PORDENONE: il Coordinamento Antifascista Antirazzista sulla visita della Kyenge

Sabato 25 gennaio a Pordenone è attesa in veste istituzionale, come rappresentante del governo Letta, Cécile Kyenge ministro dell’integrazione con delega alle Politiche giovanili.

Cosa ha prodotto per i migranti la politica di questa ministra? Sostanzialmente dibattito, dichiarazioni, clamore, contestazioni idelogiche, ma concretamente, nella vita quotidiana e nella prospettiva di milioni di migranti in Italia, non ci sono stati passi in avanti verso un miglioramento delle condizioni umane, lavorative e dei diritti fondamentali. La Bossi-­Fini, peggiorativa della già pessima Turco­Napolitano, è ancora in vigore, i CIE (allora CPT) sono ancora attivi e detengono esseri umani incarcerati e segregati per un pezzo di carta mancante. Il reato di clandestinità produce esclusione, paura e morte (sono centinaia in pochi anni i morti annegati al largo di Lampedusa e non solo) e l’emendamento appena passato in senato che lo limiterebbe è l’ennesima farsa sulla pelle dei clandestini. L’esistenza dei migranti è ancora subordinata al ricatto del lavoro, nelle mani di padroni che possono decidere il giorno in cui dargli speranza e quello in cui levarseli di torno, inutile manovalanza di cui sbarazzarsi.

E’ vero che il suo ministero è senza portafoglio e le sue proposte (abolizione del reato di clandestinità e Ius Soli) sono blindate dalle “larghe intese” che non le consentono manovre politiche reali. Eppure quando la Kyenge ha accettato di entrare in questo governo antiproletario e sottopancia della BCE e delle sue politiche di “lacrime & sangue” lo sapeva come stavano le cose, quali giochi politici si celavano dietro le spartizioni delle poltrone e quali reali prospettive di cambiamento avrebbe avuto. Dopo quasi un anno rimangano solo le intenzioni e nulla più: game over!

Non avremmo dunque nessuna buona accoglienza da farle se non fosse che ancora una volta la sua persona di migrante, donna e nera non scatenasse i peggiori istinti dei mai sazi trogloditi.

Così anche a Pordenone un manipolo di razzisti e fascisti, che vanno da Fiamma tricolore e casapound a forza nuova, dai leghisti ai forconi, ha deciso di utilizzare il colore della pelle della ministra per sputare il solito odio e i soliti pregiudizi continuando a capovolgere la realtà urlando fantomatici privilegi ai “non italiani”.

Come Coordinamento Antifascista e Antirazzista di Pordenone non accettiamo l’assembramento vergognoso di questo rugurgito fascista e razzista in città e non manchiamo di dare solidarietà umana a Cécile Kyenge per questi insulti. Ma non possiamo rimanere silenti rispetto a ciò che rappresenta il ministro che, nei fatti, è la prima visita governativa in città dall’insediamento del governo Letta.

Le politiche che rappresenta sono un pugno allo stomaco per la gran parte delle genti di queste terre a nord­est, dove ogni giorno e da tempo si sommano cassintegrazioni, licenziamenti, aumenti della disoccupazione, degli sfratti e della precarietà in generale.

Questo è l’enensimo governo della TAV, degli acquisti miliardari di cacciabombardieri, dei tagli alla sanità, alla scuola e alle università, dell’aumento delle tasse e dell’impoverimento generale.

Perciò: via i fascisti e i razzisti da Pordenone e nessuna accoglienza signora ministro, ritorni a fianco dei migranti, nelle associazioni, nei comitati antisfratti, in quelli contro i CIE, nelle lotte di base e territoriali dove la solidarietà umana reincontrerà anche quella politica.

 

Coordinamento Antifascista Antirazzista Pordenonese