TRIESTE: Non scansatevi! Stiamo lanciando una nuova Sottoscrizione!

Grati e fiduciosi torniamo alla carica.

Nel giro di qualche mese dobbiamo trovare 10.000 euro per completare la ristrutturazione della nuova sede del Gruppo Anarchico Germinal. Per essere più specifici i soldi servono per sostituire i vecchi serramenti, spesa necessaria per portare avanti la nostra attività politica e culturale con una certa sicurezza e senza battere i denti per il freddo.

Ma che cosa è successo negli ultimi due anni e mezzo?

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UDINE/ CSA: continua il processo per scalo nuovo

L’Udienza è stata rinviata al 10 dicembre che è l’anniversario dello sgombero-sequestro del CSA!

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Il CSA all’attacco di Honsell

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Comunicato stampa

Amianto:

la posizione ipocrita di Honsell

Il sindaco di Udine, Furio Honsell, piange i morti per amianto delle FS e non fa nulla per rimuovere la tettoria fatiscente e marcia che sovrasta il parcheggio dell’ex Frigorifero che rilascia  le sue fibre sugli ignari posteggiatori.
Il bello è che quando il CSA è andato a discutere con il Comune per la ricerca di una sede ed avevamo posto il problema del recupero del fabbricato sulla sinistra del parcheggio, il tecnico del comune pose il problema dell’amianto e disse testualmente alla presenza di Honsell  “là dentro io non ci manderei un mio amico”.

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Zardinsmagnetics: Sommario trasmissione del 21/10/10

Leggi gli approfondimenti sul BLOG della trasmissione

https://zardinsmagnetics.noblogs.org/

 

Sommario Trasmissione del 21 ottobre 2010

 

NO TAV SGOMBERI E NUOVE OCCUPAZIONI A MILANO E TORINO, COMUNICATI DA EDERA E BOTTIGLIERIA OCCUPATA/STAMPERIA IN SCIOPERO IRREVERSIBILE MANIFESTAZIONE 23 OTTOBRE PER GLI SPAZI OCCUPATI A GALLARATE GERMINAL TS E LA NUOVA SOTTOSCRIZIONESCIACCALLAGGI TELEVISIVI VARI


Rubrica sull’uso consapevole della rete:

iL manifesto di : AUTISTICI/INVENTATI

 

RIFIUTI/ Terzigno: bloccata la seconda discarica

Le discariche della premiata Ditta Bertolaso&Berlusconi

 Nuovo vertice, Terzigno in corteo   "Non ci fidiamo del governo" -   foto

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COLPITO! Il MV gli fa da scudo, ma meglio così perché non volevamo affondarlo

E adesso che Honsell rimuova velocemente la tettoia, che per la prossima primavera vogliamo avere il posto bello e pulito!

Potevamo fargli un danno molto, ma molto più grave, vista che la situazione è da sequestro dell’area e denuncia penale, ma non ci conveniva (siamo sempre in tempo a farlo se non si sbriga …)

Dicono che non gli risulta che siano caduti pezzi di eternit. Sono degli imbecilli! E le foto? Non sono chiare? E adesso cosa faranno? Lo faranno raccogliere dagli operai comunali con la scopa e con la pala?

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Messaggero Veneto
25 ottobre 2010

Volantinaggio

nell’ex Frigorifero:
rischio amianto

Il centro sociale autogestito

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TRIESTE: centinaia in piazza in sostegno dei musicisti di strada

E’stata una bellissima manifestazione: partecipata (ben oltre 500 persone), spontanea ed autoorganizzata.

 

Da Il piccolo del 24/10/10

Piazza Cavana gremita per dire ‘no’ all’ordinanza anti-suonatori di strada

Continua la protesta dei musicisti di strada triestini al regolamento con cui il Comune si appresta a istituire un”Anagrafe’ che impone il divieto, se non muniti di patentino, di esibirsi in piazze e strade cittadine

 

di ELISA COLONI Tamburi, chitarre, violini, fisarmoniche, trombe, flauti, maracas e nastri colorati: sono stati loro gli strumenti del dissenso, ieri sera, in una piazza Cavana stracolma di gente in festa. Centinaia di persone si sono date appuntamento in questo angolo del centro per dire no – in musica – al regolamento con cui il Comune si appresta a istituire l’”Anagrafe” degli artisti di strada, vietando loro di fatto di esibirsi (se non muniti di patentino) in piazze e strade cittadine. A partecipare alla manifestazione, nata come iniziativa spontanea di vari gruppi di musicisti di strada, centinaia di persone di ogni tipo ed età. Dai giovani ”alternativi” alle signore della Trieste bene, per tutti la parola d’ordine era manifestare pacificamente, ma rumorosamente, suonando i più svariati tipi di strumenti, cantando e ballando. Ogni angolo di piazza Cavana è stato occupato da suonatori di strada e da piccole band più o meno improvvisate. Tutto attorno capannelli di persone intente a ballare o semplicemente ad ascoltare divertite: impossibile non battere il ritmo con i piedi. Molti i volti noti presenti in piazza (così gremita che verso le 19 si sono rischiati veri e propri ingorghi). C’erano, tra gli altri, il Cittadino Roberto Decarli, il Verde Alfredo Racovelli, il segretario del Pd Roberto Cosolini. «È bello – ha commentato Cosolini – vedere manifestazioni come queste, pacifiche e allegre, a dimostrazione del fatto che la città ha voglia di gioia e positività. Credo che c’erano cose più urgenti e importanti di cui il sindaco Dipiazza avrebbe potuto occuparsi prima. L’ordinanza ha come obiettivo reprimere chi disturba e molesta il prossimo suonando? Ebbene, si punisca solo chi molesta davvero, non tutti indiscriminatamente». Tanti, ieri, i look originali, anche stravaganti, ma assolutamente in tema con la serata. Come quello di Anna, monfalconese, truccata e vestita da clown: «Per anni ho lavorato negli ospedali per portare la clown therapy e regalare un sorriso ai bambini che soffrono – ha commentato -. L’allegria è una grande medicina e aiuta a vivere meglio, in qualsiasi forma essa venga suscitata, anche con la musica e l’arte di strada: il sindaco Dipiazza non può tentare di vietarla». Poco distante da Anna, spuntava tra la folla un cappello da asino, munito di orecchie di peluche; sul cappello, scritta con un pennarello, si poteva leggere una frase: «Evviva il sindaco»

 

Sbriglia: «Ma nelle piazze non si fa ciò che si vuole»

 

«Non amo vedere per strada le persone che ridono e/o si divertono sulle altre, a motivo dei loro difetti fisici o delle loro abilità, sonore o meno; non amo “Le corti dei miracoli”, le atmosfere pseudo-balcaniche e la confusione in genere». È il pensiero dell’assessore alla Vigilanza, Enrico Sbriglia, che sull’ordinanza ritiene si stia montando «il solito caso». Altro che governanti locali di centrodestra «ottusi, autoritari ed ignoranti», quell’ordinanza secondo l’estensore altro non fa che «ribadire il “primato” del principio che la pubblica via è un bene “pubblico”, più importante dell’area della mia casa o della sua casa, è un luogo che va rispettato e disciplinato e dove non è consentito fare quel che si vuole». Sbriglia si dice «stanco di vedere le strade trasformate in improvvisi e scadenti mercati, in approssimativi teatri dove il cittadino è ostaggio del sedicente artista, dove chi intenda semplicemente stare tranquillo e passeggiare debba invece ingaggiare corse improvvise e scatti fulminei per non essere agganciato da chi esiga comunque del denaro per qualcosa che non hai chiesto e non ti interessa». Ai divieti già presenti nell’ordinanza del 2005, sostiene l’assessore, oggi viene aggiunto «in fase preventiva, un primo avviso e, ove questo non vada a buon fine, oltre che la sanzione anche il sequestro dello strumento». Sbriglia lascia aperta una strada: «È previsto che artisti particolarmente qualificati, facendone richiesta, potranno esibirsi nel rispetto delle indicazioni. Il mio pensiero, ad esempio, va in termini di sicurezza, alle distanze minime affinché gli spettatori non corrano pericoli davanti a spettacoli di mangiafuoco, lancio di oggetti e clavette, di esibizioni di abilità ginnica…».

ACQUA/ Bollette e allacciamenti, in preparazione una nuova assemblea pubblica

Messaggero Veneto VENERDÌ, 29 OTTOBRE 2010 Pagina 14 – Udine

San Giorgio. Cresce il malcontento nella Bassa per le lettere che invitano a effettuare il collegamento per la depurazione

Tubone, ressa per gli allacciamenti

Cittadini infuriati allo sportello del Consorzio. E si è sfiorata anche la rissa

SAN GIORGIO. Cresce la protesta nella Bassa Friulana per l’arrivo delle lettere da parte del Consorzio Depurazione Laguna spa (Tubone) in cui si obbligano i cittadini a provvedere in breve tempo all’allacciamento alla doppia rete fognaria. Un problema questo che coinvolge soprattutto gli abitanti dei comuni di Cervignano, Torviscosa e San Giorgio di Nogaro, che si troveranno a sostenere consistenti spese per la realizzazione del doppio accesso fognario, anche laddove non c’è possibilità di avere la depurazione. A fronte di questa ennesima mossa del Tubone, i cittadini stanno letteralmente prendendo d’assalto, il martedì e giovedì, lo sportello del Consorzio Depurazione di San Giorgio di Nogaro, per avere chiarimenti, ma soprattutto dove manifestare il proprio dissenso «verso quella che è un’imposizione, che non dovrebbe compèterci». Ieri, all’Ufficio relazioni pubbliche del Tubone in Municipio, c’era una vera e propria ressa, e i toni delle voci rasentavano, in alcuni casi, la rissa, ma la risposta degli addetti è stata pressoché unanime: bisogno allacciarsi! Intanto, il Tubone è al centro dell’ennesima polemica riguardante il pagamento della depurazione, sulla quale è in atto una grande confusione: infatti, chi ha pagato solo lo scarico fognario negli anni 2007 e 2008 dovrà pagare anche la depurazione nonostante che il Consorzio abbia, in molti casi, richiesto per il 2009 il pagamento del solo scarico fognario. Per cui la ente si chiede: «se oggi non sono depurato, come mai lo era negli anni precedenti»?
In merito a ciò si terrà il 12 novembre all’Ato di Udine, una riunione tra il rappresentante dei comitati, Paolo De Toni, e i responsabili dell’Ambito territoriale ottimale, sulla questione delle bollette, dei rimborsi e degli allacciamenti. Conseguentemente, la sera del 12 novembre si terrà un’assemblea pubblica a San Giorgio di Nogaro per fare il punto della situazione. Come afferma De Toni, «in gioco ci sono vari problemi: il più eclatante è quello degli utenti ai quali è stata riconosciuta solo la quota di scarico per il 2009, mentre per le annualità del 2007 e del 2008, è stata richiesta anche la depurazione, determinando così una evidente contraddizione. Questo significa disconoscere gli eventuali rimborsi per tutto il periodo pregresso, quindi un problema molto pesante in termini economici tenendo ben presente che l’unica condizione per la richiesta del canone di depurazione si paga solo se il servizio è effettivamente reso!. L’altra questione è quella degli sfioratori delle fognature comunali miste con sistemi di grigliatura secondo l’art.14 del Pgra, dando in questo modo ragione alla posizione espressa in questi anni dai comitati».
Francesca Artico

 

 

Messaggero Veneto DOMENICA, 24 OTTOBRE 2010 Pagina 16 – Udine

Bollette del Tubone: incontro il 12 novembre

SAN GIORGIO. Tornano alla ribalta nella Bassa Friulana le bollette del Consorzio depurazione laguna (Tubone). In merito alla confusione generatasi, si terrà il 12 novembre, all’Ato di Udine, una riunione sulle questioni relative a bollette, rimborsi e allacciamenti tra il rappresentante dei comitati e i vertici dell’Ato stessa; di conseguenza, il portavoce dei comitati, Paolo De Toni, comunica che la sera stessa ci sarà un’assemblea pubblica a San Giorgio di Nogaro per fare il punto della situazione. «In gioco – afferma- ci sono vari problemi: il più eclatante è quello degli utenti ai quali è stata riconosciuta solo la quota di scarico per il 2009, mentre per le annualità del 2007 e del 2008, è stata richiesta anche la depurazione, determinando così una evidente contraddizione.L’utente infatti si chiede se non era depurato nel 2009 come facevo ad esserlo nel 2007 e nel 2008? Questo peraltro significa disconoscere gli eventuali rimborsi per tutto il periodo pregresso, quindi un problema molto pesante in termini economici tenendo ben presente che l’unica condizione per la richiesta del canone di depurazione è che la depurazione deve effettivamente esserci, cioè si paga solo un servizio effettivamente reso! L’altra questione- continua De Toni-, è quella degli sfioratori delle fognature comunali miste con sistemi di grigliatura secondo l’art.14 del Pgra, dando in questo modo ragione alla posizione espressa in questi anni dai comitati. Inoltre i comitati smentiscono nuovamente quanto espresso dal sindaco di Cervignano, Piero Paviotti, che insiste nel propagandare come obbligatoria la vasca condensa grassi per gli allacciamenti alla fognatura separata. Infatti- conclude- l’art. 20 del regolamento di fognatura parla di allacciamento diretto senza interposizione di vasche settiche e sistemi di pretrattamento

 

Il Piccolo GIOVEDÌ, 28 OTTOBRE 2010

Pagina 13 – Gorizia

CERVIGNANO. LA MINORANZA INSORGE: «PERCHÉ SOLO ORA LA COMUNICAZIONE?»

Allacciamenti al Tubone, il Comune minaccia multe

Sono 800 le famiglie che devono collegarsi al depuratore: la spesa varia da 500 a 5mila euro

CERVIGNANO Allacciamenti entro due anni, pena provvedimenti da parte del Comune, che interverrà con un’apposita ordinanza. In tutto sono 800 i cervignanesi che nel giro di 48 mesi dovranno mettere mano al portafoglio per allacciarsi al tubone collegato al depuratore di San Giorgio. Il Consorzio depurazione laguna e il sindaco di Cervignano Pietro Paviotti hanno inviato loro una lettera, per informarli che dovranno presentare domanda di allacciamento entro tre mesi.
«Già 25 anni fa – parla Paviotti -, abbiamo scelto di fare le fognature, separando le acque nere da quelle chiare e collegandole al depuratore. L’unica sostanziale novità consiste nel fatto che ora è arrivato il tubo collegato al depuratore. Chi abita lungo il tubo, deve fare l’allacciamento, presentando domanda al Consorzio». E scoppia la polemica. Se fino al 2009, infatti, il regolamento prevedeva che, per l’allacciamento, il cittadino non dovesse pagare più di 258euro, con il resto della spesa a carico del Consorzio, ora non è più così. La spesa sarà infatti a carico dei cittadini. Una cifra variabile, a seconda dei casi, che ieri lo stesso Paviotti l’ha fatta comprendere tra i 500 e i 5mila euro. Per la minoranza di Cervignano, il costo dell’allacciamento toccherà qualche migliaio di euro.
«Perché la comunicazione è arrivata adesso? – insorge il capogruppo Alberto Rigotto – Proprio ora che, con la crisi in atto, i cittadini sono già costretti da pesanti sacrifici? E perché proprio ora che, nel regolamento, è sparito l’articolo che fissava a 258 euro la spesa a loro carico?». Stesso parere per il Comitato difesa ambientale, con il portavoce Paolo De Toni che considera anche casi in cui le spese per l’allacciamento sfioreranno i 10mila euro.
«I sindaci e il Consorzio hanno imbrogliato i cittadini – replica Paolo de Toni -, perché per anni hanno fatto credere che, a parte i 258euro, il resto della spesa sarebbe stato a carico del Tubone. In questo modo li hanno convinti a pagare la depurazione nella bolletta anche se di fatto non veniva eseguita, dicendo loro che questi soldi sarebbero serviti a coprire il resto della spesa. E poi – continua De Toni – Paviotti mente quando afferma che c’è l’obbligo della condensa grassi. Piuttosto, farebbe bene a mettere al corrente i cittadini sulle modalità che esistono per ottenere le deroghe sull’allacciamento». Per i Comitati, l’appuntamento sarà il 12 novembre a San Giorgio, nell’assemblea pubblica organizzata alle 20.30, in seguito alla riunione sulla questione delle bollette, dei rimborsi e degli allacciamenti, che si terrà la mattina stessa negli uffici dell’Ato di Udine.
Elena Placitelli

TAV: la Serracchiani continua a strillare…

Com’era immaginabile neanche l’incontro a Porpetto le ha insegnato qualcosa….

 

Dal Il Piccolo del 28/10/10

Alta velocità, l allarme della Serracchiani

 

TRIESTE «Sarebbe paradossale perdere risorse che ci sono già state assegnate, perchè con quelle risorse perderemo letteralmente l’ultimo treno per restare agganciati nel nucleo forte dei Paesi europei». È questo il commento dell’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani, che è membro della commissione Trasporti e Turismo, dopo che l’esecutivo Ue ha annunciato il taglio di 9,8 milioni di euro di finanziamenti tra quelli previsti per la linea ad alta velocità Torino-Lione. «Il taglio purtroppo – ha aggiunto – ce lo aspettavamo: consideriamolo un segnale di emergenza che si accende su alcune delle nostre infrastrutture più importanti». «La Torino-Lione – ha sottolineao Serracchiani – è strategica per l’Italia, comprendendo tutto il tracciato che si deve prolungare lungo l’asse est-ovest fino a Venezia, Trieste e oltre nell’Europa orientale, in combinazione con i corridoi trasversali che ci collegano all’area danubiana e al Baltico». Secondo Serracchiani, «come in altri settori, anche nelle infrastrutture rischiamo di pagare il prezzo di un’inerzia tipicamente italica, che ritiene di poter trovare sempre una scappatoia dell’ultimo minuto. Ma ora non c’è più spazio per questa tattica e ha concluso – dobbiamo fare tutto il necessario per evitare di perdere anche la proroga al 2015».

MEMORIA STORICA: Spunta dopo 70 anni l’elenco dei sovversivi a Gorizia

Da Il piccolo del 29/10/10

 

Spunta dopo 70 anni l elenco dei sovversivi

 

di GIOVANNI TOMASIN «Giovanni Lango, classe 1890, operaio. Colore politico: antifascista. Denunciato al Tribunale speciale». Oppure: «Ferdinando Alberini, classe 1867, esercente caffè. Colore politico: antifascista. Radiato». Sono soltanto due degli oltre 3mila isontini perseguitati dal governo durante il Ventennio. I loro nomi compaiono nel Casellario politico centrale, una lista di oltre 150mila ”sovversivi” stilata dalle forze dell’ordine tra gli inizi del ’900 e gli anni ’40, pubblicato recentemente sul sito del ministero ai Beni culturali (www.archivi.beniculturali.it). Per ovvie ragioni, la gran parte dell’archivio fu compilata nel periodo fascista. LA PROVINCIA. Scorrendo la lista degli schedati della provincia di Gorizia (che ai tempi includeva anche i comuni poi passati alla Iugoslavia al termine del Secondo conflitto mondiale) si ottiene un quadro affascinante dell’opposizione al fascismo negli anni ’20 e 30’: avvocati, sacerdoti, camerieri, contadini e tanti operai. «Nella nostra zona era radicato uno degli antifascismi più forti d’Italia – spiega la storica Alessandra Kersevan -. Il numero di processati dal Tribunale speciale, rapportato alla popolazione di allora, è enormente più alto che nel resto del paese». Le ragioni di tanta avversione al regime sono molteplici: «Nell’Isontino coincidevano due fattori d’opposizione dirompenti – dice Kersevan -: la questione nazionale e una forte classe operaia». Non a caso nel Casellario compaiono numerosissimi i nomi dei cittadini italiani di lingua slovena, soggetti a un controllo ossessivo da parte delle autorità fasciste in quanto ”allogeni”. A questi si aggiungono gli operai, una qualifica professionale tra le più ricorrenti nella lista (190 voci): «Tra i lavoratori del cantiere di Monfalcone era molto radicata una tradizione socialista prima, e comunista poi – aggiunge Kersevan -. L’opposizione al fascismo non si estinse neanche durante il periodo di massimo consenso del regime, nella seconda metà degli anni ’30. Non è un caso se da noi la Resistenza è cominciata prima dell’8 settembre. Basti pensare che, dopo l’armistizio, nel giro di pochi giorni nacque la Brigata proletaria, una formazione partigiana composta da circa un migliaio di operai del cantiere. Un caso praticamente unico». Il cantiere era un bacino in cui questione nazionale e di classe s’incontravano: «La presenza di lavoratori del Carso goriziano favorì tra gli operai la nascita di uno spirito internazionalista che non poteva non entrare in conflitto con lo sfrenato nazionalismo fascista». Uno spirito che il regime contrastò con ogni mezzo: tra le note delle schede del Casellario si contano a non finire i ”confinato”, ”diffidato”, ”denunciato al Tribunale speciale”. GLI IDEALI. Tra i ”sovversivi” della provincia di Gorizia si contano 921 comunisti, 58 socialisti, 23 repubblicani e 21 anarchici. Tutti gli altri sono etichettati sbrigativamente come antifascisti, termine che comprendeva oppositori liberali, cattolici e moltissimi membri di minoranze come gli sloveni e gli ebrei. Nel casellario mancano i nomi di molti dei più noti personaggi della Resistenza isontina: dal ’43 in poi la guerra rese impossibile il controllo capillare della popolazione, e il più delle volte gli oppositori dell’Asse venivano direttamente mandati al muro. LE PERSONALITÀ. Spulciando il database a livello nazionale, però, si incontrano molti nomi noti. Ad esempio a Errico Malatesta, padre degli anarchici italiani, è riservata una scheda che nella sua versione cartacea era composta da 13 fascicoli. Per rimanere nello stesso ambito ideologico, Camillo Berneri è seguito in ogni sua mossa, tanto che la scheda segna tutte le sue destinazioni d’esilio ”Belgio, Germania, Spagna”. Da quando il Casellario online è diventato un caso pubblico, grazie a una segnalazione del sito letterario www.wumingfoundation.com, sono sempre più numerosi gli italiani che lo consultano alla ricerca del ”bisnonno antifascista”.