UDINE/ Foto No Tav 3 marzo 2012
Marzo 17th, 2017 — General, Noi
NO TAV/ La lotta si internazionalizza
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
UDINE/ Rassegna stampa 3 marzo No Tav
Marzo 17th, 2017 — General, Noi
Messaggero Veneto 4 marzo 2012

SLOGAN E STRISCIONI
In cento in piazza Libertà per dire no alla Tav

Solidarietà e pieno appoggio alla lotta della Val Susa dal Comitato No Tav di Udine. Erano circa un centinaio, ieri in piazza Libertà, gli aderenti al movimento che si oppone alla realizzazione della tratta ad alta velocità che dovrebbe collegare Torino a Lione. «Siamo scesi ancora una volta in strada per dire no alla tratta ad alta velocità e richiamare l’attenzione sulle violenze che in questi giorni stanno continuando in Val Susa – ha spiegato Gianmarco Romano del Comitato No Tav di Udine –. Quel territorio sta vivendo un’invasione militare in piena regola. L’incidente accaduto a Luca Abbà ne è un esempio: il terreno che le forze dell’ordine stavano sgomberando è di proprietà di Abbà che, per evitare di incorrere in una denuncia, è salito sul traliccio. È possibile seguire minuto per minuto quei terribili attimi grazie a decine di filmati caricati in rete». La linea ad alta velocità osteggiata in Val Susa dovrebbe favorire il trasporto su rotaia delle merci togliendo i tir dalle strade. Ma, secondo il Comitato No Tav di Udine, «l’opera è inutile e finirà per gravare sul debito italiano» ha detto Romano. «Sarebbe sufficiente migliorare la linea attuale per garantire un po’ di respiro alle autostrade – ha continuato l’esponente del Comitato No Tav di Udine –. Proprio nella nostra regione, poi, si evidenzia una contraddizione: da un lato il governo regionale investe per la realizzazione della terza corsia, dall’altro l’apertura del corridoio baltico. Entrambe spese importanti che non possono convivere». E dal Comitato No Tav fanno sapere che «l’insensatezza dell’opera è evidente dopo gli straordinari tagli dello stato sociale che stiamo vivendo: tagli alle ferrovie, alla scuola, all’università, alla ricerca, alla cultura, alla sanità, alle pensioni, al lavoro. Tutte conquiste sociali ottenute dal dopoguerra a oggi con grandi mobilitazioni popolari e con lotte politico-sindacali». A manifestare il proprio dissenso contro la linea ad alta velocità ieri in piazza Libertà è arrivato anche il segretario regionale di Rifondazione comunista Kristian Franzil: «È troppo grande lo squilibrio fra l’investimento, il costo in termini ambientali, da un lato, e le ipotizzate migliorie ai trasporti dall’altro – ha spiegato –. Per questo motivo come Rc ci siamo sempre opposti alle grandi opere. In regione sarebbe sufficiente sistemare le tratte Cervignano-Udine e Cervignano-Monfalcone per ottenere una tratta ad alta capacità in direzione nord. In un momento di crisi sono necessari dei tagli e prima di intervenire sulle pensioni sarebbe molto meglio fare una seria riflessione sulle grandi opere per eliminare tutte quelle che non sono assolutamente indispensabili e la Tav di certo non lo è». Michela Zanutto
Ma Michela Zanutto è forse l’addetta stampa di Kristian Franzil???
———————————————–
Il Gazzettino 4 marzo


CUDICIO MAURIZIO: va a vore, ma pardabon!!!
Marzo 17th, 2017 — General, Manifestazioni
La lettera del poliziotto Cudicio Maurizio ai No Tav
LA PROTESTA
Val di Susa, oggi nuove azioni
un poliziotto scrive ai manifestanti
Gli attivisti e i simpatizzanti si sono dati appuntamento a Giaglione per una “polentata”. Nel pomeriggio comincerà una “passeggiata” verso la vicina Valle Clarea. Su Facebook: “Ciao manifestante, chi ti parla è quello ‘sbirro’ che odi e che vorresti vedere morto”
ROMA – Dopo le manifestazioni di ieri 1è stata una notte tranquilla quella della Valle di Susa, che oggi ospiterà una nuova iniziativa del movimento No Tav. Gli attivisti e i simpatizzanti si sono dati appuntamento a Giaglione per una “polentata”: un’iniziativa a sfondo gastronomico che promette di essere pacifica. Nel pomeriggio dal paese di Giaglione comincerà una “passeggiata” – per usare la definizione dei No Tav – verso la vicina Valle Clarea, dove sorgono le recinzioni che delimitano l’area in cui è previsto lo scavo di un tunnel preparatorio della ferrovia ad alta velocità.
Nel frattempo il Viminale promette linea dura contro i manifestanti 2arrivando ad ipotizzare il reato di associazione a delinquere. Il tutto mentre un poliziotto affida a Facebook il suo personale tentativo di dialogo con chi protesta. “Ciao manifestante, chi ti parla è quello ‘sbirro’ che odi e che vorresti vedere morto” scrive Maurizio Cudicio, sovrintendente della Polizia, in servizio alla Questura di Trieste, rappresentante del sindacato di Polizia Consap. Molte le risposte che, alla riflessione di fondo del poliziotto (“Un’unica barriera fra di noi: il pregiudizio!), replicano in modi, contenuti
e colori diversi, fino all’amarezza di Marco: “Questa è una guerra fra poveri. Va a finire – scrive Marco a Maurizio – che presto verrò anch’io sull’autostrada, per accompagnare i miei figli. Tre persone in più da prendere di peso. Non esagerare…”.
FOTO: LA LETTERA SU FACEBOOK 3
Infine il fratello di Peppino Impastato racconta la telefonata con il ragazzo No-Tav diventato famoso per la sua provocazione al carabiniere 4. “A Marco Bruno l’ho detto con molta chiarezza: mio fratello Peppino non avrebbe mai fatto una cosa del genere, pur avendo avuto anche lui rapporti difficili con le forze dell’ordine” dice Giovanni Impastato intervistato dalla Stampa. “Mi ha chiamato venerdì per dirmi che gli dispiaceva di aver tirato in mezzo al casino il nome di Peppino. Mi ha chiesto scusa e ha giustificato il suo gesto come uno sbaglio per eccesso d’ammirazione verso la figura di mio fratello”, afferma Impastato. “Io ho cercato di spiegargli chi era veramente Peppino, un ragazzo vissuto in tempi certamente non facili ma capace di non perdere mai il senso della correttezza, della democrazia e della lotta giusta. Altro che provocare le forze dell’ordine. Anche quando si arrivò allo scontro fisico scelse la via della resistenza passiva”.
(04 marzo 2012)
su goolgle cudicio maurizio
-
Il poliziotto scrive agli studenti: “Non siamo contro nessuno” – Italia …
blog.panorama.it/…/il-poliziotto-scrive-agli-studenti-non-siamo-contr…21 dic 2010 – Maurizio Cudicio, poliziotto in servizio alla questura di Trieste e fondatore del gruppo su facebook “Movimento poliziotti”, punto d’incontro fra …
-
Risposta alla lettera di Maurizio Cudicio (questura di Trieste …
www.senzasoste.it/…/risposta-alla-lettera-di-maurizio–cudicio-questur…21 dic 2010 – Caro Cudicio può capitare nel nostro paese di andare ad un corteo, scendere da un treno ed essere offeso e ricevere sputi dalla Guardia di …
-
Maurizio Cudicio, poliziotto in serivizio alla Questura di Trieste …
domani.arcoiris.tv/author/maurizio–cudicio/Articoli di Maurizio Cudicio, poliziotto in serivizio alla Questura di Trieste: Cari studenti, io poliziotto sto dalla vostra parte del 22-12-2010 in C’è posta per noi …
-
La lettera del poliziotto Maurizio Cudicio…Leggete.. | Facebook
it-it.facebook.com/note.php?note_id=176217435733129Studenti del Pareto ha scritto una nota intitolata La lettera del poliziotto Maurizio Cudicio…Leggete.. Leggi il testo intero qui.
-
Maurizio Cudicio – Italia | LinkedIn
it.linkedin.com/pub/maurizio–cudicio/30/14b/54aVenezia, Italia – Team Leader impianti presso Ditta personaleVisualizza il profilo professionale di Maurizio Cudicio (Italia) su LinkedIn. LinkedIn è la rete professionale più grande al mondo utilizzata dai professionisti come …
-
Maurizio Cudicio
www.posd.it/organigramma/53-friuli…/147-maurizio–cudicio.htmlIl dott. Cudicio ricopre anche la carica ad interim di Capo dipartimento regionale per la Polizia di Stato. Spot PSD. miniatura-clip. SpreadFirefox. Menu Principale …
-
CUDICIO MAURIZIO BORGORICCO 3, V. UGO FOSCOLO
eltel.elenchitelefonici.it/…/mappe.asp?…CUDICIO%20MAURIZIOCUDICIO MAURIZIO 3, V. UGO FOSCOLO 35010 BORGORICCO (PD) Tel. 0499336470. Utenti connessi: 4405 I contenuti dei servizi sono copyright Elenchi …
-
In risposta a Maurizio Cudicio, del Movimento Poliziotti | LA VALLE …
www.lavallecheresiste.info/?p=3530In risposta a Maurizio Cudicio, del Movimento Poliziotti. marzo 04, 2012 Tony. polizia_vsnotav. Nel rispondere a Maurizio Cudicio del Movimento Poliziotti …
-
Maurizio Cudicio | Facebook
it-it.facebook.com/people/Maurizio–Cudicio/100001277045166Iscriviti a Facebook per connetterti con Maurizio Cudicio e altre persone che potresti conoscere. Grazie a Facebook puoi mantenere i contatti col mondo e avere …
-
Articoli di Maurizio Cudicio
www.grnet.it/articoli-di-maurizio–cudicio20 lug 2011 – cudicio-piccolo Roma, 20 lug – (di Maurizio Cudicio) Sono un poliziotto e mi è veramente difficile, anche a dieci anni di distanza, scrivere in …
Movimento Poliziotti – Info | Facebook
CUDICIO MAURIZIO – Description: Lottiamo insieme per dare sicurezza serenita’ e tranquillita’ alla gente! siamo e vogliamo restare poliziotti degli Italiani!.
-
Lettera del poliziotto Cudicio di Trieste – YouReporter.it
www.youreporter.it/foto_Lettera_del_poliziotto_Cudicio_di_Trieste_114 dic 2010 – È la «lettera aperta» del poliziotto Maurizio Cudicio della questura di Trieste agli studenti che andranno in piazza. L’ha scritta aprendo il grup…
-
Maurizio Cudicio – ultime notizie su Maurizio Cudicio – Il Sole 24 Ore
argomenti.ilsole24ore.com/maurizio–cudicio.html20 dic 2010 – La lettera del poliziotto agli studenti Rimbalza su blog e social network la «lettera aperta» che un poliziotto, Maurizio Cudicio, della questura di …
-
Maurizio Cudicio — Blogs, Immagini, e altro in WordPress
it.wordpress.com/tag/maurizio–cudicio/DI SEGUITO, LA LETTERA APERTA SCRITTA DA UN POLIZIOTTO DI TRIESTE, MAURIZIO CUDICIO, RIVOLTA A TUTTI GLI STUDENTI IN LOTTA. Sento il …
REPRESSIONE/ L’analisi e la strategia del Viminale
Marzo 17th, 2017 — General, Manifestazioni
E il Viminale studia le contromosse associazione a delinquere per i ribelli
Nei dossier del ministero la paura per gli anarcoinsurrezionalisti Il governo teme un patto tra centri sociali e autonomi per limitare la parte pacifista di LIANA MILELLA
ROMA – Quando sono le otto di sera il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri e il capo della polizia Antonio Manganelli possono tirare il fiato. Proteste in tutt’Italia sì, ma contenute sia nei numeri che nelle forme. Lo spauracchio di chi ipotizzava, dopo le parole di Monti a palazzo Chigi, una risposta volutamente violenta si è dissolto. Un sabato che però non fa calare di un grado il livello di allarme ai massimi livelli che c’è sulla Tav e sul rischio di “reazioni violente a sorpresa”. Una preoccupazione che resta in capo all’agenda di Monti e Cancellieri.
Dalle manifestazioni esce confermata la documentata fotografia scattata in questi mesi dalla task force anti-terrorismo del Viminale e raccolta nei numerosi dossier sul movimento No-Tav, via via aggiornati, che in queste ore fanno bella mostra sulla scrivania dell’ex prefetto oggi al vertice dell’Interno che è una divoratrice di “carte”. Fogli in cui si spiega come gli avvenimenti in Val di Susa siano “uno snodo fondamentale” per il futuro dei nemici giurati dell’alta velocità e come le mosse dello Stato vadano calibrate “con grande attenzione per evitare che la componente più aggressiva del movimento possa prendere il definitivo sopravvento”. Rapporti in cui si ipotizzano nuove misure legislative: una lettura estensiva dell’associazione a delinquere, per poterla applicare anche agli anarchici, l’arresto differito, il reato di blocco stradale ferroviario.
VINCONO I DURI
In quei fogli è documentato un fatto. Il seguente: “Tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 la componente più aggressiva della galassia No-Tav ha preso il sopravvento, ma il pericolo è che essa, con i suoi exploit, possa far perdere più ampi consensi alla causa”. Nasce da qui la strategia di contrasto dello Stato decisa venerdì a palazzo Chigi e illustrata dal premier Monti. Consiste in un mix tra dissuasione e repressione che non assecondi la definitiva vittoria delle frange più barricadiere del movimento.
LE ANIME
È molto composita, ma numericamente contenuta, la galassia No-Tav. Dopo gli scontri del 27 giugno e del 3 luglio 2001 nel cantiere di Chiomonte la polizia ha lavorato per mesi. Ci sono stati i 26 arresti di Torino e ci sono i dossier destinati alla politica. Raccontano di un anima “politica e non violenta” del movimento in cui si ritrovano partiti come Rifondazione, Sel (Vendola), Idv e Verdi, la Fiom, il sindacalismo di base, Grillo e il popolo viola. Poi ecco l’anima locale e valligiana, quella dei sindaci e degli amministratori, che per motivi atavici rifiutano l’impatto, considerato violento, della Tav. Poi c’è la terza anima, quanto mai composita, in cui c’è una dinamica forte sulle modalità di lotta. È l’area che nei dossier viene definita “obiettivamente la più pericolosa”. Si divide tra gli autonomi e gli anarcoinsurrezionalisti che “hanno stipulato un’alleanza tattica con momenti di fortissima contrapposizione interna”. Da una parte Askatasuna, il famoso centro sociale torinese, cui fanno capo analoghi gruppi, dalla Panetteria di Milano ad Acrobax di Roma, da Gramigna di Padova a Crash di Bologna. Dall’altra gli anarchici torinesi che, in una scala di pericolosità, si collocano al livello più alto.
I NUMERI
È la terza anima, autonomi ed anarchici, quella che “ha conquistato la leadership della protesta con una grande capacità di attrazione e con solidi contatti anche all’estero”. Collegamenti stabili con gruppi analoghi in Francia, in Germania, in Spagna e tra i baschi. Ma i numeri restano bassi. A Torino la polizia stima che la cosiddetta “capacità di mobilitazione” oscilli tra le 300 e le 500 persone, con notevoli variazioni tra manifestazioni tenute nei giorni feriali oppure nei fine settimana. A livello nazionale la sfera di influenza del movimento va da 1.500 a 2mila persone.
LA DIALETTICA
Tutto si gioca adesso, con la riapertura del cantiere. Ora si vedrà il comportamento di chi, per ostacolare gli espropri, ha comprato anche uno o due metri di terra. Ma il futuro dipende anche dall’abilità dello Stato nel “dialogare” con il movimento. “Dividere i buoni dai cattivi” hanno detto a palazzo Chigi. In proposito, viene letto come “un segnale positivo” quello del caso Abbà, il No-Tav precipitato dal traliccio dell’alta tensione, dove la polizia ribadisce di “non avere alcuna responsabilità”, ma che avrebbe potuto essere utilizzato dal movimento come una sorta di vessillo, mentre non così non è stato.
LE NORME
L’eventualità di nuove norme penali è all’ultimo posto nei dossier. Per il rischio che ciò accentui una lettura solo in chiave di ordine pubblico della Tav. Però le richieste delle forze di polizia sono ben precise. Innanzitutto un’interpretazione più ampia del 416, l’associazione a delinquere finalizzata al terrorismo, applicabile anche agli anarchici che pure rifiutano l’etichetta di gruppo associativo. Poi l’arresto differito per chi commette reati in piazza. Infine un ritorno al reato di blocco stradale e ferroviario. Un capitolo sul quale, almeno per adesso, s’è deciso di soprassedere.
(04 marzo 2012)
Trieste/ Passeggiata No Tav 3 marzo 2012
Marzo 17th, 2017 — General, Noi

Sabato 3 marzo un corteo di circa 200 persone ha attraversato le zone pedonali della città distribuendo volantini di solidarietà con i valsusini in lotta. Numerosi anche gli interventi al megafono. Dopo aver attraversato tutto il centro il corteo è terminato di fronte alla sede della RAI, per denunciare il ruolo mistificatorio e terroristico dei media nella vicenda TAV. Sia i giornali che le televisioni tacciono sulle ragioni contarie al TAV, mentre esaltano il ruolo del governo e della polizia in valle. Ma è impossibile nascondere il fatto che la lotta in Val di Susa sia un patrimonio di gran parte della popolazione e che la solidarietà in tutt’Italia è forte ed estesa. Lo dimostrano le manifestazioni che in questi giorni si sono svolte in moltissime città. A Trieste quella di sabato è stata la quarta iniziativa no tav in sei giorni…
La resistenza continua!
E’ uscito il n.116 di Germinal
Marzo 17th, 2017 — General, Gruppo Anarchico Germinal
E’ uscito il numero invernale del giornale Germinal…
il numero 116…
C’è una novità. Questo numero sarà online sul sito web del Germinal www.germinalonline.org
Dalla prima pagina lo potete scaricare e poi stampare in formato A3 (due facciate per pagina).
Oppure lo potete leggere dal vostro computer sin da subito.
Diffondete, grazie!
Per qualsiasi info: germinal@germinalonline.org

FERROVIE: la disastrosa situazione in regione
Marzo 17th, 2017 — General, Treni
Di fronte a questa situazione scandalosa continuano a blaterare le cazzate sulla TAV…vergognoso!
Da Il Piccolo del 06/03/12
Riccardi a Moretti: 537 treni cancellati
L’assessore in una lettera chiede un confronto e dà le cifre sui convogli soppressi nel 2012 nel Fvg. I disagi dell’utenza
di Roberto Urizio
TRIESTE
Oltre cinquecento treni soppressi nei primi due mesi del 2012 e disservizi di vario genere nelle stazioni. La Regione non ci sta e, attraverso una lettera inviata dall’assessore Riccardo Riccardi all’ad di Trenitalia Mauro Moretti, chiede un incontro urgente per valutare i problemi e arrivare a una soluzione. «Da molti mesi ormai i servizi ferroviari svolti da Trenitalia sul territorio regionale presentano, come noto, una situazione di estrema criticità. – inizia la nota di Riccardi – Numerosi treni soppressi ed altri in correlato ritardo, a cui si aggiunge, in particolare nei momenti di maggiore criticità, un’informazione ai viaggiatori estremamente carente quando non del tutto assente».
L’assessore regionale sciorina i numeri, che sono impressionanti. Nei soli mesi di gennaio e febbraio 2012 il totale delle soppressioni di treni per cause attribuibili a Trenitalia (esclusi quindi scioperi e cause esterne) è risultato essere, in termini di ore di servizio, superiore al 35% delle intere soppressioni dell’anno passato, in cui peraltro è stato superato di ben 3 volte il limite per l’applicazione delle penali previste dal contratto di servizio. Il numero di treni parzialmente o totalmente soppressi, nel 2011 è risultato pari a 1.552 mentre nei primi due mesi del 2012 si sono avute già 537 soppressioni (dovute perlopiù a carenze di personale e allo stato del materiale rotabile), delle quali circa la metà in fascia pendolari. La linea Casarsa – Portogruaro la fa da padrone, con 282 treni soppressi tra gennaio e febbraio contro gli 806 dell’intero 2011. Ma quello dei treni non è l’unico problema. « ciò si assommano puntuali situazioni di criticità determinate da scelte unilaterali di codesto Gruppo, – prosegue Riccardi – come ad esempio la chiusura dei servizi igienici in alcune stazioni (peraltro giustificata sulla base di inesistenti normative europee), l’eliminazione delle sedute nelle aree di attesa della stazione di Trieste, il significativo prolungarsi dei lavori di riqualificazione delle pensiline nella stazione di Udine e le citate carenze informative a bordo treno ed in stazione che hanno determinato ulteriori disagi per i viaggiatori». i sono poi ritardi «nella consegna del nuovo materiale rotabile (4 complessi Vivalto) la cui messa in esercizio risulta contrattualmente prevista già per il dicembre del 2011». Riccardi, rivolgendosi a Moretti, definisce «inaccettabile l’ulteriore protrarsi di tale situazione in quanto sostanzialmente lesiva del diritto alla mobilità dei cittadini del Friuli Venezia Giulia e reputo pertanto necessaria una tempestiva ed adeguata azione da parte Sua, del gruppo FS e di Trenitalia in particolare per la risoluzione di tali criticità».
E se Trenitalia non fosse in grado di fornire risposte adeguate, «la Regione si riserva di avviare una ridiscussione delle prestazioni inserite nel vigente contratto di servizio». In quali termini? «Non sono ancora in grado di dirlo. Aspettiamo prima le risposte da parte di Trenitalia» afferma Riccardi che nella lettera richiama anche le regole per quanto riguarda i viaggiatori: «L’articolo 17 , comma 1 del Regolamento (CE) 1371 del 23 ottobre 2007 prevede tra l’altro che ‘…i passeggeri titolari di un titolo di viaggio o di un abbonamento che siano costretti a subire un susseguirsi di ritardi o soppressioni di servizio durante il periodo di validità dello stesso possono richiedere un indennizzo adeguato secondo le modalità di indennizzo delle imprese ferroviarie…’». A buon intenditor…
Da Il Piccolo del 05/03/12
Fino a Trieste ma non prima del 2020
di Gigi Furini MILANO Per ora, a parte qualche tratto già realizzato, il tracciato è solo segnato con un pennarello su una cartina d’Europa. Il “Corridoio V” è la ferrovia che dovrà (o dovrebbe) collegare in futuro le città di Lisbona (estremo ovest dell’Europa) con Kiev, capitale dell’Ucraina. In Val di Susa si discute e si manifesta, ma le altre tratte a che punto sono? Le tratte. L’unico percorso completato è quello tra Torino e Milano. Nel capoluogo lombardo c’è il collegamento con Roma e Napoli e questo è un po’ il fiore all’occhiello delle nostre Ferrovie che possono collegare Torino a Salerno. Da Milano per arrivare a Trieste bisogna però deviare per Brescia e Verona. Ad oggi, sul tratto Milano-Venezia sono attivi solo i tratti Milano-Treviglio (27 chilometri) e Padova-Mestre. Il resto è tutto da fare. E’ in fase di costruzione il tratto Treviglio-Brescia (39 chilometri) e anche il tratto (12 chilometri) che dovrà collegare la linea TAV con la stazione di Brescia, sul vecchio tracciato della Milano-Venezia. Infatti, come già realizzato sulla Torino-Milano, e come è facilmente intuibile, i nuovi treni ad alta velocità non utilizzeranno i vecchi binari e i vecchi tracciati. Si tratta di convogli che, arrivando anche a 300 chilometri orari, non possono trovare “ostacoli” come i passaggi a livello, i vecchi scambi e le vecchie stazioni. Sul percorso Torino-Milano si è scelto, per un lungo tratto, di affiancare l’attuale autostrada. Invece, il tratto Milano-Brescia correrà parallelo all’attuale linea delle Fs, ma solo spostato più a sud. Il tratto Brescia-Verona sarà lungo 73 chilometri e avrà due interconnessioni con la linea esistente. Altri 10 km di attraversamento urbano collegheranno la nuova ferrovia all’attuale stazione di Verona. Da Verona a Padova ci sono altri 75 chilometri che correranno paralleli all’attuale ferrovia (invece il tratto Padova-Mestre è in funzione dal 2007. Secondo l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, l’intera tratta Milano-Venezia sarà pronta entro il 2020. «Ma per farlo — ha aggiunto — bisognerà tenere il ritmo di realizzazione tenuto sulla tratta Milano-Treviglio». Invece il tracciato Venezia-Trieste è ancora da decidere. C’è chi vorrebbe semplicemente raddoppiare l’attuale linea, chi vorrebbe che la TAV si avvicinasse un po’ a Jesolo, vera capitale del turismo estivo in Veneto e chi vorrebbe una mega-stazione in corrispondenza dell’aeroporto Marco Polo. I soldi. Difficile fare previsioni sui costi, anche perché in Italia siamo abituati a vedere le cifre lievitare a vista d’occhio. Parte dell’impegno finanziario arriverà dall’Europa, ma dovranno far la loro parte anche lo Stato e le Regioni. «I privati — dice Moretti — sono benvenuti, ma se si impegnano anche nella progettazione e gestione della linea. Se devono solo prestare soldi non servono, sul mercato mondiale troviamo capitali più a buon mercato». E, naturalmente, i problemi non sono finiti una volta arrivati a Trieste. «Fra Trieste e Lubiana — dice ancora Moretti — non c’è un bacino di passeggeri sufficiente a ripagare l’opera. Ci sono problemi finanziari da noi e ancora maggiori in Slovenia. Il progetto, comunque, rimane». Dalla Slovenia si deve andare in Ungheria e qui i problemi aumentano: in alcune tratte la linea ferroviaria non è elettrificata. I dubbi. Mentre l’Europa sembra voler tirare dritta, i dubbi aumentano con il passare del tempo. «La nozione di corridoio — spiega ad esempio Marco Ponti, docente di Economia dei trasporti al Politecnico di Milano — è ragionevole per garantire le scelte di Paesi limitrofi, per evitare insomma che uno faccia un’autostrada verso il confine e l’altro vi progetti una ferrovia. Detto questo, i “corrodoi” non hanno un senso funzionale, perché i traffici che li interessano sono per il 95% interni ai singoli Paesi, non sono traffici transfrontalieri». Insomma, sembra dire il professor Ponti, ma quante merci avranno da scambiarsi, in futuro, la capitale del Portogallo con la capitale dell’Ucraina, per giustificare una ferrovia che trasporti le merci da un capo all’altro dell’Europa? Senza contare che, fra i due Paesi, è fortemente competitivo il trasporto via mare. E poi c’è il traffico passeggeri, che già si muove e si muoverà in aereo. «Oltre i 500 chilometri — dice Ponti — neppure le ferrovie ad alta velocità sono competitive con l’aereo»
Solidarietà a Tobia in sciopero della fame!
Marzo 17th, 2017 — General, Val Susa
Diamo voce a Tobia!
Tobia Imperato, uno degli arrestati per la resistenza No Tav allo sgombero
della Maddalena, è ormai al quarto giorno di sciopero della fame.
In carcere aveva già perso cinque dei suoi 89 chili, in tre giorni di
digiuno ne ha persi altri quattro. Il giudice gli impone il divieto di
comunicare all’esterno in qualsiasi modo: non può scrivere lettere o mail,
non può telefonare.
Un’imposizione odiosa che rende i suoi domiciliari quasi peggiori del
carcere, dove poteva scrivere e ricevere visite.
Chi lo costringe a scegliere tra il silenzio e il carcere sarà obbligato a
sentire la risacca profonda della sua protesta.
Ha fatto richiesta di poter essere visitato da un medico ma sinora il
giudice non ha risposto.
Alcuni amici e compagni hanno pensato di proporre a tutti un’azione di
sostegno alla sua lotta di libertà.
Diamo voce a Tobia!
Tutti sono invitati a scrivergli, inviando ovunque copia della lettera.
Potete scrivere ad anarres@inventati.org. Tutte le lettere gli saranno
inoltrate.
http://anarresinfo.noblogs.org
__________________________________
RIGASSIFICATORE: gas natural non molla
Marzo 17th, 2017 — General, Mare
Dal Piccolo del 08/03/12
Diffida di Gas natural in Regione: «Processo avviato, nessun rinvio»
Il 14 prima riunione per l’Autorizzazione ambientale. La Provincia chiede e ottiene una proroga per vedere i documenti nuovi. Poi la marcia indietro. Oggi la Giunta dà il parere, il 12 lo porta in aula
di Gabriella Ziani
Gas Natural ha diffidato la Regione. Non dilati i tempi della macchina autorizzativa per il rigassificatore di Zaule già in piena corsa. Per il 14 marzo era stata fissata alla Direzione ambiente della Regione una riunione di Comune, Provincia, Arpa, Azienda sanitaria e altri enti, nell’ambito del sottoprocedimento per la concessione, o meno, dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale. Avendo notizia che la Regione stessa aveva domandato alla multinazionale, a gennaio, ma forse un’altra volta anche successivamente, ancora nuovi documenti integrativi, la Provincia ha chiesto che la data del 14 fosse posticipata. Anche per prendere visione delle carte in arrivo. Come decidere su documentazione incompleta o sorpassata? Proposta accolta. Riunione rinviata.
Ma ecco che Gas natural ha reagito duramente. Ha spedito una diffida alla Regione non concedendo margini di manovra. E così la Regione è tornata sui propri passi, e il 14 tutti si troveranno attorno al tavolo, a discutere di aria, scarichi a mare, rifiuti, temperature dell’acqua, rischi per la salute, di quanto l’impatto del rigassificatore si presenta compatibile o meno, e in che modo, con l’ambiente.
Se la conferenza dei servizi, dopo questa o successive riunioni, non trovasse un accordo, la parola (come fu per l’Aia della Ferriera) uscirà dall’ambito tecnico, e passerà alla decisione politica della Regione.
Lo stesso schema, entro il termine di aprile, si ripresenterà per l’autorizzazione definitiva, ultimo atto del procedimento gestito dal servizio Energia della Direzione regionale ambiente. Il ministero ha già oltre due anni fa approvato la Valutazione d’impatto ambientale (Via), con molte prescrizioni, Gas natural ha risposto con molte modifiche al progetto: tecniche, di sicurezza e di impatto sul paesaggio. Tutte depositate in Regione. I passi ministeriali sono finiti. Ora tocca al territorio. Se gli enti riuniti dicessero per esempio “sì al rigassificatore”, l’autorizzazione avrebbe valore definitivo, dal giorno dopo potrebbero cominciare i lavori.
Alla conferenza dei servizi decisiva parteciperanno numerosissimi enti (il Comune di Muggia, escluso, ha fatto ricorso al Tar per essere riammesso). Secondo la legge regionale 7 del 2000, il processo decisorio della conferenza dei servizi ha questi termini: tranne che per le materie di ordine sanitario, esiste il “silenzio-assenso” (chi non partecipa è come se votasse “sì”); il dissenso subisce una classificazione, se è “qualificato” vale di per sè, in caso contrario si passa a ulteriori consultazioni per studiare una migliorìa convincente. Se da quella sede non esce invece un valido voto definitivo, è di nuovo la Regione a deliberare in sede politica. Tenendo conto o meno dei pareri tecnici. Partita all’ultimo respiro. Enti locali per il “no” (e pesa anche il “no” sloveno, appoggiato da un ricorso al Tar), Confindustria per il “sì”. Regione favorevole. Pdl però spaccato a metà.
Dopo il compatto voto negativo “bipartisan” del consiglio comunale di Trieste, dopo le prudenti virgole del ministro dell’Ambiente Corrado Clini durante la sua audizione a Trieste, ora tocca alla Provincia. La Giunta Poropat decide oggi il proprio orientamento. Porterà la delibera in consiglio il giorno 12. Riflessioni fino all’ultimo: «È un passo difficile – secondo l’assessore all’Ambiente Vittorio Zollia -, non si tratta solo un’opinione di natura politica». A tutt’oggi la Provincia non sa se nuovi documenti siano arrivati o meno.
Ma c’è di più: la Regione stessa ha dubbi procedurali. Si sta accertando se l’imminente conferenza dei servizi decisoria debba tenersi a Trieste o a Roma. Mentre British Gas Italia scappa da Brindisi perché in 11 anni non ha chiuso la sua partita col rigassificatore, mentre Gas natural diffida per fretta, i dubbi in campo sono più d’uno, e l’esito dunque sarà tutto da vedere.

