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PORDENONE: comunicato stampa sull’ambulatorio

COMUNICATO STAMPA SULL’AMBULATORIO

Leggiamo con favore l’intenzione del Comune di Pordenone di porre rimedio all’azione regionale razzista della Lega (e fatta propria da tutto il PDL) di far chiudere l’ambulatorio per immigrati irregolari a Pordenone, trovando un’altra sede e garantendo la prosecuzione del servizio a chi è malato senza se e senza ma.
Come Inziativa Libertaria siamo in campo da anni a sostegno dei migranti cercando di arginare questa deriva xenofoba e fascista che li vorrebbe solo come merce da lavoro e poi se non più utili rispediti al mittente come fossero cose e non persone.
Noi crediamo che difronte al razzismo di stato non basti la testimonianza e neppure l’indignazione ma che bisogna mettersi di mezzo: contrastare retate e deportazioni, rifiutare ronde e militari in strada, sostenere chi lota nei CIE (lager di stato) e chi sciopera contro la schiavitù legale, sostenere le cure a tutti regolari e non.
Per questo ribadiamo che nel caso la Lega Nord intenda ostacolare la ripertura dell’ambulatorio troverà anarchici e libertari pronti scendere in strada come per le ronde padane prima e quelle militari poi. Il razzismo di questi impudenti va estirpato, la solidarietà allargata.
Iniziativa Libertaria, Pordenone

NOTAV: Comitati all’attacco in Bassa Friulana

VENERDÌ, 02 APRILE 2010

Messaggero Veneto Pagina 14 – Udine

Affollato e animato incontro fra comitati e abitanti della zona per spiegare il progetto di viabilità alternativa che coinvolge diversi comuni della Bassa friulana

«No alla bretella, meglio chiudere il casello di Porpetto»

La richiesta di molti residenti: non porta alcun beneficio. Scontro fra le varie soluzioni presentate

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L’accusa
«San Giorgio
vuole annetterci»
PORPETTO. «Chiudete il casello dell’A4 di Porpetto, perché non porta alcun beneficio, ma solo i disagi del traffico pesante alla popolazione». Questa è la richiesta avanzata da molti porpettesi, in occasione dell’affollato e animatissimo incontro indetto mercoledì dagli assessori “ribelli”, Adrea Dri e Costante Di Pascoli, per spiegare il loro progetto di viabilità alternativa alla “bretella” di Villalta, un progetto di ampio respiro che va nella direzione di creare una infrastruttura che coinvolga diversi comuni della Bassa Friulana. Unica concessione a questa proposta, il mantenimento del casello solo attraverso il suo spostamento ad est o ad ovest. Quello che però è apparso evidente, è la profonda spaccatura che esiste all’interno della comunità di Porpetto: da una parte quelli che vogliono la “bretella” del sindaco Pietro Dri, e non vogliono sentire ragioni, anzi lanciano pesanti accuse nei confronti sia delle minoranze, che degli assessori “ribelli”, ma soprattutto nei confronti di San Giorgio di Nogaro dove ci «sono gruppi di potere con mire espansionistiche, nascondendo interessi particolari e precisi per la campagna ad ovest, che noi osteggiamo» (affermazione dell’ambientalista Aldevis Tibaldi).
Certamente l’effetto della sindrome di Nimby (Not in my back yard, “Non nel mio cortile”), impera tra questi cittadini. Dall’altra parte si cono quelli decisamente contrari, come chi ha la casa sull’area dove graverà la rotatoria all’innesco con la Sp80, che sono ben decisi a non far realizzare l’opera, o come coloro che lavorano a San Giorgio e sostengono che con la “bretella”, il problema verrà solo spostato di qualche decina di metri. Ma ci sono anche quelli che intendono risolvere i problemi viari di Villalta e di Castello, attraverso un progetto più ampio (vedi quello redatto dal consorzio della Ziac e sostenuto dalla Regione con 40 milioni di euro) creando un sistema infrastrutturale anche in relazione allo sviluppo dell’area industriale.
L’assessore Andrea Dri, ha ripercorso la storia della “bretella”, della sua mancata realizzazione a dieci anni dall’inizio della discussione, delle problematiche irrisolte ad essa legate con San Giorgio, presentando due ipotesi di tracciato che migliorano quello presentato dal Consorzio, sostenendo che mai più capiterà che la Regione metta a disposizione 40 milioni di euro per la viabilità nella Bassa, ma gli agricoltori (con la battagliera signora Rocchetto) e diversi cittadini si sono scatenati e non hanno voluto neppure considerare la cosa. Margherita Zanchin, della minoranza, pur avendo appoggiato la “bretella”, ha sottolineato che il progetto di Riccardi sarebbe la vera soluzione, accusando il consigliere regionale Cargnelutti di andare contro «il suo assessore Riccardi, assessore la cui presenza è stata chiesta al sindaco, che non ha avuto risposta». Sono intervenuti anche il vicesindaco Crismale e il consigliere Gheller.
Francesca Artico

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Dal Messaggero Veneto del 1 aprile 2010

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I Comitati No Tav: chi ostacola la bretella si dimetta

 

PORPETTO. «Chi è ostile alla bretella, che può essere realizzata senza indugi, nell’interesse generale e al minor costo, e non contrasta la Tav e la centrale a biomasse, farà bene a dimettersi». I Comitati No Tav di Porpetto e “per la vita del Friuli rurale” attaccano la classe politica della Bassa «figlia di un patto scellerato e di una strategia che non poteva che finire in rissa. Affratellate da un ordine di scuderia confezionato a San Giorgio – attacca il portavoce Aldevis Tibaldi – e unite da solide relazioni, le fazioni di opposizione e una compagine di maggioranza di Porpetto hanno deciso di scendere in campo per opporsi alla realizzazione della bretella, così come era stata proposta dal Comitato No Tav, due anni fa, e oggi fatta propria dal sindaco, Pietro Dri. Con quella soluzione progettuale, avevamo inteso razionalizzare un progetto esistente, fatto dalla Provincia di Udine, evitando con ciò la distruzione del centro sportivo comunale, riducendo al minimo la percorrenza, l’impatto ambientale e i costi dell’infrastruttura e, nel contempo, evitando di oltrepassare il confine comunale per non incorrere nei dinieghi dell’amministrazione di San Giorgio di Nogaro». «Ebbene – continua Tibaldi -, inscenando sconclusionati pretesti, i nostri, hanno fatto presto a dimenticare le promesse elettorali, tanto da farsi paladini del paranoico piano viario della Ziac, proposto da Lodovico Sonego, fautore della Tav e della cancellazione della bretella di Porpetto». Secondo i Comitati, il progetto di secondo accesso alla zona industriale Aussa Corno, la cui strada, partendo dal casello di Porpetto viene fatta correre parallela all’A4 sino a raggiungere la nuova «improbabile viabilità della Ziac, appare una proposta insensata di camionabile: un trucco per confondere la gente con un’opera assurda sotto il profilo trasportistico, per giunta destinata a essere messa in coda ad una strada faraonica che, anche se finanziabile, resta al di là da venire! Il che equivarrebbe a dire che Porpetto sarà liberata tra traffici pesanti solo nel mese di mai». «Eppure – sostengono i Comitati -, la situazione insostenibile e vergognosa in cui versa la popolazione di Villalta, è sotto gli occhi di tutti: nessuno ha più dubbi sul danno ambientale, sugli effetti dell’inquinamento atmosferico e sonoro, sulle responsabilità attuali e pregresse che ci hanno resi succubi di amministratori in accordo con altri. Per questo diciamo che chi è contrario alla bretella e non contrasta la centrale e la Tav, deve dimettersi». Francesca Artico

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NOTAV: la Trieste-Divaccia riparte da zero

Lo scenario cambia per la città di Trieste ma la lotta non si  fermerà….

 

 

Da Il Piccolo

 

GIOVEDÌ, 01 APRILE 2010

L’Alta velocità risparmierà Trieste e la Val Rosandra

Corridoio 5: resa pubblica alla Regione l’intesa con la Slovenia sulla variante Aurisina-Divaccia

di SILVIO MARANZANA

 

TRIESTE La Tav non sventrerà Trieste, non si inabisserà in galleria a Santa Croce per correre sotto la città, sotto Gretta, San Giovanni e Cattinara in particolare, e avvitarsi attorno alla Val Rosandra in base a un percorso che aveva sollevato perplessità anche in ambienti tecnici oltre a innescare proteste di cittadini e ambientalisti. Viaggerà invece lungo la direttrice definita alta, lungo l’asse Ronchi-Aurisina-Opicina-Sesana-Divaccia. Per penetrare in città e soprattutto per agganciarsi al porto di Trieste utilizzerà poi la già esistente cintura di circonvallazione cittadina. Resta da definire in particolare il tragitto del troncone per l’aggancio in quest’ultima che si staccherà dal percorso carsico principale e che sarà tracciato «individuando la soluzione ambientalmente più sostenibile».

Su questa alternativa Italia e Slovenia sono già d’accordo. Le indiscrezioni sulla nuova bozza hanno incominciato a filtrare qualche settimana fa. «Siamo al lavoro per evitare i rischi di un’altra Val di Susa», aveva affermato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Riccardo Riccardi. Ieri ne ha relazionato alla giunta regionale dopo aver incontrato, per illustrargli il nuovo percorso, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza che a propria volta ha espresso compiacimento per la modifica del progetto.

Il nuovo tracciato è stato delineato nel corso delle riunioni del gruppo bilaterale riunitosi a Roma e a Lubiana con la partecipazione del viceministro Roberto Castelli, del sottosegretario sloveno Igor Iakomin e dello stesso Riccardi. Regione Friuli Venezia Giulia, ministero italiano delle Infrastrutture e dei trasporti e Repubblica di Slovenia hanno ritenuto opportuno mettere allo studio la nuova ipotesi che sarà ufficialmente presentata, a livello di studio di fattibilità, nel corso della prossima riunione della Commissione intergovernativa Italia-Slovenia già fissata a giugno.

Rispetto alla soluzione precedente che presentava uno sviluppo della linea di circa 36 chilometri con una pendenza massima del 17 per mille, il nuovo progetto garantirebbe una pendenza non superiore al 13 per mille, ma soprattutto «eviterebbe completamente – come ha voluto sottolineare ieri Riccardi – l’attraversamento in sotterraneo di Trieste».

Da subito, secondo i dati forniti dallo stesso assessore regionale, l’Alta velocità permetterebbe il passaggio di un traffico annuale di 560 mila Teu dal porto di Trieste, rispetto ai 220 mila che è possibile far transitare oggi, con un intervento di una trentina di milioni sul nodo di San Polo, nei pressi di Monfalcone, i Teu potrebbero diventare 900 mila. Addirittura tre milioni e mezzo all’anno potrebbero essere i Teu nel momento in cui l’Alta velocità sarà completamente funzionante compreso il raccordo con la cintura di circonvallazione che la aggancerebbe direttamente al porto di Trieste.

Riccardi ha infatti sostenuto la necessità che gli studi di progettazione della nuova linea prendano avvio con i progetti di miglioramento del nodo ferroviario di Trieste e il suo allaccio all’asse principale della direttrice transfrontaliera risolvendo in modo prioritario il problema di capacità nelle sezioni Trieste-Bivio di Aurisina e Bivio di Aurisina-Bivio San Polo. Il successivo tratto, su cui vi sarebbe anche già il consenso della parte slovena, dovrà portare al collegamento diretto tra i due porti di Trieste e di Capodistria.

Sulla sua utilità il presidente di Luka Koper, Gregor Veselko, intervistato dal Piccolo, non ha però voluto pronunciarsi. «Noi riteniamo prioritario – ha affermato – il collegamento tra Capodistria e Divaccia». «È importante – ha invece fatto rilevare ieri Riccardi – che gli sloveni abbiano accettato di allacciarsi nel loro territorio all’altezza del tratto tra Opicina e Sesana».

 

CIE DI GRADISCA: nuovo sciopero della fame

Sciopero della fame al Cie di Gradisca

Da vent’anni in Italia con la famiglia, ora rischia l’espulsione.

 

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ECOFEMMINISMO/ Aborto, RU486

IL NOSTRO SANGUE PER LA VITA

 

Più che volentieri!. Noi ne abbiamo, ne produciamo copioso ogni mese e lo potremmo donare senza remore. Lo potremmo raccogliere nelle bottigliette del crodino, nell’ampolla del dio Po o nei vasetti  sterili che vendono in farmacia, quelli per le analisi delle urine; glielo potremmo recapitare a casa o lasciare come grazia ricevuta sulla porta, in particolare agli ingressi dei palazzi regionali del Piemonte e del Veneto.

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CIE DI GRADISCA: ancora una fuga! Evvai…

Da Il Piccolo del 06/04/10

 

Tunisino scappa nella notte dal Cie

 

GRADISCA Prima si provoca dei tagli per attirare l’attenzione su di sé e farsi dare dei calmanti, poi scappa dal Cie. Protagonista dell’episodio di autolesionismo e della fuga è un cittadino tunisino trattenuto da circa un mese al Centro di identificazione ed espulsione di via Udine. Il nordafricano è scappato sabato sera poco dopo le 23. Trasferito nella struttura di Gradisca direttamente dal carcere di Verona, in più di un’occasione l’uomo aveva dato in escandescenza. Tossicodipendente, chiedeva in continuazione farmaci per alleviare le crisi d’astinenza e, per averli, più di una volta non aveva esitato a ferirsi con lamette da barba o con frammenti di vetro. Per fermare l’emorragia, sabato il medico del centro di via Udine ha dovuto applicargli alcuni punti di sutura al polso. Il maghrebino è riuscito anche a farsi dare delle pillole calmanti, ma questo non gli ha impedito di tentare la fuga. Il nordafricano è scappato approfittando di una porta già sfondata la scorsa settimana da altri ospiti del Cie. Nell’occasione il gruppo aveva forzato la porta dello spogliatoio del personale per raggiungere attraverso le finestre il piazzale del centro. L’evasione si era però interrotta nel posteggio rivelandosi più un atto dimostrativo che una vera e propria fuga. Una volta nel parcheggio il tunisino è invece riuscito a raggiungere la recinzione esterna e a scavalcare le sbarre del retro facendo perdere le proprie tracce. (s.b.)

MUTAMENTI CLIMATICI/ Alluvioni devastanti ed oltre 100 morti in Brasile

Repubblica 7 aprile 2010

Il Paese sotto le più forti piogge degli ultimi decenni. Molte frane e si teme per i tanti dispersi. Si scava nel fango.
Allagato anche il Maracanà (video).
Appello del presidente Lula / FOTO / VIDEO
Corriere

BRASILE

Alluvione a Rio de Janeiro: 89 vittime

Alluvione tragica Cento morti a Rio

Foto

Video

11:06 ESTERI Forti piogge da 14 giorni. Strade allagate, crolli e frane: stato d’emergenza

NOTIZIE/ Crollati i redditi delle famiglie: -2.8%

Notizie flash

Ecco chi paga la crisi:

nel 2009 i redditi

delle famiglie

-2,8% rispetto

all’anno precedente

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NOTIZIE FLASH/ Udine polveri: le associazioni ambientaliste protestano

Notizie flash

Udine:

polveri fuori controllo

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UDINE/ “CSA in esilio”/ dibattito sul razzismo

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Report.

Ottima riuscita della presentazione del libro: settanta persone hanno partecipato all’iniziativa.

 

 

Nella foto una parte della sala

 

Messaggero Veneto VENERDÌ, 09 APRILE 2010 Pagina 2 – Udine

CENTRO SOCIALE AUTOGESTITO

Oggi si presenta il libro sulla genesi del razzismo

CITTÀ
Oggi alle 20.30 al bar “Da Adri e Lully” in via Torino 55, si presenta il libro: “Difendere la razza: identità razziale e politiche sessuali nel progetto imperiale di Mussolini”.

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