19:19 POLITICA Vertice a Parigi. In conferenza stampa il premier recita una frase del Duce, «colui che era considerato un grande dittatore»: «Posso solo decidere se far andare il cavallo a destra o sinistra». E sugli effetti politici della manovra: «Il mio consenso è oltre il 60%»
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Bagnaria Arsa, nella sala di Via Vaat n. 1(in centro a Bagnaria)
“L’impegno di una ragazza per il suo territorio”
Simona Baldanzi
presenta il libro
”Figlia di una vestagliablu”
Vincitrice ai Premi Miglior Esordio di Fahrenhiet Radio Rai Tre e Minerva Letteratura e finalista ai Premi Viareggio Repaci, Fiesole Narrativa under 40 e Chianti
Figlia di operai, Simona decide di scrivere una tesi di laurea sui minatori che forano le montagne del Mugello per far passare il treno ad alta velocità. In questa ricerca fatta di cantieri difficilmente accessibili, di tute arancioni che parlano dialetti del sud, di polvere da ingoiare, Simona, “la ragazza dei questionari”, incontra volti combattivi e dolenti, colori che le fanno ripensare ossessivamente alla sua vita giovane e semplice, al suo paese ai suoi personaggi, in una coscienza che non è solo quella di classe ma è anche la sua.
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10:36 ECONOMIA Dati di aprile: il tasso di disoccupazione è salito all’8,9%, livello più alto mai raggiunto dal 2001. Tra i giovani è al 29,5%. Oltre due milioni le persone in cerca di un posto
Tasso di disoccupazione all’8,9%, livello più alto mai raggiunto dal 2001. Tra i giovani è al 29,5%
Dati Istat
Ad aprile persi 307mila posti di lavoro
Tasso di disoccupazione all’8,9%, livello più alto mai raggiunto dal 2001. Tra i giovani è al 29,5%
(Ansa)
– I dati dell’Istat lanciano l’ennesimo allarme sul fronte del lavoro: la disoccupazione continua a salire e il tasso raggiunto nell’aprile è all’8,9%, livello più alto mai raggiunto dal 2001. Nello stesso mese, secondo l’Istat, sono stati 370mila i posti di lavori persi. Il numero di occupati ad aprile 2010 è pari a 22 milioni 831 mila unità (dati destagionalizzati), in aumento dello 0,2 per cento (+56 mila unità) rispetto a marzo e inferiore dell’1,3 per cento (-307 mila unità) rispetto ad aprile 2009. Secondo i dati Istat il tasso di occupazione è pari al 56,9 per cento, in aumento, rispetto a marzo, di 0,1 punti percentuali, ma ancora inferiore di 0,9 punti percentuali rispetto ad aprile dell’anno precedente. MILANO
OLTRE DUE MILIONI IN CERCA DI LAVORO – Il numero delle persone in cerca di occupazione risulta pari a 2 milioni 220 mila unità, in crescita dell’1 per cento (+21 mila unità) rispetto al mese precedente e del 20,1 per cento (+372 mila unità) rispetto ad aprile 2009. Il tasso di disoccupazione si posiziona all’8,9 per cento, più elevato di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,5 punti percentuali rispetto ad aprile 2009.
GIOVANI: «DISOCCUPAZIONE AL 29,5%» – La nuova ricerca sull’andamento del mercato del lavoro conferma anche che non si arresta la crescita del tasso di disoccupazione giovanile e che è anzi in questo settore che registrano i dati più allarmanti: ad aprile è pari al 29,5%, con un aumento di 1,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,5 punti percentuali rispetto ad aprile 2009. L’Istat sottolinea che si tratta del dato più elevato da quando esistono le serie storiche mensili, ovvero dal 2004.
01 giugno 2010
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La stagione degli uragani e i nuovi rischi per la costa
Gli esperti prevedono un periodo di tempeste. Se colpissero la zona dove si sta accumulando il petrolio, potrebbero spingerlo verso terra. A distruggere l’ecosistema delle paludi
L’uragano Rita del 2005
NEW YORK – L’operazione Top Kill ha fallito 1. Nel Golfo del Messico il petrolio continua a fuoriuscire dalla piattaforma esplosa e la marea nera si è depositata sul fondale, come una manta gigante e tossica. Il malcontento 2 dei cittadini americani, e non solo, è arrivato nelle piazze. Obama 3 è furioso. La Bp non riesce a gestire il disastro e non ci sono più certezze. Ma potrebbe andare peggio.
Con l’arrivo della stagione degli uragani, prevista da inizio giugno fino a novembre inoltrato, la catatrofe potrebbe addirittura aggravarsi. Gli esperti prevedono infatti una delle stagioni più turbolente degli ultimi decenni. Dipende dal clima, dai cambiamenti ai quali il pianeta è sottoposto. Una tempistica che adesso però potrebbe risultare fatale. Se un uragano dovesse passare nella zona della marea nera, i venti e le onde potrebbero il greggio verso la terraferma, a distrugere completamente il fragile equilibrio dell’ecosistema delle paludi.
“Si trasformerà da un disastro ambientale in una catastrofe ambientale senza precedenti”, spiega Brian D. McNoldy, ricercatore e studioso di tempeste tropicali all’Università del Colorado. Le previsioni non possono dare certezze assolute, ma quelle che stanno facendo gli esperti sono pessimistiche da quasi ogni punto di vista. Ma gli effetti sulla marea nera dipendono dal percorso, dalla forza e dalla velocità di un uragano. E dipendono soprattutto dalle dimensioni che avrà raggiunto la macchia di petrolio nel momento in cui dovesse essere colpita dalla tempesta.
Andando in senso anti-orario i venti di un uragano potrebbero spingere la massa oleosa verso la terra, se l’uragano arrivasse da ovest della macchia, o verso l’oceano nel caso provenisse da est. Inoltre un uragano è in grado di scuotere l’acqua molto violentemente ma abbastanza in superficie, senza arrivare sul fondale dove il greggio si sta accumulando, molto in profondità.
La National Oceanic and Atmospheric Administration prevede per quest’anno l’arrivo di un numero di tempeste compreso tra 14 e 23. Di queste da otto a 14 si trasformeranno in uragani. Tre o sette avranno venti che soffieranno anche 180 chilometri orari. Se non di più. Il mese scorso l’Università del Colorado aveva fatto la stessa previsione: 15 tempeste, otto uragani, quattro dei quali giganteschi. Secondo due esperti della stessa Università, Philip J. Klotzbach e William M. Gray, ci sono il 43 per cento delle possibilità che almeno uno di colpisca la Louisiana. Passando sulla chiazza di petrolio.
Una buona notizia però c’è. Il greggio potrebbe frenare l’uragano e limitarne la violenza. Nel 1996 una coppia di riceratori, i coniugi Joanne e Robert H. Simpson, scoprirono che un liquido insolubile sparso sulla superficie dell’oceano sarebbe stato in grado di limitare l’evaporazione dell’acqua, la stessa che alimenta l’energia di un uragano. In realtà però le tempeste in arrivo saranno troppo estese, forse tra i 300 e i 500 chilometri, troppo più grandi della zona dove si sta spargendo la marea nera.
Come se non bastasse, ha spiegato Kerry A. Emanuel, professore di scienza atmosferica al M.I.T., riducendo l’evaporazione, il petrolio potrebbe surriscaldare le acque del golfo “come una persona che indossi una tuta di gomma in una giornata caldissima di sole”. L’acqua calda significherebbe ancora più energia per nutrire l’uragano.
(01 giugno 2010)
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Nell’ autunno del 2008 tutta l’ Italia era scossa dalle mobilitazioni studentesche per opporsi alla riforma scolastica del ministro Maria Stella Gelmini e contro i tagli del ministro Tremonti.
Il 30 ottobre a Udine si svolgeva un imponente manifestazione (con più di 3000 studenti da tutta la provincia) per una scuola migliore, libera dai tagli e dal controllo del denaro. In quei giorni l’Istituto Sello rimase occupato tre giorni, mentre furono autogestiti l’istituto Malignani e il liceo Copernico.
Ad un anno di distanza e nonostante una lettera del preside del liceo Marinelli che chiedeva alla questura di non prendere provvedimenti, apprendiamo che due ragazzi del medesimo liceo sono stati condannati con l’imputazione di interruzione di pubblico servizio e di violenza privata a 15 giorni di carcere, commutati in una multa di 570 euro ciascuno.
I maggiorenni hanno presentato ricorso (con conseguente innalzamento della pena a 30 giorni commutabili con più di 1000 euro di multa) ed il 3 giugno si terrà la prima udienza. Riteniamo noi studenti che la condanna sia spropositata e ci sembra evidente l’intento repressivo di questo atto che vuole bloccare qualsiasi forma di dissenso.
Con questo comunicato vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai ragazzi condannati e cogliamo l’occasione per segnalare il corteo in loro sostegno che si terrà a Udine il 3 giugno con partenza alle 8:15 da piazzale Cavedalis.
Collettivo Marinelli ma ribelli
Firmato da
Neoateneo – Lista studentesca universitaria Movimento Studentesco Collettivo Makhno Collettivo Sello Gli studenti degli istituti Zanon e Copernico
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Dal messaggero veneto del 02/06/10
Corteo degli studenti solidali con due compagni
Domani Gli studenti scendono in piazza per manifestare solidarietà ai due compagni indagati (gli unici maggiorenni all’epoca dei fatti? per l’occupazione del liceo Marinelli nel 2008. E così, domani, con ritrovo alle 8.15 in piazzale Cavedalis, davanti all’Istituto commerciale Zanon, il lungo serpentone organizzato dal Movimento studentesco si inoltrerà nelle vie del centro. «La manifestazione contro ogni repressione», questo lo slogan, lascerà piazzale Cavedalis intorno alle 8.30 per poi proseguire lungo via Superiore, via Mantica, via Mazzini, via Palladio, riva Bartolini, via Mercatovecchio, piazza Libertà, via Cavour e via Savorgnana, per terminare in piazza Venerio dove si terrà un comizio. «Intendiamo aiutare i ragazzi puniti per una causa che ci ha visto uniti – si legge in una nota del Movimento studentesco -. Nell’autunno del 2008 un’onda di indignazione attraversò scuole e università: era stata presentata l’ennesima riforma che, per risanare l’economia del paese, andava a tagliare senza scrupoli il sostegno al nostro già disastrato sistema scolastico. Gli studenti non rimasero immobili e in tutto il territorio si diffuse un clima di protesta. Anche a Udine ci fu una presa di posizione forte e decisa, come nel caso del Sello (occupato), del Malignani e del Copernico (autogestiti). Ora, a più di un anno da questi fatti, due ragazzi come noi si trovano in un’aula di tribunale ad affrontare una possibile condanna a 30 giorni di carcere, commutati in più di 1000 euro di multa, con l’accusa di aver occupato il liceo Marinelli. Abbiamo lottato tutti insieme contro la riforma, ora è giusto difendere tutti insieme degli studenti come noi, con la sola colpa di aver espresso le proprie idee. Questo è solo un esempio della repressione che ha colpito tutta Italia e che a Udine è culminata durante la riunione del Movimento studentesco, nel dicembre scorso, con il sequestro del centro sociale autogestito di via Scalo Nuovo e con le ulteriori denunce per altri otto ragazzi». Intanto, ieri pomeriggio, era impossibile accedere al sito del Movimento studentesco (http://studentiudine.org) perché un errore nel server ne impediva la visualizzazione. Michela Zanutto
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