Marzo 17th, 2017 — General, Mare
Dal Piccolo
17/07/12
Laureni: dal Comune nessuna ambiguità sul rigassificatore
Lo scorso venerdì in Regione, mentre di sotto il cosiddetto Tavolo tecnico con gli oppositori al rigassificatore manifestavano il loro dissenso, non sarebbe comunque stato il giorno delle sentenze, perché era, da programma, quello dell’acquisizione di ulteriori atti sul progetto “riallineato” di Gas Natural ai fini della prossima concessione o meno dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale, da parte della stessa Regione. E proprio tra questi atti – precisa in proposito l’assessore di Cosolini Umberto Laureni , in risposta ad Adriano Bevilacqua della Uil Vigili del fuoco, critico in quell’occasione con l’atteggiamento dell’amministrazione comunale, ritenuto possibilista e proiettato a prendere tempo – «mentre la Provincia ha presentato una serie molto puntuale di richieste tecniche da trasmettere a Gas Natural, il Comune ha consegnato alla Regione una nota ufficiale in cui manifesta formale dissenso al rilascio dell’Aia per il terminale di Zaule. Nella nota si ribadisce che non è stato risolto nessuno degli elementi critici che avevano già portato al voto negativo in Consiglio comunale del 14 febbraio». Anche vero è, poi, parola sempre di Laureni, che «tra agosto e settembre arriveranno dunque le ulteriori integrazioni di Gas Natural ai quesiti posti della Provincia, ma soprattutto sarà ufficializzato il parere del Comitato tecnico regionale (Ctr) in esito alla valutazione sui rischi di incidente rilevante. Ci sarà inoltre il parere formale sull’Aia del Comune che, assieme a quello della Provincia, in sede di Conferenza dei servizi, verrà reso alla Regione cui spetta per legge di concedere, o negare, l’Aia medesima». «Il parere del Ctr, i pronunciamenti sull’Aia e gli esiti della Conferenza interna dei servizi regionali saranno i prossimi importanti adempimenti da seguire con grande attenzione. Il Comune di Trieste, mentre garantisce la presenza e il massimo impegno sulla vicenda del rigassificatore, si augura di avere chiarito la sua posizione, eliminando dubbi e interpretazioni fuori luogo», chiude con tono stizzito l’assessore.(pi.ra.)
14/07/12
Rigassificatore, richiesti nuovi documenti
Sit-in per ribadire il no al rigassficatore. Ieri nel palazzo della Regione di via Giulia si è riunita la Conferenza dei Servizi convocata per le procedure di Autorizzazione integrata ambientale (Aia), e non sono mancate le proteste. Alla mobilitazione, promossa da Bora.La, hanno aderito vari partiti e movimenti come Cittadini, Pd, Federazione della Sinistra, Idv, Lista civica Trieste cambia, 5 stelle, Sel, Un’Altra Muggia e Un’Altra Trieste. E associazioni come Alpe Adria Green International, Comitato autonomia giuliana, Comitato salvaguardia Golfo di Trieste, NoSmog, Wwf, Legambiente e Uil Vvf Fvg. Realtà che stanno valutando una class action contro la Regione «portatrice di responsabilità amministrative e politiche per i casi di omissioni e irregolarità negli atti per l’impianto di Zaule» – afferma Sara Matijacic di Bora.La. Nel corso dell’incontro Comune e Provincia hanno richiesto alcuni documenti a Gas Natural, necessari alla Regione per l’Aia. «Il nostro no all’impianto, espresso dal Consiglio comunale, rimane – evidenzia l’assessore Umberto Laureni – tuttavia esiste un secondo tavolo sul rigassificatore, cioè quello dedicato all’Autorizzazione ambientale. Oggi (ieri, ndr) non abbiamo deciso nulla: solo quando avremo in mano le integrazioni che riguardano indicazioni su emissioni e specifiche valutazioni, potremo pronunciarci sull’Aia. Sarà poi la Regione a esprimersi sull’Autorizzazione unica». Una posizione che Adriano Bevilacqua (Uil Vvf) non apprezza: «Laureni ci aveva annunciato che avrebbe ribadito una contrarietà categorica sull’Autorizzazione, mentre qui si stanno domandando altri documenti. Questo significa che si vuole ritardare tutto». Sulla protesta di ieri interviene la maggioranza in Consiglio comunale muggesano (Pd, Sel, Meio Muja, IdV, Rifondazione), a cui si è aggiunto Ferdinando Parlato di Un’altra Muggia. «Registriamo per l’ennesima volta la mancanza di sensibilità politica del Pdl – è la critica – che perde l’occasione di manifestare pubblicamente il proprio rifiuto a questo progetto». (g.sa.)
Marzo 17th, 2017 — General, Tracciati FVG
Da notare come sempre le posizioni equivoche del “verde” Rozza.
dal Piccolo
17/07/12
Un’assemblea in piazza sull’Alta velocità
Duino AURISINA Assemblea in piazza domani a Duino Aurisina sul progetto della linea ferroviaria ad alta velocità (Tav) che attraverserà il territorio comunale, con un percorso praticamente tutto in galleria. È stata convocata dalla seconda commissione consiliare per le 17.30 nella piazza del Municipio ad Aurisina Cave nel quadro delle consultazioni avviate dal Comune per formulare, entro il 27 luglio, il parere dell’amministrazione sull’impatto ambientale dell’opera. La commissione ha anche lanciato un appello agli enti, alle associazioni e ai comitati, in generale ai portatori di interesse, perché partecipino alla consultazione anche inviando pareri e memorie all’indirizzo di posta elettronica segreteria@comune.duino-aurisina.ts.it. I risultati di questa fase saranno esaminati dalla commissione, sempre in seduta pubblica e alla presenza di tutti i capigruppo, la mattina del 19 luglio. Il Consiglio comunale sarà probabilmente convocato per il 25 luglio. La consultazione non si chiuderà con l’invio del parere del Comune alla Regione. «Non si tratta di un’azione demagogica contro la Tav – dice Maurizio Rozza, presidente della commissione – siamo convinti che valutazioni di impatto ambientale condotte in modo serio, consentano di affrontare per tempo i nodi di un progetto e di non finire in dolorosi vicoli ciechi come quello della Val di Susa».
14/07/12
Tav, Aurisina si mobilita il 18 assemblea in piazza
DUINO AURISINA Il Comune di Duino Aurisina mobilita enti, associazioni e comitati per la consultazione sul tracciato della Tav attraverso il territorio comunale, previsto quasi tutto in galleria. Una consultazione a 360 gradi, che deve concludersi entro il 27 luglio con la consegna del parere alla Regione, è che è iniziata con la riunione della seconda commissione consiliare, presieduta da Maurizio Rozza. Nel corso della seduta si è ricordato che nel maggio 2011 il Consiglio comunale aveva già avanzato una serie di critiche. L’allora sindaco Ret aveva ricevuto assicurazioni dalle Ferrovie e dalla Regione che sarebbero state introdotte nel progetto modifiche sostanziali, tali da risolvere molti degli impatti ambientali negativi. Ora la commissione ha invece constatato che di tali modifiche non c’è traccia e che il progetto iniziale è rimasto invariato. La stessa commissione lancia intanto un appello, affinchè partecipino alla consultazione, ad associazioni, enti, comitati e portatori di interesse in genere. Pareri e memorie possono essere inviati all’indirizzo di posta elettronica segreteria@comune.duino-aurisina.ts.it. Ma soprattutto la commissione invita a intervenure all’assemblea popolare convocata il 18 luglio. alle 17.30, nella piazza del Municipio già attrezzata per le “Serate d’estate sotto le stelle”. «Sarà un incontro importante – osserva il presidente Rozza – per la formulazione del parere del Comune, e sarà utile anche ai cittadini che possono esprimersi con le loro osservazioni con margini di tempo più ampi, ossia fino al 20 agosto». I risultati di questa fase della consultazione saranno poi esaminati dalla commissione, sempre in seduta pubblica e alla presenza di tutti i capigruppo, la mattina del 19 luglio. Il Consiglio comunale, che dovrà dare il parere ufficiale, sarà probabilmente convocato per il 25 luglio. La consultazione non si chiuderà con l’invio del parere Regione. Anche nelle settimane successive la commissione continuerà a informare la popolazione con incontri pubblici nelle località più a rischio di interferenze ambientali.
Lettera mandata al comune di Duino Aurisina
Credo basti un’unica considerazione che è la seguente:
trattandosi di una VIA unitaria sulle quattro tratte del progetto spetta ora a tutti i Comuni, anche se non direttamente coinvolti, rilevare la clamorosa contraddizione sostanziale e procedurale che vede la delegittimazione del progetto preliminare da parte dello stesso Commissario Straordinario Bortolo Mainardi il quale (vedasi lettera allegata del 13 luglio) certifica che quasi all’unanimità i Comuni del Veneto sono contrari al cosiddetto tracciato litoraneo il che è ragion sufficiente affinché tutti i Comuni anche del Friuli VG diano parere negativo per manifesta contradditorietà di una procedura di VIA che sottopone ai Comuni stessi un tracciato che lo stesso Commissario ha bocciato, portando in discussione ai Comuni, per la tratta Veneta, un nuovo studio di fattibilità che prevede l’opera in affiancamento alla linea esistente.
Pertanto si indica a questo Comune che l’unica possibilità è dare un parere negativo in quanto il progetto è semplicemente fasullo.
Allegato Lettera di Mainardi del 13 luglio 2012
In fede
Paolo De Toni San Giorgio di Nogaro
Lettera di Mainaedi ai comuni


Marzo 17th, 2017 — General, Loro
Sembra quasi incredibile eppure è successo: da un lato il Ministero dell’Ambiente manda ai Comuni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia il progetto preliminare unificato che raggruppa i quattro progetti presentati nel 2010 per ottemperare al fatto che la VIA deve essere unitaria sull’intera tratta Venezia-Trieste e non a singoli pezzi (il cosiddetto “salami slicing”) chiamando i Comuni ad esprimere il parere entro trenta giorni cioè entro il 28 luglio e dall’altro lato il Commissario Straordinario per l’Asse ferroviario Venezia-Trieste sta conducendo le consultazioni con i Comuni del Veneto per farli esprimere su un progetto di fattibilità che prevede la nuova linea AV/AC in affiancamento alla linea ferroviaria esistente. Un vero e proprio corto circuito istituzionale che dimostra in realtà come a governare la situazione sia la mafia dei Partiti (PD e PDL in primis) che non intende mollare l’osso dell’ex Corridoio 5 perché ha troppi interessi in cantiere e troppe spartizioni già avviate ed innazitutto non vuol perdere i soldi dell’europa per la progettazione, “almeno quelli ci dobbiamo spartire” si dicono fra loro.
La situazione è bellissima perchè adesso vedremo fino a che punto i Sindaci sono servi e si mettono le famose fette del “salami slicing” davanti agli occhi. E’ per questo che la battaglia va fatta immediatamente verso i Sindaci per costringerli a prendere una posizione che è semplicemente un atto dovuto sul piano istituzionale cioè devono dare parere negativo e rispedire tutto al mittente per manifesta contradditorietà.
Bisogna far circolare la lettera di Mainardi del 13 luglio dove certifica che per il tracciato litoraneo si è espressa in modo contrario la quasi unanimità dei Sindaci del Veneto. Ed allora? La conseguenza è evidente: tutti i Sindaci del Veneto e del FVG devono dire NO senza titubanze a questo progetto senza che sia neanche necessario entrare nel merito per il tratto di progetto che li riguarda.
La lettera di Mainardi


Marzo 17th, 2017 — General, Tracciati FVG
Fino a l’altroieri le notizie che circolavano erano che la giunta volesse adottare una linea di “silenzio-assenso” (se una giunta non si esprime sul progetto viene considerato come un assenso) per non mettere i piedi nel piatto.
Oggi questa notizia. Del resto già la precedente giunta di centro-destra si era
espressa a favore. (anche il voto favorevole e due astensioni del PD).
INFOaction reporter
Dal Piccolo 19/07
Il sindaco: tema fuori dal patto elettorale
E come ai tempi dell’ultimo Dipiazza, in Consiglio comunale si torna a fare i conti sul filo. Il centrosinistra, ora maggioranza, sulla Tav potrebbe scendere sotto la soglia di sopravvivenza. I 25 voti di partenza su 41 scranni (contando Cosolini) rischiano di diventare 20, se non 18. Non più maggioranza, dunque. L’ala sinistra della coalizione, infatti, minaccia più lotta che governo.. Partiamo proprio da Sel. «Per la verità avremmo auspicato una posizione più cauta dall’amministrazione, ora che il documento diventa di dominio pubblico ritengo non ci sia un vincolo di maggioranza». «Liberi tutti», appunto, predica Fulvio Vallon, il coordinatore provinciale vendoliano, il quale però assolve il suo assessore: «Laureni ha sostenuto fino all’ultimo una posizione personale di forte criticità, e si è astenuto». «Continuiamo a ritenere che attorno a opere straordinarie come la Tav, che scavalcano necessità ordinarie come le tratte per i pendolari, si muovano più interessi finanziari che collettivi», suona la carica Marino Sossi, capo di un gruppo, proprio quello di Sel, che in Consiglio comunale conta tre teste. Da 25 a 22, tanto per cominciare. Occhio poi a Rifondazione: «Non voteremo a favore di nessuna delibera che abbia la parolina sì, dovesse riportare anche duecento prescrizioni», arremba Iztok Furlanic, qui non nel doppiopetto istituzionale di presidente dell’aula, ma come esponente della Federazione della sinistra che nel consesso di piazza Unità fa altre due teste. Ecco che la maggioranza di centrosinistra già crolla a quota 20 su 41. Sotto il 50%. A questo punto diventa non decisiva la crisi di coscienza dell’Idv, che ha a sua volta due teste in Consiglio. «Il confronto è aperto, noi non siamo aprioristicamente contrari ma vogliamo che l’opera abbia un senso, cioè che arrivi in porto e lo colleghi col mondo, e non che si fermi, incompleta, sopra, in prossimità del collo di bottiglia», puntualizza il capogruppo dipietrista Paolo Bassi, che medita un emendamento in questo senso. Soffiano venti di crisi, allora? No, pare già tutto scritto. La stampella a Cosolini gliela porgeranno dal centrodestra. «Credo che manterremo per coerenza la posizione della votazione precedente, quando il Consiglio comunale sotto Dipiazza diede parere favorevole», anticipa Maurizio Ferrara dalla Lega. «Un’altra Trieste non offre stampelle a nessuno, ma crede semplicemente che quest’opera sia necessaria, basta evitare stupidaggini come il rigassificatore a Zaule», fa eco Franco Bandelli. «A prescindere da come ci esprimeremo, è chiaro che se al sindaco venisse a mancare il numero minimo della maggioranza, su un grande tema come questo, è meglio che non faccia finta di niente ma che ne prenda atto pubblicamente», sibila il capogruppo del Pdl Everest Bertoli. Dal canto suo, Roberto Cosolini ribatte mostrando serenità. C’è un’assicurazione sulla vita, che si è fatto, lungimirante, già prima del voto: «Ricordo che questa partita non fa parte del programma elettorale di coalizione. Noi il patto di governo ce l’abbiamo sul programma. È vero, le sensibilità sono differenti, il cuore della delibera è il messaggio politico che si vuole dare con quelle prescrizioni e che dice che né il Pd vuole devastare l’ambiente né Sel vuole isolare Trieste dal mondo». Non tutte le opposizioni, però, stanno col sindaco. I grillini, ad esempio, gli dichiarano guerra: «Con questa delibera – scrivono Paolo Menis e Stefano Patuanelli – Cosolini si toglie la maschera e si rimangia quello che ha detto in Consiglio comunale poco più di un anno fa. Così si esprimeva il sindaco il 27 giugno 2011: “Mi è stata chiesta la mia opinione sulla Tav, espressione che a me non piace, perché non ci sarà mai”».(pi.ra.)
Via libera alla Tav dalla giunta Cosolini
Sarà guerra politica vera. Ma breve. Una guerra-lampo. Perché il tempo stringe. Il Comune, infatti, deve liquidare il suo ultimo parere di Via entro un mese dal ricevimento del documento integrativo denominato “Sistema conoscitivo generale – Relazione generale”. La Direzione centrale Ambiente – Servizio Via della Regione l’ha inviato per Pec, Posta elettronica certificata, lo scorso 28 giugno. Conclusione: la risposta, alla stessa amministrazione regionale, a meno di richieste di proroga su cui sta rimuginando il presidente del Consiglio comunale Iztok Furlanic, deve arrivare entro il 28 luglio. Che è un sabato. Non è escluso che l’aula di piazza Unità si riunisca proprio in via straordinaria al sabato. Quel sabato. Ma prima no? No, evdidentemente. Le carte andavano studiate, prima che gli uffici potessero predisporre con Laureni una delibera. Tale delibera è stata votata martedì scorso. Da lì è partita subito la corsa burocratica: per legge le circoscrizioni hanno dieci giorni per esprimersi, e già finiamo al prossimo giovedì, 26 luglio. A quel punto serve, sempre per legge, un altro passaggio in giunta, prima dell’approdo nella commissione consiliare competente, in questa caso la Sesta. Solo allora si può votare in Consiglio comunale. Per accelerare le procedure Laureni presenterà la delibera alla Sesta commissione già martedì 24, alle 12, in quella che si profila essere una seduta tanto introduttiva quanto già gonfia potenzialmente di polemiche. Un mezzogiorno di fuoco. (pi.ra.) di Piero Rauber Uno, due, Tav. Liberi tutti. Liberi, a sinistra, di votare contro Cosolini. Liberi, a destra, di porgere al sindaco la stampella per non cadere. Perché è questo lo scenario che si profila. Ah sì: liberi anche, quelli di Sel, di disconoscere la firma, apposta per senso istituzionale in testa alla delibera della discordia, dall’assessore all’Ambiente di Cosolini Umberto Laureni. Di Sel. Detona insomma in Municipio, inatteso non nei modi ma nei tempi, il proietto della Ronchi-Trieste, il pezzo nostrano del Corridoio 5. Il fuoco lo appicca proprio una delibera di giunta appena approvata, e subito inoltrata d’urgenza ai presidenti di circoscrizione e ai capigruppo di un Consiglio comunale chiamato a dire l’ultima parola per le vie brevi. Tale provvedimento, in effetti, riporta il parere favorevole dell’amministrazione Cosolini – benché zeppo di prescrizioni (16) e osservazioni/raccomandazioni (4) – all’ultima «integrazione documentale» sulla «nuova linea AV/AC Venezia-Trieste», per la «tratta Ronchi-Trieste», «inerente il procedimento di Valutazione di impatto ambientale del medesimo progetto proposto da Italferr Spa – Gruppo Fs». Il tutto deriva dalla richiesta, da parte della Regione, di un ennesimo, definitivo, parere di Via. Un parere da dare, su input ministeriale, proprio su questa «integrazione documentale», che diventa così «documento unitario» per i precedenti studi di impatto ambientale sulle varie tratte della Venezia-Trieste. Tradotto: un passaggio burocratico, amministrativo. Che però, come era altamente prevedibile, diventa grana politica. In giunta si narra che la delibera sia stata affrontata in un clima imbarazzato, e che sia stata licenziata con almeno un paio di distinguo. Uno di Emiliano Edera, l’assessore di Idv, che ha votato a favore chiedendo però di mettere a verbale alcune «perplessità». L’altro di Laureni. L’assessore competente. Che si è astenuto. Pur mettendoci la firma. E la faccia. «Una circostanza dalla portata relativa, questa», precisa Laureni. E aggiunge: «Ho ricevuto dagli uffici risposte che facevano desumere come la cosa potesse essere fatta, pur con pesantissime prescrizioni. Ho riflettuto a lungo, per capire se quelle equivalessero a un no. Alla fine ho deciso di proporre un sì condizionato. È nata una discussione molto impegnativa. Sarò il primo a far presente che quelle prescrizioni rappresentano elementi di criticità. Sono consapevole che per il ruolo che si ha bisogna assumersi delle responsabilità, come sono consapevole che mi prenderò delle critiche. Mi auguro che la mia scelta produca un forte dibattito». Infatti: dalla Sel di governo a quella di lotta il passo è ridotto. In una nota il coordinamento vendoliano, nell’apprezzare il no al rigassificatore, ammonisce il governo Cosolini di cui fa parte con Laureni: «Un sì, anche se parziale, a progetti quali la Tav, sarebbe tanto prematuro quanto immotivato anche a fronte delle numerose e circostanziate obiezioni in merito a tale infrastruttura».
I cantieri? Uno al Broletto, l’altro sopra via Commerciale
Il clamore del caso politico è tale che camuffa i contenuti della delibera di Via a un’opera che, per quanto riguarda Trieste come Comune, come è già noto corre sostanzialmente sotto terra. Contenuti tecnici, insomma. Che non sono di poco conto. Anzi. Le prescrizioni, come detto, sono sedici, le osservazioni/raccomandazioni quattro. Nella categoria uno, le prescrizioni, il Municipio fra le altre cose pretende un’«analisi costi-benefici (che non c’è)dell’infrastruttura ferroviaria», evoca il «vincolo paesistico-ambientale per territori contermini a fiumi, torrenti e corsi d’acqua», ricorda che «l’infrastruttura, sebbene posizionata completamente in galleria, attraversa il centro abitato di Trieste a diverse quote di profondità», e quindi chiede «che venga incluso tutto il territorio del Comune di Trieste all’interno della lista delle aree potenzialmente critiche» in fatto di «vibrazioni», nonché che «il proponente predisponga adeguati calcoli previsionali che attestino la sicurezza statica dell’intervento». Ma è l’ultima di tali prescrizioni, assieme a una delle quattro osservazioni/raccomandazioni, a costituire il paio di notizie che saltano all’occhio più di tutte le altre. Una e l’altra, in effetti, dicono che Italferr prevede di aprire due aree cantiere, per la realizzazione della Tav nel suo pezzo tutto triestino: uno sopra via Commerciale, l’altro nel perimetro di Trieste Trasporti in zona Broletto, giusto oltre Campi Elisi. Per quanto attiene la seconda area, il Comune «in linea tecnica» «osserva che particolarmente delicati e critici appaiono i due cantieri, base ed operativo, localizzati all’interno del comprensorio della Trieste Trasporti, con accesso dalla via Caduti sul Lavoro in quanto il traffico indotto va a gravare su assi viari ed incroci stradali urbani che hanno significativi flussi di traffico, viale Campi Elisi, via Caduti sul Lavoro e via Svevo, prima di immettersi sulla Gvt». E l’altra area? Non meno ansiogena, a quanto si capisce. «Il cantiere di imbocco galleria localizzato presso Scorcola e accessibile da via Marziale – si legge nella delibera firmata da Laureni – è delicato e potenzialmente critico, in quanto il tratto di via Commerciale che si collega con la strada regionale 58, oltre a essere interessato da un notevole traffico veicolare presenta una carenza infrastrutturale generalizzata: curve, pendenza, ristrettezza carreggiata, trenovia in attraversamento». E c’è dell’altro: «La via Marziale, strada privata, appare particolarmente inadeguata con un innesto sulla via Commerciale del tutto inidoneo, dovranno pertanto essere previsti interventi di adeguamento dell’innesto e della strada, concordandoli in sede esecutiva con gli uffici comunali».(pi.ra.)
http://www.triesteallnews.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2028:la-giunta-cosolini-e-a-favore-della-tav-pronta-una-delibera&catid=2&Itemid=104
La giunta Cosolini è a favore della Tav, pronta una delibera
CRONACA Domani alle 17.30 ad Aurisina Cave l’assemblea pubblica che discuterà sull’impatto ambientale del progetto
17.7.2012 | 22.28 – La giunta Cosolini è a favore della Tav. La notizia è trapelata dal Consiglio comunale di oggi. Il sindaco in persona ha preparato una delibera che esprime un parere positivo alla Tav. La proposta oggi è passata in giunta dove ci sono state forti tensioni con l’assessore all’ambiente Umberto Laureni, in quota a Sinistra ecologia e libertà.
Si tratta di un primo passo di un percorso, tutto istituzionale, che vedrà la delibera discussa nelle circoscrizioni ed entro la fine di luglio in Consiglio comunale.
Inutile sottolineare che questa presa di posizione del sindaco Cosolini (nella foto il sindaco discute con Mauro Moretti, amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato) e della sua giunta apre di fatto una nuova stagione di conflittualità dentro e fuori la maggioranza di centro-sinistra.
Intanto è prevista per domani, mercoledì 18 luglio, nella piazza davanti al Municipio ad Aurisina Cave l’assemblea incaricata di discutere sul progetto della Tav, la linea ferroviaria ad alta velocità che dovrebbe attraversare l’intero territorio comunale; la seduta è stata convocata alle 17.30 e rientra nel quadro delle consultazioni volute dal Comune di Duino Aurisina per stabilire quale impatto ambientale possa comportare tale progetto.
L’iniziativa è aperta anche ad enti, associazioni e comitati che potranno parteciparvi – esprimendo pareri e punti di vista – inviando un’e-mail all’indirizzo segreteria@comune.duino-aurisina.ts.it.
I risultati del dibattito saranno poi vagliati dalla commissione consiliare la mattina del 19 luglio. L’argomento sarà poi discusso durante la riunione del Consiglio comunale prevista per il 25 luglio.
Daniela Mosetti
Marzo 17th, 2017 — Carceri, General
Da Il Piccolo del 20/07/12
Il Coroneo scoppia e manca l’acqua calda sale la protesta in cella dei 240 detenuti
Protesta nuova, problema vecchio. A causa del sovraffollamento anche il Coroneo è una potenziale polveriera. Continua a scoppiare di detenuti. La casa circondariale di Trieste deve fare i conti con una struttura vecchia. L’ultima tegola: l’acqua calda che non esce da due settimane. Lì ci si lava solo con quella fredda, e si andrà avanti a farlo fino a mercoledì, quando arriverà e sarà rimontato il pezzo di ricambio del miscelatore. Costo, circa 1.600 euro. È stato ordinato subito dopo il guasto dal direttore della struttura Enrico Sbriglia, nonostante quella spesa non sia nemmeno coperta. E meno male che siamo in estate. Proprio per questo, dalle finestre aperte del vicino Tribunale di Foro Ulpiano, si sentiva levare l’urlo degli ospiti del Coroneo: «Vogliamo l’acqua calda». A far fronte alla situazione, un manipolo di poliziotti penitenziari in servizio. Pure quell’organico non abbonda. E deve occuparsi di 240 persone recluse a fronte di una capienza di 155. Qualcuno, come altrove, ha proclamato lo sciopero della fame per quattro giorni, tanti quanti dura la protesta.
Coroneo, una polveriera «Anche in 12 in una cella»
«I problemi sono antichi, e a fronte di questi ora, a livello nazionale, il ministro Severino e il Capo dipartimento Tamburino stanno cercando di avviare un percorso di soluzione. Perché non si può rispondere a crimine privato con crimine di Stato». Così Sbriglia (foto) commenta la partecipazione dei detenuti triestini alla protesta nazionale. E l’acqua calda? « Il Provveditore regionale Bocchino mi ha autorizzato ad intervenire nelle more. La ripareremo pur senza avere i fondi. Quasi un’autodenuncia alla Corte dei Conti. Ma facciamo tutto ciò che possiamo, anche di più. Lo abbiamo spiegato ai detenuti. Confidiamo che, con queste manifestazioni pacifiche, mostrino quella ragionevolezza che altri, in passato, decidendo i fondi per l’amministrazione penitenziaria, avrebbero dovuto avere». (pi.ra.) di Piero Rauber Protesta nuova, problema vecchio. Incancrenito. In questa città come altrove. Più che altrove, forse. La mobilitazione non violenta di quattro giorni pro-amnistia, appena lanciata a livello nazionale da Marco Pannella col Partito Radicale – estremo tentativo di dare uno scossone all’opinione pubblica e allo Stato a proposito del sovraffollamento delle carceri e della precaria vivibilità al loro interno – riporta a galla in tutta la sua gravità il caso Trieste. Il Coroneo, infatti, è una potenziale polveriera. Continua a scoppiare di detenuti, ben oltre la capienza ufficiale. E li costringe non solo a passare le giornate uno sopra l’altro, ma anche a sopportare pesantissimi disagi causa la vetustà della struttura e dei suoi impianti, peraltro mai soggetti negli anni addietro a una manutenzione degna di tal nome, conseguenza di un progressivo, alla luce dei fatti eccessivo, assottigliamento dei fondi statali destinati proprio al funzionamento, all’ordinaria amministrazione (e manutenzione) delle carceri. Banale esempio. Nella casa circondariale di Trieste, in alcune celle, ci sono sciacquoni difettosi e lavandini semintasati, ancorché utilizzati quotidianamente da una decina di persone chiuse dietro la stessa sbarra. L’ultima tegola: l’acqua calda che non esce da due settimane. Lì ci si lava solo con quella fredda, e si andrà avanti a farlo fino a mercoledì, quando arriverà e sarà rimontato il pezzo di ricambio del miscelatore. Costo, circa 1.600 euro. È stato ordinato subito dopo il guasto dal direttore della struttura Enrico Sbriglia, nonostante quella spesa non sia nemmeno coperta. E meno male che siamo in estate. Proprio per questo, dalle finestre aperte del vicino Tribunale di Foro Ulpiano, si sentiva levare l’urlo degli ospiti del Coroneo: «Vogliamo l’acqua calda». E ciò con un po’ d’anticipo rispetto all’esordio del tam-tam ideato dal vecchio Giacinto detto Marco (Pannella), che è cominciato mercoledì sera. Anche a Trieste i detenuti hanno iniziato (replicando poi ieri sera) a sbattere pentole e qualsiasi altro oggetto che potesse far un po’ di casino sulle sbarre delle finestre. Hanno armeggiato quindi accendini nell’oscurità per attirare l’attenzione al grido di «amnistia» e «libertà». A far fronte alla situazione, un manipolo di poliziotti penitenziari in servizio. Pure quell’organico non abbonda. E deve occuparsi di 240 persone recluse, metà delle quali in attesa di giudizio, a fronte di una capienza di 155. Qualcuno, come altrove, ha proclamato lo sciopero della fame per quattro giorni, tanti quanti dura la protesta. Sul posto, anzi dentro il posto, accompagnato dallo stesso Sbriglia – facendo valere così i poteri ispettivi che gli sono propri in quanto consigliere regionale – si è fiondato il giovane Alessandro Corazza, il capogruppo dell’Idv in piazza Oberdan. Ironia della sorte, il più reattivo, per vedere che aria tirava nel carcere triestino in occasione di una protesta che punta all’amnistia, è stato un politico dipietrista, nelle cui corde l’amnistia non trova spazio. Ma che importa. Qui sono in ballo, o meglio in discussione, i più elementari «diritti umani», fa capire Corazza. Il quale, dopo il sopralluogo, denuncia: «Ho scorto un sovraffollamento impressionante, la situazione è indegna. Dieci, anche 12 detenuti, in una cella che avrà avuto 20 metri quadri, senza condizionatore ovviamente. Peggio che a San Vittore, che io ho visitato. Bravo è il direttore Sbriglia, devo ammettere, a riuscire a gestire con i suoi uomini una situazione simile».
Marzo 17th, 2017 — General, Tracciati FVG
Da Il Piccolo del 20/07/12
Duino, no bipartisan al progetto della Tav Assemblea in piazza
DUINO AURISINA Assemblea in piazza contro la Tav. Il progetto della linea ferroviaria ad alta velocità che dovrebbe attraversare, soprattutto in galleria, tutto il territorio di Duino Aurisina non piace a nessuno. L’incontro, organizzato dalla seconda commissione consiliare, si è svolto nello spazio attrezzato di Aurisina cave, davanti al municipio, presenti esperti, associazioni e comitati. L’iniziativa fa parte del programma di consultazioni che proseguirà nei prossimi giorni nelle località più direttamente coinvolte nel progetto. Presente al completo la giunta comunale con il sindaco Kukanja e il vice Veronese; sono intervenuti anche molti consiglieri di maggioranza e dell’opposizione, con l’ex primo cittadino Ret e l’ex vice Romita in prima fila. Il presidente della commissione consiliare, Maurizio Rozza, ha illustrato le finalità dell’ampia consultazione promossa dal Comune. Hanno preso poi la parola i rappresentanti di associazioni e comitati che erano stati sollecitati dal Comune a portare un contributo al dibattito. Pastorutti, per il Comitato no Tav della Bassa friulana, ha sottolineato che manca un’analisi dei costi e dei benefici dell’opera; inoltre è sottovalutato l’impatto dei cantieri. Fulvio Premiani della Federazione speleologica triestina ha ricordato che la mappa esistente delle grotte rileva appena il 10 per cento delle cavità e che proprio attorno alla stazione di Aurisina c’è la più alta densità di grotte. Alberto Ballarini del comitato di Ceroglie, partendo dalla sua esperienza nella costruzione delle linee ferroviarie francesi ad alta velocità, ha ricordato che sono soprattutto le vibrazioni a bassa frequenza a provocare lesioni agli edifici circostanti e tali vibrazioni vengono emesse soprattutto dai convogli merci. Franz Fabez dell’Alleanza contadina ha sostenuto che l’opera porterà più danni che benefici. Per Simone Napolitano, presidente del Comitato Rilke, il territorio rischia uno sventramento gravissimo. Altri contributi al dibattito sono stati portati da Paolo de Toni (coordinamento comitati no Tav), Peter Barens (no Tav Trieste), Roberta Russi (Lega ambiente Monfalcone) e Carlo Gherghic delle proprietà collettive. Intanto si profila un voto unanime, sostanzialmente negativo, del Consiglio comunale di Duino Aurisina al progetto della Tav. La circostanza è emersa ieri mattina nel corso della riunione tra tutti i capigruppo e i membri della commissione consiliare che hanno gestito in queste settimane l’ampia consultazione avviata dall’amministrazione. Il Sindaco Kukanja ha convocato per mercoledì 25 luglio, alle 9, il Consiglio comunale che dovrà licenziare il parere, richiesto dalla Regione, sull’impatto ambientale dell’opera. Premessa dell’intesa tra maggioranza e opposizione è il voto unanime espresso dalla seconda commissione consiliare su un documento presentato dal presidente Maurizio Rozza, integrato nel corso del dibattito. Al termine dei lavori della commissione il vice Sindaco Massimo Veronese, assessore al territorio, ha espresso la soddisfazione dell’amministrazione per il fatto che Duino Aurisina è compatta nel dire no, senza se e senza, ma al progetto dell’alta velocità. «Tale giudizio – ha aggiunto – è scaturito anche a seguito dell’audizione della cittadinanza, delle associazioni, dei comitati e dei vari portatori di interesse. Il Carso e in particolare il Comune di Duino Aurisina hanno già dato tanto in passato. Adesso basta. Questo progetto non è compatibile con le finalità di tutela ambientale, di sviluppo rurale e turistico che questo splendido territorio merita».
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Cosolini: sulla Tav non cambio idea
Il sindaco Cosolini cambia idea sulla Tav,come sostengono i consiglieri comunali grillini Patuanelli e Menis? Arriva la replica da parte del primo cittadino con alcuni distinguo. «Non vorrei che gli amici grillini prendessero le cattive abitudini di tanta vecchia politica strumentalizzando e deformando posizioni altrui a proprio uso e consumo. Dicono che mi tolgo la maschera e che mi rimangio di aver detto che non mi piace l’espressione Tav perché a Trieste non ci sarà mai? Sanno benissimo che non mi rimangio alcunché, quello che ho detto il 27 giugno 2011 riguardava molto chiaramente il concetto di Alta velocità, visto che è noto che l’infrastruttura destinata a raggiungere Trieste non avrà questa funzione nel tratto che ci riguarda ed è semmai finalizzata all’alta capacità per il trasposto merci in funzione del Porto. Guarda caso proprio ciò dicevo il 27 giugno, intendendo che semmai l’alta capacità poteva interessare Trieste, cosa che ho ribadito in più occasioni. Resto convinto che vadano coniugate le esigenze del contenimento in termini fortemente sostenibili dell’impatto ambientale della realizzazione e del potenziamento dell’infrastruttura del trasporto ferroviario, tanto più visto che i trasporti su rotaia consumano e inquinano di meno e sono più sicuri di quelli su gomma, ed è su questo aspetto che tutti dovremmo essere molto attenti. Ai consiglieri Menis e Patuanelli ribadisco attenzione e rispetto per la loro funzione di stimolo anche critico; ma proprio per le ragioni di protesta contro tanta brutta politica che ha alimentato il loro successo elettorale consiglio di non ricorrere a certe pratiche proprie di questa politica».
http://www.triesteallnews.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2047:sulla-tav-e-qbattagliaq-tra-il-sindaco-cosolini-e-il-movimento-5-stelle&catid=2&Itemid=104
- POLITICA «Il sindaco si è finalmente tolto la maschera». «Strumentalizzazioni e deformazioni da vecchia politica»

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19.7.2012 | 20.12 – Infuriano le polemiche e le contrapposizioni sulla delibera comunale sulla Tav. E siccome, ormai lo sappiamo, le polemiche corrono sul web, tra ieri ed oggi c’è stato un rovente scambio di battute tra il sindaco Roberto Cosolini e i consiglieri comunali d’opposizione Paolo Menis e Stefano Patuanelli del Movimento 5 Stelle. A dare “fuoco alle polveri” sono stati proprio questi ultimi con la diffusione, nella serata di ieri, di un comunicato dal titolo “Tav, dal movimento 5 Stelle un NO secco“.
«Il 28 giugno 2012 la Regione ha chiesto a tutti gli enti interessati di esprimersi in merito alle integrazioni di Italferr relative all’unione delle tratte AV/AC Ronchi-Trieste – si legge nel comunicato -. I Comuni devono esprimersi entro 30 giorni. Ieri la Giunta comunale di Trieste ha espresso in delibera uno scellerato parere favorevole al progetto con alcune prescrizioni».
«Il movimento 5 Stelle, da sempre a fianco dei Comitati NoTav nella battaglia contro un progetto insensato, che devasta il territorio nel quale si inserisce, che non è supportato da alcuna analisi costi/benefici e che si basa su dati di traffico risalenti a oltre dieci anni fa, ha quale obiettivo quello di trasformare in consiglio comunale il parere favorevole in parere contrario, con le motivazioni riprese nelle prescrizioni e l’aggiunta di altri elementi. Chiediamo ai cittadini, al Comitato NoTav, alle associazioni ambientaliste di aiutarci in questo percorso, per stilare un documento concreto, preciso e fondato su dati certi».
«Con questa delibera Cosolini si toglie la maschera e si rimangia quello che ha detto in consiglio comunale poco più di un anno fa. Così si esprimeva il sindaco il 27 giugno 2011: “Mi è stata chiesta la mia opinione sulla Tav, espressione che a me non piace, perché non ci sarà mai. […] È possibile, poi, consigliere Patuanelli, investire sul potenziamento della ferrovia senza andare a fare opere che, mi permetto di dire, fanno sorridere per la loro insostenibilità dal punto di vista della copertura dei piani finanziari già quando vengono presentate con degli schizzi, che poi cambiano da un mese all’altro sul Piccolo? Sì, io credo che sia possibile investire sul potenziamento della ferrovia facendo scelte che siano sostenibili da un punto di vista ambientale, ma che siano sostenibili anche da un punto di vista economico, perchè altrimenti rischiamo di parlare di libri dei sogni che non verranno mai realizzati”».
Accusato di essere un voltagabbana, Cosolini affida nel tardo pomeriggio di oggi al suo profilo Facebook il suo sfogo: «Non vorrei che gli amici grillini prendessero le cattive abitudini di tanta vecchia politica strumentalizzando e deformando posizioni altrui a proprio uso e consumo. Dicono che mi tolgo la maschera e che mi rimangio di aver detto che non mi piace l’espressione Tav perché a Trieste non ci sarà mai? Sanno benissimo che non mi rimangio alcunché, quello che ho detto il 27 giugno del 2011 riguardava molto chiaramente il concetto di Alta velocità, visto che è noto che l’infrastruttura destinata a raggiungere Trieste non avrà questa funzione nel tratto che ci riguarda ed è semmai finalizzata all’alta capacità per il trasposto merci in funzione del Porto».
«Guarda caso proprio ciò dicevo il 27 giugno, intendendo che semmai l’alta capacità poteva interessare Trieste, cosa che ho ribadito in più occasioni. Resto convinto che vadano coniugate le esigenze del contenimento in termini fortemente sostenibili dell’impatto ambientale della realizzazione e del potenziamento dell’infrastruttura del trasporto ferroviario, tanto più visto che i trasporti su rotaia consumano e inquinano di meno e sono più sicuri di quelli su gomma, ed è su questo aspetto che tutti dovremmo essere molto attenti».
«Ai consiglieri Menis e Patuanelli – scrive Cosolini – ribadisco attenzione e rispetto per la loro funzione di stimolo anche critico; ma proprio per le ragioni di protesta contro tanta brutta politica che ha alimentato il loro successo elettorale consiglio di non ricorrere a certe pratiche proprie di questa politica, altrimenti la spinta propulsiva rischia di esaurirsi».
Tirati per la giacchetta Menis e Patuanelli rispondono: «Prendo atto – scrive Menis – che quello che voteremo fra 10 dieci giorni, a detta di questa giunta e del sindaco, è un progetto sostenibile da un punto di vista ambientale ed economico. Ah, il progetto presentato manca di un’analisi costi/benefici». Poco dopo anche Patuanelli dice la sua: «Credo che vi sia differenza tra richiedere investimenti che mirino al potenziamento della rete ferroviaria esistente ed esprimere un parere favorevole a QUESTO progetto di AV/AC».
Mentre a Trieste la politica litiga, a Duino Aurisina ieri sera ci si è confrontati in un incontro pubblico sulle criticità del progetto che dovrebbe passare proprio sotto all’abitato di Aurisina e sotto a tutto il territorio del Comune. Hanno preso la parola tra gli altri speleologi, associazioni del territorio, vari esponenti dei comitati NoTav provenienti da tutta la Regione, tecnici e molti cittadini.
Gli interventi sono stati tutti fortemente critici nei confronti della Tav, ritenuta devastante per il territorio anche perché il percorso sarebbe quasi tutto in galleria, in un ambiente come quello carsico fragile e pieno di cavità naturali.
Ilaria Bagaccin
Marzo 17th, 2017 — General, Tracciati FVG
Da Il Piccolo del 20/07/12
Tav, uno stralcio per il bivio S. Polo
Riproposto tale e quale, solo non slegato dalle altre tratte, il progetto della linea ad Alta velocità-Alta capacità ferroviaria torna a essere oggetto delle pesanti osservazioni del Comune di Monfalcone.
A rinforzare le “critiche” del Consiglio comunale, che vanno dall’assenza di un piano economico-finanziario alla collocazione dei cantieri, si aggiunge, però, ora l’ordine del giorno presentato dal Partito della rifondazione comunsita e approvato a maggioranza dal centrosinistra.
Sul documento, che di fatto impegna il sindaco a chiedere lo stralcio dell’intervento sul bivio di San Polo dalla legge obiettivo, si sono astenuti ben quattro consiglieri del Partito democratico (Marco Ghinelli, Lucia Giurissa, Paolo Fogar e Andrea Davanzo), a dimostrazione delle diverse sensibilità esistenti sul tema, oltre al capogruppo di Sinista ecologia e libertà, Giovanni Iacono.
L’altra sera in aula Iacono aveva portato un altro documento, di contrarietà netta al progetto Tav e «non negoziabile», che alla fine è stato bocciato in modo netto.
L’ordine del giorno di Rifondazione si occupa, se si vuole, di un aspetto di dettaglio, facendo propria però la richiesta del Comitato No Tav e delle associazioni ambientaliste di slegare la questione del potenziamento del nodo di San Polo dal progetto dell’Alta velocità. Un’opera ritenuta necessaria per dare impulso al trasporto su rotaia, evitando però l’impatto, ritenuto devastante dai contrari, del progetto Tav.
«Eravamo e siamo convinti che sia meglio calare il documento sul territorio, perché più utile», spiega il segretario provinciale e consigliere comunale di Rifondazione comunista, Alessandro Saullo.
«Il sindaco Silvia Altran – aggiunge – è stata in ogni caso impegnata ad adoperarsi in difesa dell’integrità del territorio, evidenziando nelle sedi opportune le criticità emerse riguardo all’impianto progettuale, in particolar modo nel transito nell’area carsica, e la intollerabile gravità degli impatti segnalati».
A fronte del documento, il sindaco dovrà poi per l’appunto presentare richiesta all’amminisrtrazione regionale del Friuli Venezia Giulia, affinché si provveda alla stesura di uno specifico e prioritario progetto, riguardante la riqualificazione della linea storica, nel tratto del bivio San Polo, tale però da «garantire il minimo impatto sul territorio, richiedendo lo scorporo dello stesso dalle procedure sottoposte alla legge obiettivo». «Una legge che minimizza il ruolo dei Comuni e delle comunità – sottolinea Saullo -. Tant’è che il progetto è stato ripresentato identico, senza tenere alcun conto delle osservazioni presentate un anno e mezzo fa».
Laura Blasich
Marzo 17th, 2017 — General, Genova 2001
Marzo 17th, 2017 — General, Notizie flash
VALSUSA 21 luglio, attacco alle recinzioni
Marzo 17th, 2017 — General, Noi
MV 22 luglio 2012
anche sull’online
di Francesca Artico
San Giorgio di Nogaro, lettera aperta ai primi cittadini della Bassa coinvolti. Il portavoce: e adesso i Comuni dicano chiaramente che l’opera non serve

SAN GIORGIO Inviate ai sindaci coinvolti sul parere di Via per la tratta Av/Ac Venezia–Trieste dal Coordinamento NO Tav della Bassa Friulana, le lettere nelle quali si cheide il respingimento del Via al progetto del 2010, a fronte della bocciatura, da parte del commissario straordinario, Bortolo Mainardi, del tracciato “Litoraneo” favorendo invece l’affiancamento alla linea esistente. Il Coordinamento denunciando ai sindaci questa «pesantissima contraddizione» e chiedendone la bocciatura del parere di Valutazione d’impatto ambientale richiesto dal Ministero, affermano attraverso il portavoce Paolo De Toni: «È pervenuta a tutti i Comuni della Regione coinvolti nell’opera, la richiesta di pronunciarsi entro il 28 luglio sul Via unificato del progetto preliminare del 2010 dell’intera linea Ve-Ts, che prevede, per quanto riguarda la tratta Veneta, il cosiddetto tracciato litoraneo che è stato respinto da tutti i comuni interessati. Il commissario straordinario Mainardi, su carta intestata del Ministero alle Infrastrutture e Trasporti, ha inviato a luglio ai Comuni del Veneto una lettera sulla Nuova Linea Av/Ac Venezia – Trieste (tratta Mestre/Carpenedo – Portogruaro), nella quale sostiene che in questa prima fase di confronto ha registrato il quasi unanime del dissenso dei Comuni al Tracciato “Litoraneo” del Progetto Preliminare 2010, mentre appare favorevole allo scorrimento parallelo alle linea esistente. Si tratta ovviamente di una contraddizione insanabile tra il Via Ministeriale e l’ attività istituzionale del commissario straordinario. Siamo di fronte ad un gravissimo corto circuito istituzionale- dice- che i sindaci chiamati a dare il parere non potranno esimersi dal rilevare dando non solo parere negativo ma stigmatizzando la mancanza di serietà del Ministero, della Regione e del commissario stesso. Ma c’è di più: la Slovenia, prima dichiara di ritirarsi dall’opera e poi il commissario europeo Brinkhorst a il viceministro ai Trasporti Ciaccia (Banca Intesa) presentano addirittura la formazione del Gruppo europeo di Iniziativa economica assicurando che la tratta Transfrontaliera Italia-Slovenia si farà quanto prima, superando tutti i dubbi del geologo Carlo Comin, che non se la sente di andare a forare il Carso e nel 2010 ha rinviato l’inizio lavori di almeno 50 anni per avere la certezza di non trovare “grotte impossibili” dove si andrà a scavare. Se a questo – conclude – aggiungiamo le perplessità della Francia sulla Torino-Lione, l’abbandono definitivo di Lisbona e lo stato disastrato dell’economia Spagnola, vediamo che la politica italiana su questa infrastruttura è completamente smascherata. È il momento da parte dei sindaci di dire la verità: l’ex-Corridoio 5 non serve a nulla».
Francesca Artico

Joy! ce biele zoventût
Nota infoaction.
La foto pubblicata dal MV risale al 16 ottobre 2006 ed è scattata ad Udine alla Loggia del Lionello durante una contestazione ad Illy che nel frattempo stava su in Cjscjel, a un convegno interreg, Alpe Adria o qualcosa del genere, ma in ogni caso per propagandare la TAV.
In primo piano, circa al centro nella foto, si vede anche Luciano Giorgi (regge la bandiera con l’asta) deceduto lo scorso anno, che qui cogliamo l’occasione per ricordare.