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Che Silvano Dalla Libera (vicepresidente di Futuragra) e Giorgio Fidenato (presidente di Agricoltori federati) siano cugini di campagna o antagonisti che si sfidano all’ultimo mais non lo abbiamo ancora capito. Il primo, che il 27 marzo a Italia Oggi dichiarava: “sono disposto ad andare in galera pur di difendere il mio diritto a seminare mais gm sui miei terreni” alla fine ha preferito di no, mentre Fidenato, per un momento, si è preso il suo posto al sole ma di sicuro non finirà in gattabuia per la sceneggiata della semina dei sei semi di mais gm veri o farlocchi che fossero |
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Da osservatrici di questo gioco delle parti però alcune considerazioni. Abbiamo conosciuto Fidenato ad agosto dell’anno scorso in un confronto pubblico che abbiamo sostenuto con lui nella frazione di un paese del pordenonese circondato da campi di mais che per estensione monotematica ricordava la campagna del Nebraska. In quell’occasione, sia noi che i compagni presenti abbiamo avuto l’impressione che, oltre che a non sapere gran che di ogm, al paladino biotech, di ogm, in realtà, gliene fregasse anche poco; peraltro, nemmeno il pubblico presente, composto in parte da suoi associati, sembrava avere grandi passioni per le super semenze; qualcuno si dichiarò anche contrario. Dalla fotografia di allora a quella di oggi: tg e due pagine di giornale dove lo ritroviamo, cavaliere biotecnologico duro e puro, affiancato da Leonardo Facco giornalista/editore post leghista, sedicente rappresentante del movimento libertario. Allora, dopo il dibattito, quando masticando pane e formaggio il nostro interlocutore, agitando il suo odio verso lo stato esattore disse di essere anarchico, bonariamente gli ridemmo in faccia, che tanto il non pagare tasse e gabelle è attività ben esercitata anche dai rappresentanti dello stato, presdelcons in primis… L’amore per gli ogm poi, sbarella completamente da quanto ha finora espresso il movimento anarchico; è come se noi andassimo in giro a dire che siamo madre Teresa di Calcutta; nessuno ci crederebbe, nemmeno mister Facco che sta al movimento libertario come una pannocchia sta a un tampax. Questo poi, deve avere una bella polenta nella testa per appoggiare la semina ogm e dire che comunque a lui “non interessa un bel nulla degli ogm…”… a noi che invece sì, riteniamo la pagliacciata della semina segreta previa annunciazione mediatica una forzatura sponsorizzata Monsanto per scuotere la politica e poi riscuotere la granella. La politica non riesce a partorire norme di coesistenza fra ogm e ogm/free perché la lega, perlomeno fino ai tempi di Zaia il tradizionalista li vedeva come arabo negli occhi; quando, -essendo pur sempre di lotta e di governo, cioè di panza e di gluteo, nel senso di poltrona-, dovesse propendere di più per quest’ultima, allora la compagine politica potrebbe fare le norme e dare le metrature; dire fino a dove potrà spingersi il polline diversamente naturale, come mantenere la divisione dei grani, chi paga per le interferenze di quelli clandestini ecc. ecc. Questioni complicate; d’altra parte nessuno/a di noi libertari/e da sempre contrari/e agli ogm abbiamo mai pensato che questa invenzione biotecnologica sia una questione semplice. Chi la rende tale, come i fidenati di turno, che un giorno li invocano perché il mondo muore di fame, un altro perché la piralide si mangia tutto, un altro ancora perché sennò moriamo di micotossine sono un buon esempio di riduzionismo applicato, quello che non ti fa chiedere mai se stai facendo la cosa giusta. Eh, no! Perché adesso arriva Facco a parlarci del “diritto di essere libero”, che io nel mio campo semino quello che voglio! Ci mancherebbe altro, fàcci pure; noi non siamo proibizioniste né affette da sindrome nimby (not in my backyard), ma quando lottiamo contro il TAV, contro il nucleare, contro l’inquinamento da N0x, nanopolveri e compagnia briscola, contro l’industria che produce quello che vuole e inquina quanto vuole, quando sosteniamo la lotta contro gli elettrodotti e quella contro le casse di espansione sul Tagliamento, contro le grandi opere che devastano e si mangiano la terra, l’aria e l’acqua, riteniamo che quella sia la cosa giusta perché salvaguardia la terra l’aria e l’acqua di tutt*. Degli ogm nessuno, a meno di non esserne i produttori o i piazzisti, può garantirne il confinamento e ancora nessuno ci ha convinte che questi artefatti tecnologici sia ciò che di meglio la specie umana potesse fare nel suo interloquire con la natura per procurarsi di che vivere. La terra, oltre che essere finita, cioè avere un limite, è anche sfinita da un’agricoltura intensiva che già con il riordino fondiario ha distrutto il paesaggio e l’ambiente; penalizzata da regole di mercato criminali e assurde, drogata con la chimica ora dovrebbe rigenerarsi con la biotecnologia? Ci può credere il duo Facco-Fidenato, suonarsela e cantarsela; uno con la semenza l’altro con l’ideologia: sbagliate entrambe. *altre considerazioni su ogm le trovate sul numero 112 di Germinal uscito il 1° maggio 2010
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OGM/ Piccole semenze crescono
Marzo 17th, 2017 — General, Varie
NOTIZIE FLASH/ Carriolate di domande
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
1° MAGGIO/ La fotogallery del Messaggero Veneto su Cervignano
Marzo 17th, 2017 — 1° Maggio 2010, General
TRIESTE: Primo Maggio anarchico e antirazzista
Marzo 17th, 2017 — 1° Maggio 2010, General
Il tradizionale corteo della mattina quest’anno ha avuto una ventata di aria fresca. Infatti il comitato primo marzo ha promosso uno spezzone antirazzista e per i diritti sociali.

1° MAGGIO/ Rassegna stampa Cervignano
Marzo 17th, 2017 — 1° Maggio 2010, General
Messaggero Veneto LUNEDÌ, 03
MAGGIO 2010 Pagina 13 – Udine
Tremila in piazza a difesa del lavoro
Primo maggio a Cervignano. Santini (Cisl): gli ammortizzatori sono stati la nostra salvezza
CERVIGNANO. Sicurezza, legalità, occupazione, sviluppo sostenibile e meno sprechi pubblici: sono le richieste avanzate dai tanti lavoratori che hanno preso parte alla manifestazione del Primo Maggio, a Cervignano. Tremila persone, secondo gli organizzatori, circa mille secondo i dati forniti dalla Questura. Una manifestazione all’insegna della coesione sociale e della preoccupazione per la grave crisi economica, che ha investito anche la nostra regione.
In primo piano, anche la preoccupazione per i giovani, che, sempre più spesso, faticano a trovare un posto di lavoro. Tanti i rappresentanti dei comitati che hanno partecipato al corteo, aperto dai trattori, ricomparsi a Cervignano dopo due anni di assenza. Dall’elettrodotto alle casse di espansione, passando per il nucleare, la privatizzazione dell’acqua, l’autostrada Carnia-Cadore e ancora la centrale Snam, gli ogm, la fusione tra Cafc e Tubone e la Tav, centinaia di cittadini e lavoratori hanno portato in piazza le maggiori problematiche del territorio.
«Non siamo contro il progresso – ha spiegato l’ambientalista Paolo De Toni – siamo per le opere pubbliche sostenibili. I comitati sono spie di allarme che si accendono sul territorio quando qualcosa non va».
Una quindicina i sindaci che, assieme agli amministratori e ai politici hanno sfilato per le vie del centro. «Questa crisi deve essere analizzata in tutta la sua gravità – ha detto Giorgio Santini, segretario nazionale Cisl, che ha parlato anche a nome di Cgil e Uil – Se l’aumento della disoccupazione in Italia è stato inferiore a quello degli altri stati europei, lo dobbiamo ad un sistema di ammortizzatori sociali più strutturato e rafforzato. Per far ripartire il Paese, però – ha aggiunto – servono anche nuove politiche di sostegno alle imprese. È necessario ripensare il nostro modello di sviluppo, promuovendo un’alleanza con le forze più sane dell’economia, per sconfiggere la finanza speculativa e rilanciare le politiche per lo sviluppo».
E Santini, il cui intervento è stato fischiato da un gruppo di rappresentanti di Rifondazione Comunista per discordanze relative al contratto di lavoro, ha rivolto un plauso a tutti i soggetti firmatari del documento programmatico che ha unito le diverse componenti sociali in una giornata da sempre dedicata al lavoro e ai diritti dei lavoratori. «Il documento che abbiamo firmato – ha commentato il sindaco di Cervignano, Pietro Paviotti – è stato un risultato importantissimo da un punto di vista simbolico. La crisi richiede interventi immediati per riuscire ad ammortizzare le difficoltà. Vanno sostenuti gli imprenditori che investono sul territorio e che propongono progetti industriali di ampio respiro offrendo, al contempo, opportunità di lavoro concrete. Dobbiamo salvaguardare la scuola – ha aggiunto il primo cittadino cervignanese – l’industria manifatturiera e realizzare opere pubbliche sostenibili».
A scendere in campo in difesa dei lavoratori è stato anche il segretario regionale dell’Anpi, Luciano Rapotez. «Il lavoro – ha concluso – non è soltanto la dignità delle persone ma è anche la forza delle famiglie».
Elisa Michellut
Il Piccolo
Tremila a Cervignano per il Primo Maggio tra striscioni e trattori
CERVIGNANO Tremila le persone in piazza per gli organizzatori, mille per la questura. Ma al di là della solita bagarre sui numeri, l’altro ieri mattina al corteo del primo maggio del di Cervignano c’erano proprio tutti. Ad aprire, i trattori. Una trentina di mezzi agricoli hanno sfilato con i cartelli, il serpentone si è chiuso con i Comitati che si battono contro le grandi opere pubbliche: dai No Tav ai No alle casse d’espansione del Tagliamento. Subito dietro i trattori, i sindaci della Bassa (una quindicina). Con loro gli esponenti del Pd e la segretaria regionale del partito Debora Serracchiani. Quindi i sindacati confederali, storici organizzatori del 1° maggio cerviganese. Quest’anno il corteo è stato aperto anche agli imprenditori agricoli, ai piccoli artigiani e ai lavoratori autonomi: si è condiviso un documento per rilanciare il lavoro dal territorio. Di ciò si è parlato alla fine della manifestazione, quando il corteo è giunto davanti al palco di piazza Indipendenza. A dare il benvenuto il sindaco Pietro Paviotti, che ha ricordato come di fronte alla crisi «si debbano ricondurre le logiche malate dell’economia finanziaria sui binari della produzione reale. Vanno sostenuti gli imprenditori che danno opportunità di lavoro: agricoltura e industrie manifatturiere locali, pensando anche alle infrastrutture ragionevoli e alla scuola». Elena Placitelli
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| Alberto Landi |
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| «Combattere la dittatura della finanza e creare la democrazia del lavoro». È stato lo slogan lanciato da Giorgio Santini, intervenuto per le segreterie nazionali di Cgil, Cisl, Uil, alla manifestazione del Primo Maggio a Cervignano. Trenta i trattori, presenti quest’anno, che hanno occupato metà degli stalli dell’anello interno di piazza Indipendenza, circa venti i gonfaloni dei Comuni, una miriade di bandiere, striscioni, slogan, non solo di agricoltori ed artigiani, ma anche di Comitati contro la privatizzazione dell’acqua, No Tav, Ambientali. Tremila i partecipanti stimati dall’organizzazione, circa mille dalle Forze dell’Ordine, di meno, e comunque meno dello scorso anno, secondo il personale dei locali pubblici aperti in piazza. Affollato il palco delle autorità con gli onorevoli Serracchiani e Strizzolo, il senatore Pegorer, molti sindaci dei 31 comuni della Bassa, il primo cittadino di Udine Honsell, i consiglieri regionali Travanut ed Anna Maria Menossi. Il sindaco di Cervignano, particolarmente su toni medio – alti ed infervorato, ha aperto i discorsi ufficiali. Dopo una panoramica sulle attività della Bassa, dall’industria manifatturiera all’agricoltura, uno sguardo alle infrastrutture regionali per arrivare al necessario sostegno alle scuole, base fondamentale per la formazione di buoni cittadini per arrivare al punto saliente “il diritto al lavoro perché se c’è il lavoro c’è la coesione tra i cittadini”. A seguire l’intervento di Ennio Benedetti presidente regionale Cia, per il quale è necessaria “un’agricoltura forte per garantire il nostro futuro”. Sollecitato “un unico marchio per tutti i prodotti friulani”. Santini ha parlato dello sfruttamento del lavoro, del lavoro nero, chiedendo di porre mano ad una politica per lo sviluppo e la ripresa. In Friuli la percentuale di abbandono scolastico è tra le più basse, il 6.5 per cento, ma tanti giovani sono costretti a una nuova emigrazione per trovare unj’occupazione. A chiudere il saluto di Luciano Rapotez, segretario regionale Anpi. “Giù le mani dall’acqua”, “Inquina il letame od il petrolio?” “Sempre No Tav” recitavano molti striscioni. |
| (Lunedì 3 Maggio 2010) |
PORDENONE: vieni avanti savoia!
Marzo 17th, 2017 — Circolo Libertario E. Zapata, General

Messaggero veneto del 01/05/2010
Amedeo di Savoia accolto dagli anarchici
«Vai avanti, Savoia, che a me non viene da ridere». Il volantino-sfottò degli anarchici di Iniziativa libertaria è finito dritto nelle mani di Amedeo di Savoia-Aosta, ieri sera a “PordenonePensa”. Volantinaggio irriverente sul corso Garibaldi, ma Sua Altezza non ha perso l’humor. «Conosco l’anarchico Mazzucchelli, ho memoria di Gaetano Bresci» ha affermato il rappresentante di casa Savoia ai ragazzi, guardati a vista da carabinieri e digos. Convergenze esplosive tra monarchia e anarchia. Alla fine, i libertari hanno chiuso il blitz: «Sei un grande, duca». Ci sa fare il quinto duca d’Aosta, principe della Cisterna e di Belriguardo, marchese di Voghera e conte di Ponderano con il titolo di duca di Savoia sospeso sulla questione dinastica (contestato dal cugino Vittorio Emanuele: la controversia è stata oggetto di un pronunciamento ufficiale della Consulta dei Senatori del Regno). Ha riempito la sala consiliare del palazzo della Provincia, incalzato dalla serpentina di domande del giornalista-amico Fabio Torriero sul filo tematico “Avanti Savoia”. Sangue blu, buone maniere da uomo di mondo che fa della correttezza la spina dorsale, e pagella ai politici nazional-popolari: Sua Altezza ha tirato di fioretto. Il presidente Napolitano? «Mi piace – ha confessato Amedeo di Savoia – Ho promesso di passare a salutarlo al Quirinale». Berlusconi? «Ha un ruolo difficile, è più semplice fare il sindaco di un piccolo paese». Il governo? «Abbiamo un governo di destra che ha una postura di sinistra». La Lega Nord di Bossi? «É un partito che ha aspetti positivi ed è riuscito a offrire nuovi contenuti a una parte di ex-comunisti». E vai sul calendario delle emozioni in pillole, spalmate sulla storia. «Il 25 aprile? Significa la Resistenza nelle sue molteplici forme: non soltanto partigiane». Il primo maggio? «Una festa del lavoro sacrosanta, tanto che Pio XII fece benissimo ad elevarla a festa di precetto». Il 2 giugno 1946? «Il referendum tra Repubblica e monarchia, nell’ombra di brogli elettorali». L’8 settembre? «Una data tristissima, per una decisione affrettata che, come dice il presidente Ciampi, ha portato alla non esistenza dell’Italia per qualche giorno». E ancora: le piace questa Italia? «L’Italia mi piace comunque, anche se oggi mancano i valori della patria, l’orgoglio popolare». Va riformato lo Stivale? «Certo va studiato un piano serio, fatto da tecnici». Sulla “dinasty” di casa Savoia, il duca cala la cortina. «Da un paio d’anni non c’è conversazione con Vittorio Emanuele e considerata la causa in corso sull’uso del cognome, non ne parlo». E il principe Filiberto sul palco di Sanremo? «Avrà seguito una vocazione, ma è fuori dall’asse ereditario». Ci fossero dubbi, il duca li fuga sotto l’occhio attento della consorte, la nobildonna siciliana Silvia Paternò di Spedalotto: «Il capo di casa Savoia, sono io». Chiara Benotti
NOTAV: la Serracchiani come Sonego
Marzo 17th, 2017 — General, Loro
Dal Messaggero Veneto del 04/05/10
Il Comitato no tav chiede un incontro con la Serracchiani
Bagnaria Arsa . «“La Tav sa da fare, punto e basta”. Imperativo sollecitato anche dall’onorevole Debora Serracchiani, componente della Commissione viabilità europea. I Comitati No Tav si sbagliavano pensando che con Sonego fosse già stato toccato il fondo a proposito di dialogo, confronto e coinvolgimento della società civile sui temi di interesse pubblico, come viene sancito da trattati internazionali. Invece no, c’è di peggio». Lo afferma, in una nota, Gian Carlo Pastorutti, del Comitato No Tav di Bagnaria, il quale ricorda che «fin da gennaio avevamo chiesto un incontro con l’onorevole per esporre dubbi, documentazioni e perplessità su queste opere “faraoniche”. Nessun segnale, nessuna risposta. Eppure si tratta pur sempre dei nostri rappresentanti, quelli che dovrebbero essere al servizio del cittadino». «Sembra sia impossibile mettere in discussione la Tav – prosegue il rappresentante del Comitato No tav – Dove sono finiti i proclami del coinvolgimento della gente? È questo il nuovo Pd, l’aria nuova dei giovani?». Il Comitato si è rivolto all’euro deputato irlandese Joe Higgins ricevendo, «subito una risposta. Il Governo Prodi non aveva mantenuto la promessa di togliere la legge scorciatoia anti partecipazione (legge Obiettivo) e ora l’onorevole Serracchiani propone perfino la nomina del Presidente Tondo a Commissario per la Tav sorpassando a destra l’attuale amministrazione. Di fronte ci troviamo sempre lo stesso muro di gomma, quello già adottato dall’assessore Riccardi che non ha mai risposto agli inviti dei Comitati a causa di impegni inderogabili. La stampa riporta che l’onorevole Serracchiani sta lavorando da alcuni mesi al corridoio Nord-Sud europeo ma si dimentica che i passeggeri che vogliono raggiungere Venezia dall’Austria devono trasbordare sui bus per la soppressione dei collegamenti ferroviari (per scelta del gestore) e che la costruzione dei due tunnel austriaci che velocizzeranno i collegamenti verso Vienna programmato per il 2020 probabilmente subirà ritardi».
1° MARZO/ Sciopero dei migranti
Marzo 17th, 2017 — General, Sciopero dei migranti
Corriere 9 gennaio
il movimento è stato ispirato da un’analoga iniziativa francese
1° marzo, lo sciopero degli immigrati
Tam tam in Rete, su Facebook nato un gruppo con 11mila iscritti. Calderoli: escludo che a farlo saranno i regolari
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| Il logo del movimento |
MILANO – Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo? La domanda nasce del movimento Primomarzo2010 e non è astratta: su internet c’è un gran fermento per l’organizzazione di quello che viene chiamato lo sciopero degli immigrati e che si terrà appunto il 1° marzo. Un’iniziativa di cui i fatti tragici di Rosarno mostrano, casomai ce ne fosse bisogno, l’attualità.
IL MOVIMENTO – Sarà, spiegano gli organizzatori, una manifestazione per far capire all’opinione pubblica italiana quanto sia determinante l’apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società. Il movimento – che riunisce «italiani, stranieri, seconde generazioni e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli» – si ispira a un omologo gruppo francese, La journée sans immigrés: 24h sans nous, che sta organizzando un identico sciopero degli immigrati nella stessa data. Il colore scelto è il giallo (già usato in altre manifestazioni contro il razzismo), con l’invito a indossare braccialetti o nastri, la testimonial è Mafalda, nel logo del movimento ci sono i volti di otto persone di colore. In diverse città – Genova, Milano, Bologna, Roma, Napoli, Palermo e altre – sono nati dei comitati organizzativi i cui riferimenti sono pubblicati sul blog. Anche il tam tam su internet sta andando forte: su Facebook è nato a fine novembre il gruppo “Primo marzo 2010 sciopero degli stranieri”, che conta già più di 11mila iscritti.
CALDEROLI – Il leghista Roberto Calderoli ha commentato così l’ipotesi dello sciopero: «Escluderei che vogliano farlo i regolari. Se l’iniziativa partisse invece dagli irregolari, si tratterebbe soltanto di espellerli». Gli ha replicato Andrea Orlando del Pd: «Memore dei brillanti risultati ottenuti sfoggiando la famosa maglietta anti-Islam, il ministro Calderoli continua a gettare benzina sul fuoco commentando con poco equilibrio e responsabilità istituzionale l’ipotesi di uno sciopero dei lavoratori extracomunitari. Proprio in un momento così drammatico, nel quale il governo non trova ancora il modo per uscire dall’emergenza di Rosarno, sarebbe saggia più cautela nei commenti di un ministro».
09 gennaio 2010
SCIENZA/ C’era (c’è?) vita su Marte?
Marzo 17th, 2017 — General, Spazio
Repubblica 10 gennaio 2010
I meteoriti di Marte
Gli esperti Nasa
“Vita sul pianeta”
Gli studiosi dei meteoriti
“Sicuri, c’è vita su Marte”
I ricercatori della Nasa trovano conferme su due frammenti caduti sulla terra: “C’erano e forse cui sono forme viventi”
Un particolare degli studi sui meteoriti
“Ci manca davvero poco per dimostrare definitivamente che su Marte c’era e forse c’è ancora vita”, ha detto David S. McKay, responsabile del reparto di astrobiologia della Nasa.
Fino ad oggi le ricerche della vita passata su Marte si erano concentrate sul meteorite che cadde in Antartide 13.000 anni fa e che venne trovato nel 1984 da una ricercatrice della Nasa. Il meteorite è stato oggetto di molteplici ricerche su alcuni elementi trovati all’interno del meteorite che, secondo un gruppo di ricercatori, erano prove a favore della vita passata, mentre per altri erano il risultato di fenomeni spiegabili in modo inorganico.
Nel mese di novembre, però, grazie ad un’ultima analisi realizzata con strumenti assai più sofisticati di quelli usati negli anni Novanta, e che si basa su una tecnica chiamata “fascio ionico focalizzato” (usa un fascio di ioni (atomi a cui sono stati tolti degli elettroni) per raffigurare un campione da analizzare), il team di McKay portava nuove prove a favore che quanto c’è all’interno del meteorite può essere spiegato solo attraverso un’origine biologica. Nelle ultime settimane, lo stesso gruppo di ricercatori sta analizzando altre meteoriti marziane cadute sulla Terra e in due di esse ha trovato gli stessi elementi che, a dir loro, sono di provenienza biologica. Una di queste meteoriti, nota come “Meteorite Nakhla”, cadde nel 1911 vicino alla città di Nakhla in Egitto e allora fece molto clamore. Il pezzo più grande, dei 40 in cui si ruppe, è rimasto esposto a lungo nel Museo di Storia Naturale di Londra ed è quallo in fase di analisi. Il terzo meteorite , chiamato “Yamato 593”, proviene anch’esso dall’Antartide.
Secondo i ricercatori tra i 3,6 e 1,4 miliardi di anni fa il pianeta rosso doveva essere popolato da un gran numero di micro-organismi, quando la sua atmosfera era assai più spessa e umida. Un arco di tempo nel quale anche sulla Terra iniziò a svilupparsi la vita. Ciò che fa dire agli scienziati che in quei meteoriti ci sono indizi di vita marziana è una configurazione complessa di sostanze chimiche, che potrebbe essere stata deposta unicamente da organismi viventi. Inoltre sono state scoperte strutture che assomigliano moltissimo a micro batteri grandi tra i 20 e i 100 nanometri (un nanometro è un milionesimo di millimetro).
Queste nuove scoperte, divulgate da Spaceflightnow, si affianca a quella di alcuni mesi or sono che sostiene che i rover Spirit e Opportunity in attività su Marte dal 2004 abbiano messo in luce strutture che sulla Terra sono depositate da organismi viventi. La scoperta è stata realizzata da Vincenzo Rizzo, del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, e di Nicola Cantasano, del Consiglio Nazionale delle Ricerche ISAFoM di Rende (Cosenza). Secondo i ricercatori le piccolissime sferule osservate dai dure rover e chiamate dai ricercatori della Nasa “mirtilli”, sarebbero il risultato dell’attività di organismi viventi. Ma non è tutto. Anche le strutture sedimentarie in cui essi si trovano vennero deposte da colonie di organismi che sono chiamate stromatoliti. Spiega Cantasano: “Le analisi delle immagini al microscopio eseguite dai rover ci permette di sostenere che quelle sferule non sono omogenee come si credeva e che faceva ipotizzare un’origine inorganica, ma presentano strutture complesse che solo colonie di migliaia di cianobatteri (organismo monocellulari un tempo chiamati “alghe azzurre”) avrebbero potuto formare”.
Ora non rimane che attendere le prossime missioni spaziali verso Marte che porteranno strumenti per un’analisi approfondita del suolo marziano con il fine primo di cercare proprio sul luogo forme di vita passate o presenti.
© Riproduzione riservata (10 gennaio 2010) Tutti gli articoli di Scienze
CSA sequestro e futuro/ Furibondo attacco della destra. Ma chi è Massimo Blasoni ?
Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
Dopo “muse di Doordul” e “tutti lo chiamano Volpe” ecco che arriva un prodotto della numerosa prole politica biasuttiana
CHI E’ MASSIMO BLASONI?
E’ proprio uno “blasonato”; ha un bel curriculum di “squisitezze”, non c’è che dire.






