del luogo. Non è un caso – dice ancora Tanzi – che sia stato scelto proprio l’ex Macello. Questo sta a significare che le nostre preoccupazioni sono fondate. Fin dal 2008 abbiamo denunciato che sotto la ristrutturazione dell’edificio si nasconde la volontà di questa amministrazione nel voler consegnare l’immobile proprio a coloro che oggi hanno tentato di occuparlo abusivamente». «Il Pdl – continua l’esponente del centrodestra – si è sempre detto contrario a una sede destinata e gestita dal Centro sociale. Uno perché siamo convinti che i soldi pubblici vadano utilizzati diversamente, e quindi se così fosse fa bene la Regione a non dare neanche un euro. Due perché di certo Udine non ne ha davvero bisogno». «Arrivati a questo punto e visti i fatti – conclude Tanzi – è giunta l’ora che Honsell esca allo scoperto e dica pubblicamente ai cittadini udinesi cosa di concreto vuol realizzare nell’ex Macello e se ha ancora intenzione o meno nel suo programma di governo di assecondare le richieste che provengono dal Centro sociale per avere una sede tutta sua».
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link a Udine20
Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
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CSA Udine
Comunicato stampa del 15 agosto
Nella mattina di ferragosto, la Commissione tecnico-ingegneristica del CSA di Udine ha fatto intrusione all’ex-macello per verificare lo stato di fatto della blindatura realizzata da Honsell&Franzil per impedire al CSA l’accesso al sito.
Oltre ad operazioni di lucchettatura sugli ingressi esterni e il rafforzamento della recinzione, si è rilevata l’esistenza di 4 pannelli imbullonati alle colonne delle porte di 3 edifici, inclusi ovviamente i due edifici individuati come potenziale sede del Centro.
Dalle scritte riscontrate sopra i suddetti pannelli si può anche facilmente desumere quale sarà la linea politica del CSA per il futuro.
seguono altre foto
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Marzo 17th, 2017 — Disastri vari, General
Repubblica 16 agosto

Continua la perdita di greggio dalla piattaforma Gannet Alpha che ha subìto un guasto al largo delle coste scozzesi. Secondo gli esperti la situazione è grave. La Shell ammette di non essere riuscita a fermare il flusso, ma assicura: sta calando
MARE DEL NORD
Continua la fuoriuscita di petrolio
“Peggior incidente nell’area dal 2000”
Non si ferma la perdita di greggio dalla piattaforma Gannet Alpha al largo delle coste scozzesi. Secondo gli esperti la situazione è grave. La Shell ammette di non essere riuscita a fermare il flusso, ma assicura che sta calando
ROMA – Cresce la paura per la , al largo delle coste scozzesi: la fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma Gannet Alpha, a 180 chilometri da Aberdeen, sulla costa orientale della Scozia, non si è fermata. Lo annuncia la Shell, senza fornire altri dettagli, nè fare alcuna previsione su quando sarà in grado di fermare la perdita.
Dopo giorni di silenzio e scarsa informazione, ieri il colosso anglo-olandese aveva stimato la perdita in 200 tonnellate di greggio, circa 1.300 barili: secondo gli esperti si tratta dell’incidente più grave nell’area dal 2000. Il colosso anglo-olandese ammette che si tratta di una fuoriuscita “significativa”, ma che andrebbe rallentando: la stima di oggi è che la quantità di petrolio riversata in mare sia scesa a 5 barili al giorno.
Secondo la Bbc ci sarebbe una seconda falla da cui fuoriesce il greggio, non ancora individuta con precisione. “Abbiamo un sistema sottomarino molto complesso, e la perdita si trova in una posizione difficile con molta vegetazione marina”, ha detto il responsabile Shell per l’esplorazione in Europa, Glen Cayley. Le squadre di sommozzatori sono al lavoro per individuare il punto della perdita.
(16 agosto 2011)
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
Val Susa: caricati i gazebo
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Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
Messaggero Veneto MERCOLEDÌ, 17 AGOSTO 2011 Pagina 14 – Cronache

La denuncia del csa
«Campeggio di Italia ’90 abbandonato a se stesso»

Gli anarchici sono pronti a occupare l’ex Macello di via Sabbadini per realizzare la nuova sede del centro sociale. Ieri hanno fatto un blitz lasciando scritte inequivocabili
«Non saranno certo quattro bulloni a fermarci». Gli esponenti del Centro sociale autogestito (Csa) non si arrendono. E rilanciano la loro personalissima sfida alle istituzioni e alla politica, «colpevole di non dare risposte alle esigenze di spazio dell’universo giovanile e soprattutto di non gestire moltissimi immobili che versano in stato di abbandono sprecando così migliaia di euro». Ieri infatti quelli del Csa hanno fatto irruzione all’ex Macello di via Sabbadini lasciando delle scritte inequivocabili (vedi la foto accanto) sui pannelli sistemati dal Comune proprio per evitare ingressi abusivi. L’esempio più eclatante di edificio abbandonato, secondo il Csa, è però il campeggio di Italia ’90 realizzato al confine tra il Comune di Udine e quello di Pasian di Prato in occasione dei Mondiali di calcio e mai utilizzato. «Nel 2006 avevamo chiesto di affidarci il campeggio con l’obiettivo di recuperarlo e mantenerlo in buono stato per poter avere uno spazio autogestito – racconta il portavoce del movimento, Paolo De Toni – ma il Comune non ci ha concesso questa opportunità. Nei giorni scorsi siamo di nuovo stati a fare un sopralluogo e abbiamo riscontrato danni per migliaia di euro. Sono stati danneggiati i bagni, diverse vetrate e anche i tetti sono in condizioni pessime». E la colpa, per il Csa, è della politica. Il dialogo con l’amministrazione insomma si è interrotto. «Se il Comune ha qualcosa da dirci si faccia vivo – dice De Toni -. Noi siamo stanchi di aspettare e di certo i pannelli sistemati dal Comune davanti all’ingresso dell’ex macello non ci impediranno di portare avanti la nostra attività». Il Csa insomma vuole una nuova casa. «Per 22 anni abbiamo gestito uno spazio in via Volturno evitando che le ruspe abbattessero le palazzine che oggi tutti ammirano vicino alla nuova sede della Regione poi ci siamo trasferiti in via Scalo nuovo. Alle Ferrovie – continua De Toni – eravamo anche disposti a pagare i 500 euro di affitto che ci hanno chiesto come danno per l’occupazione di via Scalo Nuovo nel processo che ci ha visto tutti assolti, ma non c’è stato modo di trovare un accordo. E adesso quello stabile che noi avevamo ripulito e rimesso a nuovo sta cadendo a pezzi». Secondo il Csa quello di via Scalo nuovo è solo uno dei tanti edifici lasciati in stato di abbandono: dalla caserma Osoppo al campeggio di Italia ’90 fino allo stabile di proprietà della Provincia in viale Leonardo da Vinci senza dimenticare l’ex frigorifero, l’ex birreria Dormish e l’ex macello dove il centro sociale sembra deciso a trasferire la propria sede. (c.r.)
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E’ andato in onda anche un servizio di 1 minuto (dal minuto 17 al minuto 18) a telefriuli visibile ancora oggi. Pubblicato qui su facebook
http://www.telefriuli.it/
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Da segnalare anche, dopo gli attacchi di Michele Negro, un altro tentativo di killeraggio demenziale sul sito del prc di Tavagnacco ben stigmatizzato da compagni di varie provenienze, su indymedia.
Post Scriptum1. L’articolo è probabilmente opera di pdn che ha fatto il giochino di pubblicarlo prima su indymedia e poi linkarlo sul sito del prc di Tavagnacco per non scoprirsi.
Post Scriptum2. Per “varie provenienze” si intendeva per esempio la solidarietà su indymedia da un attivista del Gramigna.
Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
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Ex campeggio
Italia ’90.
E i danni
chi li paga?
Furio Honsell
o
Sergio Cecotti?
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Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash

Per i lavoratori i soldi non ci sono. Per la Tav, si.
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Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
Messaggero on line 19 agosto 2011
di Cristian Rigo
Il Pdl chiede di riqualificare l’area per evitare occupazioni abusive. Il Comune invece vuole affidare la gestione e la ristrutturazione ai privati
UDINE. «Per evitare sprechi e occupazioni abusive il Comune deve provvedere a riqualificare il campeggio di Italia ’90». Il vicecoordinatore del Pdl, Vincenzo Tanzi non ha dubbi. E invita l’amministrazione di Palazzo D’Aronco a fare la sua parte elaborando un progetto di riconversione dell’area.
Il Centro sociale autogestito (Csa) che ha fatto visita al campeggio situato al confine tra i comuni di Udine e Pasian di Prato denunciando lo stato di degrado in cui versa al struttura invita invece il Comune a quantificare i danni causati dall’incuria e si chiede chi pagherà il conto. «Noi eravamo disponibili a prendere l’area in gestione – afferma il portavoce del Csa, Paolo De Toni – e di sicuro avremmo evitato un simile spreco di denaro pubblico. Le finestre dell’edificio sono state quasi tutte rotte, così come i bagni visto che sono stati portati via tutti i rubinetti. Ci sono decine di migliaia di euro di danni che si potevano evitare». Il Comune però ricorda di aver già pubblicato un bando per raccogliere manifestazioni di interesse alla gestione della struttura. E a Palazzo D’Aronco sono arrivate due proposte, ma non quella del Csa. Adesso insieme al Comune di Pasian di Prato, l’amministrazione è al lavoro per mettere a gara l’affidamento in concessione del complesso, di fatto mai completato e mai utilizzato nei 20 anni che hanno seguito la sua realizzazione. Tanto che l’intera struttura è ancoar priva del collegamento all’impianto fognario.
«Il bando per le manifestazioni di interesse – ricordano gli uffici comunali – prevedeva che l’accertamento delle condizioni della struttura sotto il profilo edilizio e impiantistico e le conseguenti valutazioni in merito alla quantificazione e alla realizzazione delle necessarie opere da eseguire fossero a carico del concessionario che avrà anche la possibilità di eseguire opere di riconversione per utilizzi commerciali connessi, rimessaggio, vendita e assistenza per camper e roulotte, deposito o stoccaggio merci, attività di animazione sociale, attività ricreative, ludico – sportive e di spettacolo all’aperto».
Per riqualificare l’area insomma il Comune chiede aiuto ai privati. Ma il Pdl chiede una riconversione che garantisca «un collegamento al vicino parco del Cormor e all’area Rizzi, attraverso un percorso pedonale, ciclabile e dello sport. Solo così – sostiene Tanzi – sarà possibile sfruttare al meglio il campeggio. Di certo non si può spendere soldi pubblici in ristrutturazioni per far contenti soggetti privati come i centri sociali». Cosa che peraltro il Comune non ha alcuna intenzione di fare.
Marzo 17th, 2017 — General, Noi
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Villa Opicina (Trieste) 19 agosto. Foto CSA Udine
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NO TAV un movimento
che sta crescendo in Regione
come promesso … eccoci di nuovo
quasi cinquanta No Tav hanno partecipato venerdì 19 agosto alla contestazione contro Debora Serracchiani alla festa del PD a Villa Opicina (Trieste)
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