Entries Tagged 'General' ↓

Milano/ Arrestato per corruzione l’Assessore Regionale Prosperini …

…. si autoidefiniva “il flagello dei Centri Sociali”

Chissà quanti Prosperini ci sono anche ad Udine

-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-

Corriere 17 dicembre

LE INTERCETTAZIONI

Le intercettazioni del «boss» Prosperini

Così parlava Prosperini: decido io quel che va in tv

13:03 CRONACA L’assessore regionale arrestato dettava legge a Odeon Tv. I debiti pagati con
gli spot «gonfiati» per la Bit

 

 

Sequestro CSA/ Sabato 19 dicembre CORTEO: comunicato e piantina

Udine 19 dicembre

Il Corteo si è svolto nonostante la neve.

Anche con condizioni proibitive

circa 250 persone

sono comunque venute a manifestare

 

AUTOGESTIONE:

 

desiderio del presente

 

necessità del futuro

Continue reading →

I Capodogli morti avevano la pancia piena di plastica e rifiuti vari

Corriere 18 dicembre 2009 IN PUGLIA

Capodogli morti: avevano la pancia piena di plastica

11:12 CRONACHEQuattro con lo stomaco colmo di buste: scambiate per calamari. Gli altri hanno seguito i compagniFoto

Continue reading →

Copenhagen/ Ultima giornata del mercato del clima

Repubblica 18 dicembre 2009

Clima, pronta bozza di accordo
Obama incontra Wen Jiabao

Dura trattativa nella notte produce un documento che prevede un limite di 2 gradi all’aumento di temperatura e 100 miliardi di dollari per i Paesi in via di sviluppo. Il presidente Usa potrebbe sbloccare la situazione / Video L’Air Force One
VIDEO GREENPEACE, BLITZ IN SMOKING
BLOG L’agenda di Obama di FEDERICO RAMPINI

SPECIALE CONFERENZA COPENAGHEN / LIMES

 

FOTOREPORTAGE Maldive +1

 

Sequestro CSA/ Rassegna stampa 18 dicembre

Messaggero Vedneto

VENERDÌ, 18 DICEMBRE 2009

Pagina 2 – Udine

Corteo del Csa fuori dal centro

Il Comitato per l’ordine e la sicurezza non ha concesso piazza XX settembre
LA MANIFESTAZIONE
Circa 200 “alternativi” domani sfileranno fino in Giardin grande Honsell: conciliate le esigenze di commercianti e giovani
Continue reading →

Copenhagen/ Ovviamente un accordo di facciata per mascherare l’inevitabile fallimento

Corriere 18 dicembre

VERTICE DI COPENAGHEN

Clima, raggiunta un’intesa
Usa: «Accordo significativo»

VERTICE DI COPENAGHEN

Clima, intesa solo sui soldi
Gli ambientalisti: è un fiasco

«FALLIMENTO TOTALE» – Infuriate le associazioni ambientali, che parlano di fallimento. E Greeenpeace subito attacca: «Ma quale accordo storico: è un fiasco totale». Sarkozy ha spiegato che l’opposizione della Cina a un monitoraggio delle emissioni è stato uno dei problemi principali. Esulta solo la Cina: «Un risultato positivo». Anche il Brasile è scontento: «Sono sconcertato», dice l’ambasciatore Sergio Serra. «Ci siamo messi d’accordo solo sul fatto di riunirci ancora». Una nuova conferenza si terrà a Bonn entro sei mesi per preparare la prossima Conferenza sul clima in Messico alla fine del 2010.


22:07 SCIENZE Obama ottiene il sì di Cina, India e Sudafrica: impegno a contenere il riscaldamento globale entro 2°, in cambio
di finanziamenti. Fonti Usa: si tratta di una «prima tappa» ma l’accordo è tuttavia «insufficiente per combattere la minaccia dei cambiamenti climatici»

Foto

Multimedia

I vostri commenti

 

Clima, pronta un’intesa
“Ma non soddisfa tutti

Raggiunto un accordo tra Usa, Cina, India e Sud Africa. Ci sono i taglia alle emissioni e il limite di 2 gradi all’innalzamento della temperatura, ma sui controlli il meccanismo è complicato. Fonte Usa: “Importante passo avanti, ma insufficiente” per la lotta ai cambiamenti climatici / Commenta/ Video
BLOG L’agenda di Obama di FEDERICO RAMPINI
LO SPECIALE / REPUBBLICA TV / LIMES

 


Sequestro CSA/ Rassegna stampa 19 dicembre

 

Continue reading →

Tubone/ Sequestrati documenti

MV SABATO, 19 DICEMBRE 2009

Pagina 13 – Udine

San Giorgio di Nogaro. La presidente ritiene che riguardino l’emissione delle bollette dopo la sentenza della Corte costituzionale

Indagini al Consorzio Tubone, sequestrati documenti

SAN GIORGIO DI NOGARO. Sequestrati dalla Polizia Giudiziaria negli uffici del Consorzio Depurazione Laguna spa di San Giorgio di Nogaro, documentazione e copia degli hard disk dei computer, a seguito dell’indagine in corso, che si presume riguardi l’emissione delle bollette dopo la sentenza della Corte della Corte Costituzionale, ma di cui a tutt’oggi non si conoscono i termini ed eventuali capi di imputazione. L’iniziativa ispettiva ha interessato anche alcuni comuni soci dell’ente consortile. La presidente del Consorzio Luisa De Marco, ha confermato che, lunedì c’è stata la presenza della Polizia Giudiziaria negli uffici della società consortile e in quelli dei Comuni di San Giorgio, Torviscosa e Cervignano, al fine di acquisire documentazione e fare copia degli hard disk dei computer. La Presidente ha dichiarato di aver dato disposizione agli impiegati di assicurare la massima collaborazione agli inquirenti auspicando si possa arrivare quanto prima a far chiarezza sull’intera vicenda, consapevole di aver agito sempre nel rispetto delle leggi.

Questa iniziativa giunge in una fase delicata della società di depurazione, che sta lavorando per la fusione con il Cafc. Ricordiamo che la fusione, porterà il nuovo ente a gestire un bacino di 305 mila abitanti, con 79 comuni soci (il Consorzio di Depurazione attualmente ha 15 comuni soci), per un fatturato che sarà pari a 31 mila euro. Nella fase attuale si stanno valutando gli elementi fondamentali della fusione e delineando i patti parasociali che dovranno accompagnare la stessa. Va sottolineato che questa soluzione vede favorevole la quasi totalità dei sindaci dei comuni soci del Consorzio del Tubone, per la gestione del settore delle acque tra le “piccole imprese”. Un passo dunque importante per il futuro del Consorzio, che dopo 21 anni di attività sul territorio della Bassa Friulana, è avviato a fondersi con il Cafc visto l’evolversi del “settore acque”. (f.a.)

 

No al Ponte sullo stretto: Migliaia in Piazza

Repubblica 19 dicembre

In piazza contro il Ponte sullo Stretto
“Per queste terre sarebbe un disastro”

/ LE FOTO

 

//

Catastrofe climatica/ Cinque anni di tempo dice il WWF

Cinque anni per evitare la catastrofe climatica

19/10/2009 – Il mondo ha solo 5 anni per dare il via alla nuova rivoluzione industriale a basse emissioni di carbonio

 

Il mondo ha solo 5 anni per dare il via alla nuova rivoluzione industriale a basse emissioni di carbonio. Se si andrà oltre il 2014,  infatti, il limite dei tassi di crescita industriale comporterà l’impossibilità per le economie di mercato di rientrare negli obiettivi di riduzione del carbonio necessari per mantenere il riscaldamento globale entro i 2 ° C. Ma la buona notizia è che questa rivoluzione è possibile e i benefici sul lungo termine saranno enormi, come mostrato nel rapporto “Climate Solutions 2 – Soluzioni per il Clima”, presentato oggi a livello mondiale dal WWF e commissionato alla società Climate Risk che da tempo lavora sul cambiamento climatico e la programmazione economica.

“Il rapporto Climate Solutions spiega molto chiaramente che dobbiamo iniziare subito a cambiare rotta verso una nuova economia a basso contenuto di carbonio, perché possa avviarsi la più rapida trasformazione economica e industriale mai registrata. La trasformazione richiederà una crescita in settori chiave dell’industria (come produzione di energia pulita, efficienza energetica, agricoltura a basse emissioni di carbonio e silvicoltura sostenibile) di almeno il 20 per cento l’anno, oltre il trend in atto, per diversi decenni. I modelli contenuti nel rapporto mostrano come possiamo mantenere questi tassi di crescita dell’economia pulita, ma è chiaro anche che questa sarà la più veloce rivoluzione industriale nella storia umana – ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia – Il rapporto rivolge un appello concreto e urgente ai leader del pianeta in vista della Conferenza sul Clima di Copenhagen: la finestra di opportunità per affrontare il cambiamento climatico si sta rapidamente chiudendo. Il tempo per giocare a fare politica con il nostro futuro è terminato da un pezzo.”

Secondo il rapporto la via da seguire è un’azione contemporanea sulle emissioni di gas serra in tutti i settori, con misure di mercato supportate da un’ampia serie di altre misure come gli standard per l’efficienza energetica, le tariffe “feed-in” per le energie rinnovabili (dove il produttore nazionale acquista energia dal produttore privato a un tasso garantito), l’abolizione dei sussidi perversi nell’utilizzo di combustibili fossili. Per attuare questa trasformazione a partire dal 2010, l’industria pulita ed efficiente dovrà crescere di circa il 20% ogni anno per diversi decenni, ma ogni anno di ritardo farà salire i costi e renderà l’azione contro i cambiamenti climatici sempre più difficile. Occorre agire su tutti i settori, perché fare affidamento su un unico meccanismo comporterà l’impossibilità di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Le industrie che si adegueranno in ritardo, dovranno poi crescere molto più velocemente e saranno colpite più duramente da vincoli delle risorse disponibili, del lavoro e delle competenze. Oggi su venti industrie solo tre stanno compiendo il passaggio alla nuova economia a una velocità sufficiente.

Le industrie che guideranno la trasformazione sono la produzione di energia rinnovabile, la cattura e lo stoccaggio del carbonio, l’efficienza energetica, l’agricoltura a basse emissioni e la gestione forestale sostenibile. Con questa nuova rivoluzione industriale avviata e sostenuta da un forte quadro politico tutte le energie rinnovabili potranno diventare competitive con i combustibili fossili tra il 2013 e il 2025, una stima per difetto che si basa solo su un aumento del 2% del prezzo dei combustibili fossili e non contempla un eventuale prezzo per il carbonio, non ancora definito da un accordo globale.


“Questa analisi mostra che possiamo vincere la lotta contro il cambiamento climatico trasformando contemporaneamente tutti i settori delle nostre economie, creando ambiti di investimenti a lungo termine che non cercano ritorni immediati e concentrandoci sui settori industriali chiave – ha detto Mariagrazia Midulla – A differenza del carbone, il vento, il mare e il sole costeranno sempre quanto costano oggi, domani e nel futuro, e possono essere la base per un mondo più pulito, in cui le riserve energetiche saranno più sicure e nel quale avremo maggiori possibilità di prevenire cambiamenti climatici catastrofici che potrebbero minacciare le nostre città, le nostre riserve di cibo e l’ambiente naturale da cui da sempre dipendiamo.”

Il rapporto Climate Solutions 2 calcola che a livello globale gli investimenti necessari dovrebbero essere pari a 17 mila miliardi di dollari entro il 2050 – ovvero meno del 15% dei fondi attualmente gestiti dagli investitori istituzionali. I ritorni da questo investimento dovrebbero rientrare nelle tasche degli investitori a partire dal 2027 e in alcuni casi anche prima. Per le energie rinnovabili, l’investimento complessivo a livello globale entro il 2050 sarebbe pari a 7 mila miliardi di dollari, con ritorni economici pari a sei volte tanto. 

Per scaricare il rapporto in originale (pdf) >>