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Comunicato del Comitato NOTAV di Trieste e del Carso sulla lettera di RFI

COMUNICATO DEL COMITATO NOTAV DI TRIESTE E DEL CARSO

 

A proposito della lettera inviata il 12 giugno 2013 da Rete Ferroviaria Italiana ai  Ministeri e a ITALFERR S.p.A. con la richiesta di un parere favorevole al progetto preliminare della tratta Ronchi – Trieste e successivamente inviata dai Ministeri ai comuni interessati.

 

Il Comitato NOTAV di Trieste e del Carso-Odbor NO TAV iz Trsta in s Krasa chiede con forza ai Comuni coinvolti (Ronchi dei Legionari, Doberdò del Lago, Monfalcone, Duino-Aurisina, Sgonico e Trieste) di rigettare la richiesta di RFI in quanto il contenuto della stessa risulta irricevibile per i seguenti motivi:

         in sede di Valutazione di Impatto Ambientale, nel 2012, il Ministero ha chiarito in modo esplicito a RFI che il Progetto Preliminare della linea AV/AC Venezia-Trieste deve essere unitario e non suddiviso in lotti;

         per ammissione della stessa RFI, la parte del progetto che riguarda il tratto Venezia-Ronchi deve essere completamente riprogettato avendo ricevuto pressoché unanime rifiuto da parte di Comuni ed Enti Locali.

Ne consegue che a tutt’oggi non esiste alcun Progetto Preliminare per la tratta Venezia-Trieste.

 

Il Comitato NOTAV di Trieste e del Carso-Odbor NO TAV iz Trsta in s Krasa fa presente che

appare al di là di ogni logica l’ulteriore richiesta di un parere per il Progetto Preliminare per il solo tratto Ronchi-Trieste da parte di RFI che adduce motivi  di urgenza pena il rischio del definanziamento europeo: nel testo datato 12 giugno 2013 la stessa RFI sottolinea che i termini per il finanziamento UE sono scaduti il 30 aprile 2013 e non riferisce di proroga alcuna.

 

Vogliamo ricordare che già nel luglio 2012 il Comune di Trieste aveva subordinato il proprio parere favorevole ad una serie di prescrizioni vincolanti, cui RFI ha dato risposta negativa o nessuna risposta, così come è accaduto per gli altri Comuni coinvolti.

 

Per questi motivi il Comitato NOTAV di Trieste e del Carso-Odbor NO TAV iz Trsta in s Krasa

avverte tutte le entità interessate – partiti, Giunta Comunale, Consiglieri e tutta la cittadinanza – che qualunque delibera nel merito della sola tratta Ronchi-Trieste significa rendersi complici della truffa – lo scorporo indebito di un tratto rispetto al progetto unitario – che RFI sta tentando di attuare ai danni della collettività sia sul piano economico che ambientale.

 

I CONSIGLI COMUNALI DEVONO RISPEDIRE AL MITTENTE LE RICHIESTE DI UN PARERE SULLE INTEGRAZIONI FORMULATE DA RFI E DAL MINISTERO!

SONO SEMPLICEMENTE IRRICEVIBILI!

 

Questo testo verrà diffuso attraverso tutti  i mezzi a nostra disposizione affinché cittadinanza, istituzioni e media ne siano informati adeguatamente.

 

Comitato NO TAV di  Trieste e del Carso

Odbor NO TAV iz Trsta in s Krasa

notavtriestecarso@gmail.com

 

Invitiamo tutt* a diffonderlo il più possibile ed a mandarlo anche a consiglieri circoscrizionali, comunali, regionali, partiti ecc ecc


NO TAV/ Foto Trieste mercoledì 18 settembre

RASSEGNA STAMPA   |   I trucchi di Sonego e la necessità di una risposta politica

NEWS: nella notte la giunta comunale è stata battuta e l’oscena mozione di “non parere” è stata bocciata. Domani maggiori dettagli.

Bel presidio mercoledì 18 settembre in attesa delle decisioni del Consiglio Comunale sulla TAV
trieste 18 sett f-01

 

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NO TAV/ Bassa friulana: fermate quell’opera!

MV 25 settembre 2013

mv-25-09-13

 

 

No Tav, invito ai Comuni: «Fermate quell’opera»

No Tav, invito ai Comuni:
«Fermate quell’opera»

 

 

 

 

No Tav, invito ai Comuni:
«Fermate quell’opera»

San Giorgio, il comitato chiede ai primi cittadini di ricusare il progetto 2010. Il portavoce De Toni: perdere tempo è deleterio. Attacco a Sonego

di Francesca Artico

SAN GIORGIO DI NOGARO. Il Comitato No Tav Bassa friulana attacca i sindaci dei comuni coinvolti nel tracciato, esortandoli a ricusare il progetto del 2010. Non lesina neppure un deciso attacco al senatore Lodovico Sonego, sostenitore proprio del progetto del 2010.

«Sarebbe ora che i sindaci si sveglino – chiosa il portavoce Paolo De Toni -, spero però che abbiano capito la portata del problema. Vorrei ricordare che Italferr in nome e per conto di Rfi ha presentato le integrazioni solo sulla tratta Ronchi dei Legionari-Trieste chiedendo al ministero dell’Ambiente che venga approvato il progetto preliminare solo per questa tratta.

Nella lettera accompagnatoria firmata da Michele Marzano per Rfi, si legge che “l’interlocuzione del commissario straordinario per l’asse ferroviario Venezia Trieste con il territorio, relativamente alle tratte venete e friulane da Venezia a Ronchi del Legionari ha registrato un quasi unanime dissenso dei comuni sul tracciato presentato nel 2010. Ora la maggior parte dei comuni anche sulla tratta Ronchi-Trieste ha dato parere negativo e a Trieste il Pd ha subito uno smacco notevole visto che la mozione del non parere è stata bocciata dal consiglio comunale.

In realtà, però, nessuno ha rilevato che la richiesta di parere di compatibilità ambientale su una sola tratta formulata da Rfi è irricevibile, in quanto già il ministero aveva richiesto un progetto unitario sull’asse Venezia-Trieste, cosa che si era concretizzata nel 2012 con una relazione di ricucitura di tutte e 4 le tratte, con un nuovo progetto al ministero e sul quale tutti sono stati chiamati a presentare osservazioni.

«Quindi – afferma – le azioni che devono fare oggi i Comuni del Friuli Vg e del Veneto sono: demistificare l’operato del senatore Sonego e smentire nettamente che esista ancora il progetto 2010; rilevare con forza a livello ministeriale che l’operazione in corso è illegittima; ribadire che l’intervento al bivio San Polo si può fare indipendentemente dall’asse Av/Ac e quindi impedire che questa piccola e necessaria opera di adeguamento della linea esistente diventi la scusa per approvare il progetto 2010; agire in maniera unitaria, chiara e trasparente, in opposizione al progetto Av/Ac, eliminando le sacche di complicità di cui godono Sonego e il gruppo, oramai totalmente minoritario, ma non per questo meno pericoloso, dei Tavisti in Veneto e Friuli».

De Toni conclude evidenziando che «ogni titubanza sarà deleteria: basta una posizione lineare, chiara e forte da parte dei sindaci per chiudere definitivamente questa terrificante vicenda».

NO TAV/ Lo scontro fra Sindaci dimostra che l’opera è incompatibile con il territorio

TAV, veniamo al dunque;

 

“quadruplicamento”  né “progetto 2010”.

 

Peraltro qualsiasi “modifica sonstanziale” prevede un nuovo progetto e una nuova Valutazione di Impatto Ambientale, per cui le richieste di Zaia e della Serracchiani o cadono nel vuoto o sono una bocciatura secca del progetto 2010 e stop.

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NOTAV: comunicato sul sì del comune di Trieste

Comunicato stampa sul voto del Comune di Trieste sulla TAV

 

Alla fine il Consiglio comunale di Trieste ha votato a favore del progetto TAV, un progetto che pure non è definito. Infatti per la tratta veneta non si sa su che linea si svilupperà, certo è solo che non sarà quella dei “progetti unificati” dei quali si discuteva in comune avendo tra l’altro già subito un rigetto da parte del commissario alla TAV Mainardi, che ha detto che quelle tratte non sono più valide nei loro disegni.

Non solo, le due parti venete, pur comprese nel documento di “unificazione”, i cittadini e le istituzioni del Friuli Venezia Giulia non hanno modo di visionarle se non andando fino a Venezia per ottenerne copia.

Nonostante queste gravissime carenze e dubbi sulla validità della presentazione, è grave il voto del comune di Trieste, perché le prescrizioni proposte, che Trenitalia non ha l’obbligo di valutare ed alle quali non è tenuta a rispondere, non significano nulla. Lo scavo della galleria sotto strada del Friuli rimane un grave rischio, non eliminabile con raccomandazioni di prudenza, la devastazione delle grotte sul carso, indicato anche da Trenitalia come uno dei punti di maggiore criticità ambientale, non si ferma con parole prive di alcun valore. E’ grave anche perché manca del tutto la valutazione dei costi/benefici, studio che dovrebbe essere preliminare a qualsiasi opera pubblica, specie se enorme come questa.

Di fronte all’acquiescente collaborazionismo del Comune spetta ora ai cittadini esprimersi, con osservazioni da indirizzare a:

Le osservazioni dunque possono comunque essere presentate da tutti cittadini entro il 19 agosto prossimo e devono riportare il seguente oggetto: “Osservazioni alla Procedura di VIA ai sensi del D.Lgs n.163/2006 sul progetto preliminare “Sistema Conoscitivo Unico dei Quattro Tracciati di Progetto”. Vanno trasmesse in forma scritta al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (direzione Generale per le Valutazioni Ambientali – Divisione II Sistemi di Valutazione Ambientale, Via Cristoforo Colombo 44, 00147 Roma e alla Direzione Centrale Ambiente, Energia e Politiche per la Montagna – Servizio Valutazione Impatto Ambientale, via Giulia, 75/1 – 34126 Trieste. È possibile anche l’invio in forma elettronica utilizzando la casella di posta elettronica certificata (PEC) al DGSalvaguardia.Ambientale@PEC.minambiente.it e Ambiente.energia.montagna@certregione.fvg.it . (la trasmissione sarà considerata certificata, ai sensi delle norme vigenti, solo se proveniente da una casella di posta elettronica certificata). Per ulteriori informazioni è possibile contattare il Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare – Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali – Divisione II Sistemi di Valutazione Ambientale, via Cristoforo Colombo 44, 00147 Roma, tel.06-57225903.

E’ importante far capire che anche in periodo estivo e in mancanza di informazioni l’attenzione esiste sempre e che chi dovrebbe pagare, in termini economici e di devastazione ambientale e sociale, cioè i cittadini, non intendono essere messi a tacere.

Comitato NOTAV di Trieste e del Carso

notavtriestecarso@gmail.com

Assemblea Pubblica a San Giorgio di Nogaro giovedì 9 agosto

Report. Articolo del Piccolo del 10 agosto che parla contemporaneamente dell’assemblea di San Giorgio di Nogaro del 9 agosto e quella di Bagnaria Arsa del 3 agosto

 

ilpiccolo10agosto

 

ass_sgn-9_agosto-2012

 

testo

 

San Giorgio di Nogaro
Giovedì 9 agosto ore 21.00
Piazza del Municipio

Assemblea Pubblica
Su:

* TAV, nuovi scenari: che truffa!
* Acqua, bollette, rimborsi, allacciamenti: che truffa!
* Viabilità e doppio accesso alla ZIAC: che truffa!
* Sito Inquinato/Bonifiche: che truffa!

Novità sulla TAV
Anche il terzo progetto, formulato nel 2010 è MORTO!
Il Movimento NO TAV aveva ragione!
Adesso il Commissario Governativo, per l’Asse ferroviario Venezia –Trieste, tale Arch. Bortolo Mainardi, si sta “impegnando” per fare un nuovo progetto, in affiancamento alla ferrovia esistente. Mainardi ha finalmente ammesso che i costi dei vecchi progetti (7 miliardi e 400 milioni) erano eccessivi; che la ferrovia esistente è ben lontana dalla saturazione e che con interventi di ammodernamento si possono raggiungere notevoli risultati. OK e fin qui va bene.
Solo che il Sior Bortolo, in un futuro vorrebbe anche fare il “quadruplicamento” dei binari!
Allora sarà bene che i Sindaci della bassa friulana stiano attenti a quello che sta avanzando …
Noi diciamo SI all’ammodernamento, NO a nuovi binari!

Partecipate!!

A cura del Coordinamento Difesa Ambientale

NO TAV/ Le nostre osservazioni al Ministero

Sono scaricabili sul sito del Collettivo per la Difesa del Litorale Carsico le osservazioni (e gli allegati) inviate al Ministero dell’Ambiente sul progetto AV/AV Venezia-Trieste e fatte proprie dai NO TAV del Friuli Venezia Giulia e del Veneto.

Saranno la piattaforma per la campagna autunnale contro la TAV Venezia-Trieste


TESTO DELLE OSSERVAZIONI

Min_Am_19_agosto_def.pdf


ALLEGATI

  • Allegato n.1

01_Verbale_Provincia_di_Venezia_23_04_2012.pdf

 

  • Allegato n.2

02_Lettera_No_Tav_ai_Comuni_del_FVG_18_07_2012.pdf

 

  • Allegato n.3

03_Lettera_No_Tav_ai_Comuni_del_Veneto_26_07_2012.pdf

 

  • Allegato n.4

04_Delibera_QdA_n_30_Vecchia_Tav_07_08_2012.pdf

 

  • Allegato n.5

05_Delibera_QdA_n_31_Nuova_Tav_07_08_2012.pdf

 

  • Allegato n.6

06_Lettera_Mainardi_ai_Sindaci_del_Veneto_13_07_2012.pdf

 

  • Allegato n.7

07_Parere_Min_Amb_sulla_Ronchi_Ts_01_03_2005.pdf

 

  • Allegato n.8

08_Documento_unitario_sindaci_bassa_friulana_23_07_2012.pdf

Trieste: report presidio NOTAV NODEBITO contro Clini

Una 30ina di persone ha partecipato ieri al presidio indetto dal Comitato NOTAV di Trieste e del Carso e dal Comitato NODEBITO in occasione della visita a Trieste del ministro dell’Ambiente Corrado Clini nell’ambito di Triestenext.

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Il ministro doveva parlare a numerose conferenze nel corso della giornata, ma una ha attirato la nostra attenzione “Filiera corta ed ecosostenibilità”. E’ chiaro che non potevamo non essere presenti a denunciare l’ipocrisia di chi parla di questi argomenti e contemporaneamente porta avanti progetti devastanti come la TAV, i rigassificatori, nuove autostrade ecc ecc.

 

Il ministro doveva parlare alle 15.00 e già dalla 14.30 iniziava il presidio con bandiere, volantinaggio e un chiaro striscione “Tav, autostrade, rigassificatori STOP AI DEVASTATORI”.

 

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Comunicato del Comitato NOTAV di Trieste sulle denunce

Mentre il progetto TAV nel Friuli-Venezia Giulia sta dimostrando tutta la sua insostenibilità finanziaria, ambientale e strategica e si assiste allo sfacelo del trasporto ferroviario regionale, la Procura di Trieste notifica decine di denunce ad numerosi attivisti per le manifestazioni di febbraio-marzo in solidarietà con la Val di Susa in lotta. Erano i giorni in cui si ampliavano i cantieri della linea Torino-Lione, con la conseguente violenta repressione contro la mobilitazione del popolo NOTAV, culminata con il grave ferimento di Luca Abbà, da sempre impegnato in prima persona nella lotta. In tutto il paese si sono svolte iniziative di solidarietà, con cortei ed occupazioni di stazioni ed uffici dirigenziali delle F.S.

A Trieste si è manifestato con un presidio in piazza Unità e davanti al Museo Revoltella in occasione dell’incontro istituzionale con Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie, personaggio furiosamente impegnato a trasformare le medesime da bene collettivo e servizio per tutti ad affare per pochi. Il giorno successivo, in solidarietà con Luca Abbà, un corteo spontaneo è sfilato lungo le via cittadine per protestare e sensibilizzare la popolazione, corteo svoltosi senza assoggettarsi ai tempi e alle formalità imposte dalla burocrazia questurina.

Il reato contestato è quello di “manifestazione non autorizzata”, imputazione relativamente “leggera”, ma che dimostra la logica del potere di non lasciare impunita la volontà e la determinazione di coloro che da tempo denunciano e si oppongono all’assurdità di un’opera che produce solo debito pubblico, arricchimento di pochi, devastazione del territorio e delle comunità che lo abitano. Da troppo fastidio all’apparato politico-economico la lotta ormai decennale della Val di Susa, una lotta che include soggettività e pratiche anche diverse tra loro ma con un obiettivo chiaro e condiviso, che è stata capace di inceppare i meccanismi di realizzazione dell’opera.

Le ragioni di questa lotta hanno raccolto intorno a sé ampi margini di consenso allargando la solidarietà a livello nazionale ed anche europeo, come le mobilitazioni suddette stanno a testimoniare.

Il Comitato NOTAV di Trieste e del Carso, riaffermando il proprio impegno nella lotta ed a sostegno dei denunciati, invita tutta la cittadinanza ed in particolare coloro che hanno già partecipato, anche saltuariamente, alle mobilitazioni del comitato, a mantenere il loro impegno informandosi e partecipando alle prossime iniziative di sostegno agli inquisiti, affinché le ragioni e gli sforzi di tutto il movimento siano definitivamente vincenti.

Comitato NOTAV di Trieste e del Carso

Odbor NOTAV iz Trsta in s Krasa

notavtriestecarso@gmail.com

NOTAV: lettera al Piccolo del Comitato NOTAV di Trieste e del Carso

La lettera che segue è stata inviata oggi al Piccolo e alle altre testate regionali per la pubblicazione.

 

Lettera sulla situazione dei progetti per la linea TAV-TAC

 

All’inizio di ottobre il Commissario straordinario per l’asse ferroviario Venezia-Trieste, Bortolo Mainardi, nel corso di un incontro con i presidenti di Confindustria del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia, ha proposto di rinunciare all’Alta Velocità nella nostra regione, giustificando tale scelta con l’oggettiva mancanza dei soldi necessari per la realizzazione dell’opera. Notizia riportata dal Piccolo in data 4 ottobre.

Il 28 dello stesso mese è stato reso noto, sempre sul Piccolo, il pensiero di Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, sulla linea AV-AC Venezia-Trieste:”Siamo ancora nella fase di progettazione”.

Bisogna ricordare a questo punto che negli ultimi anni sono state presentate ben tre procedure di VIA (valutazione di impatto ambientale) per la linea TAV sul territorio del Friuli-Venezia Giulia. La prima, con gallerie sotto il Carso per oltre 30km, è stata respinta nel 2005 dai Ministeri competenti perchè giudicata ambientalmente inaccettabile.La seconda è stata accantonata perché la mobilitazione popolare in difesa della Val Rosandra ne aveva evidenziato la catastrofe ambientale (peraltro così evidente da generare il sospetto che neppure gli estensori l’abbiano mai pensata realizzabile). La terza è stata rinviata al mittente perché lo studio di fattibilità di un linea lunga solo 150 km era stato proposto non nella sua interezza ma suddiviso in tronconi ognuno a se stante. Era grottesco presentare, ridotta a salame, una linea che dal Veneto arriva a Trieste eppure anche questo si è tentato!

Ora si aspetta l’esito della quarta presentazione, nella quale Rete Ferroviaria ha tentato di rimettere insieme i vari spezzoni. Possiamo sperare, viste le competenze fin’ora dimostrate, che pure quest’ultimo finisca al macero?

Poiché la VIA deve essere basata su un progetto ben definito e non solo su ipotesi, in questi anni sono stati prodotti centinaia di documenti, tra testi e planimetrie. Su questi si sono riuniti a discutere decine di Consigli Comunali, due Consigli Regionali, quattro consigli Provinciali. Il tutto è costato una montagna di soldi pubblici: i progettisti non hanno sicuramente lavorato gratis, gli uffici hanno dovuto subire un aggravio di lavoro, i Consigli che si sono riuniti hanno significato gettoni erogati…Tanti soldi sottratti come sempre ad altri settori di intervento: sanità, scuola, servizi.

 

Sia chiaro, noi NOTAV siamo felici di sapere che quest’opera, inutile sul piano trasportistico, dannosa ambientalmente e costosissima per le disastrate casse pubbliche è ben lontana dal suo eventuale inizio: è ciò per cui in questi anni ci siamo mobilitati con numerose manifestazioni ed assemblee pubbliche.

La nostra richiesta, a fronte di questo stato delle cose, è precisa: si dichiari ufficialmente e definitivamente decaduta l’ipotesi della linea TAV-TAC nella nostra regione, mettendo la parola fine a questo assurdo e vergognoso gioco di progetti e rinvii con sperpero di enormi risorse di tempo e di soldi.

 

Comitato NOTAV di Trieste e del Carso

Odbor NOTAV iz Trsta in s Krasa

notavtriestecarso@gmail.com

 

 

da Triesteallnews.it

 

Alta velocità, comitato No Tav: «Si dichiari ufficialmente decaduta l’ipotesi del progetto»

  • CRONACA «Mettere la parola fine a questo assurdo e vergognoso gioco di progetti e rinvii con sperpero di enormi risorse di tempo e di soldi»
  • 20.11.2012 | 14.00 – C’era una volta…la Tav. Dopo la messa a fuoco di Mauro Moretti, l’ad di Ferrovie dello Stato, continua a correre sul binario dell’incertezza il progetto che dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – portare alla nascita della tanto discussa linea ad alta velocità nella tratta Venezia – Trieste. E che progetto. Un “disegno” preceduto da un iter burocratico tutt’altro che fulmineo.

    «Ho visto – aveva dichiarato il manager Moretti sul quotidiano “Il Piccolo” lo scorso 28 ottobre – che anche in questi giorni ci sono state delle non accettazioni sul tracciato da parte di una serie di sindaci. Siamo ancora alla fase di progettazione, quindi prima di poter parlare dei soldi per gli investimenti, occorre avere un programma chiaro dei tempi di definizione del progetto».

    Tra fondi “fantasma”, bocciature e dietro front, la strada che potrebbe portare l’alta velocità nella nostra Regione sembra essere ancora incerta. E lunga. Basti pensare che negli ultimi anni sono state presentate numerose procedure di Via – la cosiddetta valutazione di impatto ambientale: non una, non due ma tre. La prima era stata respinta nel 2005 dai ministeri competenti perché giudicata inaccettabile dal punto di vista ambientale; stessa storia per la successiva, accantonata dopo che la mobilitazione popolare in difesa della Val Rosandra ne aveva evidenziato la catastrofe ambientale. La terza, dulcis in fundo, era stata rinviata al mittente senza tanti preamboli.

     

    «Ora si aspetta l’esito della quarta presentazione, nella quale Rete Ferroviaria ha tentato di rimettere insieme i vari spezzoni. Possiamo sperare, viste le competenze finora dimostrate, che pure quest’ultima finisca al macero?». Questo l’auspicio del comitato No Tav di Trieste e del Carso, intervenuto sulla questione con una breve nota.

     

    «Poiché la Via deve essere basata su un progetto ben definito e non solo su ipotesi, in questi anni sono stati prodotti centinaia di documenti, tra testi e planimetrie. Su questi si sono riuniti a discutere decine di consigli comunali, due consigli regionali, quattro consigli provinciali. Il tutto è costato una montagna di soldi pubblici: i progettisti non hanno sicuramente lavorato gratis, gli uffici hanno dovuto subire un aggravio di lavoro, i consigli che si sono riuniti hanno significato gettoni erogati…Tanti soldi sottratti come sempre ad altri settori di intervento: sanità, scuola, servizi».

     

    «Sia chiaro – prosegue il testo – noi NoTav siamo felici di sapere che quest’opera, inutile sul piano trasportistico, dannosa ambientalmente e costosissima per le disastrate casse pubbliche è ben lontana dal suo eventuale inizio: è ciò per cui in questi anni ci siamo mobilitati con numerose manifestazioni ed assemblee pubbliche. La nostra richiesta, a fronte di questo stato delle cose, è precisa: si dichiari ufficialmente e definitivamente decaduta l’ipotesi della linea Tav-Tac nella nostra regione, mettendo la parola fine a questo assurdo e vergognoso gioco di progetti e rinvii con sperpero di enormi risorse di tempo e di soldi».

     

     

    Daniela Mosetti