Marzo 17th, 2017 — No OGM
Messaggero Veneto del 15/03/11
Ogm, irruzione da Fidenato: 40 decreti penali e 5 imputati
Rischiano di pagare in media 20 mila euro per aver fatto irruzione nella sede di Agricoltori Federati. Il pm del tribunale di Pordenone, Piera De Stefani, ha avviato l’azione penale nei confronti della quarantina di manifestanti che fecero irruzione nella sede di Agricoltori federati (in corso Lino Zanussi) lo scorso 30 aprile. Ad altri cinque soggetti arriverà invece l’atto con cui sarà notificata la richiesta di rinvio a giudizio.
Dopo aver organizzato un presidio in piazza a Vivaro, contro le coltivazioni geneticamente modificate, i partecipanti, guidati dall’ex consigliere regionale Alessandro Metz decisero per un fuori programma e riuscirono a entrare nella sede, aggirando anche le forze dell’ordine, con spray, megafono e semi (biologici) che lanciarono contro Giorgio Fidenato.
I manifestanti, oltre a gettare semi all’interno della sede, avevano messo all’angolo il presidente dell’associazione gridandogli «vergogna, “chi semina Ogm raccoglie m…», «venduto alle multinazionali». Lui aveva reagito a suon di «siete nazi-comunisti» e dagli insulti si era passati agli strattoni. Poi l’intervento delle forze dell’ordine, la divisione delle fazioni opposte, il defilarsi dei manifestanti, le denunce di Fidenato, il filmato che aveva fatto il giro della rete internet.
Ieri la procura ha inviato all’ufficio del giudice per le indagini preliminare la quarantina di decreti penali di condanna che prevedono sanzioni pecuniarie di 20 mila euro per l’incursione non autorizzata nella sede dell’associazione.
Ma l’azione della procura non è destinata a fermarsi: i medesimi rischi li hanno i volontari di Greenpeace che sono entrati senza autorizzazione nel campo di Fidenato a Fanna (era fine luglio) e i disobbedienti del collettivo Ya basta che il 9 agosto hanno raso al suolo il campo di Vivaro. Anche per loro si profila un decreto penale di condanna.
Ma la “guerra” dei pro e contro Ogm non si fermerà con l’azione giudiziaria. La nuova stagione della semina è alle porte e con essa le polemiche. Domani il prefetto Pierfrancesco Galante ha convocato il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza proprio per affrontare la situazione. (m.mi.)
Marzo 17th, 2017 — Noi
Una ventina di attivisti NOTAV ha effettuato ieri un piccolo presidio sotto la sede del Comune di Trieste. Oltre a esporre lo striscione sono stati distribuiti alcune centinaia di volantini ai passanti. L’iniziativa era stata indetta in occasione della seduta del consiglio comunale di valutazione sul nuovo progetto TAV/TAC. A breve nuove info.

Marzo 17th, 2017 — Statistiche infoaction
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Continua il trend positivo delle visite al sito anche il 16 e 17 marzo superato abbondantemento il numero di 100 visitatori unici
| Giovedì |
17-3-2011 |
171 |
692 |
| Mercoledì |
16-3-2011 |
133 |
503 |
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Martedì
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data
15-3-2011
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visitatori unici
160
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pagine viste
598
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| Lunedì |
14-3-2011 |
181 |
640 |
| Domenica |
13-3-2011 |
236 |
969 |
| Sabato |
12-3-2011 |
122 |
422 |
| Venerdì |
11-3-2011 |
182 |
506 |
| Giovedì |
10-3-2011 |
170 |
566 |
| Mercoledì |
9-3-2011 |
126 |
549 |
| Martedì |
8-3-2011 |
139 |
534 |
| Lunedì |
7-3-2011 |
129 |
546 |
| Domenica |
6-3-2011 |
99 |
358 |
| Sabato |
5-3-2011 |
71 |
213 |
| Venerdì |
4-3-2011 |
118 |
398 |
| Giovedì |
3-3-2011 |
139 |
562 |
| Mercoledì |
2-3-2011 |
139 |
500 |
| Martedì |
1-3-2011 |
128 |
518 |
| Lunedì |
28-2-2011 |
151 |
666 |
| Domenica |
27-2-2011 |
100 |
359 |
| Sabato |
26-2-2011 |
80 |
251 |
| Venerdì |
25-2-2011 |
112 |
462 |
| Giovedì |
24-2-2011 |
76 |
294 |
| Mercoledì |
23-2-2011 |
78 |
340 |
| Martedì |
22-2-2011 |
62 |
232 |
| Lunedì |
21-2-2011 |
68 |
229 |
| Domenica |
20-2-2011 |
45 |
203 |
| Sabato |
19-2-2011 |
56 |
144 |
| Venerdì |
18-2-2011 |
53 |
164 |
| Giovedì |
17-2-2011 |
73 |
293 |
| Mercoledì |
16-2-2011 |
108 |
412 |
| Martedì |
15-2-2011 |
92 |
338 |
Marzo 17th, 2017 — Nucleare
Tondo non ha mica detto chiaramente di no al nucleare, anzi!! Ha solo detto che il FVG è sismico, ma questo non giova! Infatti basta dire che la bassa friulana è poco sismica e il gioco è fatto. D’altro canto attenersi al sì delle Regioni sarebbe come non fare il nucleare per cui anche questa posizione puzza di imbroglio tattico per aspettare che passi la buriana. Tondo dice che bisogna investire a Krsko, ma evidentemente è una boiata che solo un ignorante come lui può continuare a veicolare senza preoccuoarsi di fare la figura del pirla. Il problema è che di fatto Tondo ha lasciato volutamente la porta aperta al nucleare in Regione, infatti non ha detto e tuttora non dice, un no chiaro e formale. Così il Governo al momento buono dirà che la Regione FVG non ha detto di NO e quindi qui si può fare la centrale. Questo è il gioco!
Messaggero Veneto 16 marzo
Il terremoto e lo tsunami in Giappone «rafforzano» l’idea della Regione Friuli Venezia Giulia di far partecipare l’Italia alla realizzazione del nuovo reattore della centrale nucleare di Krsko, in Slovenia, a circa 100 chilometri da Trieste. Lo ha sottolineato ieri il presidente della giunta regionale, Renzo Tondo: «Credo che l’impegno della Regione per investire su Krsko debba essere rafforzato», ha detto.
16 marzo 2011
Il sottosegretario Saglia assicura che le centrali non saranno costruite senza l’assenso delle amministrazioni regionali. Un modo per tranquillizzare i governatori, da Zaia a Lombardo, che si erano uniti al fronte del no. Ma ripete che sarebbe un errore bloccare il piano di ritorno all’atomo / Commenta
Lo tsunami de’ noantri
ANSA.it > Regioni > Lazio > News
(ANSA) – ROMA, 15 MAR – Difficile tentennare davanti alle tragiche immagini che dal Giappone arrivano nelle tv di tutto il mondo. Gianni Alemanno e Renata Polverini rompono gli indugi e allontanano l’ipotesi nucleare dal Lazio. Il primo ragiona ”dopo il Giappone c’e’ una questione sicurezza”, la seconda e’ piu’ netta ”il Lazio ha gia’ dato, avevo gia’ espresso al Governo la mia contrarieta”’.(ANSA).
Repubblica
Alemanno: “Dopo l’apocalisse in Giappone
quale territorio vorrà centrali nucleari?”
Il sindaco: “Niente giudizi affrettati, ideologici o negativi per forza, però è necessario un esame molto serio”
Dopo l’incidente in Giappone anche nel Pdl avanza il fronte del no ai nuovi impianti. Anche chi spalleggiava le decisioni dell’esecutivo ora fa retromarcia
ROMA – Nucleare mai, tantomeno in casa nostra. Il fronte dei governatori anti centrali atomiche si è rinsaldato dopo la tragedia del Giappone. E anche chi sembrava spalleggiare la decisione del governo di riattaccare la spina al nucleare in Italia, ora fa retromarcia. Dalle Regioni è arrivato ieri un altro “no”. Un coro in cui spicca solo qualche voce isolata (Lombardia, Campania), ma con toni più bassi di qualche settimana fa. Il governo ha varato l’anno scorso un decreto che fissava i criteri di localizzazione delle centrali e dei depositi delle scorie, con l’obiettivo di far partire i lavori del primo impianto entro il 2013. Dove? C’è una lista di possibili siti, ma senza il via libera degli enti locali è difficile, forse impossibile (i primi ricorsi sono scattati subito), avviare qualsiasi progetto. Sul decreto c’è un parere negativo espresso da tutti tranne che da Lombardia, Piemonte, Campania e Veneto che però avevano legato il loro sì al nucleare a una serie di emendamenti. Ma ieri, anche nel fronte del possibilisti, sono emerse le prime crepe.
Il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia ha precisato: “Fino a quando ci sarò io è e sarà sempre no all’ipotesi di ospitare una centrale nucleare, il Veneto non ha le caratteristiche necessarie”. La Lombardia tiene il punto: “Siamo autosufficienti nella produzione di energia e di questo bisognerà tenere conto quando si penserà alle nuove localizzazioni – ha detto il governatore Roberto Formigoni – ma bisogna notare anche che le centrali del Giappone sono obsolete. Senza dimenticare che il Giappone è terra altissimamente sismica”. Secondo il governatore lombardo, in Italia, invece, “parliamo di centrali di nuovissima generazione e, inoltre siamo un Paese sismico, ma migliaia di volte meno del Giappone”. Eppure il rischio terremoti c’è anche in Italia e il governatore della Campania, Stefano Caldoro (Pdl) lo ricorda: “Proprio oggi (ieri, ndr) c’è stata una scossa del terzo grado nel beneventano – ha detto – ma c’è un gap energetico da colmare e non bisogna fare scelte ideologiche”. E se arrivasse una centrale in Campania? Secondo le indiscrezioni nella lista dei possibili siti c’è n’è anche uno sul Garigliano. “Le condizioni morfologiche della Campania non lo consentono – aggiunge Caldoro – decideranno gli esperti, ma non mi risulta che il governo pensi a una centrale da noi”. Una posizione simile era stata espressa (ma prima del Giappone) dal governatore del Piemonte, il leghista Cota: “Dire no al nucleare sarebbe ipocrita con le centrali francesi al confine, ma in Piemonte non ci sono le caratteristiche adatte per un nuovo impianto”.
Dagli altri un netto stop. “Continuiamo ad essere contrari al nucleare tanto più oggi, non è sicuro e non risolve i problemi energetici”, ha detto Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni. “Dobbiamo imparare dalla tragedia giapponese”, aggiunge il governatore della Puglia, Nichi Vendola. Tra i possibili siti per una centrale atomica c’è anche Montalto di Castro (forse proprio tra i primi a poter essere preso in considerazione), al confine tra Lazio e Toscana. Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, è da sempre contrario. Ma è no anche dal Lazio: “Non c’è bisogno di nuove centrali”, dice Renata Polverini. Il presidente della Basilicata Vito De Filippo spiega le ragioni del no: “Il nucleare è come un’auto senza freni. I costi, anche per la gestione delle scorie, sono alti e ci sono rischi per la sicurezza”. Il siciliano Lombardo è esplicito: “Il governo eviti di farci fare manifestazioni contro lo sbarco del nucleare in Sicilia”. (16 marzo 2011)
Marzo 17th, 2017 — Nucleare
“Non si potranno realizzare le centrali nucleari nelle Regioni che si esprimeranno negativamente sulla localizzazione degli impianti nel loro territorio e il programma energetico nucleare non potrà essere realizzato in assenza di una totale condivisione delle comunità territoriali coinvolte” ha volutamente sottolineato ieri sera il sottosegretario Saglia.
Tondo non ha mica detto chiaramente di no al nucleare, anzi!! Ha solo detto che il FVG è sismico, ma questo non giova! Infatti basta dire che la bassa friulana è poco sismica e il gioco è fatto. D’altro canto attenersi al sì delle Regioni sarebbe come non fare il nucleare per cui anche questa posizione puzza di imbroglio tattico per aspettare che passi la buriana. Tondo dice di investire a Krsko, ma evidentemente è una boiata che solo un ignorante come lui può continuare a veicolare senza preoccuparsi di fare la figura del pirla. Il problema è che di fatto Tondo ha lasciato volutamente la porta aperta al nucleare in Regione, infatti non ha detto e tuttora non dice, un no chiaro e formale alla scelta nucleare. Così il Governo al momento buono dirà che la Regione FVG non ha detto di NO e quindi qui si può fare la centrale. Questo è il gioco!
Uno strano vertice a Torviscosa
Il fatto. Torviscosa, sabato 12 marzo pomeriggio a partire dalle ore 13.30 circa si è svolto un vertice politico (in un’abitazione privata in via Colombo) fra l’Assessore Regionale Riccardo Riccardi, il consigliere Regionale del PdL Paride Cargnelutti e i politici torviscosini Edi Beltramini, Roberto Duz (PD) e Carlo Brunetti (vedi foto macchine). Lo scopo era ovviamente quello di trovare l’alleanza per riportare il comune di Torviscosa in mano alle lobby affaristico-industriali che lo avevano perso a seguito della lotta contro il cementificio.
Marzo 17th, 2017 — Tracciati FVG
Dal Piccolo del 16/03/11
Via libera al parere ambientale sul progetto della Tav
Idillio, o quasi, c’è stato ieri notte pure sul parere non vincolante del Consiglio comunale alla
Via, la Valutazione d’impatto ambientale, sul progetto della Tav Ronchi-Trieste nel tratto che rientra sotto la superficie municipale. Hanno votato a favore, con una serie di riserve tecniche, tutti i consiglieri del centrodestra (bandelliani compresi), il Pd (fatta eccezione per Bruna Tam e Igor Svab che si sono astenuti), i Cittadini con Roberto Decarli e la Lista Rovis con Emiliano Edera. Contrari invece i verdi con Alfredo Racovelli e Rifondazione. «Una mancanza
di unità certamente legittima – rileva in proposito il capogruppo dei democratici Fabio Omero – che trova le sue ragioni nella scarsa trasparenza e informazione da parte di Rfi, che ancora una volta cala sul territorio un progetto, peraltro non completo in tutto il suo percorso attraverso la provincia di Trieste, senza minimamente condividerlo con le forze politiche e sociali, con le associazioni ambientaliste econ i cittadini». Convergenza si è respirata, ad ogni modo, anche nel breve dibattito sugli emendamenti da inserire nella delibera, tra cui uno della berlusconiana Raffaella Del Punta, fatto proprio dalla giunta, che sollecita l’interramento di alcuni impianti in via Marziale. Un altro emendamento è stato, perfino, riscritto appositamente per mettere assieme le proposte simili firmate da Everest Bertoli per il Pdl e da Bruna Tam, Mario Ravalico e Fabio Omero per il Pd, che chiedevano in sostanza alle Ferrovie di istituire il cosiddetto “ufficio di scopo”. Una sorta di urbancenter nel quale i cittadini possano avere informazioni e controllare lo stato di avanzamento dei lavori.
Marzo 17th, 2017 — Ultime
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… c’è qualcosa di inquietante nella somiglianza fra Angelino Alfano e il figlio di Gheddafi |
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News. comunicato del FPLP
17 marzo
Sei qui: Homepage
Controinformazione
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina contro Gheddafi
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina contro Gheddafi (da Contropiano)
[Un secco comunicato del PFLP, la maggiore forza della sinistra palestinese, inchioda Gheddafi. Grottesco tiranno che ha tradito un po’ tutti. Dai militanti dell’IRA denunciati alla Gran Bretagna per ingraziarsela, al sostegno solo verbale ai palestinesi, mentre accordi sempre più saldi con il governo israeliano prendevano forza. Fino all’osceno accordo con l’Italia per fare morire i potenziali migranti nel deserto o in qualche lager sperduto. Un uomo ripugnante, che piace a gente altrettanto ripugnante, dai berlusconiani ai rossobruni a certi commentatori “di sinistra” fuori di testa. Dopo il comunicato, qualche breve indicazione documentaria.] (V.E.)
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina condanna i massacri del regime di Gheddafi contro il popolo libico
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Marzo 17th, 2017 — Nucleare
17 marzo
Repubblica
- 15:57
- Bossi: su centrali decide il territorio 77 –
- “Il Veneto non lo vuole e comunque è autosufficiente”. Umberto Bossi, interpellato dai cronisti sul programma nucleare del governo, frena: “È il territorio che decide”.
- 13:20
- Romani: condivisione su nucleare è la “mission” 55 –
- “Anche se non è obbligatorio il parere di tutti coloro che partecipano alla conferenza di servizi, politicamente la mission è la condivisione – ha aggiunto il ministro Paolo Romani – e penso che oggi soprattutto visti i vantaggi fiscali ed economici che ci sono per le comunità locali alla luce anche dell’esperienza francese dove i territori competono per avere le centrali, ho l’impressione che per un ritorno al nucleare sia necessario percorrere una strada condivisa”
- 13:11
- Romani: anche se legge consente non imporremo centrali 52 –
- “Non obbligheremo nessun territorio ad ospitare una centrale nucleare, anche se la legge lo consentirebbe”. E’ quanto ha affermato il ministro allo Sviluppo Economico, Paolo Romani, durante la presentazione dell’elettrodotto Sapei, presso la centrale elettrica Terna di Latina. “Il tema della riflessione sul nucleare – ha spiegato il ministro – deve contemplare anche la condivisione delle scelte. Maggioranza, opposizione e comunità locali devono condividere il processo e devono essere informate sui processi di sicurezza. Nessuno, quindi sarà obbligato ospitare eventuali centrali”.
- 13:08
- Romani: inappropriato il dibattito su stop definitivo a nucleare 51 –
- Il dibattito su Un possibile stop definitivo al programma nucleare italiano “è fuori tempo e inappropriato”. Così il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, a margine della presentazione di ‘sa.Pe.I, l’elettrodotto sottomarino di terna che collega direttamente Sardegna e Penisola. Secondo Romani, è importante spostare il dibattito tra nuclearisti e antinuclearisti “sul problema della sicurezza”
Marzo 17th, 2017 — Tracciati FVG
Alta velocità, botta e risposta tra Brandolin e Riccardi
Ronchi RONCHI. Il consigliere regionale Giorgio Brandolin (Pd) «sfida» l’assessore ai Trasporti, Riccardo Riccardi, a «dire chiaramente se vuole il raccordo ferroviario Ronchi Sud-Ronchi Nord» dell’Alta velocità. Brandolin replica così alle affermazioni di Riccardi, che sulla Tav aveva accusato il Pd di divisioni interne. «Nelle sue dichiarazioni – prosegue Brandolin – nulla si dice sulla posizione regionale, che è quella che conta, visto che la competenza dell’intesa Stato-Regione non è degli enti locali. Ecco quindi la mia sfida: dire chiaramente se il raccordo sia previsto o meno, senza fare l’ambiguo o il furbo. E dirlo subito, non tra un mese. Perché, se Riccardi è d’accordo a realizzarlo, allora è il progetto regionale che dev’essere buttato; se invece segue il suo progetto, allora è innegabile che il raccordo non ci potrà essere».
Per Riccardi «il compito della Regione non sono le sfide a duello, ma le soluzioni più condivise affinché il territorio esprima il maggior consenso per creare le condizioni della realizzazione di opere che presentino un rilevante impatto. Sono dispiaciuto per il tono di Brandolin – aggiunge Riccardi – e gli ripeto che, se ci sono problemi interni al Pd isontino, non sarò certo io a mettermi in mezzo per risolverli. Non esiste alcun progetto della Regione: c’è un progetto preliminare avanzato da Ferrovie dello Stato, che ha recepito una forte indicazione dalla Provincia di Gorizia di eliminare il raccordo. La soluzione voluta dal presidente Enrico Gherghetta trova contrario il Comune di Gorizia. In linea di principio, l’osservazione del sindaco Ettore Romoli mi sembra condivisibile. Ora è necessario, invece che urlare, conoscere anche l’opinione dei Comuni attraversati».
Alta velocità ferroviaria, venerdì un incontro nella sala consiliare
Ronchi RONCHI. Venerdì alle 20.30, nella sala consiliare del Comune di Ronchi dei Legionari. in piazza Unità d’Italia, si terrà un’altra iniziativa sull’attualissimo tema “Che cos’è il progetto Tav? Linea ferroviaria ad alta velocità – alta capacità, visione del progetto e osservazioni, natura del progetto, impatto e tutela ambientale, rapporto costi benefici, tutela dei cittadini, considerazioni sul concetto di “bene comune””.
Come relatori saranno presenti Giancarlo Pastorutti del Comitato NoTav Bassa Friulana ed Enrico Cumero autore di una tesi universitaria in Sociologia dal titolo “Problematiche socio ambientali della Tav nel territorio giuliano”.
L’iniziativa è stata promossa dal Comitato Popolare No Tav – Isontino, che si è costituito nel corso del mese di febbraio nel momento della presentazione delle osservazioni da parte dei cittadini del territorio monfalconese interessati al progetto della Tav tratta Venezia-Trieste.
L’incontro è stato promosso per raccontare dell’incontro avuto da esponenti del comitato no tav della Bassa Friulana a Strasburgo, nella sede del Parlamento europeo, per far conoscere e consegnare la documentazione e le osservazioni contrarie alla Tav di questo progetto ma anche per fare il punto dopo le recenti deliberazioni dei pareri espressi sulla Valutazione d’impatto Ambientale dai consigli comunali del Monfalconese; in modo particolare, Doberdò del Lago, Monfalcone e Ronchi dei Legionari che nelle delibere hanno accolto e ripreso parte dei contenuti e i giudizi critici espressi nelle osservazioni dalle associazioni ambientaliste e dai cittadini.
Marzo 17th, 2017 — Manifestazioni locali
Il presidio di oggi (giovedì 17 marzo) a cura del “Comitato Primo Marzo” di Trieste, sui temi dei CIE e delle deportazioni e sulle guerre e migrazioni ha avuto un ottimo riscontro. Dalle 11.00 alle 13.30 varie decine di antirazzisti e immigrati hanno dato vita all’iniziativa all’incrocio fra le centralissime vie S.Nicolo e Dante. I numerosi cartelloni e striscioni hanno attirato l’attenzione di numerosi passanti e sono stati distribuiti tantissimi volantini. Molto frequentato anche il banchetto con libri e dossier sui vari temi. Il tutto è stato accompagnato da musica e interventi. La prossima iniziativa sarà il 1 aprile per un’altra piazza informativa sui temi del lavoro migrante, nuovo schiavismo e lotte.

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