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NOTIZIE/ Aquila: “Io non ridevo”, “Riprendiamoci la città”

domenica 14.02.2010 ore 17.35

Inchiesta G8, gli aquilani violano la zona rossa

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ANTIRAZZISMO/ Un report e riflessioni da viale Padova a Milano la sera dell’accoltellamento

Nostro report da viale Padova

Per quello che posso ricostruire, visto che sono arrivato sul posto solo alle 21.30. Avvertito dalle voci di quartiere, vengo a sapere dell’accoltellamento e degli scontri.
Insieme ad amici ci siamo diretti in via padova e abbiamo trovato ancora la polizia a presidiare la strada con caschi e scudi. la scintilla è quella che potete leggere sui giornali. putroppo anche la parte sugli assalti ai negozi latini è vera. quando sono arrivato c’erano capannelli di persone che parlavano e tutti sparlavano dei latini. perfino un italiano lodava gli egiziani la loro religione e attaccava i latini. notate che intorno c’erano solo egiziani e due giornalisti de il giorno ed il giornale che fomentavano a tre ore dall’accaduto l’odio antilatino per far parlare i ragazzi. al che io e alcuni compagni siamo dovuti intervenire, abbiamo discusso animatamente per far ragionare i ragazzi:
Non tutti i latini sono assassini. noi siamo in tanti in questo quartiere e tutti diversi. dobbiamo imparare a convivere. per fortuna qualcuno di loro ci dava ragione ma forse anche perchè l’animosità degli scontri era ormai passata.
Intanto la polizia che aveva smobilitato, notandoci, ha fatto retro e una camionetta è tornata con un manipolo di uomini con caschi e scudi a tenerci d’occhio. quella è stata l’occasione per discutere con qualcuno dei ragazzi presenti: perché sono tornati quelli?, perché hanno paura di noi, ha risposto un ragazzo. perché il nostro quartiere è sempre presidiato da loro? perché hanno paura di noi, hanno paura della nostra forza. siamo noi che non conosciamo la nostra forza. il ragazzo aggiunge: perché siamo troppo divisi. è solo una piccola cosa, uno scambio a ridosso di una giornata pessima, in cui la morte di un ragazzo che non doveva morire così giovane sui marciapiedi al freddo di una città di merda ha scaricato una rabbia repressa in un conflitto interetnico.
Ma guardatevi le dichiarazioni dei leghisti: parlano di nuove banlieu. Hanno ragione. Parlano di nuove retate casa per casa. e sappiamo che anche questo è vero perché hanno già cominciato a farlo. certo via padova non è via crespi, ma sappiamo che accadrà…

 

 

 

 

il Controesempio

 

TANTI POPOLI UN’UNICA LOTTA

In piazza il 20 febbraio a Milano – a conclusione della settimana internazionale di solidarietà con Euskal Herria – ci saranno, riunite in un unico corteo, le bandiere dei popoli del mondo in lotta per la propria libertà e indipendenza:

le bandiere del popolo basco, che da anni subisce, come in un laboratorio di sperimentazione, la “guerra sporca” con la sparizione e l’omicidio di numerosi militanti, oltre ad arresti preventivi, violenti attacchi ai cortei, deportazione in carceri a migliaia di km da casa, messa fuorilegge di partiti della sinistra, organizzazioni sociali, giovanili, e chiusura di organi di informazione.

le bandiere del popolo kurdo al quale viene tolta, con l’illegalizzazione di ogni struttura politica, la possibilità di una presenza politica organizzata sul territorio. Il popolo kurdo rivendicherà, inoltre, con forza, la libertà per il proprio leader storico Ocalan, da più di 10 anni detenuto dell’isola-prigione di İmralı.

le bandiere dei diversi popoli del Sudamerica che hanno aperto una strada di rilevanza epocale con la rivendicazione di un nuovo cammino bolivariano che imponga indipendenza e libertà all’ingombrante e oppressiva presenza del gigante imperialista statunitense e dei suoi governi fantoccio le bandiere del popolo palestinese che, ad un anno dal genocidio sionista di Gaza, saranno il segno di chi non si piega all’oppressione sionista e che resisterà e resiste, pagando prezzi altissimi in sangue e vite umane.

L’appello del corteo con le ultime adesioni

Il programma dele iniziative
lombarde
nazionali

Appuntamento per il corteo
MILANO – Sabato 20 febbraio 2010
ore 15.00 – Piazza Cordusio

 

 

 

 

I media sui fatti di Viale Padova

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Repubblica 15 febbraio

 

Il Senatur interviene dopo gli incidenti di Milano e replica a Salvini che aveva chiesto di “andare casa per casa” per espellere gli stranieri. Poi il leader della Lega aggiunge: “Sono arrivati una montagna di immigrati. Non si può continuare così” Commenta
Corriere 15 febbraio

AUTODETERMINAZIONE dei Popoli/ Sabato 20 Manifestazione a Milano

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TORINO:No Tav occupano sala vip della Freccia Rossa

Torino. No Tav occupano sala vip della Freccia Rossa. Foto




Torino e cintura. Sarà dura
Torino e cintura. Sarà dura

Lunedì 15 febbraio. Per oltre due ore e mezza un gruppo di No Tav ha
simbolicamente occupato, incatenandosi, la sala vip della Freccia Rossa,
alla stazione di Torino Porta Nuova.
Foto a quest’indirizzo:
http://piemonte.indymedia.org/article/7551

Altri No Tav, inizialmente pochi poi sempre più man mano che il tam tam No
Tav diffondeva la notizia, distribuivano volantini, e facevano comizi
volanti con un piccolo megafono. Forte la solidarietà di viaggiatori e
lavoratori delle ferrovie che si sono uniti ai cori, hanno chiesto
informazioni, e, in qualche caso si sono uniti alla protesta. Alla polizia
ferroviaria, subito arrivata sul posto, si è aggiunto un folto gruppo di
Digos e, infine, anche la celere in assetto antisommossa.
Intorno alle 20, subito dopo l’arrivo del Frecciarossa, i No Tav pongono
fine all’occupazione, e, in corteo - alla testa i quattro occupanti ancora
incatenati tra di loro – provano a uscire dall’ingresso principale. La
polizia ha intanto bloccato – a tutti, viaggiatori compresi – l’uscita
principale e l’accesso ai binari. I No Tav procedono lo stesso, fanno
qualche giravolta davanti a quelli dell’antisommossa con casco e
manganello levati. Molti presenti gridano indignati per il blocco. Ma c’è
poco da fare: il treno crociato li rende furiosi come tori e i poliziotti
vogliono caricare. I No Tav si esibiscono in un paio di eleganti veroniche
e poi escono da via Sacchi. Il grido No Tav fa vibrare l’atrio della
Stazione.

Alla stazione di Torino Porta Nuova ci sono viaggiatori di serie A e
viaggiatori di serie B. Per i primi – quelli che prendono il costosissimo
treno ad alta velocità – c’è una biglietteria riservata con tanto di sala
d’aspetto con divanetti rossi. Per gli altri le code in piedi nella
biglietteria dei tuttiquanti. È il viaggio all’epoca del Tav, un’opera
pagata da tutti ma riservata ai pochi che se la possono permettere. Per
gli altri restano i treni pericolosi, sporchi, sempre in ritardo di un
sistema ferroviario che non bada a chi, ogni giorno, viaggia per lavoro o
per studio.
La propaganda per il Tav sostiene che chi si oppone bada solo al giardino
di casa propria senza farsi gli interessi generali, rappresentati dalle
grandi opere. Opere inutili, dannose, pagate con i soldi sottratti ai
servizi per le persone.
Da ormai 20 anni, invece, i No Tav si battono per treni sicuri, puliti, a
basso prezzo per tutti.
Un’utopia sovversiva in un paese dove conta solo il profitto. Costi quel
che costi. Dove pochi lucrano sulla vita dei più. Dove la nuova linea tra
Torino e Lyon la vogliono imporre con le armi.

Sotto il volantino distribuito durante la protesta dei No Tav.

Treni sicuri a basso prezzo per tutti
No Tav No Trivelle

Da un mese i No Tav - migliaia di persone da Torino alla Val Susa – hanno
dato vita a presidi, bloccato treni e autostrade, fatto informazione e
contrastato i sondaggi per la nuova linea ad alta velocità tra
Torino/Lyon. Al corteo del 23 gennaio a Susa hanno partecipato 40.000
persone.

Le trivelle le hanno piazzate di notte, impiegando centinaia di uomini in
armi. Ogni volta hanno incontrato resistenza.
I media hanno gridato vittoria ma in valle come a Torino abbiamo
dimostrato che le uniche ragioni dei si tav sono quelle della forza e, con
la forza bruta, la militarizzazione di intere città e paesi, l’imposizione
con blindati e manganelli, non faranno molta strada.
Se per fare un buchetto devono impiegare 1000 uomini in armi gli servirà
l’esercito per impiantare i primi cantieri.
Quattro anni sono bastati ad incrinare il fronte istituzionale, dove le
sirene del potere, del denaro e del prestigio suonano più forti, ma non
hanno intaccato un movimento consapevole che velocità, crescita, progresso
sono miti utili solo ad aumentare i profitti di chi, ogni giorno, lucra
sulle nostre vite, portandosi via la vita e la salute di chi, per campare,
deve lavorare.
I No Tav sanno mettere insieme l’autogestione delle lotte, le assemblee
che discutono e decidono con l’azione diretta, senza deleghe.

Il Tav – Treno ad alta velocità - è un opera inutile, dannosa, distruttiva.
Un’opera che ha già devastato mezza Italia. Ovunque inquinamento del
suolo, rumore insopportabile, perdita di fonti idriche, distruzione
irreversibile dell’ambiente, case abbattute, città spezzate in due da
muraglioni.
Ogni chilometro di linea costruita in Italia è costato la vita ad un
lavoratore.
Una montagna di soldi pubblici sono stati sottratti ai treni per chi
lavora, alle scuole per i nostri figli, ad una sanità decente per tutti.
Ha guadagnato chi costruisce, la lobby del cemento e del tondino, amici e
destra come a sinistra, abbiamo perso noi tutti.

Molti credono che il TAV sia solo un affare valsusino ma sbagliano. Il Tav
attraverserà la città, taglierà in due la tangenziale, demolirà case. Ci
aspettano decenni di cantieri e di disagi, per far guadagnare i soliti
noti.
Cagnardi, l’architetto che ha preparato il progetto per Torino, chiama
birilli le case da tirare giù. Nei “birilli” che il Tav incontrerà sulla
sua strada, ci abita gente che magari ha fatto fatica a mettere insieme i
soldi per una casa che verrà espropriata a basso costo. Quelli cui la casa
non la tireranno giù, il Tav se lo vedranno (e sentiranno) sfrecciare
sotto il naso.

Ma a noi, alla nostra vita, serve tutto questo?
I dati, confermati anche dai tecnici governativi, dicono di no. Una linea
che collega Torino alla Francia c’è già ed è sotto utilizzata: ogni giorno
ci passano 78 treni e ne potrebbero passare 210 prima che la linea si
saturi.

In questi anni viaggiare in treno, per chi lavora e per chi studia, è
diventato sempre più pericoloso, disagevole, costoso. La drastica
riduzione del personale si è tradotta in diminuzione della sicurezza,
della pulizia, della puntualità. Ma il biglietto è aumentato anno dopo
anno. Tragedie come quella di Viareggio si sarebbero potute evitare, ma i
soldi pubblici sono stati spesi per la Freccia Rossa, per il trasporto di
elite. A Torino Porta Nuova quelli del supertreno hanno una biglietteria e
una sala d’aspetto riservate. Per gli altri carrozze sporche, in ritardo,
poco sicure.

Nel 2005 le barricate hanno fermato il Tav: i politici gli hanno riaperto
la strada.
Fermarli è possibile. Tocca a ciascuno di noi farlo.

No Tav Autogestione – Torino
notav_autogestione@yahoo.it – 338 6594361

DISASTRI, idro-geo-politici

Repubblica 17 febbraio

Frane, a rischio sette comuni su dieci
“Quattro miliardi per salvare l’Italia”

In 50 anni mezzo milione di smottamenti.

I tecnici: troppo cemento e i mutamenti climatici provocano sempre più danni.

Il piano dell’associazione nazionale bonifiche di A. CIANCIULLO / Commenta

Calabria, Maierato paese fantasma / FOTO

 

 

Repubblica 16 febbraio 2010


La frana minaccia il paese terrorizzato Evacuate duemila persone in Calabria

La frana minaccia il paese terrorizzato
Evacuate duemila persone in Calabria

Gli abitanti di Maierato, in provincia di Vibo Valentia costretti a lasciare le loro case. Il sindaco “La montagna minaccia una parte importante dell’abitato”. Problemi in tutta la regione
VIDEO – LA MONTAGNA PRECIPITA SULLE CASE
Sicilia

Anche a San Fratello la gente costretta alla fuga

UDINE: comunicato del mov.studentesco contro razzismo e omofobia

NO AL FASCISMO E ALL’OMOFOBIA

Il 27 gennaio del 1945 il campo di sterminio di Auschwitz fu liberato dalle truppe sovietiche: una data scelta come Giorno della Memoria dalla legge italiana per ricordare la Shoah ebraica, ma anche dei Rom, degli omosessuali e dei dissidenti politici. A noi ricorda la dittatura nazi-fascista che solo 60 anni fa ha imposto, tra intrallazzi politici e olio di ricino, il suo regime repressivo e razzista alla nostra società. Vogliamo ricordare che il primo nucleo si è sviluppato nella paura di molti ed è cresciuto nell’indifferenza degli altri, portando alle disastrose conseguenze che tutti noi conosciamo. Purtroppo oggi noi udinesi, studenti ma non solo, constatiamo che nella storia si hanno cicli e ricicli: non è la prima volta negli ultimi anni che denunciamo pestaggi, presenze e propaganda neofascista.

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UDINE: comunicato del mov.studentesco contro razzismo e omofobia

NO AL FASCISMO E ALL’OMOFOBIA

Il 27 gennaio del 1945 il campo di sterminio di Auschwitz fu liberato dalle truppe sovietiche: una data scelta come Giorno della Memoria dalla legge italiana per ricordare la Shoah ebraica, ma anche dei Rom, degli omosessuali e dei dissidenti politici. A noi ricorda la dittatura nazi-fascista che solo 60 anni fa ha imposto, tra intrallazzi politici e olio di ricino, il suo regime repressivo e razzista alla nostra società. Vogliamo ricordare che il primo nucleo si è sviluppato nella paura di molti ed è cresciuto nell’indifferenza degli altri, portando alle disastrose conseguenze che tutti noi conosciamo. Purtroppo oggi noi udinesi, studenti ma non solo, constatiamo che nella storia si hanno cicli e ricicli: non è la prima volta negli ultimi anni che denunciamo pestaggi, presenze e propaganda neofascista. Da qualche settimana in particolare sono apparse scritte in tutta la città (primariamente la zone dell’ex birreria Dormish e il centro studi),
inneggianti a ideali e dittature che non dovrebbero avere alcuno spazio nella società, né al di fuori di essa: svastiche, celtiche, scritte fasciste. Queste sono state firmate da Forza Nuova (stessa firma apparsa poco distante dalla loro sede in allegato alla scritta “25 aprile lutto nazionale”). Negli stessi luoghi sono apparsi volantini di Casa Pound, di Lotta Studentesca e del centro UtinUm et Patria, tutte organizzazioni che si rifanno direttamente al ventennio fascista, senza contare i manifesti negazionisti che proprio durante la settimana della memoria sono puntualmente comparsi nella zona del centro studi. Come se non bastasse, proprio in questi giorni si è diffusa la notizia dell’aggressione omofoba a Enrico Pizza e al suo compagno, l’ennesimo atto di intolleranza e odio per il diverso che ha raggiunto livelli agghiaccianti. L’aggressione, seguita dalla denuncia di Pizza contro ignoti, è stata immediatamente accompagnata da un’ulteriore serie di scritte ed insulti comparsi in tutta la città, offese ai danni degli omosessuali e di Pizza stesso. Denunciamo che tutto questo si sta svolgendo qui e cresce nell’indifferenza dei più, così come nella complicità delle istituzioni, che dovrebbero vigilare e prevenire invece di ignorare come stanno facendo. Più volte sono stati portati all’attenzione dei presìdi questi fatti, ma nessuno si è fatto carico delle denunce ne ha provveduto alla cancellazione delle suddette. Noi pensiamo come fondamentali valori quali libertà, rispetto del prossimo, integrazione e garanzia dei diritti inviolabili dell’uomo parte di una società.

Movimento Studentesco – Udine

studentiudine.org
studentiudine@inventati.org

OTTOMILA FIRME contro l’elettrodotto

Messaggero Veneto

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MERCOLEDÌ, 17 FEBBRAIO 2010 Pagina 8 – Udine

Continua la protesta contro il progetto di Terna. Il portavoce Tibaldi: il Friuli è autosufficiente, l’energia servirebbe al Veneto

Elettrodotto aereo: 8 mila firme dei contrari

Il comitato le consegnerà al presidente del consiglio regionale Ballaman

di CRISTIAN RIGO

UDINE. Sono più di 8 mila le firme che il comitato per la vita del Friuli rurale presenterà al presidente del Consiglio regionale Edouard Ballaman per chiedere l’interramento dell’elettrodotto Redipuglia – Udine ovest e la sospensione dell’iter autorizzativo del progetto di Terna che invece prevede la realizzazione di un elettrodotto aereo con 117 nuovi tralicci.
«Dopo le parole – dice il portavoce del comitato Aldevis Tibaldi – vogliamo i fatti. Per cui ci aspettiamo che la Regione si faccia sentire al Ministero imponendo lo stop al piano di Terna». Un piano che a detta di Tibaldi servirà soprattutto a portare energia nel vicino Veneto. «Nel 2008 in Fvg è stato prodotto il 97% dell’elettricità poi consumata nella nostra regione – sottolinea Tibaldi – in Veneto questa percentuale oscilla intorno al 50%. Facile immaginare quindi che questo elettrodotto non servirà soltanto a mettere in sicurezza la nostra linea elettrica».
Il comitato insomma continua la sua battaglia. E non si fida né del progetto presentato da Terna, né dell’impegno assunto dal presidente della Regione Renzo Tondo che nel suo intervento poi votato da tutta la maggioranza in Consiglio regionale ha assicurato che farà tutto il possibile per la soluzione interrata e se non sarà possibile lavorà per una parziale soluzione interrata. Se nemmeno quella sarà possibile il presidente si è impegnato a cercare di «migliorare la soluzione aerea sfruttando gli assi viari esistenti». Ma per il comitato i “se” pronunciati da Tondo sono troppi. Così come sono troppi i dubbi sul progetto di Terna. «Mi domando – spiega Tibaldi – su cosa si basi il presunto risparmio energetico che dovrebbe consentire una riduzione della produzione di anidride carbonica di ben 12 mila tonnellate. E soprattutto mi domando se questo risparmio non si avrebbe ugualmente anche con la linea interrata. Terna evidenzia che a fronte di 117 nuovi tralicci ne sarebbero abbattuti circa 1.200, ma perché non ha inserito la demolizione nel progetto al vaglio del Ministero? E in ogni caso con la linea interrata i tralicci demoliti sarebbero gli stessi. Ma la cosa più incredibile – sostiene Tibaldi – è che per la prima volta Terna ha spiegato che la mega centrale di Torviscosa non è in grado di trasmettere tutta l’energia prodotta, tant’è che ogni anno andrebbe sprecata la bellezza di quarantadue milioni di euro. Ma perché nel progetto di Terna non se ne parla? La verità è che Terna sta collezionando autogol nel tentativo di convincerci a realizzare un’opera impattante per l’ambiente e di cui il Friuli non ha bisogno».

 

mv_17_02_2010_1008

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Un po’ di memoria storica sulla questione della centrale

e della Via integrata centrale-elettrodotto

 

da www.ecologiasociale.org

Centrali a Turbogas
a Torviscosa e in Friuli
| Homepage | Centrali in Friuli | Industria in Friuli | Ecoportale | Energia |

E’ pronto l’eco-portale Vai a
http://www.info-action.net/


Scheda Torviscosa:
la “città-fabbrica”

04 luglio 2006
NO al cementificio
1 marzo 2005
Crisi Kaffaro
Duz “super beffato” dalla Snia
20 febbraio 2005
Il Tavolo degli imbecilli
11 settembre 2004
Duz “beffato”dalla Snia
Volantino
19 dicembre 2003
Bonificare od occultare?
Volantino
24 novembre 2003
Sfidiamo la Caffaro
Torviscosa 18 ottobre 2003
No al polo chimico europeo
Torviscosa 9 marzo 2003
Caffaro Bugiarda!
Torviscosa 27 giugno 2002
101 lettere di licenziamento
Torviscosa 5 giugno 2002
Gli esuberi!!
Rassegna stampa
Torviscosa

07/01/06 Toh chi si vede la Edison Ma spera di scaricare nel canale Banduzzi ?
23 novembre 2003
La prima pietra
Il Messaggero Veneto 11 novembre 2003
Polveri ultra fini !
Il Messaggero Veneto 7 ottobre 2003
Mega Centrali = Mega Tangenti.
Ecco la dimostrazione
Il Messaggero Veneto 2 e 3 ottobre 2003
Torviscosa, inizio lavori, sito inquinato e manifestazione
Il Messaggero Veneto 28 giugno 2003
Black Out & terrorismo energetico
La bassa ha bisogno di Centrali?
Il Messaggero Veneto 17 aprile 2003
Iniziano i lavori alla centrale?
Il Messaggero Veneto 14 novembre 2002
Il sito della centrale è inquinato!
Il Messaggero Veneto 10 settembre 2002
Richieste nuove analisi sul sito della Centrale
Il Messaggero Veneto 4 giugno 2002
Firmata la concessione
Il Messaggero Veneto 2 giugno 2002
Perchè Duz non firma?
Il Messaggero Veneto 26 febbraio 2002
Conferenza stampa sul ricorso al Tar
Il Gazzettino 26 febbraio 2002
Conferenza stampa sul ricorso al Tar
Il Piccolo 26 febbraio 2002
Conferenza stampa sul ricorso al Tar
Il Piccolo 24 gennaio 2002
Minacciato il ricorso al TAR

Il Messaggero Veneto 09 gennaio 2002
I Comitati: faremo ricorso al TAR

Rassegna stampa
Regione

15 ottobre 2003
Illy e il GRTN
Il Messaggero Veneto 30 settembre 2003
Dopo il Black Out in FVG
Il Messaggero Veneto 6 marzo 2003
4500 firme contra la turbogas dell’ABS
Il Messaggero Veneto 29 dicembre 2002
Speciale No carbone
Il Piccolo 27 novembre 2002
Endesa a tutto carbone: Sindaci contrari
Il Messaggero Veneto 21 novembre 2002
I Sindaci si svegliano?
Il Gazzettino 17 ottobre 2002
Udine:
La Electrabel….
Messaggero Veneto 17 ottobre 2002
Udine:
(Auto) sospeso l’iter per la Electrabel
Il Messaggero Veneto 8 settembre 2002
Manifestazione a Udine contro la megacentrale
Il Messaggero Veneto 18 gennaio 2002
Replica-autogoal del Consorzio ZIAC

Il Gazzettino 17 gennaio 2002
Replica-autogoal del Consorzio ZIAC
Il Messaggero Veneto 13 gennaio 2002
Risposta a Duz e Pelizzo

Il Messaggero Veneto 12 gennaio 2002
Parla Duz Sindaco di Torviscosa

Il Messaggero Veneto 12 gennaio 2002
Sindaci contro la centrale ABS

NO TAV/ Val di Susa: gravissimi pestaggi della Polizia, grave un manifestante

Corriere 17 febbraio Val di Susa: un «No Tav» manganellato è grave

Alcuni No Tav hanno bloccato l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia, all'altezza di Chianocco, dove stava transitando la trivella utilizzata per il carotaggio di Coldimosso. (Ansa) Continue reading →

ANARCHISMO/ «Siamo contrari a tutte le religioni»

> Volantino < distribuito all’iniziativa ai Colonos

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Messaggero Veneto GIOVEDÌ, 18 FEBBRAIO 2010

In una lettera agli organizzatori di “In file” annuncia il ritiro dall’appuntamento di domani. «Siamo contrari a tutte le religioni»
Omaggio alla Carnia anarchica, ma De Toni diserta
L’esponente di Ecologia sociale rifiuta «per coerenza» il confronto con don Di Piazza ai Colonos

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