La mobilitazione NO TAV, il contributo e l’andamento delle visite ad Infoaction

i visitatori unici, le pagine visite e le visite alle singole pagine, fino al 4 luglio 2011

 

Giorno Data VisitatoriUnici PagineViste
Lunedì 4-7-2011 213 628
Domenica 3-7-2011 150 830
Sabato 2-7-2011 101 319
Venerdì 1-7-2011 155 457
Giovedì 30-6-2011 145 374
Mercoledì 29-6-2011 228 791
Martedì 28-6-2011 203 632
Lunedì 27-6-2011 303 843
Domenica 26-6-2011 120 500
Sabato 25-6-2011 106 236
Venerdì 24-6-2011 93 321
Giovedì 23-6-2011 122 338
Mercoledì 22-6-2011 99 395
Martedì 21-6-2011 92 304
Lunedì 20-6-2011 91 453
Domenica 19-6-2011 74 212
Sabato 18-6-2011 82 250
Venerdì 17-6-2011 115 337
Giovedì 16-6-2011 90 285
Mercoledì 15-6-2011 149 433
Martedì 14-6-2011 123 302
Lunedì 13-6-2011 139 488
Domenica 12-6-2011 151 278
Sabato 11-6-2011 125 262
Venerdì 10-6-2011 119 384
Giovedì 9-6-2011 147 420
Mercoledì 8-6-2011 197 459
Martedì 7-6-2011 224 524
Lunedì 6-6-2011 143 470

 

 

Sezione NO TAV categoria Valsusa

valsusa_stat

rilevazione 5 luglio 2011

 

1 VALSUSA/ GIA’ TOLTO IL FILO SPINATO … Administrator 213
2 VALSUSA/ FILO SPINATO OVUNQUE Administrator 63
3 NO TAV: Domenica tutti in Val Susa Germinal 116
4 NOTAV: il mostro e la barricata (cronaca della battaglia) Germinal 67
5 TRIESTE: foto delle due iniziative NOTAV Germinal 68
6 NO TAV/ Valsusa l’alleanza PD-Lega Administrator 72
7 VALSUSA/ Ore 6.48 inizia l’aggressione dello Stato Administrator 253
8 NO TAV/ Rassegna stampa 26 giugno 2011 Administrator 67
9 NOTAV: perquisizioni e nuove denunce contro il movimento piemontese Germinal 121
10 NOTAV: report e foto dalla Val Susa in lotta/2 Germinal 736
11 NOTAV: report e foto dalla Val Susa in lotta/1 Germinal 971
12 NOTAV: la lunga attesa Germinal 113
13 NOTAV: appello dalla Val Susa alla solidarietà Germinal 126
14 NOTAV: foto e volantino del presidio a Trieste per la Val Susa Germinal 259
15 NO TAV: Valsusa, questa notte primo tentativo fallito di impiantare i cantieri coordanarchicisontini 162
16 NOTAV: in Valsusa è iniziata la battaglia! Germinal 170
17 NOTAV: 15.000 in marcia nel torinese Germinal 176
18 TORINO:No Tav occupano sala vip della Freccia Rossa Germinal 231
19 NO TAV/ Val di Susa manifestano almeno 30 mila persone Administrator 324
20 No Tav/ Val di Susa: cariche della Polizia contro i manifestanti Administrator 302

 

Sezione NO TAV Categoria NOI

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Rilevazione 5 luglio 2011

 

1 Comunicato stampa: Pordenone-Val Susa-Pordenone Administrator 10
2 NO TAV/ Rassegna stampa del presidio di Udine del 2 luglio Administrator 60
3 NO TAV/ Il servizio di Telefriuli sul presidio di Udine Administrator 132
4 NO TAV/ Rassegna stampa sui presidi di martedì Administrator 83
5 NO TAV/ Ottima riuscita del presidio ad Udine Administrator 165
6 PORDENONE NO TAV in solidarietà alla Val Susa Administrator 83
7 APPELLI dalla Valsusa/ Imminente l’attacco dello Stato (in camicia verde) Administrator 186
8 NO TAV/ Giù le mani dalla Valsusa. Sabato 25 Presidio ad Udine Administrator 249
9 NOTAV: grande successo dell’assemblea a Visogliano-foto e report Germinal 263
10 NO TAV/ Report+Volantino per lo sciopero del 6 maggio ad Udine Administrator 316
11 NO TAV/ Volantinaggio giovedì al Deganutti ad Udine Administrator 375
12 NO TAV: continuano le iniziative del Comitato di Trieste e del Carso Germinal 281
13 NOTAV: foto del presidio sotto il comune di Trieste Germinal 291
14 NO TAV a Strasburgo Administrator 228
15 NOTAV: anche ad Aurisina grande interesse Germinal 221
16 NOTAV: continuano le assemblee pubbliche sul Carso Germinal 266
17 NO TAV/ Le basi di conoscenza per fondare una mobilitazione generale Administrator 572
18 NOTAV: iniziative dei comitati della Bassa Friulana Germinal 465
19 NOTAV: Tracciato Tav nella Bassa, i comitati a Bruxelles Germinal 689
20 NOTAV/ Volantinaggio nelle stazioni Administrator 298

 

 

Inoltre, per l’occasione, gli aggiornamenti venivano dati nella categoria “Notize Flash”

 

notizie_flash_stat_5_7_11

 

1 NO TAV/ La minaccia di Castelli Administrator 430
2 GRECIA di nuovo in fibrillazione Administrator 98
3 REFERENDUM: raggiunto il quorum Administrator 125
4 Tokyo si sveglia Administrator 54
5 Rubbia: il nucleare costa troppo Administrator 83
6 DOPO FUKUSHIMA/ Fuga dall’atomo? Administrator 64
7 Fincantieri: verso il blocco dei tagli Administrator 51
8 FUKUSHIMA/ Mission impossible Administrator 108
9 La fine del berlusconismo Administrator 130
10 OPERAI/ Lotta dura contro Fincantieri Administrator 114
11 INTERNAZIONALE/ Spagna: il Movimento degli Indignados Administrator 157
12 Valle di Susa i NO TAV minacciano di bloccare il giro Administrator 110
13 La Confindustria applaude Espenhahn Administrator 138
14 MILANO/ Croce celtica in un commissariato Administrator 134
15 MUTAMENTI CLIMATICI/ Pauroso tornado nel sud degli Usa Administrator 107
16 FUKUSHIMA/ Soluzione lontana Administrator 105
17 FUKUSHIMA/ Un mese dopo. Pericolo al livello 7 Administrator 109
18 Il nostro tempo è adesso Administrator 170
19 Fuga di massa da Manduria Administrator 122
20 Esplosione nella centrale nucleare di Fukushima coordanarchicisontini 381

 

 

 

TAV: Mainardi commissario alla Tav del Nordest

Il Piccolo 05/07/11

Mainardi commissario alla Tav del Nordest

 

di Martina Milia  Il governo ha “partorito” il commissario della Tav per il Nordest. Nove mesi dopo la lettera inviata dai governatori di Veneto e Friuli Venezia Giulia, con la quale veniva chiesta a Roma la nomina di un commissario straordinario per l’emergenza dell’alta velocità tra Venezia e Trieste, Bortolo Mainardi diventa commissario. Il nome dell’architetto bellunese, già commissario straordinario delle infrastrutture del Nordest ai tempi del ministro Lunardi, attuale consigliere d’amministrazione dell’Anas, uomo gradito al Ministro Giulio Tremonti, era già stato indicato dai governatori lo scorso settembre ma nemmeno quello è servito a tagliare i tempi. Eppure il 7 ottobre, appena una settimana dopo la richiesta, il Tesoro, proprio a firma di Tremonti, aveva inviato il via libera alle Infrastrutture. C’è chi dice che sia iniziato un braccio di ferro per far dimettere Mainardi dall’Anas, chi racconta delle solite tensioni Tesoro-Infrastrutture. Quali siano state le vere ragioni, si sono perse nel passare dei mesi. Mainardi è stato nominato il giorno dopo gli scontri in Val Susa , ma non per questo si tira indietro. «Sono onorato dell’incarico, non ho mai voltato le spalle alle sfide». Il primo passo sarà «capire quali siano i poteri con cui potrò operare». Preoccupato dall’ombra della Val Susa a Nordest? «Vista l’esperienza del Passante, credo che possiamo lavorare per arrivare al consenso sociale. Questo non significa che tutti vogliano o vorranno la Tav, ma che cercheremo di realizzare un’opera che ottenga il consenso di larga parte della popolazione». E a Mainardi arrivano gli auguri di buon lavoro da tutti. Inizia il governatore Luca Zaia, felicitandosi per la nomina che «può rappresentare un’importante accelerazione perché in Veneto i commissari hanno sempre funzionato e sono riusciti a fare ciò che sembrava impossibile». Gli fa eco Renzo Tondo che parla di un esperto «adatto per dare impulso alla costruzione di una grande opera secondo un modello vicino a quello adottato per la terza corsia». L’assessore Riccardo Riccardi, nell’assicurare al commissario e amico la collaborazione della Regione, sottolinea come la nomina arrivi «in un momento di grande tensione che segna ancor di più l’importanza di quest’incarico, che abbiamo voluto con forza». Soddisfatto Renato Chisso, assessore alle Infrastrutture del Veneto e il suggello arriva anche da Confindustria. Per Andrea Tomat, presidente regionale degli industriali veneti, «la nomina contribuirà a dare certezza e celerità alla realizzazione di un’opera che è il nostro obiettivo più importante in tema di infrastrutture». Benedizione anche da Emma Marcegaglia che giudica “un fatto positivo” la nomina del commissario.

 

 

NOTAV: rassegna stampa locale 4-5 luglio

Il Piccolo del 05/07/11

«I violenti c’erano, ma erano i caschi blu»

 

di Giovanni Tomasin TRIESTE A loro la solita storia, quella dei manifestanti buoni e di quelli cattivi che attaccano la polizia, proprio non va giù. Luca Tornatore, esponente della Casa delle culture di Trieste che con una cinquantina di attivisti della regione ha partecipato al corteo No Tav in Val di Susa, racconta in presa diretta il punto di vista dei contestatori: «Si parla di “black bloc”, ma è un’etichetta che non significa nulla – dice -. Non ci sono spaccature nel movimento perché nessuno, fra i manifestanti, è andato in Val di Susa con intenti “militari”». La divisione dei cortei in più tronconi, spiega, era pensata a tavolino per ragioni pratiche: «Anni d’esperienza ci hanno insegnato che in questi casi la reazione delle forze dell’ordine è estremamente violenta – spiega -. Allora ci siamo divisi in tre gruppi: in uno abbiamo concentrato i sindaci, gli anziani, i bambini, nella speranza che la polizia non si accanisse». Ma per tutti e tre, quello sulla strada e quelli nei boschi, l’obiettivo era lo stesso: «Riappropriarci del cantiere della Maddalena, sgombrato lunedì scorso, smantellando la recinzione. Nessuna violenza, era un atto simbolico. Purtroppo, puntuale come sempre, è arrivata la reazione delle forze dell’ordine». Tornatore racconta episodi che domenica rimbalzavano su tutti i siti No Tav: «Appena ci siamo avvicinati polizia, carabinieri e guardia di finanza hanno sparato un mare di lacrimogeni ad altezza d’uomo – ricorda -. Ad un certo punto hanno iniziato a tirarci addosso dei sassi dall’alto. Ci contestano perché indossiamo il casco: lo facciamo perché sappiamo cosa fa la polizia, sappiamo che se un candelotto ti arriva in faccia ti ammazza». Tornatore cita la testimonianza di Fabiano Di Berardino, il militante che racconta di essere stato picchiato per ore dalle forze dell’ordine: «Se tu stai cercando solo di buttar giù una rete e loro reagiscono così, tu devi difenderti – dice -. Anche a me piacerebbe fermare i violenti. Il problema è che i violenti sono i caschi blu. Noi non cerchiamo lo scontro, a nessuno piace rischiare la pelle». Le ragioni della protesta, dice, sono ben altre: «I referendum l’hanno dimostrato. Non siamo più disposti a vendere la nostra vita, per di più al ribasso. La Tav è un progetto vecchio di vent’anni, costosissimo, e nessuno tra i suoi sostenitori ha mai risposto alle critiche lucidissime avanzate dalla gente ma anche da tanti tecnici. Alle richieste di dibattito pubblico hanno sempre risposto con il mantra generico del “progresso”. Il vero assedio lo fanno loro».

 

Messaggero Veneto

05/07/11

No Tav, manifestanti anche dalla città Ugl: ora leggi speciali

 

 

Aderenti a Iniziativa libertaria hanno partecipato domenica alle manifestazioni “no Tav” in Val di Susa. «Ci hanno raccontato – afferma una nota del gruppo – di candelotti con gas cs, bandito ovunque e considerato cancerogeno ma utilizzato solo in Italia, di candelotti sparati ad altezza d’uomo, da proiettili di gomma rivestiti d’acciaio, di aria satura ed irrespirabile e ancora di una ragazzo gravemente ferito per essersi preso un lacrimogeno al fianco. Con la violenza lo Stato ha tentato di terrorizzare tutti ma non c’è riuscito. A solo una settimana dall’invasione dei 2 mila soldati, domenica c’è stata un’altra memorabile lotta dei resistenti valligiani che applaudivano dai cavalcavia i giovani che rischiavano rispondendo con il coraggio ai “robocop” senza cuore e smentendo chi ha tentato da subito di dividere in buoni e cattivi. Questo – conclude la nota – è il “vento nuovo”, l’unico, che noi sentiamo e sosteniamo». Di diverso parere l’Ugl della Polizia di Stato che chiede, invece, di procedere per tentato omicidio contro gli autori delle violenze sulle forze dell’ordine. «Ci troviamo di fronte non più ad una situazione di ordine pubblico – afferma il vice segretario nazionale Raffaele Padrone – ma ad un vero e proprio assalto all’uomo in divisa, che non possiamo più affrontare con i mezzi attuali se non a costo di numerosi feriti e con il rischio di avere delle vittime. A fronte degli oltre 150 feriti in pochi giorni, chiediamo di “militarizzare” il territorio e di usare leggi speciali che consentano il proseguimento dell’opera. Bisogna inoltre intervenire fermando all’origine i gruppi sovversivi come per i tifosi violenti degli stadi con apposite leggi visto che, come dimostrato, i violenti sono sempre gli stessi già denunciati in passato e mai domi dal compiere reati».

 

04/07/11

Scritte anti-Tav lungo il ring

 

Vai a capire le forme della solidarietà: per sostenere la lotta anti-Tav in Val Susa e salvare l’habitat dall’alta velocità, hanno imbrattato i muri a Pordenone. La sigla dell’anarchia, è stata fissata con lo spray sulla facciata di una casa che affaccia sul ring, di fronte al parco Galvani. Ma le paternità, in questi casi, sono difficili da stabilire. «La lotta no-Tav è la nostra lotta: in Piemonte e in Friuli». Dopo i presidi in Val di Susa, quello di Pordenone aveva alzato le bandiere in città, con Iniziativa libertaria e Cobas in piazzetta Cavour. Hanno detto no, in 150 minuti di sit-in, all’alta velocità ferroviaria a forte impatto ambientale. «Solidarietà alla Val di Susa che lotta contro la Tav – era in piazza Stefano Raspa con anarchici e Comitati di base -, a Piomonte e Chiomonte. Se riaprono i cantieri, il disastro potrebbe arrivare anche nella Bassa friulana sull’asse Venezia-Trieste attraversando il Carso e lambendo, forse, alcuni paesi del Sanvitese. L’alta velocità è insostenibile sotto il profilo geologico: il caso Mugello, insegna»

 

Gazzettino di Pordenone

Martedì 5 Luglio 2011,

«Noi al fronte dei No Tav»

Quattordici persone da Pordenone alla manifestazione in Val di Susa

C’erano anche quattordici pordenonesi domenica in Val di Susa, arrivati a Venaus alcuni già il sabato mattina alle 5, altri nel pomeriggio dello stesso giorno. Raccontano di un serpentone umano unitario e solidale; negano l’immagine passata dai media che vorrebbe due cortei divisi, l’uno buono, l’altro violento animato da black bloc.
Sono in due a parlarne: Emiliano Marra e Gianluca Greco, che assieme agli altri dodici, tutti vicini al movimento di Iniziativa Libertaria, sono partiti per il Piemonte. Dicono di non aver partecipato agli scontri violenti, ma dalla strada principale che va a Chiomonte, stando in mezzo del corteo, hanno visto quanto accadeva nei boschi e poi attorno alla centrale elettrica.
«Nessuna organizzazione squadrista o militarizzata – affermano – È stata una reazione violenta dopo gli sgomberi di lunedì 27. Abbiamo assistito alle riunioni di sabato sera, gli aspetti organizzativi riguardavano solo come strutturare il corteo».
Parlano di una “mitologia dei black bloc”, descrivono una guerriglia continua, a volto scoperto, nei boschi a partire già dalle 11 di domenica per creare un diversivo e distogliere l’attenzione delle forze dell’ordine e poi alla centrale, dalle 15, dopo che il grosso del corteo era già sceso verso il paese.
«Al mattino al bivio per Ramats – spiega Marra – gli organizzatori davano indicazioni su come il corteo si sarebbe sviluppato. Chi avesse voluto, sarebbe potuto salire nei boschi, ma solo chi era attrezzato con scarpe da montagna. Quanto alle maschere antigas, quelle che ho visto erano delle semplici protezioni bianche in plastica, forse una seria con il doppio filtro. Bombe carta, spranghe o sassi, c’erano, ma vanno ricondotti a iniziative individuali; la cosa più falsa é che ci sia stato un assetto paramilitare».
Spiegano come si é sviluppata la manifestazione, di come i valsusani fossero compatti: «Sono persone che hanno già perso tutto e che non hanno protestato contro i manifestanti violenti». Bambini, anziani, cattolici militanti, addirittura gruppi di preti e suore raccolti in alcuni momenti anche di preghiera, sindaci dei Comuni della Valle, gli anarchici piemontesi, tutti nel corteo principale, sul ciglio della strada a mangiare e «a osservare le traiettorie di lacrimogeni, i cui fumi arrivavano a centinaia di metri, ma anche di proiettili di gomma. Con gli organizzatori che ci distribuivano acqua e limoni da spalmarsi addosso per lenire gli effetti del gas lacrimogeno Cs».
Intanto ieri sera qualche decina di persone ha manifestato a Trieste contro il progetto dell’alta velocità in segno di solidarietà con i movimenti «No Tav» del Piemonte. La manifestazione si è svolta pacificamente ai piedi del municipio in Piazza dell’Unità d’Italia. I partecipanti hanno sventolato le bandiere No Tav e scandito slogan contro l’inutilità dell’opera infrastrutturale.
© riproduzione riservata

NO TAV/ Valsusa, ecco le prove: lacrimogeni come pistole

Cosa  diranno a questo proposito Berluskoni, Maroni, Bersani, Fassino, nonché Grillo e Napolitano …

 

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UDINE/ CSA in esilio: conferenza-dibattito Venerdì 8 luglio

volantinouk
Conferenza-Dibattito
Un anno di lotte del Movimento Studentesco / Universitario in Gran Bretagna.
Ne parliamo con un testimone

No ifs, No buts, no educations cuts

Senza se, senza ma, no ai tagli all’educazione

Udine Venerdì 8 luglio ore 21.00
Bar ex- Cantuccio
Organizzano:
CSA Via Scalo Nuovo in esili  www.csascalonuovo.noblogs.org
Movimento Studentesco di Udine www.studentiudine.org
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SAN GIORGIO DI NOGARO/ Teepe in tal Parco 2011

Teepee in tal parco. Fieste dai indiâns 2011.

 

Qui il Programma

 

San Giorgio di Nogaro Parco Comunale ex Canciani (sotto il cavalcavia)

venerdì 22 luglio, sabato 23 luglio, domenica 24 luglio.

Musica, stands, proiezioni, dibattiti .. e dut ze cal covente par fa fieste.

Ajar, aghe, tiare e fôc… lis fuarzis de nature cuintri il podè dal Stât e dal Capitalisim.

nature_compromise

 

Organizazion: “chei di simpri”. Since 1992, against “Colombiadi”. Do you remember?

 

One does not sell the earth upon which the people walk.

Tashunka Witko ‘Crazy Horse’

 

Locandina dell’iniziativa———————————————————————————————————————-

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Commento.

Un articolo politicamente cazzuto però l’analisi sociologica sul destino della valle pare azzeccata

da La Stampa 06/07/2011

In mezzo ai Navajos della Val di Susa

Il viaggio del poeta Guido Ceronetti tra polizia e No Tav

GUIDO CERONETTI

Per ora la nostra preistorica e storica Valsusa non è riserva per Navajos, per nuovi Navajos da abbruttire. Ma una volta scattata la trappola dell’Alta Velocità il processo della messa in riserva all’indiani d’America di quel fondamentale angolo di frontiera piemontese non si fermerà più.

Se venisse fatta una radiografia psicologica del piccolo popolo valsusino residente e renitente verrebbe in luce l’inconscia paura di uno schiacciamento progressivo – della riduzione a Navajos, Sioux e altri Buffalo Bill – che ne allarma e ne indurisce l’anima. Una fine della contrapposizione TavAntitav non è a breve pensabile. Dalla Sacra, l’arcangelo Michele brandisce la spada, dove pende uno straccio con la scritta di cui è piena laValle: No Tav.

Ho potuto visitare il cantiere della Maddalena di Chiomonte due giorni dopo lo sfondamento delle barricate (pezzi di cancellate, balle di fieno, ruote di scorta) e il lancio di duemila candelotti di lacrimogeni di gas CS – con la scorta di un gentile ispettore della Digos, che mi ha aperto lo sbarramento di carabinieri. Lì c’è una via dell’Avana che non è un omaggio al barbuto di Cuba: l’Avanà è il vitigno della zona e questo tratto a vigneti, tra lacrimazioni e perforazioni, non faticherà ad andare perduto. Vicinissimi ci sono i pilastri giganteschi di un viadotto d’autostrada che potrebbero resistere a un terremoto,ma a un traforo di roccia non so. La collina in discesa è archeologicamente interessante e una parte dei reperti erano visibili in un piccolo museo oggi trasformato in centrale operativa di retrovia militare: nessuno può dire quando riaprirà. Anche tutto quel che la collina nasconde di tracce antropologiche è destinato a rimanere sepolto. Dire «cantiere della Maddalena» è puro flatus vocis fuori della Valle -ma venite qui a toccare con mano le conseguenze. Al museo sono arrivate anche le spartane salmerie per i militari: per cena non riceveranno che un panino al prosciutto e acqua della falda: anche questa a rischio di irreparabile inquinamento. (Sicuramente, nelle tende allestite dai no-tav a pochi metri dagli scudi dei carabinieri, le ragazze sui loro fornellini a gas da campeggio forniranno qualcosa di meglio, come cena d’assedio, ai loro compagni). Sul fondo, le macchine destinate a dare inizio allo sconvolgimento sono draghi addormentati.

La Valle, nella chiarità estiva, mi è apparsa straordinariamente attrattiva. Capisco che non possa rassegnarsi al destino che le è inflitto: violenza ai borghi, modifiche territoriali, luce di vita spenta. La questione ecologica in Valsusa sta meritatamente sfiorando l’acme del traffico. E so bene che non si tratta di un vero problema tecnico. E neppure di un episodio locale. La Tav (mi provo a darne una definizione non politica) è parte della fondazione di un impero mondiale della Tecnica che opera a ridurre in schiavitù, una schiavitù mai vista, di cui si vanno da molto tempo palesando i segni – il genere umano senza distinzioni etniche e spirituali, gli animali, i semi modificati (OGM), le erbe, l’animato e l’inanimato, tutto. Le connessioni con la finanza, i poteri criminali (ritenuti separabili solo perché fuori della legge), i partiti, i governi, forme e formule terroristiche, non dicono che il nominabile, e non nominano che qualche utensile, di questa mondializzazione che a poco a poco va privando il vivere delle ragioni per vivere (vivendi causas).

– Abbiamo tentato di tutto – dice Alberto Perino: montagne di carta bollata, ricorsi, ottenuto rinvii e perso occasioni di confronto tecnico che ci sono state rifiutate. Quest’opera è una follia e uno sperpero inutile. Succederà come per la Salerno-Reggio: i lavori si fermeranno, procederanno all’infinito, e di chiaro, nel nostro casino all’italiana, non ci sarà che il profitto di qualcuno e il danno perpetuo dellaValle. Quel che è successo il 3 luglio è stato brutto brutto brutto brutto.

Ma qualcosa abbiamo capito: che la violenza non paga e va abbandonata; che dobbiamo elaborare altri metodi, che si può vincere senza scontri, nonostante l’esasperazione della gente, farci più amici, più simpatizzanti…

(Riporto questa conversazione a memoria).
Ma perché, essendo evidente l’inutilità dell’opera, dal momento che il treno c’è già e che il tunnel del 1857 è oggimolto più largo e più sicuro, la si vuole fare ad ogni costo? Non arriviamo da anni in sole 5 ore e trenta a Parigi? Perché il transito Tgv da Lione è stato soppresso?

Rispondo così: perché la ragione d’essere della cosa è proprio la sua inutilità. Il predominio tecnologico non ha per fine l’utile, e ha rapporti vaghi, ormai, col necessario.

Sono ovviamente d’accordo con Perino che la violenza debba essere bandita. Ma in tutto il mondo, dove ci sia una sopravvivenza d’ideale, la resistenza al sopruso applica, dove è possibile, i metodi e le forme della nonviolenza gandhiana.Vale la pena pensarci.

Purtroppo – osserva mirabilmente Colin Wilson – la mancanza di ideali condanna il mondo ad essere distrutto dalla violenza. Il punto è là, e va da Chiomonte allo spazio infinito: suscitare ideale, opporre il sogno alle solitudini elettroniche, battistrada del Nulla; innaffiare il sogno superstite. Se l’ideale riuscirà a prevalere, la Tav non si farà, la Valsusa non diventerà una riserva di pellirosse traMusiné e Frejus.

 

NO TAV Tracciati/ Rassegna stampa pre – assemblea di San Giorgio di Nogaro

Il Piccolo giovedì 7 luglio 2011

Vertice No tav nella Bassa con i sindaci del Nordest

 

di Elena Placitelli SAN GIORGIO DI NOGARO

Vertice No Tav Veneto-Friuli Venezia Giulia questa sera a San Giorgio di Nogaro. I Comitati del Nordest mirano a riaprire la discussione a livello europeo, anche se per i sindaci interpellati non sarà un’altra Val di Susa. O almeno non per ora. Se non altro perché, nella parte orientale della linea ad Alta velocità, tutto pare immobile, fermo alle osservazioni che i Comuni hanno presentato in Regione alla consegna del progetto preliminare, su cui si attende ancora risposta. Ma dopo la protesta piemontese, conseguente all’apertura del cantiere in Val di Susa, i Comitati No Tav del fronte orientale hanno deciso comunque di tenere alta l’attenzione, chiamando per la prima volta a raccolta gli amministratori sia veneti sia del Friuli Venezia Giulia. Si punta a dimostrare all’Europa quanto è forte lo scontento per l’opera. Ospite d’onore della serata, che comincerà alle 21 nella sala di Villa Dora, sarà infatti la deputata europea Sabine Wils (Sinistra Unita e Verdi Nord Europa), su cui i manifestanti fanno affidamento per sollevare una protesta di cui «l’europarlamentare del Pd Deborah Serracchiani non si fa portavoce – sintetizza Giancarlo Pastorutti, uno degli organizzatori dell’incontro – in linea con i poteri forti di destra e di sinistra». Dopo un minuto di silenzio per ricordare Luciano Giorgi, “il paladino del referendum” scomparso lo scorso 28 giugno, non è detto che l’appuntamento non possa sfociare in una richiesta concreta da parte dei Comitati e rivolta agli amministratori: «I consigli comunali – dice infatti Pastorutti – potrebbero stendere degli atti ufficiali in solidarietà con i manifestanti della Val di Susa, come segno di protesta per stigmatizzare quello che sta succedendo in quelle terre, dove il 73% della popolazione è contrario all’opera e dove anche i sindaci hanno manifestato». Dalla Val di Susa non arriverà nessuna delegazione, «perché – riprende il portavoce – è più importante parlare delle problematiche che coinvolgono il nostro territorio direttamente». Ad aderire, oltre al consigliere regionale di Sinistra Arcobaleno, Igor Kocijancic, i sindaci (o alcuni assessori da loro delegati) dei Comuni di Eraclea, San Stino, Bagnaria Arsa, Villa Vicentina, Torviscosa, Doberdò e Sgonico. Tra gli attivisti invece, i Comitati della Bassa friulana, di Quarto D’Altino, di Ceroglie nel Carso, oltre a “Green action”, che da Trieste mantiene i contatti con “Alpe Adria green”, forte associazione ambientalista dei paesi dell’ex Juguslavia. Ma l’animo caldo dei Comitati trova temperature più miti da parte dei sindaci interpellati: «Un confronto utile e interessante – commenta il sindaco di Villa Vicentina, Mario Romolo Pischedda – anche se restiamo ancora in attesa delle risposte alle osservazioni che abbiamo inviato in Regione». «I sindaci della Val di Susa hanno manifestato contro la Tav?» Esordisce Roberto Fasan di Torviscosa: «Guardo con interesse l’evoluzione del nostro territorio, ma su questo fronte dobbiamo ancora aspettare i nuovi passaggi legati all’anello di collegamento verso Nord, con l’asse adriatico e baltico. Dobbiamo dunque ancora attendere quali decisioni prenderà la Regione, e solo da quel momento si capirà come i sindaci prenderanno posizione»

 

 

Messaggero Veneto MERCOLEDÌ, 06 LUGLIO 2011

Pagina 41 – Provincia SAN GIORGIO DI NOGARO

Confronto Veneto-Friuli Vg sull’alta velocità in regione

SAN GIORGIO DI NOGARO Treni ad alta velocità: confronto tra amministratori del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, è il tema dell’incontro pubblico promosso dai Comitati No Tav della Bassa Friulana con il Gruppo consigliare regionale Fvg Sinistra Arcobaleno, che si terrà domani sera, alle 21, a Villa Dora di San Giorgio di Nogaro. A parlare di un tema più che mai di grande attualità e assai scottante dopo gli scontri tra manifestanti e polizia della Val Susa, saranno diversi amministratori del Veneto e della Regione Fvg, con la partecipazione della deputata europea Sabine Wils. Ricordiamo che la Regione, e nella fattispecie la Bassa Friulana, sono fortemente interessati dal tracciato che riguarda il progetto dei trenia ad alta velocità, ovvero della Av/Ac, che andrà a coinvolgere numerosi comuni di questo territorio. A seguito della redazione del progetto e in forte contrasto con l’assessore regionale alle Infrastrutture Riccardo Riccardi, i Comitati No Tav hanno inviato lo scorso anno una petizione alla Comunità Europea di Bruxelless, ottenendo un’audizione. l portavoce dei Comitati, Giancarlo Pastorutti, è stato infatti ascoltato dalla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo, presente l’onorevole Mazzoni, dove ha spiegato il perché della loro contrarietà a questo tracciato, avviando di fatto una corsia preferenziale con la Comunità europea. Un tema dunque caldo e che sicuramente domani sera a San Giorgio di Nogaro è destinato a rimarcare le distanze tra coloro che sono favorevoli al progetto e ai Comitati che sempre con più vigore osteggiano l’opera ferroviaria. Francesca Artico

 

NO TAV Tracciati/ Sala affollata ieri sera/ Foto

Sala affollata e dibattito vivace ieri sera (giovedì 7 luglio) a San Giorgio di Nogaro nell’assemblea indetta dai Comitati No Tav della bassa friulana.

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UDINE/ Solidarietà con gli Squatters della Caserma Piave

Comunicato

Il CSA di Via Volturno-Via Scalo Nuovo in esilio (dopo lo sgombero del 10 dicembre 2009), solidarizza con gli squatters della caserma Piave, sgomberati il 7 luglio dalla Digos, e denuncia che, ancora una volta, l’unica risposta alle esigenze oggettive, abitative e di socializzazione autogestita, sia costituita da  sgomberi, repressione, denunce, fogli di via eccetera. Già un anno fa, per quanto ci riguarda, le trattative con il Comune per ottenere un posto per il CSA si sono arenate e Honsell ci ha liquidati dicendoci che non ci sono spazi a disposizione. Presto dimostreremo il contrario e ci chiediamo: chi arriverà per prima a sgomberarci? I Carabinieri o la Digos? Infatti il CSA in esilio, dopo una lunga incubazione, ha deciso di ritornare alla carica ed entro il secondo anniversario dello sgombero riaprirà un altro posto con le stesse caratteristiche dei Centri Sociali precedenti, anche se con maggiori accortezze tattiche, derivanti dal patrimonio dell’esperienza acquisita in un quarto di secolo di lotte in Friuli.

 

 

Messaggero Veneto VENERDÌ, 08 LUGLIO 2011 Pagina 23 – Cronache

 

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Ex Piave, la polizia scopre un rifugio di punkabbestia

I vecchi locali della caserma erano stati occupati da “vagabondi metropolitani” Il blitz ieri mattina all’alba. Denunciate otto persone, tra cui un minorenne

di Federica Barella Un vero e proprio blitz organizzato all’alba di ieri mattina. Così gli agenti della Squadra mobile della questura di Udine, assieme ai colleghi delle Volanti e della Digos, sono riusciti a liberare l’ex caserma Piave dall’occupazione messa in atto negli ultimi tempi da un gruppo di ragazzi “vagabondi metropolitani” e “punkabbestia” che avevano scelto i vecchi edifici militari come loro provvisoria abitazione. O meglio come loro giaciglio. E’ terminata così l’operazione nata sulla scorta di alcune segnalazioni e che ha avuto solo una breve fase di indagini. Gli inquirenti non ci hanno messo tanto a scoprire che regolarmente un gruppo di giovani si intrufolava negli spazi della caserma dismessa situata tra via Catania e via Lumignacco, grazie a un passaggio creato in una parte del muro di cinta. Alla fine i denunciati per invasione e occupazione abusiva di edificio pubblico sono stati ben otto, di cui tre stranieri, che erano soliti girare anche nel quartiere accompagnati da altrettanti cani di grossa taglia. Si tratta di un ragazzo tedesco di 22 anni, di sua moglie di nazionalità ceca di 22 e di un altro tedesco, di 42 anni. Per loro oltre alla denuncia è scattato anche il provvedimento di foglio di via obbligatorio e di non ritorno in città. Gli altri denunciati sono due ragazzi udinesi di 20 e 26 anni, un 41enne originario dell’Argentina, ma ora residente in Italia (già noto alle forze di polizia), e una ragazza non ancora ventenne residente in altro comune, per la quale è stato avviato il procedimento di divieto di ritorno in città. Infine tra i denunciati c’è anche un minorenne. Si tratta di un ragazzo friulano, residente in un comune vicino a Udine, anche lui sorpreso ieri mattina a dormire nei giacigli di fortuna ricavati da questo gruppetto nelle stanze dismesse da anni dall’esercito. Arredamento scarno, se non inesistente: stando agli oggetti ritrovati, secondo gli inquirenti della questura, i vari locali dell’ex caserma da tempo era saltuariamente utilizzati come dormitorio e come rifugio di fortuna da questi ragazzi “vagabondi metropolitani” o “punkabbestia”. Giovani che hanno deciso di vivere rifiutando la società organizzata, vivendo di elemosina e a volte anche di piccoli espedienti, spesso con inseparabili grossi cani, capelli lunghi attorcigliati in “dreadlocks”, ma anche con molti tatuaggi a ricoprire il corpo. Nella perquisizione dei locali occupati dai giovani le forze dell’ordine non hanno comunque ritrovato né droga né armi. La questura ha già emesso una segnalazione al Comune, proprietario dell’immobile, affinchè vengano chiusi tutti i passaggi.

NOTAV: Torino-Lione, Bruxelles taglia i fondi

Il piccolo del 08/07/11

Torino-Lione, Bruxelles taglia i fondi

 

 

BRUXELLES I fondi comunitari assegnati alla Torino-Lione subiranno un’ulteriore sforbiciata a causa dei ritardi nei lavori. A dirlo è il commissario europeo ai Trasporti, Siim Kallas, che conferma tuttavia l’impegno di Bruxelles per la realizzazione dell’opera. Il giorno dopo la riunione della conferenza intergovernativa tra Italia e Francia in cui sono stati fatti passi avanti nel negoziato ma non è stata conclusa l’intesa sulla ripartizione dei costi dell’opera, la Commissione europea si dice tuttora pronta sostenere i due Paesi per il completamento della linea ad alta velocità. È uno dei principali corridoi di trasporto europeo, considerato fondamentale – spiega Bruxelles – per il collegamento tra la penisola iberica e l’Europa centrale. Ma il mancato rispetto dei tempi nell’esecuzione dei lavori farà salire, probabilmente anche in maniera sostanziosa, l’entità del taglio ai fondi Ue, dopo la sforbiciata di 9 milioni di euro già messa a segno con l’ultima revisione dell’andamento dei progetti transeuropei di trasporto nell’ottobre 2010. La Commissione europea, ha ricordato Kallas rispondendo alle domande dei giornalisti, si era impegnata a concedere 671 milioni di euro di co-finanziamenti per la realizzazione della Torino-Lione, ma l’accordo «prevedeva – ha precisato il commissario – che se i finanziamenti non fossero stati assorbiti entro il 2015 ci sarebbero stati dei tagli». È chiaro che ora «ci sarà qualche difficolta», ha messo in guardia Kallas, aggiungendo di ritenere «realistico che ci saranno dei tagli». Quanto alla cifra, il commissario e anche i suoi collaboratori, hanno più volte affermato di non poter indicare oggi l’entità, rinviando al prossimo autunno quando sarà rivista la decisione sul finanziamento, alla luce dei ritardi accumulati