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CSA Udine/ Iniziative: presido 23 gennaio. Prosciolto Alessandro

Ultimissima !!

19 gennaio: prosciolto Alessandro, al Tribunale dei minori  di Trieste.

SABATO 23 GENNAIO PRESIDIO A UDINE

Piazzetta del Lionello dalle 17.oo alle 19.oo

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Val Susa continua il boicottaggio dei carotaggi

Repubblica 19 gennaio

Spudoratamente Si Tav

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Alta velocità, sono iniziati i test
una giornata di blocchi sull’autostrada

I sondaggi in Val Susa per la Tav Torino-Lione. I dimostranti fermano la A32 al mattino e in serata
/ FOTO / VIDEO / AUDIO

Le trivelle hanno iniziato il loro lavoro sul tracciato della linea per Lione
Presidio e blocco di due ore, poi un piccolo corteo che non ha interrotto l’attività

Tav, iniziato il carotaggio a Susa
I dissidenti bloccano l’autostrada

In serata la protesta torna sull’autostrada: di nuovo bloccato il trafficodi PAOLO GRISERI

Tav, iniziato il carotaggio a Susa  I dissidenti bloccano l'autostrada

I No Tav sull’autostrada

TORINO – Le trivelle arrivano a Susa e i No Tav bloccano per due ore l’autostrada. Succede tutto di mattina presto quando, come promesso, i camion sistemano i macchinari. Parte così il carotaggio nel punto previsto dal piano di sondaggi per definire il progetto preliminare della linea ad alta velocità per Lione.  Poi, in serata, nuovo blocco dopo un’assemblea. Il secondo stop è durato oltre un’ora.

Alle 7 del mattino la trivella inizia a funzionare a poche decine di metri dall’autostrada e a circa un chilometro dal presidio. Il tam tam degli animatori della protesta non riesce a impedire che il macchinario si metta in moto. Quando il corteo, circa duecento persone, blocca l’autostrada alle 10 del mattino, a proteggere la trivella sono parecchi poliziotti, carabinieri e finanzieri. Dopo una lunga trattativa, mentre il traffico viene deviato sulle statali, i manifestanti ottengono di sfilare di fronte allo schieramento di polizia. Non si sono verificati incidenti. Alle 12 il corteo è tornato al presidio.

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No Tav/ Val di Susa: cariche della Polizia contro i manifestanti

Video su youtube

 

La Repubblica 20 gennaio

Tav, tensione e cariche in Val di Susa
i manifestanti bloccano il Tgv

Tav, ancora proteste in Val di Susa  Tensione e carica di allegerimento

La manifestazione dei No-Tav ieri sera sull’autostrada A32 Torino-Bardonecchia

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Eletrodotto/ Giovedì 21 iniziativa a Villesse

Notizie flash

Elettrosmog

VILLESSE (Gorizia)

SALA CIVICA

Palazzo Ghersiach

giovedì 21 gennaio ore 20.00

Assemblea Pubblica

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Trieste-Divaccia e “Variante Alta”: sembrerebbero abbastanza allo sbando

Il Piccolo MERCOLEDÌ, 20 GENNAIO 2010

Pagina 11 – Regione

Trieste-Divaccia, prende corpo la variante ”alta”

LE INDISCREZIONI

La nuova ipotesi di tracciato passerebbe per Opicina saltando la Val Rosandra

CORRIDOIO 5

Si moltiplicano gli incontri tecnici bilaterali in vista della riunione del 29 gennaio Resta il nodo del collegamento del porto giuliano con la rete ferroviaria europea

di MAURO MANZIN

TRIESTE Le indiscrezioni della stampa slovena che hanno parlato di un cambiamento del tracciato del Corridoio 5 tra Trieste e Divaccia ma, soprattutto, hanno addirittura accennato a una possibile uscita di Roma dall’accordo trilaterale Italia-Slovenia-Ue sul tracciato del medesimo corridoio intermodale, ha scatenato le ire del viceministro ai Trasporti e alle infrastrutture, il leghista Roberto Castelli. Il tratto Trieste-Divaccia «è assolutamente una priorità del governo» ha affermato il viceministro. «La verità – aggiunge Castelli – è che, mentre il nostro governo vuole fortemente quest’opera, che deve essere vista anche in un’ottica di forte rilancio del porto di Trieste, alcune forze – locali e non – fanno finta di sostenerla, ma in realtà vi si oppongono, temendo un eccessivo rafforzamento del porto stesso, adducendo come scusa le solite tematiche ambientaliste».
Castelli ha anche replicato al consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia Stefano Alunni Barbarossa (Cittadini) il quale in una nota, citando come fonte il giornale «Dnevnik» di Lubiana, ha riferito che «il governo italiano sarebbe pronto a lasciar decadere l’accordo di cofinanziamento della Trieste-Divaccia anche su pressione della Regione Friuli Venezia Giulia». Secondo Alunni Barbarossa, «la notizia fa riferimento alle dichiarazioni, che considero molto gravi, che il viceministro alle Infrastrutture Castelli avrebbe fatto in occasione del vertice italo-sloveno di Brdo pri Kranju» e secondo le quali «la Trieste-Divaccia non è una priorità».
«Ricordo – ha altresì affermato un arrabbiatissimo Castelli – che nel nostro Codice penale esiste ancora il reato di propalazione di notizie false e tendenziose. Se anche dopo le mie reiterate e pubbliche affermazioni, secondo cui la Trieste-Divaccia è assolutamente una priorità del governo, si continua in questa opera di disinformazione, chiederò al ministero dei Trasporti e delle infrastrutture di agire in sede legale contro coloro che ad arte propalano false notizie. Questa campagna di disinformazione – conclude Castelli – deve cessare».
Ma, aldilà delle ire ministriali, qualche cosa di nuovo bolle in pentola. La conferma giunge dalla Farnesina. Fonti diplomatiche, infatti, sostengono che «a seguito dell’incontro informale proprio tra il viceministro Castelli e il sottosegretario sloveno Iacomin tenutosi il 22 dicembre scorso a Roma sono stati avviati contatti fra tecnici delle due parti per esaminare in dettaglio le caratteristiche del tracciato sul tappeto relativamente al tratto di Corridoio 5 Trieste-Divaccia. Tali contatti hanno avuto luogo il 7 e il 14 gennaio a Trieste e continueranno in vista della riunione della Comitato intergovernativo italo-sloveno programmato per il 29 di questo mese».
In questa prospettiva l’Italia ha in effetti presentato una proposta di variante al tracciato (quello che sfiorava la Val Rosandra per congiungersi alla Capdistria-Divaccia all’altezza di Crni Kal ndr.) che dovrebbe passare a Nord della città, ossia da Monfalcone via Oicina per poi raggiungere Divaccia. Ed è proprio su questa variante che stanno discutendo i tecnici italo-sloveni. Variante che sarà discussa il prossimo 29 gennaio a Lubiana o a Pirano nel corso del Comitato intergorvernativo italo-sloveno e «auspicabilmente», come sostiene la Farnesina, approvata.
La conferma della variante giunge anche dall’assessore regionale ai Trasporti Riccardo Riccardi. «La Tav tra Trieste e Divaccia – sostiene l’assessore – è una priorità per il governo e per la Regione; siamo al lavoro per evitare i rischi di un’altra Val di Susa». Replicando anche lui come Castelli al consigliere regionale dei Cittadini Stefano Alunni Barbarossa, Riccardi ha spiegato che «il viceministro Roberto Castelli, ascoltando le istanze della Regione, è impegnato nella delicata opera di mediazione tra l’Italia e la Slovenia per la realizzazione della Tav». «Tutto il progetto, invece – ha aggiunto Riccardi -, non sarebbe garantito se non si intervenisse sull’attuale tracciato. La Regione e il governo sono al lavoro per creare le condizioni per realizzare la Tav e collegarla con il sistema portuale, allargando il consenso ed evitare che venga bucata tutta la città di Trieste».
Sull’ipotesi del tracciato ”alto” tra Trieste e Divaccia, «è già avvenuto il primo incontro tecnico e altri sono programmati prima della riunione della Commissione intergovernativa (Cig) Italia-Slovenia» che si terrà – come detto – il prossimo 29 gennaio».
Una sostanziale conferma dello stato dell’arte giunge anche dalla portavoce del ministro dei Trasporti sloveno Patrick Vlacic. La portavoce conferma di fatto quanto espresso dalle autorità italiane ma parla addirittura di un possibile tracciato a Sud di quello che lambirebbe la Val Rosandra. In questo caso verrebbe rispolverato il vecchio progetto dell’allora governatore del Friuli Venezia Giulia che era fortemente propenso a collegare direttamente Trieste a Capodistria utilizzando il tracciato della vecchia ferrovia. Ma, stando sopratutto alle dichiarazioni italiane, questa ipotesi sembra godere di minori quotazioni. Il 29 gennaio l’ardua sentenza.

CSA Udine/ Rassegna stampa sul proscioglimento di Alessandro

Il Gazzettino 21 gennaio

CENTRO SOCIALE
Presidio sabato in centro

Occupazione del 2006 prosciolto un ragazzo

Giovedì 21 Gennaio 2010, UDINE – (e.v.) Non si ferma la protesta dei ragazzi del Centro sociale, pronti a organizzare un nuovo presidio informativo in piazzetta del Lionello, sabato dalle 17. Alla base dell’agitazione c’è sempre lo sgombero forzato e il sequestro preventivo dei locali di via Scalo Nuovo. Il presidio precede appena di qualche giorno una nuova udienza del processo a carico di 36 persone accusate di occupazione abusiva dei locali, il 2 giugno del 2006. Per quello stesso episodio, nel frattempo, martedì davanti al Gup Sonego del tribunale dei minori di Trieste, si è chiusa positivamente la vicenda processuale di un ragazzo che, all’epoca dei fatti, era minorenne. Assistito dall’avvocato Andrea Sandra, il giovane aveva chiesto che la sua posizione venisse definita in sede di udienza preliminare. E il giudice, sposando la tesi sostenuta non solo dalla difesa ma anche dalla Procura, ha pronunciato sentenza di proscioglimento per insussistenza del fatto.

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Sabato ad Udine solidarietà ai No Tav della Val di Susa

Attenzione!

Sabato 23 ad Udine,  al presidio per il CSA (Piazzetta del Lionello dalle  17.00 alle 19.00), solidarizzeremo anche con il popolo della Val di Susa in lotta, in contemporanea con la loro manifestazione.

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CSA Udine/ Rassegna stampa presidio 23 gennaio

Messaggero Veneto VENERDÌ, 22 GENNAIO 2010 Pagina 5 – Udine

Domani la “storia” del Centro sociale in piazza Lionello

Domani il Centro sociale autogestito organizza un presidio informativo in piazzetta Lionello. A partire dalle 17 verranno trasmesse diverse «immagini significative» dei 22 anni di storia del Centro sociale.
«Rivendichiamo con forza – dicono gli organizzatori – la riapertura di spazi sociali autogestiti a Udine e la necessità di una mobilitazione di massa contro la svolta autoritaria in atto, in un Paese in cui la “caccia al nero” di Rosarno rischia di diventare la tragica normalità. Mentre l’opera di mediazione promessa dal sindaco Honsell e dall’assessore Franzil non sembra produrre alcun effetto tangibile (al momento non è neppure dato di conoscere la disponibilità delle ferrovie ad una trattativa) il Csa ha quindi deciso di organizzare un incontro per far conoscere la storia e l’attività del centro. Ricordiamo che è attualmente in corso un processo per occupazione a carico di 36 persone, altre 11 sono state successivamente denunciate per lo stesso motivo e il CSA è stato oggetto di un “sequestro preventivo” da parte dei carabinieri. L’accusa nei confronti del Csa – concludono – consiste essenzialmente nell’aver cercato di salvare dal degrado lo stabile di via Scalo nuovo, abbandonato da anni dalle ferrovie e ridotto ad una vera e propria discarica abusiva
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NAPOLI 2001/ Dieci poliziotti condannati per sequestro di persona

Commento. La repressione di Napoli, del marzo 2001, è stata il preludio di quella ancora più pesante, di Genova, del luglio 2001. Le condanne di ora serviranno si e no  per scrivere qualcosa sui libri di storia, ammesso e non concesso, che dopo essere pubblicati eventuali libri, non vengano sequestrati e gli autori incarcerati. Certo è che agli aguzzini  non gli succedertà nulla; restano in servizio e sono stati promossi già a quei tempi. Questa è una delle tappe del ritorno del fascismo in Italia. La polizia, la repressione poliziesca è la prima ad alimentarsi della ferocia intrinseca del sistema statale che permette solo a se stesso e alla sue propagini extra legali, l’esercizio della violenza. Dove lo Stato non può arrivare, perchè ogni tanto entra in contraddizione formale con se stesso,  ecco che arriva la politica da un lato e la manovalanza fascista vera e propria dall’altro. Il Fascismo per sua natura va “oltre la Legge” e questo andare oltre si manifesta in primo luogo proprio nelle strutture che la Legge dovrebbero far rispettare  e che invece godono di carta bianca, anche se ogni tanto gli aguzzini vengono beccati sul fatto e qualcuno viene condannato, ma sempre troppo pochi e a troppo poco. A tutto questo stiamo assistendo, in particolar modo da dieci anni a questa parte. Siamo di fronte a quel qualcosa di più, cioè a  quell’assoggettamento della ragione razionale al “cervello rettile”, all’istinto animalesco che oggi, senza inibizioni, emerge sul piano politico, sociale ed istituzionale. Tutti questi elementi presi separatamente potrebbero rappresentare solo delle deviazioni, ma ora invece rappresentano un vero e proprio sistema di potere che si sta consolidando sempre di più. In un certo senso anche la nuova “giustizia” concepita dal berlusconismo  si adatta bene a questo nuovo fascismo perché permetterà una sempre maggiore discrezionalità nell’applicazione della legge. Alla fine per chi è omologato al sistema i reati resteranno impuniti  perché andranno in scadenza, mentre per gli oppostori, i tempi processuali verranni sempre rispettati, se si deciderà di farlo.

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Corriere 22 gennaio 2010

 

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

Napoli, abusi sui no global
Condannati i poliziotti

19:12 CRONACHE«Sequestro di persona aggravato»: accolte le richieste dei pm per i fatti alla Caserma Raniero dopo il Global Forum del 2001. Sentenza di primo grado dopo 6 ore di camera di consiglio. Tra i condannati (2 anni e 8 mesi) i funzionari Ciccimarra e Solimene.

CSA Udine/ Rassegna stampa 23/24 gennaio + foto nostre

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p1230010Udine foto presidio 23 gennaio

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