Marzo 17th, 2017 — Ultime
LO SCRIVE IL SOLE 24 ORE (13.3.2011): “non ci sono forze dell’ordine, nè il municipio, non i vigili del fuoco, nè i vigili urbani (subito rimpiazzati con ragazzini armati di paletta). Si fatica a immaginare come una città di 700mila abitanti possa andare avanti di questo passo”.
UN ABITANTE COMMENTA ORGOGLIOSO: “avete mai visto una città dove tutti possiedono un’arma e non ci sono praticamente crimini ? Dove le proprietà private abbandonate non sono custodite e sono ancora lì, intatte ?”
“i comitati locali che hanno preso in mano la situazione, ripartendosi i settori pubblici, sembrano funzionare. Eppure è ancora difficile capire chi sia il responsabile, e spesso non parlano con la stessa voce”
INSOMMA: LA SOCIETA’ RIESCE A FUNZIONARE ANCHE SENZA STATO (…ma guarda un po’ !?!)
Posted in Internazionalismo.
By csa – 13 marzo 2011
Marzo 17th, 2017 — Tracciati FVG
Messaggero Veneto del 13/03/11
Domani sera l incontro sul progetto della Tav
GONARS. Si terrà domani, alle 20,30, nel Centro Civico di Fauglis, la riunione organizzata dal Comune di Gonars sul tracciato Tav. Il sindaco Marino Del Frate, l’assessore all’agricoltura, attività produttive Alberto Budai e l’assessore ai lavori pubblici e urbanistica Ivan Boemo illustreranno il percorso, le più importanti caratteristiche tecniche e l’impatto ambientale di tale opera. I cittadini potranno esprimere le loro critiche, i suggerimenti e le precisazioni che, in quella sede, verranno raccolte dall’amministrazione comunale per essere inviate agli organismi regionali. Il tutto segue una precisa disposizione dell’assessore Riccardo Riccardi che ha invitato i Comuni a riportare in Regione le considerazioni dei cittadini riguardo al percorso Tav.
Messaggero Veneto del 12/03/11
Alta velocità, segnalate le criticità del progetto
RONCHI. Con il sì di maggioranza e Luigi Bon (Rc), il consiglio comunale di Ronchi ha approvato lo studio di impatto ambientale annesso al progetto preliminare “Nuova linea Av/Ac Venezia Trieste, tratta Ronchi-Trieste”.
Presenti alla discussione anche altri due consiglieri di opposizione, Davide Rega e Livio Moreu, che però hanno scelto di non partecipare alla votazione, spiegando che la delibera presentava “profondi vizi dal punto di vista formale ed evidenti contraddizioni con documenti votati in precedenza. La relazione è stata realizzata a più mani e manca una firma che dimostri l’assunzione di un atto di responsabilità tecnica”. Prima del voto, Bon ha chiesto, con un emendamento non approvato, che fosse aggiunto al documento la dichiarazione di parere negativo all’intero progetto Tav.
La documentazione approvata e inviata a Ministero dell’ambiente, Ministero per beni e attività culturali, Regione, Comuni contermini e altri enti interessati, contiene la segnalazione delle interferenze e criticità non rilevate dal progetto presentato da Italferr, tra cui la soppressione del passaggio a livello di via Dobbia senza alcuna opera sostitutiva per l’attraversamento della linea e per cui è stato chiesto che il progetto preliminare recepisca invece le previsioni sia del piano regolatore che del piano del traffico, così come quanto previsto nella convenzione stipulata tra Rfi con Comune e Provincia di Gorizia che a fronte della soppressione del passaggio a livello poneva la realizzazione di un sottopasso e dalla relativa viabilità di collegamento.
Il tracciato del progetto preliminare della nuova linea Av/Ac Venezia-Trieste tratta Ronchi-Trieste prevede la realizzazione di una nuova stazione antistante l’aeroporto. Tra le varie osservazioni, quella di prolungare uno dei due sottopassi previsti per il collegamento dei marciapiedi della stazione al fine di renderlo accessibile a pedoni e ciclisti, connettendolo anche alle piste ciclabili esistenti e di cui si prevede la realizzazione nella zona. Viene chiesto anche un sottopasso ciclo-pedonale sulla via San Vito e che oltre alle previste barriere fonoassorbenti venga realizzato anche un filtro verde (piante) in prossimità delle case e che sia posta attenzione al mantenimento anche a seguito delle operazioni di esproprio, dell’accessibilità ai fondi agricoli nell’area.
Rispetto alla prevista trasformazione del cavalcavia sulla statale 14 in sottopasso è stata chiesta una correzione del progetto al fine di mantenere la percorribilità di via Verdi e l’inserimento di un’adeguata pista ciclabile sul sottopasso previsto.
Viene chiesta una seria riflessione sulla dismissione del binario unico di collegamento tra le linee Udine-Trieste e Venezia-Trieste ed è ribadita la richiesta di interramento della linea storica Gorizia-Trieste da bivio San Polo fino in prossimità del viadotto autostradale, permettendo innanzitutto il mantenimento della percorribilità di via Monte Cosich. (c.v.)
Marzo 17th, 2017 — Nucleare
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Martedì, 15 Marzo 201108:24:00
News
E il governo cancella la trasparenza sul nucleare
Domani torna in commissione il decreto nucleare. Il tempo stringe, entro il 23 marzo deve essere approvato, pena la decadenza. La Corte Costituzionale ha imposto correzioni che aumentino il peso delle singole regioni interessate dallo sviluppo di centrali nucleari. Ma già che c’era, il governo propone di togliere alcuni vincoli di pubblicità: nella vecchia versione i criteri in base ai quali saranno scelti i siti per le centrali venivano infatti pubblicati sui siti istituzionali e sui giornali. Nella nuova versione, in discussione domani e spinta dalla fretta, questi obblighi sono stati abrogati.
Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy, firmatari dell’accordo sul nucleare (Afp)
14 marzo 2011 – 13:02
Destino cinico e baro. Proprio questa settimana, la settimana della paura nucleare planetaria, il decreto legislativo sul nucleare entra nel vivo nelle commissioni congiunte di Camera e Senato. Proprio domani è atteso il primo incontro in Parlamento e la pressione è doppia: da un lato un’opinione pubblica e i governanti regionali e comunali sempre meno disponibili a pensare al nucleare in casa propria; dall’altro i tempi sempre più stretti per arrivare alla meta. Già, per il progetto di rinuclearizzazione del nostro Paese ormai è questione di vita o di morte. Il 23 marzo, infatti, scade il termine di un anno che il decreto – entrato in vigore il 23 marzo 2010 quando ancora il ministro competente era Claudio Scajola – poneva tassativamente per le correzioni definitive. L’anno scade, appunto, il prossimo 23 marzo, e il termine per l’approvazione della normativa definitiva è ormai arrivato.
Il decreto ha per oggetto la “disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi”. E’ insomma la legge fondamentale: quella che deve dire come e dove fare le centrali, come e dove stoccare e smaltire le scorie. Parliamo del cuore della questione. Lo schema approvato un anno fa ha subito diverse critiche e richieste di correzioni. Anzitutto dai ministeri competenti per materia: quello dello sviluppo economico, passato dopo una lunga vacanza sotto la guida di Paolo Romani, e poi dal ministero dell’Ambiente guidato da Stefania Prestigiacomo. Ma altre critiche sono arrivate dalla Corte Costituzionale, che ha chiesto in particolare una maggiore trasparenza in tema di “autorizzazione agli impianti nucleari”, regolati nel testo originario all’articolo 4. Il testo prevedeva per ogni sito un’autorizzazione unica rilasciata dalla conferenza unificata tra stato e regioni, mentre la Corte ha chiesto che la Regione su cui è previsto lo stabilimento dell’impianto fosse sentita e consultata in maniera autonoma, nella forma del parere non vincolante.
Il nuovo decreto, quello in discussione con tempi serrati in questi giorni, recepisce questa istanza proveniente dalla Corte Costituzionale. A leggere con attenzione il documento, tuttavia, non è questa l‘unica modifica apportata al testo rispetto a quello originario. Tra le varie differenze, salta all’occhio quella che ha colpito l’articolo 8 sulla “definizione delle caratteristiche delle aree idonee alla localizzazione degli impianti nucleari”. La norma prevede infatti che il legislatore definisca nel dettaglio uno schema di parametri esplicativi dei criteri tecnici, con particolare riferimento a popolazione e fattori socio-economici, idrologia e risorse idriche, fattori meteorologici, biodiversità, geofisica e geologia, valore paesistico, valore architettonico-storico, accessibilità, sismo-tettonica, distanza da aree abotate e da infrastrutture di trasporto, strategicità dell’area per il sistema energetico, rischi potenziali indotti da attività umane. Questi criteri sono rimasti intatti nelle due versioni di decreto legislativo.
Quello che invece risulta modificato, nella versione che sarà discussa domani alla Camera e deve essere approvata in tempi strettissimi, sono i criteri di pubblicità delle aree idonee. Nella versione iniziale, infatti, si prevedeva che la definizione dei criteri e lo schema definitivo fossero pubblicati sui siti internet di tre ministeri, dell’Agenzia per il nucleare e su almeno cinque quotidiani a diffusione nazionale. Questa pubblicità massima serviva perché gli enti locali interessati potessero formulare le proprie obiezioni. Anche le consultazioni con gli enti locali interessati, e le motivazioni del loro eventuale rifiuto, dovevano essere pubblicate sugli stessi siti internet e gli stessi quotidiani. Nella versione in discussione da domani, quella che è stata richiesta dalla Corte Costituzionale per tutelare una maggiore trasparenza, tutto questo è sparito. Si legge che i commi 2 e 3 che sancivano questi obblighi sono stati semplicemente abrogati.
Sarà pur vero, come dicono fonti vicine al dossier, che il diritto dei cittadini a conoscere questi criteri è già tutelato dall’imposizione di Valutazione Ambientale Strategica sancita dalle norme generali. Tuttavia, non è un bel segnale di rispetto eliminare un obbligo in più, e per di più in zona Cesarini. In fondo, pubblicare un decreto legge su pochi siti istituzionali e su qualche giornale, costa pochi soldi e nessuno sforzo.
Marzo 17th, 2017 — No OGM
Messaggero Veneto del 15/03/11
Ogm, irruzione da Fidenato: 40 decreti penali e 5 imputati
Rischiano di pagare in media 20 mila euro per aver fatto irruzione nella sede di Agricoltori Federati. Il pm del tribunale di Pordenone, Piera De Stefani, ha avviato l’azione penale nei confronti della quarantina di manifestanti che fecero irruzione nella sede di Agricoltori federati (in corso Lino Zanussi) lo scorso 30 aprile. Ad altri cinque soggetti arriverà invece l’atto con cui sarà notificata la richiesta di rinvio a giudizio.
Dopo aver organizzato un presidio in piazza a Vivaro, contro le coltivazioni geneticamente modificate, i partecipanti, guidati dall’ex consigliere regionale Alessandro Metz decisero per un fuori programma e riuscirono a entrare nella sede, aggirando anche le forze dell’ordine, con spray, megafono e semi (biologici) che lanciarono contro Giorgio Fidenato.
I manifestanti, oltre a gettare semi all’interno della sede, avevano messo all’angolo il presidente dell’associazione gridandogli «vergogna, “chi semina Ogm raccoglie m…», «venduto alle multinazionali». Lui aveva reagito a suon di «siete nazi-comunisti» e dagli insulti si era passati agli strattoni. Poi l’intervento delle forze dell’ordine, la divisione delle fazioni opposte, il defilarsi dei manifestanti, le denunce di Fidenato, il filmato che aveva fatto il giro della rete internet.
Ieri la procura ha inviato all’ufficio del giudice per le indagini preliminare la quarantina di decreti penali di condanna che prevedono sanzioni pecuniarie di 20 mila euro per l’incursione non autorizzata nella sede dell’associazione.
Ma l’azione della procura non è destinata a fermarsi: i medesimi rischi li hanno i volontari di Greenpeace che sono entrati senza autorizzazione nel campo di Fidenato a Fanna (era fine luglio) e i disobbedienti del collettivo Ya basta che il 9 agosto hanno raso al suolo il campo di Vivaro. Anche per loro si profila un decreto penale di condanna.
Ma la “guerra” dei pro e contro Ogm non si fermerà con l’azione giudiziaria. La nuova stagione della semina è alle porte e con essa le polemiche. Domani il prefetto Pierfrancesco Galante ha convocato il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza proprio per affrontare la situazione. (m.mi.)
Marzo 17th, 2017 — Noi
Una ventina di attivisti NOTAV ha effettuato ieri un piccolo presidio sotto la sede del Comune di Trieste. Oltre a esporre lo striscione sono stati distribuiti alcune centinaia di volantini ai passanti. L’iniziativa era stata indetta in occasione della seduta del consiglio comunale di valutazione sul nuovo progetto TAV/TAC. A breve nuove info.

Marzo 17th, 2017 — Statistiche infoaction
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Continua il trend positivo delle visite al sito anche il 16 e 17 marzo superato abbondantemento il numero di 100 visitatori unici
| Giovedì |
17-3-2011 |
171 |
692 |
| Mercoledì |
16-3-2011 |
133 |
503 |
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Martedì
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data
15-3-2011
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visitatori unici
160
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pagine viste
598
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| Lunedì |
14-3-2011 |
181 |
640 |
| Domenica |
13-3-2011 |
236 |
969 |
| Sabato |
12-3-2011 |
122 |
422 |
| Venerdì |
11-3-2011 |
182 |
506 |
| Giovedì |
10-3-2011 |
170 |
566 |
| Mercoledì |
9-3-2011 |
126 |
549 |
| Martedì |
8-3-2011 |
139 |
534 |
| Lunedì |
7-3-2011 |
129 |
546 |
| Domenica |
6-3-2011 |
99 |
358 |
| Sabato |
5-3-2011 |
71 |
213 |
| Venerdì |
4-3-2011 |
118 |
398 |
| Giovedì |
3-3-2011 |
139 |
562 |
| Mercoledì |
2-3-2011 |
139 |
500 |
| Martedì |
1-3-2011 |
128 |
518 |
| Lunedì |
28-2-2011 |
151 |
666 |
| Domenica |
27-2-2011 |
100 |
359 |
| Sabato |
26-2-2011 |
80 |
251 |
| Venerdì |
25-2-2011 |
112 |
462 |
| Giovedì |
24-2-2011 |
76 |
294 |
| Mercoledì |
23-2-2011 |
78 |
340 |
| Martedì |
22-2-2011 |
62 |
232 |
| Lunedì |
21-2-2011 |
68 |
229 |
| Domenica |
20-2-2011 |
45 |
203 |
| Sabato |
19-2-2011 |
56 |
144 |
| Venerdì |
18-2-2011 |
53 |
164 |
| Giovedì |
17-2-2011 |
73 |
293 |
| Mercoledì |
16-2-2011 |
108 |
412 |
| Martedì |
15-2-2011 |
92 |
338 |
Marzo 17th, 2017 — Nucleare
Tondo non ha mica detto chiaramente di no al nucleare, anzi!! Ha solo detto che il FVG è sismico, ma questo non giova! Infatti basta dire che la bassa friulana è poco sismica e il gioco è fatto. D’altro canto attenersi al sì delle Regioni sarebbe come non fare il nucleare per cui anche questa posizione puzza di imbroglio tattico per aspettare che passi la buriana. Tondo dice che bisogna investire a Krsko, ma evidentemente è una boiata che solo un ignorante come lui può continuare a veicolare senza preoccuoarsi di fare la figura del pirla. Il problema è che di fatto Tondo ha lasciato volutamente la porta aperta al nucleare in Regione, infatti non ha detto e tuttora non dice, un no chiaro e formale. Così il Governo al momento buono dirà che la Regione FVG non ha detto di NO e quindi qui si può fare la centrale. Questo è il gioco!
Messaggero Veneto 16 marzo
Il terremoto e lo tsunami in Giappone «rafforzano» l’idea della Regione Friuli Venezia Giulia di far partecipare l’Italia alla realizzazione del nuovo reattore della centrale nucleare di Krsko, in Slovenia, a circa 100 chilometri da Trieste. Lo ha sottolineato ieri il presidente della giunta regionale, Renzo Tondo: «Credo che l’impegno della Regione per investire su Krsko debba essere rafforzato», ha detto.
16 marzo 2011
Il sottosegretario Saglia assicura che le centrali non saranno costruite senza l’assenso delle amministrazioni regionali. Un modo per tranquillizzare i governatori, da Zaia a Lombardo, che si erano uniti al fronte del no. Ma ripete che sarebbe un errore bloccare il piano di ritorno all’atomo / Commenta
Lo tsunami de’ noantri
ANSA.it > Regioni > Lazio > News
(ANSA) – ROMA, 15 MAR – Difficile tentennare davanti alle tragiche immagini che dal Giappone arrivano nelle tv di tutto il mondo. Gianni Alemanno e Renata Polverini rompono gli indugi e allontanano l’ipotesi nucleare dal Lazio. Il primo ragiona ”dopo il Giappone c’e’ una questione sicurezza”, la seconda e’ piu’ netta ”il Lazio ha gia’ dato, avevo gia’ espresso al Governo la mia contrarieta”’.(ANSA).
Repubblica
Alemanno: “Dopo l’apocalisse in Giappone
quale territorio vorrà centrali nucleari?”
Il sindaco: “Niente giudizi affrettati, ideologici o negativi per forza, però è necessario un esame molto serio”
Dopo l’incidente in Giappone anche nel Pdl avanza il fronte del no ai nuovi impianti. Anche chi spalleggiava le decisioni dell’esecutivo ora fa retromarcia
ROMA – Nucleare mai, tantomeno in casa nostra. Il fronte dei governatori anti centrali atomiche si è rinsaldato dopo la tragedia del Giappone. E anche chi sembrava spalleggiare la decisione del governo di riattaccare la spina al nucleare in Italia, ora fa retromarcia. Dalle Regioni è arrivato ieri un altro “no”. Un coro in cui spicca solo qualche voce isolata (Lombardia, Campania), ma con toni più bassi di qualche settimana fa. Il governo ha varato l’anno scorso un decreto che fissava i criteri di localizzazione delle centrali e dei depositi delle scorie, con l’obiettivo di far partire i lavori del primo impianto entro il 2013. Dove? C’è una lista di possibili siti, ma senza il via libera degli enti locali è difficile, forse impossibile (i primi ricorsi sono scattati subito), avviare qualsiasi progetto. Sul decreto c’è un parere negativo espresso da tutti tranne che da Lombardia, Piemonte, Campania e Veneto che però avevano legato il loro sì al nucleare a una serie di emendamenti. Ma ieri, anche nel fronte del possibilisti, sono emerse le prime crepe.
Il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia ha precisato: “Fino a quando ci sarò io è e sarà sempre no all’ipotesi di ospitare una centrale nucleare, il Veneto non ha le caratteristiche necessarie”. La Lombardia tiene il punto: “Siamo autosufficienti nella produzione di energia e di questo bisognerà tenere conto quando si penserà alle nuove localizzazioni – ha detto il governatore Roberto Formigoni – ma bisogna notare anche che le centrali del Giappone sono obsolete. Senza dimenticare che il Giappone è terra altissimamente sismica”. Secondo il governatore lombardo, in Italia, invece, “parliamo di centrali di nuovissima generazione e, inoltre siamo un Paese sismico, ma migliaia di volte meno del Giappone”. Eppure il rischio terremoti c’è anche in Italia e il governatore della Campania, Stefano Caldoro (Pdl) lo ricorda: “Proprio oggi (ieri, ndr) c’è stata una scossa del terzo grado nel beneventano – ha detto – ma c’è un gap energetico da colmare e non bisogna fare scelte ideologiche”. E se arrivasse una centrale in Campania? Secondo le indiscrezioni nella lista dei possibili siti c’è n’è anche uno sul Garigliano. “Le condizioni morfologiche della Campania non lo consentono – aggiunge Caldoro – decideranno gli esperti, ma non mi risulta che il governo pensi a una centrale da noi”. Una posizione simile era stata espressa (ma prima del Giappone) dal governatore del Piemonte, il leghista Cota: “Dire no al nucleare sarebbe ipocrita con le centrali francesi al confine, ma in Piemonte non ci sono le caratteristiche adatte per un nuovo impianto”.
Dagli altri un netto stop. “Continuiamo ad essere contrari al nucleare tanto più oggi, non è sicuro e non risolve i problemi energetici”, ha detto Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni. “Dobbiamo imparare dalla tragedia giapponese”, aggiunge il governatore della Puglia, Nichi Vendola. Tra i possibili siti per una centrale atomica c’è anche Montalto di Castro (forse proprio tra i primi a poter essere preso in considerazione), al confine tra Lazio e Toscana. Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, è da sempre contrario. Ma è no anche dal Lazio: “Non c’è bisogno di nuove centrali”, dice Renata Polverini. Il presidente della Basilicata Vito De Filippo spiega le ragioni del no: “Il nucleare è come un’auto senza freni. I costi, anche per la gestione delle scorie, sono alti e ci sono rischi per la sicurezza”. Il siciliano Lombardo è esplicito: “Il governo eviti di farci fare manifestazioni contro lo sbarco del nucleare in Sicilia”. (16 marzo 2011)
Marzo 17th, 2017 — Nucleare
“Non si potranno realizzare le centrali nucleari nelle Regioni che si esprimeranno negativamente sulla localizzazione degli impianti nel loro territorio e il programma energetico nucleare non potrà essere realizzato in assenza di una totale condivisione delle comunità territoriali coinvolte” ha volutamente sottolineato ieri sera il sottosegretario Saglia.
Tondo non ha mica detto chiaramente di no al nucleare, anzi!! Ha solo detto che il FVG è sismico, ma questo non giova! Infatti basta dire che la bassa friulana è poco sismica e il gioco è fatto. D’altro canto attenersi al sì delle Regioni sarebbe come non fare il nucleare per cui anche questa posizione puzza di imbroglio tattico per aspettare che passi la buriana. Tondo dice di investire a Krsko, ma evidentemente è una boiata che solo un ignorante come lui può continuare a veicolare senza preoccuparsi di fare la figura del pirla. Il problema è che di fatto Tondo ha lasciato volutamente la porta aperta al nucleare in Regione, infatti non ha detto e tuttora non dice, un no chiaro e formale alla scelta nucleare. Così il Governo al momento buono dirà che la Regione FVG non ha detto di NO e quindi qui si può fare la centrale. Questo è il gioco!
Uno strano vertice a Torviscosa
Il fatto. Torviscosa, sabato 12 marzo pomeriggio a partire dalle ore 13.30 circa si è svolto un vertice politico (in un’abitazione privata in via Colombo) fra l’Assessore Regionale Riccardo Riccardi, il consigliere Regionale del PdL Paride Cargnelutti e i politici torviscosini Edi Beltramini, Roberto Duz (PD) e Carlo Brunetti (vedi foto macchine). Lo scopo era ovviamente quello di trovare l’alleanza per riportare il comune di Torviscosa in mano alle lobby affaristico-industriali che lo avevano perso a seguito della lotta contro il cementificio.
Marzo 17th, 2017 — Tracciati FVG
Dal Piccolo del 16/03/11
Via libera al parere ambientale sul progetto della Tav
Idillio, o quasi, c’è stato ieri notte pure sul parere non vincolante del Consiglio comunale alla
Via, la Valutazione d’impatto ambientale, sul progetto della Tav Ronchi-Trieste nel tratto che rientra sotto la superficie municipale. Hanno votato a favore, con una serie di riserve tecniche, tutti i consiglieri del centrodestra (bandelliani compresi), il Pd (fatta eccezione per Bruna Tam e Igor Svab che si sono astenuti), i Cittadini con Roberto Decarli e la Lista Rovis con Emiliano Edera. Contrari invece i verdi con Alfredo Racovelli e Rifondazione. «Una mancanza
di unità certamente legittima – rileva in proposito il capogruppo dei democratici Fabio Omero – che trova le sue ragioni nella scarsa trasparenza e informazione da parte di Rfi, che ancora una volta cala sul territorio un progetto, peraltro non completo in tutto il suo percorso attraverso la provincia di Trieste, senza minimamente condividerlo con le forze politiche e sociali, con le associazioni ambientaliste econ i cittadini». Convergenza si è respirata, ad ogni modo, anche nel breve dibattito sugli emendamenti da inserire nella delibera, tra cui uno della berlusconiana Raffaella Del Punta, fatto proprio dalla giunta, che sollecita l’interramento di alcuni impianti in via Marziale. Un altro emendamento è stato, perfino, riscritto appositamente per mettere assieme le proposte simili firmate da Everest Bertoli per il Pdl e da Bruna Tam, Mario Ravalico e Fabio Omero per il Pd, che chiedevano in sostanza alle Ferrovie di istituire il cosiddetto “ufficio di scopo”. Una sorta di urbancenter nel quale i cittadini possano avere informazioni e controllare lo stato di avanzamento dei lavori.
Marzo 17th, 2017 — Ultime
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… c’è qualcosa di inquietante nella somiglianza fra Angelino Alfano e il figlio di Gheddafi |
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News. comunicato del FPLP
17 marzo
Sei qui: Homepage
Controinformazione
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina contro Gheddafi
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina contro Gheddafi (da Contropiano)
[Un secco comunicato del PFLP, la maggiore forza della sinistra palestinese, inchioda Gheddafi. Grottesco tiranno che ha tradito un po’ tutti. Dai militanti dell’IRA denunciati alla Gran Bretagna per ingraziarsela, al sostegno solo verbale ai palestinesi, mentre accordi sempre più saldi con il governo israeliano prendevano forza. Fino all’osceno accordo con l’Italia per fare morire i potenziali migranti nel deserto o in qualche lager sperduto. Un uomo ripugnante, che piace a gente altrettanto ripugnante, dai berlusconiani ai rossobruni a certi commentatori “di sinistra” fuori di testa. Dopo il comunicato, qualche breve indicazione documentaria.] (V.E.)
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina condanna i massacri del regime di Gheddafi contro il popolo libico
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