NOTIZIE FLASH/ Capitalismi: Italia, cresce (un po’) la produzione cala (di molto) l’occupazione

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NO TAV/ Smascherare i collaborazionisti del WWF

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Una mobilitazione No Tav: Porpetto marzo 2008

La verità è che il WWF è 1) favorevole alla “Linea Alta”; 2)  fa gli elogi a Riccardi e 3) riafferma che sta collaborando.

Ora che non solo la Trieste-Divaccia è morta, ma è virtualmente morto l’intero Corridoio 5, ecco che il WWF fornisce la scialuppa di salvataggio per imbarcare  quei 74 milioni di euro per la progettazione, che fanno gola a molti, compresi i progettisti legati a quel inutile contenitore, vuoto di militanza e coerenza ambientalista,  ma pieno di collusi e collaborazionisti, che è il WWF. Se la Trieste-Divaccia è stata bloccata è merito dei Comitati che hanno portato la protesta in Piazza il 1° maggio 2009 a Trieste e poi in molte mobilitazioni ed in particolare  anche davanti al Comune di Trieste, facendo vedere a tutti qual’era il tracciato. Il WWF ha sempre fatto le cose al chiuso e per 4 gatti; nessuno a Trieste sapeva niente di cos’era la TAV finché non sono entrati in gioco i Comitati !

Ora la lotta No Tav si sposta di nuovo a Cervignano del Friuli: appuntamento per il 1° Maggio !!

 

Tratto dal giornale del WWF

TAV Trieste-Divaccia: salva la Val Rosandra

Il nuovo tracciato elimina la tortuosa galleria sotterranea che avrebbe sconvolto il delicatissimo ambiente carsico: un segnale di buon senso, ma ne occorrono altri per un sistema dei trasporti davvero sostenibile

 

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TRIESTE: report 25 Aprile

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A Trieste il 25 Aprile i compagni e le compagne del gruppo anarchico Germinal hanno scelto di essere presenti fuori dalla Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio nazista in Italia, con uno striscione che recitava “2010: ancora deportazioni e leggi razziali”.

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PORDENONE: rassegna stampa sul 25 aprile

Dal Messaggero Veneto 26 aprile

Il 25 aprile celebrato a Pordenone

non è stato di “riconciliazione”.pn_26_ap_10

Secondo un copione che si ripete da diversi anni, una cinquantina di anarchici ha “coperto” il Silenzio con il “Bella ciao” e ha contestato e interrotto il discorso del vicepresidente della Provincia, Eligio Grizzo (Lega nord), delegato dal presidente Alessandro Ciriani (Pdl), che aveva anticipato di non intervenire alla cerimonia al monumento ai Caduti di piazzale Ellero per non porre il fianco a dissensi. Che sono comunque arrivati: «Il prossimo anno cerimonia a porte chiuse», annuncia Ciriani. E scoppia la polemica.La prima contestazione è stata messa in scena da “Iniziativa libertaria” al momento del suono del Silenzio, dopo l’ingresso dei gonfaloni accompagnati da una ventina di sindaci: contestualmente è stato intonato il “Bella ciao” che ha di fatto coperto il brano di commemorazione dei Caduti. «Non potete permettervi di non onorare i Caduti», è sbottato il sindaco Sergio Bolzonello. Subito dopo, l’intervento del vicepresidente della Provincia, Eligio Grizzo, giunto in piazza con l’onorevole Fulvio Follegot. Non ha fatto in tempo neppure ad accennare ciò di cui voleva parlare perché dai manifestanti sono ripartite “Bella ciao” e fischi.

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ISONTINO: volantino del Coordinamento Libertario sul 25 aprile

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DISASTRI/ La Piattaforma petrolifera affondata

Repubblica 26 aprile

Dalla piattaforma esplosa – Foto
macchia nera verso la Louisiana

Dalla piattaforma esplosa -   Foto   macchia nera verso la  Louisiana

Contrariamente a quanto detto nelle prime ore dalla Bp, dall’impianto crollato finiscono in mare mille barili al giorno di greggio. Che si dirigono verso una zona paludosa di grande delicatezza ambientale. L’azienda: “Non riusciamo a bloccare le valvole” / VIDEO

GOLFO DEL MESSICO

Piattaforma affondata,  macchia nerasi sposta verso le coste della  Louisiana

Louisiana, greggio verso le coste:
«È un disastro»

13:02 ESTERI Dalla piattaforma affondata escono mille barili di petrolio al giorno Foto Video

 

Interrotte le ricerche degli 11 operai dispersi

Piattaforma affondata, la macchia nera
si sposta verso le coste della Louisiana

Ogni giorno fuoriescono mille barili di petrolio.
Si rischia un disastro ambientale senza precedenti

Interrotte le ricerche degli 11 operai dispersi

Piattaforma affondata, la macchia nera
si sposta verso le coste della Louisiana

Ogni giorno fuoriescono mille barili di petrolio.
Si rischia un disastro ambientale senza precedenti

createEmbed_player(“2524_beb52fb4-5120-11df-884e-00144f02aabe”, “Dal%20Mondo”, “af93f391-342b-4a64-9f9c-b3923872f90e” , “300”); MILANO – L’iniziale ottimismo della Guardia costiera americana è stato smentito dai fatti. Più che di un timore si tratta ormai di una certezza: l’incendio e poi il crollo della piattaforma petrolifera della Bp, 70 chilometri al largo delle coste della Louisiana, nel Golfo del Messico, sta causando un disastro ambientale. La sua portata è ancora tutta da valutare. E, in buona parte, tutto si lega al buon esito dell’ultimo disperato intervento dei robot di profondità, che stanno operando a 5mila metri per chiudere i “buchi”. Quello che la compagnia BP, che gestiva l’impianto di estrazione, sta cercando di fare, ha sintetizzato l’ingegnere meccanico Richard Metcalf, «è di mettere un tappo di sughero a una bottiglia di champagne». Resta il fatto che non si tratta di champagne e che ogni giorno dal fondo marino di spargono circa 1.000 barili di greggio, poco meno di 160mila litri. Le operazioni per tentare di bloccare questa perdite sono anche in parte ostacolato dal maltempo. La macchia nera potrebbe raggiungere presto le spiagge e la regione paludosa della Louisiana causando un disastro ecologico senza precedenti. A 30 km dal luogo del disastro si trova anche l’arcipelago delle Chandeleurs, un’oasi verde in cui depongono le uova pellicani e altri uccelli, già pesantemente danneggiata dall’uragano Katrina. Durante la notte la macchia si è allargata del 50% e ora copre un’area di oltre 1.500 chilometri quadrati, anche se secondo gli esperti si tratta perlopiù di un sottile velo di greggio sulla superficie.

11 MORTI, 17 FERITI. A BORDO 2,6 MILIONI DI LITRI DI PETROLIO – Nell’indicente alla piattaforma della piattaforma Deep Water Horizon 11 operai erano risultati dispersi e le loro ricerche si sono concluse sabato. In tutto erano 126 le persone presenti al momento dell’esplosione. I feriti sono 17 di cui quattro in gravi condizioni. La piattaforma conteneva circa 2,6 milioni di litri di petrolio. La BP, inizialmente ottimista sulle possibilità di evitare il disastro, ha assicurato di fare il possibile per bloccare la fuoriuscita di greggio dalle valvole e dalle tubature, un compito che si sta rivelando «estremamente complicato» e che «potrebbe non riuscire», come ha detto il responsabile delle perforazioni della Bp, Doug Suttles, citato dalla Bbc.

 

Marea di petrolio nel Golfo del Messico

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La compagnia ha inviato 32 navi speciali per pulire le acque e diversi velivoli che disperdono sulla macchia una spray diluente. Sul caso giovedì scorso era intervenuto anche Barack Obama: il presidente Usa aveva detto che il governo degli Stati Uniti considerava “una priorità” la risposta ad un’eventuale catastrofe ecologica.

IN AZIONE UNA FLOTTA DI ROBOT SOTTOMARINI – Intanto le speranze per evitare il disastro si concentrano su una flotta di robot mobilitata da British Petroleum che operano a 5mila metri i profondità e cercano di chiudere le falle nella struttura dalle quali esce il greggio. La Bp ha reso noto che sono quattro i robot sottomarini in azione contemporaneamente.

UDINE/ Studenti+ volantino CSA

stud25aprile
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PORDENONE: zittire Grizzo non ha prezzo…

Le note di “Bella ciao” sovrastano quelle del “Silenzio” nel momento degli onori ai Caduti.

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A intonarle sono gli esponenti di Iniziativa libertaria, i giovani comunisti e i rappresentanti del Collettivo Aut. Qualcuno fra il pubblico li segue. Inizia così la contestazione in un 25 Aprile segnato dalle polemiche sull’annunciata assenza del presidente della Provincia Alessandro Ciriani. Il sindaco Sergio Bolzonello reagisce con rabbia: «Non potete permettervi di non onorare i nostri morti» – replica ai manifestanti. Alcuni, come i rappresentanti dell’Associazione Fanti d’arresto, se ne vanno. Ma le istituzioni e le forze armate abbozzano e le celebrazioni proseguono. Nel mirino della contestazione pacifica, tuttavia, c’è il vicepresidente leghista della Provincia, Eligio Grizzo, chiamato a sostituire Ciriani: è sul suo intervento che le note di “Bella ciao” riprendono e ne sovrastano la voce.

Vola anche qualche insulto e un buffone urlato verso il palco.

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1° MAGGIO: appuntamenti in regione

Questi gli appuntamenti in regione ai quali saremo presenti:

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CERVIGNANO: presenza dei Comitati popolari contro le devastazioni ambientali al corteo e diffusione del nuovo numero di Germinal.

TRIESTE: spezzone antirazzista e per i diritti sociali indetto dal comitato 1 marzo all’interno del corteo cittadino, diffusione del nuovo Germinal e banchetto a fine corteo del Gruppo Anarchico Germinal. Ritrovo ore 9 campo S.Giacomo.

GRADISCA: diffusione del Germinal  da parte dei compagni del Coordinamento Libertario Isontino al corteo.

Ci si vede in piazza!

PORDENONE: lettera aperta di Iniziativa Libertaria sul 25 aprile

Dopo il 25 aprile di quest’anno a sentir tante polemiche tra ritirate, recriminazioni e lezioni di democrazia dall’alto dei reciproci scranni parrebbe d’obbligo accodarsi allo sconcerto e allo sconforto…ma perché? Noi siamo proprio contenti, come il bambino che punta il dito esclamando “il re è nudo” noi siamo gente semplice e quando si riesce, con fatica di anni, a godersi il castelletto di sabbia che crolla miseramente mentre militari e politicanti si azzuffano facendo a gara a chi spetta la porzione di tricolore maggiore non c’è che da rallegrarsi, ancora una volta i piccoli regnanti dalle proprie roccaforti di potere concquistate sono ignudi ed in effetti non è un bel vedere.

L’abbiamo sempre detto e lo ribadiamo un 25 aprile fatto di picchetti militari e passerelle di rappresentanza praticamente disertato dai cittadini (almeno su questo possiamo concordare tutti no?) è un fallimento e chiedersi il perché sarebbe puro buonsenso ma “lo spettacolo deve continuare”, e così nessuno ascolta il bambino e tutti fanno come i ciambellani che continuano a reggere la coda del vestito dell’imperatorore che non c’è.
Noi siamo partigiani oggi cioè siamo di parte, dalla parte di chi combattè il nazifascismo e per questo non tolleriamo che gli eredi di quel passato come Ciriani possano sostenere una pacificazione solo se si equipara l’anticomunismo all’antifascismo con un ricatto antistorico e strumentale e non certo perché difendiamo il socialismo reale che da sempre abbiamo criticato tanto da essere stati i primi a indicarne le derive autoritari e nefaste ma perché da una parte c’erano i giusti (ognuno per i propri ideali) e dall’altra il baratro del’odio, del razzismo, della brutalità. Ma non accettiamo neppure che a dare lezioni di democrazia siano rappresentanti di istituzioni che la libertà la tolgono quotidianamente con leggi razziste e che la democrazia la esportano a suon di bombe in testa a migliaia di civili, madri, padri e figli di altri popoli che non hanno bandiere se non quella della miseria e dello sfruttamento.
Perché siamo partigiani oggi anche di chi tentò allora di emanciparsi dallo sfruttamento, migliaia di reduci dal massacro che fu la prima guerra mondiale e che fin da subito costituendosi in arditi del popolo tentò di opporsi allo squadrismo fascista, ai tanti reduci dalla guerra di spagna, quella rivoluzione interrotta e ricordiamo l’unica rivoluzione comunista e libertaria in Europa, disillusi da quelle potenze cosiddette “liberali” e “democartiche” che invece di sostenere l’antifranchismo e la reazione preferirono attenderne l’ascesa.
Ed è vivendo direttamente sulla propria pelle tutto ciò che in molti non credettero alle sirene dello stato italiano nato dalla resistenza perché semmai nacque “nonostante” la resistenza illudendola di potere salire sul carro dei vincitori mentre invece amnistiava migliaia di fascisti facendoli tornare nei luoghi di privilegio e potere ed immediatamente licenziava in massa operai e contadini, buoni fino al 25 aprile ma inutili dal giorno dopo.
E perché non si racconta di quelle migliaia di antifascisti che decisero di non consegnare i fucili e risalirono in montagna fino a quasi il ’47?
Perché tutte queste storie sono “eccedenza”, sono in termini militareschi “effetti collaterali” di una nuova spartizione di poteri avvenuta all’indomani della sconfitta di Hitler e Mussolini.
Per noi il 25 aprile non è di tutti e per tutti, non ci interessa partecipare alla dispensa del rancio democratico ne alla comunione del drappo tricolore, le nostre bandiere sono rosse come l’eguaglianza e nere come la libertà perché nera e la somma di tutti i colori, l’unità nella diversità.
Per noi questo 25 aprile è stata una bella giornata e già da oggi cominciamo a lavorare per quella del prossimo anno affinchè sia partecipata e soprattutto finalmente libera dalle finzioni istituzionali e dalle retoriche patriottiche affinchè si parli più giustamente di “culture antifasciste”, in cui si raccontino le “storie dell’antifascimo” riappropriandosi della piazza, sì la piazza senza transenne, fucili e pulpiti. Una piazza di parte, partigiana.

Iniziativa Libertaria

27 aprile 2010