Marzo 17th, 2017 — General, Idrogeno
Alla Acta Energy di Crespina (Pisa) si preparano a rivoluzionare la mobilità. Con mezzo litro d’acqua si fanno cento chilometri alla velocità di 25 all’ora
ENERGIA VERDE
La bici scopre l’idrogeno
Crespina: alla Acta Energy si preparano a rivoluzionare la mobilità. Con mezzo litro d’acqua si fanno cento chilometri alla velocità di 25 all’ora
dal nostro inviato Stefano Bartoli
CRESPINA. Sposti la levetta di un potenziometro e parti veloce, fendendo l’aria senza il minimo rumore, con i pedali che servono tuttalpiù per una piccola spinterellina iniziale. Certo, ci vuole qualche minuto a prenderci un po’ la mano, e qualcuno dirà anche che somiglia tanto a quelle “sorelle” ormai vecchiotte che si ricaricano con la spinta. Ed invece ti muovi a cavallo di un concentrato di tecnologia che vuole dimostrare una cosa ben precisa: grazie all’idrogeno si può viaggiare davvero, in piena sicurezza ad a costi praticamente irrisori.
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Sì, perché mentre ti muovi nel piazzale di Acta Energy, società con sede a Lavoria, frazione di Crespina, in provincia di Pisa, a due passi dalla superstrada Livorno-Firenze, i conti li fai rapidamente: con circa mezzo litro di acqua distillata tipo quella dei ferri da stiro e cinquanta centesimi scarsi di elettricità necessari per produrre il carburante, si percorrono la bellezza di cento chilometri alla velocità di 25 all’ora. Non serve la calcolatrice per scoprire che, ogni mille metri, si spendono appena 0,005 euro.
I miracoli possibili. E’ bene chiarire subito che questa bici (costerà sui tremila euro) che potrebbe essere parcheggiata nel cortile volante dei Pronipoti, la famiglia spaziale resa famosa dai cartoni animati di Hanna e Barbera, non è un semplice esercizio tecnologico, ma l’antipasto di qualcosa di ancora più interessante. Ovvero una specie di minicilindro (16 centimetri per 5 di altezza) che potrebbe veramente rivoluzionare il modo di viaggiare di chi usa auto, bus e camion alimentati da un motore diesel. Si monta in una ventina di minuti, costa un migliaio di euro nella versione minima (cioè quella per le vetture private) e permette, sempre grazie all’uso intelligente dell’idrogeno, risparmi fino al venti per cento per quanto riguarda il carburante e le relative emissioni nell’atmosfera.
Una soluzione che ci fa pregustare ancora di più il generatore di corrente portatile ed un altro piatto forte: motori fuoribordo da dieci cavalli che, a costi irrisori e senza il minimo inquinamento, grazie ad un progetto comune con un marchio storico come Callegari, cominceranno a far muovere alcuni gommoni in una serie di regate in giugno a Viareggio, per poi essere presentati ufficialmente in ottobre, al Salone Nautico di Genova.
Innovazione verde. Dunque, biciclette, fuoribordo e sistemi in grado di farci risparmiare carburante su vetture che sono già in nostro possesso. La vocazione verde è alla base di tutto il lavoro di questa azienda di appena quaranta dipendenti (chimici, ingegneri, informatici e naturalmente amministrativi) che ha ha fatto delle idee rivoluzionarie la sua vera “mission”. Nata nel 2004 per iniziativa di un ricercatore di Collesalvetti, Acta ha subito incontrato i favori di un imprenditore lombardo, Paolo Bert, che ricopre attualmente il ruolo di amministratore delegato, mentre risale al 2005 la quotazione al London Stock Exchange.
«All’inizio avevamo sedi anche a Milano e a Cambridge, in Inghilterra, – spiegano Valeria Zannoni e Francesca Salusti, rispettivamente responsabile della comunicazione e dell’ufficio acquisti -. Poi è stato deciso di concentrare tutto proprio in Toscana. Per i primi anni siamo andati avanti moltissimo nel settore della ricerca, dopo abbiamo concentrato l’attenzione nel settore dell’idrogeno e, nel dicembre scorso, abbiamo deciso di passare al commerciale creando appunto Acta Energy e tutti i progetti relativi alla mobilità».
Generatore casalingo. Il meccanismo che ruota attorno all’uso dell’idrogeno è molto complesso, ma è Alberto Valli, ingegnere e project manager a cercare di tradurlo in parole semplici. Il cuore è un’apparecchiatura domestica molto simile ad un classico computer fisso da scrivania, monitor escluso. Si tratta di una soluzione a basso costo (circa 2.800 euro) ed è il prodotto di punta, visto che riesce a produrre in poco più di cinque ore, partendo da meno di un litro d’acqua distillata, l’idrogeno che fa muovere la “famosa” bicicletta per i previsti 100 chilometri. O che invece può essere magari usato per fare il pieno ai gommoni che viaggeranno in mare aperto in un silenzio talmente irreale che si avrà la sensazione di navigare a vela.
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(04 marzo 2010)
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
Ecco a che razza di fetenti siamo in mano
Mauro Moretti
Marzo 17th, 2017 — Alte frequenze, antenne, cellulari, General
Preoccupazione per le emissioni elettromagnetiche “già al limite con le antenne esistenti”
In arrivo a Sigonella i droni che potranno volare no-stop dalla Sicilia al Sudafrica e ritorno
Niscemi sfida gli Stati Uniti
abitanti in lotta contro il radar
di GIAMPAOLO CADALANU
A NISCEMI il cancro fa più paura di Al Qaeda. Poco fuori da questo paese, 26mila abitanti nel sud della Sicilia, le forze armate americane vogliono installare un nuovo potentissimo sistema radar, all’inizio previsto per Sigonella e poi spostato, anche per non togliere spazio ai nuovi aerei senza pilota, così da trasformare il lembo estremo d’Italia in un pilastro del controllo globale.
Se in passato la Sicilia era il fronte e Sigonella il baluardo contro i sommergibili sovietici, con la fine della Guerra fredda dal mare sembra poter arrivare tutt’al più un’invasione di affamati. Così l’entusiasmo dei locali per la presenza degli apparati militari oggi è a livelli molto modesti. La minaccia vera, dicono a Niscemi, sono proprio i radar: la Us Navy ha scelto la piccola base aperta nel 1991 in contrada Ulmo per piazzare le parabole del sistema satellitare “Muos”. L’incubo sono le emissioni elettromagnetiche: la gente teme tumori e malformazioni genetiche. Dopo un primo via libera delle istituzioni locali, il comune di Niscemi ha revocato il suo nulla osta, necessario anche per la valutazione di impatto ambientale: la base sorge nel mezzo di una riserva naturale protetta. “Finora nessuno controllava le antenne già esistenti. Adesso abbiamo fatto fare delle rilevazioni, e abbiamo scoperto che già ora l’impianto sfiora spesso i limiti di legge per le emissioni elettromagnetiche”, spiega il sindaco Giovanni Di Martino.
Revocato il via libera, il comune di Niscemi ha fatto controllare ai suoi periti le relazioni tecniche prodotte dalle Forze armate americane. E il giudizio degli esperti è stato secco: la documentazione è insufficiente e inadeguata. In parole povere, non ci sono garanzie per la salute degli abitanti. La rabbia della gente di Niscemi si è rapidamente diffusa anche nei centri vicini: nel maggio scorso migliaia di persone hanno sfilato chiedendo che i radar finissero altrove. Persino l’amministrazione regionale si è schierata apertamente contro la realizzazione dell’impianto.
“Per ora la questione sembra sopita”, dice il sindaco, “ma non ci facciamo illusioni”. In realtà l’intera questione può essere risolta d’imperio dal ministero della Difesa, che ha il potere di scavalcare le amministrazioni locali, imponendo la costruzione dell’impianto sgradito. Ma non sarebbe una decisione facile: se la giunta di Niscemi è di centrosinistra, anche molte amministrazioni di centrodestra, dei centri vicini, si sono opposte al nuovo radar.
Per gli Usa la sostituzione del sistema satellitare lanciato nel 1993 è urgente. Le esigenze sono cambiate dopo l’11 settembre, e l’attuale rete satellitare continua a perdere colpi. Il Muos in più garantisce ai militari canali sempre aperti, anche perché prevede la possibilità per “utenti speciali” di bloccare gli altri utilizzatori, in modo da disporre di una banda di comunicazione molto ampia in caso di necessità. Insomma, la Marina Usa, responsabile del sistema, voleva averlo pronto già per questo mese, ma l’allestimento dei satelliti è in ritardo e ci sono problemi di compatibilità con la vecchia rete.
Va invece avanti rapidamente lo schieramento degli aerei senza pilota “Global Hawk”, presto in arrivo in Sicilia. Questi droni, fratelli maggiori dei “Predator”, possono volare senza rifornimento per distanze enormi “da Sigonella a Johannesburg e ritorno”, dicono i tecnici della Northrop Grumman. Le forze Usa li schierano già in Arabia Saudita e presto anche a Guam, nel Pacifico. Le date le ha confermate a Defense News il colonnello Ricky Thomas, responsabile dei Global Hawk: “I progetti prevedono l’arrivo dei droni nell’ottobre 2010, l’operatività nei primi mesi del 2011”. E non sarà una presenza da niente: “Sigonella ha il potenziale per diventare una base grandissima di Global Hawk”, dice l’ufficiale.
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Marzo 17th, 2017 — Fascisti carogne, General
Messaggero Veneto SABATO, 06 MARZO 2010 Pagina 13 – Udine
Band neonazista ad Aiello I baristi: era soltanto un’idea
AIELLO. Tanto rumore per nulla: sembra questo l’epilogo del concerto degli “Ultima frontiera” annunciato a Joannis il 20 marzo. «L’idea del concerto è stata una delle tante proposte che mi vengono fatte sia da amici e frequentatori abituali del locale sia da chi promuove band e gruppi – ha spiegato Massimiliano Fontanini, titolare del Desmobar di Joannis, il cui giardino avrebbe dovuto ospitare la band triestina – la manifestazione non era ancora stata organizzata, né tantomeno ancora autorizzata, si tratta di un’idea lanciata da dei ragazzi ed abbozzata e il tam tam è arrivato fino in Regione. Accetto le proposte dei clienti e degli amici, le valuto e le pondero, e questa valutazione non era ancora stata fatta anche perché il 20 marzo collaboreremo all’organizzazione della festa “Club Tropicana per una notte” a Mereto di Capitolo».
Anche il capogruppo di minoranza consigliare, Roberto Festa, commenta l’accaduto: «La preoccupazione per un ritorno di fiamma verso la destra estrema, preoccupa quanto una malsana educazione di estrema sinistra. Gli estremismi – prosegue Festa – da qualsiasi parte vengano devono sempre essere isolati e combattuti. La levata di scudi della filosofia culturale, con riferimenti al rogo dei libri durante il Ventennio sembra, nel 2010, assolutamente fuori luogo. Sembra quasi che nel più profondo di ognuno si celino sopite, ma sempre pronte a riemergere, vampate di ideologismo che non porta da nessuna parte. Se si vuole fare demagogia, allora va tutto bene, se al contrario si vogliono superare gli steccati e le barriere mentali e ideologiche, facciamo uno sforzo tutti insieme e si valorizziamo scientemente le cose serie, non una band sconosciuta. Qualora qualcuno ravveda ipotesi di reato faccia intervenire i Carabinieri e non i politici».
Gessica Mattalone
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
Genova 2001:
violenze,
sevizie,
torture
(di Stato)
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Marzo 17th, 2017 — General, Uncategorized
Quelle dei terremoti, quelle di questo paese tritacarne senza vergogna che calpesta, sporca, sbriciola e fagocita l’acqua come l’aria, le menti come la terra e infine i corpi. E infine le donne.
Eccoci qua in prossimità di questo otto marzo a fare il punto della situazione; e, come sempre; non abbiamo che l’imbarazzo della scelta.
Marzo 17th, 2017 — 8 marzo, General
Quelle dei terremoti, quelle di questo paese tritacarne senza vergogna che calpesta, sporca, sbriciola e fagocita l’acqua come l’aria, le menti come la terra e infine i corpi. E infine le donne.
Eccoci qua in prossimità di questo otto marzo a fare il punto della situazione; e, come sempre; non abbiamo che l’imbarazzo della scelta. Continue reading →
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
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L’AQUILA:
una tessera
del mosaico
del Golpe
berlusconiano
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Marzo 17th, 2017 — General, Noi
Marzo 17th, 2017 — Fascisti carogne, General
.. un numero imprecisato di birre ( lo dicono e lo rivendicano su facebook e perfino nell’articolo del MV!), come se l’alcool non fosse una droga! Questi in realtà si sono bevuti anche il cervello e da un pezzo.
Appena viene smascherato il trucchetto di usare i testi delle canzoni per fare propaganda nazi-fascista ecco che corrono ai ripari negando le loro stesse parole e si fanno scudo con l’armamentario dell’ideologia “non conforme” fascio-alcolica, prseudo-creativa ed esaltata.
Poi però dopo aver bevuto fiumi di birra, ed esaltato la più schifosa ideologia della storia, dicono che loro sarebbero i puri (cioè la razza pura).
Viene da chiedersi: e a chi si sarebbero rivolti per certificare la “purezza” dei loro ideali e del loro modus vivendi?
Forse al loro amico David Irving ? Lo “storico” negazionista che per poche sterline certifica tutto, anche che non sono mai esistiti i forni crematori?
Sappiamo che questi nazistelli da stapazzo cercano un duce che li guidi, ma non lo trovano.
Sinceramente, per loro, è senz’altro meglio così perché non sono neanche in grado di professare il loro fascismo di merda fino in fondo; una volta messi alle strette cominciano ad abiurare.
Benito non sarebbe troppo contento di loro.
Sono solo dei p………..i, … e gli piace troppo la birra!
Messaggero Veneto DOMENICA, 07 MARZO 2010 Pagina 12 – Udine

La band si difende: parliamo di valori sani
Ajello
AJELLO. «Nelle nostre canzoni parliamo di amor patrio, di tradizione (visione spirituale della vita), di sani valori come onore, coraggio, lealtà, onestà, fedeltà, di virtù eroiche che sono punti di riferimento che aspiriamo e cerchiamo d’incarnare; lanciamo messaggi contro l’usura, la globalizzazione e tutti i suoi servi». Il gruppo musicale Ultima frontiera, al centro delle polemiche politiche per un concerto in programma ad Ajello (è stata anche presentata un’interrogazione del Pd alla giunta regionale), interviene sulla vicenda e difende la propria attività musicale. «Siamo colpevoli di non essere conformi, di lanciare messaggi che non fanno comodo ai potenti, che denunciano la realtà delle cose senza mezzi termini e con cuore puro; siamo colpevoli perché non siamo né di destra, né di sinistra, perché siamo ribelli, liberi e non serviamo nessun padrone – afferma la band in un comunicato – ma solo un idea che è al di sopra di ogni ideologia».
«Siamo accusati di essere estremisti e nostalgici perché abbiamo parlato in qualche canzone (forse 2 pezzi su un repertorio di 50 brani!) di un periodo storico in modo diverso da questa persona che ci accusa – continua la nota – Non abbiamo paura di dire che ci sono aspetti del Ventennio che ammiriamo, perché siamo liberi da schemi, perché non siamo come chi ci accusa, incagliati nel passato: perché siamo già futuro, o meglio ancora presente».
Secondo la band “Ultima frontiera”, «è stata inoltre presa una frase di un brano e la si è fatta vedere come faceva comodo; andrebbe scritta tutta la canzone per capire che non si incita alla violenza e all’odio razziale, ma al contrario si è voluto denunciare il fatto che se si lascerà che il nostro paese venga invaso dall’immigrazione clandestina, si finirà nel caos e nella violenza (canzone scritta 10 anni fa e che purtroppo si è rivelata premonitrice). La canzone continua dicendo che la nostra Europa non è né classi, né capitali, né banche, ma solo cavalieri di nobili ideali. Altre canzoni parlano di divertimento, birra, spirito goliardico e di donne e uomini veri; una canzone è dedicata a un patriota mistico rumeno che voleva cambiare la classe politica corrotta con uomini dall’animo puro, mentre un’altra canzone è dedicata al popolo Karen che in Birmania lotta per la sua identità contro la droga (che da lì arriva fino a noi) e perciò massacrato dall’esercito birmano».