ZardinsMagnetics: Sommario 23/09/10

Tratto da http://zardinsmagnetics.noblogs.org/

Sommario Trasmissione del 23 settembre 2010

–  Lettera dei reclusi del CIE di Gradisca

–  No CieToscana

–  ABCie/ La lotta con Joy: un caso singolare? Glossario / Dossier a cura di noinonsiamocomplici

–  Roma Corteo nazionale contro la vivisezione/Fermare Green Hill

–  Tra etica e portafoglio

–  Manifestazione NO OGM sabato 2 ottobre 2010 a Pordenone

–  Dossier No Ogm

Rubrica di approfondimento per un uso consapevole della rete:

– Notizie su il Collettivo Autistici / Inventati chi sono e perchè lo fanno

La riservatezza non è una moda

– Il piano R* un network di comunicazione Resistente

STUDENTI/ Udine: Foto e Report sciopero del 19 marzo

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Molta confusione di bandiere, ma una chiara impronta autogestionaria.

Alla fine del Corteo uno slogan per il CSA:

“Centro Sociale Autogestito dal 1987 all’infinito”

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ACQUA/ Contro la privatizzazione Corteo a Roma

Notizie Flash

La locandina della manifestazione

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NOTIZIE FLASH/ Il Flop del Berluska …

Notizie flash

Berlusconi

ha fatto flop:

meno

di 150 mila

in Piazza

Panini a … Milioni

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NUCLEARE/ Tonto e pericoloso: è ora di iniziare a dire “Tondo go home, va cjase cojon!”

Adesso è sempre più disgraziatamente realistica l’ipotesi della centrale nucleare a Monfalcone, quindi si apre l’oggettiva necessità di fondare un movimento regionale sul fronte dell’energia.

Infatti bisogna condurre una lotta unica contro gli elettrodotti e contro il nucleare. La Regione FVG è esportatrice di energia e non ha bisogno di nuove centrali e di mega infrastrutture.

La questione dell’energia dovrà essere per Tondo quello che per Illy è stato il cementificio di Torviscosa, cioè la sua pietra tombale e in quella tomba bisogna sepellire anche il Corridoio 5.

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ACQUA/ Bollette del Tubone: il Comitato risponde a Paviotti

Il Piccolo DOMENICA, 21 MARZO 2010 Pagina 11 – Gorizia


CERVIGNANO. «ASSURDO FAR PAGARE IL CANONE»

Allacciamenti al Tubone: il Comitato mette sotto accusa il sindaco Paviotti

CERVIGNANO Il Comitato di difesa ambientale replica al sindaco di Cervignano Pietro Paviotti sulla questione del Tubone. Sempre più scottante la questione delle bollette che i cittadini avrebbero pagato al Consorzio depurazione laguna (il Tubone) per una depurazione che non sarebbe mai avvenuta.
Agli ambientalisti non è andata giù la dichiarazione con cui il sindaco Paviotti ha sostenuto che «la loro denuncia mette in moto un meccanismo perverso che obbligherà ad allacciarsi anche chi, soprattutto per problemi economici, non era stato vincolato a farlo dal Comune».
«Il direttore del Tubone, Alessandro Florit – replica il Comitato – ha affermato in più riprese che un allacciamento al Tubone, in media, non costa più di 500 euro. Il problema ora in questione è che il Tubone, con l’esplicito appoggio di Paviotti, sta facendo pagare il canone anche agli “allacciabili” alla nuova fognatura anche se ancora, ovviamente, non depurati. Questa è semplicemente una truffa, della quale speriamo che anche Paviotti venga a chiamato a rispondere. Ma a parte questo stato di cose – continua la nota del Comitato – restano aperti due problemi. Uno riguarda le situazioni complesse ed onerose che richiederanno una deroga dall’allacciamento al Tubone, l’altro riguarda la messa a noma degli scarichi fognari comunali attraverso moderni sistemi di grigliatura».
«Il secondo problema è indipendente dal primo, affermano gli ambienatlisti – in quanto le fognature comunali dovrebbero essere già a norma da decenni, ma per volontà del gestore, non lo sono. È bene che Paviotti si occupi di questi problemi e la smetta di raccontare favole alla popolazione». (e .p.)

 

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TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

Paviotti aveva detto

«La denuncia del comitato ambiente mette in moto un meccanismo perverso che obbligherà ad allacciarsi anche chi, soprattutto per problemi economici, non era stato vincolato a farlo dal Comune».

Risposta
Il Coordinamento di difesa ambientale risponde al Sindaco di Cervignano Piero Paviotti affermando che gli unici meccanismi perversi esistenti sul ciclo idrico nella bassa friulana sono quelli messi in moto dal Tubone e legittimati proprio da Paviotti che è parte fortemente attiva in questo fronte in quanto garante politico locale della lobby regionale che “occupa” la gestione del servizio idrico integrato.
Paviotti, in media una volta ogni due o tre  mesi, cambia versione sulle cose, per adattarle ai nuovi eventi. Nell’ottobre dello scorso anno annunciò (nel Teatro Pasolini),  assieme al suo amico Alessandro Florit, che era stato approvato il nuovo regolamento di fognatura e che gli allacciamenti erano da considerarsi imminenti. Il Geom. Florit, Direttore del Tubone, peraltro è sempre stato rassicurante ed ha affermato in più riprese che un allacciamento al Tubone, in media, non costa più di 500 euro. Il problema ora in questione è che il Tubone, con l’esplicito appoggio di Paviotti, sta facendo pagare il canone anche agli “allacciabili” alla nuova fognatura anche se ancora, ovviamente,  non depurati. Questa è semplicemente una truffa, della quale spero che anche Paviotti venga a chiamato a rispondere. Ma a parte questo stato di cose che è oramai chiaro e consolidato, restano aperti due problemi. Uno riguarda le situazioni complesse ed onerose che richiederanno una deroga dall’allacciamento al tubone, l’altro riguarda la messa a noma degli scarichi fognari comunali attraverso moderni sistemi di grigliatura. Il secondo problema è indipendente dal primo, in quanto le fognature comunali dovrebbero essere già a norma da decenni, ma per volontà del gestore, non lo sono. La migliore tecnologia disponibile (Best Available Technology) in questo  campo,  è quella delle “Filtro-Coclee” che realizzano una “grigliatura fine” ed anche la dissabbiatura, come previsto dall’ Art. 14 del Piano Generale Risanamanto Acque del 1982. Infine la messa a norma della fognatura comunale è anche la condizione necessaria e sufficiente per le deroghe dagli allacciamenti al tubone. E’ bene che Paviotti si occupi concretamente di questi problemi e la smetta di raccontare favole alla popolazione.

Coordinamento di Difesa Ambientale

NOTIZIE FLASH/ Il furfante Scajola si è dimesso, adesso facciamo dimettere anche il nucleare

«al ministro per lo Sviluppo economico non ci crede nessuno»

Indovina chi lo ha detto!

Il Nucleare è pulito … come Scajola!!

(Chissà che giro di tangenti stanno coltivando dietro l’atomo)

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PORDENONE: Giù le mani dal Circolo Zapata!

Questi i link ai comunicati integrali dei compagni/e sotto gli articoli dei giornali.

http://zapatapn.wordpress.com/2010/05/06/loperfido-insiste-fa-il-dotto-e-accumula-figuracce/

 

http://zapatapn.wordpress.com/2010/05/06/loperfido-di-an-attacca-il-circolo-zapata-la-vecchia-smania-fascista-di-chiudere-le-sedi-ai-dissidenti/

Dal Messaggero Veneto del 05/04/10

 

Il Circolo Zapata a Loperfido: «Illiberale volerci sfrattare per le idee che professiamo»

 

La polemica Un atteggiamento illiberale e intollerante. In questo modo il circolo Zapata giudica la richiesta al Comune, formalizzata con una interrogazione da Emanuele Loperfido (An), di revocare la concessione in uso dei locali in via Pirandello all’organizzazione dopo i fatti del 25 aprile. Precisando che circolo Zapata e Iniziativa libertaria non sono sovrapponibili, il primo rimarca che «al contrario di altre associazioni vicine alla destra che ricevono tutti gli anni decine di migliaia di euro, noi non prendiamo un becco di un quattrino da 30 anni e paghiamo regolarmente l’affitto aprendo una biblioteca di oltre 2 mila volumi al quartiere, svolgendo innumerevoli conferenze, dibattiti, attività artistiche e culturali sul pensiero libertario ed in modo autogestito. Inoltre da anni viene data ospitalità ad almeno altre quattro associazioni che, altrimenti, non avrebbero un posto dove riunirsi». Considerando legittima la contestazione al vice presidente della Provincia, Eligio Grizzo, il circolo nega di aver contestato l’inno di Mameli nel 2004 «bensì coloro che equiparavano nazifascisti e partigiani. Prendiamo atto – aggiunge il circolo Zapata – del fatto che al novello pidiellino l’alleanza delle poltrone con la Lega che in questi anni ha accumulato numerose denunce per vilipendio della bandiera non dispiace poi molto. Evidentemente meglio prendersela con gli anarchici che avere il coraggio delle proprie idee: i soldi e il potere fanno gola a tutti ma non a noi e questa è la vera offesa che Loperfido non riesce a digerire. Nel ventennio la chiusura delle sedi dei dissidenti, spesso incendiate e devastate, era pratica diffusa dal regime fascista: cambiano i tempi ma quest’attitudine illiberale e intollerante non riescono a togliersela»

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Dal Messaggero Veneto del 06/05/10

 

Loperfido: anarchici imborghesiti se vogliono la sede del Comune

 

«Quelli del circolo Zapata sono ormai anarchici imborghesiti dato che, in dissonanza con il loro primo principio, ovvero il disconoscimento di ogni forma di autorità e dello Stato, non hanno alcuna remora ad accettare la sede data loro in gestione dal “nemico”». Il consigliere comunale di An, Emanuele Loperfido, ribadisce la richiesta al Comune di togliere all’organismo lo stabile di via Pirandello e conferma le accuse, ovvero che «da diversi anni impediscono il regolare svolgimento delle cerimonie del 25 aprile. Nel 2004, oltre a fischiare l’inno, come dimostrano gli archivi dei quotidiani locali, in seguito ai tafferugli da loro provocati ci furono anche delle condanne emesse dai giudici nei loro confronti, per resistenza a pubblico ufficiale. Ennesimo episodio che palesa quale sia il loro rispetto nei confronti delle istituzioni». Da qui l’appello al sindaco affinché intervenga, «altrimenti verrebbe da pensare che forse qualcuno all’interno del Comune è più che concorde con i toni e i modi con i quali usano esprimersi gli anarchici».

 

NOTIZIE FLASH/ Caos climatico!

Caos climatico!

Altro che primavera, piove su mezza Italia Stato di allerta per il  Po, mare grosso in Liguria

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ENERGIA/ Se truffano sull’eolico, figuriamoci sul nucleare

Corriere 5 maggio

POLITICA

Appalti in Sardegna, indagato Verdini
“Lasciare? Non ho questa mentalità”

Appalti in Sardegna, indagato Verdini'Lasciare? Non ho questa  mentalità'

18:35 CRONACA Il coordinatore Pdl accusato di corruzione nell’inchiesta riguardante in particolare i progetti sull’eolico nell’isola. Nei giorni scorsi la perquisizione alla sede del Credito cooperativo fiorentino, di cui il politico è presidente. Lui: «Totale estraneità»

 

L’inchiesta dell’Espresso

attualità

Tangenti nel vento

Denis Verdini, uno dei tre coordinatori nazionali del Pdl, è indagato dalla procura di Roma per corruzione nell’ambito dell’inchiesta riguardante un presunto comitato d’affari che si sarebbe occupato, in maniera illecita, di appalti pubblici, in particolare i progetti sull’eolico in Sardegna

Il business dell’eolico nell’isola è da tempo al centro di indagini giudiziarie e pochi giorni fa la questione era stata sollevata da L’espresso (nel numero ancora in edicola) grazie a un’inchiesta di Fabrizio Gatti che riproponiamo qui di seguito

Vento di mafia, di Fabrizio Gatti, “L’espresso” del 6 maggio 2010

di Fabrizio Gatti

Ci siamo giocati anche la Sardegna. Stanno cadendo uno dopo l’altro gli ultimi territori liberi dalla mafia. Gli interessi di imprenditori in contatto con gli uomini di Cosa nostra sono arrivati fin qui, nel cuore più antico dell’autonomismo.

Da queste parti gli amici degli amici non sparano. Vengono armati di mappe meteorologiche, anemometri e soldi. Montagne di calcare e granito rosso, di pascoli e sughereti sono state sventrate per innalzare eliche e torri. Ovunque. L’entroterra incontaminato dell’isola non sarà più lo stesso che abbiamo visto o sentito raccontare. L’energia eolica regala elettricità pulita in tutto il mondo. Non nell’Italia del malaffare certificato. Bastano 10 mila euro per conquistare il diritto a demolire il paesaggio. È il capitale necessario per costituire una piccola srl. E per accaparrarsi poi le concessioni e i milioni di finanziamento pubblico.

Si possono vedere all’opera a Cagliari amministratori di società che a Napoli si occupano di noleggio di pedalò: in fondo si tratta sempre di fonti alternative. Oppure capita di inciampare nelle aziende del capitalismo nazionale. E scoprire che l’ex socio che ha aperto la via del vento ai fratelli Gianmarco e Massimo Moratti è stato condannato il 9 marzo a Palermo per corruzione. Con l’aggravante di avere favorito proprio Cosa nostra. Si chiama Luigi Franzinelli, 66 anni: ha disseminato l’Italia di pale e piloni.

Bisogna percorrere le coste e i crinali esposti al maestrale. Dalla provincia di Cagliari a quella di Sassari. Non si incontrano soltanto burattinai che portano in Sicilia. Si finisce in mezzo all’ultimissima inchiesta avviata dalla Procura di Roma su affari e politica.

Al centro degli accertamenti per corruzione ci sono le attività di

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Ignazio Farris, direttore generale dell’Agenzia regionale sarda per la protezione dell’ambiente, nominato il 6 agosto 2009 dalla giunta di centrodestra di Ugo Cappellacci. E c’è il lavoro dell’ex assessore ai Servizi sociali della provincia di Cagliari, Pinello Cossu (Udc). L’indagine porta al progetto per un parco eolico nella zona industriale di Cagliari e coinvolge pure l’ex assessore socialista al Comune di Napoli, Arcangelo Martino, l’imprenditore che ha raccontato al ‘Corriere della Sera’ di avere presentato Silvio Berlusconi a Benedetto Letizia, padre di Noemi, l’amica allora minorenne del presidente del Consiglio.

E ancora altri nomi: il magistrato Pasquale Lombardi e Flavio Carboni, 78 anni, il famoso faccendiere che in Sardegna ha venduto Villa Certosa a Berlusconi. E che da decenni si muove nelle ombre italiane, fuori e dentro i processi: dalla bancarotta del Banco Ambrosiano all’omicidio di Roberto Calvi, ai legami con i boss della banda della Magliana. Secondo le notizie trapelate, Lombardi e Carboni parlano più volte al telefono dei loro interessi sardi, dei contatti con il senatore Marcello Dell’Utri, sotto processo per mafia a Palermo, e del coordinatore del Pdl, Denis Verdini, già sotto inchiesta a Firenze per gli appalti della Protezione civile. La corsa italiana alle energie alternative al petrolio è soltanto all’inizio. Ed è facile immaginare cosa si rischia con i progetti per il nucleare. Perché proprio in Sardegna, per la sua tranquillità sismica, si prevede la costruzione di una o più centrali.

L’ex socio del gruppo Moratti in contatto con la mafia verde ha combattuto anni per trasformare lo splendido altopiano che separa Ulassai da Perdasdefogu, nella provincia dell’Ogliastra. Il risultato del lavoro di Luigi Franzinelli sono le gigantesche eliche piazzate dappertutto lungo la strada provinciale 13. E altre sorgeranno ancora. È il più grande parco eolico con 48 generatori su un totale previsto di 96. Quando la nebbia primaverile si dirada, da qui si vede il mare che bagna Arbatax, sulla costa orientale. Ulassai è un paese di 1.500 abitanti appeso alle nuvole. Una meta che grazie a Internet richiama speleologi e arrampicatori dal Nord Europa per le grotte e le pareti di calcare a picco sulle case. Perdasdefogu, 2.300 abitanti, è invece famosa per il vicino poligono sperimentale interforze di Salto di Quirra e per gli allarmi dopo l’esplosione di bombe e missili con uranio impoverito. Tra i due paesi, 27 chilometri di pascoli. Prima dell’arrivo da queste parti di Franzinelli c’erano soltanto secoli di pastorizia e giornate di vento impetuoso.

(29 aprile 2010)

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