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Bilancio attuale provvisorio Trieste SI esplicito, ma politicamente debolissimo.
Ronchi dei Legionari. SI mascherato da osservazioni (come molti altri)
Monfalcone. Posizione non contraria ma contradditoria (vedi questione bivio San Polo)
Doberdò. NO esplicito
Sgonico. NO esplicito
Duino Aurisina NO tecnico abbastanza forte
Palmanova NO tecnico (del Consiglio)
San Giorgio di Nogaro e Torviscosa NO tecnico ( di Giunta)
Bagnaria Arsa NO tecnico (di Giunta)
Muzzana del Turgnano e San Canzian i peggiori.
Manzano si riunisce l’8 agosto, quindi probabilmente è di fatto un silenzio assenso
Da rilevare che i comuni della Bassa Friulana (per un totale di 22 ) hanno firmato un documento unitario (qui pubblicato) in cui rilevano le contraddizioni (vedi lettera del Commissario Mainardi ai Comuni del Veneto) e praticamente rinviano la loro posizione, coadiuvati dal consulente ing. Debernardi, a fine 2012.
VENETO: situazione incomprensibile
1. il deposito di Italferr e la posizione di Legambiente
2. il pronunciamento contrario di Quarto D’Altino non è avvenuto in seguito a comunicazione della Regione Veneto ma tenendo presente la data del 19 agosto come termine ultimo
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Assemblea+ rassegna stampa
San Giorgio di Nogaro giovedì 9 agosto
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Report aggiornati al | 1 agosto | 2, 3, 6 agosto
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Palmanova parere negativo
![]() Mercoledì 25 luglio Una trentina di attivisti ha partecipato al presidio No Tav a Palmanova davanti al Municipio
![]() Consiglio comunale sotto la Loggia
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NO TAV/ Campagna per la DEMOLIZIONE del TAV
Marzo 17th, 2017 — General, Noi
RIGASSIFICATORE: i deliri del Ministro Passera ma non solo…
Marzo 17th, 2017 — General, Mare
Facciamo notare all’interno dell’articolo anche le assurde dichiarazioni dell’assessore all’ambiente di Trieste di Sel Laureni sulla TAV, lo stesso che si è astenuto sul vergognoso documento di approvazione della TAV che la giunta vorrebbe approvare.
Dal Piccolo
23/07/12
«Il ministro s’informi sul rigassificatore: ci distrugge il porto»
di Gabriella Ziani I triestini contrari al rigassificatore non si fanno scalfire dalle ultimative indicazioni del ministro alle Infrastrutture Corrado Passera. Che ieri al nostro giornale ha ribadito: il rigassificatore di Gas Natural si deve fare, subito, e nella baia di Zaule. Per approvigionare il paese, per far calare il costo del gas. «Posizione non supportata da nulla – obietta l’assessore all’Ambiente, Umberto Laureni -, io alla Tav (che personalmente non condivido) riconosco la dignità di un lungo percorso decisionale europeo, ma sul rigassificatore non trovo nulla, c’è una drammatica assenza di vere motivazioni. E il Comune – annuncia Laureni – sta pensando di associarsi al ricorso al Tar già presentato da Wwf, Comuni di Muggia e Dolina, e dalla Slovenia». Mentre gli ambientalisti chiedono al Comune di far arrivare con più forza a Roma le proprie argomentazioni, Laureni passa la palla a un’altra autorità, quella del porto, su cui il rigassificatore avrebbe conseguenze: «Che cosa ne pensa la presidente Monassi? Un suo parere – osserva – sarebbe molto importante. Ma finora non l’abbiamo sentito». Il sindaco di Muggia, Nerio Nesladek, è tranciante: «Neanche un ministro della Repubblica può permettersi di saltare così i passi della democrazia. Inoltre si metta d’accordo col ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che ha detto come le amministrazioni locali vanno sentite. Terzo – conclude irritato il sindaco – se questo impianto si dimostrasse necessario, e necessario a Zaule, invito Passera a un civilissimo, ma quanto mai opportuno, confronto su alternative che sarebbero meno costose, meno inquinanti, più sicure e non di ostacolo allo sviluppo della città. Per esempio il progetto trilaterale Italia-Slovenia-Croazia, meno impattante e di grande valenza geopolitica». «Le dichiarazioni di Passera sono francamente stonate, sorprendono e disturbano, probabilmente non conosce la realtà di cui parla, o gli è stata presentata in un certo modo: faccia un salto a Trieste col ministro Clini e gli spieghiamo – afferma Sergio Lupieri, consigliere regionale Pd – come il rigassificatore è incompatibile con le norme di sicurezza, con lo sviluppo di porto e città, con la volontà dei cittadini». Per Lucia Sirocco, presidente di Legambiente, proprio il porto è il problema. «Vogliamo passare la palla a Capodistria? Facciamo il rigassificatore a Zaule, che stronca ogni possibilità di crescita del nostro porto. Passera non ha chiara la situazione, per il ministro Trieste si trova in un Estremo oriente…». «Dalle parole del ministro i triestini potrebbero desumere che pagheranno del 25% in meno la bolletta del gas – argomenta Adriano Bevilacqua della Uil-Vigili del fuoco, a capo del Tavolo tecnico rigassificatore formato da un nutrito gruppo di docenti universitari che denuncia i pericoli dell’impianto -, ma non è vero, forse e chissà quando ci sarebbe un minor costo solo a livello nazionale. Pretendere più sicurezza poi è impossibile, bisognerebbe spianare le altre industrie e le case nell’area di Zaule. Ma non bisogna scoraggiarsi. Passera è un tecnico e non ci tiene alla carriera, il presidente Tondo non ha alcun interesse per Trieste, tutti però prima o poi andranno a elezioni, e noi lì ci faremo sentire». Per Giorgio Trincas, docente al dipartimento di Architettura navale, e componente del Tavolo, «il ministro ci dovrebbe dire a quale piano energetico nazionale in un quadro europeo si sta riferendo: quel piano non c’è, e fra un paio d’anni sarà attivo il circuito Southstream, il rigassificatore nasce del tutto superato, senza dire che in Corea ormai portano il gas con le navi e senza rigassificatore, e a metà del costo. Il ministro ha una posizione fuori dal tempo». Aggiunge Trincas: «Qui si sacrifica il porto al gas. Si sente dire che l’Autorità portuale è contraria: lo affermasse anche fuori dai salotti. Lo stesso sindaco si limita a dare testimonianza, altro non fa». Posizione condivisa da Dario Predonzan del Wwf: «Il ministro parla per frasi fatte, sembra una nota dell’ufficio stampa di Gas Natural. Non ha idea di tutte le criticità emerse. Le istituzioni triestine dovrebbero far sedere a un tavolo Passera e il ministro dell’Ambiente Clini. E il Comune, oltre a fare dichiarazioni, faccia i dovuti passi associandosi alla causa aperta al Tar. Faccia aprire gli occhi al governo»
22/07/12
Bassa Poropat e Cosolini: «Noi restiamo contrari»
TRIESTE Ma sul rigassificatore le amministrazioni locali non demordono, confermano il loro parere contrario e promettono ancora battaglia perché qui non si tratta più di difetti di comunicazione da parte di Gas Natural, com’era stato denunciato in una prima fase, bensì di una risposta negativa data dal territorio dopo aver soppesato vantaggi da una parte e svantaggi e pericoli dall’altra. «Rispetto tutte le opinioni – afferma il sindaco di Trieste Roberto Cosolini – quindi a maggior ragione quella di un ministro come Corrado Passera. Spero però anche di poter avere presto un confronto con il governo per poter spiegare il merito e il senso di una contrarietà al rigassificatore che mi sembra un sentimento diffuso e maggioritario in città. Non si tratta certo di una contrarietà pregiudiziale bensì di evidenti, ripetute e mai superate criticità d’impatto di una simile struttura». E il confronto che il sindaco spera di avere presto con il governo va oltre la questione rigassificatore. «Vorrei porre la questione del futuro dell’area di Servola e della Ferriera e quella dei collegamenti di cui la città è particolarmente carente, in particolare in ambito ferroviario perché credo che Trieste oggi abbia molto più bisogno di treni che di rigassificatori». L’ultima carta in mano al Comune, del resto già ventilata, potrebbe essere quella del ricorso amministrativo al Tar. «Ma non lo useremo certo come arma politica – frena il sindaco -, sarà una strada che potremmo seguire solo se nell’iter burocratico ravvisaremo irregolarità procedurali o amminsitrative». Il “no” al rigassificatore è confermato anche dalla presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat. «Ma non è certo una posizione solo mia bensì di giunta e Consiglio provinciali – afferma -. E anche dei Comuni di Trieste, di Dolina e ancora più di Muggia dove, oltre ai problemi di sicurezza, le prospettive di sviluppo del territorio che includono la creazione di un nuovo terminal traghetti cozzerebbe con il traffico di gasiere». (s.m.)
Passera: «Il rigassificatore di Zaule si deve realizzare a tutti i costi»
di Silvio Maranzana TRIESTE Il rigassificatore a Trieste si farà, sarà quello di Gas Natural e verrà localizzato a Zaule. Lo afferma il governo nazionale, per la prima volta in maniera inequivocabile e lo spiega in esclusiva al “Piccolo” il ministro dello Sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti Corrado Passera. Si farà nonostante l’opposizione dei Comuni di Trieste e Muggia, della Provincia, di molti comitati di cittadini e formazioni politiche e sindacali. E mentre si moltiplicano anche richieste di referendum per sentire il parere di tutti i cittadini, a netto sostegno del rigassificatore di Trieste sembra solo l’amministrazione regionale di Renzo Tondo, ma il governo Monti sarebbe deciso a procedere su una decisione che non sembra negoziabile e sulla quale pende già la minaccia di ricorsi amministrativi. «Bisogna puntare a iniziare i lavori al più presto – afferma convinto Passera – poiché è una grande opportunità per tutto il Paese». Ministro Passera, è vero che il governo vede con favore la realizzazione del rigassificatore di Trieste? Il rigassificatore di Trieste-Zaule è un’infrastruttura chiave per lo sviluppo del territorio, oltre che uno degli impianti su cui far leva per far sì che la nostra bolletta energetica cali e che il nostro Paese possa diventare un importante hub del gas Sud-europeo con benefici effetti anche sull’occupazione. Come si svilupperà la politica italiana in ambito energetico, in particolare nel settore del gas? Nei prossimi 15-20 anni l’Europa aumenterà significativamente l’importazione di gas. Per il nostro Paese questa è un’opportunità, possiamo diventare un importante ponte d’ingresso per il gas che arriverà via nave o via gasdotti dalle nuove fonti di approvvigionamento: dall’Africa, dalla regione del Caspio, dall’Est del Mediterraneo, dal Medio Oriente. Questo contribuirà a rendere il mercato italiano del gas più efficiente e competitivo e meno dipendente da pochi fornitori. E in questa ottica l’impianto triestino che ruolo può svolgere? Il rigassificatore di Trieste-Zaule sarà localizzato in una posizione ideale perché vicina al baricentro dei consumi nazionali e prossima a importanti mercati di interscambio, come l’Austria, la Germania, i Balcani, favorendo quindi una maggiore integrazione con il mercato europeo. Questo, tra l’altro, si potrà fare senza necessità di significativi interventi sull’attuale rete di trasporto del gas. Ma a Trieste le amministrazioni locali, molte forze politiche e sindacali e migliaia di cittadini sono contrari al rigassificatore. Le ragioni e i vantaggi di realizzare opere strategiche come quella del rigassificatore di Trieste-Zaule vanno naturalmente spiegate e condivise con la cittadinanza: è compito delle istituzioni nazionali e locali farlo. I cittadini devono sapere che la loro bolletta costa in media il 20-25% in più della media europea anche perché l’Italia non dispone di un numero sufficiente d’infrastrutture come questa. Come si risolverà dunque il contraddittorio con il territorio? È giusto discutere, confrontarsi, approfondire i progetti dal punto di vista della sicurezza e della sostenibilità ambientale e garantire le migliori soluzioni tecnologiche, ma poi le decisioni vanno prese e concretamente attuate. Il governo dunque considera questo impianto strategico? Quali saranno i prossimi passaggi e si arriverà presto a dare addirittura il via alla costruzione? Bisogna portare avanti, in tempi rapidi e nei diversi livelli istituzionali, tutte le procedure necessarie per assumere decisioni concrete, puntando a iniziare i lavori al più presto. Quali benefici si possono attendere da un’opera come questa? A livello locale ci sarà un impatto in termini di occupazione, investimenti e sviluppo del porto. Più in generale, è un dato di fatto che crescita e occupazione passano per l’energia: tutti insieme abbiamo la responsabilità di ridurne il costo per i cittadini e le imprese.
CIE: avvocati in campo contro i divieti per i giornalisti
Marzo 17th, 2017 — CIE = Lager, General
Il Piccolo del 28/07/11
Avvocati in campo per aprire il Cie
GRADISCA E adesso si procede per tribunali. Dopo la mobilitazione di giornalisti e parlamentari, è arrivato il turno degli avvocati. L’Unione Forense per la tutela dei diritti umani, ha appena comunicato di avere impugnato dinanzi al Tar del Lazio la circolare 1305 del Ministro dell’Interno, che dal primo aprile vieta in modo assoluto e senza possibilità di deroghe, l’accesso da parte dei giornalisti ai centri di identificazione e espulsione, nonché ai centri di accoglienza per richiedenti asilo. Gli avvocati Anton Giulio Lana e Andrea Saccucci difendono i giornalisti Raffaella Cosentino (free lance, collaboratrice di Repubblica e Redattore Sociale) e Stefano Liberti (Il Manifesto), che alla loro richiesta di visita ai centri si sono visti opporre un diniego da parte delle prefetture di Crotone, Roma e Catania. Tali limitazioni della libertà di stampa costituiscono, secondo i legali, «un’indebita restrizione all’esercizio della libertà di stampa ed informazione, garantita dalla Costituzione e dalle norme internazionali in materia di diritti umani. Una restrizione fondata su motivazioni del tutto arbitrarie e discriminatorie». Il tema è stato toccato anche a Gradisca, dove il solo onorevole Carlo Monai (Idv) ha potuto varcare la soglia del Cie mentre la delegazione di Assostampa è stata come previsto “rimbalzata” dalla Prefettura goriziana. I Cie sono «l’emblema del fallimento assoluto della politica in tema di immigrazione clandestina». Lo afferma Maurizio Iannarelli, Segretario Generale Regionale del Friuli Venezia Giulia del sindacato di Polizia Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia (Coisp) all’indomani dell’iniziativa nazionale ”LasciateCientrare” che ha anche interessato la struttura di accoglienza di Gradisca d’Isonzo. «Le condizioni delle carceri – ha affermato invece Monai – sono certamente migliori del trattamento riservato a queste persone, molte delle quali non hanno commesso reati. Agli operatori dell’informazione – ha concluso – deve assolutamente essere consentito di raccontare all’opinione pubblica cosa sono queste strutture». Luigi Murciano
Pietra Sonica/ Concerti a Chiasiellis di Mortegliano
Marzo 17th, 2017 — General, Ultime
Venerdì 5 e Sabato 6 Agosto a Chiasellis di Mortegliano


Napoli: caos nell’alta velocità
Marzo 17th, 2017 — General, Ultime
Repubblica 31 luglio
Napoli, caos nell’Alta velocità
Guasto ai treni, migliaia bloccati
Gravi ritardi per i convogli in partenza e arrivo. Il numero dei passaggeri in attesa è destinato ad aumentare
NO TAV/ La Serracchiani è fuori di testa
Marzo 17th, 2017 — General, Loro
ECCOVI L’ABERRANTE TESTO che la Serracchiani ha proposto hai parlamentari europei
la notizia Ansa è del 13 luglio dopo la sottoscrizione di 42 parlamentari
http://www.carlofidanza.eu/wordpress/tav-fidanza-pdl-pieno-sostegno-a-realizzazione-progetto.html
TAV: FIDANZA (PDL), PIENO SOSTEGNO A REALIZZAZIONE PROGETTO
ANSA) – BRUXELLES, 13 LUG – ”In autunno l’Europa iniziera’ a discutere sulla revisione delle priorita’ delle reti transeuropee di trasporto. In vista di questa scadenza le istituzioni dell’Ue devono avere ben chiaro che il sistema-Italia (istituzioni, politica, imprese) crede con forza nello sviluppo di queste infrastrutture strategiche e che non saranno minoranze violente a rallentare il percorso o far recedere dagli impegni assunti”. Lo sottolinea Carlo Fidanza, europarlamentare del Pdl-Ppe, membro della commissione Trasporti, che insieme ai colleghi Cancian (Pdl) e Serracchiani (Pd) ha promosso una lettera al presidente della Commissione Ue Barroso e al commissario ai Trasporti Kallas sottoscritta da 42 eurodeputati italiani di Pdl, Pd, Lega e Udc.
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From: FIDANZA Carlo
Sent: 07 July 2011 15:30
To: MEP-IT-7th-Legislature
Subject: Lettera al Presidente Barroso e al Commissario Kallas – TAV
Importance: High
Cari Colleghi,
in allegato potete trovare una lettera che vorremmo spedire al
Presidente Barroso e al Commissario con delega ai trasporti, Kallas in
merito alla questione della linea ferroviaria ad alta velocità
Torino-Lione, parte integrante del progetto prioritario n.6 delle reti
TEN.
Chi volesse sottoscriverla può rispondere alla presente e-mail entro
domani mattina alle ore 10.30.
Vi ringraziamo per la vostra collaborazione e sostegno.
Cordiali saluti,
Carlo Fidanza
Antonio Cancian
Debora Serracchiani
Dear President Barroso,
Dear Commissioner Kallas,
following the recent unfortunate events occurring over the last weeks, which saw
local minority groups trying to block, also with violence, the beginning and the
progress of the works for the section of the TEN-T priority project n.6 between Turin
and Lyon in the northern Italian region of Piedmont, exactly in the area of Maddalena
di Chiomonte, Val di Susa, we, Italian Members of the European Parliament strongly
denounce those unacceptable facts, which delay the project and caused several
injuries, mainly among security forces.
Despite those difficulties, the Italian Authorities, on a bipartisan commitment, wanted
to respect the arrangements previously taken with the EU regarding the opening of the
construction site by 30 June 2011, and consequently starting with the drilling of the
tunnel for the project. During the Intergovernmental Conference in Rome on 6 July
2011, both the Italian and the French Governments have highlighted and confirmed
their strong willingness to carry on with this project.
We, Italian Members of the European Parliament are fully convinced that this project
has to be achieved and we are committed to support the development of transport
infrastructures which contribute to the modernisation of Italy, in this specific case, but
in general of Europe as a whole.
Therefore, for the above mentioned reasons and in view of the upcoming revision of
the Trans-European Transport Networks, which, as recently declared by the
Commission, will see PP6, named as “Mediterranean Corridor”, as integral part of the
next multi-annual financial framework, we, Italian Members of the European
Parliament want to confirm our strong support in this important cause.
Yours sincerely,
Traduzione
Caro presidente Barroso, Caro commissario Kallas, dopo gli sfavorevoli eventi
recentemente accaduti durante le ultime settimane, che hanno visto gruppi
minoritari locali che provavano ad ostruire, anche con la violenza, l’inizio
del progetto n.6 di priorità della TEN-T fra Torino e Lione nella regione
italiana del Piemonte, esattamente nella zona di Maddalena di Chiomonte, Val di
Susa, noi, membri italiani del Parlamento Europeo denunciamo fortemente quei
fatti inaccettabili, che fanno ritardare il progetto ed hanno causato varie
lesioni, principalmente fra le forze di sicurezza. Malgrado quelle difficoltà,
le autorità italiane, su un impegno bipartitico, hanno voluto rispettare le
disposizioni precedentemente prese con l’UE per quanto riguarda l’apertura del
cantiere entro il 30 giugno 2011 e conseguentemente cominciando con la
perforazione del traforo come da progetto.
Durante il congresso intergovernativo a Roma il 6 luglio 2011, sia i governi
italiani che francesi hanno evidenziato e confermato la loro forte compiacenza
a continuare con questo progetto.
Noi membri italiani del Parlamento Europeo siamo completamente convinti che
questo progetto debba essere realizzato e ci impegniamo per sostenere lo
sviluppo del trasporto e delle infrastrutture che contribuiscono
all’ammodernamento dell’Italia, in questo caso specifico, ma in generale
dell’Europa complessivamente.
Di conseguenza, per i motivi suddetti ed in considerazione della revisione
imminente di reti di trasporto transeuropee, che, come recentemente dichiarato
dalla Commissione, vederà PP6, chiamato come ” Corridoio Mediterraneo”, come
parte integrante della struttura finanziaria pluriennuale seguente, noi, membri
italiani del Parlamento Europeo vogliamo confermare il nostro forte appoggio
per questa causa importante.
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PORDENONE: L’ultima frontiera della democrazia-comunicato
Marzo 17th, 2017 — General, Repressione diffusa
L’ultima frontiera della democrazia
In un momento, come quello odierno, di profonda crisi occupazionale in
cui più forte dovrebbe essere la solidarietà, le istituzioni
pordenonesi hanno prontamente risposto con l’istituzione di un tavolo
per risolvere i problemi locali: fine della cassa integrazione per più
di 600 lavoratori, diminuzione degli ammortizzatori sociali, problemi
nella scuola, nella sanità etc. La soluzione è stata quella di
attribuire in modo perverso pari dignità a chi decide di muoversi per
Pordenone, soprattutto in macchina, per ragioni puramente personali
(lavoro? shopping? divertimento?), a chi cerca di portare alla luce le
ingiustizie che molti stanno subendo “tutti i giorni”. Se non fosse
tragico sarebbe comico rilevare che alla richiesta degli immigrati di
dignità, quella vera, diritti e libera circolazione sia stato risposto
contrapponendo la libertà di circolazione dell’automobilista e
dell’uomo/portafoglio pronto a rimpinzare le tasche dei poveri
bottegai pordenonesi. Noi anarchici e libertari non ci stiamo.
Denunciamo il tentativo di “paralizzare” chi vuole manifestare contro
ogni tipo di sopruso, di rendere lo sciopero sempre di più uno
spettacolo di burattini. Non saranno certo delle regole senza senso
(non è forse più penalizzante per “i cittadini” far partire una
manifestazione dal trafficato Largo San Giovanni piuttosto che da una
zona pedonale come p.tta Cavour) che ci spoglieranno della libertà,
quella vera, di occupare gli spazi e le vie cittadine per rendere
pubbliche le nostre rivendicazioni. A chi pensa che queste regole, a
cui non dimentichiamoci vanno aggiunte quelle nazionali sugli
obbiettivi sensibili, non siano dettate dal buon senso ma da un, non
troppo velato, sentimento liberticida; diciamo: “Sveglia! Fatti
sentire”.
Iniziativa Libertaria
PORDENONE: «Ambulatorio per irregolari da riaprire»
Marzo 17th, 2017 — General, Manifestazioni locali
Messaggero Veneto del 29/07/11
«Ambulatorio per irregolari da riaprire»
«Come antirazzisti e libertari, impegnati da anni nel pordenonese contro le derive xenofobe della Lega Nord e le continue vessazioni, prima umane ed ora istituzionali, che i migranti sono costretti a subire, ci dichiariamo fin da subito pronti a difendere ad oltranza la riapertura dell’ambulatorio per irregolari già chiuso con una legge regionale, che ricorda quelle eugenetiche del ventennio, da Narduzzi e compagni di merende». Iniziativa libertaria, il collettivo anarchico della città, torna a esprimersi in difesa degli immigrati. «Dalle ronde padane appena sdoganate dal prefetto ad ogni tentativo di rendere invivibile e inospitale questo territorio – continuano gli anarchici – a persone che ricercano legittimamente serenità per se e i propri cari, risponderemo con la stessa determinazione che ci ha contraddistinto fin’ora. La recente tragedia norvegese è un segnale fortissimo di un clima d’odio e persecuzione caro alle destre in Europa e che in Italia purtroppo trova fertile humus fra i partiti». Iniziativa Libertaria risponde «con le idee e la pratica dell’antifascismo. Il vaso è colmo».
NO TAV/ Dura contestazione alla festa del PD di Tavagnacco
Marzo 17th, 2017 — General, Noi
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Superate le 600 visite
Report da Tavagnacco 1° agosto Povera Serracchiani oramai sta somatizzando la nostra presenza (stava male e ha parlato poco). Pensa di farsi in pace la campagna elettorale per le prossime Regionali (sarà lei la probabile candidata del csx) ed invece arrivano i No Tav a disturbare la nuova star emergente della politica. Dopo Selz, dunque, Tavagnacco, sempre con il fiato sul collo ed il prossimo appuntamento sarà ad Aurisina (errata corrige: ad OPICINA in 19 agosto ore 18.00) Il documento che ha firmato la Serracchiani con il centrodestra e la Lega, a Strasburgo, è ignobile e la cosa gli va sbattuta in faccia. Questa volta la contestazione è stata dura e ai piddi gli è stato dato dei venduti e quant’altro. Non smentiremo di certo questo fatto. Per quanto riguarda i relatori, c’è da rilevare la “bella” performance del liberista Travan che dopo aver detto anche cose, tanto giuste quanto ovvie, ( la crisi è gravissima e non c’è più cash, cioè non c’è liquido, non ci sono soldi) ed aver criticato ferocemente il keynesismo e la politica del debito pubblico che ha caratterizzato america ed europa dal dopo guerra ad oggi, però di fonte alla TAV (che è puro Keynesismo! lo dice perfino Moretti! ) poi ha recitato la solita tiritera (obbligatoria per stare nel PD); ossia che “non possiamo mica essere tagliati fuori dall’europa”. In una decina di minuti alla fine del dibattito (i piddi non hanno mollato il microfono) sono successe una serie di cose divertenti fra le quali un dirigente del PD che si dicharava favorevole alla TAV ha chiesto di alzare la mano a chi era favorevole ed hanno alzato la mano in 4 di numero! Ce cojon! Per quanto riguarda la Serracchiani infine si ha l’impressione che oltre a fare le schifezze di Strasburgo non sappia più dire niente; la tipa è proprio negata è una specie di Gelmini di centrosinistra. Sono stati distribuiti ben due volantini e la presenza di attivisti (oltre una quindicina) era in parte nuova e combattiva. Si va verso la fondazione del Comitato NO TAV Udinese. |


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Primo volantino facciate A e B
Serracchiani peggio di Sonego
Perché il consociativismo esplicito e spudorato con il PdL e la Lega
contro il popolo della Valsusa in lotta?
Perché l’accanimento terapeutico per la tratta Venezia-Trieste della TAV?
13-07-2011
ANSA) – BRUXELLES, 13 LUG – ”In autunno l’Europa iniziera’ a discutere sulla revisione delle priorita’ delle reti transeuropee di trasporto.
In vista di questa scadenza le istituzioni dell’Ue devono avere ben chiaro che il sistema-Italia (istituzioni, politica, imprese) crede con forza
nello sviluppo di queste infrastrutture strategiche e che non saranno minoranze violente a rallentare il percorso o far recedere dagli impegni assunti”.
Lo sottolinea Carlo Fidanza, europarlamentare del Pdl-Ppe, membro della commissione Trasporti, che insieme ai colleghi Cancian (Pdl)
e Serracchiani (Pd) ha promosso una lettera al presidente della Commissione Ue Barroso e al commissario ai Trasporti Kallas
sottoscritta da 42 eurodeputati italiani di Pdl, Pd, Lega e Udc.
——————————————————————————————————– From: FIDANZA Carlo e al Commissario con delega ai trasporti, Kallas in merito alla questione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, parte integrante del progetto prioritario n.6 delle reti TEN. entro domani mattina alle ore 10.30. |
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Dear President Barroso, Dear Commissioner Kallas,
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Traduzione Caro presidente Barroso, Caro commissario Kallas, dopo gli sfavorevoli eventi recentemente accaduti durante le ultime settimane, che hanno visto gruppi minoritari locali che provavano ad ostruire, anche con la violenza, l’inizio del progetto n.6 di priorità della TEN-T fra Torino e Lione nella regione
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Comitati No Tav del Friuli ———>
Lato B
Il Corridoio 5 è una grande truffa
Mauro Moretti, ad del gruppo Ferrovie dello Stato , il 29 aprile 2011,
ha messo una pietra tombale non solo sulla tratta TAV Ve-Ts,
ma sul significato stesso del Corridoio 5.
Moretti infatti ha dichiarato:
“Trieste e Lubiana non hanno bacini di passeggeri sufficienti a proseguire su quella tratta.
Noi in questo momento abbiamo un sistema che rispecchia la domanda che viene espressa dal territorio,
abbiamo anzi il problema di riempire i treni. Non esiste il tema della carenza di offerta a Est di Mestre.
E a parte questo, anzi soprattutto, oltre confine non si sono ancora neppure le progettazioni preliminari.
Non so nemmeno se gli sloveni lo vogliono questo progetto,
sebbene le informazioni di cui dispongo continuino a confermarmelo.
Più che di fare i corridoi, loro hanno il problema di valorizzare il porto di Capodistria, lo sappiamo da sempre.
Se poi ci sono problemi di carattere finanziario da parte nostra, gli sloveni ne hanno anche di assai più grandi
a reperire le risorse ingentissime necessarie a costruire il corridoio ferroviario.”
La TAV dopo Illy.
Vediamo cosa dice oggi il nuovo progettista di RFI, Carlo Comin, che ha preso in mano
la progettazione della tratta Venezia-Trieste dopo la cadura di Riccardo Illy.
PASSEGGERI
Siamo partiti dall’andare ad Alta Velocità da Trieste a Milano e Torino perché la TAV
“rende competitivo il trasporto ferroviario rispetto a quello aereo” (Illy aprile 2008).
Sintesi delle posizioni di Comin (con le sue stesse parole)
Dopo due anni e mezzo siamo arrivati al punto che Trieste “l’Alta Velocità non la vede”
perché “fare una linea ad Alta Velocità avrebbe comportato un risparmio di 2, 3 minuti
è meglio far vedere alla gente la costiera secondo me no, dal treno, che è uno spettacolo unico…”
(Comin 2010)
MERCI (quelle qui sotto riportate sono esattamente le parole di Comin)
1) I traffici merci per ferrovia tra Venezia e Trieste sono POCA ROBA.
2) LA CAPACITA’ ATTUALE E’ SICURAMENTE ADEGUATA.
3) Siamo assolutamente vicino al milione di TEU e forse lo superiamo;
cioè 10 volte la capacità attuale del porto di Trieste
4) La prima criticità non è la linea ferroviaria, la prima criticità è il porto di Trieste.
5) il Porto di Trieste non genera traffico verso Est.
Non dovrà essere orientato verso Est perché sennò farà a cazzotti con Capodistria.
6) Vi faccio questo scenario per farvi capire i tempi:
DICIAMO FRA 70, 80 ANNI
7) Oggi lo Stato non ha soldi.
8) MA NON HA NEANCHE LA NECESSITA’ DAL PUNTO DI VISTA DELLA DOMANDA.
9) NON SAPPIAMO NEANCHE CHE TIPO DI TRASPORTO CI SARA’ FRA 40-50 ANNI.
10) NESSUNO CI OBBLIGA A FARE IL LAVORO.
http://www.youtube.com/watch?v=MQ1kfBeLnFg&feature=player_embedded
Poi per concludere in allegria vedetevi questo filmato da youtube nel quale il Senatore del PDL Paolo Scarpa
dichiara (il 6 maggio in Comune a Portogruaro) che la TAV non serve a un fioco secco
http://www.youtube.com/watch?v=S9_k1pVLtBk
Comitati No Tav del Friuli
Rivolte nei lager di Maroni
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash



