Marzo 17th, 2017 — Tracciati FVG
Dal Piccolo
Tav: presentazioni a tappeto fra Comuni ed enti locali
TRIESTE Il percorso che licenzierà il progetto regionale della linea ferroviaria ad alta capacità è stato definito. Ieri, l’assessore regionale alla Viabilità e Trasporti, Riccardo Riccardi, ha incontrato i sindaci interessati dal progetto nell’area friulana (oggi invece vedrà i rappresentanti dei Comuni che ricadono nella tratta Ronchi sud Trieste, alle 10.30 nella sede della Regione) per definire le prossime tappe. Una volta esaminato il tracciato ,Comune per Comune, è stato deciso che gli enti locali presenteranno alla Regione le loro osservazioni; queste saranno quindi esaminate e solo allora ci saranno gli incontri tra Comuni, Regione e Rfi.
L’ultima fase della partecipazione saranno le assemblee pubbliche per presentare ai cittadini il risultato della concertazione. I Comuni, come già emerso nella presentazione di fine gennaio a Trieste, potranno farsi affiancare da tecnici esterni per elaborare le osservazioni al tracciato. «Al di là dei tempi stringenti fissati dalla legge per le procedure di localizzazione, a carattere soprattutto urbanistico, e d’impatto ambientale (VIA), la Regione – ha garantito nuovamente Riccardi alle amministrazioni locali- non varerà alcun tipo di provvedimento senza prima aver concluso con le istituzioni del territorio tutti gli approfondimenti». L’assessore ha inoltre ribadito che occorrerà presentare, da parte di Rete ferroviaria italiana, un’analisi costo/benefici del tracciato, anche se non richiesta dalla Legge Obiettivo che regola le grandi opere.
San Canzian vuole la Tav a 30 metri
SAN CANZIAN Non c’è ancora una data per il Consiglio comunale aperto sull’Alta velocità-Alta capacità ferroviaria che l’amministrazione locale di San Canzian d’Isonzo ha deciso di convocare per fare il punto “politico” sul progetto. Il sindaco Silvia Caruso assieme agli assessori competenti sarà del resto oggi a un nuovo incontro convocato dall’assessore regionale ai Trasporti. Riccardi con gli enti locali coinvolti. «Vediamo se emergerà qualche nuovo elemento», afferma il sindaco Caruso.
La seduta del Consiglio comunale dovrebbe comunque essere imminente, visto che già domani avrà luogo a Monfalcone un primo incontro pubblico con i cittadini di illustrazione del progetto, un’iniziativa decisa a livello di Città mandamento. L’amministrazione e gli uffici comunali stanno comunque continuando a fornire informazioni ai propri residenti che potrebbero essere toccati direttamente dal passaggio dell’Alta velocità, dopo la riunione con tutte le famiglie interessate già tenuta alla fine di gennaio.
L’ente locale prosegue inoltre l’esame del progetto e il lavoro per la presentazione di alcune osservazioni. L’amministrazione di San Canzian ha infatti già individuato tre interferenze del passaggio dell’alta velocità con il territorio che intende portare all’attenzione di Rete ferroviaria italiana e Italferr. Le abitazioni che l’Alta velocità-Alta capacità ferroviaria abbatterà tra Pieris e Begliano sono 7, ma considerando la fascia di rispetto di 10 metri prevista dal progetto preliminare di Rfi.
L’amministrazione comunale di San Canzian d’Isonzo vuole portare la distanza a 30 metri, così da evitare i pesanti impatti prevedibili per gli edifici più vicini alla linea, nonostante l’inserimento di barriere anti-rumore. Se l’osservazione del Comune fosse accolta, le case da demolire salirebbero a 30, di cui 20 in via Rebez a Pieris e le altre 10 distribuite lungo la linea fino al confine con Ronchi dei Legionari.
L’ente locale ha individuato altre due “interferenze” da segnalare. La prima riguarda la fase di cantiere che impatterà sulla viabilità portante di Pieris e Begliano e su un asse fondamentale come la strada regionale 14. L’altra è relativa alla gestione del cantiere per la creazione del binario a valle (lato Pieris-Begliano) della linea ferroviaria storica. Stando al cronoprogramma dell’opera, il territorio di San Canzian sarà interessato dai lavori per quattro anni, dal 2017 al 2021.
Laura Blasich
Tav, Zilli convoca gli speleologi
«Per acquisire più elementi possibili per la decisione finale sulla Tav e quindi per meglio conoscere il patrimonio naturale del nostro Carso serve un incontro pubblico in Commissione consiliare a tutela dell’ambiente con i gruppi di speleologi locali che meglio conoscono il patrimonio naturale del Carso e i suoi meandri più nascosti». Barbara Zilli, presidente della quarta Commissione (Tutela della salute, dell’ambiente e della qualità della vita), intende rendere il più trasparente possibile il percorso relativo all’Alta velocità – Alta capacità. «Anche se le decisioni sulla Tav vengono prese ben più alto – afferma – i Consigli comunali dovrebbero essere chiamati ad esprimersi sull’impatto. Visto il progetto faraonico sia dal punto di vista del costo che dell’impatto sul territorio è necessario acquisire più elementi possibili per dare un parere che deve essere la risposta alla domanda: vogliamo un territorio completamente cementificato e industrializzato però potenzialmente strategico nell’economia internazionale che porterebbe benefici economici anche in termini di opportunità di lavoro? Oppure vogliamo un territorio vivibile e cerchiamo piuttosto di valorizzare il paesaggio naturale investendo sulle peculiarità che lo distinguano: il Carso e il mare? In questa decisione – conclude Barbara Zilli – cozzano l’accusa di essere miopi e di non volere lo sviluppo economico del territorio da una parte con la consapevolezza di deturpare in maniera irreversibile il patrimonio naturale dall’altra».
Il comitato No tav alla Casa della Pietra
DUINO AURISINA Domani alle 18, alla Casa della pietra ”Igo Gruden” di Aurisina, il Comitato No Tav di Trieste e del Carso, in collaborazione con L’altra baia, organizza un’assemblea pubblica sui rischi dell’Alta velocità per i paesi del comune di Duino Aurisina. Nell’ambito dell’iniziativa sarà possibile sottoscrivere alcune osservazioni al progetto (per contatti: notavtriestecarso@gmail.com). Il 22 dicembre scorso è stato presentato da Italferr il preliminare sulla tratta Ronchi-Trieste per la valutazione dell’impatto ambientale. Ogni cittadino può visionare o avere una copia informatica degli atti chiedendola alla Direzione centrale ambiente, energia e politiche per la montagna – Servizio valutazione impatto ambientale che si trova in via Giulia 75/1 a Trieste: è sufficiente presentarsi con un supporto libero da almeno 10 giga. Altre informazioni sono reperibili sui siti web del Wwf e di Lega Ambiente (sintesi non tecniche e mappa del tracciato). Tutti i cittadini, sia in forma individuale che associata, possono inoltre presentare osservazioni entro il 20 febbraio, indicando che si tratta di considerazioni rivolte al progetto proposto per la Via.
Dal Messaggero Veneto
Alta velocità, il tracciato al vaglio delle commissioni in municipio
MONFALCONE. Le commissioni congiunte del Comune di Monfalcone, seconda (Pianificazione del territorio) e quarta (Ambiente), si incontreranno oggi alle 17 in municipio per discutere del tracciato del progetto Alta capacità e Alta velocità nel Monfalconese proposto da Rfi e dell’impatto sul fenomeno carsico ipogeo. L’incontro è aperto al pubblico.
«In considerazione del fatto che la Regione intende comunque sentire il parere dei Comuni interessati sull’impatto ambientale in quanto presidente della IV commissione ambiente – spiega Barbara Zilli – ho ritenuto necessario intraprendere ogni incontro utile ad approfondire l’impatto ambientale nel nostro territorio».
Come è noto, il progetto riguarda sia il rifacimento della linea storica che si concretizza nella realizzazione della linea ad Alta capacità che conta 4 binari (due per la direttrice Venezia-Monfalcone e due per la direttrice Udine-Monfalcone) sia nella realizzazione della Tav che conta 2 binari all’interno della linea ad Alta capacità.
«L’impatto sul territorio monfalconese è notevole sia dal punto di vista della costruzione della ferrovia, visto che corre adiacente a case e all’ospedale (in prossimità del quale è previsto anche un imponente cantiere), sia dal punto di vista del depauperamento del Carso, in quanto è prevista la costruzione di 3 gallerie nel territorio carsico: una per il binario Trieste-Venezia, una per i due binari della linea Trieste-Udine, una per la Tav che, tra l’altro, comincia proprio in prossimità del condotto dell’acqua dell’Acega», spiega Zilli, che precisa come, proprio per approfondire questo importante aspetto, al primo incontro è stata invitata la Federazione provinciale degli speleologi, conoscitori del fenomeno carsico ipogeo.
Inoltre, su richiesta di numerose associazioni ambientaliste e di cittadini, il Comune intende organizzare a giorni, in teatro, un incontro pubblico mandamentale a cui sarà invitato un tecnico di Rfi per illustrare il progetto. Entro il 22 febbraio andranno presentate le osservazioni al progetto.
Treni guasti, studenti in difficoltà
SAN VITO AL TAGLIAMENTO. Ci sono i disagi per gli studenti e per le attività degli istituti superiori sanvitesi, tra le conseguenze dei continui guasti ai materiali rotabili nella tratta ferroviaria Casarsa-San Vito-Portogruaro, tanto che la situazione è già stata segnalata alle Ferrovie. A volte, sembra non ci siano neppure le sostituzioni dei treni con autobus, fatto, quest’ultimo, che perdura da mesi, tanto che ormai è all’ordine del giorno. In questo mese sinora le sostituzioni sono avvenute ogni giorno. Il numero di corse interessate alle sostituzioni con autocorsa varia di giorno in giorno: ieri erano ben 10, distribuite in varie fasce orarie, anche in quelle di punta per i pendolari.
Minuetto in officina. Il problema, almeno per quanto riguarda le ultime settimane, come spiegano alle Ferrovie dello Stato, è relativo a guasti riguardanti uno dei 5 Minuetto in servizio tra la linea in questione e la Sacile-Gemona, attualmente in officina a Treviso per tempi che ancora non si conoscono. Non appena sarà riparato il guasto, tutto tornerà come prima: nel frattempo, le sostituzioni dovrebbero garantire uguali tempi di percorrenza. Il condizionale è d’obbligo, soprattutto dopo aver raccolto la voce dei dirigenti dei tre istituti superiori sanvitesi, nei quali gran parte degli studenti proviene dal di fuori della cittadina e anche da fuori provincia.
Disagi di vecchia data. La situazione legata alla tratta ferroviaria, al di là degli ultimi giorni, è infatti da tempo causa di disagi. «Li abbiamo già segnalati alle Ferrovie, sia a Trieste che a Roma – spiega la dirigente del liceo scientifico Le filandiere, Giuliana Cinelli – Ci sono spesso ritardi e soppressioni di corse che non sempre vengono sostituite con un pullman». Il risultato è che molti studenti spesso arrivano in ritardo a scuola: «Il disagio è doppio: sia per gli studenti che per le lezioni e gli insegnanti, in quanto l’entrata in ritardo in classe, a volte anche in gruppo, arreca disturbo. In generale, sarebbe buona cosa che le Ferrovie rimettessero a punto il servizio, tra l’altro considerando che ai ragazzi insegniamo sempre cosa significa la puntualità». E, aggiungiamo, anche considerando il gran parlare che si fa intorno all’usare il più possibile i mezzi pubblici e meno le auto. Simile la situazione che riguarda i ragazzi che frequentano l’istituto tecnico Sarpi” e il professionale Freschi. Anche la dirigente di questi ultimi, Lisanna Pellizzoni, conferma che «i disguidi ci sono, la maggior parte dei quali si sono registrati nei mesi scorsi». «A differenza del liceo – aggiunge – non abbiamo interpellato le Ferrovie, pensando che si trattasse di qualcosa di passeggero».
Situazione temporeanea. TestIn effetti, si tratta di situazioni momentanee: il punto è che guasti e altre inconvenienti si verificano a catena, com’è stato nel 2010 e come sta avvenendo nel 2011. L’elettrificazione della linea, se da qualche mese sembra più vicina, dato che il tracciato della Tav per ora è previsto passi per Portogruaro, non sarà in ogni caso una soluzione a breve termine, anzi.
Andrea Sartori
Vertice in Regione
UDINE. È stato avviato ufficialmente, alla presenza dell’assessore regionale alla Viabilità e ai Trasporti, Riccardo Riccardi, il percorso di analisi del progetto preliminare della linea ferroviaria ad alta capacità/alta velocità Venezia Trieste nella tratta Portogruaro-Ronchi dei Legionari da parte degli enti locali della provincia di Udine interessati alla linea che attraversa il Friuli Venezia Giulia. In questa occasione, oltre a definire una procedura comune per acquisire i pareri sui tracciati, l’amministrazione regionale ha formalmente garantito la tutela degli interessi del territorio, la conformità con gli impegni già negoziati e sottoscritti nel corso della precedente legislatura e la necessaria tempistica per le valutazioni che riguardano i singoli Comuni. «Al di là dei tempi stringenti fissati dalla legge per le procedure di localizzazione, a carattere soprattutto urbanistico, e d’impatto ambientale (Via), la Regione – ha ribadito Riccardi – non varerà alcun tipo di provvedimento senza prima aver concluso con le istituzioni del territorio tutti gli approfondimenti che occuperanno tutto il tempo necessario, senza alcuna scadenza». In merito al metodo di lavoro, è stato convenuto che ciascuna amministrazione comunale provvederà, nei termini che riterrà opportuni e con l’eventuale supporto di un professionista esterno, a formulare le proprie osservazioni in merito al progetto illustrato oggi dai tecnici di Rfi/Rete ferroviaria italiana, accompagnati dal direttore Programmi Investimenti Est-Ovest, Osvaldo Mastroianni. Sarà la Regione ad acquisire le osservazioni e a trasmetterle a Rfi che si occuperà di presentare le proprie valutazioni in merito alle questioni sollevate: una volta effettuate queste due fasi si aprirà il momento delle assemblee pubbliche promosse da Regione, Provincia e uno o più Comuni, nel caso di questioni che interessino più territori, per arrivare a definire un documento il più possibile condiviso. Riccardi, nel dare atto a tutti i sindaci – presenti amministratori di Bagnaria Arsa, Cervignano, Fiumicello, Palmanova, Porpetto, Ruda, Carlino, Castions di Strada, Gonars, Muzzana del Turgnano, Palazzolo, Pocenia, San Giorgio di Nogaro, Torviscosa, Villa Vicentina, Ronchis e Teor nonché l’assessore provinciale alla Viabilità, Fabio Marchetti – dell’«atteggiamento responsabile» finora tenuto in questa fase di lavoro, ha ricordato «che la Regione ha la responsabilità di costruire questa grande infrastruttura strategica per il futuro del Friuli Venezia Giulia, ma sente anche il dovere di garantire i diritti delle comunità attraversate dalle opere di realizzazione».
Marzo 17th, 2017 — Notizie flash
Scuola: l’illusione interclassista è finita
Marzo 17th, 2017 — CIE = Lager
Dal Piccolo del 10/02/11 Famiglia etiope con Hiv e tubercolosi al Cie GRADISCA Alla visita d’ingresso al Cara il medico aveva dato parere sfavorevole al loro accoglimento nel centro di accoglienza di via Udine, eppure la famiglia etiope affetta da tubercolosi e Hiv si trova a Gradisca da circa un mese. Il certificato medico dice chiaramente che padre, madre e figlio dovrebbero vivere in una struttura adeguata alle loro condizioni sanitarie. Così però non è. Arrivati in Italia dalla Norvegia, dove avevano vissuto per un anno e mezzo a Oslo, i tre hanno chiesto asilo al nostro Paese. Anche se hanno a disposizione una stanza loro, frequentano comunque gli spazi comuni della struttura gestita da Connecting People. A destare preoccupazione è soprattutto la tubercolosi. La Tbc polmonare è una malattia contagiosa che si può trasmettere per via aerea (tramite saliva, starnuto o colpo di tosse) mediante un batterio. Per trasmettere l’infezione bastano pochissimi bacilli anche se non necessariamente tutte le persone contagiate dai batteri si ammalano subito. La malattia è prevenibile e curabile, ma del 1993 costituisce comunque un’emergenza sanitaria globale anche perché tende a interagire in modo drammatico con il virus del Hiv e la combinazione delle due infezioni è letale: una malattia accelera il decorso dell’altra. L’Hiv indebolisce il sistema immunitario così chi è sieropositivo e viene infettato da tubercolosi si ammala di Tbc molto più facilmente di chi è infetto, ma non sieropositivo. La tubercolosi è la principale causa di morte tra le persone sieropositive. Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, le decine di milioni di profughi che vivono in condizioni precarie in diversi Paesi del mondo sono a rischio. La necessità di tenere sotto controllo la tubercolosi nei campi profughi e rifugiati. Ecco perché la famiglia etiope non dovrebbe stare al Cara di Gradisca. Stefano Bizzi
Marzo 17th, 2017 — Ultime
Dal Piccolo del 09/02/11
Rigassificatore, niente sconto sulla bolletta di GIUSEPPE PALLADINI
Riduzione delle tariffe del gas in bolletta, per i cittadini delle aree interessate dal rigassificatore? Non se ne parla. Anzi, Gas Natural si tira fuori già adesso da questo discorso. Lo ha detto a chiare lettere, nell’incontro informativo organizzato ieri dalla Provincia all’Area di ricerca, Ciro Garcia Armesto, project manager della multinazionale spagnola. Alla domanda se è prevista una riduzione delle tariffe in bolletta, il manager ha risposto così: «La società di rigassificazione non può concedere sconti sul gas in quanto né importa gas né lo vende, ma solo costruisce e gestisce l’impianto, in cui altri soggetti rigassificheranno il gas. Ma soprattutto – ha aggiunto – nell’attuale regime di libero mercato i clienti dell’area potrebbero continuare a comprare il gas dai loro attuali fornitori, che potrebbero non rifornirsi del gas rigassificato nell’impianto di Trieste».
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Marzo 17th, 2017 — Tracciati FVG
Dal Piccolo del 10/02/11 Riccardi: «Sulla Tav sentiremo i cittadini» Massima concertazione con gli enti locali e soprattutto poche case da abbattere. L’amministrazione regionale affronterà, insieme agli Enti locali, anche con i cittadini, il percorso di analisi del progetto preliminare della linea ferroviaria ad alta capacità/alta velocità. È questa la decisione assunta ieri, al termine dell’ultimo dei quattro confronti voluti dall’assessore regionale alle Infrastrutture, Riccardo Riccardi, per definire il metodo di valutazione del progetto, e che ha coinvolto nell’arco di due giorni tutti gli Enti locali interessati. All’incontro di ieri pomeriggio hanno partecipato, assieme allo stesso Riccardi e a rappresentanti di Rete Ferroviaria Italiana, amministratori della Provincia di Gorizia e dei Comuni di Doberdò del Lago, Gorizia, Monfalcone, Ronchi dei Legionari, San Canzian d’Isonzo, Staranzano e Turriaco. La ferrovia ad alta capacità/alta velocità è, come ha precisato Riccardi, un’opera particolarmente complessa, per la cui realizzazione è necessaria prima di tutto la condivisione di un metodo che favorisca un ampio coinvolgimento di tutti, per consentire di approfondire i diversi aspetti connessi alla sua realizzazione e quindi di formulare pareri e osservazioni, con l’obiettivo comune di ottenere il minor impatto ambientale possibile. Per questo motivo la Regione si è fatta carico di essere garante, nei confronti dello Stato e di Rete Ferroviaria Italiana, non solo rispetto alla tempistica ma proprio anche rispetto al coinvolgimento del territorio. E dunque non mancheranno, in proposito, com’è stato deciso proprio nell’incontro di ieri pomeriggio, delle assemblee pubbliche, «per permettere anche alla popolazione – come ha sottolineato Riccardi – di ottenere risposte vere rispetto a dubbi e perplessità e non quelle che talvolta si leggono e che appaiono spesso strumentali». Gli incontri di questi giorni sono peraltro già serviti a fare chiarezza su alcuni aspetti. Gli edifici da espropriare e demolire, ad esempio, sono in numero di gran lunga inferiore a quanto paventato. «Confondiamo un elenco di punti di ”ricettori”, ovvero misuratori per tener sotto controllo i rumori – ha spiegato l’assessore – con la necessità di abbattere delle case. Il lavoro che stiamo compiendo consiste proprio nel mettere ogni sindaco nelle condizioni di rispondere a ogni domanda posta dai suoi concittadini». Ma in ogni caso «tutto quello che abbiamo letto su centinaia di case da abbattere non corrisponde al vero». Come nelle precedenti occasioni, anche al termine del confronto odierno è stata espressa da tutti i presenti una valutazione positiva sul metodo proposto da Riccardi. «Credo – ha detto Mara Cernic, assessore all’ambiente della Provincia di Gorizia – che l’incontro sia andato proprio nella direzione desiderata sia dall’assessore Riccardi che da noi, quale espressione del territorio». E dunque c’è «ampia condivisione del percorso di analisi del progetto e anche nei suoi aspetti di dettaglio». Tav, sulla tratta Aurisina-Trieste nessuna casa da espropriare di FURIO BALDASSI Da Venezia a Trieste, in treno, ci si metteranno dai 51 a 61 minuti. Tra 20 anni, però, mentre la sola tratta Aurisina-Trieste comporterà 3200 giorni di lavoro, se non ci saranno inconvenienti. Già immaginabili, visto che proprio ieri i presidenti del WWF Friuli Venezia Giulia, Roberto Pizzutti e del WWF Veneto, Walter Miotto hanno chiesto che la Commissione Europea intervenga con urgenza sul Governo italiano, ritenendo violata la Direttiva europea sulla valutazione d’impatto ambientale, in quanto è stato permesso che Rfi e Italferr suddividessero in quattro tronconi il progetto della linea. Il dibattito sull’alta velocità ferroviaria, approdato ieri mattina in VI commissione, conferma ritardi e perplessità. Senza un contraltare, però. I tecnici di Rfi e Italfer, attesi nell’aula del consiglio comunale, non si sono visti, per un incredibile accavallarsi degli appuntamenti. E così mentre il direttore del programma investimenti Est-Ovest di Rfi, Osvaldo Mastroianni, spiegava in Regione all’assessore Riccardi che «non vi è nessun fabbricato da espropriare o abbattere nei territori dei tre comuni della provincia di Trieste (Trieste, Duino-Aurisina e Sgonico) interessati al tracciato della linea ferroviaria ad alta velocità», in aula è spettato a un dipendente comunale, l’ingegner Gianfranco Caputi, spiegare ai consiglieri i contenuti del progetto. E dunque il fatto che fino ad Aurisina si arriverà con una linea con tracciato ”fuori terra”, mentre da lì si entrerà in galleria, con lo snodo più importante previsto sotto la via Cantù, nel punto dove viene a intersecarsi con la vecchia linea di cintura, che collega la stazione di Campo Marzio e quella Centrale all’Altipiano. E, ancora, che verrà realizzata una piattaforma in via Marziale e che i materiali di scavo andranno a riempire la Cava Faccanoni, nell’ambito del nuovo processo di rinaturalizzazione. Il presidente della VI, Roberto Sasco, ha chiesto di capire le correlazioni con altri sistemi trasportistici e di poter visionare gli elaborati sulla valutazione d’impatto ambientaleri. È stato chiesto anche, e ovviamente, di poter confrontarsi nella prossima occasione con i tecnici nazionali, oltre che di invitare i vertici della Provincia, che hanno competenza primaria in materia di trasporti e l’assessore Riccardi. Il quale ultimo ha potuto ascoltare ieri da Mastroianni che, ai fini della sicurezza, è stato anche previsto che le gallerie, superando i due chilometri di lunghezza, saranno «a doppia canna»: due gallerie, cioè, a binario unico, distanziate da un minimo di 20 a un massimo di 40 metri. Il Wwf denuncia lo spezzatino «La Commissione Europea intervenga con urgenza sul governo italiano, perché sia ripristinato il corretto svolgimento della Via (valutazione d’impatto ambientale) sul progetto della Tav Venezia-Trieste». Lo chiede una nota inviata alla direzione generale Ambiente di Bruxelles e firmata dai presidenti del Wwf Friuli Venezia Giulia, Roberto Pizzutti e del Wwf Veneto, Walter Miotto. Il governo di Roma, denuncia l’associazione ambientalista, ha infatti violato la direttiva europea sulla Via, permettendo che Rfi e Italferr suddividessero in quattro tronconi il progetto della linea ferroviaria Tav tra Venezia e Trieste, avviando quindi altrettante procedure Via distinte. «Questa pratica dello “spezzatino” sui progetti – denuncia il Wwf – è stata ripetutamente censurata proprio dalla direzione Ambiente della Commissione europea».
Marzo 17th, 2017 — Tracciati FVG
Dal Piccolo
«La Tav? Un disastro ambientale A rischio anche il corso del Timavo»
di LAURA BORSANI
L’impatto sul Carso, sulle falde freatiche, sul corso del Timavo, comprendendo le cavità naturali sotterranee di cui molte restano ”segrete” sfuggendo al censimento ufficiale. E di queste sicuramente tre verrebbero coinvolte dal tracciato Alta velocita-Alta capacità ferroviaria. Non solo. Gli effetti dei cantieri, in primis quelli per il rifacimento del bivio di San Polo e per la demolizione del cavalcavia tra Monfalcone e Ronchi, che sarà sostituito da un sottopasso. Ma anche l’imponente cantiere previsto nell’area del presidio ospedaliero. Di tutto questo si è discusso in occasione dell’incontro delle Commissioni consiliari Seconda e Quarta di Monfalcone, al fine di analizzare il progetto della Tav e le ricadute sul territorio. All’incontro erano presenti Maurizio Tavagnutti dell’Associazione speleogica isontina, Maurizio Comar, geologo della Federazione speleologica isontina nonché responsabile del Catasto regionale delle cavità naturali del Friuli Venezia Giulia e componente dell’associazione Lindner di Ronchi. Erano inoltre presenti l’assessore comunale all’Urbanistica, Massimo Schiavo, e l’ingegner Andrea Ceschia.
Da un lato, dunque, l’ambiente sul quale il progetto di Av-Ac capacità relativo alla tratta Ronchi-Trieste, rischia di provocare gravi danni interferendo con le falde freatiche e sulle cavità naturali, ma anche rischiando di condizionare pesantemente il corso del Timavo. Dall’altro il problema legato ai cantieri e alla movimentazione della roccia carsica scavata per la realizzazione delle gallerie, con il rischio di ”paralizzare” gli ingressi occidentali della città, lungo la ”statali” 14 e 305. I rappresentanti delle associazioni speleologiche hanno evidenziato le criticità legate al delicato equilibrio ambientale che caratterizza il nostro territorio. «Il Carso – ha spiegato Tavagnutti – non è solo bello da vedere, ci sono specie vegetali e animali, nonchè testimonanze storiche e antropologiche che vanno salvaguardate». Ha chiamato in causa il reticolo idrografico sotterraneo «che non conosciamo bene e che le gallerie andrebbero sicuramente ad intaccare». Ha fatto riferimento al Timavo: «Ha un tracciato sotterraneo tortuoso, con un’infinità di gallerie. Come potrebbe comportarsi in seguito allo scavo? La galleria della Tav potrebbe essere un disastro. Perché, invece, non potenziare la linea ferroviaria esistente o far passare il tracciato verso Gorizia?». Comar si è soffermato sulla carta degli ipogei che tiene conto solo delle grotte del territorio triestino. «Per il territorio carsico – ha osservato – vengono segnalate al Catasto regionale cento nuove grotte in media all’anno». Ha fornito anche i numeri: in regione le cavità naturali sono 7350 e sul Carso oltre 3200 quelle conosciute, di cui molte nell’area monfalconese e goriziana. «Ma non sappiamo quante ancora potrebbero essercene», ha annotato il geologo.
E veniamo all’aspetto urbanistico e viario. Il punto nevralgico dell’opera in città riguarerà il bivio ferroviario di San Polo, destinato all’ampliamento superando l’attuale strozzatura. La capacità della linea potrebbe aumentare del 40%. La certezza è che si inizierà da questo snodo, considerando che il cronoprogramma progettuale prevede l’avvio del raddoppio della linea storica nel 2015 per concludersi tra il 2017-2018. Opera inserita nella linea Av-Ac, la cui realizzazione è collocata tra il 2020 e il 2032. Il compito del Comune è quello di segnalare in questa fase tutte le ”interferenze”, da quelle ambientali alla cantierizzazione ai vincoli urbanistici «su cui chiederemo chiarezza e garanzie». E tra gli innumerevoli aspetti, ci sono gli scavi delle gallerie, ma anche la complessa deviazione del canale de Dottori. Non ultima, la demolizione del cavalcavia sulla ”14” tra Monfalcone e Ronchi, dove sarà realizzato un sottopasso. Qui Schiavo ha evidenziato: «Se la demolizione del cavalcavia avverrà contestualmente al rifacimento del bivio di San Polo le ”statali” 14 e 305 verranno chiuse contemporaneamente. Bisogna pertanto porre molta attenzione a queste opere prevedendo uno scaglionamento dei cantieri e le opportune deviazioni».
Intanto ieri, alla Galleria espositiva, l’assessore ha incontrato i cittadini, in vista della scadenza dei termini (tra 10 giorni) per la presentazione delle osservazioni da parte dei privati, volendo sostenerli in questo percorso. Martedì prossimo, invece, sempre alla Galleria espositiva, alle 18, è previsto una riunione a livello mandamentale, alla presenza dell’assessore regionale Riccardo Riccardi e ai tecnici di Rfi con gli anmminstratori dei Comuni interessati.
Il Comitato di Selz pronto a mobilitarsi
A seguito delle richieste di molte persone interessate al nuovo progetto dell’Alta velocità ferroviaria, il Comitato per la salvaguardia del territorio di Selz a Ronchi, sottolinea che qualsiasi cittadino ha diritto di visionare e ottenere una copia informatica del progetto preliminare per la tratta Ronchi-Trieste per la valutazione dell’impatto ambientale. Inoltre ricorda come tutti i cittadini, in forma individuale o associata, possono presentare osservazioni sulle conseguenze sul territorio del progetto presentandole entro il 20 febbraio, indicando che si tratta di osservazioni rivolte al progetto proposto per la Valutazione impatto ambientale. «Le associazioni ambientaliste con cui siamo in contatto – sono le parole del portavoce, Bruno Zamar – stanno preparando le osservazioni al progetto. Ciò probabilmente non basterà, se non saranno seguite da una mobilitazione dei cittadini e degli enti locali interessati che devono esprimere la loro decisa opposizione a questo devastante progetto in tempo utile per essere efficaci. Per questo rivolgiamo invito ai cittadini a recarsi nel proprio comune per visionare il progetto e sollecitare i propri rappresentanti a esprimersi visto che il tempo passa». Quanto alle modalità che si riferiscono al progetto presentato da Italferr–Gruppo Ferrovie dello Stato, la copia può essere richiesta alla Direzione centrale ambiente della Regione. Oggi alle 18.30 si parlera degli effetti della Tav anche a Turriaco nel corso di un incontro pubblico che si terrà in municipio per l’illustrazione delle ripercussioni del progetto di Rfi sul territorio comunale.
Il Comitato No-Tav invita il sindaco a un confronto pubblico
CERVIGNANO Da una parte il sindaco Pietro Paviotti, che nei giorni scorsi aveva rassicurato gli abitanti sul progetto preliminare della linea ad Alta velocità e capacità che, aveva detto il primo cittadino, «non comporterà alcuna demolizione o esproprio alle case comprese nel territorio comunale». Dall’altra, il Comitato No Tav che non molla, giudicando a ”effetto valium” le parole del sindaco, invitandolo insieme al consigliere regionale del Pd Mauro Travanut e gli altri esponenti dell’amministrazione, a un confronto nell’assemblea prevista domani a Scodovacca, in palestra, alle 16.30. «Nello studio di impatto ambientale – replica Giancarlo Pastorutti del Comitato – ci sono le foto delle abitazioni nella fascia di 250 metri interessate allo sforamento dei livelli acustici con il giudizio sullo stato di conservazione della casa. Tranquilli, non verranno abbattute, ma il valore dell’immobile sarà condizionato? Nei Comuni non sono ancora disponibili i documenti dello studio di impatto ambientale, indispensabili a presentare entro i 60 giorni previsti le obiezioni al progetto preliminare. Mentre i sindaci rassicurano, di fatto aspettano l’invio ufficiale della Regione: il solito palleggiamento di responsabilità. Il sindaco Paviotti dice che il protocollo d’intesa concordato troverà risposta adeguata nel piano di Italferr, e che quest’ultimo dovrà essere modificato. Considerato che c’era un accordo, perché il progetto in prima stesura non ha tenuto conto delle richieste dei sindaci? É un altro esempio di come il protocollo-Sonego, oltre a non essere stato approvato dalla maggior parte dei Consigli comunali, ora venga disatteso».
E mentre si invita a consultare il portale www.notavfvg.altervista.org, e la visione del video su Youtube (http://www.youtube.com/watch?v=MQ1kfBeLnFg), ce n’è anche per l’assessore regionale Riccardi: «Contrariamente a quanto dice – aggiunge Pastorutti -, la relazione costi-benefici è resa obbligatoria dal decreto attuativo della legge obiettivo». Intanto, l’altro ieri Riccardi ha dato il via al percorso di analisi del progetto con gli enti locali. Ogni Comune provvederà, nei termini che riterrà opportuni e con l’eventuale supporto di un professionista esterno, a formulare le osservazioni. Sarà la Regione ad acquisire le osservazioni e a trasmetterle a Rfi, che risponderà a sua volta. Poi inizieranno le assemblee pubbliche tra Regione, Provincia e uno o più Comuni.
Elena Placitelli
Da Pd e Lista Caruso critiche a Cressati
PALMANOVA «Consultazione dei cittadini sulla Tav fuori tempo massimo. Cressati scopre le assemblee pubbliche solo in campagna elettorale». È l’opinione dei gruppi consiliari di minoranza sulla riunione che il sindaco ha indetto per stasera alle 18 in municipio dedicata alla questione-Tav. Pd e Lista Caruso unite nella critica. In 5 anni mai una riunione aperta su un tema così impattante. Si attendono ora proposte concrete, sostenibili da portare sul tavolo tecnico-politico regionale. Dunque, i residenti sulle vie Ontagnano, Carducci, Manzoni e nelle aree limitrofe si vedranno illustrare stasera il progetto e potranno manifestare pubblicamente le loro osservazioni sulla Tav che li coinvolge direttamente. «Pare strano – commentano il segretario Pd, Luca Osso, e il consigliere Giorgio Caruso – che Cressati senta solo ora la necessità di convocare i cittadini. In cinque anni del suo mandato, ormai prossimo alla scadenza, non ricordiamo assemblee pubbliche in cui l’amministrazione abbia illustrato progetti che coinvolgono il nostro territorio o abbia cercato il confronto con i cittadini su soluzioni alternative. Tutto è stato tenuto a livello di dibattito consiliare».
Non solo quindi la giunta Cressati ha evitato di organizzare assemblee pubbliche per sentire la gente su scelte qualificanti che dovranno interessare Palmanova nei prossimi anni, ma non ha mai informato la cittadinanza neanche con altri mezzi, hanno sentenziato i consiglieri di minoranza. «È triste constatare come l’amministrazione di Palmanova non abbia sentito in questi anni il bisogno di pubblicare un semplice periodico, con il quale tenere informati i cittadini sull’attività corrente, sulle scelte politiche e strategiche, sulle ”grandi infrastrutture” che toccheranno il territorio», dicono Osso e Caruso. Sembra impossibile che in un bilancio che ha entrate sui livelli di circa 10 milioni di euro non si siano trovate risorse per pubblicare un ”bollettino comunale”. Pd e Lista Caruso propongono di mettere un tecnico a disposizione dei cittadini per dare chiarimenti sull’impatto dell’opera, chiedere una moratoria per avere più tempo per analizzare e dare il parere sul progetto o proporre modifiche. All’amministrazione spetta il compito di impegnarsi a portare avanti le istanze che vengono dalla gente e dal territorio con autorevolezza sul tavolo tecnico-politico che si è costituito a livello regionale.
Alfredo Moretti
Marzo 17th, 2017 — Noi
Anche ad Aurisina molta gente e molto interesse per l’iniziativa informativa sui progetti TAV/TAV organizzata ieri sera dal comitato “l’altra baia” in collaborazione con il Comitato NOTAV di Trieste e del Carso. Aurisina sarà uno dei comuni più colpiti dagli eventuali lavori per l’opera in quanto ospiterà uno dei due cantieri principali. Anche in questa occasione è stata ribadita l’importanza di mobilitarsi in prima persona e anche di inviare più osservazioni critiche sul progetto entro i termini del 20 febbraio (vedi le rassegne stampa).

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Marzo 17th, 2017 — Notizie flash
Lampedusa/ Rassegna stampa
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Marzo 17th, 2017 — Varie
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Intanto dovremmo iniziare con una diffida al PD ed al resto dell’opposizione dal continuare ad usare le donne come leva per scardinare Berlusconi. Non saremo noi a fare da testa d‘ariete per abbattere la fortezza che loro non hanno mai voluto attaccare seriamente. L’evidenza più antica, e prima di tutte, è nella legge sul conflitto di interessi agitata ad ogni campagna elettorale, rigorosamente rimossa subito dopo, in particolare quando il centro sinistra è stato al governo.
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Noi pensiamo male perché in questa ignavia abbiamo visto sostanzialmente connivenza e compartecipazione con il sistema politico berlusconiano caratterizzato dalla cricca e dal magna magna, o “magma gelatinoso“ che dir si voglia, dove nessuno vuole perdere la sua fetta di torta.
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Marzo 17th, 2017 — Generale
In relazione al post pubblicato su infoaction relativo al respingimento della valutazione-scuola attraverso i test INVALSI, la situazione delle scuole della bassa è la seguente:
Hanno votato contro i collegi dei docenti relativi alle scuole medie dei seguenti paesi:
latisana, palazzolo, muzzana, carlino, marano, s.giorgio, porpetto, torviscosa
l’inserimento dei test invalsi fa ovviamente parte di una manovra pesantissima, non tanto per i test in sè, ma per il sistema scuola che ne consegue….per es. stipendi dei docenti in relazione ai risultati dei test, formazione delle classi con eliminazione degli studenti problematici (che non portano voti alti nè soldi) ecc. ecc.
La tranvata presa dai dirigenti della bassa è stata enorme (più che altrove), perchè l’esigua adesione alla sperimentazione nel resto d’italia, unitamente ai risultati molto alti dei test invalsi precedentemente svolti nelle scuole del friuli avrebbe dato un’alta possibilità di portare a casa il bottino promesso (100.000 euro in 3 anni / per scuola).
Nessuno sa se questi soldi esistano ….
cmq. una parte dello scenario futuro potrebbe essere questo
tanto per raccontare
http://www.repubblica.it/scuola/2011/02/11/news/merito_non_decolla-12320734/
Dopo essere stato clamorosamente respinto in mezza Italia il progetto ministeriale “per la valutazione delle scuole” approda in Friuli.Con una mail “urgente” datata 7 febbraio il Direttore Regionale per il Friuli VG dott.ssa Beltrame ha invitato in tutta fretta i Dirigenti Scolastici delle scuole Secondarie di primo grado (le ex Medie) a riunire i Collegi Docenti per deliberare l’adesione al progetto.
Si ha notizie di scuole udinesi in cui il Collegio Docenti è stato riunito con un preavviso di poche ore (contro i cinque giorni previsti dalla normativa) e altri Collegi sono stati convocati per i prossimi giorni.
Il Ministero cerca così di evitare l’ennesima figuraccia recuperando in extremis in Friuli quelle adesioni che non è riuscito ad ottenere nel resto del Paese.
Il progetto prevede una valutazione dei livelli di apprendimento degli studenti “attraverso i test standardizzati elaborati dall’INVALSI” seguiti da “verifiche esterne effettuate, sulla base di un protocollo unico, da parte di un tem di osservatori”.
Alle scuole partecipanti che si collochino “nella fascia più alta della graduatoria” viene promesso “un premio di importo significativo” (fino a 70.000 euro). da rilevare però che i fondi a disposizione sono così scarsi da permettere di “premiare” al massimo qualche decina di scuole a livello nazionale, per cui tutto assume la connotazione di una beffa nei confronti di scuole a cui sono stati tragicamente tagliati i bilanci e di docenti a cui è stato bloccato il rinnovo contrattuale e gli scatti d’anzianità.
Quanto alla validità scientifica dei progetti patrocinati dall’INVALSI seri dubbi provengono persino da uno dei “guru” riconosciuti della valutazione in ambito scolastico il prof. Giorgio Israel che, in un documento repribile in internet, paventa il pericolo che tutto si risolva “nella creazione di un gigantesco e dispendioso carrozzone che non assolve alcuna funzione utile nella valutazione del sistema dell’istruzione, acquisendo dati di scarsa utilità, elaborando valutazioni inattendibili e, in fin dei conti, fornendo elementi che rischiano di essere persino fuorvianti”
La CUB SCUOLA invita i Collegi Docenti a respingere la proposta di sperimentazione, così come è già avvenuto in numerose scuole della Bassa Friulana
https://cubscuolaudine.wordpress.com/