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Marzo 17th, 2017 — General, Nucleare
// Messaggero Veneto

È giallo sulla possibile realizzazione di una centrale nucleare a Monfalcone. Fonti Enel avevano escluso l’ipotesi. Immediata la replica dei Verdi, che confermano la scelta del sito regionale. Nuova replica dell’Enel e altra smentita dei Verdi. E intanto Rifondazione Comunista dà il via a una raccolta di firme per stoppare «la legge che vorrebbe tornare al nucleare».
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Marzo 17th, 2017 — Centri Sociali, General
MV VENERDÌ, 11 DICEMBRE 2009
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| Pagina 1 – Udine |
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| La palazzina delle Ferrovie dal 2006 era il punto di riferimento di decine di giovani anarchici. Ieri le operazioni dell’Arma si sono concluse pacificamente |
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| Acqua e luce: bollette intestate regolarmente |
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Centro sociale sgomberato dopo 3 anni
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| I carabinieri hanno sequestrato l’edificio di via Scalo nuovo: scatta l’accusa di occupazione abusiva |
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| LA CURIOSITÀ |
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Marzo 17th, 2017 — Bollette, General
MV 11 dicembre 2009 San Giorgio di Nogaro. Pagati 7,5 euro anziché 28. Iniziativa del Comitato che protesta per i canoni di depurazione |
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| Al Tubone consegnate 200 bollette autoridotte |
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SAN GIORGIO DI NOGARO. Singolare iniziativa da parte del Comitato che si batte contro i cannoni di depurrazione nella Bassa. Ieri mattina sono state consegnate al Consorzio depurazione laguna circa duecento bollette “autoridotte” (da 28 a circa 7,5 euro). Il motivo è noto: gli utenti ritengono che la sentenza della Corte costituzionale 335 del 2008 «affermi chiaramente che il gestore del servizio idrico può richiedere il canone solo se ha effettivamente ed integralmente svolto la depurazione – afferma il referende del Comitato, l’ambientalista Paolo De Toni – . Cio è stato chiarito e ribadito a più ripèrese da altre autorevoli fonti fra cui la stessa Corte dei conti del Ffriuli Venezia Giulia». Il Comitato contesta l’ambiguità dei concetti di “allacciabile” e “depurabile” e afferma che il “Tubone” «continua a pretendere i pagamenti per un canone che molti utenti ritengono non dovuto. Da qui è nata l’autoriduzione accompaganta da una lettera di motivazioni che richiama tutta la legioslazione in merito e che oltre al Tubone verrà inviata anche all’Autorità regionale per i servizi idrici ( nella persona di Lucio Cinti) e ad Equitalia, cioè all’agente della riscossione. Si tratta quinidi di unaprotesta ben articolata che intende provocare una definitivo chiarimento di una situazione che ha assunto toni parossistici. Su questo tema – continua De Toni – prima la Provincia ed ora anche la Regione hanno chiesto spiegazioni all’Ato e di conseguienza all’ente gestore . In gioco ci sono anche i rimborsi per quanto precedentemente pagato e non dovuto e non solo le bollette 2007 e 2008 ora soggette alla protesta dell’autoriduzione». |
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Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
Marzo 17th, 2017 — Clima e Potere, General
IL VERTICE SUL CLIMA

Summit super-blindato per il corteo. Attesi 80 mila manifestanti
Primi arresti tra gli attivisti
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Video
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Marzo 17th, 2017 — Comitati, General
Cresce e si diffonde a macchia d’olio la protesta contro la realizzazione dell’ampliamento della centrale idroelettrica a Somplago, sul lago di Cavazzo. Sono già quasi novemila le firme raccolte nei quattro comuni interessati dal mega-impianto: Cavazzo, Trasaghis, Bordano, Verzegnis. E le iniziative non si fermeranno qui.
Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
Il Gazzettino
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Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
MV SABATO, 12 DICEMBRE 2009
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| Pagina 2 – Udine |
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| L’assessore Franzil: potrebbero restare in via Scalo nuovo pagando l’affitto |
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| «Non hanno mai creato problemi» |
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Il Comune difende il Centro sociale: troveremo soluzioni per la sede
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| IL SINDACO |
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| di LUANA DE FRANCISCO
Non ci erano riusciti tre anni fa, quando il Centro sociale autogestito finì per optare per l’occupazione della palazzina di via Scalo nuovo, ci riprovano adesso, con una proposta che, nelle aspettative del Comune, punta a regolarizzare i rapporti con le Ferrovie dello Stato, proprietarie dell’immobile, e a lasciare gli anarchici dove sono. Come? Semplicemente, favorendo la formalizzazione di un contratto d’affitto. Non prima, però, che la magistratura decida di fare togliere i sigilli apposti giovedì dai carabinieri per occupazione abusiva di edificio. |
Il giorno dopo il sequestro preventivo di quella che, dal 2 giugno 2006, era diventata la sede del Csa, è il Comune a scendere direttamente in campo e a proporsi in qualità di mediatore tra occupanti e proprietà. E lo fa, partendo da due indispensabili premesse. Primo: «I luoghi di aggregazione cittadina, Csa compreso – ha affermato il sindaco Furio Honsell – sono un elemento molto importante per la nostra amministrazione». Secondo: «In tanti anni di esistenza e, ancor di più, dopo lo sgombero dalle “casette” di via Volturno – continua Honsell –, non mi sembra che il Centro sociale autogestito abbia mai dato problemi nè alla cittadinaza, nè tanto meno all’amministrazione comunale». Da qui, l’impegno a trovare una soluzione definitiva e concordata per la sede. «La nostra proposta – ha spiegato l’assessore alle Politiche giovanili, Kristian Franzil – è di cercare di regolarizzare la presenza del Csa nell’edificio di via Scalo nuovo, trasformando la brutta esperienza dello sgombero in un’opportunità di crescita. L’idea, in altre parole, è di verificare la disponibilità di Ferrovie dello Stato ad arrivare a un compromesso che permetta ai frequentatori del Centro sociale di restare nella palazzina pagando un affitto». Ben diversi, intanto, i toni adoperati dagli stessi rappresentanti del Csa, per commentare il sequestro. «Un atto di inaudita gravità – lo hanno definito –, compiuto dai carabinieri approfittando della riunione del Movimento studentesco, per intimidire gli studenti che si trovavano nei locali e che ora sono riconvocati in caserma per accertamenti». Secondo gli occupanti, «carabinieri e magistratura vogliono apparire i primi della classe nel clima di pesante repressione in atto in Italia. É fin troppo chiara – continuano – la volontà politica di chiudere la bocca a uno spazio che da anni lotta per una nuova cultura autogestita». Contestata anche l’origine del provvedimento. «Le Ferrovie – è stato ribadito – non hanno mai richiesto alcun sequestro». Reazioni contrastanti anche negli ambienti politici. Con Alessandro Oria, consigliere comunale del Pd, che ha espresso «solidarietà al Csa e una forte preoccupazione per la morsa che si sta stringendo sul Friuli, per restringere gli spazi di libertà e appiattire l’orizzonte di tutti». E con Massimo Blasoni, consigliere regionale del Pdl, secondo il quale, invece, «con lo sgombero è stata ripristinata la legalità. Ci sono molte associazioni, spesso meritorie e attive nel campo del volontariato – ha detto – che non hanno una sede o faticano a trovarla. Non si capisce perchè dovremmo accettare che qualcuno possa violare ogni legge di convivenza civile, occupando spazi non suoi». |
Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
DOMENICA, 13 DICEMBRE 2009
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| Pagina 2 – Udine |
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Indagati gli otto ragazzi “occupanti”
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L’inchiesta |
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I carabinieri del Nucleo investigativo li avevano trovati nel cortile dell’immobile di via Scalo nuovo trasformato in sede del Centro sociale autogestito e li avevano fatti sgomberare, per sigillare l’edificio ed eseguire così il sequestro preventivo disposto dal giudice di pace, su richiesta della Procura di Udine. Domani, quegli stessi otto ragazzini, sei dei quali ancora minorenni, torneranno a incontrare i carabinieri: questa volta, però, l’appuntamento è nella caserma del Comando provinciale di viale Trieste. E i minorenni dovranno presentarsi accompagnati dai rispettivi genitori (o da chi esercita su di loro la potestà genitoriale). I carabinieri li hanno convocati (pare che in un primo momento l’invito fosse già per oggi, ma che i ragazzi lo abbiano “declinato” presentando un legittimo impedimento a presentarsi) per comunicare loro di essere tutti sotto indagine. L’accusa: concorso in occupazione abusiva di edificio. La procedura prevede che, una volta informati dell’indagine in corso nei loro confronti, i ragazzi, tutti studenti residenti fuori città, indichino il proprio domicilio e nominimo un difensore. La scelta, almeno per qualcuno, con ogni probabilità cadrà sugli avvocati Andrea Sandra e Roberto Maniacco, che già assistono i 36 frequentatori del Csa finiti sotto processo per l’occupazione avvenuta il 2 giugno 2006. Martedì, i verbali saranno trasmessi alla Procura di Udine e, nel caso dei sei minorenni, alla Procura presso il tribunale dei minorenni di Trieste. Ma non è finita. Nella stessa giornata di domani, sarà notificata l’iscrizione nel registro degli indagati alle tre persone (un 37enne, un 44enne e un 54enne) a loro volta accusate di concorso in invasione abusiva, in relazione alle bollette dell’energia e del telefono intestate a loro nome e trovate durante la perquisizione in via Scalo nuovo del settembre 2008. Perquisizione alla quale seguì la richiesta del sequestro eseguito giovedì. (l.d.f.) |
Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro

I ragazzi del centro sociale in piazza contro il sequestro della sede di Udine. Sabato sfileranno lungo le vie del centro in difesa della libertà di espressione. La manifestazione si svolgerà a ridosso del consiglio comunale durante il quale il centro-destra si scaglierà contro il sindaco perché tenta la mediazione con le Ferrovie per lasciare lì gli anarchici.
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