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CLIMA/ Dolomiti bollenti

24 novembre

Dolomiti bollenti, in 25 anni
mai così caldo in alta quota

E’ quasi inverno, ma le temperature sono letteralmente estive con lo zero termico vicino ai 4000 metri. “Masse d’aria caldai” / TABELLA DELLE TEMPERATURE

TRENTO. Il calendario dice che siamo quasi in inverno, ma in alta quota le temperature sono letteralmente estive. Sabato sono stati «abbattuti» record che duravano da decenni: lo zero termico era vicino ai 4000 metri, come nei mesi più caldi dell’anno.

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Tubone rassegna stampa/ il Gazzettino

Il Gazzettino DUBBI SUL TUBONE

Mercoledì 25 Novembre 2009, Sulle ben note vicende che contrappongono da tempo il Consorzio depurazione laguna (alias Tubone) ed il Comitato ambiente, in merito al pagamento delle bollette relative ai canoni di fognatura e di depurazione, interviene la Provincia di Udine che fa sue le domande del Comitato al Tubone rimaste senza risposta. Per quanto riguarda il servizio idrico integrato, ha chiesto all’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale, con apposito documento, “chiarimenti sulle modalità di gestione in merito all’applicazione del canone di depurazione”. Anche in base alla sentenza 335/2008 della Corte Costituzionale, “sono emerse alcune perplessità – scrive il dirigente Marco Casasola – alle quali si chiede di dare risposta”. Sotto osservazione la quota di tariffa relativa al servizio di depurazione che “è dovuta da tutti gli utenti allacciati, od allacciabili, ai sensi dell’articolo 5, ad una rete fognaria collegata ad un impianto di trattamento”. È noto che il regolamento dà per scontato che “un utente s’intende allacciabile – recita il documento – qualora sussista sostanzialmente l’obbligo di allacciamento e non vi siano motivi ostativi allo stesso, per cui si chiede di verificare la compatibilità di questa parte del regolamento con quanto stabilito dalla Corte Costituzionale che sembra affermare che il servizio deve essere già stato erogato per poterne chiedere il pagamento”.
Sempre dal documento della Provincia si apprende che il Tubone ha chiesto il pagamento della quota sia di fognatura che di depurazione anche per gli utenti considerati “depurabili” mentre “lo stesso regolamento – continua ancora lo scritto del dirigente Casasola – non parla mai di tali utenti per cui si chiede di chiarire anche le motivazioni che hanno portato a tale soluzione che, ad una prima lettura, pare in contrasto con la sentenza citata”.
Ora, finalmente, “l’Ato e il Consorzio Depurazione Laguna – sottolinea l’ambientalista De Toni – sono messi di fronte all’obbligo di rispondere a queste domande che tutti i cittadini della Bassa friulana si stanno ponendo e che invece i sindaci, e quasi tutti gli ambienti politici, continuano ad eludere”. Qualcosa si muove anche in merito agli “sfioratori” con il rinvio a “dopo la redazione del piano d’ambito – informa De Toni togliendo dalle mani del Tubone, la possibilità di chiedere il pagamento delle bollette per il 2007 e 2008 mentre, nel frattempo, sono in atto iniziative legali da parte dei vari Comitati”.

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Lotta dura!

Alcoa, operai in corteo a Roma: scontri
L’azienda ritira la cassa integrazione

I lavoratori sfilano nella capitale e provano a forzare il blocco, incidenti con le forze dell’ordine (video). Poi l’annuncio dell’accordo raggiunto al ministero dello Sviluppo economico / FOTO Gli scontri / LA CRONACA
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MUTAMENTI CLIMATICI/ Brasile: Moria di pesci per le alte temperature

Ginevra/ Contro il WTO

Corriere della Sera 28 novembre 2009

vetrine infrante e tre auto incendiate

Corteo anti-Wto, scontri a Ginevra

Gli attacchi causati dai Black Block. Gli organizzatori hanno sciolto il corteo

MILANO – Scontri tra agenti e manifestanti, vetrine infrante e almeno tre automobili incendiate a Ginevra, durante una manifestazione contro il Wto alla vigilia del nuovo vertice ministeriale dell’Organizzazione mondiale del commercio in programma nella città svizzera a partire da lunedì prossimo. Sono stati colpiti una gioielleria, un negozio di orologi e un hotel, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa svizzera Ats.

 

Gli agenti in tenuta antisommossa hanno utilizzato gas lacrimogeni, proiettili di gomma e idranti per disperdere il corteo di migliaia di persone, che si dirigeva verso la sede dell’Omc, sulla riva del lago Leman. Un gruppo di circa 200 black block ha danneggiato auto di lusso parcheggiate lungo il percorso della manifestazione e hanno distrutto le vetrine di negozi e banche. Le violenze sono state compiute da una frangia minoritaria. La gran parte dei circa tremila manifestanti (tremila secondo gli organizzatori) ha sfilato senza provocare incidenti, ha constatato un giornalista dell’Afp sul posto.

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LACRIMOGENI E PROIETTILI DI GOMMA – La manifestazione era stata convocata da una quarantina di associazioni, in vista della settima Conferenza ministeriale della Wto, in programma a Ginevra da lunedì prossimo. In seguito agli incidenti, gli organizzatori hanno deciso di sciogliere il corteo. La radio svizzera ha confermato l’uso di gas lacrimogeni e proiettili di gomma da parte della polizia per disperdere i gruppi di «casseurs».

28 novembre 2009

MUTAMENTI CLIMATICI/ Se lo dice Schwarzenegger …

Repubblica 5 dicembre

Schwarzenegger
“San Francisco
sott’acqua nel 2099″

Allarme del governatore della California che illustra (foto) uno studio: “La West coast verrà sommersa per un metro e mezzo”
di SARA FICOCELLI
SPECIALE COPENAGHEN


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Berlusconi contestato dai No Tav a Torino. La marea viola a Roma

Roma 5 dicembre

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Repressione/ Atene: arresti e cariche nell’anniversario dell’assassinio di Alexandros

Corriere 7 dicembre GRECIA

Atene, i cinque italiani a processo:altri scontri, commissariato attaccato

Atene, secondo giorno di violenze

Foto | Video

18:35 ESTERI Rilasciati i 5 italiani, processo il 16: rischiano 30 mesi di carcere

CommentaRischio sociale di A.Ferrari

 

Repubblica 6 dicembre

Atene, alta tensione in tutta la città
Scontri nell’anniversario del ragazzo ucciso

Più di 12 mila agenti fronteggiano migliaia di studenti che lanciano bottiglie molotov. Il 6 dicembre 2008 morì un ragazzo quindicenne. Ieri disordini e 162 fermati, tra i quali 5 italiani / LE FOTO / IL VIDEO

Gli scontri ad Atene

CLIMA/ Un nuovo studio: il riscaldamento potrebbe superare le previsioni

Corriere 6 dicembre

dal 30% al 50% secondo uno studio apparso su Nature Geoscience

 

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Inceneritore di Manzinello (Manzano)/ Il Gruppo Lovato sotto processo

MV LUNEDÌ, 07 DICEMBRE 2009

Pagina 15 – Udine
Manzano. La vicenda approderà in tribunale il 14 gennaio. L’indagine dopo gli esposti di Legambiente che denunciano presunte irregolarità
Smaltimento rifiuti al termovalorizzatore la Procura chiede tre rinvii a giudizio

MANZANO. Tutto è partito dalle proteste sollevate dal Comitato di Manzano e da una serie di esposti inviati alla Procura delle Repubblica di Udine da Legambiente sulle presunte irregolarità individuate nell’attività di incenerimento rifiuti al termovalorizzatore di Manzinello. La vicenda sarà discussa nell’udienza preliminare fissata dal gip, dottor Paolo Lautieri, il 14 gennaio al Tribunale di Udine in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di tre persone, depositata dal sostituto procuratore, dottoressa Claudia Finocchiaro.
Nella sua ultradecennale attività il termovalorizzatore di Manzinello, realizzato dalla Nuova Romano Bolzicco Spa, ha dovuto affrontare non poche difficoltà. Cominciate con le proteste da parte della popolazione, confluite nell’attività del Comitato, quindi passate attraverso le numerose denunce presentate da Legambiente che è parte offesa nel procedimento e che ha eccepito sia sulla gestione dell’impianto, sia sulla emissione di sostanze da parte dello stesso. Fino all’intervento del personale del Corpo forestale regionale e dei Noe che hanno posto sotto sequestro l’impianto su disposizione del Gip Alberto Scaramuzza su richiesta del Pm Luigi Leghissa. Nel settembre scorso, quando era stato autorizzato il dissequestro, una nuova battuta d’arresto all’attività dell’impianto è stata imposta da un incendio che ha coinvolto due silos. La sua attività è ripartita regolarmente nell’ottobre scorso sotto il controllo dei tecnici dell’Arpa, ed è garantita da un monitoraggio costante delle emissioni.
Il 14 gennaio 2010, però, Roberto Lovato, presidente del consiglio di amministrazione della Nuova Romano Bolzicco spa e Walter Cozzi, quale responsabile dei gestione dell’impianto di incenerimento di rifiuti speciali realizzato presso la Nuova Romano Bolzicco (entrambi difesi dall’avvocato Paolo Persello), oltre a Bruno Miotti (difeso dal legale Danilo Della Rosa), in qualità di dirigente del Servizio tutela ambientale della Provincia – che ha emesso una determina dirigenziale ritenuta dal Pm illegittima e inefficace – dovranno rispondere di una serie di capi di imputazione. Prima fra tutti l’accusa di aver permesso, in assenza di adeguata autorizzazione, l’attività di smaltimento attraverso l’incenerimento, di rifiuti non pericolosi, propri o di terzi. Anche l’ubicazione dell’impianto sarebbe da verificare in quanto il Piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti prevedeva distanze minime di un chilometro dal centro abitato. Le determine provinciali, sulle quali si eccepisce avrebbero anche permesso all’impianto di smaltire in conto proprio rifiuti che erano prodotti anche da altre aziende, per quanto fossero a vario titolo legate alla Nuova Romano Bolzicco. Al presidente del Cda e al responsabile della gestione dell’impianto viene anche contestata un’attività in assenza delle prescritte autorizzazioni, eccependo anche sulle tipologie di rifiuti smaltiti, fra tutti il combustibile da rifiuti. Cozzi e Lovato dovranno anche dare conto degli utili assicurati da una gestione della società a costi di smaltimento rifiuti inferiori a quelli standard che avrebbero arrecato vantaggi economici ad alcune aziende.