Roma brucia

Onda Resistente
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
Marzo 17th, 2017 — General, Studenti
Superate le 300 visite. Foto della manifestazione degli studenti ad Udine 15 ottobre 2011.
La manifestazione (300 studenti) è stata praticamente ignorata dal Messaggero Veneto
Marzo 17th, 2017 — Concerti/Varie, General
Marzo 17th, 2017 — General, Internazionale

Al presidio autorganizzato degli indignados/incazzados sono girate un centinaio di persone. La gran parte s’è accampata per circa un’ora e mezza per poi sfilacciarsi in serata. Durante l’iniziativa le tre azioni simboliche che han chiuso la Banca d’Italia, Equitalia e la prefettura hanno avuto un buon momento di attenzione. Gli interventi al microfono hanno destato la curiosità di molte persone di passaggio, sicuramente estranei alla protesta ma che hanno voluto fermarsi ad ascoltare. Diversi i passaggi appaluditi.
Tirando le somme possiamo dire che l’iniziativa di ieri è andata abbastanza bene: ha saputo comunicare, ha rimarcato le responsabilità della crisi legando una protesta globale a nomi e cognomi regionali e provinciali, parlando concretamente di questioni legate al territorio dalla situazione lavorativa ai migranti, dalla TAV ai vari scempi ambientali, alle caste inamovibili che si alternano e al “nulla” della politica elettorale. Continue reading →
Marzo 17th, 2017 — General, Manifestazioni Regionali

Messaggero Veneto LUNEDÌ, 17 OTTOBRE 2011 Pagina 7 – Cronache
LA POLEMICA
Rc agli indignati: no ai partiti? In tutte le altre piazze ci sono
Indignati e divisi al loro interno. All’indomani della manifestazione di piazza, nel movimento friulano si delineano le prime diversità di vedute. A evidenziarle è il segretario regionale di Rifondazione comunista, Kristian Franzil, secondo il quale, sabato pomeriggio, gli organizzatori non avrebbero dovuto chiedere di ammainare le bandiere rosse. «Dispiace che Udine non segua l’impostazione di Roma e delle altre piazze europee dove il movimento è aperto a tutti» sostiene Franzil dopo aver sfilato, con altri 200 indignati friulani, lungo le vie della capitale. Da Udine, in effetti, sono partiti 4 pullman alla volta di Roma. «Non si capisce – continua il segretario regionale di Rc – perché uno sia legittimato ad andare in piazza con la maschera del protagonista del film “V per vendetta” e non con la bandiera di Rc». Chiaro il riferimento a uno degli organizzatori, Aristide Menossi, che, sabato pomeriggio, si è presentato in piazza proprio con la maschera simbolo del film “V per vendetta”. Detto questo però, lo stesso Franzil fa notare che a Roma, proprio per garantire la libertà di espressione a tutti, erano stati organizzati più palchi, mentre a Udine c’era un palco unico nonostante i giovani del centro sociale avessero organizzato un concerto al quale sono stati costretti a rinunciare per far spazio alla manifestazione. Allo stesso modo, Franzil condivide la condanna delle violenze, ma ci tiene a sottolineare che «a Roma i Black bloc erano un centinaio su 500 mila». A suo avviso, insomma, il movimento deve andare oltre. Da qui l’invito agli indignati friulani a «non fermarsi, a organizzare subito altri incontri aperti a tutti. Questo per evitare una chiusura dannosa al movimento». La frattura tra indignati e Rifondazione comunista era nell’aria già sabato pomeriggio quando alcuni organizzatori hanno criticato un volantino che Rc avrebbe preparato per promuovere l’evento con il simbolo del partito. Non a caso Giorgio Cella quando ha visto sventolare le bandiere rosse ha invitato ad abbassarle. «Siamo qui come cittadini – ha sottolineato Cella – i simboli politici non sono ammessi». L’invito però è stato respinto al mittente da Luciano Tedeschi e Giorgio Giaiotti: «Siamo qui perché anche loro hanno partecipato alle nostre riunioni, nessuno gli ha mai vietato di farlo». Secondo i militanti di Rifondazione comunista, infatti, gli indignati friulani anziché rifiutare le bandiere rosse avrebbero dovuto farsi raccontare da chi ha già lottato contro il capitalismo come avevano organizzato le battaglie del passato.
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Veloce commento in continuazione a quello fatto ieri
In realtà è vero il contrario di quanto dice Franzil, cioè gli indignados, nelle loro genesi spagnola sono nati proprio contro tutti i partiti e rivendicando una schietta e radicale metodologia autogestionaria. RC per legittimarsi ricorre ad una sua oramai inesistente natura anticapitalista in realtà poco presente anche nel passato del PCI. Il fatto è che gli organizzatori pur avendo una qualche legittimità attuale, in quanto effettivamente riescono a rappresentare il grado medio di percezione del problema, che in Friuli molto difficilmente può andare oltre la protesta espressa come opinione invece che come lotta, non ne hanno una storica, cioè più o meno il contrario della sinistra che però è oramai intrallazzata con il potere come si vede nel modo debole e contradditorio con cui sostiene la lotta alla TAV. Franzil, ( che peraltro è un Assessore – non eletto – del Comune di Udine) nella fattispecie, non è assolutamente adatto a difendere i “valori” della sinistra di cui i militanti di base possono essere in linea di principio ancora i portatori. Le inclusioni e le esclusioni non devono offendere i sentimenti politici di alcuno. Le bandiere in Piazza ci potevano anche stare, ma come ospiti e non come artefici politici e non andava distribuito il volantino che metteva il cappello all’iniziativa. Per quanto riguarda il CSA che pure ha una esplicita impostazione anarchica- libertaria, quando si impegna in prima persona nell’organizzazione per la lotta NO TAV non porta mai bandiere rossonere e/o nere con l’A cerchiata, ma solo le bandiere No Tav. Questo è il metodo. Invece RC porta le sue bandiere, se gli conviene e quando gli conviene, come davanti alla Prefettura dopo l’attacco alla Valsusa in una iniziativa dei comitati No Tav. Ritornando agli indignados, l’eventuale continuità da dare a questo movimento passa per altre discriminanti ed altre valutazioni sostanziali alle quali nessuno si può sottrarre né gli organizzatori di sabato, né la sinistra e neppure noi ovviamente (anche se le nostre posizioni sono abbastanza chiare, come espresso sopra). Possiamo aggiungere che noi avevamo partecipato ad alcune fasi della organizzazione per l’iniziativa di sabato 15 ottobre e ci siamo tolti, non per l’ingenuità degli organizzatori di aver chiesto il patrocinio del Comune, ma proprio per l’ambiguità dell’impostazione riguardante Honsell (che a quanto pare, per loro fortuna, era in India) che andava pregiudizialmente escluso. Il problema del metodo, più che nel partecipare con le proprie bandiere all’evento, è semmai quello di partecipare alla formazione dell’evento stesso e nel mantenere una coerenza stabile e continuativa in merito, qualora se ne sia condivisa l’impostazione.
Paolo De Toni – Cespuglio
Marzo 17th, 2017 — General, Statistiche infoaction
Statistiche infoaction nella settimana degli indignados
Tutta la settimana abbondantemente sopra i 100 visitatori unici e 4 giorni di seguito (venerdì, sabato e domenica e lunedì) sopra i 200, con il raggiungimento del secondo massimo relativo di 295 visite per venerdì 14 ottobre e di un’altro significativo massimo relativo (il quinto) per lunedì 17 ottobre
| Giorno | Data | Visitatori unici | Pagine viste |
| Lunedì | 17-10-2011 | 226 | 869 |
| Domenica | 16-10-2011 | 211 | 783 |
| Sabato | 15-10-2011 | 220 | 462 |
| Venerdì | 14-10-2011 | 295 | 809 |
| Giovedì | 13-10-2011 | 165 | 458 |
| Mercoledì | 12-10-2011 | 149 | 388 |
| Martedì | 11-10-2011 | 147 | 428 |
| Lunedì | 10-10-2011 | 133 | 361 |
Tabella dei principali “massimi relativi” con la corrispondenza al tipo di iniziative in corso.
Si noti ancora che non c’è proporzinalità fra “Unici” e “Pagine”.
| Giorno | Data | Unici | Pagine |
| Lunedì | 17-10-2011 (Indignados) | 226 | 869 |
| Venerdì | 14-10-2011 (Indignados) | 295 | 809 |
| Mercoledì | 29-06-2011 (No Tav) | 228 | 791 |
| Lunedì | 27-06-2011 (No Tav) | 303 | 843 |
| Martedì | 07-06-2011 (No Tav + No Nuke) | 224 | 524 |
| Domenica | 13-03-2011 (No Cie) | 236 | 969 |
Marzo 17th, 2017 — General, Treni
Messaggero Veneto MARTEDÌ, 18 OTTOBRE 2011 Pagina 12 – Regione
Tondo al governo: ora ci sostenga sul Corridoio Baltico
Il governatore: per noi una delle strategie prioritarie L’assessore Riccardi: lavorare per la riduzione dei costi
il presidente fvg
«Trieste superi il provincialismo»
«Il “compito” di Trieste? Recuperare il suo ruolo guida di un’area più ampia di quello che è oggi il Friuli Venezia Giulia, di livello extraregionale. Perché Trieste, di fatto, è l’unica città europea del Friuli Vg». Sono le parole del governatore Renzo Tondo, pronunciate ieri a ul convegno di Confindustria per la presentazione dell’analisi/ricerca “Trieste oltre Trieste – Ripartire dall’innovazione: un nuovo modo di fare industria, servizi, turismo, portualità”, realizzato dalla Fondazione Nord Est. «Trieste – ha osservato Tondo – sarebbe in grado di riappropriarsi di un ruolo strategico se solo si impossessasse della convinzione culturale di svolgere questa funzione di guida, al di là dei “localismi” che purtroppo caratterizzano l’intera regione, “provincialismo” che nel capoluogo giuliano ha provocato una sindrome da accerchiamento. La città deve invece superare questa situazione, deve porsi nell’ottica d’essere “capitale” e in questo scenario – ha concluso Tondo – lo sviluppo della portualità e della logistica gioca un compito essenziale».
UDINE Un’altra scommessa, e l’ennesimo treno da non perdere: il riconoscimento della Commissione europea sul Corridoio Baltico-Adriatico, nodo strategico e «prioritario» delle reti di trasporto comunitarie arriva come una conferma delle potenzialità della «piattaforma logistica» Friuli Venezia Giulia. La politica esulta, il mondo industriale aspetta, e mentre domani arriverà l’ufficialità da Bruxelles si pensa già al passo successivo. L’obiettivo. L’orizzonte è chiaro: non si vive di soli traffici Est-Ovest. Quelli correranno, probabilmente ancora per molto, sull’autostrada e sulla terza corsia. Il timbro europeo dà forza all’asse Nord-Sud: studi e convegni lo ripetono da decenni, ora l’Europa lo ha certificato. Il primo progetto nell’elenco delle opere italiane che domani la Commissione licenzierà – e in futuro finanzierà – è proprio il Corridoio Baltico-Adriatico. Il tratto verticale, sulla mappa, dovrà seguire il percorso ideale delle portacontainer che dall’Oriente salgono attraverso il Canale di Suez, e potranno trovare accesso al Centro Est Europa senza circumnavigare il continente. Il ruolo di Roma. Negli scorsi mesi il pressing su Bruxelles è stato portato dalle Regioni coinvolte dal corridoio, dagli Stati e anche da soggetti privati come Unicredit, che per le stesse ragioni ha individuato nel sistema Monfalcone-Trieste una possibile piattaforma logistica del futuro. Oggi è il tempo delle soddisfazioni dichiarate, ma senza un sostegno vero del governo, l’Europa potrebbe fare dietro front e dirottare altrove le risorse. Il presidente della Regione, Renzo Tondo, ha investito gran parte della legislatura sulle infrastrutture: il Corridoio Baltico-Adriatico – ha detto ieri – «è una delle scelte politico strategiche che abbiamo sempre sostenuto». Il governatore ha ricordato l’azione di lobby attuata a livello europeo. Ora, però, «chiederemo al governo – ha aggiunto Tondo – di sostenerci su questo importante progetto». Il tracciato. Gli elementi positivi dell’asse in questione sono molteplici. Ma soprattutto un fattore garantisce un certo ottimismo: in gran parte, il Corridoio Baltico-Adriatico esiste già, soprattutto nella sezione che interessa il Friuli Venezia Giulia. Sono necessari alcuni interventi sui nodi ferroviari – in particolare quello di San Polo a Monfalcone – e sui porti, ma l’asse c’è: la ferrovia Pontebbana è stata costruita con tecnologie avanzate e già oggi può supportare il triplo dei traffici attuali. Fino a ieri, l’Europa limitava il corridoio (tecnicamente il progetto prioritario 23 a Vienna): l’allungamento all’Adriatico cambia le cose. In territorio austriaco la rete è già efficiente e a marzo è stato inaugurato il cantiere del tunnel del Koralm, 33 chilometri fondamentali per collegare Graz e Klagenfurt e, quindi, il Nord Europa all’Italia. Le scelte della Regione. «Ora – ha spiegato ieri l’assessore ai Trasporti, Riccardo Riccardi – bisogna lavorare per la riduzione dei costi del servizio ferroviario e assicurare certezze al sistema portuale». Secondo l’assessore, «l’Alto Adriatico è competitivo nei modelli gestionali e con regole certe per tempi e condizioni utili ad attrarre capitali privati. Per questo entro la fine del mese – ha ribadito l’esponente della giunta regionale – presenteremo il disegno di legge per la portualità regionale». Parlando alla platea della Confindustria triestina, ieri Tondo non ha nascosto qualche problema sullo stato di avanzamento del progetto Unicredit. Il governo non ha dato risposte e «il progetto Unicredit-Maersk oggi è fermo per alcune difficoltà a interloquire», ha notato il governatore. Ma la strada è delineata: la Regione va avanti e pensa al nuovo sistema dei porti che dovrebbe portare all’Autorità unica tra Trieste, Monfalcone e Porto Nogaro. Beniamino Pagliaro
Messaggero Veneto LUNEDÌ, 17 OTTOBRE 2011 Pagina 6 – Regione
TRASPORTI
Il Corridoio Baltico è una priorità Ue
UDINE Il Corridoio Baltico-Adriatico sarà inserito nei progetti prioritari dalla Commissione europea. Il timbro ufficiale da Bruxelles arriverà mercoledì, ma ieri la novità è trapelata dalle bozze del documento che sarà approvato. La notizia ha un significato strategico per il Friuli Vg, che si troverà al centro dei due corridoi europei Est-Ovest e Nord-Sud, e il collegamento tra i porti dell’Adriatico e il Centro-Nord Europa ha un valore elevato per l’economia regionale. Da anni la Regione aveva iniziato un pressing sulla Ue per far diventare “prioritario” il corridoio. La qualifica non è solo un’etichetta: grazie alla priorità, le opere per collegare Nord e Sud saranno finanziate dall’Europa. Il famoso corridoio 5 risultava già tra le opere prioritarie: la novità è che quello Adriatico-Baltico apre – nella bozza della Commissione – l’elenco di quelle italiane. Udine, Trieste, Venezia e Ravenna potranno beneficiare degli aiuti europei per finanziare parte dei lavori necessari per la loro interconnessione e lo sviluppo di scali merci multimodali. Il tracciato dovrebbe andare da Danzica, via Vienna e Venezia fino a Bologna, saldandosi con il Corridoio 5 a Trieste, incrementando le potenzialità dei porti italiani dell’Adriatico nella difficile sfida con i giganti del Nord Europa. L’opera di lobbying sull’Europa – con un ruolo del Friuli Vg – ha portato a un risultato che molti ritenevano insperato e che può dare nuova forza anche ai piani di Unicredit. L’assessore regionale ai Trasporti, Riccardo Riccardi (nella foto), ha seguito passo per passo la vicenda: «È un risultato storico – ha commentato – che premia il lavoro del Friuli Vg. La Regione ha sempre creduto nella proiezione europea che risolva il problema dell’attraversamento delle Alpi, per lo sviluppo dei traffici non solo Est-Ovest ma anche Nord-Sud». Per l’europarlamentare Debora Serracchiani (Pd), si tratta di «una buona notizia, ma soprattutto di un’occasione da non perdere».(b.p.)

Marzo 17th, 2017 — General, Isontino
di Laura Blasich
SAN CANZIAN D’ISONZO
A San Canzian d’Isonzo i “sì” al polo commerciale hanno vinto e la variante al Piano regolatore necessaria per dare il via libera al progetto andrà all’esame del Consiglio comunale per l’adozione al massimo entro la fine di novembre. I confronti con la popolazione si chiudono qui, Anche se a votare il sondaggio predisposto dall’amministrazione comunale si è recato solo il 10,5% degli aventi diritto, cioé 565 cittadini. All’ultimo sondaggio popolare, il referendum sul nucleare a San Canzian si era registrata un’affluenza pari al 69%. IL SINDACO Il sindaco Silvia Caruso si è detta comunque soddisfatta per la partecipazione alla consultazione. «Vista la campagna a favore del non voto – spiega – non ci attendevamo più di 400 partecipanti. Invece la gente è venuta e ha risposto chiaramente alle domande. La loro posizione sarà rispettata». Lo sarebbe stata, però, anche se fosse stata contraria al centro commerciale? Il sindaco assicura di sì. «L’ho detto anche nell’incontro pubblico di giovedì sera – afferma -. Il parere raccolto con la consultazione sarebbe stato in ogni caso vincolante, perché non era una questione di quorum, ma di capire la sensibilità dei cittadini». A questo punto l’amministrazione «procederà con il percorso consigliare della variante», che andrà in aula al massimo entro la fine di novembre, senza che dopo l’adozione sia attivato il percorso partecipativo di Agenda 21. «Questo era il momento per esprimersi, senza aver paura di contarsi – afferma il sindaco -, mentre ad Agenda 21 si sono iscritte solo 8 persone in un mese e mezzo. Ci sono dei costi di Agenda 21 da valutare, inoltre».
IL COMITATO Nel ribadire la faziosità e l’inutilità del sondaggio promosso dall’amministrazione, il Comitato contro il centro commerciale assicura che non si fermerà. «Ascolteremo le opinioni della gente per valutare la possibilità di un referendum – afferma il comitato – che sia vincolante, magari da tenere proprio in concomitanza con le prossime elezioni comunali, favorendo la partecipazione e la veridicità del risultato». Scomparso di fatto il percorso partecipativo di Agenda 21 locale, il Comitato annuncia che informerà i cittadini casa per casa e continuerà a chiedere il posticipo della variante alla primavera del 2012, «non capendo ancora quale sia la fretta di questa amministrazione di voler lottizzare quel pezzo di terreno lì». Il Comitato nello stesso tempo porterà avanti anche le proprie proposte alternative, dallo sviluppo dei Centri commerciali di via, un progetto finanziato dalla Regione, alla riduzione sostanziale del progetto. Senza scordarsi della «creazione del cuore verde tra le tre frazioni principali del comune, che questa amministrazione aveva promesso».
GLI AMBIENTALISTI Wwf e Legambiente che pure hanno chiesto a più riprese di non accelerare il percorso del progetto, chiedendo una riflessione sull’occupazione del suolo agricolo, ora si preparano ad agire nell’ambito dell’iter autorizzativo della variante al Piano regolatore. «Presenteremo assolutamente delle osservazioni alla variante dopo che questa sarà adottata», afferma il presidente del circolo del Monfalconese di Legambiente, Michele Tonzar, che definisce le domande del sondaggio «tendenziose, fuorvianti e ricattatorie». Non a caso Legambiente, come il Wwf, ha deciso di non partecipare alla consultazione. «Contiamo ci siano tante osservazioni anche da parte dei cittadini – afferma il responsabile del Wwf isontino Claudio Siniscalchi -. Noi presenteremo le nostre, in ogni caso, valutando anche la compatibilità delle previsioni del parco commerciale con quelle del tracciato della Tav». Il Wwf non rinuncia inoltre a veder avviato il percorso di Agenda 21 locale, anche se il sindaco pare già di tutt’altro avviso.
RIFLESSI POLITICI Inevitabili, visto l’avvicinarsi delle elezioni comunali, in programma la prossima primavera. Mentre Progresso democratico fa l’occhiolino al Pd, quest’ultimo ha superato lo scoglio del sondaggio più o meno compatto. L’unica voce fuori dal coro, oltre a quella dell’ex segretario Stefano Minin, è stata quella del consigliere regionale Giorgio Brandolin, che alla giunta Tondo ha presentato, assieme al collega di Rc Roberto Antonaz, una richiesta di moratoria dei centri commerciali. Sel, dopo aver le espresso le proprie perplessità sul progetto, si è messa alla finestra, mentre, tacciata, da più parti, di equilibrismo, Rifondazione comunista si trova a tutti gli effetti in una situazione non facile, schiacciata tra il suo elettorato e l’alleanza di maggioranza con il Pd. Prc ora andrà alla prova dell’aula sull’adozione della variante al piano regolatore con il problema di gestire, nel frattempo, un montante dissenso interno. Secondo una parte della base, l’atteggiamento di Rc è stato incoerente con la campagna per le elezioni provinciali di solo qualche mese fa. Luca Furlan, componente del Comitato contro il centro commerciale, ma anche iscritto di Prc, è finito sospeso per tre mesi dal partito. Il motivo, secondo Furlan, sta nell’aver tentato di autoconvocare gli iscritti. L’esclusione arriva a poche settimane dal congresso e di un’assemblea di circolo in cui Furlan avrebbe ribadito una netta divergenza sulla politica locale (no alla “sudditanza dal Pd”) e il sostegno alla mozione congressuale che sostiene l’unità dei comunisti. In vista c’è, quindi, la formazione di liste “antagoniste” a sinistra? Una possibilità che pare farsi sempre più concreta. In zona sono contrari al progetto anche i Comunisti uniti.
Marzo 17th, 2017 — General, Manifestazioni Regionali
Messaggero Veneto MARTEDÌ, 18 OTTOBRE 2011 Pagina 15 – Cronache
LA MANIFESTAZIONE
Gli indignati si preparano ad allestire tende in piazza
Indignati di nuovo in piazza, ma questa volta in tenda. Potrebbe accadere sabato. Il condizionale è d’obbligo perché, come riferisce Aristide Menossi, mercoledì sera il movimento programmerà le prossime mosse. «Stiamo ragionando – continua Menossi – sull’organizzazione di un sit-in di due ore in piazza XX Settembre senza escludre l’accampamento». Dopo la manifestazione di sabato scorso, insomma, gli indignati non intendono abbassare la guardia. Nel frattempo, fanno sapere a Rifondazione comunista che anche nelle prossime manifestazioni le bandiere dei partiti politici non saranno ammesse. Poco importa se a Roma e in altre città europee sono entrate a far parte del corteo, a Udine le regole non sono le stesse. «Proprio perché il nostro è un movimento di cittadini, abbiamo deciso di evitare i simboli di partito» insiste Menossi nel far notare al segretario regionale di Rifondazione comunista, Kristian Franzil, secondo il quale se sono ammesse le maschere devono trovar spazio pure le bandiere rosse, che «la maschera di “V per vendetta” non è uguale a una bandiera. Un film che parla di modalità fantastiche non può essere paragonato a una bandiera con simboli storici».(g.p.)
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash