NOTAV: iniziative dei comitati della Bassa Friulana

Da Il Piccolo del 13/01/11

 

Il Comitato sulla Tav: Bassa martoriata dai cantieri

BAGNARIA «Tra Ronchi e Portogruaro la Tav brucerà un milione di metri quadrati di territorio». É l’allarme lanciato ieri dal Comitato No Tav di Bagnaria Arsa, che ha annunciato una serie di assemblee pubbliche con l’obiettivo di informare i cittadini sul progetto preliminare della nuova tratta ferroviaria. Il primo incontro si terrà domani a Bagnaria, nella sala parrocchiale alle 20.30. Si proseguirà con l’appuntamento di martedì, al bar “Al Milione” di Corgnolo e venerdì 21 gennaio nella vecchia scuola elementare di Castions delle Mura. La presentazione e l’analisi da parte del Comitato è stata organizzata dopo che, il 30 dicembre scorso, i Comuni interessati hanno recepito il progetto preliminare della Tav.
«Lo stesso giorno – spiega il portavoce Giancarlo Pastorutti – è stata avviata la procedura di Valutazione di impatto ambientale, ed entro 60 giorni tutti i cittadini possono inviare osservazioni sui vari aspetti del progetto. Dalle relazioni e dalle prime analisi delle cartografie – riprende Pastorutti – risulta che l’opera è particolarmente impattante sia per il territorio di Pocenia, dove la Tav corre parallela all’autostrada A4 Venezia–Trieste, che all’interno dei comuni di Porpetto, Torviscosa e Bagnaria Arsa, che sono interessati alla cosiddetta “Variante dei Sindaci” contemplata nel protocollo Sonego del 2008».
L’aspetto più criticato riguarda la cantierizzazione tra Portogruaro e Ronchi che «oltre ad occupare quasi un milione di metri quadri di territorio, implica la movimentazione di diversi milioni di metri cubi di ghiaia e terra, con evidenti ripercussioni sul traffico non solo locale. Con umiltà e senza presunzione – continua il portavoce del Comitato – ci mettiamo al servizio della collettività, per dare un contributo di informazione su questa opera così impattante». Non manca la frecciatina al sindaco di Bagnaria, Anselmo Bertossi. La polemica tocca il problema della commissione Viabilità, che l’amministrazione comunale non ha ancora convocato, nonostante le ripetute pressioni da parte di Giancarlo Pastorutti, che ne è membro. «Proprio per questo motivo – chiosa il portavoce – ho inviato un esposto alla Prefettura di Udine e all’assessore regionale competente Andrea Gralatti. Quando il sindaco l’ha saputo, per ritorsione ci ha negato la possibilità di fare le fotocopie in Comune e di pubblicare le nostre notizie sul sito “Il Claut”, usando come pretesto il fatto che il Comitato non è riconosciuto come associazione».
Elena Placitelli

Vivaro (PN): 30 anni dalla morte di Umberto Tommasini

manif_tomma

PROGRAMMA

ore 9.30
proiezione video con intervista a Umberto Tommasini (1976)

ore 10.00
introduzione, saluti e intervento di Gianluigi Bettoli (Storico locale)

ore 10.30
interventi di Claudio Venza e Clara Germani (co-autori del libro su
Umberto Tommasini)

ore 11.00
interventi di amici e compagni di Umberto Tommasini e del pubblico

ore 11.30
esecuzione di alcuni pezzi del repertorio musicale anarchico

ore 12.00
deposizione di una corona presso il cimitero di Vivaro in memoria di Umberto Tommasini

Continue reading →

Inondazioni: tocca al Brasile

Mutamenti climatici: il Brasile peggio dell’Australia

 

 

Continue reading →

Commemorazione di Umberto Tommasini: io non parteciperò

Umberto Tommasini non solo l’ho conosciuto, ma sono anche uno dei pochi rimasti a poter dire di aver condiviso con lui la miltanza anarchica (dal 1975 al 1979 circa). Umberto sarà pure anagraficamente nato a Trieste (da famiglia proletaria emigrata dal paese friulano di Vivaro), ma era friulano e non triestino. La questione può sembrare insignificante ed artificiosa, se si rileva che Umberto era anarchico, rivoluzionario ed internazionalista, ma diventa importante nel momento in cui, in particolare, si è scelto di dare al libro su di lui una caratterizzazione geo-politica che non era certo obbligatoria. Nessuno scandalo, per carità, che il libro sia stato scritto in triestino, la scelta è stata corretta, anzi questa sì inevitabile, in quanto riflesso di una realtà oggettiva. Il libro infatti è una testimonianza di storia orale ed Umberto, con le compagne ed i compagni di lotta, a Trieste, parlava triestino.  Altrettanto ovviamente si deve rilevare che a Trieste si parla prevalentememte triestino mica italiano, questo è semplicememte un dato di fatto. Viceversa, per controesempio e per stimolo alla riflessione, si deve rilevare che ad Udine invece si parla prevalentemente italiano mica friulano; anche questo è semplicemente un dato di fatto. Tralasciate per ora le questioni linguistiche, che,  per loro natura intrinseca, sono molto complesse e richiedono un’analisi approfondita che non si può svolgere in questa sede, veniamo alle motivazioni attuali che mi rendono impossibile partecipare ad una  commemorazione sia pure prevista a Vivaro, dove, non casualmente, Umberto è stato sepolto nel 1980. Già molti anni fa (1983)  mi sono (ci siamo) trovati a contestare la commemorazione di Giovanni Casali per il quale era stata deposta una lapide nell’atrio del Municipio di Prato Carnico. Ci si era chiesti, che senso ha che un anarchico venga commemorato in forma, anche solo parzialmente, istituzionalizzata? Non si tratta solo di una contraddizione, ma di un vero e proprio snaturamento della realtà delle cose. Più in generale ci si deve chiedere: chi si fa garante della continuazione del trattamento coerente delle spoglie e della memoria degli anarchici dopo la loro morte? Sarà senz’altro capitato anche in altre parti, ma è drammaticamente capitato anche a noi, dover scontrarci violentemente con la famiglia di un giovane compagno, Maurizio Faidutti di Mortegliano,  morto in circostanze accidentali, del quale i genitori hanno inteso, violando l’identità del figlio, celebrare il funerale in chiesa. (E quando muoio io …). Così, vuoi per ragioni famigliari, vuoi per ragioni storico-culturali, vuoi perchè comunque è un riconoscimento, … in fin dei conti va spesso a finire che, ciò che non è stato possibile in vita, diventa invece possibile dopo la morte, vale a dire una qualche forma di recupero e snaturamento dell’identità e della storia di un anarchico. In realtà molti  anarchici ci pensano già da soli a snaturare in vita il patrimonio di idee che in qualche modo hanno avuto l’occasione di acquisire, ma almeno quelli che hanno sviluppato fino in fondo il patrimonio ideale, politico e culturale dell’anarchismo,  è giusto che siano trattati in maniera coerente con la loro identità professata.  Quindi, nella fattispecie,  mi chiedo, per esempio: cosa c’entra GianLuigi Bettoli, notoriamente marxista,  con Umberto Tommasini e l’anarchismo? E poi, perchè ancora una volta “regalare” il nostro patrimonio a intellettuali, associazioni ed infine istituzioni, che con noi non c’entrano nulla? La commemorazione di un anarchico deve essere trattata come un capitolo dell’anarchismo e non come un evento da proporre nel baillame della rappresentazione culturale, magari con l’obiettivo, anche legittimo, di dargli maggiore respiro. Non vedo la necessità di trovare collaborazioni esterne per situazioni di questo genere. Personalmente avevo anche sollevato l’idea che la memoria di Umberto fosse collegata alla vicenda degli OGM, (vicenda che ha reso il Paese di  Vivaro noto in ambito internazionale) e quindi ad un fronte di lotta territorialmente radicato e politicamente qualificante, ma il messaggio non è stato colto e si è proceduto ad una commemorazione rituale, non condivisa,  e, per quanto mi riguarda, non accettabile.

Paolo De Toni – Cespuglio – 14 gennaio 2011

NOTAV: Doberdò parla chiaro, Riccardi lancia false consultazioni

Partono le consultazioni a tappeto sulla Tav

 

di ELISA COLONI

 

TRIESTE Per alcuni è un’infrastruttura fondamentale per non essere tagliati fuori dai grandi traffici commerciali di domani. Per altri, è una ”bomba” di rotaie e gallerie che rappresenta un pericolo per cittadini e ambiente. È per raccogliere tutte questi pareri e tirare le somme prima della decisione finale, che tra pochi giorni, il 22 gennaio, la Regione avvierà le consultazioni con gli enti locali in merito al progetto preliminare della Tav. Comune per Comune, l’assessore alle Infrastrutture Riccardo Riccardi sentirà valutazioni e giudizi delle comunità che saranno coinvolte nella costruzione e attraversamento delle tratte ferroviarie ad alta capacità e alta velocità Portogruaro-Ronchi Sud-Trieste.

È sotto il segno delle grandi opere, dunque, che si è aperto il 2011 in piazza Unità. Ieri, infatti, si è svolta la prima riunione di giunta dell’anno, che ha riportato attorno al tavolo gli assessori dopo la pausa natalizia. Tra gli argomenti all’ordine del giorno, appunto, le consultazioni sulla Tav. ”Sondaggi d’opinione” che l’assessore Riccardi raccoglierà presentando ai Comuni interessati le scelte di Rfi-Rete ferroviaria italiana, e illustrando l’iter procedimentale per l’approvazione del progetto ricevuto a fine dicembre. «La legge prevede che le consultazioni durino al massimo 90 giorno – ha commentato Riccardi – ma io mi prenderò tutto il tempo necessario, perché si tratta di una questione molto importante, e intendo dare il massimo ascolto alle comunità locali». Gli incontri, come specificato dal responsabile alle Infrastrutture, non prevedono il coinvologimento diretto dei cittadini (nessuno pensi cioè di poter partecipare ad assemblee pubbliche). «I cittadini che hanno osservazioni e dubbi in merito al progetto preliminare – ha puntualizzato Riccardi – potranno esporli ai propri rappresentanti che, a loro volta, riferiranno a noi. Stiamo anche ragionando sulla possibilità di aprire un sito Internet ad hoc dove raccogliere tutta la documentazione».

Una volta terminate le consultazioni, la Regione dovrà pronunciarsi. Come? Verrà costituito un gruppo di lavoro composto dalle direzioni centrali competenti, che valuterà la proposta assicurando, in sede di intesa sulla localizzazione del tracciato, un parere coordinato dei molteplici interessi pubblici in gioco. Alla struttura tecnica sarà affidato anche il compito di offrire l’assistenza tecnica necessaria agli enti locali interessati per le determinazioni di loro competenza. «Abbiamo scelto – ha spiegato Riccardi – la strada della maggiore partecipazione possibile nella fase di progettazione di un’opera di grande rilevanza».

Tav a parte, la giunta di ieri pomeriggio è stata aperta da un’audizione del presidente di Insiel Walter Santarossa e dell’ad Dino Cozzi, che hanno fatto il punto sul ricorso a Insiel da parte degli enti regionali e sul costo dei prodotti erogati. L’assessore all’Organizzazione Andrea Garlatti ha commentato: «La linea politica è quella di mantenere la connotazione pubblica della parte infrastrutturale informatica, che consideriamo un valore. La parte prevalente dei prodotti di Insiel viene realizzata ”in casa”, riducendo di circa 5-6 milioni di euro il ricorso ad affidamenti esterni. Inoltre in confronto alle tariffe applicate per l’acquisto di prodotti Ict da parte delle società ”in house”, quelli di Insiel sono nella media o anche inferiori».

Spazio è stato riservato, ieri, anche all’aeroporto di Ronchi dei Legionari. La giunta, su proposta di Sandra Savino, ha infatti dato l’ok alla richiesta al Tribunale di Gorizia di effettuare una perizia sul valore dell’aeroporto, atto propedeutico al futuro scambio di quote azionarie con la Save di Venezia.

 

 

Doberdò diventa Comune no Tav

 

DOBERDÒ Tav indigeribile per il Comune di Doberdò del Lago. Lo mette nero su bianco il sindaco Paolo Vizintin dopo aver attentamente esaminato la «copiosa documentazione» ricevuta recentemente da Rete Ferroviaria italiana spa (Rfi). Si tratta del progetto preliminare ferroviario della tratta Ronchi–Trieste nell’ambito della nuova linea Av/Ac (Alta velocità e alta capacità) Venezia–Trieste. Il giudizio del primo cittadino è senza appello: «Da un primo esame della progettazione delle linee, degli studi geologici, geotecnici, idrologici, del piano degli esproprii nonché di ogni altro elaborato e documento allegato è emerso innanzitutto che l’opera, se realizzata, avrebbe un conseguenze gravissime e irreparabili per l’ambiente, il territorio e l’abitato di Sablici nonché un impatto sociale devastante».

I motivi vengono spiegati in una lunga nota dai toni apocalittici. «La linea ferroviaria – scrive Vizintin – attraverserebbe infatti la riserva dei laghi di Doberdò e Pietrarossa con enormi viadotti e gallerie, una gigantesca colata di cemento e ferro che deturperebbe gravemente e irreversibilmente il territorio ed il già lesi dalla presenza di elettrodotto, metanodotto e autostrada. Gallerie e viadotti proseguirebbero per il centro di Sablici, dove è previsto l’esproprio ed il vincolo urbanistico di quasi tutta l’area nonché il probabile abbattimento di alcune abitazioni oltre alla realizzazione di vasche per l’accumulo di liquidi pericolosi». E come se non bastasse c’è un altro regalo impachettato nella Tav: «In tale contesto – aggiunge il sindaco di Doberdò del Lago – si inserisce la realizzazione di un nuovo raccordo stradale tra le Statali 55 e 14 che passerebbe sotto il viadotto soprastante Sablici e consentirebbe il ritorno massiccio dei Tir sul Vallone».

Il risultato finale? «È ragionevole ipotizzare – aggiunge Vizintin – che con questo scenario l’abitato di Sablici di svuoterebbe e sparirebbe dalla cartografia, o perché parte delle case verrebbero demolite o perché i rimanenti residenti si abbandonerebbero le proprie abitazioni per le condizioni di invivibilità venutesi a creare (traffico, inquinamento acustico, scosse etc.)».

Detto tutto questo è chiara la posizione assunta dal Comune di Doberdò del Lago. «Siamo perciò – puntualizza il primo cittadino – fermamente contrari, come in passato, a inutili opere faraoniche il cui costo esorbitante graverebbe, come sempre, sui contribuenti italiani ed il cui unico effetto sarebbe quello di deturpare l’ambiente ed il paesaggio, con rilevante pregiudizio per la salute ed il patrimonio dei cittadini. Ci opporremo perciò con ogni mezzo agendo nelle competenti sedi politiche e sociali affinché il suddetto progetto di RFI non trovi seguito».

Le critiche al progetto, tuttavia, non si fermano a questo. «È inaccettabile e preoccupante – continua Vizintin – che nella documentazione trasmessa da Rfi non compaia né l’analisi costi-benefici imposta dalla normativa vigente sulla Via (valutazione d’impatto ambientale) per tutte le opere pubbliche né il piano economico finanziario previsto dalla legge finanziari 350/2003». L’unico passaggio costruttivo è messo in coda: «Siamo favorevoli al trasporto su rotaia di merci e persone con sistema dell’Av/Ac – conclude Vizintin – purché vengano minimizzati l’impatto con l’ambiente ed i costi sociali. Ciò è possibile in base agli studi effettuati dalle Università di Milano e Torino, dove è dimostrato che sarebbe più che sufficiente una modernizzazione dell’attuale linea ferroviaria».

E, intanto, parte la mobilitazione dei cittadini. Mmercoledì prossimo, 19 gennaio 2010, alle 20, al centro civico “Kremenjak” di Jamiano, si terrà un incontro pubblico per illustrare i contenuti del progetto di Rfi e per raccogliere osservazioni e proposte dei cittadini di Doberdò del Lago.

ELETTRODOTTO: rassegna stampa sulla manifestazione di domani

Dal Messaggero Veneto

14/01/11

Domani la marcia contro l elettrodotto

 

TOLMEZZO.Domani l’attesa manifestazione a Tolmezzo organizzata dal Coordinamento dei Comitati della Carnia contro l’elettrodotto aereo Würmlach-Somplago e contro il furto delle acque. Il ritrovo è al ponte di Caneva di Tolmezzo alle 13.30, per poi raggiungere insieme il centro di Tolmezzo. Tra i numerosi partecipanti attesi, anche il Pd di Tolmezzo annuncia la sua presenza e ribadisce la propria posizione: «Elettrodotto commerciale sì a condizione che sia interrato e che apporti vantaggi durevoli al territorio e alla popolazione. No ai disastri ambientali, no alle elemosine! Questa posizione è sempre stata sostenuta con coerenza nella giunta della Comunità montana della Carnia, prima della sua “soppressione”, ha portato all’approvazione unanime di un odg in Consiglio Regionale, è stata assunta ufficialmente dal Pd della Provincia di Udine, ha dato origini a un odg proposto al Consiglio provinciale di Udine» da alcuni consiglieri tra cui il segretario provinciale. Il Pd ricorda «le battaglie dei nostri consiglieri comunali di Tolmezzo, assieme agli altri consiglieri non solo di minoranza, contro le illegittime prese di posizione della giunta comunale della nostra città». «La pervicacia con cui si insiste sull’elettrodotto è strana – dice Roberto Trevisan, segretario del Pd di Tolmezzo, che ha un dubbio: se «l’energia importata dovrà essere venduta non al prezzo basso ad esempio della Repubblica Ceca, ma a quello vincolato italiano, a cosa serve l’elettrodotto? Non vorremmo nascondesse la volontà di fornire corrente elettrica “sporca” a Somplago per produrre corrente elettrica da fonti rinnovabili». Il Pd, spiega, sosterrà la manifestazione per «scongiurare i gravi danni sul territorio che potrebbero essere provocati da una struttura industrial-commerciale ottimizzata ai fini del profitto di chi la costruisce senza la dovuta attenzione ai diritti di chi la subisce. Vogliamo poi dare un forte segnale di insofferenza per i soprusi di una amministrazione regionale, o meglio di una coalizione di maggioranza, che, guidata da un carnico, sembra essersi fatta un punto d’onore nel governare sempre e comunque sotto il segno dell’arbitrio, del disprezzo delle regole, della totale assenza di confronto con i suoi interlocutori naturali». (t.a.)

 

13/01/11

Elettrodotto, polemica sulla marcia

 

TOLMEZZO. Elettrodotto: l’amministrazione comunale di Tolmezzo smentisce Renato Garibaldi evidenziando che la richiesta di patrocinio alla manifestazione di sabato era per un’altra iniziativa. «Leggiamo con stupore – spiega l’amministrazione comunale di Tolmezzo – la dichiarazione di Renato Garibaldi secondo cui la giunta comunale di Tolmezzo ha negato il patrocinio da lui richiesto per la manifestazione di sabato dopo una “sbrigativa” riunione dove avrebbero “pesato le decisioni di due assessori leghisti”. Il patrocinio è stato negato all’unanimità dalla giunta (e senza bisogno di particolari spinte da parte di alcuno), in quanto la richiesta non era accoglibile. Carnia in Movimento ha chiesto il patrocinio, come si evince dal modulo della richiesta, per una iniziativa denominata “per l’unità della Carnia” avente quali finalità “unità della Carnia in occasione del 64° di fondazione della c. (comunità) carnica». Come è stato subito comunicato al richiedente il patrocinio non è stato accolto in quanto l’oggetto della manifestazione (come si evince invece dai manifesti affissi in tutta la Carnia) non corrisponde a quanto dichiarato nella richiesta presentata e inoltre, la richiesta era comunque sprovvista degli elementi necessari (programmi, relazioni su come si intenderebbe celebrare la fondazione della comunità carnica) che, come stabilito dal regolamento comunale sulla concessione dei patrocini, debbono essere presentati per la valutazione delle condizioni che legittimano l’eventuale adesione del Comune alla iniziativa. Le azioni strumentali cominciano tentando prima di camuffare la manifestazione contro l’elettrodotto con la pseudo celebrazione di ricorrenze varie (il 64° della fondazione della Comunità Carnica, il senatore Gortani o anche il 150° dell’unità d’Italia) continuando poi con le invenzioni sulla riunione della giunta comunale di Tolmezzo. Sarebbe bene, per tutti, chiedersi per quali motivi l’organizzatore della manifestazione contro l’elettrodotto non vuole esplicitare chiaramente l’oggetto della stessa».

Tanja Ariis

 

11/01/11

«Elettrodotto, giochi non ancora conclusi»

 

TOLMEZZO. Inizia con un filmato denuncia sul furto ai danni dei carnici «di una terra impervia e desolata» con l’intento di costruirvi un elettrodotto l’incontro promosso da Legambiente della Carnia a Tolmezzo ieri sera. La serata termina con l’invito a più voci a partecipare alla manifestazione di sabato a Tolmezzo. Nella sala della Comunità montana della Carnia ieri sono stati notati diversi esponenti politici, una rappresentanza traversale, propensi per il no all’elettrodotto aereo e contro la «svendita del territorio» . Fra gli interventi Renato Garibaldi ha ribadito come sabato non si manifesterà solo per l’elettrodotto, ma «per la dignità della gente che vive in montagna» e «per far sapere alla politica che non ci ascolta, quello che vuole la gente». Quindi Marco Lepre di Legambiente ha introdotto il tema della poca pubblicità data da alcuni comuni interessati all’elettrodotto proposto da Alpe Adria Energy. Dopo aver illustrato il tragitto dell’elettrodotto, che impatterà negativamente sul biotopo Curiedi a Tolmezzo, sul colle di San Pietro a Zuglio e Pramosio, zona a tutela speciale a Paluzza, Lepre ha evidenziato come la politica locale «Tolmezzo in particolare» si sia comportata nei confronti della popolazione, tenendola all’oscuro di tutto. «I giochi non sono conclusi – ha detto Lepre – Tutte le argomentazioni sull’impatto ambientale proposte da chiunque andranno al vaglio del ministero dell’ambiente a Roma». «L’informazione consente un approfondimento delle conoscenze nell’interesse generale, a vantaggio sia di chi propone un progetto sia di chi a questo si oppone o cerca di modificarlo». Negli altri interventi dei comitati della pianura friulana contro l’elettrodotto verso la Slovenia, del Wwf regionale, di amministratori pubblici locali e regionali, si è ribadito il concetto di come questa opera, una “merchant line”, assuma una valenza politica costituita su un accordo fra politica regionale e lobby imprenditoriali. Una politica che parte da lontano, con il commissariamento della Comunità montana da parte del governatore Tondo per impedire una posizione univoca del «popolo della montagna carnica» e che, dopo «il voltafaccia dell’amministrazione comunale che ha optato per concedere il via libera alla valutazione di impatto ambientale, svendendosi per quattro soldi (compensazioni)», abbia di fatto posto «Tolmezzo al di fuori della Carnia». Il clamore della precedente manifestazione contro l’elettrodotto, alla quale hanno preso parte fra i 1800 manifestanti anche un centinaio di carinziani e che ha fatto prendere coscienza, grazie alle immagini trasmesse dalla Tv di stato ORF, al land Carinzia, ha richiamato l’attenzione anche della Tv di stato italiana che sabato, sul ponte fra Caneva e Tolmezzo, sarà presente con le truope di Geo & Geo e Report.

Gino Grillo

 

10/01/11

Elettrodotto e acqua, sabato marcia a Tolmezzo Legambiente: tempo fino al 16 per farci sentire

 

TOLMEZZO. Count down per la manifestazione indetta dai comitati per sabato 15 gennaio contro l’elettrodotto che attraverserà la Valle del But . L’appuntamento è dato al ponte sul torrente But fra la città e la frazione di Caneva per le 13.30 per portare nel capoluogo carnico la protesta non solo contro l’elettrodotto aereo Wurmlach-Somplago, ma anche a difesa delle acque che vede coinvolti assieme ai carnici anche i carinziani. Un appuntamento di protesta civile e non violeta che coincide, viene fatto rilevare, con il 150° anniversario dell’unità d’Italia e con l’anniversario della nascita del senatore Michele Gortani, fondatore della Comunità Carnica. Intanto Legambiente propone una serie di incontri, prima del 16 gennaio, data in cui scade il termine per presentare eventuali osservazioni e riserve sull’elettrodotto Somplago Wurmlach. Il primo incontro è fissato per oggi alle 18 nella sala convegni della Comunità montana della Carnia a Tolmezzo. «Sull’elettrodotto tra Somplago e Würmlach – commenta Legambiente – continuano a girare le voci più disparate: l’unico dato certo è che la procedura di valutazione ambientale è ancora in corso e che tutti i cittadini hanno tempo fino al prossimo 16 gennaio per presentare le loro “osservazioni” e riserve, che saranno successivamente esaminate, assieme alle delibere dei comuni, da una commissione tecnica presso il ministero dell’ambiente». Una opportunità riguarda in particolare il comune di Tolmezzo, dove Alpe Adria Energia ha presentato recentemente alcune modifiche al tracciato. «Per una corretta valutazione dell’impatto ambientale di qualsiasi opera è indispensabile il maggior coinvolgimento possibile dei cittadini. L’informazione e la partecipazione attraverso incontri, dibattiti e con l’espressione di pareri, critiche, studi, consente un approfondimento delle conoscenze nell’interesse generale, a vantaggio sia di chi propone un progetto sia di chi a questo si oppone o cerca di modificarlo». «Purtroppo – sottolinea Marco Lepre, presidente del circolo carnico – anche questa volta alcuni comuni, nei quali la documentazione inerente il progetto è depositata da settimane, si sono sottratti a un dovere fondamentale di informazione dei loro cittadini. A Tolmezzo, per esempio, anche sull’ultimo numero del periodico comunale “Qui Cronache” non si trova una sola riga dedicata all’argomento». Con lo scopo di supplire, almeno in parte, a questa carenza di informazione, Legambiente ha promosso l’incontro di oggi a Tolmezzo cui seguiranno altri, domani a Villa Santina, nelle sale del centro sociale, e mercoledì 12 ad Arta Terme, entrambi con inizio alle 20.(g.g.)

Umberto Tommasini: l’Anarchic Furlan

Scjarie il libri (e va a le pagine 173).

Commemorazione: io non parteciperò

Il mio ricordo di Umberto alla ricorrenza effettiva dei trent’anni dalla morte avvenuta il 22 agosto 1980

umberto

furlan

L’ENEL cerca studenti e laureati, per …

Nucleare: ma allora fanno sul serio?

Il nucleare cerca studenti e laureati

Continue reading →

Anche la FAU Tedesca sull’uso illegittimo della sigla AIT

Dopo la presa di posizione di altre organizzazioni è del 13 gennaio la posizione della FAU tedesca contro l’uso illegittimo della sigla AIT da parte dell'”USI”-Roma (e quindi dell'”USI”-Udine domiciliata nel Circolo Arci Cas’Aupa).

Nota. Si deve solo rilevare un errore nella data riportata nella intestazione (2010)  mentre nel timbro c’è 2011

—————————————————————————————————————————————

fau_ait

TOLMEZZO: in 3000 contro l’elettoTondo e per la difesa dell’acqua

L’elettrodotto in Carnia per Tondo come il cementificio di Torviscosa per Illy ?

—————————————————————————–

Rassegna stampa Messaggero Veneto 15 gennaio 2011

Tremila in corteo a Tolmezzo
per dire no all’elettrodotto

Foto

elettrodotto, Carnia

Oltre tremila manifestanti sono scesi in strada a Tolmezzo per dire ancora una volta no all’elettrodotto Wurmlach-Somplago e per «dare un calcio ai prepotenti che cercano di sfruttare la Carnia solo per fare quattrini». È stato un corteo rumoroso, ma composto, che ha voluto difendere anche il lago di Cavazzo e protestare contro la privatizzazione dell’acqua.

 

Tremila in corteo a Tolmezzo per dire no all’elettrodotto

Successo del corteo organizzato dai Comitati contro la linea elettrica, ma anche per difendere acqua e lago di Cavazzo: presenti tutti i sindaci della valle del Bût
di Antonio Simeoli

TOLMEZZO. Quando don Di Piazza, carnico di Tualis, dal palco davanti al Municipio ha citato le Beatitudini, la Carta dei diritti dell’uomo e gli articoli della Costituzione si è levato un boato dai tremila che avevano pacificamente invaso il cuore di Tolmezzo per dire ancora no all’elettrodotto Wurmlach-Somplago e per «dare un calcio ai prepotenti che cercano di sfruttare la Carnia solo per fare quattrini» per usare le parole di uno dei “ fari del corteo”, Renato Garibaldi vestito col tricolore. Le parole del parroco di Zugliano, però, sono quelle che hanno raggiunto meglio il cuore della gente. «Di sviluppo della montagna hanno parlato e straparlato – ha detto Di Piazza rivolgendosi ai politici – ma nessuno ha avviato una progettualità seria. Ora ci presentano un progetto di pochi che va a vantaggio di pochi, con la politica ancora una volta lontana dalla gente».

Parole forti, sintesi del pensiero dei tremila che dalle 13.30 hanno raggiunto il ponte di Caneva per poi marciare verso piazza XX Settembre. Un corteo rumoroso, ma composto. I tamburi cadenzavano l’� incedere della folla, i cartelli lo arricchivano, così come tantissimi giovani o famiglie intere. «A 74 anni non ho mai visto una cosa del genere» ha commentato un altro leader dei Comitati, l’e x sindaco di Cavazzo Franceschino Barazzutti. Uno che è stato protagonista della Ricostruzione e che ora si sta battendo per difendere il territorio e con esso anche tanti valori dell’epopea post-sisma. E nel mirino dei manifestanti, come era prevedibile, non sono finiti tanto gli imprenditori Burgo-Fantoni-Pittini, bensì i politici che in Regione dovranno decidere se dare il via libera all’impianto da 35 milioni, considerato proprio dagli industriali indispensabile per la sopravvivenza delle loro imprese.

Un cartello su tutti: «No all’elettroTondo». Basta questo a descrivere l’aria che si respirava ieri a Tolmezzo contro il presidente della Regione, non certo profeta in Patria, nonostante più volte abbia detto che il via libera al contestato impianto sarà dato solo se parte della ricchezza generata si fermerà nei comuni interessati: o contro il fischiatissimo sindaco di Tolmezzo Dario Zearo (che osservava la manifestaizone dalla finestra del suo ufficio) a favore dell’impianto e “reo” secondo gli organizzatori di aver tenuto lontani la Parrocchia e i coro della città dalla manifestazione con la minaccia di chiudere i rubinetti dei contributi.

Ma il messaggio che è arrivato dal corteo è stato chiaro: quassù la gente non è contro il progresso, sempre usando le parole di Garibaldi, «ma è contro quelli che confondono il progresso con la speculazione». Insomma, la linea elettrica, nonostante il progetto preveda l’eliminazione di oltre cento tralicci vecchi e l’arrivo di compensazioni per almeno undici milioni, è vista come un sopruso. E la gente non crede più alle promesse di posti di lavoro o risorse che rimangano sul territorio perchè troppe volte è stata scottata dalle promesse.

L’elettrodotto è visto come l’ulteriore calcio dei prepotenti alla gente della Carnia, la politica come un’entità astratta, lontana anni luce dalla gente. Per questo i carnici, che in piazza hanno cantato con trasporto il loro inno, quello di Mameli e hanno ricordato l’anniversario della nascita di uno dei padri della Costituzione, il senatore Michele Gortani, hanno tirato una linea, invalicabile: l’elettrodotto dovrà essere solo interrato. Visto il corteo e le idee chiare della gente, chi la valicherà dovrà mettere in preventivo una cosa: quassù di voti ne prenderà ben pochi. E non è mai una cosa da poco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

(16 gennaio 2011)

2 COMMENTI RICEVUTI
Qualcuno dovrebbe dire al Garibaldi “de noartri” che non basta portare quel nome, il Beppino era un’altra cosa! E’ sarebbe ora che in Carnia qualcuno capisca che non è obbligatorio dire fesserie per far prendere aria ai denti. Certa Carnia non deve scaricare le responsabil…
Inviato da pravettonicarcarlo il 16 gennaio 2011 alle 09:45
  • 1/5

Renato Garibaldi….quando la smette di fare il “patriota garibaldino” ? Parliamo dei problemi della Carnia, E VONDE!
Inviato da furlanadis il 10 gennaio 2011 alle 16:26