Marzo 17th, 2017 — Dibattiti, General
Ieri una 50ina di persone ha partecipato alla presentazione del libro
“GINO LUCETTI-Lettere dal carcere dell’attentatore di Mussolini (1930-1943) curato da Marina Marini, Galzerano editore
organizzata dal CSA in esilio.
Un libro di forte attualità, considerate le similitudini fra la condizone carceraria nel 2010 e quella vissuta dall’anarchico Lucetti durante la sua detenzione.
La presentazione rientrava nell’ambito delle iniziative organizzate dal CSA per ricordare la Liberazione dal nazifascismo.



Marzo 17th, 2017 — 1° Maggio 2010, General
Marzo 17th, 2017 — General, Ultime
Corriere 1° Maggio 2010
TENSIONI IN GRECIA
14:07 ESTERI Gruppi
di incappucciati hanno lanciato pietre e molotov davanti al Parlamento, cariche degli agenti
Continue reading →
Marzo 17th, 2017 — 1° Maggio 2010, General
Marzo 17th, 2017 — General, Varie
|
|
Che Silvano Dalla Libera (vicepresidente di Futuragra) e Giorgio Fidenato (presidente di Agricoltori federati) siano cugini di campagna o antagonisti che si sfidano all’ultimo mais non lo abbiamo ancora capito. Il primo, che il 27 marzo a Italia Oggi dichiarava: “sono disposto ad andare in galera pur di difendere il mio diritto a seminare mais gm sui miei terreni” alla fine ha preferito di no, mentre Fidenato, per un momento, si è preso il suo posto al sole ma di sicuro non finirà in gattabuia per la sceneggiata della semina dei sei semi di mais gm veri o farlocchi che fossero |
|
Da osservatrici di questo gioco delle parti però alcune considerazioni.
Abbiamo conosciuto Fidenato ad agosto dell’anno scorso in un confronto pubblico che abbiamo sostenuto con lui nella frazione di un paese del pordenonese circondato da campi di mais che per estensione monotematica ricordava la campagna del Nebraska. In quell’occasione, sia noi che i compagni presenti abbiamo avuto l’impressione che, oltre che a non sapere gran che di ogm, al paladino biotech, di ogm, in realtà, gliene fregasse anche poco; peraltro, nemmeno il pubblico presente, composto in parte da suoi associati, sembrava avere grandi passioni per le super semenze; qualcuno si dichiarò anche contrario. Dalla fotografia di allora a quella di oggi: tg e due pagine di giornale dove lo ritroviamo, cavaliere biotecnologico duro e puro, affiancato da Leonardo Facco giornalista/editore post leghista, sedicente rappresentante del movimento libertario. Allora, dopo il dibattito, quando masticando pane e formaggio il nostro interlocutore, agitando il suo odio verso lo stato esattore disse di essere anarchico, bonariamente gli ridemmo in faccia, che tanto il non pagare tasse e gabelle è attività ben esercitata anche dai rappresentanti dello stato, presdelcons in primis… L’amore per gli ogm poi, sbarella completamente da quanto ha finora espresso il movimento anarchico; è come se noi andassimo in giro a dire che siamo madre Teresa di Calcutta; nessuno ci crederebbe, nemmeno mister Facco che sta al movimento libertario come una pannocchia sta a un tampax. Questo poi, deve avere una bella polenta nella testa per appoggiare la semina ogm e dire che comunque a lui “non interessa un bel nulla degli ogm…”… a noi che invece sì, riteniamo la pagliacciata della semina segreta previa annunciazione mediatica una forzatura sponsorizzata Monsanto per scuotere la politica e poi riscuotere la granella. La politica non riesce a partorire norme di coesistenza fra ogm e ogm/free perché la lega, perlomeno fino ai tempi di Zaia il tradizionalista li vedeva come arabo negli occhi; quando, -essendo pur sempre di lotta e di governo, cioè di panza e di gluteo, nel senso di poltrona-, dovesse propendere di più per quest’ultima, allora la compagine politica potrebbe fare le norme e dare le metrature; dire fino a dove potrà spingersi il polline diversamente naturale, come mantenere la divisione dei grani, chi paga per le interferenze di quelli clandestini ecc. ecc. Questioni complicate; d’altra parte nessuno/a di noi libertari/e da sempre contrari/e agli ogm abbiamo mai pensato che questa invenzione biotecnologica sia una questione semplice. Chi la rende tale, come i fidenati di turno, che un giorno li invocano perché il mondo muore di fame, un altro perché la piralide si mangia tutto, un altro ancora perché sennò moriamo di micotossine sono un buon esempio di riduzionismo applicato, quello che non ti fa chiedere mai se stai facendo la cosa giusta. Eh, no! Perché adesso arriva Facco a parlarci del “diritto di essere libero”, che io nel mio campo semino quello che voglio! Ci mancherebbe altro, fàcci pure; noi non siamo proibizioniste né affette da sindrome nimby (not in my backyard), ma quando lottiamo contro il TAV, contro il nucleare, contro l’inquinamento da N0x, nanopolveri e compagnia briscola, contro l’industria che produce quello che vuole e inquina quanto vuole, quando sosteniamo la lotta contro gli elettrodotti e quella contro le casse di espansione sul Tagliamento, contro le grandi opere che devastano e si mangiano la terra, l’aria e l’acqua, riteniamo che quella sia la cosa giusta perché salvaguardia la terra l’aria e l’acqua di tutt*. Degli ogm nessuno, a meno di non esserne i produttori o i piazzisti, può garantirne il confinamento e ancora nessuno ci ha convinte che questi artefatti tecnologici sia ciò che di meglio la specie umana potesse fare nel suo interloquire con la natura per procurarsi di che vivere. La terra, oltre che essere finita, cioè avere un limite, è anche sfinita da un’agricoltura intensiva che già con il riordino fondiario ha distrutto il paesaggio e l’ambiente; penalizzata da regole di mercato criminali e assurde, drogata con la chimica ora dovrebbe rigenerarsi con la biotecnologia? Ci può credere il duo Facco-Fidenato, suonarsela e cantarsela; uno con la semenza l’altro con l’ideologia: sbagliate entrambe. *altre considerazioni su ogm le trovate sul numero 112 di Germinal uscito il 1° maggio 2010

|
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
L’Aquila: le domande sulle carriole

Continue reading →
Marzo 17th, 2017 — 1° Maggio 2010, General
Marzo 17th, 2017 — 1° Maggio 2010, General
Il tradizionale corteo della mattina quest’anno ha avuto una ventata di aria fresca. Infatti il comitato primo marzo ha promosso uno spezzone antirazzista e per i diritti sociali.

Continue reading →
Marzo 17th, 2017 — 1° Maggio 2010, General
Messaggero Veneto LUNEDÌ, 03
MAGGIO 2010 Pagina 13 – Udine
Tremila in piazza a difesa del lavoro
L’appello: vogliamo più sicurezza, sviluppo sostenibile e meno sprechi pubblici
Primo maggio a Cervignano. Santini (Cisl): gli ammortizzatori sono stati la nostra salvezza
CERVIGNANO. Sicurezza, legalità, occupazione, sviluppo sostenibile e meno sprechi pubblici: sono le richieste avanzate dai tanti lavoratori che hanno preso parte alla manifestazione del Primo Maggio, a Cervignano. Tremila persone, secondo gli organizzatori, circa mille secondo i dati forniti dalla Questura. Una manifestazione all’insegna della coesione sociale e della preoccupazione per la grave crisi economica, che ha investito anche la nostra regione.
In primo piano, anche la preoccupazione per i giovani, che, sempre più spesso, faticano a trovare un posto di lavoro. Tanti i rappresentanti dei comitati che hanno partecipato al corteo, aperto dai trattori, ricomparsi a Cervignano dopo due anni di assenza. Dall’elettrodotto alle casse di espansione, passando per il nucleare, la privatizzazione dell’acqua, l’autostrada Carnia-Cadore e ancora la centrale Snam, gli ogm, la fusione tra Cafc e Tubone e la Tav, centinaia di cittadini e lavoratori hanno portato in piazza le maggiori problematiche del territorio.
«Non siamo contro il progresso – ha spiegato l’ambientalista Paolo De Toni – siamo per le opere pubbliche sostenibili. I comitati sono spie di allarme che si accendono sul territorio quando qualcosa non va».
Una quindicina i sindaci che, assieme agli amministratori e ai politici hanno sfilato per le vie del centro. «Questa crisi deve essere analizzata in tutta la sua gravità – ha detto Giorgio Santini, segretario nazionale Cisl, che ha parlato anche a nome di Cgil e Uil – Se l’aumento della disoccupazione in Italia è stato inferiore a quello degli altri stati europei, lo dobbiamo ad un sistema di ammortizzatori sociali più strutturato e rafforzato. Per far ripartire il Paese, però – ha aggiunto – servono anche nuove politiche di sostegno alle imprese. È necessario ripensare il nostro modello di sviluppo, promuovendo un’alleanza con le forze più sane dell’economia, per sconfiggere la finanza speculativa e rilanciare le politiche per lo sviluppo».
E Santini, il cui intervento è stato fischiato da un gruppo di rappresentanti di Rifondazione Comunista per discordanze relative al contratto di lavoro, ha rivolto un plauso a tutti i soggetti firmatari del documento programmatico che ha unito le diverse componenti sociali in una giornata da sempre dedicata al lavoro e ai diritti dei lavoratori. «Il documento che abbiamo firmato – ha commentato il sindaco di Cervignano, Pietro Paviotti – è stato un risultato importantissimo da un punto di vista simbolico. La crisi richiede interventi immediati per riuscire ad ammortizzare le difficoltà. Vanno sostenuti gli imprenditori che investono sul territorio e che propongono progetti industriali di ampio respiro offrendo, al contempo, opportunità di lavoro concrete. Dobbiamo salvaguardare la scuola – ha aggiunto il primo cittadino cervignanese – l’industria manifatturiera e realizzare opere pubbliche sostenibili».
A scendere in campo in difesa dei lavoratori è stato anche il segretario regionale dell’Anpi, Luciano Rapotez. «Il lavoro – ha concluso – non è soltanto la dignità delle persone ma è anche la forza delle famiglie».
Elisa Michellut
Il Piccolo
Tremila a Cervignano per il Primo Maggio tra striscioni e trattori
CERVIGNANO Tremila le persone in piazza per gli organizzatori, mille per la questura. Ma al di là della solita bagarre sui numeri, l’altro ieri mattina al corteo del primo maggio del di Cervignano c’erano proprio tutti. Ad aprire, i trattori. Una trentina di mezzi agricoli hanno sfilato con i cartelli, il serpentone si è chiuso con i Comitati che si battono contro le grandi opere pubbliche: dai No Tav ai No alle casse d’espansione del Tagliamento. Subito dietro i trattori, i sindaci della Bassa (una quindicina). Con loro gli esponenti del Pd e la segretaria regionale del partito Debora Serracchiani. Quindi i sindacati confederali, storici organizzatori del 1° maggio cerviganese. Quest’anno il corteo è stato aperto anche agli imprenditori agricoli, ai piccoli artigiani e ai lavoratori autonomi: si è condiviso un documento per rilanciare il lavoro dal territorio. Di ciò si è parlato alla fine della manifestazione, quando il corteo è giunto davanti al palco di piazza Indipendenza. A dare il benvenuto il sindaco Pietro Paviotti, che ha ricordato come di fronte alla crisi «si debbano ricondurre le logiche malate dell’economia finanziaria sui binari della produzione reale. Vanno sostenuti gli imprenditori che danno opportunità di lavoro: agricoltura e industrie manifatturiere locali, pensando anche alle infrastrutture ragionevoli e alla scuola». Elena Placitelli

<!–
–> 
| Alberto Landi |
|
«Combattere la dittatura della finanza e creare la democrazia del lavoro». È stato lo slogan lanciato da Giorgio Santini, intervenuto per le segreterie nazionali di Cgil, Cisl, Uil, alla manifestazione del Primo Maggio a Cervignano. Trenta i trattori, presenti quest’anno, che hanno occupato metà degli stalli dell’anello interno di piazza Indipendenza, circa venti i gonfaloni dei Comuni, una miriade di bandiere, striscioni, slogan, non solo di agricoltori ed artigiani, ma anche di Comitati contro la privatizzazione dell’acqua, No Tav, Ambientali. Tremila i partecipanti stimati dall’organizzazione, circa mille dalle Forze dell’Ordine, di meno, e comunque meno dello scorso anno, secondo il personale dei locali pubblici aperti in piazza. Affollato il palco delle autorità con gli onorevoli Serracchiani e Strizzolo, il senatore Pegorer, molti sindaci dei 31 comuni della Bassa, il primo cittadino di Udine Honsell, i consiglieri regionali Travanut ed Anna Maria Menossi. Il sindaco di Cervignano, particolarmente su toni medio – alti ed infervorato, ha aperto i discorsi ufficiali. Dopo una panoramica sulle attività della Bassa, dall’industria manifatturiera all’agricoltura, uno sguardo alle infrastrutture regionali per arrivare al necessario sostegno alle scuole, base fondamentale per la formazione di buoni cittadini per arrivare al punto saliente “il diritto al lavoro perché se c’è il lavoro c’è la coesione tra i cittadini”. A seguire l’intervento di Ennio Benedetti presidente regionale Cia, per il quale è necessaria “un’agricoltura forte per garantire il nostro futuro”. Sollecitato “un unico marchio per tutti i prodotti friulani”. Santini ha parlato dello sfruttamento del lavoro, del lavoro nero, chiedendo di porre mano ad una politica per lo sviluppo e la ripresa. In Friuli la percentuale di abbandono scolastico è tra le più basse, il 6.5 per cento, ma tanti giovani sono costretti a una nuova emigrazione per trovare unj’occupazione. A chiudere il saluto di Luciano Rapotez, segretario regionale Anpi. “Giù le mani dall’acqua”, “Inquina il letame od il petrolio?” “Sempre No Tav” recitavano molti striscioni. |
| (Lunedì 3 Maggio 2010) |
Marzo 17th, 2017 — Circolo Libertario E. Zapata, General

Messaggero veneto del 01/05/2010
Amedeo di Savoia accolto dagli anarchici
«Vai avanti, Savoia, che a me non viene da ridere». Il volantino-sfottò degli anarchici di Iniziativa libertaria è finito dritto nelle mani di Amedeo di Savoia-Aosta, ieri sera a “PordenonePensa”. Volantinaggio irriverente sul corso Garibaldi, ma Sua Altezza non ha perso l’humor. «Conosco l’anarchico Mazzucchelli, ho memoria di Gaetano Bresci» ha affermato il rappresentante di casa Savoia ai ragazzi, guardati a vista da carabinieri e digos. Convergenze esplosive tra monarchia e anarchia. Alla fine, i libertari hanno chiuso il blitz: «Sei un grande, duca». Ci sa fare il quinto duca d’Aosta, principe della Cisterna e di Belriguardo, marchese di Voghera e conte di Ponderano con il titolo di duca di Savoia sospeso sulla questione dinastica (contestato dal cugino Vittorio Emanuele: la controversia è stata oggetto di un pronunciamento ufficiale della Consulta dei Senatori del Regno). Ha riempito la sala consiliare del palazzo della Provincia, incalzato dalla serpentina di domande del giornalista-amico Fabio Torriero sul filo tematico “Avanti Savoia”. Sangue blu, buone maniere da uomo di mondo che fa della correttezza la spina dorsale, e pagella ai politici nazional-popolari: Sua Altezza ha tirato di fioretto. Il presidente Napolitano? «Mi piace – ha confessato Amedeo di Savoia – Ho promesso di passare a salutarlo al Quirinale». Berlusconi? «Ha un ruolo difficile, è più semplice fare il sindaco di un piccolo paese». Il governo? «Abbiamo un governo di destra che ha una postura di sinistra». La Lega Nord di Bossi? «É un partito che ha aspetti positivi ed è riuscito a offrire nuovi contenuti a una parte di ex-comunisti». E vai sul calendario delle emozioni in pillole, spalmate sulla storia. «Il 25 aprile? Significa la Resistenza nelle sue molteplici forme: non soltanto partigiane». Il primo maggio? «Una festa del lavoro sacrosanta, tanto che Pio XII fece benissimo ad elevarla a festa di precetto». Il 2 giugno 1946? «Il referendum tra Repubblica e monarchia, nell’ombra di brogli elettorali». L’8 settembre? «Una data tristissima, per una decisione affrettata che, come dice il presidente Ciampi, ha portato alla non esistenza dell’Italia per qualche giorno». E ancora: le piace questa Italia? «L’Italia mi piace comunque, anche se oggi mancano i valori della patria, l’orgoglio popolare». Va riformato lo Stivale? «Certo va studiato un piano serio, fatto da tecnici». Sulla “dinasty” di casa Savoia, il duca cala la cortina. «Da un paio d’anni non c’è conversazione con Vittorio Emanuele e considerata la causa in corso sull’uso del cognome, non ne parlo». E il principe Filiberto sul palco di Sanremo? «Avrà seguito una vocazione, ma è fuori dall’asse ereditario». Ci fossero dubbi, il duca li fuga sotto l’occhio attento della consorte, la nobildonna siciliana Silvia Paternò di Spedalotto: «Il capo di casa Savoia, sono io». Chiara Benotti