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Osservatorio locale sul clima/ Ottobre 2011: gli effetti in Friuli

A cura del Gruppo Ecologia Sociale

Chiodo scaccia chiodo. Non sembrano esserci ragioni sostanziali per occuparsi del clima, né a livello globale né a livello locale, in fin dei conti il tempo nessuno lo comanda. La maggior parte delle persone infatti non se ne occupa, in quanto non pensa che si tratti di un problema rilevante e tanto meno sul quale si possa incidere. La realtà è ben diversa e molto articolata. E’ necessario sviluppare una sensibilità verso i mutamenti climatici e spingere le persone a diventare osservatori del clima che cambia.

Praticamente l’unica fonte di informazione a livello locale, per quanto approssimativa, è quella delle cronache dei quotidiani locali. Andrebbero salvate le foto degli eventi, fino a che sono accessibili nel quotidiani online, perchè altrimenti sono perse mentre molti articoli, o quasi tutti, si trovano negli archivi.

Per esempio su può fare una ricerca con parole chiave “alluvioni”  o “alluvione” nell’archivio del messaggero veneto.

 

http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto?query=alluvioni&view=web_locali.Messaggero+Veneto

http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto?query=alluvione&view=web_locali.Messaggero+Veneto

 

Per esempio, ricordiamo, a chi fosse sfuggito che la Regione, in luglio di quest’anno (2011), ha detto: “sarà l’ultima volta”

Alluvione, risarciti i danni Ciriani: sarà l’ultima volta

…nazionale, peraltro dotato di scarse risorse. Temo, pertanto, che sarà difficile replicare in futuro quanto fatto per l’alluvione del 31 ottobre e 1° novembre del 2010». Anche il ricorso all’assicurazione privata obbligatoria è congelato. «Serve…

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Messaggero Veneto 27 ottobre 2011

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GIOVEDÌ, 27 OTTOBRE 2011 Pagina 23 – Provincia

Pioggia record, esondazioni e danni Circa 300 mm sulle Prealpi, in quota torna la neve. Nella Bassa scantinati allagati, ma non c’è la mareggiata a Lignano

di Domenico Pecile

UDINE Piogge abbondanti (con punte record sulle Prealpi carniche), neve soltanto in alta quota e comunque in media oltre i 2mila metri, vento forte di scirocco, temperature sopra la media stagionale, allagamenti, qualche corso d’acqua tracimato. Unica “consolazione” in questa due giorni da profondo autunno è che la temuta mareggiata lungo la costa non si è verificata. Questo, dunque, in estrema sintesi il quadro meteorologico (per altro puntualmente annunciato dall’Osmer) verificatosi nelle ultime 48 ore in Friuli, colpito da un’intensa perturbazione atlantica. Il fronte è stato preceduto e accompagnato da venti di scirocco che lungo la costa hanno raggiunto anche i 60 chilometri. Lo scirocco ha, tuttavia, favorito una sensibile impennata delle temperature, basti pensare che la minima di Udine ieri si è fermata a 15 gradi. Temperature minime sensibilmente sopra la media anche in Carnia con valori a due cifre anche a fondovalle. Il maltempo si è esaurito nel corso del tardo pomeriggio di ieri. Oggi, la nuvolosità sarà variabile e non i esclude qualche residua precipitazione piovosa, mentre domani il tempo si stabilizzerà. Fino al 1 novembre il cielo si manterrà generalmente poco nuvoloso o sereno e le temperature si riallineeranno alle medie stagionali con minime che in pianura saranno attorno ai 5-6 gradi e le massima nel fine settimana potranno raggiungere anche i 20 gradi. Ma ecco nel dettaglio come sono andate le cose in provincia di Udine grazie ai dati desunti dal sito dell’Osmer. Sulle Prealpi carniche, come si diceva, si è verificato il record della pioggia. In 48 ore (anche se in realtà il tempo della precipitazione si è concentrato in molte ore) sono caduti circa 300 millimetri di pioggia (Valcellina, Piancavallo, Val Tramontina, Musi ecc.). Un episodio che dal punto di vista meteorologico viene annoverato come eccezionale. Tantissima pioggia, dunque, se soltanto si pensa che a Udine città in tutto il mese di ottobre cadono mediamente 150 millimetri di pioggia e 160 in quello di novembre. Precipitazioni intense anche in Carnia, ma nettamente inferiori a quelle verificatesi sulle Prealpi, con una media che oscilla tra i 100 millimetri di diverse località di fondovalle ai 200 di Tolmezzo. È andata meglio nel Tarvisiano con “appena” 60 millimetri di pioggia. Cento, invece, i millimetri caduti a Udine città dei quali un settantina ieri e i rimanenti nella giornata precedente. Ha piovuto molto anche nella Bassa friulana, con 100 millimetri di pioggia a Cervignano gran parte della quale caduta però ieri nella parte centrale della giornata di ieri. Come detto, invece per fortuna la temuta mareggiata lungo le coste non si è verificata. Quella più distruttiva degli ultimi anni risale al 1 dicembre del 2008. Anche i danni tutto sommato sono stati contenuti, come informa l’addetto stampa dei vigili del fuoco del Comando di Udine. Interventi sono stati effettuati a Moggio udinese per la rimozione di un masso nella frazione di Roveredo. Allagamenti si sono verificati a Villa Santina in piazza Mercato. Numerosi gli interventi dei pompieri anche nella Bassa, soprattutto a Rivignano, Cervignano e Villa Vicentina. Richieste di aiuto, infine, anche in via Carlo Alberto, a Cividale.

 

MV GIOVEDÌ, 27 OTTOBRE 2011

Pagina 22 – Cronache

Piove all’interno di cinque edifici scolastici

I problemi maggiori registrati alla materna di via D’Artegna. Infiltrazioni pure al Ceconi

la dirigente maria piani «Preoccupati per i pannelli del controsoffitto del salone d’ingresso e per alcune macchie di umidità evidenziate in un’aula»

Pioggia battente per tutta la giornata a Udine e così l’acqua caduta in abbondanza, mette in evidenza le difficoltà, e in alcuni casi la precarietà, degli edifici scolastici udinesi. In gran parte degli istituti, ieri, è stata una giornata di passione con macchie di umidità che si evidenziavano su pareti e soffitti. In alcuni casi si è dovuti persino ricorrere ai classici catini per raccogliere l’acqua che gocciolava dai tetti o dalle intercapedini. I problemi maggiori si sono registrati alla scuola di via D’Artegna. A destare grande preoccupazione erano i pannelli del controsoffitto del salone d’ingresso e alcune macchie d’umidità evidenziatesi in un’aula. Ma la dirigente del Terzo circolo cittadino Maria Piani, insieme con i tecnici del Comune, è intervenuta in breve tempo disponendo la recinzione di un’ampia sezione del salone, la rimozione dei pannelli intrisi d’acqua e lo spostamento di tutti i bambini della sezione ospitata nella classe oggetto delle verifiche. Già nella mattinata di ieri alcuni addetti del Comune sono saliti sul tetto per controllarne lo stato e oggi ci sarà un secondo sopralluogo che segnerà il via ai lavori di sistemazione. «Le infiltrazioni hanno riguardato il salone e una sezione – ha spiegato la dirigente Piani –. Abbiamo subito richiesto l’intervento dei tecnici. Già domani mattina (oggi per chi legge, ndr) effettueremo una seconda verifica, ma abbiamo cercato di rassicurare i genitori anche se le forti piogge non aiutano. Io stessa davanti alle notizie sentite in televisione e riguardanti la drammatica situazione della Liguria mi sono spaventata, ma posso assicurare che abbiamo preso tutte le contromisure affinché le lezioni possano svolgersi in totale sicurezza. Parte del salone è recintata in modo che nessuno possa sostare nelle aree in cui scende l’acqua e abbiamo già provveduto a una prima ispezione sul tetto nonostante il maltempo. Il rischio del controsoffitto è che, impregnandosi d’acqua e cadendo, possa nuocere a qualcuno, per questo ho chiesto agli operai che provvedano a rimuovere tutti i pannelli: preferisco di gran lunga vedere l’acqua che cade piuttosto che correre pericoli». Ma anche alle scuole medie Fermi e Manzoni (direzione di piazza Garibaldi) si sono registrati alcuni inconvenienti. «Alla Fermi – ha spiegato il dirigente, Stefano Stefanel – gran parte del tetto è stata rimessa a nuovo di recente, nella porzione restante, però, c’era evidente il segno di qualche infiltrazione. Diverso il caso della Manzoni dove dobbiamo convivere con un cantiere purtroppo ancora bloccato: alcuni muri sono scoperti e anche il parco retrostante per metà è chiuso e nell’area del cantiere si sono formate enormi pozze». Nella conta dei danni entra pure la scuola primaria Divisione alpina Julia, nella cui palestra si sono verificate delle infiltrazioni di acqua piovana, comunque nulla che impedisse il regolare svolgimento delle lezioni. Il maltempo e le conseguenti infiltrazioni d’acqua non hanno dato pace neppure alle scuole superiori. A segnalare i maggiori problemi, comunque circoscritti, è stato l’istituto professionale Ceconi. «Abbiamo sottoposto all’attenzione della Provincia la presenza di alcune infiltrazioni d’acqua al secondo piano – ha spiegato il dirigente, Giovanni Francois –, ma per risolverli è stato sufficiente sistemare un secchio lungo il corridoio in questione». Parte del tetto dell’istituto di via Manzoni non è nuovo a simili problemi, per questo motivo la Provincia sta predisponendo il progetto per la risistemazione. La porzione restante è già stata messa a nuovo nel 2010 quando è stato inaugurato anche il sistema fotovoltaico installato per la scuola. (m.z.)

 

 

GIOVEDÌ, 27 OTTOBRE 2011 Pagina 23 – Provincia

Rivignano, Ariis finisce ancora sott’acqua

Allagati anche il parco di Villa Otellio, quello dello Stella e l’area festeggiamenti del paese

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RIVIGNANO Frazione di Ariis sott’acqua, ieri, a seguito delle intense precipitazioni che si sono abbattute sull’intero Medio Friuli. Il Parco dei festeggiamenti, nell’area antistante al parco comunale dello Stella e all’acquario “Paolo Solimbergo”, una delle zone più basse del paese e di conseguenza con maggiori criticità, era completamente sommerso. Allagato anche il parco di villa Ottelio. Il fiume Stella e i fossati che costeggiano via Ottavo Bersaglieri che collega il capoluogo con la frazione, già dalla mattinata avevano raggiunto il livello di guardia. Situazione peggiorata nel corso della giornata tanto da spingere i volontari del gruppo della Protezione Civile a chiudere in via precauzionale la strada. Un tratto, quello interessato ieri dal pericolo di fuoriuscita, continuamente soggetto alle esondazioni del fiume con i conseguenti disagi che ne conseguono per le abitazioni che sorgono ai suoi lati. Proprio per risolvere tale situazione l’amministrazione comunale ha già provveduto a reperire i fondi necessari per poter realizzare un’opera che consenta di allargare e di sollevare la via interessata. Il Comune ha infatti già ottenuto dalla Regione, un finanziamento di 700 mila euro che coprirà interamente le spese per i lavori. L’opera in questione, ora in fase di progettazione, comporterà anche un rifacimento degli argini e una loro migliore collocazione finalizzata a garantire un deflusso delle acque controllato che non arrechi danno né alla popolazione né al territorio. Anche in diverse altre zone del comune si sono verificati allagamenti nelle campagne. Allertate le squadre del gruppo della Protezione Civile che hanno aspettato la piena del fiume avvenuta intorno alle 17. L’allarme è rientrato, nonostante le precipitazioni abbiano smesso di cadere nel pomeriggio, solo in tarda serata. Viviana Zamarian

STUDENTI TRIESTE: continuano le agitazioni

Da Il Piccolo

 

GIOVEDÌ, 27 OTTOBRE 2011

«Scuole, protesta spenta con metodi repressivi»

La rabbia degli studenti all’indomani degli sgomberi eseguiti dalla Digos Oggi si prosegue con assemblee e autogestioni. Lezioni regolari solo al Volta

sel Lauri: «Precedente molto pericoloso»

«Lo sgombero delle scuole effettuato la scorsa notte dalle forze dell’ordine è un fatto grave e costituisce anche un precedente pericoloso». Così Giulio Lauri, coordinatore regionale di Sel, interviene sull’azione messa in campo l’altro giorno dagli uomini della Digos per sventare le occupazioni degli istituti. «Anzichè ascoltare i giovani, e dare loro modo di discutere di un futuro sempre più incerto – continua Lauri – è stata scelta la strada di una repressione della protesta senza mediazioni. Abbiamo quindi chiesto ai parlamentari triestini di interrogare urgentemente i ministri competenti per accertare la legittimità e le responsabilità per quanto è accaduto».

di Giovanni Ortolani Le occupazioni delle scuole messe in atto martedì scorso sono durate, nei migliori dei casi, appena poche ore. Stroncate sul nascere dagli interventi della Digos che, quest’anno, è intervenuta con una tempestività mai vista negli ultimi tempi. Il fatto che le occupazioni non siano andate in porto non significa però che tra i banchi sia tornata la normalità. L’unico istituto a fare regolarmente lezione, al momento, è il Volta. Nelle altre scuole per tutta la giornata di ieri si sono susseguite riunioni, lezioni autogestite e momenti di dialogo fra studenti e professori. Quello che succederà nelle prossime ore non è ancora chiaro. L’unica certezza è che i ragazzi delle superiori di Trieste, archiviata l’idea di partenza, stanno studiando nuove forme di protesta. La formula della notta trascorsa passata in classe, sperimentata l’altra sera al Max Fabiani, di sicuro non si ripeterà. È stato un atto dimostrativo, spiegano i ragazzi, che lascerà spazio adesso ad assemblee di mattina e a corsi autogestiti il pomeriggio. E la speranza è di riuscire a coinvolgere nei corsi anche ricercatori universitari e magari Margherita Hack, a cui lanciano un appello. La mattinata di ieri è stata particolarmente movimentata al Nautico. Agli alunni era stato offerto un incontro con il preside per giovedì. Ma i rappresentanti degli studenti hanno radunato nei corridoi della scuola di piazza Hortis tutti i loro compagni di scuola e, dopo una trattativa durata un’ora e mezza con il dirigente scolastico, hanno ottenuto l’autogestione. E sono autogestiti anche il Da Vinci e il Sandrinelli. Ogni giorno c’è assemblea dalle 8 fino alle 9.30, quindi gli studenti hanno la possibilità di scegliere quale seguire fra i 17 corsi tenuti dai loro compagni di scuola. Anche negli altri istituti la giornata di ieri è stata segnata da assemblee e riunioni fra alunni e presidi. Riunioni che sono durate fino al pomeriggio inoltrato e con tutta probabilità ricominceranno questa mattina. «Alcuni nostri compagni hanno chiesto un incontro con il sindaco Cosolini- fa sapere Lara, studentessa dal Dante – e ora aspettiamo la sua risposta». «Qui all’Oberdan -racconta Erasmo- le assemblee sono molto affollate e domani (oggi ndr) andremo avanti con le discussioni». Nel frattempo alcuni studenti, riuniti sotto la sigla del Coordinamento unito scuole Trieste, hanno diramato un comunicato stampa dove spiegano il loro punto di vista sulle ragioni della protesta, inserita in un quadro di dissenso verso il sistema finanziario e politico, oltre che sull’intervento della Digos di martedì. «Ci siamo trovati davanti ad una vera e propria repressione – si legge nella nota -, scatenata usando strumentalmente come pretesto i fatti accaduti a Roma il 15 ottobre. Ronde di polizia fin dall’alba, zone vicine agli istituti quasi blindate, torce, volanti e divise: questo lo scenario che ci siamo trovati davanti. Un intervento repressivo voluto anche dai dirigenti scolastici che, la settimana scorsa, hanno chiamato le forze di polizia per “controllare” la situazione». «Ma noi -conclude il comunicato -, non ci fermeremo e, al contrario, continueremo la mobilitazione con più forza. Ci hanno buttato fuori dalle scuole, ora noi ci prendiamo tutta la città!».

 

Fabiani, il prof: sui ragazzi luoghi comuni

Si sbaglia di grosso chi si aspetta un capopopolo o un istigatore degli studenti. Perché Pietro Bellino, l’insegnante del Max Fabiani che con la sua presenza ha permesso che una trentina di studenti permanessero legalmente all’interno della scuola durante la notte di martedì, è il ritratto vivente della tranquillità. È un professore (precario) di economia, ha 54 anni, la barba lunga e un accento che tradisce le sue origini sicule. E per dare la possibilità ai suoi studenti di manifestare, martedì è rimasto a scuola dalle 18 alle 7.25 del giorno successivo, ovvero fino all’arrivo dei bidelli. «La notte – racconta – è andata bene ed è stata un’esperienza molto positiva. I ragazzi si sono comportati benissimo, hanno tenuto in ordine e difeso la propria scuola. Questa iniziativa ha avuto il vantaggio di evitare lo scontro frontale con le forze dell’ordine, pur dando la possibilità ai ragazzi di esprimere il loro dissenso». Bellino ha dormito fra le sedie della bidelleria, ma nella notte non sono mancati momenti di dialogo e confronto con gli alunni. «I discorsi che vengono fatti sugli studenti che manifestano unicamente per fare vacanza sono solo dei luoghi comuni», assicura: «I ragazzi protestano contro i tagli, che penalizzano soprattutto gli istituti tecnici causando la perdita di insegnanti e di ore di laboratorio. Ma anche contro le telecamere installate nei dintorni delle scuole della Provincia: per gli studenti le priorità sono ben altre». «Pensare che l’ultima volta in cui ho dormito in una scuola – ricorda infine Bellino – risale all’occupazione del liceo scientifico di Palermo nel ’77. Dormire nelle scuole, ma legalmente: ai nostri tempi – annota con una battuta – queste cose ce le sognavamo…». (g.o.)

TRIESTE: foto e report della presentazione de “Il fabbro anarchico”

Nonostante l’ora pomeridiana quasi un centinaio di persone ha partecipato alla presentazione del libro “Il Fabbro Anarchico” organizzata dal Centro Studi Libertari. Non solo compagni/e che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, ma anche amici, studenti universitari, curiosi.

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Trieste: gli studenti occupano Piazza Unità-aggiornato al 30 ottobre

Dal pomeriggio del 29 ottobre gli studenti hanno piantato le tende in piazza unità per protestare contro lo sgombero immediato, il 25 ottobre scorso all’alba, di tutte le scuole triestine. Gli studenti, non appena deciso lo stato di occupazione, erano stati identificati e minacciati dalla DIGOS ed erano stati costretti ad terminare sul nascere le occupazioni. Tra l’altro la polizia era intervenuta non su sollecitazione dei dirigenti scolastici, ma per uno specifico ordine diramato dal questore. Centinaia di studenti sono passati per tutta la giornata in piazza Unità, a parlare, scrivere striscioni, piantare tende. Molti si sono fermati anche la notte e hanno dato vita a un’assemblea generale.Di seguito foto e aggiornamenti e qui la rassegna stampa.

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GRANDI OPERE/ La bagarre sul ponte sullo stretto

Il potere delle grandi opere

Occupytrieste/ Rassegna stampa + facebook + foto + youtube

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Mercoledì 2 novembre dopo una lunga e

partecipatissima assemblea di 2/300 persone l’accampamento si è spostata in Piazza della Borsa

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Giovedì 3 novembre
La lotta continua….Rassegna stampa

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Trieste martedì 1° novembre mattina (ingrandisci le foto). Tentativo di sgombero fallito.

“…perché noi, al contrario di voi, abbiamo ragiooneee !”

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Questa mattina (martedì) la polizia ha tentato di portare via uno ad uno gli acampados, ma alla fine ha dovuto rinunciare.

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http://www.facebook.com/occupytrieste

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INFRASTRUTTURE/ Corridoio Baltico ed accordo Serracchiani-Riccardi

Polo economico giuridico Via Tomadini

Università di Udine

CICLO DI LEZIONI DI DIRITTO INTERNAZIONALE
L’ordinamento europeo e le misure per la crescita
9.15 Benvenuto delle Autorità accademiche
Presentazione, Prof. Maurizio Maresca, Ordinario di Diritto Internazionale e dell’Unione Europea, titolare del corso di Diritto Internazionale
9.30 Lezione dell’Onorevole Debora Serracchiani, Parlamentare Europeo, e dell’Architetto Riccardo Riccardi, Assessore alla viabilità e trasporti della Regione Friuli Venezia Giulia
“LA SFIDA DEL NUOVO CORRIDOIO ADRIATICO-BALTICO: IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI EUROPEE E NAZIONALI E DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA”
Al termine della lezione il dott. Dario Danese, Direttore Centrale delle infrastrutture, mobilità, pianificazione territoriale e lavori pubblici della Regione Friuli Venezia Giulia illustrerà i contenuti del disegno di legge regionale predisposto per attuare il Corridoio
Interverranno amministratori pubblici, operatori economici membri della comunità accademica
12.30 Chiusura dei lavori

Nella riunione del 19 ottobre u.s., la Commissione Europea ha varato la lista dei Progetti prioritari ai sensi degli artt. 170 e ss. TFUE, che include anche il Corridoio Adriatico-Baltico.
Da tempo l’Università di Udine ha elaborato una serie di proposte che mettono in risalto la centralità del Corridoio come unica struttura in grado di alimentare l’Europa dal Mediterraneo nel segmento Trieste-Monfalcone-Udine-Monaco-Vienna. Il Corridoio è stato approvato anche nella versione slovena tra Koper-Lubiana-Maribor-Monaco-Vienna.
La scommessa, in un Paese dove le tratte internazionali dei corridoi tardano ad essere realizzate, è quella di attivare in tempi rapidi un’infrastruttura, in larga misura esistente, migliorando il tracciato ferroviario, ma specialmente realizzando una piastra portuale in grado di contendere traffico ai sistemi portuali del Nord Europa.
Per questo l’Università di Udine, con importanti partner del mondo finanziario (HypoVereins Bank e Bank of Austria) e dei trasporti (APM Terminal, To Delta e Italia Marittima), ma specialmente con il decisivo sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e del Land della Baviera, ha avviato un progetto di studio di un nuovo modello di corridoio a carattere fortemente integrato ed in grado di superare le criticità che fino ad oggi si sono manifestate nel caso dei corridoi che interessano il Sud dell’Europa.

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Nota1. Cosa vuol dire che il corridoio è stato approvato in due versioni, quella slovena e quella italiana? Che si fanno due corridoi o che sono in competizione in attesa di una scelta che  lo individui univocamente?
Nota2. Non ci risulta che l’iniziativa sia pubblica, ma è per invito e quello sopra riportato è infatti il testo dell’invito.

 

PORDENONE: Blitz contro ecomostro in Piazza Costantini

MESSAGGERO VENETO, MARTEDÌ, 01 NOVEMBRE 2011

Pagina 17 – Pordenone
Blitz contro l’ecomostro in piazza Costantini
Iniziativa libertaria affigge uno striscione nella notte sulla recinzione privata Contestato l’investimento immobiliare che contrasta con le tante case sfitte
la protesta

1603Blitz di Iniziativa libertaria nel cantiere dell’ecomostro di piazza Costantini. La scorsa notte, infatti, è stato affisso un grande striscione con la scritta “basta metri cubi agli speculatori, più abitazioni per tutti”. Un’iniziativa motivata con un comunicato stampa dall’organizzazione. «Il mostro di cemento di piazza Costantini – afferma Iniziativa libertaria – è solo l’esempio più visibile della speculazione edilizia in città e più in generale nella provincia pordenonese. Al netto di una crisi ormai inarrestabile dove molte famiglie non riescono neppure a pagare l’affitto di casa, per non parlare dei giovani che fuori casa non possono nemmeno sognare di andarci, grazie al lavoro precario confezionato e consegnatoci direttamente da tutti i Governi di varia casacca che si sono passati gli scranni, è l’ora di riprendersi gli spazi di decisione per quello che riguarda l’urbanistica, l’abitare, la socialità e la salute, a partire dai quartieri dove abitiamo». Iniziativa libertaria sottolinea che «mentre in tanti, alimentati dai vari megafoni istituzionali, puntavano l’indice contro la vitalità di una piazza Risorgimento brulicante di migranti non rassegnati a farsi sfruttare per poi rimanere chiusi a casa, a poche decine di metri un ecomostro, così ribattezzato dai media, ha potuto inglobare metri cubi in totale libertà costringendo ora il Comune di Pordenone a sanzionare se non a far demolire l’oscenità edilizia: e i danni agli abitanti chi li paga? E i lavoratori delle imprese che falliranno?». Per l’organizzazione in questo modo si aggiungono danni ai danni. «A Pordenone e in provincia – continua – si è costruito senza freni, per speculazione, per incassare l’imposta comunale sugli immobili, creando un deserto che oggi conta almeno 30 mila tra case e appartamenti sfitti». L’alternativa è «che gli alloggi vengano distribuiti a chi ne ha bisogno e che si finisca di usare il territorio per arricchire le solite imprese, le bolle immobiliari con la complicità di amministrazioni interessate». L’abuso edilizio in piazza Costantini consiste nell’aver edificato un piano e mezzo in più rispetto ai metri cubi previsti nella concessione edilizia, anche se il piano attuativo dell’ambito consente comunque di arrivare fino a 21 mila metri cubi. Da qui la possibilità che era concessa all’impresa Acquazzurra di poter presentare una variante, cosa che non è stata fatta. Ora spetta al Comune decidere, anche in relazione al parere legale da parte degli esperti contattati, se prevedere una sostanziale sanatoria con il pagamento di una multa, che l’impresa farà ricadere sul progettista, oppure disporre la demolizione di quanto non previsto nella concessione edilizia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

FUKUSHIMA/ Torna la paura

Fukushima: 30 anni per bonificare

Torna la paura a FukushimaLa Tepco segnala rischi di fissione

TRIESTE: accampati si spostano in piazza della Borsa

Foto facebook

borsagrande

 

Da Il Piccolo

GIOVEDÌ, 03 NOVEMBRE 2011 Pagina 23 – Cronaca Trieste

Studenti, traslocata la tendopoli La protesta in piazza della Borsa

Dopo il presidio sotto la Prefettura e l’ennesimo incontro con il sindaco, i manifestanti hanno sgomberato ottenendo un risultato : Acegas bloccherà fino a marzo i tagli per morosità

Cosolini: «Dai ragazzi è venuta una prova di grande responsabilità»

Col megafono in mano, in mezzo ai ragazzi, anche ieri. Roberto Cosolini si gode la nuova “fama” di negoziatore. «Questi studenti – dice il sindaco – meritano delle risposte, che, per quanto mi riguarda, cercherò di dare. Pure oggi (ieri, ndr) ho trovato un’assemblea seria, composta, matura, che ha dato segno di grande responsabilità con la sospensione della protesta in piazza Unità. Mi pare, però, che pure noi qualche risposta l’abbiamo resa, dando la nostra disponibilità a lavorare per il centro di aggregazione, e a farci interpreti delle urgenze dell’edilizia scolastica e delle bollette cui le famiglie in difficoltà non riescono a far fronte. Su spinta degli studenti, infatti, la prossima settimana sottoscriveremo un accordo con AcegasAps per la gestione concordata dei casi in questione, allo scopo proprio di evitare che luce e gas vengano staccati d’inverno». (pi.ra.)

di Giovanni Ortolani Quella di ieri è stata l’ultima giornata di Occupy Trieste in piazza Unità. Ma le tende non sono sparite: si sono solamente spostate in piazza della Borsa. E per i prossimi giorni sono in programma ancora assemblee e manifestazioni. Il movimento è nato dagli sgomberi delle scuole superiori di martedì scorso, ma nell’ultima settimana si è allargato abbracciando temi globali, come la crisi finanziaria, e ha raccolto l’adesione di studenti universitari e singoli cittadini. «Questa non è più la protesta degli studenti. È la protesta di tutti», sottolineano senza sosta i manifestanti. Ieri mattina solo un gruppo di dimostranti è rimasto in piazza, mentre gran parte degli studenti ha fatto ritorno a scuola. Nel pomeriggio, invece, più di 120 persone si sono riunite di fronte alla Prefettura per discutere sul prosieguo dell’agitazione. Un’assemblea gestita con una tecnica presa in prestito dagli indignados spagnoli, dove applausi e dissenso manifestati ad alta voce sono sostituiti dai gesti delle mani. Una riunione senza leader, dove chi vuole parlare deve mettersi in lista e aspettare pazientemente il suo turno. E che ha visto per la quinta volta la partecipazione del sindaco Cosolini, che ha ribadito le sue offerte ai dimostranti. «Sono tutte delle ottime proposte, un buon punto d’inizio – ha detto un ragazzo – anche se ovviamente non ci accontentiamo». «In ogni caso – ha aggiunto – spero siate tutti d’accordo sul fatto che oggi sgombereremo questa piazza», ha concluso fra gli applausi del pubblico. Quindi, mentre una delegazione dei manifestanti ha raggiunto il Consiglio comunale per un incontro con i capigruppo, il resto della tendopoli è rimasta in piazza a discutere ancora della manifestazione. Tutti concordi sul fatto che il tempo di Occupy Trieste in piazza Unità è finito: la piazza è destinata ad altri appuntamenti e il meteo diventerà presto un problema. Per non parlare della stanchezza che, dopo cinque notti passate negli igloo, incomincia a farsi sentire. Diverse, invece, le posizioni dei ragazzi sul futuro. «Io ancora una settimana di campeggio non riesco a farla», ha detto un giovane. «Venerdì dobbiamo ritornare a scuola», ha aggiunto un altro. «Però dobbiamo ricordarci che la piazza è la nostra forza, l’unico modo che abbiamo per comunicare con tutti», ha ricordato un’altra manifestante. Proprio questo, spiegano i dimostranti, è il loro punto d’orgoglio: il fatto di aver portato la politica in piazza, facendola diventare un luogo di scambio e dialogo civile. Buona parte della piazza era convinta della necessità di trovare un luogo chiuso dove continuare con il presidio. Già martedì c’era stato il tentativo di occupazione di un edificio di corso Italia che ospitava un istituto di credito. Ma, dopo un momento di indecisione, i dimostranti erano ritornati sui loro passi. Un’altra opzione era quella di spostare le tende in un’altra piazza, magari piazza della Borsa. Ed è stata questa, infine, la linea risultata vincente. Nel frattempo in serata è arrivata la notizia dell’accoglimento di una delle richieste di Occupy Trieste: il sindaco ha preso accordi con Acegas per il blocco, fino a marzo, dei tagli delle forniture di acqua e gas che l’azienda attua in caso di morosità