CIE DI GRADISCA: ancora rivolta ed evasioni (agg.21/02)

Da Il Piccolo online del 19/02/13

Gruppo di magrebini minaccia con le spranghe i vigilanti e scappa dal Cie di Gradisca

Altri ospiti hanno incendiato un cumulo di materassi nel tentativo di danneggiare tutta la struttura

Tentata fuga e rivolta al Cie di Gradisca. Ennesima conferma della situazione infernale che si vive nel centro immigrati di Gradisca.

Primo episodio. Secondo fonti della polizia una trentina di trattenuti servendosi delle chiavi, hanno tentato la fuga uscendo dall’ingresso principale e poi dividendosi in tutte le direzioni.

 

Per cinque magrebini il tentativo è riuscito dopo avere affrontato il personale di vigilanza armati di spranghe.

 

Secondo episodio. Un gruppo di immigrati ha dato fuoco ai materassi all’interno delle camere nel tentativo, non riuscito, di incendiare la struttura.

 

La situazione diventa ogni giorno più esplosiva e mette a repentaglio l’incolumità del personale che gestisce il centro-prigione. Anche le forze dell’ordine sono sotto pressione. Così il pronto soccorso dell’ospedale di Gorizia costantemente invaso da immigrati rinchiusi al Cie e che si producono in atti di autolesionismo nel tentativo di scappare.

 

Dal Messaggero Veneto 19 febbraio 2013

 

CIEGRA-F_WEB

Rivolta al Cie con le spranghe
cinque riescono a fuggire

In 35 hanno affrontato il personale di vigilanza Hanno dato fuoco a suppellettili e materassi

 

da ansa.it

Rivolta a Cie Gradisca,5 persone fuggono

Materassi dati alle fiamme ieri, nuovi episodi stamani

Una rivolta e’ scoppiata al Cie di Gradisca: 5 detenuti, armati di spranghe, sono riusciti a fuggire utilizzando le chiavi dei cancelli nella notte tra domenica e lunedi’. In 30 avevano tentato la fuga. Ne danno notizia le agenzie di stampa. Ieri sera materassi e altri arredi sono stati dati alle fiamme; nuovi episodi di violenza sono avvenuti questa mattina. Dopo quest’ultimo episodio, sono stati rimossi i materassi dalle camere. Lo rende noto il Sindacato autonomo di polizia che chiede un intervento della Questura.
Scrive Il Piccolo: “La situazione diventa ogni giorno più esplosiva e mette a repentaglio l’incolumità del personale che gestisce il centro-prigione. Anche le forze dell’ordine sono sotto pressione. Così il pronto soccorso dell’ospedale di Gorizia costantemente invaso da immigrati rinchiusi al Cie e che si producono in atti di autolesionismo nel tentativo di scappare.”

 

da bora.la

Scoppia la rivolta al Cie di Gradisca: il Sindacato autonomo di polizia chiede l’intervento della Questura

 

Dal Piccolo del 20/03/13

Rivolta al Cie di Gradisca, cinque “evasi”

di Luigi Murciano wGRADISCA Ancora giornate di passione al Cie di Gradisca. Puntuali come una bomba ad orologeria, nuove rivolte si sono consumate nelle ultime 48 ore nella struttura isontina di detenzione per immigrati irregolari. Una struttura ormai prossima all’anarchia. Il bilancio degli ennesimi tafferugli nella terra di nessuno? Cinque evasioni riuscite, una trentina di immigrati inferociti armati di spranghe, un poliziotto contuso (un agente delle Volanti: polso fratturato). E il ritorno del pericolo-incendi: i rivoltosi sono riusciti a dare fuoco ai materassi delle camerate. I tumulti si sono verificati domenica e lunedì, ma anche ieri la situazione all’interno dell’ex Polonio era a livello di guardia. Domenica sera, proprio come qualche settimana fa, una trentina di magrebini è riuscita ad impossessarsi di un mazzo di chiavi giungendo addirittura sino all’ingresso principale. Lì si sono dispersi in diverse direzioni e per cinque di essi il tentativo di scavalcare il muro di cinta è divenuto realtà. Molti stranieri erano armati di corpi contundenti reperiti liberamente all’interno del centro. Pronto l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la calma: un agente ha riportato la frattura del polso. Secondo la Polizia, i più facinorosi avevano sparso la notizia che alcuni ospiti erano stati picchiati dagli agenti, fomentando la rivolta. Il giorno dopo, invece, il tentativo di dare alle fiamme i materassi, il cui utilizzo era stato permesso nuovamente da alcuni mesi dopo il divieto seguito ai gravi incendi del 2010 e 2011. Da ieri sono di nuovo tabù. Gli operatori della Connecting People, impotenti, si sentono lasciati al loro destino. Lasciano intuire di vivere in un vuoto decisionale. La vecchia gestione è scaduta, la nuova – si vocifera – diventerà operativa i primi di marzo dopo un’estenuante e forse non ancora conclusa telenovela giudiziaria. «Viviamo costantemente sotto minaccia degli ospiti, siamo abbandonati in prima linea». Ma anche i sindacati di polizia sono esasperati. Chiamano in causa le istituzioni. Il segretario del Sap Angelo Obit: «Sono emerse criticità che denunciamo da tempo. Ancora una volta nessuno ha preso provvedimenti, lasciando all’ispettore di turno la gatta da pelare. La gestione dell’ordine pubblico non può essere aggiunta come competenza ad un funzionario che si occupa principalmente di altro. Il Dipartimento per l’Immigrazione deve individuare un funzionario che possa vivere la struttura e intervenire immediatamente per evitare gravi scontri”. Stessa lunghezza d’onda per Giovanni Sammito (Siulp): “Quel che è carente, soprattutto, è il ruolo del Prefetto che vorremo più decisivo e determinato nei confronti del Dipartimento. Si accampano continui problemi economici per l’adeguamento dei sistemi di videosorveglianza e della riparazione dei cancelli interni. Anche i politici si interessino affinché vengano ristabilite condizioni di sicurezza. Oppure il Cie va chiuso prima che accada qualcosa di grave. E’uno stillicidio quotidiano – denuncia -. Mancano totalmente la prevenzione e le risorse umane per gestire una struttura simile. E voglia il cielo che non vada a regime raddoppiando gli ospiti. Se mancano operatori a causa del blocco delle assunzioni, siano aggregati da altri reparti come accade altrove. Basta con la sottrazione di uomini al controllo del territorio. Purtroppo sinora.gli sforzi del Questore non sono bastati»

Messaggero Veneto del 20/02/13

Rivolta al Cie, in 5 riescono a fuggire. Ferito un agente

 

GRADISCA Ancora giornate di passione al Cie di Gradisca. Puntuali come una bomba ad orologeria, nuove rivolte si sono consumate nelle ultime 48 ore nella struttura isontina di detenzione per immigrati irregolari. Una struttura ormai prossima all’anarchia. Il bilancio degli ennesimi tafferugli nella terra di nessuno? Cinque evasioni riuscite, una trentina di immigrati inferociti armati di spranghe, un poliziotto contuso (un agente delle Volanti: polso fratturato). E il ritorno del pericolo-incendi: i rivoltosi sono riusciti a dare fuoco ai materassi delle camerate. I tumulti si sono verificati domenica e lunedì, ma anche ieri la situazione all’interno dell’ex Polonio era a livello di guardia. Domenica sera, proprio come qualche settimana fa, una trentina di magrebini è riuscita ad impossessarsi di un mazzo di chiavi giungendo addirittura sino all’ingresso principale. Lì si sono dispersi in diverse direzioni e per cinque di essi il tentativo di scavalcare il muro di cinta è divenuto realtà. Molti stranieri erano armati di corpi contundenti reperiti all’interno del centro. Pronto l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la calma: un agente ha riportato la frattura del polso. Secondo la Polizia, i più facinorosi avevano sparso la notizia che alcuni ospiti erano stati picchiati dagli agenti, fomentando la rivolta. Il giorno dopo, invece, il tentativo di dare alle fiamme i materassi, il cui utilizzo era stato permesso nuovamente da alcuni mesi dopo il divieto seguito ai gravi incendi del 2010 e 2011. Da ieri sono di nuovo tabù. I sindacati di polizia sono esasperati. Il segretario del Sap, Angelo Obit: «Sono emerse criticità che denunciamo da tempo. Ancora una volta nessuno ha preso provvedimenti, lasciando all’ispettore di turno la gatta da pelare. La gestione dell’ordine pubblico non può essere aggiunta come competenza ad un funzionario che si occupa principalmente di altro. (l.m.)

 

Messaggero Veneto del 21/02/13

Cie, situazione sotto controllo

GRADISCA Le modalità che hanno permesso agli immigrati detenuti nel Cie di impossessarsi del mazzo di chiavi e dunque di uscire dall’area di pertinenza e, per cinque di essi, di fuggire dal Centro. È su questo elemento che sono concentrate le indagini della Squadra mobile di Gorizia dopo gli episodi avvenuti negli ultimi giorni al Cie di Gradisca, dove si sono verificati tafferugli anche dopo la fuga. La situazione nella struttura, intanto, è tornata sotto controllo e ieri non si sono registrati episodi di intemperanza. Sempre ieri quattro immigrati erano stati condotti in ospedale in seguito ad atti di autolesionismo, probabilmente attuati per protestare contro la decisione dell’organo di gestione del centro di privare gli ospiti dei materassi, bruciati da un gruppo di clandestini lunedì notte. Gli “ospiti” vivono una reclusione un po’ ibrida: non sono rinchiusi a chiave nelle stanze, ma non possono neppure spostarsi oltre le cosiddette vasche di contenimento delle stesse. Il provvedimento è stato preso per contrastare il pericoloso viavai degli immigrati nei corridoi e in alcune zone a rischio come il magazzino e l’infermeria. Secondo le forze dell’ordine, erano stati proprio questi assembramenti impropri a permettere agli ospiti di organizzare la rivolta, riuscendo a sottrarre un mazzo di chiavi e a procurarsi spranghe e corpi contundenti con i quali, nelle ultime 48 ore, erano stati minacciati agenti e operatori. Spesso, secondo fonti interne, è altrettanto facile procurarsi farmaci che gli immigrati sminuzzano e si fumano per sballarsi.