VALSUSA/ Pesanti provocazioni di Maroni

Nina e Marianna libere subito

liberesubito

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NUCLEARE/ Tocca alla Francia

12 settembre 2011

 

Francia, esplosione in un sito nucleare un morto e quattro feriti -   Mappa

Francia, esplosione in un sito nucleare
un morto e quattro feriti –
Mappa

Governo: “Nessuna fuga radioattiva”

Una fornace è esplosa all’interno dell’impianto gestito dall’Areva a Marcoule, non lontano da  Avignone e dal confine italiano. Lo stabilimento usato per trattare le scorie, ma non sono presenti reattori. In Italia subito attiva una rete di rilevamento della Protezione civile. Dopo la notizia, a Parigi si aggravano le perdite in borsa: precipitano i titoli energetici/ Commenta

ACQUA/ Ecco qua: 64 miliardi in 30 anni

Repubblica 12 settembre

Sprechi, errori e forte inquinamento
Il ciclo dell’acqua rischia la mazzata Ue

Sprechi, errori e forte inquinamento Il ciclo dell'acqua rischia la mazzata Ue

Dopo l’uso (irrigazione, domestico, industriale) il prezioso liquido viene restituito alla natura in condizioni pietose. Sui comuni italiani si potrebbero abbattere pesanti multe. E per risolvere il problema sarebbero necessario 64 miliardi in 30 anni

NO TAV/ San Giorgio di Nogaro giovedì 15 settembre ore 20.00 Presidio

San Giorgio di Nogaro giovedì 15 settembre ore 20.00 di fronte a Villa Dora
Presidio No Tav a conclusione del Tour di boicottaggio di Debora Serracchiani e del PD (vedi sotto per chi non accede a facebook) per essersi dimostrati i più grandi sostenitori della TAV e della repressione in Valsusa, contro un popolo che resiste alla violenza dello Stato

Solidarietà a Nina e Marianna le due ragazze pretestuosamente arrestate il 9 settembre nella manifestazione contro il non-cantiere della Maddalena
NO TAV   NO MAFIA   NO REPRESSIONE
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Comunichiamo inoltre che sono in preparazione due conferenze con l’Ing. Ivan Cicconi: giovedì 20 ottobre (a Monfalcone o Trieste) e venerdì 21 ottobre a Muzzana del Turgnano.

Segue il volantino per Nina e Marianna Libere subito! + mappa per raggiungere il posto

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FERROVIE: tir sui treni…ma allora si può fare!

E’ interessante sapere da Riccardi che già da oggi è possibile potenziale notevolmente il trasporto merci su rotaia senza fare la TAV, esattamente ciò che da sempre dicono i comitati NOTAV.

 

Da il Piccolo del 14/09/11

Terza corsia tir sui vagoni durante i lavori

TRIESTE Realizzare un’autostrada viaggiante su rotaia trasportando camion completi su speciali vagoni ferroviari. È quanto propone l’Agenzia della Lombardia orientale per i trasporti e la logistica (Alot) per sopperire ai disagi che si creeranno sulla A4 in coincidenza con i lavori per la realizzazione della terza corsia. Lunedì 26 settembre vi sarà in Regione un tavolo di lavoro per discutere del progetto. «Il modello di autostrada viaggiante – ha infatti affermato l’assessore regionale ai Trasporti Riccardo Riccardi – è già stato attivato con successo da tempo in regione con un servizio che collega il porto di Trieste con Salisburgo e da qui verso Monaco di Baviera e altre importanti città tedesche. Anche per snellire un traffico autostradale di mezzi pesanti in costante incremento (nel 2010 su oltre 43 milioni di veicoli transitati, ben 10,6 milioni erano tir) – ha aggiunto – crediamo che il trasporto cosiddetto RoLa rapprsenti una soluzione da incentivare e da sviluppare al massimo». Alot ha ipotizzato l’autostrada viaggiante su rotaia in particolare dal terminal bresciano di Ospitaletto fino ai confini con l’Austria e con la Slovenia. La soluzione rappresenterebbe una possibilità di bypass sui futuri cantieri, ma anche un servizio di trasporto competitivo con una modalità ecosostenibile.

ELETTRODOTTI: continua la battaglia contro la Terna

Da Il messaggero veneto del 14/09/11

 

Tibaldi sull’elettrodotto:

la Regione ricorra al Tar

 

Il Comitato per la vita del Friuli rurale tre ore davanti alla Quarta commissione: «Ci sono tutti gli elementi per impugnare il decreto di compatibilità ambientale».

 

di Paola Beltrame

 

POZZUOLO. Tre ore di intervento e una settantina di slide per spiegare le ragioni dell’opposizione alla linea aerea dell’elettrodotto Redipuglia-Udine: così Aldevis Tibaldi, referente del Comitato per la vita del Friuli rurale ha relazionato di fronte alla IV commissione regionale, presieduta da Alessandro Colautti. L’incontro è stato preceduto da una polemica su tempi e modalità: per Tibaldi, la tardiva comunicazione non ha consentito di far arrivare per tempo un consulente dagli Usa e si recrimina sul fatto che non sono stati sentiti i Comuni interessati; inoltre, non è stata possibile, come richiesto, la registrazione video. Accuse respinte da Colautti, che assicura di voler ascoltare tutti, amministratori compresi, e di aver calendarizzato correttamente nei tempi tecnici la domanda.

 

La lunga requisitoria del presidente del comitato ha riguardato «le assurdità della procedura seguita da Terna – riferisce l’interessato – per imporre alle amministrazioni locali l’elettrodotto, avvalendosi della debolezza degli esecutivi regionali, da Illy in poi. Il progetto non rispetta la volontà e la dignità dei cittadini, in quanto non tiene conto dei problemi della salute in primis e dello sviluppo economico della zona attraversata. Sono stati visionati sia lo scopo dell’opera, che non serve alla regione, ma per portare energia a basso costo al resto del nord Italia, sia i costi dell’interramento, molto minori di quanto millantato da Terna». L’impressione di Tibaldi dopo la maratona verbale a difesa della linea interrata: «L’iniziativa si è dimostrata necessaria – spiega -, ma non deve restare un aspetto rituale: la Regione ha tutti gli elementi per intervenire al Tar contro il decreto di compatibilità ambientale. Le ragioni che ci hanno portati a combattere questa battaglia sono state sostenute a chiare note anche dai consiglieri Travanut, Colussi, Corazza, Pustetto e Picco, che sono intervenuti in appoggio, oltre al componente del comitato Daniele Marangone, imprenditore agricolo. Uno che sotto i cavi ci lavora, e ha fatto capire la paura e il rischio con una linea ben più potente».

 

Colautti afferma che farà «tesoro di quanto ascoltato e di quanto presenteranno i sindaci in una successiva audizione, se vorranno richiederla». Ma «la risposta migliore – conclude il consigliere presidente – sarà la sintesi che emergerà dal tavolo tecnico, che l’assessore Ciriani costituirà in rappresentanza della Regione, dei Comuni e con la consulenza di un soggetto terzo al di sopra delle parti».

CIE DI GRADISCA: scende in campo anche il Codacons

Da Il messaggero veneto del 14/09/11

Il Codacons si allea con gli immigrati

 

GRADISCA Ingresso ai Cie blindato e riecco che sala la protesta. A far sentire il proprio dissenso, stavolta, è il Codacons del Friuli Venezia Giulia, che da un paio di mesi ha avviato un’azione per entrare nei Centri d’identificazione ed espulsione dello Stivale per verificare le condizioni degli stranieri e spiegare i loro diritti, salvo ottenere una serie di dinieghi. Il Codacons regionale ha inoltrato a tutti i Cie italiani una comunicazione, indirizzata anche alle relative Prefetture e al Ministero dell’interno, in cui si sollecita la possibilità di trascorrere un periodo in uno dei centri, e verificare così se il trattamento riservato agli ospiti sia appropriato e se vengono fornite adeguate informazioni sui propri diritti. «Dalle notizie emerse dalla stampa locale e nazionale – spiega in una nota il presidente regionale del Codacons Fvg Vitto Claut – risulta sempre più evidente l’emergenza immigrazione e l’insufficienza delle strutture esistenti. Oltre che di locali idonei c’è anche carenza di informazione: cosa sanno gli stranieri della loro permanenza in Italia e di cosa hanno diritto?». Ecco, quindi, che l’avvocato Claut, avvalendosi anche della conoscenza di ben sei lingue, ha chiesto al Cie di Gradisca e agli altri Centri d’Italia di poter alloggiare con gli ospiti per un arco di tempo minimo di una settimana «per illustrare i loro diritti con riferimento sia al soggiorno nel nostro paese, sia al loro trattenimento nei Cie, al fine di poter effettuare opportune osservazioni e istanze alle autorità competenti». Sono trascorsi due mesi dalla domanda inoltrata e i riscontri del Codacons sono tutti negativi: gli enti interpellati fanno riferimento a circolari ministeriali che limitano l’ingresso solo a determinati soggetti e associazioni accreditate. Il Codacons, però, non demorde e rilancia: il presidente regionale Vitto Claut intende fare ricorso a Strasburgo, ritenendo illegittime le circolari. Dell’ingresso blindato ai Cie presenti sul territorio italiano si era parlato anche a fine luglio in occasione di “LasciateCIEntrare”, manifestazione promossa contro il divieto di ingresso nei centri immigrati ai rappresentanti della stampa e delle associazioni. Nell’occasione il permesso di visitare la struttura governativa fu concessa solo al deputato Carlo Monai, che al termine della visita denunciò «condizioni di vita peggiori di un carcere». (g.p.)

NO TAV/ Il Messaggero sul presidio di San Giorgio

il MV Ha dedicato l’on-line e la locandina locale

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MV 15 settembre 2011

 

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No-Tav in piazza
contro la Serracchiani

di Francesca Artico

San Giorgio,  mobilitazione stasera a Villa Dora al vertice sulla viabilità. Gli ambientalisti contestano il documento sulla Val Susa inviato a Barroso.

 

di Francesca Artico

 

SAN GIORGIO DI NOGARO. Mobilitazione questa sera davanti a Villa Dora dei comitati No Tav, guidati capitanati da Paolo De Toni, per contestare l’europarlamentare Pd, Debora Serrachiani, ospite al convegno sulle “Politiche di sviluppo per la Bassa Friulana”, per le recenti affermazioni sui cantieri Tav in Val di Susa. Debora Serrachiani, in qualità di componente della commissione trasporti dell’Ue, assieme agli eurodeputati Antonio Cancan, e Carlo Fidenza, aveva infatti inviato il 13 luglio scorso un documento al presidente della Commissione Europea Barroso e al Commissario ai Trasporti Kallas, nel quale si affermava che i cantieri in Valsusa erano stati aperti entro il termine previsto del 30 giugno (i cantieri riguardano il progetto numero 6 della Ten-T fra Torino e Lione in Piemonte). Tutto ciò era stato poi smentito dall’ispezione ai cantieri della delegazione composta dall’eurodeputato Gianni Vattimo. Una situazione inverosimile, secondo i comitati No Tav, che non hanno perdonato alle rappresentanze istituzionali di essere «disinformate o in malafede, dichiarando il falso alle massime autorità europee per ottenere spiccioli di finanziamenti e alimentando negli italiani l’illusione che la Tav è finanziata dall’Europa.

Certamente – dicono – non si può criticare chi è favorevole all’opera (nel documento gli eurodeputati affermano di essere “completamente convinti che questo progetto debba essere realizzato”, ndr) ma è intollerabile che rappresentanti istituzionali usino simili scorrettezze. Troppo facile fare del moralismo sugli altri e poi comportarsi in modo esattamente contrario».

La Tav, opera infrastrutturale fortemente contestata nel Nord Italia, vede anche la Regione Fvg direttamente coinvolta nel progetto Av/Ac, i cui Comitati questa sera vogliono ribadire direttamente all’interessata queste loro precise “accuse”. In merito al convegno di questa sera sullo sviluppo viario, portuale, industriale e ambientale nella Bassa, organizzato dalla locale segreteria del Pd, al quale parteciperanno anche Andrea Simone Lerussi, e coordinato da Davide Bonetto, si discuterà dell’ordine del giorno predisposto dal Circolo sangiorgino, presentato in Regione e bocciato dalla Regione. «Un odg- sottolinea Bonetto- che poteva essere condiviso dall’intero consiglio regionale, invece è stato bocciato dal presidente Tondo, dall’assessore ai Trasporti Riccardi, e da tutta la maggioranza di centro destra, Cargnelutti compreso».

NO TAV/ Serracchiani a San Giorgio di Nogaro report, foto e video

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San Giorgio di Nogaro 15 settembre 2011. Foto CSA
 
Precedenti contestazioni a “miss frangetta: Selz (21 luglio) | Tavagnacco (1 agosto) | Villa Opicina (19 agosto) | Udine (10 settembre)
 
 
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Report (Superate le 2000 visite) | Video
 
Oltre 60 persone hanno partecipato al Presidio di Giovedì sera. E’ stato lo stesso PD locale ad offrire l’intervento facendo ammenda del comportamento tenuto nelle precedenti situazioni. La Serracchiani come al solito non ha risposto alle domande, ma nel batti e ribatti in fase di risposta ha fornito la notizia clamorosa: (segue)

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GRANDI OPERE/ La mafia del Ponte

Repubblica/ Espresso 15 settembre 2011

Il ponte di carta: clientele e milioni
sullo Stretto un pozzo senza fondo

Video Messina, una macchina da soldi

Il ponte di carta: clientele e milioni  sullo Stretto un pozzo senza fondo

Della grande opera si parla dal 1969. Ma finora non è stata messa neanche una pietra. Secondo la Corte dei Conti tra il 1986 e il 2008 è costata poco più di 200 milioni di euro. E si continua a spendere senza risultati

 

Intervista