Marzo 17th, 2017 — General, Ultime
Repubblica
Minatori e operai per strada, infermieri sui tetti: da Lecco a Catania in decine di aziende si continua a licenziare o a far ricorso alla cig. La Badoni Costa chiude dopo 200 anni, Sidel delocalizza in Cina (100 esuberi a Parma)
Fini licenzia, Badoni Costa chiude dopo 200 anni
minatori e operai in strada, infermieri sui tetti
La Playtex di Pomezia manda a casa 120 lavoratrici, la Sidel abbandona Parma e va in Cina: 100 esuberi
In Sardegna va al fallimento la Plastwood, Scm sbaracca lo stabilimento di Pesaro e sposta tutto a Rimini
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Marzo 17th, 2017 — General, Repressione diffusa
Da Il piccolo del 20/04/10
Caos in Consiglio tra finti cow-boy e centri sociali
Maggioranza ”frastagliata” ma con i numeri per farcela. Manifestanti messi alla porta dalla Municipale
di MADDALENA REBECCA
Consiglieri entrati in aula con cappello da cow-boy e cinturone bene in vista. Ex assessori con il collo orgogliosamente fasciato da fazzoletti verde Padania. Capigruppo che, per zittire la protesta dei no-global partita in piazza Unità e terminata in aula, mimano con le mani il gesto delle manette e invitano uno dei manifestanti (il ricercatore Luca Tornatore) a “tornare in carcere in Danimarca”.
Ci si aspettava una discussione accesa ieri sera in Consiglio comunale. È andata in scena invece un’autentica bagarre. E non avrebbe potuto essere diversamente vista la delicatezza della posta in gioco: il disco verde (arrivato a notte inoltrata) all’armamento di 75 agenti della polizia municipale. Agenti che, stabilisce la delibera firmata dall’assessore alla Vigilanza Sbriglia e approvata con i voti del centrodestra, d’ora in poi gireranno con la pistola quando impegnati nei “servizi di vigilanza, protezione agli immobili di proprietà dell’ente locale e dell’armeria del Corpo, quelli notturni e di pronto intervento”.
Una necessità non più rinviabile per la maggioranza – Carroccio in testa -, secondo la quale l’arma offrirà garanzie tanto ai vigili chiamati ad affrontare sempre più di frequente situazioni a rischio, quanto i cittadini desiderosi di uscire la sera senza timori. Una “follia ideologica” invece a detta del centrosinistra che, senza andare troppo per il sottile, ha accusato lo schieramento opposto di fomentare l’insicurezza e di nascondere i dati reali che danno la criminalità a Trieste in costante calo.
Uno scambio di battute tutt’altro che tenero avvenuto sotto lo sguardo attento dei diretti interessati – il comandante della Municipale Abbate, componenti del Corpo e sindacati della polizia locale -, e di una ventina di agguerriti esponenti della galassia no-global. Gli stessi che, dopo aver applaudito irritualmente l’intervento in cui il Verde Racovelli definiva la questione armamento come un pegno pagato dal Pdl alla Lega Nord, hanno urlato tutto il loro dissenso. “Vergogna, le vostre pistole faranno solo aumentare il numero di incidenti – è stato l’attacco rivolto verso i banchi del centrodestra -. Ne riparleremo dopo il primo morto che cadrà sotto il fuoco aperto da un vigile”.
Un intervento rumoroso per nulla gradito da Pdl e Lega. “Fuori subito, fuori da quest’aula – ha tuonato Angela Brandi. “Tornatene in Danimarca – ha rincarato la dose Piero Camber rivolgendosi a Luca Tornatore (finito in carcere alcuni mesi fa dopo gli scontri seguiti ad un summit internazionale ndr), e incrociando verso di lui i polsi a mo’ di manette. Uno scontro verbale che avrebbe probabilmente assunto toni ancora più violenti se non fosse arrivato l’intervento di Municipale e Digos, pronti nel mettere alla porta i manifestanti, usciti al grido di “ci allontanate così? Se questa è la reazione senza armi, figuriamoci cosa succederà dopo”.
Ma la contestazione dei no-global non è stata l’unica mossa fuori programma andata in scena ieri sera. Ben prima del loro intervento, infatti, a suscitare critiche feroci era stato il look poco “consigliare” sfoggiato per l’occasione dall’esponente di Rifondazione Iztok Furlanic: cappellone da cow-boy e arma giocattolo inserita nel cinturone bene in vista attorno alla vita. Un modo per entrare nel clima “pistolero” della seduta di ieri che ha divertito alcuni, anche nel centrodestra, e irritato altri. Se infatti l’assessore Giorgio Rossi, trovando evidentemente simpatica la trovata, si è fatto addirittua scattare la foto ricordo con il “rifondarolo western”, Piero Camber l’ha pesantemente redarguito: “Cosa sono queste pagliacciate! Dov’è il rispetto dell’aula?”. Una lieve frattura ricomposta grazie all’intervento del capogruppo Ferrara. Ironia della sorte, infatti, il consigliere accusato ieri di essere il più “guerrafondaio” di tutti, ha finito per fare da paciere. Naturalmente con il fazzoletto verde Padania in bella vista attorno al collo.
Marzo 17th, 2017 — CIE = Lager, General
Il Piccolo
MARTEDÌ, 20 APRILE 2010
HANNO RITARDATO L’ESPULSIONE
Storia di Bas, colf senegalese salvato dalle ceneri islandesi
Era finito al Cpt di Gradisca ma il suo datore di lavoro è riuscito a riportarlo a casa
Si chiama Bas, è nato in Senegal trent’anni fa. Si guadagnava da vivere come collaboratore domestico dello scrittore sloveno Sandi Volk. Fino a ieri pomeriggio era rinchiuso al Cpt di Gradisca: clandestino in attesa dell’espulsione. In prima battuta a salvarlo dal respingimento sono state le ceneri islandesi. Perchè il fermo di Bas è capitato nel bel mezzo del blocco degli aeroporti. In seconda battuta, dopo tre giorni di Cpt, a salvarlo ieri sera è stato il giudice di pace di Gradisca che ha disposto la sua liberazione grazie a un ricorso urgente dell’avvocato Debora Berton. Motivo: violazione del diritto di difesa.
Venerdì gli agenti dell’ufficio immigrazione lo avevano bloccato mentre stava andando a fare la spesa in piazza Ponterosso. Senza troppi complimenti lo avevano accompagnato in questura e poi a San Sabba. La colpa di Bas nasce dal fatto che qualche anno fa non aveva ottemperato a un ordine del questore di abbandonare il territorio nazionale. Poi per questa accusa era stato condannato e la sentenza nei mesi scorsi è diventata definitiva.
Ma il paradosso è che tutto questo è avvenuto parallelamente alla richiesta di sanatoria effettuata nello scorso mese di settembre da Sandi Volk che lo aveva assunto come collaboratore domestico proprio per farlo uscire dall’illegalità. Lo scorso 31 marzo era arrivato in questura il decreto di rigetto della regolarizzazione. E così, come era anche stato annunciato per una trentina di senegalesi nelle sue stesse condizioni, è scattato il rintraccio on the road ma forse non è esagerato definirla semplicemente caccia. Dati alla mano, le pattuglie sono andate in giro in città a cercare gli irregolari, quelli che, non avendo i documenti in regola, dovrebbero essere espulsi anche se hanno un lavoro e l’unico reato che hanno commesso è stato quello di non andarsene dall’Italia per non tornare nella miseria da dove erano arrivati. E Bas era uno di questi.
Dice Sandi Volk: «Quando l’altro giorno ho ricevuto la telefonata dalla polizia che lo avevano preso mi sono precipitato in questura per capire cosa stava accadendo. Ho fatto presente agli agenti dell’immigrazione che era in corso la regolarizzazione e che Bas è una brava persona e gode della mia fiducia, non è nè uno spacciatore, nè un assassino. Per fortuna che, grazie agli effetti della nube islandese che ha bloccato gli aeroporti, potrà rimanere in Italia e fare ricorso al Tar. Altrimenti, sono convinto, lo avrebbero già rimandato al suo Paese».
Ieri sera dopo la liberazione Sandi Volk è andato a Gradisca. Lo ha preso in macchina ed è tornato a casa. «Lo hanno liberato, tutto è finito», ha detto. (c.b.)
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
Ferrovie: il peggioramento continua

Roma-Viterbo, tamponamento tra due treni cinquanta contusi. “Sfiorata la tragedia”
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Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
Marzo 17th, 2017 — Contro il negazionismo, General
Messaggero Veneto del 22/04/10
Sale la tensione per il 25 aprile
Ancora una volta un confronto tra cerimonia ufficiale e manifestazione parallela. Per le celebrazioni del 25 aprile è atteso il presidio, in piazza Ellero dei Mille, di Iniziativa libertaria, a partire dalle 9, che andrà in parallelo con la celebrazione ufficiale che avrà luogo dalle 9.50 della Festa della Liberazione con gli interventi del presidente della Provincia, Alessandro Ciriani, e di Giuseppe Giust Vitas, presidente dell’Anpi provinciale. L’intervento più prettamente storico sarà tenuto dal professor Fulvio Salimbeni. Alle 10.30 il corteo si trasferirà al Centro studi con la deposizione di una corona ai cippi del comandante partigiano Franco Martelli e dei deportati nei campi di sterminio nazisti, nonché alla lapide della medaglia d’oro Drusin. Iniziativa libertaria, da parte sua, si sposterà, sempre alle 10.30, da piazza Ellero dei Mille, per quella che definisce una «resistenza partigiana contro tutti i revisionismi» nel parcheggio dell’ospedale Santa Maria degli Angeli, in via Montereale. Nel sito sono previsti interventi liberi da parte dei partecipanti, nonché buffet e musica. La Festa della Liberazione sarà ricordata anche in altri comuni del Friuli occidentale con manifestazioni che si terranno nei principali centri. E’ prevista la partecipazione di autorità civili e militari, oltre alle rappresentanze dell’associazione partigiani e di quelle combattentistiche e d’arma.
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
«In
14 mesi
persi
400 mila
posti
di lavoro»
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Marzo 17th, 2017 — General, Tracciati FVG
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Una mobilitazione No Tav: Porpetto marzo 2008
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La verità è che il WWF è 1) favorevole alla “Linea Alta”; 2) fa gli elogi a Riccardi e 3) riafferma che sta collaborando.
Ora che non solo la Trieste-Divaccia è morta, ma è virtualmente morto l’intero Corridoio 5, ecco che il WWF fornisce la scialuppa di salvataggio per imbarcare quei 74 milioni di euro per la progettazione, che fanno gola a molti, compresi i progettisti legati a quel inutile contenitore, vuoto di militanza e coerenza ambientalista, ma pieno di collusi e collaborazionisti, che è il WWF. Se la Trieste-Divaccia è stata bloccata è merito dei Comitati che hanno portato la protesta in Piazza il 1° maggio 2009 a Trieste e poi in molte mobilitazioni ed in particolare anche davanti al Comune di Trieste, facendo vedere a tutti qual’era il tracciato. Il WWF ha sempre fatto le cose al chiuso e per 4 gatti; nessuno a Trieste sapeva niente di cos’era la TAV finché non sono entrati in gioco i Comitati !
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Ora la lotta No Tav si sposta di nuovo a Cervignano del Friuli: appuntamento per il 1° Maggio !!
Tratto dal giornale del WWF
TAV Trieste-Divaccia: salva la Val Rosandra
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Marzo 17th, 2017 — 25 Aprile, General
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A Trieste il 25 Aprile i compagni e le compagne del gruppo anarchico Germinal hanno scelto di essere presenti fuori dalla Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio nazista in Italia, con uno striscione che recitava “2010: ancora deportazioni e leggi razziali”.
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