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Marzo 17th, 2017 — General, Storia ed attualità
Riuscitissima e partecipatissima la presentazione del libro
“Difendere la razza”- Identità razziale e politiche sessuali nel progetto imperiale di Mussolini”
di Nicoletta Poidimani.
Sala piena e dibattito finale con sullo sfondo uno striscione che recitava
COMBATTI IL RAZZISMO
COMBATTI IL FASCISMO
COMBATTI IL SESSISMO
METTIAMOCI IN AZIONE
PER UNA NUOVA LIBERAZIONE
Al termine dell’iniziativa è stato lanciato il presidio informativo contro C.I.E e deportazioni previsto per martedì pomeriggio a Udine dalle 17.30 alle 19.00 in piazzetta Belloni
MOBILITIAMOCI PERCHE’ A JOY NON RUBINO ALTRI MESI DI VITA!
Marzo 17th, 2017 — General, Manifestazioni locali
Buona riuscita della “passeggiata antirazzista” organizzata venerdì pomeriggio dal Comitato Primo Marzo per le vie del centro città.
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Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
Messaggero Veneto SABATO, 10 APRILE 2010 Pagina 1 – Udine
«No allo Scalo nuovo» il Centro sociale torna dal sindaco per trovare una sede
La trattativa tra le Ferrovie dello stato e il Centro sociale autogestito per l’affitto della sede di via dello Scalo nuovo non è più percorribile. Ecco perché nei giorni scorsi i ragazzi del centro sociale sono tornati a bussare in Comune. «Abbiamo riaperto il tavolo di discussione con il sindaco Furio Honsell che pur non avendo a disposizione una soluzione immediata si è reso disponibile a trovarla», conferma il leader storico del Centro sociale, Paolo De Toni, nell’assicurare di non voler penalizzare le altre associazioni in attesa di una sede. Il Centro sociale autogestito, insomma, intende mettersi in coda e attendere una soluzione. In questo modo il gruppo sgombera il campo da eventuali attacchi politici e assicura che la sua intenzione è proprio quella di ripartire serenamente a discutere sull’individuazione di una nuova sede. «Abbiamo abbandonato l’ipotesi di tornare in via dello Scalo nuovo – aggiunge De Toni – sia per la difficoltà di individuare la controparte, sia perché, complice il freddo dell’inverno scorso che ha danneggiato i tubi, quella sede richiederebbe troppi lavori di manutenzione». (g.p.)
Marzo 17th, 2017 — CIE = Lager, General
da noinonsiamocomplici.noblogs.org
Stanno rubando altri due mesi di vita a Joy, Debby e Priscilla!
dcc | 12 Aprile, 2010 11:43
Venerdì lo avevano confermato a Debby e Priscilla rinchiuse nel Cie di Torino e questa mattina anche a Joy rinchiusa nel Cie di Modena: per tutte e tre altri due mesi di vita dentro i lager italiani. Per quanto riguarda Florence e Hellen rinchiuse nel Cie di Roma si aspetta di sapere la loro sorte, ma con tutta probabilità anche per loro sarà la stessa.
Sono state sfruttate, rinchiuse in un Cie, mandate in carcere, fatte ritornare in un Cie, hanno tentato di deportarle nel loro paese dove la loro vita sarebbe stata messa in pericolo, ma non basta: devono continuare a stare rinchiuse in nome di una sicurezza e del rispetto di una legge che serve solo come strumento di manipolazione, oppressione e guadagno per chi la detiene.
Vi ricordiamo che per oggi sono previste iniziative contro i Cie e le deportazioni:
* Bologna: sotto le due Torri dalle 18
* Palermo: in via Cavour (nei pressi della Feltrinelli) alle 17.30
Invitiamo le realtà antirazziste a costruire nei propri territori iniziative e mobilitazioni contro i Cie, le deportazioni e le norme liberticide e razziste del pacchetto sicurezza.
Se vuoi telefonare ai tre Cie dove le ragazze sono imprigionate per dire la tua e protestare:
Cie di Modena : 05451690
Cie di Torino: 011.558.99.18 – 011.558.87.78 – 011.558.98.15
Cie di Roma: 06.658.542.15 – 06.658.542.28
DOMANI A UDINE
PRESIDIO CONTRO CIE, DEPORTAZIONI E NORME RAZZISTE E LIBERTICIDE DEL PACCHETTO SICUREZZA
piazzetta Belloni
dalle 17.30 alle 19.00
Marzo 17th, 2017 — CIE = Lager, General
Report martedì 13 aprile
Il presidio di oggi, a Udine, è andato molto bene.
Tante presenze – una cinquantina di persone, molti studenti –
e alcune persone che si son fermate a chiedere maggiori informazioni sulla questione.
Abbiamo diffuso 300 volantini. Avevamo cartelli con frasi molto chiare e decise.
Qualche faccione nazi s’è visto ma nessun incontro brutto.
Polizia, Carabinieri, Digos, e Finanza… in abbondanza … sulla Piazza e tutt’intorno.
Marzo 17th, 2017 — CIE = Lager, General
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Nei CENTRI di IDENTIFICAZIONE ed ESPULSIONE
la POLIZIA STUPRA!
Tutto ciò che dovete sapere su Joy e le altre ragazze
Tutto ciò che dovete sapere sui CIE
Joy è una giovane donna nigeriana vittima di tratta che è approdata in Italia 7 anni fa.
Dopo aver tentato di sottrarsi ai suoi sfruttatori che la costringevano a prostituirsi per pagare un riscatto di 50.000 euro, questi le hanno ucciso il padre, la sorella e il fratello mentre la madre vive in Nigeria sotto costante minaccia. Come molte altre donne rinchiuse nei CIE avrebbe diritto ad un permesso di soggiorno come vittima di tratta, ma è ingabbiata nel circuito perverso CIE – carcere – CIE dal 26 giugno 2009.
Quel giorno, a Milano, Joy viene fermata dalla polizia mentre va al supermercato; sprovvista di documenti, che le sono stati sottratti dai suoi sfruttatori, viene trattenuta per 3 giorni in caserma e poi portata al CIE di via Corelli il 29 giugno.
All’inizio di agosto 2009 Joy subisce un tentativo di stupro da parte dell’ispettore capo di polizia Vittorio Addesso (già accusato di abusi di vario genere a Corelli).
La sua determinazione nell’autodifesa e l’aiuto della sua compagna di cella, Hellen, riescono ad allontanare l’uomo.
Ricatti sessuali e stupri da parte dei guardiani sono il pane quotidiano nelle sezioni femminili dei CIE ma anche delle carceri, in particolare quando si tratta di donne migranti. Raramente questi fatti vengono denunciati e diventano pubblici come nel caso di Giuseppe Camparone, direttore del carcere femminile di Genova Pontedecimo, sospeso lo scorso ottobre per aver abusato sessualmente di una detenuta marocchina. Lo stupro delle donne, si sa, è anche un’arma di guerra e come tale viene utilizzata nell’attuale guerra interna che lo stato securitario e razzista ha dichiarato contro le/i migranti.
Il 13 agosto scoppia una rivolta nel CIE di via Corelli a cui partecipano tutti i detenuti. Vengono arrestati 9 uomini e 5 donne tra cui Joy ed Hellen. Dopo la rivolta Joy e le altre ragazze nigeriane vengono portate ammanettate in una stanza senza telecamere, fatte inginocchiare e manganellate. Joy riceverà da Addesso un pugno in faccia.
Tra il 21 e il 28 agosto, durante una delle prime udienze del processo ai 14 detenuti del CIE di via Corelli per la rivolta, al momento dell’ingresso in aula di Vittorio Addesso, le ragazze decidono di denunciare pubblicamente gli abusi quotidiani da parte dell’ispettore capo. Joy trova la forza di parlare del tentato stupro.
Joy, Hellen e altri vengono condannati a 6 mesi di carcere. Le ragazze vengono separate e mandate in diverse carceri in modo da isolarle e neutralizzare la forza che hanno saputo esprimere collettivamente. Joy ed Hellen vengono rinchiuse nel carcere di Como. Dopo 6 mesi di carcere, la deposizione della denuncia per tentato stupro da parte di Joy e la scarcerazione avvenuta nella notte tra l’11 e il 12 febbraio 2010, tutte le ragazze vengono rinchiuse un’altra volta in CIE sparsi sul territorio italiano.
Il 16 marzo 2010 Joy viene trasferita dal CIE di Modena a quello di Ponte Galeria a Roma insieme a molte altre donne nigeriane. In quei giorni un funzionario dell’Ambasciata Nigeriana entra più volte nel CIE per identificare donne e uomini senza documenti ed autorizzarne così l’espulsione.
L’Ambasciata Nigeriana, come altre, è complice delle deportazioni: dietro congruo corrispettivo economico autorizza l’espulsione di donne e uomini senza tener conto dell’effettivo pericolo di vita che queste persone corrono ritornando al loro paese di origine.
Il 18 marzo un volo charter organizzato dalla Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere e co-finanziato dall’infame Agenzia Europea per le Frontiere Estere FRONTEX, ha attuato una vera e propria deportazione di massa, rimpatriando a forza 51 cittadini/e nigeriani/e.
Su quel volo ci sarebbe dovuta essere anche Joy ma la sua espulsione è stata, per ora, bloccata grazie alle mobilitazioni solidali e a interventi di tipo legale.
La questura di Milano ha fatto pressioni per l’espulsione di Joy e la ragione è questa: l’espulsione di Joy significa anche liberarsi di quella fastidiosa denuncia che porterebbe alla luce tutte le nefandezze che ogni giorno avvengono in questi moderni lager per immigrati chiamati CIE, per mano e/o con l’avvallo e la complicità di polizia, Croce Rossa, Misericordia e di tutte quelle imprese sociali che li gestiscono. Pur di proteggere Vittorio Addesso, i suoi colleghi sono disposti ad agire nelle maniere più turpi. E’ di questi giorni la notizia di un altro ispettore capo del CIE milanese di Corelli che affitta in nero un tugurio a quelle stesse persone clandestine che poi interna nel lager. A denunciare il fatto è stata Paola, una trans brasiliana. La questura di Milano è stata costretta a far emergere la notizia per evitare un altro scandalo dopo l’affare Addesso.
Questa vergognosa vicenda non è ancora finita:
il 12 aprile sono scaduti i 60 giorni affibbiati a Joy con una udienza di convalida fatta in fretta e furia e senza avvocati, dopo il trasferimento dal carcere di Como al CIE di Modena. Il giudice di pace ha firmato il prolungamento della detenzione di Joy nel CIE per altri 60 giorni su richiesta della questura, grazie agli automatismi burocratici delle nuove norme introdotte con il pacchetto sicurezza. Stessa sorte è toccata alle altre ragazze: Hellen, Priscilla, Florence e Debby.
La forza che hanno dimostrato queste ragazze fa paura al potere perché smaschera la verità di quello che accade dentro le mura dei CIE. I CIE sono luoghi di tortura fisica e psicologica per tutti i reclusi: le persone vengono picchiate, costrette a prendere psicofarmaci, private della loro libertà solo perché non provviste di un pezzo di carta chiamato permesso di soggiorno.
Anche in Friuli Venezia Giulia c’è un CIE, a Gradisca d’Isonzo, dove si registrano continuamente abusi e maltrattamenti ai danni delle persone recluse che, nel tentativo di opporsi alle condizioni disumane di vita, mettono in atto rivolte e proteste. Risale al 6 aprile l’ultima rivolta culminata nella fuga di un prigioniero mentre dal 2 aprile un cittadino marocchino, in Italia da 20 anni, è in sciopero della fame.
In questi giorni ci sarà a Gorizia il processo contro una trentina di attivisti antirazzisti in lotta contro i CIE, accusati di aver partecipato ad una manifestazione non autorizzata il 29 settembre 2007 a Gradisca.
CHIUDERE SUBITO TUTTI I CIE!
CIE = LAGER DI STATO PER MIGRANTI
CENTRO SOCIALE AUTOGESTITO di UDINE – in esilio –
DUMBLES Grop di Feminis Furlanis Libertariis
INFORMAZIONI e AGGIORNAMENTI su
www.info-action.net
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zardinsmagnetics.noblogs.org
noinonsiamocomplici.noblogs.org
f.i.p. Viale Tricesimo, 34/A – Udine – 13 aprile 2010
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
«Creava traffici di droga per poi reprimerli».

Chissà se anche quel tale amico di Blasoni …
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Marzo 17th, 2017 — General, Manifestazioni locali
Da Il Piccolo
GIOVEDÌ, 15 APRILE 2010
Cure negate ai clandestini, i medici contro Narduzzi
«È contro la legge» La risposta: va bene ma poi devono essere espulsi
TRIESTE La Lega Nord chiede a Renzo Tondo di proporre al governo «l’obbligo di segnalazione degli stranieri non in regola». I clandestini, insomma. Da denunciare non appena risultino privi di documenti di identità e tessera sanitaria. Le “spie” incaricate? Posto che non lo possono fare i medici, gli addetti amministrativi.
Danilo Narduzzi, il capogruppo, e i consiglieri Franz, De Mattia, Piccin, Picco e Razzini sottoscrivono la mozione “Reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato: obbligo di segnalazione nell’ambito degli enti del servizio sanitario regionale”. Un testo in cui, con la premessa della legge nazionale del 2009 che introduce il reato di clandestinità e dell’articolo 5 dello statuto del Friuli Venezia Giulia che definisce competenza concorrente la materia «igiene e sanità, assistenza sanitaria e ospedaliera, nonché il recupero dei minorati fisici e mentali», immaginando così una possibile iniziativa regionale autonoma, si impegna la giunta «ad attivarsi presso il parlamento e il governo nazionale per la modifica del decreto legislativo 286/1998 affinché sia introdotto l’obbligo di segnalazione degli stranieri non in regola con le norme in materia di ingresso e soggiorno nel nostro Paese alle autorità competenti anche in ambito sanitario».
«Le cure vanno erogate – spiega Narduzzi -, ma subito dopo chi è clandestino se ne deve ritornare al suo Paese». Una posizione che il presidente dell’ordine dei medici di Udine Luigi Conte non digerisce.
«Confermiamo il nostro parere negativo contro ogni forma che ci mette nelle condizioni di non esercitare al meglio il nostro mandato etico, deontologico e sociale di garantire a tutte le persone che hanno bisogno tutte le cure, indipendentemente dalla loro condizione sociale, dal loro credo e posizione politica». E ancora: «E’ altamente pericoloso per la salute dei cittadini lasciare che queste persone malate possano diventare mine vaganti in giro per le nostre città, sfuggendo, per paura di essere denunciati, al controllo della sanità pubblica. Lo ripetiamo una volta di più: noi non diventeremo mai né gendarmi né delatori. Ciò significa tra l’altro fare il bene prima di tutto dei cittadini del Friuli Venezia Giulia, in una logica generale di tutela e autotutela della sanità e della salute».
Marzo 17th, 2017 — Clima e Potere, General
… cosa replicheranno gli scettici e i negazionisti
Il primo Rapporto ufficiale di un centinaio di scienziati italiani: anche nel nostro paese stagioni anticipate, picchi di temperatura mai raggiunti prima. “Alterazioni anche per colpa dell’uomo”
IL RAPPORTO
Le Alpi soffrono il caldo
E le foreste vanno salvate
L’analisi di un centinaio di scienziati in 590 pagine: anche in Italia stagioni anticipate, picchi di temperatura mai raggiunti prima. “Alterazioni naturali anche per colpa dell’uomo”
di ANTONIO CIANCIULLO
ROMA – Picchi di 5 gradi di aumento della temperatura. Una diminuzione del 25 per cento delle piogge nelle regioni meridionali. Ondate di calore triplicate. Collasso dei ghiacciai alpini. Così si presenterà l’Italia a fine secolo se non fermeremo subito le emissioni di gas serra prodotte dall’uso di combustibili fossili e dalla deforestazione.
L’analisi previsionale, con il condizionale di prudenza d’obbligo, è frutto dell’elaborazione di un centinaio di scienziati italiani coordinati dal Centro euro mediterraneo per i cambiamenti climatici. Sono 590 pagine di ricerca che contengono una messa a fuoco dei dati finora raccolti. E gli scenari futuri coincidono con l’analisi del presente e del passato. Tutti i record del caldo sono concentrati negli ultimi anni: i primi 10 anni più caldi dal 1800 ad oggi in Italia sono successivi al 1990 e, di questi, sei su 10 sono successivi al 2000. La top ten dei primati del caldo degli ultimi due secoli è la seguente: 2003, 2001, 2007, 1994, 2009, 2000, 2008, 1990, 1998, 1997.
Anche il 2009 conferma la corsa verso il riscaldamento: la primavera figura al quarto posto tra le più calde negli ultimi duecento anni (con 1,76 gradi di anomalia rispetto alla media 1961-1990), e l’estate è al quinto posto (con 1,87 gradi in più). Per le piogge invece gli ultimi mesi sono stati in controtendenza rispetto alle proiezioni che indicano una diminuzione secca sul versante Sud del Mediterraneo: le precipitazioni nel periodo novembre 2008 – aprile 2009 hanno segnato un 54% in più rispetto al periodo 1961-1990, mai negli ultimi due secoli era piovuto tanto in Italia nello stesso periodo.
Il caos climatico è ancora più visibile nei luoghi più freddi. Sulla catena alpina la superficie ghiacciata si è più che dimezzata (è scesa dai 4.474 km2 del 1850 ai 2000 km2 del 2003): nelle Alpi negli ultimi 80 anni c’è stato un incremento di temperatura quasi doppio rispetto alla media globale.
Non va meglio alle foreste. Anche se finora in Europa hanno registrato una buona avanzata, il futuro si annuncia grigio: “Nei prossimi 100 anni è da attendersi una progressiva ‘disgregazionè degli ecosistemi forestali, dei quali solo poche componenti potranno migrare in aree più adatte ai mutati scenari climatici, mentre la maggior parte di esse saranno destinate all’estinzione, almeno a livello locale”.
L’elenco delle alterazioni climatiche è lungo e comprende l’anticipo di 3 giorni ogni 10 anni per le varie stagioni (vuol dire che a metà secolo la primavera arriverà con due settimane di anticipo).
Ma il senso più generale del rapporto si coglie in questo passaggio, in stridente contrasto con la mozione piena di dubbi sui cambiamenti climatici appena votata dalla maggioranza al Senato: “La comunità scientifica internazionale è ormai unanimemente d’accordo nel considerare il cambiamento climatico del pianeta non solo in atto, ma come principalmente connesso all’alterazione degli equilibri naturali da parte dell’uomo. Tale riscaldamento avrà conseguenze anche sul mare, aumentandone il livello e la frequenza degli eventi estremi. Ciò, molto verosimilmente, potrà provocare l’accelerazione dei processi erosivi e notevoli danni, in termini economici e di qualità della vita, alle popolazioni rivierasche”.
© Riproduzione riservata (14 aprile 2010)
Marzo 17th, 2017 — General, Ultime
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Repubblica 15 aprile
Si tratta del tasso maggiore in circa tre anni. Il Pil su base annua era salito del 10,7% nel precedente trimestre. A marzo la produzione industriale è cresciuta del 18,1%