Strage Israeliana di persone inermi

Segue il comunicato degli anarchici israeliani
Onda Resistente
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash

Segue il comunicato degli anarchici israeliani
Marzo 17th, 2017 — General, Ultime
Corriere 1 giugno 2010
10:36 ECONOMIA Dati di aprile: il tasso di disoccupazione è salito all’8,9%, livello più alto mai raggiunto dal 2001. Tra i giovani è al 29,5%. Oltre due milioni le persone in cerca di un posto
Dati Istat
Ad aprile persi 307mila posti di lavoro
Tasso di disoccupazione all’8,9%, livello più alto mai raggiunto dal 2001. Tra i giovani è al 29,5%
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(Ansa) |
– I dati dell’Istat lanciano l’ennesimo allarme sul fronte del lavoro: la disoccupazione continua a salire e il tasso raggiunto nell’aprile è all’8,9%, livello più alto mai raggiunto dal 2001. Nello stesso mese, secondo l’Istat, sono stati 370mila i posti di lavori persi.
Il numero di occupati ad aprile 2010 è pari a 22 milioni 831 mila unità (dati destagionalizzati), in aumento dello 0,2 per cento (+56 mila unità) rispetto a marzo e inferiore dell’1,3 per cento (-307 mila unità) rispetto ad aprile 2009. Secondo i dati Istat il tasso di occupazione è pari al 56,9 per cento, in aumento, rispetto a marzo, di 0,1 punti percentuali, ma ancora inferiore di 0,9 punti percentuali rispetto ad aprile dell’anno precedente. MILANO
OLTRE DUE MILIONI IN CERCA DI LAVORO – Il numero delle persone in cerca di occupazione risulta pari a 2 milioni 220 mila unità, in crescita dell’1 per cento (+21 mila unità) rispetto al mese precedente e del 20,1 per cento (+372 mila unità) rispetto ad aprile 2009. Il tasso di disoccupazione si posiziona all’8,9 per cento, più elevato di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,5 punti percentuali rispetto ad aprile 2009.
GIOVANI: «DISOCCUPAZIONE AL 29,5%» – La nuova ricerca sull’andamento del mercato del lavoro conferma anche che non si arresta la crescita del tasso di disoccupazione giovanile e che è anzi in questo settore che registrano i dati più allarmanti: ad aprile è pari al 29,5%, con un aumento di 1,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,5 punti percentuali rispetto ad aprile 2009. L’Istat sottolinea che si tratta del dato più elevato da quando esistono le serie storiche mensili, ovvero dal 2004.
01 giugno 2010
Marzo 17th, 2017 — Eco-catastrofi, General
Corriere 1 giugno
10:14 ESTERI Il Paese più colpito è il Guatemala. Vittime anche in Honduras ed El Salvador
Repubblica 1 giugno
Se gli uragani incrociano la marea nera
La stagione degli uragani
e i nuovi rischi per la costa
Gli esperti prevedono un periodo di tempeste. Se colpissero la zona dove si sta accumulando il petrolio, potrebbero spingerlo verso terra. A distruggere l’ecosistema delle paludi
NEW YORK – L’operazione Top Kill ha fallito 1. Nel Golfo del Messico il petrolio continua a fuoriuscire dalla piattaforma esplosa e la marea nera si è depositata sul fondale, come una manta gigante e tossica. Il malcontento 2 dei cittadini americani, e non solo, è arrivato nelle piazze. Obama 3 è furioso. La Bp non riesce a gestire il disastro e non ci sono più certezze. Ma potrebbe andare peggio.
Con l’arrivo della stagione degli uragani, prevista da inizio giugno fino a novembre inoltrato, la catatrofe potrebbe addirittura aggravarsi. Gli esperti prevedono infatti una delle stagioni più turbolente degli ultimi decenni. Dipende dal clima, dai cambiamenti ai quali il pianeta è sottoposto. Una tempistica che adesso però potrebbe risultare fatale. Se un uragano dovesse passare nella zona della marea nera, i venti e le onde potrebbero il greggio verso la terraferma, a distrugere completamente il fragile equilibrio dell’ecosistema delle paludi.
“Si trasformerà da un disastro ambientale in una catastrofe ambientale senza precedenti”, spiega Brian D. McNoldy, ricercatore e studioso di tempeste tropicali all’Università del Colorado. Le previsioni non possono dare certezze assolute, ma quelle che stanno facendo gli esperti sono pessimistiche da quasi ogni punto di vista. Ma gli effetti sulla marea nera dipendono dal percorso, dalla forza e dalla velocità di un uragano. E dipendono soprattutto dalle dimensioni che avrà raggiunto la macchia di petrolio nel momento in cui dovesse essere colpita dalla tempesta.
Andando in senso anti-orario i venti di un uragano potrebbero spingere la massa oleosa verso la terra, se l’uragano arrivasse da ovest della macchia, o verso l’oceano nel caso provenisse da est. Inoltre un uragano è in grado di scuotere l’acqua molto violentemente ma abbastanza in superficie, senza arrivare sul fondale dove il greggio si sta accumulando, molto in profondità.
La National Oceanic and Atmospheric Administration prevede per quest’anno l’arrivo di un numero di tempeste compreso tra 14 e 23. Di queste da otto a 14 si trasformeranno in uragani. Tre o sette avranno venti che soffieranno anche 180 chilometri orari. Se non di più. Il mese scorso l’Università del Colorado aveva fatto la stessa previsione: 15 tempeste, otto uragani, quattro dei quali giganteschi. Secondo due esperti della stessa Università, Philip J. Klotzbach e William M. Gray, ci sono il 43 per cento delle possibilità che almeno uno di colpisca la Louisiana. Passando sulla chiazza di petrolio.
Una buona notizia però c’è. Il greggio potrebbe frenare l’uragano e limitarne la violenza. Nel 1996 una coppia di riceratori, i coniugi Joanne e Robert H. Simpson, scoprirono che un liquido insolubile sparso sulla superficie dell’oceano sarebbe stato in grado di limitare l’evaporazione dell’acqua, la stessa che alimenta l’energia di un uragano. In realtà però le tempeste in arrivo saranno troppo estese, forse tra i 300 e i 500 chilometri, troppo più grandi della zona dove si sta spargendo la marea nera.
Come se non bastasse, ha spiegato Kerry A. Emanuel, professore di scienza atmosferica al M.I.T., riducendo l’evaporazione, il petrolio potrebbe surriscaldare le acque del golfo “come una persona che indossi una tuta di gomma in una giornata caldissima di sole”. L’acqua calda significherebbe ancora più energia per nutrire l’uragano.
(01 giugno 2010)
Marzo 17th, 2017 — General, Studenti
Nell’ autunno del 2008 tutta l’ Italia era scossa dalle mobilitazioni studentesche per opporsi alla riforma scolastica del ministro Maria Stella Gelmini e contro i tagli del ministro Tremonti.
Il 30 ottobre a Udine si svolgeva un imponente manifestazione (con più di 3000 studenti da tutta la provincia) per una scuola migliore, libera dai tagli e dal controllo del denaro. In quei giorni l’Istituto Sello rimase occupato tre giorni, mentre furono autogestiti l’istituto Malignani e il liceo Copernico.
Ad un anno di distanza e nonostante una lettera del preside del liceo Marinelli che chiedeva alla questura di non prendere provvedimenti, apprendiamo che due ragazzi del medesimo liceo sono stati condannati con l’imputazione di interruzione di pubblico servizio e di violenza privata a 15 giorni di carcere, commutati in una multa di 570 euro ciascuno.
I maggiorenni hanno presentato ricorso (con conseguente innalzamento della pena a 30 giorni commutabili con più di 1000 euro di multa) ed il 3 giugno si terrà la prima udienza. Riteniamo noi studenti che la condanna sia spropositata e ci sembra evidente l’intento repressivo di questo atto che vuole bloccare qualsiasi forma di dissenso.
Con questo comunicato vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai ragazzi condannati e cogliamo l’occasione per segnalare il corteo in loro sostegno che si terrà a Udine il 3 giugno con partenza alle 8:15 da piazzale Cavedalis.
Collettivo Marinelli ma ribelli
Firmato da
Neoateneo – Lista studentesca universitaria
Movimento Studentesco
Collettivo Makhno
Collettivo Sello
Gli studenti degli istituti Zanon e Copernico
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Dal messaggero veneto del 02/06/10
Corteo degli studenti solidali con due compagni
Domani Gli studenti scendono in piazza per manifestare solidarietà ai due compagni indagati (gli unici maggiorenni all’epoca dei fatti? per l’occupazione del liceo Marinelli nel 2008. E così, domani, con ritrovo alle 8.15 in piazzale Cavedalis, davanti all’Istituto commerciale Zanon, il lungo serpentone organizzato dal Movimento studentesco si inoltrerà nelle vie del centro. «La manifestazione contro ogni repressione», questo lo slogan, lascerà piazzale Cavedalis intorno alle 8.30 per poi proseguire lungo via Superiore, via Mantica, via Mazzini, via Palladio, riva Bartolini, via Mercatovecchio, piazza Libertà, via Cavour e via Savorgnana, per terminare in piazza Venerio dove si terrà un comizio. «Intendiamo aiutare i ragazzi puniti per una causa che ci ha visto uniti – si legge in una nota del Movimento studentesco -. Nell’autunno del 2008 un’onda di indignazione attraversò scuole e università: era stata presentata l’ennesima riforma che, per risanare l’economia del paese, andava a tagliare senza scrupoli il sostegno al nostro già disastrato sistema scolastico. Gli studenti non rimasero immobili e in tutto il territorio si diffuse un clima di protesta. Anche a Udine ci fu una presa di posizione forte e decisa, come nel caso del Sello (occupato), del Malignani e del Copernico (autogestiti). Ora, a più di un anno da questi fatti, due ragazzi come noi si trovano in un’aula di tribunale ad affrontare una possibile condanna a 30 giorni di carcere, commutati in più di 1000 euro di multa, con l’accusa di aver occupato il liceo Marinelli. Abbiamo lottato tutti insieme contro la riforma, ora è giusto difendere tutti insieme degli studenti come noi, con la sola colpa di aver espresso le proprie idee. Questo è solo un esempio della repressione che ha colpito tutta Italia e che a Udine è culminata durante la riunione del Movimento studentesco, nel dicembre scorso, con il sequestro del centro sociale autogestito di via Scalo Nuovo e con le ulteriori denunce per altri otto ragazzi». Intanto, ieri pomeriggio, era impossibile accedere al sito del Movimento studentesco (http://studentiudine.org) perché un errore nel server ne impediva la visualizzazione. Michela Zanutto
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
Draquila morde sul collo l’inchiesta contro la Protezione Civile per omicidio colposo

Marzo 17th, 2017 — General, No Repressione

Marzo 17th, 2017 — General, No Repressione

Marzo 17th, 2017 — General, Studenti
Messaggero Veneto VENERDÌ, 04 GIUGNO 2010
Pagina 5 – Udine

Gli studenti sono scesi in piazza per ribadire il loro no ai tagli decisi dal ministero, ma anche per manifestare solidarietà ai due compagni finiti sotto processo per l’occupazione del liceo Marinelli il 30 ottobre 2008. Proprio ieri si celebrava, in tribunale, la prima udienza che li vede sul banco degli imputati, dove dovranno ritornare il 16 dicembre prossimo. Si sono infatti opposti al decreto penale di condanna.
Poco meno di un centinaio gli studenti ha attraversato la città, dal Centro studi fino a piazza Venerio, portando uno striscione che recitava «Nonostante la repressione non impareremo la lezione». «Era un doppio riferimento – hanno spiegato alcuni componenti del Movimento studentesco – riguardante i tagli ai finanziamenti, che non ci impediranno di imparare, e la repressione da parte delle forze dell’ordine che non fermerà le nostre proteste. All’origine dell’occupazione del Marinelli nel 2008, c’erano i tagli imposti dal ministro Gelmini. Una decisione che scatenò proteste in tutta Italia. Anche a Udine studenti e professori organizzarono varie forme di dissenso. Oltre alle manifestazioni ci furono l’occupazione del Sello e l’autogestione al Malignani e al Copernico. Al Marinelli una trentina di studenti occupò parte dell’istituto lasciando agibile il resto delle strutture per quanti avessero voluto partecipare all’autogestione. Mentre nessun altro in Italia ha subìto ripercussioni per le proteste attuate, un anno dopo due ragazzi, gli unici maggiorenni all’epoca dei fatti, sono stati condannati a 15 giorni di carcere, commutati in 570 euro di multa, con l’accusa di aver occupato la scuola per alcune ore. Nessuno si aspettava un provvedimento del genere, che ha preso di sorpresa non solo gli studenti, ma anche i professori e il preside, Tomaso Di Girolamo. Fu proprio lui, in quei giorni, a mandare una lettera alla Questura chiedendo di non prendere provvedimenti. Anche secondo alcuni parlamentari friulani la condanna era un’evidente esagerazione, quindi presentarono un’interrogazione al ministro Gelmini che, finora, non ha avuto alcuna risposta». Durante il dibattito, in piazza Venerio, i ragazzi hanno toccato ieri anche temi di stretta attualità che stanno «ipotecando il nostro futuro»: dal disastro ecologico americano ai recenti scontri tra pacifisti e soldati israeliani. «È necessario intervenire al più presto in queste situazioni – hanno detto gli studenti – e l’unica risposta è la cultura contro il nozionismo imposto dai docenti, anche loro, purtroppo, colpiti dai tagli».
Michela Zanutto

Marzo 17th, 2017 — General, Manifestazioni locali
Marzo 17th, 2017 — General, Ultime
Messaggero Veneto 6 giugno

GEMONA. L’atteso confronto tra i protagonisti del dopo terremoto in Friuli e Sabina Guzzanti, l’amata-odiata autrice di Draquila, il film documentario presentato al festival di Cannes che racconta i retroscena dell’i ntervento della Protezione civile in Abruzzo subito dopo il sisma, alla fine non c’è stato.Gli amministratori dell’epoca, che la Cineteca del Friuli aveva invitato al Sociale per la proiezione del lungometraggio e il seguente dibattito con l’autrice, hanno infatti disertato l’appuntamento.
Salvo l’ex sindaco di Cavazzo Carnico, Franceschino Barazzutti, assente giustificato, gli altri – Ivano Benvenuti, già sindaco di Gemona nel ’76, l’attuale primo cittadino Paolo Urbani, e il presidente della Regione, Renzo Tondo – non hanno varcato la porta del Sociale. «Non sono qui per motivi politici» ha tuonato qualcuno dal pubblico. In sala si sono contati però il sindaco di Venzone, Amedeo Pascolo, il consigliere regionale Sandro Della Mea (Pd) e l’a ssessore alla cultura di Gemona, Stefano Marmai oltre a una vera folla di gente, assiepata in ogni angolo.
