Bollette del Tubone/ la Provincia chiede spiegazioni

Messaggero Veneto DOMENICA, 22 NOVEMBRE 2009

Pagina 12 – Udine
San Giorgio di Nogaro. Sotto osservazione la nuova norma che introduce la categoria degli utenti “allacciabili”

Bollette, la Provincia chiede chiarimenti

Dal settore legale dubbi sulla costituzionalità del regolamento di fognatura
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Friuli/ Auto-organizzazione operaia contro la crisi del capitale

MV DOMENICA, 22 NOVEMBRE 2009

Pagina 3 – Udine
Il Coordinamento: siamo presenti in almeno dieci aziende. I Confederali respingono le accuse: ora non si può fare di più

Crisi, lo strappo dei “ribelli”: il sindacato non è al nostro fianco

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NO TAV/ Anche Debora corre veloce …

Sinceramente sembra che stiano vendendo fumo
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MV 24 novembre

Tav tra Venezia e Trieste,
entro un anno il progetto

Tav
Comincia il viaggio verso l’alta velocità in Fvg: prende forma il tracciato e le Ferrovie garantiscono che entro il 2010 saranno pronti i progetti. La linea tra Venezia e Trieste viaggerà parallela all’autostrada A4 da Portogruaro al capoluogo regionale, mentre resta da chiarire il nodo nel tratto veneto.

 

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NO TAV/ Castelli smentisce se stesso, ma Sonego è preoccupato, (bene)

Il Piccolo DOMENICA, 22 NOVEMBRE 2009

Pagina 10 – Regione
L’INTERVISTA

Castelli: la Trieste-Divaccia è prioritaria

«Nessun disimpegno italiano sulla Tav, nemmeno per la tratta a Est di Mestre»
PARLA IL VICEMINISTRO ALLE INFRASTRUTTURE
«Al vertice di Brdo ho semplicemente detto che c’è un problema di consenso delle popolazioni sul tracciato ipotizzato»
«Privilegiamo solo il Nord-Ovest d’Italia? Non è vero: le opere per il Nord-Est verranno completate prima»
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NO TAV/ Costa: non ci sono soldi (benissimo)

LUNEDÌ, 23 NOVEMBRE 2009
Pagina 1 – Prima Pagina
L’INTERVISTA

Costa: «La Tav? Nessuna certezza sui finanziamenti»

Il presidente dell’Autorità portuale di Venezia interviene sul ”nodo” della Trieste-Divaccia

lUrizio a pagina 3
TRIESTE «Sul piano formale il governo non può decidere sui progetti per la Tav, si tratta di impegni europei». Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale di Venezia ed ex presidente della Commissione trasporti dell’Unione europea, è categorico. L’Italia, così come la Slovenia e qualsiasi Paese europeo, non ha la potestà formale di bloccare progetti decisi dall’Unione europea anche se «sul piano sostanziale non ci sono finanziamenti. Bisognerebbe mostrare interesse non solo a parole ma anche nei fatti». E se questa è la sostanza, il Friuli Venezia Giulia, e Trieste in particolare, rischia di trovarsi in posizione periferica e non nel tanto decantato cuore d’Europa.
LUNEDÌ, 23 NOVEMBRE 2009

Pagina 3 – Attualità
L’INTERVISTA IL PRESIDENTE DELL’AUTORITÀ PORTUALE DI VENEZIA
TRIESTE-DIVACCIA

Costa: «Tav? Non ci sono finanziamenti»

«Impegno europeo ma solo a parole»


di ROBERTO URIZIO

TRIESTE «Sul piano formale il governo non può decidere sui progetti per la Tav, si tratta di impegni europei». Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale di Venezia ed ex presidente della Commissione trasporti dell’Unione europea, è categorico. L’Italia, così come la Slovenia e qualsiasi Paese europeo, non ha la potestà formale di bloccare progetti decisi dall’Unione europea anche se «sul piano sostanziale non ci sono finanziamenti. Bisognerebbe mostrare interesse non solo a parole ma anche nei fatti». E se questa è la sostanza, il Friuli Venezia Giulia, e Trieste in particolare, rischia di trovarsi in posizione periferica e non nel tanto decantato cuore d’Europa.
Il viceministro Castelli ha confermato che la Trieste-Divaccia è una priorità del governo. Un fatto positivo?
Sicuramente è un bene, sarebbe stato grave se questa smentita non ci fosse stata. Adesso però devono anche seguire i fatti concreti e, per quanto visto finora, non vediamo dal governo prospettive finanziarie certe per questa tratta del Corridoio V.
Le voci sul disimpegno italiano tuttavia si rincorrono. Come le valuta?
Si è diffusa un’idea molto strana, ovvero che la realizzazione della Trieste–Divaccia sia nella disponibilità di Italia e Slovenia quando in realtà si tratta di impegni presi dalla Commissione e dal Parlamento europeo e non differibili con decisione unilaterale. Questo sul piano formale.
E su quell sostanziale?
Non ci sono i finanziamenti, l’interesse è solo a parole. Il Cipe non ha finanziato nemmeno la progettazione della Tav e anche il Veneto ci ha messo del suo proponendo due alternative per il tracciato. E solitamente quando siamo di fronte a due progetti ci si ferma: si scelga una soluzione e la si porti avanti.
Dal Cipe si attende anche il via libera per i finanziamenti alla piattaforma logistica.
Ma senza i necessari investimenti ferroviari i porti di Venezia e Trieste finiranno per venire strozzati. I due scali hanno bisogno che si sblocchi la situazione perché necessitano di due binari per il trasporto merci, altrimenti saranno incapaci di dare sfogo al loro potenziale. E non parlo solo di Trieste–Divaccia o di alta velocità nel Nord Est; Trieste e Venezia hanno bisogno anche della Tav nella val di Susa per sviluppare i traffici con la Francia. All’Italia serve l’intero tracciato del Corridoio V e deve fare il massimo perché gli impegni europei vengano rispettati. Sarà necessario chiedere al commissario europeo, che mi risulta sarà nuovamente Tajani, che si vada avanti sulla strada tracciata.
Il piano investimenti per la terza corsia della A4 ha ricevuto il via libera. Un dato positivo?
Indubbiamente ma anche qui ci sono degli elementi di criticità. In particolare si è dimostrata l’incapacità di prevedere l’affiancamento del tracciato ferroviario. Come al solito si lavora per emergenze e si lavora per emergenze senza una visione complessiva. Sarebbe stato preferibile quantomeno prevedere la possibilità della progettazione del tracciato ferroviario, così invece di troviamo con un «cul de sac».
Il Friuli Venezia Giulia si trova ad affrontare anche il problema dei collegamenti aerei.
Qui entrano in gioco questioni di mercato ma non è estraneo nemmeno il tema del Corridoio V. Con l’alta velocità Trieste non è più l’ultimo avamposto ma la porta verso l’est e Ronchi potrebbe diventare una sorta di aeroporto di Lubiana. Il problema è che in Italia si continua a ragionare come se ci fosse ancora la Cortina di Ferro e non si punta a conquistare dei mercati in espansione. E qui si gioca il futuro di Trieste che può acquistare centralità ma anche, se non si lavorerà nella giusta direzione, rimanere chiusa in un angolo.

NO TAV/ L’Europa: Nord Est in ritardo (meglio così)

MARTEDÌ, 24 NOVEMBRE 2009

Pagina 3 – Attualità

L’Unione europea: Nordest in ritardo sulla Tav

Il coordinatore Brinkhorst: «Friuli Venezia Giulia e Veneto si accordino sui progetti»
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NO TAV/ L’Europa striglia il Nord Est, Il Nord Est striglia l’Europa

Sembrano nel caos totale, bisognerebbe scompigliare ancora i loro giochi per esempio insistere sulla assurdità della Trieste Divaccia.

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Il Piccolo 24 novembre

Tav, la strigliata della Ue
“Venezia e Trieste si accordino”

Tav, Alta Velocità, treni

Se Veneto e Friuli Venezia Giulia non si decideranno a definire una volta per tutte il tracciato della nuova linea ferroviaria, a Nordest la Tav rimarrà una chimera. La strigliata arriva dal coordinatore del progetto dell’Ue, Laurens Jan Brinkhorst. Intanto si definisce il nuovo orario invernale di Trenitalia: dal 13 dicembre Udine perde i convogli diretti per Roma e Milano

CLIMA/ Dolomiti bollenti

24 novembre

Dolomiti bollenti, in 25 anni
mai così caldo in alta quota

E’ quasi inverno, ma le temperature sono letteralmente estive con lo zero termico vicino ai 4000 metri. “Masse d’aria caldai” / TABELLA DELLE TEMPERATURE

TRENTO. Il calendario dice che siamo quasi in inverno, ma in alta quota le temperature sono letteralmente estive. Sabato sono stati «abbattuti» record che duravano da decenni: lo zero termico era vicino ai 4000 metri, come nei mesi più caldi dell’anno.

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Tubone rassegna stampa/ il Gazzettino

Il Gazzettino DUBBI SUL TUBONE

Mercoledì 25 Novembre 2009, Sulle ben note vicende che contrappongono da tempo il Consorzio depurazione laguna (alias Tubone) ed il Comitato ambiente, in merito al pagamento delle bollette relative ai canoni di fognatura e di depurazione, interviene la Provincia di Udine che fa sue le domande del Comitato al Tubone rimaste senza risposta. Per quanto riguarda il servizio idrico integrato, ha chiesto all’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale, con apposito documento, “chiarimenti sulle modalità di gestione in merito all’applicazione del canone di depurazione”. Anche in base alla sentenza 335/2008 della Corte Costituzionale, “sono emerse alcune perplessità – scrive il dirigente Marco Casasola – alle quali si chiede di dare risposta”. Sotto osservazione la quota di tariffa relativa al servizio di depurazione che “è dovuta da tutti gli utenti allacciati, od allacciabili, ai sensi dell’articolo 5, ad una rete fognaria collegata ad un impianto di trattamento”. È noto che il regolamento dà per scontato che “un utente s’intende allacciabile – recita il documento – qualora sussista sostanzialmente l’obbligo di allacciamento e non vi siano motivi ostativi allo stesso, per cui si chiede di verificare la compatibilità di questa parte del regolamento con quanto stabilito dalla Corte Costituzionale che sembra affermare che il servizio deve essere già stato erogato per poterne chiedere il pagamento”.
Sempre dal documento della Provincia si apprende che il Tubone ha chiesto il pagamento della quota sia di fognatura che di depurazione anche per gli utenti considerati “depurabili” mentre “lo stesso regolamento – continua ancora lo scritto del dirigente Casasola – non parla mai di tali utenti per cui si chiede di chiarire anche le motivazioni che hanno portato a tale soluzione che, ad una prima lettura, pare in contrasto con la sentenza citata”.
Ora, finalmente, “l’Ato e il Consorzio Depurazione Laguna – sottolinea l’ambientalista De Toni – sono messi di fronte all’obbligo di rispondere a queste domande che tutti i cittadini della Bassa friulana si stanno ponendo e che invece i sindaci, e quasi tutti gli ambienti politici, continuano ad eludere”. Qualcosa si muove anche in merito agli “sfioratori” con il rinvio a “dopo la redazione del piano d’ambito – informa De Toni togliendo dalle mani del Tubone, la possibilità di chiedere il pagamento delle bollette per il 2007 e 2008 mentre, nel frattempo, sono in atto iniziative legali da parte dei vari Comitati”.

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Lotta dura!

Alcoa, operai in corteo a Roma: scontri
L’azienda ritira la cassa integrazione

I lavoratori sfilano nella capitale e provano a forzare il blocco, incidenti con le forze dell’ordine (video). Poi l’annuncio dell’accordo raggiunto al ministero dello Sviluppo economico / FOTO Gli scontri / LA CRONACA
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