
Sequestro CSA/ Rassegna stampa 11 dicembre. 22 anni di storia non si cancellano
Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
Copenhagen/ In nome della Natura
Marzo 17th, 2017 — Clima e Potere, General
IL VERTICE SUL CLIMA
Copenaghen, sale la tensione
È il giorno dei no-global

Summit super-blindato per il corteo. Attesi 80 mila manifestanti
Primi arresti tra gli attivisti
ACQUA/ La Carnia dice No all’ampliamento della centrale si Somplago
Marzo 17th, 2017 — Comitati, General
Centrale di Somplago, 9 mila no:
«Rovina il lago e il territorio»
Cresce e si diffonde a macchia d’olio la protesta contro la realizzazione dell’ampliamento della centrale idroelettrica a Somplago, sul lago di Cavazzo. Sono già quasi novemila le firme raccolte nei quattro comuni interessati dal mega-impianto: Cavazzo, Trasaghis, Bordano, Verzegnis. E le iniziative non si fermeranno qui.
Sequestro CSA/ Rassegna stampa 12 dicembre/ Il Gazzettino
Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
Il Gazzettino
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Sequestro CSA/ Rassegna stampa 12 dicembre/ Messaggero Veneto
Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
MV SABATO, 12 DICEMBRE 2009
| Pagina 2 – Udine |
| L’assessore Franzil: potrebbero restare in via Scalo nuovo pagando l’affitto |
| «Non hanno mai creato problemi» |
Il Comune difende il Centro sociale: troveremo soluzioni per la sede |
| IL SINDACO |
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| di LUANA DE FRANCISCO Non ci erano riusciti tre anni fa, quando il Centro sociale autogestito finì per optare per l’occupazione della palazzina di via Scalo nuovo, ci riprovano adesso, con una proposta che, nelle aspettative del Comune, punta a regolarizzare i rapporti con le Ferrovie dello Stato, proprietarie dell’immobile, e a lasciare gli anarchici dove sono. Come? Semplicemente, favorendo la formalizzazione di un contratto d’affitto. Non prima, però, che la magistratura decida di fare togliere i sigilli apposti giovedì dai carabinieri per occupazione abusiva di edificio. |
| Il giorno dopo il sequestro preventivo di quella che, dal 2 giugno 2006, era diventata la sede del Csa, è il Comune a scendere direttamente in campo e a proporsi in qualità di mediatore tra occupanti e proprietà. E lo fa, partendo da due indispensabili premesse. Primo: «I luoghi di aggregazione cittadina, Csa compreso – ha affermato il sindaco Furio Honsell – sono un elemento molto importante per la nostra amministrazione». Secondo: «In tanti anni di esistenza e, ancor di più, dopo lo sgombero dalle “casette” di via Volturno – continua Honsell –, non mi sembra che il Centro sociale autogestito abbia mai dato problemi nè alla cittadinaza, nè tanto meno all’amministrazione comunale». Da qui, l’impegno a trovare una soluzione definitiva e concordata per la sede. «La nostra proposta – ha spiegato l’assessore alle Politiche giovanili, Kristian Franzil – è di cercare di regolarizzare la presenza del Csa nell’edificio di via Scalo nuovo, trasformando la brutta esperienza dello sgombero in un’opportunità di crescita. L’idea, in altre parole, è di verificare la disponibilità di Ferrovie dello Stato ad arrivare a un compromesso che permetta ai frequentatori del Centro sociale di restare nella palazzina pagando un affitto». Ben diversi, intanto, i toni adoperati dagli stessi rappresentanti del Csa, per commentare il sequestro. «Un atto di inaudita gravità – lo hanno definito –, compiuto dai carabinieri approfittando della riunione del Movimento studentesco, per intimidire gli studenti che si trovavano nei locali e che ora sono riconvocati in caserma per accertamenti». Secondo gli occupanti, «carabinieri e magistratura vogliono apparire i primi della classe nel clima di pesante repressione in atto in Italia. É fin troppo chiara – continuano – la volontà politica di chiudere la bocca a uno spazio che da anni lotta per una nuova cultura autogestita». Contestata anche l’origine del provvedimento. «Le Ferrovie – è stato ribadito – non hanno mai richiesto alcun sequestro». Reazioni contrastanti anche negli ambienti politici. Con Alessandro Oria, consigliere comunale del Pd, che ha espresso «solidarietà al Csa e una forte preoccupazione per la morsa che si sta stringendo sul Friuli, per restringere gli spazi di libertà e appiattire l’orizzonte di tutti». E con Massimo Blasoni, consigliere regionale del Pdl, secondo il quale, invece, «con lo sgombero è stata ripristinata la legalità. Ci sono molte associazioni, spesso meritorie e attive nel campo del volontariato – ha detto – che non hanno una sede o faticano a trovarla. Non si capisce perchè dovremmo accettare che qualcuno possa violare ogni legge di convivenza civile, occupando spazi non suoi». |
Sequestro CSA/ Rassegna stampa 13 dicembre: Pazzesco denunciati i ragazzi
Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
DOMENICA, 13 DICEMBRE 2009
| Pagina 2 – Udine | |
Indagati gli otto ragazzi “occupanti” |
L’inchiesta |
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| I carabinieri del Nucleo investigativo li avevano trovati nel cortile dell’immobile di via Scalo nuovo trasformato in sede del Centro sociale autogestito e li avevano fatti sgomberare, per sigillare l’edificio ed eseguire così il sequestro preventivo disposto dal giudice di pace, su richiesta della Procura di Udine. Domani, quegli stessi otto ragazzini, sei dei quali ancora minorenni, torneranno a incontrare i carabinieri: questa volta, però, l’appuntamento è nella caserma del Comando provinciale di viale Trieste. E i minorenni dovranno presentarsi accompagnati dai rispettivi genitori (o da chi esercita su di loro la potestà genitoriale). I carabinieri li hanno convocati (pare che in un primo momento l’invito fosse già per oggi, ma che i ragazzi lo abbiano “declinato” presentando un legittimo impedimento a presentarsi) per comunicare loro di essere tutti sotto indagine. L’accusa: concorso in occupazione abusiva di edificio. La procedura prevede che, una volta informati dell’indagine in corso nei loro confronti, i ragazzi, tutti studenti residenti fuori città, indichino il proprio domicilio e nominimo un difensore. La scelta, almeno per qualcuno, con ogni probabilità cadrà sugli avvocati Andrea Sandra e Roberto Maniacco, che già assistono i 36 frequentatori del Csa finiti sotto processo per l’occupazione avvenuta il 2 giugno 2006. Martedì, i verbali saranno trasmessi alla Procura di Udine e, nel caso dei sei minorenni, alla Procura presso il tribunale dei minorenni di Trieste. Ma non è finita. Nella stessa giornata di domani, sarà notificata l’iscrizione nel registro degli indagati alle tre persone (un 37enne, un 44enne e un 54enne) a loro volta accusate di concorso in invasione abusiva, in relazione alle bollette dell’energia e del telefono intestate a loro nome e trovate durante la perquisizione in via Scalo nuovo del settembre 2008. Perquisizione alla quale seguì la richiesta del sequestro eseguito giovedì. (l.d.f.) |
Sequestro CSA/ Rassegna stampa 13 dicembre
Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
Centro sociale sgomberato,
sabato i giovani in piazza
I ragazzi del centro sociale in piazza contro il sequestro della sede di Udine. Sabato sfileranno lungo le vie del centro in difesa della libertà di espressione. La manifestazione si svolgerà a ridosso del consiglio comunale durante il quale il centro-destra si scaglierà contro il sindaco perché tenta la mediazione con le Ferrovie per lasciare lì gli anarchici.
12 dicembre strage di Stato, 15 dicembre Pinelli assassinato
Marzo 17th, 2017 — General, Storia
Piazza Fontana, fischi e contestazioni
MILANO Letizia Moratti fischiata. Contestati anche Formigoni e Podestà. Il sindaco: «Capisco chi protesta per una giustizia negata». Tafferugli
fra antagonisti e polizia, poi ritorna la calma.
ACQUA/ Autoriduzione delle bollette/ L’articolo del Gazzettino
Marzo 17th, 2017 — Bollette, General
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| SAN GIORGIO DI NOGARO Riaffermato il diritto al rimborso di quanto già pagato |
| Tubone, bollette autogestite |
| Il Comitato ha consegnato al Consorzio 200 cartelle con l’autoriduzione |
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| Domenica 13 Dicembre 2009, |
| Continua nella Bassa friulana la protesta contro i mancati rimborsi delle bollette di depurazione dell’acqua. In questi giorni, il comitato sorto a San Giorgio ha consegnato al Consorzio di depurazione 200 bollettini postali con gli importi pagati dagli utenti. Sono 300, in questo paese, gli utenti che hanno deciso di non pagare in toto le bollette dell’acqua. Lo riferisce l’ambientalista Paolo De Toni che sta aiutando i cittadini a compilare le nuove bollette in cui viene scorporata la quota destinata alla depurazione. Le autoriduzioni consegnate dal Comitato sono 200 mentre un altro centinaio di utenti ha proceduto per conto proprio. La bolletta è composta dalla quota di scarico e di depurazione. Gli utenti ritengono di dover pagare solo lo scarico e non la depurazione in quanto non sono soggetti alla depurazione perchè la loro fognatura comunale mista non è collegata ad alcun impianto di depurazione. Pertanto, in base alla sentenza della Corte costituzionale la 335 del 2008, gli utenti “non depurati” non dovrebbero pagare il relativo canone e hanno il diritto al rimborso di quanto ingiustamente già pagato. Il significato dell’autoriduzione è anche la riaffermazione del diritto al rimborso che viene sottoscritto dall’utente attraverso un modulo accompagnatorio nel quale si fa riferimento a tutta la normativa che convalida quest’operazione. In sostanza, gli utenti pagano 7,47 euro per ogni persona essendo il canone forfettario anziché 28 euro e 29 centesimi per ogni componente della famiglia per un anno. Queste sono le tariffe dell’ultimo decennio rimaste immutate fino al 2008. Per il prossimo anno sono previsti significativi aumenti sia sullo scarico che sulla depurazione, anche con l’aggiunta di una quota fissa per le fontane e un aumento di circa il 15 % sui canoni precedenti. I bollettini sono stati consegnati al Consorzio di depurazione e saranno consegnati anche all’Ato, al Garante e a Equitalia. |

Sequestro CSA/ Rassegna stampa 14 dicembre
Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
Centro sociale difeso da Honsell:
sale la polemica e volano accuse
Quattro degli otto ragazzi trovati nel centro sociale autogestito durante lo sgombero sono stati sentiti dai carabinieri. «Un fatto anomalo» secondo il difensore di alcuni giovani coinvolti, l’avvocato Andrea Sandra, convinto che non c’era l’urgenza di convocarli la domenica. E intanto si accende lo scontro politico non soltanto all’interno del Comune.

