Ultimissima !!
19 gennaio: prosciolto Alessandro, al Tribunale dei minori di Trieste.
SABATO 23 GENNAIO PRESIDIO A UDINE
Piazzetta del Lionello dalle 17.oo alle 19.oo
Onda Resistente
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
Ultimissima !!
19 gennaio: prosciolto Alessandro, al Tribunale dei minori di Trieste.
SABATO 23 GENNAIO PRESIDIO A UDINE
Piazzetta del Lionello dalle 17.oo alle 19.oo
Marzo 17th, 2017 — General, Val Susa
Repubblica 19 gennaio
Spudoratamente Si Tav
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I sondaggi in Val Susa per la Tav Torino-Lione. I dimostranti fermano la A32 al mattino e in serata
/ FOTO / VIDEO / AUDIO
I No Tav sull’autostrada
TORINO – Le trivelle arrivano a Susa e i No Tav bloccano per due ore l’autostrada. Succede tutto di mattina presto quando, come promesso, i camion sistemano i macchinari. Parte così il carotaggio nel punto previsto dal piano di sondaggi per definire il progetto preliminare della linea ad alta velocità per Lione. Poi, in serata, nuovo blocco dopo un’assemblea. Il secondo stop è durato oltre un’ora.
Alle 7 del mattino la trivella inizia a funzionare a poche decine di metri dall’autostrada e a circa un chilometro dal presidio. Il tam tam degli animatori della protesta non riesce a impedire che il macchinario si metta in moto. Quando il corteo, circa duecento persone, blocca l’autostrada alle 10 del mattino, a proteggere la trivella sono parecchi poliziotti, carabinieri e finanzieri. Dopo una lunga trattativa, mentre il traffico viene deviato sulle statali, i manifestanti ottengono di sfilare di fronte allo schieramento di polizia. Non si sono verificati incidenti. Alle 12 il corteo è tornato al presidio.
Marzo 17th, 2017 — General, Val Susa
La Repubblica 20 gennaio

La manifestazione dei No-Tav ieri sera sull’autostrada A32 Torino-Bardonecchia
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
Notizie flash
Elettrosmog
VILLESSE (Gorizia)
SALA CIVICA
Palazzo Ghersiach
giovedì 21 gennaio ore 20.00
Assemblea Pubblica
Marzo 17th, 2017 — General, Loro
Il Piccolo MERCOLEDÌ, 20 GENNAIO 2010
Pagina 11 – Regione
Trieste-Divaccia, prende corpo la variante ”alta”
LE INDISCREZIONI
La nuova ipotesi di tracciato passerebbe per Opicina saltando la Val Rosandra
CORRIDOIO 5
Si moltiplicano gli incontri tecnici bilaterali in vista della riunione del 29 gennaio Resta il nodo del collegamento del porto giuliano con la rete ferroviaria europea
di MAURO MANZIN
TRIESTE Le indiscrezioni della stampa slovena che hanno parlato di un cambiamento del tracciato del Corridoio 5 tra Trieste e Divaccia ma, soprattutto, hanno addirittura accennato a una possibile uscita di Roma dall’accordo trilaterale Italia-Slovenia-Ue sul tracciato del medesimo corridoio intermodale, ha scatenato le ire del viceministro ai Trasporti e alle infrastrutture, il leghista Roberto Castelli. Il tratto Trieste-Divaccia «è assolutamente una priorità del governo» ha affermato il viceministro. «La verità – aggiunge Castelli – è che, mentre il nostro governo vuole fortemente quest’opera, che deve essere vista anche in un’ottica di forte rilancio del porto di Trieste, alcune forze – locali e non – fanno finta di sostenerla, ma in realtà vi si oppongono, temendo un eccessivo rafforzamento del porto stesso, adducendo come scusa le solite tematiche ambientaliste».
Castelli ha anche replicato al consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia Stefano Alunni Barbarossa (Cittadini) il quale in una nota, citando come fonte il giornale «Dnevnik» di Lubiana, ha riferito che «il governo italiano sarebbe pronto a lasciar decadere l’accordo di cofinanziamento della Trieste-Divaccia anche su pressione della Regione Friuli Venezia Giulia». Secondo Alunni Barbarossa, «la notizia fa riferimento alle dichiarazioni, che considero molto gravi, che il viceministro alle Infrastrutture Castelli avrebbe fatto in occasione del vertice italo-sloveno di Brdo pri Kranju» e secondo le quali «la Trieste-Divaccia non è una priorità».
«Ricordo – ha altresì affermato un arrabbiatissimo Castelli – che nel nostro Codice penale esiste ancora il reato di propalazione di notizie false e tendenziose. Se anche dopo le mie reiterate e pubbliche affermazioni, secondo cui la Trieste-Divaccia è assolutamente una priorità del governo, si continua in questa opera di disinformazione, chiederò al ministero dei Trasporti e delle infrastrutture di agire in sede legale contro coloro che ad arte propalano false notizie. Questa campagna di disinformazione – conclude Castelli – deve cessare».
Ma, aldilà delle ire ministriali, qualche cosa di nuovo bolle in pentola. La conferma giunge dalla Farnesina. Fonti diplomatiche, infatti, sostengono che «a seguito dell’incontro informale proprio tra il viceministro Castelli e il sottosegretario sloveno Iacomin tenutosi il 22 dicembre scorso a Roma sono stati avviati contatti fra tecnici delle due parti per esaminare in dettaglio le caratteristiche del tracciato sul tappeto relativamente al tratto di Corridoio 5 Trieste-Divaccia. Tali contatti hanno avuto luogo il 7 e il 14 gennaio a Trieste e continueranno in vista della riunione della Comitato intergovernativo italo-sloveno programmato per il 29 di questo mese».
In questa prospettiva l’Italia ha in effetti presentato una proposta di variante al tracciato (quello che sfiorava la Val Rosandra per congiungersi alla Capdistria-Divaccia all’altezza di Crni Kal ndr.) che dovrebbe passare a Nord della città, ossia da Monfalcone via Oicina per poi raggiungere Divaccia. Ed è proprio su questa variante che stanno discutendo i tecnici italo-sloveni. Variante che sarà discussa il prossimo 29 gennaio a Lubiana o a Pirano nel corso del Comitato intergorvernativo italo-sloveno e «auspicabilmente», come sostiene la Farnesina, approvata.
La conferma della variante giunge anche dall’assessore regionale ai Trasporti Riccardo Riccardi. «La Tav tra Trieste e Divaccia – sostiene l’assessore – è una priorità per il governo e per la Regione; siamo al lavoro per evitare i rischi di un’altra Val di Susa». Replicando anche lui come Castelli al consigliere regionale dei Cittadini Stefano Alunni Barbarossa, Riccardi ha spiegato che «il viceministro Roberto Castelli, ascoltando le istanze della Regione, è impegnato nella delicata opera di mediazione tra l’Italia e la Slovenia per la realizzazione della Tav». «Tutto il progetto, invece – ha aggiunto Riccardi -, non sarebbe garantito se non si intervenisse sull’attuale tracciato. La Regione e il governo sono al lavoro per creare le condizioni per realizzare la Tav e collegarla con il sistema portuale, allargando il consenso ed evitare che venga bucata tutta la città di Trieste».
Sull’ipotesi del tracciato ”alto” tra Trieste e Divaccia, «è già avvenuto il primo incontro tecnico e altri sono programmati prima della riunione della Commissione intergovernativa (Cig) Italia-Slovenia» che si terrà – come detto – il prossimo 29 gennaio».
Una sostanziale conferma dello stato dell’arte giunge anche dalla portavoce del ministro dei Trasporti sloveno Patrick Vlacic. La portavoce conferma di fatto quanto espresso dalle autorità italiane ma parla addirittura di un possibile tracciato a Sud di quello che lambirebbe la Val Rosandra. In questo caso verrebbe rispolverato il vecchio progetto dell’allora governatore del Friuli Venezia Giulia che era fortemente propenso a collegare direttamente Trieste a Capodistria utilizzando il tracciato della vecchia ferrovia. Ma, stando sopratutto alle dichiarazioni italiane, questa ipotesi sembra godere di minori quotazioni. Il 29 gennaio l’ardua sentenza.
Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
Il Gazzettino 21 gennaio
CENTRO SOCIALE
Presidio sabato in centro
Occupazione del 2006 prosciolto un ragazzo
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
Attenzione!
Sabato 23 ad Udine, al presidio per il CSA (Piazzetta del Lionello dalle 17.00 alle 19.00), solidarizzeremo anche con il popolo della Val di Susa in lotta, in contemporanea con la loro manifestazione.
Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
Messaggero Veneto VENERDÌ, 22 GENNAIO 2010 Pagina 5 – Udine
Domani la “storia” del Centro sociale in piazza Lionello
Marzo 17th, 2017 — Centri Sociali, General
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Corriere 22 gennaio 2010
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
19:12 CRONACHE«Sequestro di persona aggravato»: accolte le richieste dei pm per i fatti alla Caserma Raniero dopo il Global Forum del 2001. Sentenza di primo grado dopo 6 ore di camera di consiglio. Tra i condannati (2 anni e 8 mesi) i funzionari Ciccimarra e Solimene.
Marzo 17th, 2017 — General, Sequestro e futuro
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