Osservatorio locale sul clima/ Dicembre 2010: pioggia in Friuli non da record ma in aumento

9 dicembre 2010

Record di pioggia in Friuli:
mai tanta acqua in novembre

pioggia, maltempo

È piovuto molto in questo novembre e, soprattutto il cielo è rimasto coperto per giorni e giorni. Sicché molti pensano che sia stato un mese da ricordare. Invece non è così. «Sono valori di precipitazione notevoli in quanto superiori dal 50 al 100% alla media, ma non da record» assicura Marcellino Salvador, meteorologo dell’Osmer Arpa del Friuli Venezia Giulia.

 

Record di pioggia in Friuli: mai tanta acqua in novembre

A Piancavallo 900 millimetri, 524 a Tolmezzo, 370 a Gorizia, 323 a Pordenone, 260 a Udine. Precipitazioni dal 50 al 100% superiori alla media. Ma i record appartengono al passato
di Paolo Decleva

UDINE. È piovuto molto in questo novembre 2010 e, soprattutto il cielo è rimasto coperto per giorni e giorni. Sicché molti pensano che sia stato un novembre di quelli da ricordare. Invece non è così. «Non è stato un mese da record» assicura Marcellino Salvador, meteorologo dell’Osmer Arpa del Friuli Venezia Giulia.

«Quest’anno a novembre – dice Salvador – sono caduti 900 millimetri di pioggia a Piancavallo, 630 a Bordano, 600 a Uccea, 524 a Tolmezzo, 370 a Gorizia, 323 a Pordenone, 260 a Udine, 183 a Trieste. Sono valori notevoli in quanto superiori dal 50 al 100% alla media, ma non da record».

«L’impressione di un novembre particolarmente piovoso, nasce forse dal fatto che ci sono stati 15 giorni di pioggia e che le giornate di cielo coperto sono state molto numerose. Ma – sottolinea Salvador – la quantità di pioggia caduta non è stata poi tantissima».

«Per esempio – continua Salvador -, nel 1951, anno dell’alluvione del Polesine, in novembre a Uccea – la località più piovosa d’E uropa (nell’anno 1960 caddero 6.100 millimetri di pioggia) – sono caduti 1.900 millimetri di pioggia contro i 600 di quest’anno. Prendiamo Udine, dove la media novembrina è di 150-160 millimetri: l’anno scorso in novembre ci fu più copertura del cielo ma meno pioggia, ma non c’è confronto tra i 260 millimetri di quest’anno e i 400 del 2000. Non parliamo poi delle Prealpi. Nel novembre 2002, anno dell’alluvione a Pordenone, a Tramonti si registrarono 1.500 millimetri, nel novembre 2000 oltre mille. Da ricordare anche il novembre 1966, anno della seconda alluvione di Latisana».

«Il mese più piovoso in FriuliVg – ricorda Salvador – fu il settembre 1965, anno della prima alluvione di Latisana, quando nei primi due giorni caddero 1.200 millimetri di pioggia nelle Prealpi carniche e giulie e circa 500 a Udine. Da ricordare nel capoluogo friulano anche i 540 millimetri nell’ottobre 1998 (di cui 370 tra il 5 e il 7 del mese) o i 500 millimetri caduti in un solo giorno nell’autunno 1896».

Insomma non occorre neppure scavare tanto nelle statistiche per trovare anni in cui in novembre o nell’intera stagione autunnale è piovuto di più in quella che peraltro è la regione più piovosa d’E uropa.
E propabilmente in quanto a piovosità non entrerà nel poco invidiabile Guiness dei primati neppure questo dicembre.

«Giovedì – avverte Salvador – arriverà dal Nord Europa un vento freddo che prenderà il posto di quelli caldi e umidi mediterranei e a partire da mezzogiorno spazzerà le nubi e farà diminuire le temperature, anche se probabilmente non si arriverà allo zero. Quindi per almeno quattro-cinque giorni non pioverà. Poi si vedrà: allo stato attuale non si possono fare previsioni attendibili per un periodo superiore alla settimana».

I venti freddi e forti provenienti dal Nord, che investiranno prima tutto il Settentrione e quindi il resto d’Italia, hanno provocato un allarme maltempo da parte della Protezione civile nazionale, che teme soprattutto mareggiate lungo le coste e pericoli in mare aperto.

(09 dicembre 2010)

Barricate a Londra

Barricate a Londra

(Ap)

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CSA Udine/ Novità sul processo

Il processo al CSA di via Scalo Nuovo per l’occupazione del 2 giugno 2006,  dopo l’udienza di venerdì (10 dicembre 2010), riprenderà l’11 marzo 2011, alle ore 15.00.

In quella data verrano svolti tutti gli interrogatori e …

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Aquila: la verità (forse) viene a galla

Terremoto

dell’Aquila:

Strage

di Stato

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NOTAV/ Volantinaggio nelle stazioni

Giornata contro le grandi opere inutili

Sabato 11 dicembre 2010 davanti a varie stazioni dei treni, in Regione FVG, volantinaggi in occasione della giornata europea contro le grandi opere inutili.

Segue l’appello di indizione. In fondo gli articoli dei giornali regionali.

Qui i link al video del convegno tenutosi ad Avigliana (TO)  il 10 dicembre e al report della manifestazione in Val Susa dell’ 11 dicembre

http://www.11-12-2010.eu/Home/Video.php#Avigliana

Manifestazione in Val Susa da indymedia piemunt

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TRIESTE: immigrati e antirazzisti ancora in piazza

Si è svolta questo pomeriggio una nuova iniziativa del Comitato 1 marzo per denunciare la sanatoria-truffa, le leggi razziste, i CIE. Nella centrale piazza della Borsa un’ottantina fra immigrati e solidali si è fatta sentire con un fitto volantinaggio e megafonaggi

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12 dicembre a Milano: contestata la Moratti

12 dicembre Strage di Stato

Valpreda innocente

Pinelli assassinato

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NOTAV: tracciato in veneto ancora nelle nebbie

Piccolo dell’11/12/10

Tav litoranea , Veneto in retromarcia

 

PORDENONE «La Tav si farà in Veneto come in Friuli Venezia Giulia». Ma come? Il tracciato, in territorio veneto, è tutto da definire. Luca Zaia, il presidente della Regione, non scioglie affatto le riserve. «Il tracciato basso è una scelta del 2006 che ho ereditato» ci tiene a ricordare, non casualmente, a margine dell’inaugurazione del casello dell’A28 di Godega di Sant’Urbano. E aggiunge: «Quel tracciato è sempre stato spacciato come una decisione a vantaggio del territorio. Ma, se il territorio non vuole che passi di là, non ha senso. La decisione andrà rivista e concordata con i comuni interessati». L’assessore veneto ai Trasporti Renato Chisso, grande supporter del tracciato basso, fa a sua volta (e per primo) un passo indietro, riaprendo all’ipotesi di un affiancamento con l’autostrada A4. Del resto, Zaia non vuole rivolte e se entro fine anno presenterà alla Ue il tracciato individuato da Italferr, «che ancora non ho visto», per rispettare la scadenza imposta dall’Europa, su quello che sarà il vero progetto fa intendere che «è tutto ancora da decidere». Un punto però lo mette: «La ferrovia dovrà avere una stazione, una fermata, diversamente saremmo dei vassalli, pagheremo il prezzo pesante di un’opera senza averne i benefici». Zaia sa bene che «non avere la Tav significa essere tagliati fuori» ed è per questo che non vuole fare passi indietro rispetto agli impegni presi: «Un attraversamento est-ovest del nord Italia serve e il Corridoio 5 deve trovare completamento su rotaia. Non avere la Tav significa essere tagliati fuori. Un taglio che, in prospettiva, si percepirà tra 15 o 20 anni». Ma dire sì al tracciato litoraneo, quello caro all’assessore Chisso e alla precedente giunta Galan, significa creare una sollevazione popolare. I sindaci che hanno fatto le barricate sono, in molti casi, di centrodestra. «Noi vogliamo questo attraversamento – insiste Zaia – e ne discuteremo con i cittadini in maniera assolutamente serena e tranquilla. Non c’è nulla di già deciso e quindi è inutile creare le Val di Susa e i comitati ad hoc semplicemente perché c’è qualche tornata elettorale in qualche comune». Il tracciato alto, quello che va verso la “riabilitazione”, segue il modello del Friuli Venezia Giulia: affiancamento il più possibile alla rete autostradale. E non a caso il presidente Tondo, sollecitato dai cronisti, precisa: «Per noi non ci sono problemi. Proseguiamo sul tracciato di affiancamento all’autostrada». La scelta dei vicini di casa, però, diventa determinante: il finanziamento riguarda la tratta Venezia–Trieste e in quanto tale i due tracciati sono strettamente legati. Dopo il 31 dicembre, quindi, in Veneto dovrà partire la difficile operazione per cercare il consenso sociale. (m.mi.)

CIE DI GRADISCA: mistero sull’avvio dei lavori

Come sempre è avvenuto nessuno sa niente, tutto è segreto, la nebbia continua ad avvolgere il CIE e chi ci mangia sopra…staranno ancora vedendo quanto possono lucrarci?Oppure i soldi non ci sono?

 

Piccolo del 13/12/10

Mistero sull avvio dei lavori all interno del Cie

 

di LUIGI MURCIANO GRADISCA Rinviato l’inizio dei lavori di ristrutturazione e deroga in vista anche per la nuova gestione. Slittamenti su tutta la linea e sempre tanta incertezza attorno al Cie di Gradisca. Difficilmente l’atteso intervento di potenziamento della sicurezza interna al centro immigrati inizierà, infatti, entro l’anno. Secondo indiscrezioni vi sarebbe stato un brusco rallentamento nella procedura d’appalto indetta dalla Prefettura di Gorizia. La gara di fatto non ha ancora un vincitore: in lizza c’erano tre ditte, tutte trivenete o comunque in associazione temporanea d’impresa con soggetti del Nordest come nel caso della Cerasi, il colosso romano dell’edilizia che il Cie lo aveva realizzato negli anni dal 2001 al 2006. A quanto trapela, la Prefettura sarebbe ora in attesa di disposizioni dal Viminale su come procedere. Disposizioni che tardano ad arrivare: e sino ad allora non solo sarà impossibile prevedere la data di inizio dei lavori, ma anche le modalità di svolgimento, leggasi l’ipotizzato e temporaneo svuotamento della struttura per immigrati. E ancora: il Siulp, sindacato autonomo di polizia, starebbe esaminando i capitolati d’intervento dai quali emergerebbe che non tutte le richieste avanzate sul potenziamento della sicurezza sarebbero state incluse nei lavori. Per finire, il clima d’incertezza è alimentato dal più che probabile slittamento di una seconda gara d’appalto riguardante il centro, quella relativa alla gestione: il 31 dicembre scade infatti la convenzione biennale con cui i servizi interni di Cie e Cara sono affidati al consorzio trapanese Connecting People. Si va verso una proroga della gestione di almeno un paio di mesi. Intanto una delegazione del sindacato Ugl della Polizia di Stato, composta dal vicesegretario nazional Raffaele PAdrone e dal segretario provinciale Mario De Marco ha effettuato una visita alla struttura. Sono emerse le diverse problematiche che devono affrontare gli agenti operanti nel centro. Ugl ha avanzato alcune proposte per migliorare la sicurezza degli operatori di polizia e degli addetti civili dell’ente gestore. Padrone si è impegnato a seguire personalmente la situazione, ed in particolare i lavori di “ristrutturazione”. Dal canto suo De Marco ha ricordato la recente conquista ottenuta dalla Ugl Polizia di far assegnare le tute da ordine pubblico ai colleghi. La richiesta delle tute era stata motivata dal fatto che al centro, a fronte di numerosi interventi di ordine pubblico anche con conseguenze pesanti, non è sicuro intervenire con la divisa ordinaria “basti pensare semplicemente ai tagli con le lamette o altri corpi contundenti artigianali usati durante le sommosse che spesso avvengono all’interno del centro” ha spiegato. Dopo la visita la segreteria provinciale Ugl Polizia di Gorizia ha provveduto ad inviare una dettagliata relazione alla segreteria nazionale e nel contempo ha inviato una nota al questore di Gorizia per chiedere urgentemente l’assegnazione di rinforzi del reparto celere e chiedendo l’assegnazione di un reparto cinofilo da impiegare nella provincia di Gorizia.

 

Messaggero veneto del 12/12/10

Ugl Polizia, sollecitati rinforzi ma anche un reparto cinofilo

 

La segreteria provinciale della Ugl Polizia di Stato comunica che una delegazione del sindacato composta dal vicesegretario nazionale, Raffaele Padrone e dal segretario provinciale di Gorizia, Mario De Marco, ha effettuato una visita al Cie di Gradisca (limitata agli ambienti ad uso della Polizia) durante la quale ha avuto anche un incontro con un rappresentante dell’ente gestore. Dall’incontro, che si è svolto in un clima di cordiale confronto, sono emerse diverse problematiche che devono affrontare i colleghi della Polizia che operano nel centro. Sono state evidenziate, da parte della Ugl, alcune proposte per migliorare la sicurezza degli operatori di Polizia e degli addetti civili dell’ente gestore. Padrone si è impegnato a seguire personalmente la situazione e, in particolare, i nuovi lavori di “ristrutturazione” che dovrebbero essere effettuati a breve. De Marco, nell’occasione, ha ricordato la recente conquista ottenuta dalla Ugl Polizia di far assegnare le tute da Op (ordine pubblico) ai colleghi. Nella recente riunione della commissione vestiario, che si è tenuta a Roma il 2 dicembre, è stato deciso di assegnare al momento le vecchie tute da Op denominate “Italia 90”. La richiesta delle tute era stata motivata dal fatto che al centro, a fronte di numerosi interventi di ordine pubblico anche con conseguenze pesanti, non è sicuro intervenire con la divisa ordinaria: basti pensare semplicemente ai tagli con le lamette o altri strumenti artigianali usati durante le sommosse che spesso avvengono all’interno del Cie. Dopo la visita la segreteria provinciale della Ugl ha provveduto ad inviare una dettagliata relazione alla segreteria nazionale e nel contempo ha inviato una nota al questore di Gorizia per chiedere urgentemente l’assegnazione di rinforzi del reparto celere e chiedendo l’assegnazione di un reparto cinofilo da impiegare in provincia. «La Ugl Polizia crede sia necessario fare tutto il possibile affinché sia gli operatori di Polizia che lavorano all’interno del centro siano in condizioni di lavoro ottimali anche per il bene degli stessi ospiti del Cie».

E’uscito il nuovo numero di Germinal!

Fresco di stampa il numero 113-114. All’interno trovate articoli e cronache dai territori e approfondimenti: TAV, CIE e immigrazione, DalMolin, OGM, anarcosindacalismo e tanto altro.

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