Marzo 17th, 2017 — CIE = Lager, General
Dal Piccolo del 28/06/12
Caso stipendi al Cie Indaga la Prefettura
di Luigi Murciano GRADISCA La Prefettura di Gorizia adotterà tutte le verifiche necessarie in merito ai ritardi nei pagamenti degli operatori del Cie e Cara denunciati dai sindacati. Questo l’esito di un incontro svoltosi ieri mattina fra il Viceprefetto vicario, Gloria Allegretto, e le rappresentanze di Cgil/Fp e Cisl/Fisascat. Queste nei giorni scorsi avevano posto l’accento sui «ripetuti ritardi» nel pagamento dei lavoratori da parte dell’ente gestore Connecting People, ma anche sulle difficoltà finanziarie -secondo i sindacati dovute alle miniproroghe della gestione di appena 10 giorni- che impedirebbero addirittura l’acquisto dei materiali essenziali, come quelli per la sanificazione degli ambienti e l’igiene personale degli ospiti. Il clima di incertezza è stato sviscerato alla dottoressa Allegretto, che a nome dell’ente ha assicurato «massima attenzione e l’adozione di verifiche consequenziali» sul problema degli stipendi. La Prefettura precisa che il regime delle brevi proroghe alla gestione rappresenta «un provvedimento straordinario e cautelare, in attesa dell’acquisizione dei pareri di rito richiesti al Viminale e ad organi di consulenza giudico-istituzionale». Come noto infatti il Cie è ancora “ostaggio” di una vertenza giudiziaria al Consiglio di Stato per l’aggiudicazione definitiva dell’appalto del 23 dicembre 2010, inizialmente vinto da una cordata guidata dalla francese Gepsa. «Nell’ipotesi in cui tali pareri venissero espressi favorevolmente, e ciò dovrebbe avvenire in tempi brevissimi – fa sapere la Prefettura – dovrà essere comunque adottato un nuovo decreto di aggiudicazione definitiva da notificare a tutti i partecipanti alla gara». Intanto Connecting People reagisce alle accuse. Il consiglio di amministrazione del consorzio trapanese ha dato mandato ai suoi legali di tutelare la società «considerate le troppe affermazioni prive di fondamento». A detta della coop siciliana risultano «non vere e lesive» le esternazioni sui gravi ritardi di pagamento: da gennaio ad oggi i ritardi «sono stati solo di pochi giorni, nonostante il grande arretrato di pagamenti da parte della Prefettura di Gorizia» si legge in una nota.«Non è mai esistita e non esiste la volontà di non concedere ferie ai dipendenti, e ancor di più è infondata la presunta assenza di materiali di protezione individuale, di pulizie o per l’igiene personale». Connecting People si dichiara «disponibile al dialogo, purchè corretto e veritiero»
Messaggero Veneto del 28/06/12
Gestione Cie, verso un contratto a tempo indeterminato
GRADISCA Nella prima decade di luglio potrebbe arrivare da Roma il via libera per il contratto d’appalto a tempo indeterminato per la gestione di Cie e Cara di Gradisca. La novità è stata resa nota ieri ai sindacalisti di Fisascat e funzione pubblica di Cgil e Cisl dal vicario del prefetto, Allegretto. I sindacati sono stati informati del fatto che l’ultima proroga del contratto concessa a Connecting people è stata di 20 giorni anziché i soliti 10. Lo riferisce Massimo Bevilacqua, Cisl fp. Nel frattempo, Connecting people intende adire alle vie legali per le «affermazioni prive di fondamento» sostenute nella conferenza stampa del 25 giugno di Cisl e Cgil a Gradisca. «Da gennaio a oggi precisiamo – ribadisce la società consortile, come già spiegato dal componente del cda Mauro Maurino su queste colonne – i ritardi di pagamento degli stipendi dei lavoratori sono solo di pochi giorni, nonostante il grande arretrato di pagamenti che si registra da parte della Prefettura di Gorizia. Non è mai esistita e non esiste volontà alcuna di non concedere ferie ai dipendenti e ancor di più risulta infondata la dichiarata assenza di materiali di protezione individuale, sempre regolarmente distribuiti. Così come risulta priva di ogni fondamento la mancanza di materiale per le pulizie e per l’igiene personale degli ospiti». Nessun blocco delle ferie e degli stipendi è stato ventilato da Connecting people, che si dichiara invece sempre pronta al dialogo e a un dibattito «teso a migliorare le condizioni di vita e lavoro all’interno di Cie e Cara, piuttosto che assistere a campagne pretestuose a danni di imprese e istituzioni che contribuiscono quotidianamente a dare prospettive economiche e di posti di lavoro al territorio». Ilaria Purassanta
26/06/12
Il Piccolo
Cie allo sbando, i sindacati “minacciano” la Prefettura
di Luigi Murciano GORIZIA «Dalla Prefettura di Gorizia sinora solo silenzi. Ma se i diritti dei lavoratori e le regole continueranno a non essere rispettati, potrebbe doverne rispondere in sede civile e penale». Clamorosa levata di scudi dei sindacati contro l’attuale gestione del Cie di Gradisca. Nel mirino l’Ufficio del governo e la cooperativa siciliana Connecting People, che opera nella struttura dal 2008 e il cui contratto è scaduto nel dicembre del 2010. Vengono denunciati i continui ritardi nei pagamenti degli operatori e nell’acquisto di forniture, l’inesistenza di ferie lunghe, le scarse condizioni di sicurezza. Una situazione figlia delle continue microproroghe della gestione – di appena dieci giorni – che la Prefettura concede a Connecting People. La coop continua ad operare in regime di prorogatio in attesa che i tribunali stabiliscano se le spetti continuare nella gestione o se questa vada affidata alla cordata capeggiata dalla francese Gepsa, che la gara d’appalto l’aveva vinta prima di vedersi revocare il provvedimento dal Tar. A fare le spese di questo bailamme sono i lavoratori, come denunciato da Cisl (Elisa Miani e Paolo Duriavig per la Fisascat, Massimo Bevilacqua per la Fp) e Cgil (Raffaella Martinello e Mafalda Ferletti per Fp). Disposti, se l’aria non cambierà, a fare rispondere la Prefettura in solido per i ritardi degli stipendi dovuti ai 46 operatori del Cie (più i 25 del Cara): «La situazione è inaccettabile. Le miniproroghe compromettono la qualità del lavoro e non danno continuità alla gestione: mancano persino i soldi per la pulizia degli ambienti e i prodotti per l’igiene personale degli ospiti. L’azienda si dice impossibilitata a rispettare le tempistiche perchè è lo Stato a pagare in ritardo. L’Ufficio del Governo dal canto suo minimizza. Ora basta. La Prefettura accerti se l’ente gestore sta rispettando il contratto e conceda proroghe più lunghe in modo da potere organizzare il lavoro e dare maggiori certezze ai lavoratori».
Messaggero Veneto
Cie, i sindacati: portiamo in tribunale la Prefettura
GRADISCA Sindacati sul piede di guerra e pronti a portare in tribunale la Prefettura di Gorizia per obbligarla in solido a rispondere della situazione dei 76 lavoratori di Connecting people impiegati al Cie e al Cara. Ieri al Monte di pietà di Gradisca i sindacalisti Massimo Bevilacqua (Cisl fp Gorizia), Paolo Duriavig (Fisascat Cisl Fvg), Elisa Miani (Fisascat Cisl Gorizia), Raffaella Martinello (Cgil fp Gorizia) e Mafalda Ferletti (Cgil fp Fvg) hanno denunciato i ritardi sistematici nell’accreditamento degli stipendi agli operatori causati dalle mini-proroghe del contratto di appalto stipulato tra Prefettura e Connecting people. «E’ notizia di oggi – ha detto Miani –, riferitaci da un rappresentante della rsu, che Connecting people ha congelato ferie e stipendi finché non otterrà dalla Prefettura la proroga a tempo indeterminato dell’appalto». La Prefettura proroga di 10 giorni in 10 giorni il contratto d’appalto del servizio a Connecting people, consorzio di cooperative di Trapani. Di conseguenza la cooperativa di gestione, navigando a vista, non eroga puntualmente gli stipendi. Sono puntuali invece le scadenze di mutui e bollette: le famiglie dei lavoratori sono in difficoltà. L’incertezza però causa, come segnalano i sindacati, anche carenze in termini di sicurezza: mancano materiali per la protezione individuale come guanti da lavoro, divise, detersivi e saponi. Tra le conseguenze anche il fatto che gli operatori non possono andare in ferie per periodi lunghi e che i turni sono diffusi a cadenza settimanale e all’ultimo momento. «Intendiamo attivare – ha spiegato Bevilacqua – la procedura per la richiesta del pagamento diretto del committente, che, lo ricordiamo, ha un vincolo di responsabilità in solido con l’appaltatore. Chiederemo pertanto alla Prefettura di pagare direttamente gli stipendi ai lavoratori». Gli operatori di Connecting people sono stati di frequente bersaglio di aggressioni da parte degli ospiti o di lanci di oggetti e c’è pure il rischio di contrarre la scabbia. I sindacati chiedono di garantire gli standard della normativa su salute e sicurezza nei posti di lavoro, offrendo spogliatoi dotati di docce, armadietti chiusi a chiave per gli effetti personali, un servizio di lavanderia per le divise e valutazioni dello stress lavoro-correlato. A Connecting people, invece, i sindacati chiedono pagamenti puntuali e di mettere gli operatori in condizione di lavorare bene, «oppure, se le proroghe brevi non lo consentono, di rinunciare all’incarico». Ilaria Purassanta
Marzo 17th, 2017 — Circolo Libertario E. Zapata, General
DA PORDENONE RACCOLTA MATERIALI DI PRIMA NECESSITA’
Il Circolo Libertario E. Zapata si attiva come centro di raccolta materiali di prima necessità, mettendo a disposizione la sede, in solidarietà e supporto alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia Romagna.
1-10-24 giugno e 8 luglio
SERVONO SOPRATTUTTO: Acqua, acqua e ancora acqua, olio di oliva, olio di semi, detersivi per i piatti e per il bucato a mano, prodotti per igiene personale, salviette umidificate per igiene intima e multiuso, omogeneizzati ESCLUSIVAMENTE alla frutta. Sono molto carenti di queste cose e sono le più richieste, per cui se è possibile concentriamoci su questo.
E’ poi possibile contattare telefonicamente il circolo al 333.4866588 (Stefano) oppure al 339.6812954 (lino), RECARSI IL GIOVEDI’ DALLE 17.00 ALLE 24.00.
Sabato mattina saremo anche presenti con un banchetto e raccolta spesa fuori da un supermercato di cui daremo notizie a breve.
Domenica 8 luglio ripartirà un’ altra carovana di furgoni per portare il materiale raccolto direttamente a Modena, alla Libera Officina via Tirasegno 7 che è APERTA TUTTI I GIORNI dalle 18 alle 21 nella raccolta e smistamento del materiale da portare nelle zone terremotate. Oltre a chiedere l’aiuto di tutti/e chiediamo a chi è interessato di partecipare direttamente alla raccolta e al viaggio di domenica verso Modena.
La solidarietà, il mutuo appoggio e la trasparenza nel fare rete è il miglior modo per sostenere le popolazioni e arginare ulteriori speculazioni sulla pelle dei terremotati.
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
Ad un anno dalla aggressione militare alla “Libera Repubblica della Maddalena”

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Marzo 17th, 2017 — 25 Aprile, General
Ciriani, Lo Perfido e Ribetti: perché tanto odio?
Apprendiamo che anche quest’anno è andato in scena nel municipio pordenonese lo psicodramma del 25 aprile “nessuno fischi Ciriani” con una novità però. Cambia il direttore artistico e a presentare questa “sentitissima” interrogazione comunale non è più il prode Lo Perfido, sgamato e sputtanato pubblicamente mentre il moderato si faceva immortalare in pieno saluto fascista, pensando fosse appena il caso di concedere l’onore al suo collega pidiellino ovvero Francesco Ribetti che, dopo il secondo piazzamento di Cosmopolitan “I tre boys del concorso più sexy d’Italia”, chiede che i facinorosi che interrompono con canti partigiani e fischi il loro presidente vengano sanzionati dai vigili con una multa.
Ora, a parte ricordare a questi sciagurati che anche a Pordenone la crisi ormai è arrivata e di licenziati, cassaintegrati e precarizzati si contano a migliaia, le aziende chiudono a decine ogni mese e chi non riesce a pagare l’affitto e i servizi aumenta senza soste, per tanto si potrebbero occupare di ben più decenti propositi, vorremmo comunque ribadire che in democrazia sia ad uno spettacolo che non piace così come a un’orazione che disgusta è lecito manifestare disapprovazione o al contrario, vista miglior performaces, si è soliti applaudire e congratularsi. Lo sappiamo che prima, quando c’era Lui, era tutt’altra cosa ma dopo tanti anni una ragione potrebbero farsela. D’altronde per risolvere il problema basterebbe cambiare oratore il 25 aprile, così da una parte si eviterebbe di offendere la resistenza e dall’altra lasceremmo i nostri rispettivi coniglieri pidiellini l’uno alle gite a Predappio e l’altro ai fotoromanzi. Contenti loro, contenti noi, contenti tutti.
Iniziativa Libertaria
Marzo 17th, 2017 — General, Noi
Foto del Presidio No Tav (e Pro Terremotati), ad un anno dalla aggressione militare dello Stato alla Libera Repubblica della Madallena del 27 giugno 2011.
Più Treni Meno Tav
Soldi ai Terremotati e non alla Tav














Marzo 17th, 2017 — General, Inceneritori
Dal Piccolo del 03/07/12
Centrale a biomasse Opicina in rivolta contro l’impianto
di Fabio Dorigo Altro che biomasse. Il progetto della centrale di Opicina produce massa critica. E contraria. La folla che si è ritrovato l’altra sera nella sala della Banca di Credito cooperativo del Carso non ha dubbi sulla insostenibilità del megaimpianto che dovrebbe sorgere nell’area delle ex Officine meccaniche e ferroviarie Laboranti. «Non s’ha da fare. Siamo pronti a stenderci davanti alle ruspe» chiarisce subito dal palco Dario Vremec battagliero cittadino che ha all’attivo la vittoria contro l’antenna di via dei Salici nei pressi dell’asilo e della scuola (5mila le firme raccolte all’epoca). La bocciatura del progetto presentato in Regione dalla società Investimenti industriali Triestini è totale e senza appello. Una petizione sta già raccogliendo migliaia di firme tra la gente del Carso e non solo. Nel testo la centrale a biomassa assume il nome di “ecomostro” con i due camini altri 35 metri e i 39 serbatoio di olio combustibile previsti- L’Associazione per la difesa di Opicina, che ha organizzato l’incontro pubblico, ha depositato venerdì mattina 23 osservazioni agli organismi regionali con la richiesta di applicazione alla procedura della Via (valutazione di impatto ambientale). La stessa richiesta avanzata dal Comune di Trieste per iniziativa dell’assessore all’Ambiente Umberto Laureni. Un’arma, quella della Via, che dovrebbe seppellire sul nascere il progetto da 50 milioni di euro di investimenti. «Un dossier inattaccabile» certifica l’avvocato Roberto Corbo, residente a Opicina. Le osservazioni, illustrate dall’ingegnere Stefano Patuanelli (consigliere comunale del Movimento 5 Stelle), sono un malloppo di oltre 500 fogli, dallo spessore di 5 centimetri. Dal punto di vista tecnico e ambientale non c’è nulla da salvare. «Questo progetto – spiega Patuanelli – cela un impianto che di sostenibile ha ben poco». L’argomento forte sono le emissioni di CO2. La centrale a biomassa non produce anidride carbonica. Vanta un ciclo a emissioni zero. Solo che brucia olio di palma prodotto in una piantagione della Costa d’Avorio grande come la metà della provincia di Trieste (10mila ettari). «Il trasporto via mare e poi via terra annulla l’effetto delle emissioni zero» spiega Patuanelli. Ma non basta. L’agenzia americana Epa, nel febbraio scorso, ha rimosso l’olio di palma dalla lista dei combustibili ecologici. «Sono impianti che vanno di modo – ha spiegato Luciano Zorzenone,presidente del Cordicom (coordinamento dei comitati del Fvg) – grazie agli incentivi statali che poi paghiamo noi in bolletta». Una beffa consumato sulla promessa dei 100 posti di lavoro per la costruzione della centra e dei 25 per la sua gestione. «Raccontano balle» spiega Lino Santoro di Lega ambiente che lancia l’allarme sull’aspetto neocoloniale del progetto. «Per le piantagioni di palma da cocco sono in corso una deforestazione selvaggia con relativo aumento di CO2 nei paesi di origine». «Ma chi si nasconde dietro la società Investimenti industriali triestini?» si chiede dal pubblico. «Un gruppo di Napoli con sede a Roma in viale Buozzi che sta facendo tutta questa operazione senza metterci una lira. Sul terreno, inoltre, ci sono ipoteche giudiziarie per 4 milioni di euro» assicura l’avvocato. Il fronte dei contrari sta arruolano anche diversi consiglieri comunali. Mauro Ravalico (Pd) è «molto perplesso e preoccupato». «Non sono d’accordo – dice – sul fatto di bruciare olio di palma africano trasportato per migliaia di chilometri via mare e ferrovia». Marino Sossi (Sel), invece, ha già predisposto una mozione urgente al consiglio comunale. Non ci sono però solo preoccupazioni per la salute e l’ambiente. C’è anche un rischio meno nobile. Immobiliare. «Con la centrale le case di Opicina varranno zero» dice l’avvocato Corbo mentre mima il numero con la mano sinistra. Zero. Come le emissioni di CO2 della centrale a biomasse.
Marzo 17th, 2017 — General, Noi
Informiamo che è stata organizzata una raccolta di materiali per i terremotati dell’Emilia.
Tali materiali saranno consegnati DIRETTAMENTE ai centri di raccolta dei paesi interessati.
Per chi volesse contribuire il punto di raccolta è presso
CAS*AUPA
(Udine – via Val Aupa 2 – Villaggio del Sole)
fino a Giovedi 12 luglio
con i seguenti orari
dal lunedi al giovedi dalle 18 alle 21
per consegne fuori orario contattare 3394675812
per maggiori informazioni movimentonotavfvg@gmail.com
ELENCO MATERIALI:
Vestiario e articoli per la cura della persona:
– biancheria intima NUOVA per uomo, donna e bambino;
– lamette usa e getta, schiuma da barba;
– insetticidi, spray antizanzare, creme dopopuntura;
– prodotti igienizzanti (tipo amuchina, napisan, per lavare sia gli abiti che ad esempio tettarelle e biberon);
– detersivi per bucato a mano ;
– detergenti intimi;
– pomate “dopopannolino” per bambini;
– creme solari;
– deodoranti;
Alimentazione:
– tonno, fagioli, ma anche confezioni di sugo di pomodoro (meglio in latte di metallo);
– condimenti quali olio, aceto di mele, sale e zucchero;
– caffè;
– piatti, bicchieri e posate usa e getta;
Attrezzature:
– fornelletti, bombolette e lampade da campeggio;
– tende alte e spaziose per almeno 4 persone (soprattutto per gli anziani);
– teli ombreggianti;
– brandine e/o reti da letto singole;
– tavoli, sedie;
– taniche da campeggio (meglio quelle col rubinetto)
Marzo 17th, 2017 — General, Loro
Da Il Piccolo del 04/07/12
Monito Ue sulla Tav: «Perso troppo tempo»
TRIESTE Sulla progettazione della Trieste-Divaccia, Roma e Lubiana hanno già perso anche troppo tempo. Serve quindi un deciso cambio di passo che consenta di accelerare l’iter e rispettare, questa volta in maniera rigorosa, la tabella di marcia fissata da Bruxelles. La stoccata, accompagnata da modi cordiali ma decisi, è arrivata dal commissario europeo e coordinatore del progetto prioritario Laurens Jan Brinkhorst. Nel giorno in cui il viceministro Mario Ciaccia e il sottosegretario sloveno alle Infrastrutture Igor Salamun annunciano la nascita del Geie, il Gruppo europeo di interesse economico per la realizzazione della tratta transfrontaliera dell’Alta velocità, e la ritrovata sintonia sulla strategicità dell’opera, Brinkhorst richiama tutti all’ordine: ulteriori ritardi e slittamenti, in futuro, non verranno più tollerati. «Ho constatato con soddisfazione l’impegno a portare avanti l’opera, espresso anche dall’esponente del governo sloveno – ha affermato il commissario -. Un impegno atteso da 4-5 anni. Un passo avanti indispensabile perchè la Commissione europea può agire solo per lubrificare i meccanismi, ma il funzionamento del motore dipendono dai due Stati». Meglio quindi rispettare i termini per non vedere andare in fumo i 28 milioni di euro già stanziati di Bruxelles per l’attività progettuale (cifra che corrisponde al 50% del costo complessivo) e l’atteso, seppur non ancora messo nero su bianco, cofinanziamento per la realizzazione vera e propria dell’opera: costo totale 1,3 miliardi di euro, di cui 283 milioni in carico alla Slovenia e la parte restante di competenza italiana. Stando ai buoni propositi annunciati ieri dai componenti dei due governi, tuttavia, il rischio di restare a secco non esiste più. «Andremo avanti con i tempi previsti – ha affermato il sottosegretario Igor Salamun -. I nostri Paesi hanno constatato che si tratta di un progetto di grande importanza». Quanto alla connessione con il porto di Capodistria e alla possibilità di veder realizzata anche la tratta Venezia-Trieste dell’Alta velocità, tanto Salamun quanto Ciaccia hanno tagliato corto. «Il progetto europeo – ha affermato il sottosegretario – va già nella direzione del collegamento tra gli scali di Trieste e Capodistria». «Più che in termini di singole tratte – ha chiarito il viceministro italiano – dobbiamo ragionare in termini di rete. L’Europa ci chiede di abbandonare il concetto di infrastruttura spot e di abbracciare una visione di sistema. In quest’ottica, il passaggio di un Corridoio porterà benefici a tutti i terminali intermodali presenti nelle aree limitrofe». Soddisfatto dell’intesa siglata a Trieste, città che ospiterà la sede operativa del Geie, anche l’assessore regionale Riccardo Riccardi. «La riunione di oggi (ieri ndr) ha compiuto passi avanti sulla strada delle realizzazione di un’opera strategica». Opera che prevede un tratto di 21 km – 12 in Italia, prevalentemente in galleria, 9 in Slovenia per lo più in superficie- . E il tracciato, rivisto un anno fa, ha voluto ricordare Riccardi, non attraverserà la Val Rosandra. (m.r.)
Marzo 17th, 2017 — General, Tracciati FVG
TRASPORTI Si tratta del “Sistema Conoscitivo Unitario”, presentato sotto silenzio in pieno periodo estivo
Continua l’iter di approvazione del progetto della Tav Venezia – Trieste ma, secondo la denuncia del Wwf del Friuli Venezia Giulia, non tutta la prassi avanzerebbe alla luce del sole.
Pare infatti che negli ultimi giorni sia stato presentato da Italferr, la società del gruppo Ferrovie dello Stato che si occupa della progettazione, del controllo e della realizzazione delle nuove linee Alta Velocità/Alta Capacità, un nuovo documento riguardo alla procedura di Valutazione d’Impatto ambientale, che lo stesso Wwf definisce misterioso, ovvero il “Sistema Conoscitivo Unitario
«Un oggetto misterioso non identificato è atterrato nel Nord Est d’Italia», esordisce ironicamente l’associazione ambientalista. «Si tratta del “Sistema Conoscitivo Unitario”, relativo alla linea Tav Venezia-Trieste, che si limita maldestramente a rendere coerente lo studio di impatto ambientale sui quattro progetti preliminari delle varie tratte, presentati nel dicembre 2010. Il documento, in ritardo di due anni, non sembra presentare alcun ripensamento sui tracciati. La relazione generale e una illeggibile cartina in scala 1:200.000 (circa) sono stati depositati nei giorni scorsi da Italferr (gli annunci sono apparsi su alcuni quotidiani): su questi documenti si potranno presentare osservazioni entro il 20 agosto».
Il “Sistema Conoscitivo Unitario” è una novità assoluta nelle procedure di Via ministeriali e visti i tempi stretti per la presentazione delle critiche e delle considerazioni sul dossier è necessario, secondo il Wwf, che venga subito messo a disposizione del pubblico, in modo che possa essere conosciuto e discusso.
Anche allora i progetti erano stati presentati in un “periodo morto”, ovvero tra il 22 e il 30 dicembre, e resi disponibili via internet con enorme ritardo e solo dopo che il Wwf aveva provveduto a fare richiesta di accesso agli atti e aveva provveduto a pubblicarli sul proprio sito. «Le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto intendono supplire alla clamorosa “dimenticanza”del Ministero, divulgando lo Studio nei propri siti internet?», si chiedono ancora al Wwf. Le altre questioni sollevate dall’associazione riguardano poi le tempistiche della presentazione della documentazione: «Perché si è atteso proprio il pieno del periodo estivo per divulgare questo elaborato, quando la richiesta del Ministero da cui lo stesso trae origine risale al novembre 2011?».Perplessità sui contenuti del documento anche riguardo a quale progetto della Tav si riferisca: «lo studio ricalca pari pari il tracciato della linea Venezia-Trieste, quale risulta dai citati 4 progetti del 2010, oppure tiene conto anche delle modifiche sostanziali annunciate già mesi addietro dal Commissario Straordinario Mainardi?». Pochi mesi fa infatti Bortolo Mainardi aveva proposto e divulgato alla stampa un nuovo tracciato affiancato alla linea “storica” elaborato con tecnici di Rfi-Italferr, con minori impatti ambientali e minori costi.
Questo per evitare la cosiddetta “tratta balneare” a cui quasi tutti i sindaci dei territori tra Mestre e Portogruaro si erano opposti. Gli ambientalisti non sono certi che queste novità siano state recepite nello studio. Ma se il tracciato preso in esame fosse quello originario, non si comprenderebbe il reale scopo dello studio, che viene definito «una novità assoluta nelle procedure VIA ministeriali».
Ultimo punto non del tutto chiaro, sarebbero i costi dell’opera, le relative fonti di finanziamento e l’analisi costi-benefici, argomenti già del tutto assenti dai progetti del 2010 e che il Wwf si augura che finalmente siano stati presi in esame, così come previsto dalla legge. «È incredibile – commenta il Wwf – che su una partita così importante come questa, Rfi e Italferr (ma anche il Ministero delle Infrastrutture dai cui queste dipendono) si muovano con tanta opacità negli iter autorizzativi e nella informazione fornita e arrogante approssimazione e disprezzo per i più elementari principi di trasparenza e partecipazione. Viene anche da chiedersi, se risultasse confermato che il tracciato è rimasto quello originario, a cosa serva mantenere in vita la figura del Commissario Straordinario: solo a buttare fumo negli occhi delle comunità locali?».
Ilaria Bagaccin
http://www.triesteallnews.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1935:tav-spunta-un-nuovo-documento-qmisteriosoq-realizzato-da-italferr&catid=2:cronaca&Itemid=104
Marzo 17th, 2017 — General, Montagna
Messaggero Veneto del 05/07/12
Cimpello-Gemona: cresce la protesta
Si allarga il dissenso contro il progettato raccordo autostradale. L’Arca: va fermata. L’assessore Riccardi: lavori dal 2013
di Domenico Pecile
GEMONA. Il 20 febbraio dello scorso anno Legambiente del Friuli Venezia Giulia inviò una lettera aperta alle associazioni degli imprenditori e alle organizzazioni sindacali a commento del Piano regionale delle infrastrutture varato dalla giunta regionale. L’obiettivo era di «Avviare una riflessione» che potesse «individuare cosa effettivamente è necessario per l’economia regionale».
Il no di Legambiente. Quella lettera aperta si trasformò in una lettera morta. «Nessuno disse nulla. Nessuno obiettò alcunché», commenta l’ex consigliere regionale, Giorgio Cavallo. Eppure, non era un documento da Bastian contrario, tant’é che Legambiente indicò importanti 5 dei 9 grandi interventi pianificati dalla Regione. Tra le opere bocciate senza appello c’era il raccordo autostradale Cimpello-Gemona.
«L’autostrada di cui è in corso – si leggeva nelle motivazioni – un project financing da circa un miliardo di euro è anch’essa devastante di un territorio di qualità e non ha in realtà nessuna potenzialità di traffico tale da ripagare l’investimento. Se in futuro risulterà necessario un raccordo tra la Pedemontana veneta (o la Gronda Nord di Pordenone) e la A23 ci sono altre soluzioni non costose e meno impattanti che potranno risolvere questo tema».
L’ottimismo di Riccardi. L’assessore regionale alle infrastrutture, Riccardo Riccardi, fa voti di ottimismo. E si dice quasi certo che entro il prossimo anno «si potrà riuscire a individuare il concessionario che poi dovrà avviare sia l’attività di progettazione sia il lavoro di concertazione con gli enti locali. Poi spiega: «Continuiamo a considerare la realizzazione della Cimpello-Gemona un’opera strategica e determinante per il Friuli e l’intera regione, a maggior ragione adesso in un momento cioè in cui il Veneto ha dato l’avvio alla costruzione della cosiddetta Pedemontana veneta».
Cresce il fronte del “no”. Tuttavia, nonostante l’ottimismo di Riccardi tutto lascia presagire che da qui all’avvio dei cantieri il percorso sarà in difficile salita. La Regione dovrà infatti fare i conti non soltanto con ambientalisti e comitati da tempo operativi nei territori interessati all’infrastruttura, ma anche con alcune amministrazioni sempre più determinate nel dire “no” a un’opera che rischia – sostengono – di sfregiare un paradiso incontaminato delle Prealpi e dei fiumi Tagliamento e Arzino, spendendo circa 975 milioni di euro. Si tratta dunque di una protesta trasversale, che sorvola i partiti sempre più in palese difficoltà a gestire ruoli di decisione in casi come questi.
La posizione dei Comuni. Riassumendo la posizione delle amministrazioni comunali, si può dire che contrarie all’opera sono Pinzano e Forgaria. La precedente amministrazione di Vito d’Asio era contraria, mentre la nuova compagine che amministra il Comune non si è ancora dichiarata apertamente.
Neutrali Ragogna, Castelnovo e Travesio in attesa però di approfondire le conoscenze sul progetto e di verificarne gli sviluppi. Sequals è ora commissariata, in quanto la precedete giunta è caduta. Ma al suo interno si stava formando una posizione maggioritaria critica sull’opera. Anche Buja nicchia e ha manifestato i suoi dubbi in un’assemblea con la popolazione. Infine, tutte ancora da definire le posizioni dei Comuni di San Daniele, Majano e Osoppo.
L’Arca guida il dissenso. Innamorati del territorio interessato all’infrastruttura e consapevoli della sua unicità in Fvg e in tutto il Nordest gli oltre 400 soci del Comitato Arca (Assieme Resistiamo Contro l’Autostrada) hanno fondato questo sodalizio per inventare insieme progetti di valorizzazione del territorio e di richiamo turistico, progetti di sviluppo sostenibile tra i quali «non riteniamo possa annoverarsi la costruzione di una devastante autostrada». L’Arca ha raccolto migliaia di firme e le ha depositate in Regione. Il suo presidente, Alberto Durì, si dice certo che questa infrastruttura avrebbe «un impatto ambientale devastante perché andrebbe a incunearsi fra un grande numero di aree tutelate».
I motivi della protesta. L’opera – dice ancora l’Arca – devasterebbe aree tutelate (ben 5 Sic, siti di interesse comunitario, una riserva naturale, ecc.) e consumerebbe qualcosa come 1000 ettari di superficie e dovrebbe servire inizialmente 25 mila veicoli al giorno nei due sensi di marcia e oltre 50 mila a regime (per dare un’idea, oggi a Pontebba, tra autostrada e statale si contano poco più di 20 mila veicoli al giorno) producendo ossidi di azoto sistematicamente fuori norma, inquinamento atmosferico, luminoso e acustico non tollerabile dalle popolazioni e da tutto il resto della vita che oggi fiorisce indisturbata da millenni».
10 domande all’assessore. L’Arca ha di recente presentato un documento che consiste in 10 domande all’assessore regionale Riccardi in cui punta a demolire la caratteristica strategica dell’opera. Un esempio? «Quale traffico pesante – si legge nel terzo quesito – potrà drenare dalla viabilità ordinaria se già oggi i camion percorrono la Ss 463 piuttosto che sostenere i costi di pedaggio della A23/A4? E perché dovrebbe intercettare il traffico locale che oggi si muove gratuitamente e domani per transitare sull’autostrada? Quale vantaggio apporterebbe alle imprese locali a fronte di un aggravio simile dei costi di trasporto». E ancora (domanda 6): «Quale modello è stato usato per prevedere un incremento di traffico costante medio del 3% annuo se già negli ultimi tre anni si registra una sistematica contrazione dei flussi».
Mobilitazione permanente. Stefania Garlatti Costa del Comitatio Arca annuncia che la mobilitazione continua in tutti i Comuni interessati con una serie di assemblee pubbliche. E continua pure la raccolta delle firme a sostegno della petizione che ha superato quota 5 mila. «Il 26 agosto – aggiunge – assieme a Onde furlane Arca organizzerà la seconda edizione del “Concerto al Tiliment” che si terrà in località Pontaiba, nel comune di Pinzano, alla confluenza dell’Arzino con il Tagliamento, sotto il futuro passaggio dell’autostrada».