CREPATE!

Quando Berlusconi voleva andare a scuola da Mubarak

 

Continue reading →

NOTAV: rassegna stampa 29/30/31 gennaio

Dal Piccolo

30/01/11

No-Tav: manca lo studio d impatto ambientale

 

VILLA VICENTINA Tav, a 30 giorni dallo scadere del termine per presentare le valutazioni, in Comune non è ancora pervenuto lo studio di impatto ambientale. É quanto sollevato dall’assemblea organizzata l’altra sera a Villa Vicentina dai Comunisti Italiani e da Rifondazione Comunista, con Giancarlo Pastorutti del Comitato No Tav di Bagnaria impegnato ad illustrare il progetto di Rfi. «Dagli interventi – parla Franco Bianchin del Pdci – è emersa tutta la preoccupazione per le devastazioni che questa opera comporta, come pure lo sdegno per le foto delle case di privati allegate al progetto senza il consenso dei proprietari ed in violazione delle norme della privacy. L’aspetto più grave – continua Bianchin – consiste nella mancata consegna agli amministratori locali della relazione sullo studio di impatto ambientale. Ciò denota la scarsa considerazione della Regione e degli estensori del progetto nei confronti della popolazione ed il rispetto della legislazione vigente. Poi nella documentazione presentata manca anche la relazione costi e benefici, prevista anch’essa dalla normativa. Resteremo in prima fila – chiosa – nell’opera di informazione tesa a salvare il nostro territorio».

In sala era presente anche il sindaco Mario Romolo Pischedda: «Al vertice di Trieste l’assessore regionale Riccardo Riccardi aveva detto che lo studio di impatto ambientale era in corso di trasmissione. Di fatto però non è ancora pervenuto in municipio. Conto che l’assessore – riprende – ci conceda quel periodo in più per riflettere con la dovuta attenzione su tutti gli aspetti del progetto, ma è chiaro ci dev’essere una sospensione formale della procedura di valutazione, altrimenti resta valido il termine del 28 febbraio. Le amministrazioni hanno bisogno di organizzare assemblee per illustrare il progetto, soprattutto ai diretti interessati e capire le loro richieste, di modo da presentare le osservazioni che siano le più pertinenti possibili. Sul sito del Comune abbiamo pubblicato il progetto preliminare, organizzeremo altre assemblee e sarei molto felice se anche i tecnici di Rfi e Riccardi volessero prendervi parte». (el. pl.)

 

29/01/11

La Tav partirà da San Polo Riccardi: «Nessun via libera senza il consenso locale»

 

Il «nodo» principale in provincia di Gorizia della linea ad Altà velocità ferroviaria, e anche il primo a essere realizzato, sarà il potenziamento del bivio di San Polo a Monfalcone, in cui si intersecano le linee da Venezia e da Udine. Il dato è stato illustrato ieri a Gorizia dai tecnici di Rfi nel corso di un incontro cui ha preso parte anche l’assessore regionale ai Trasporti del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi.

La tratta Ronchi dei Legionari-Trieste – è stato detto – interesserà la provincia per circa 13 chilometri, lungo i quali sono previsti viadotti e gallerie. Riccardi ha precisato che la giunta regionale non darà il «via libera» alla linea ferroviaria ad alta capacità/alta velocità Venezia-Trieste, senza aver prima acquisito il consenso del territorio, dando alle comunità interessate tutto il tempo per approfondire il progetto, anche al di là dei termini di legge, e fornendo alle istituzioni locali tutto il supporto tecnico necessario. E la Regione, ha assicurato inoltre l’assessore, «chiederà e pretenderà» che venga condotta l’analisi costi-benefici della nuova linea, anche se non previsto dalla legge.

La riunione è stata indetta dal presidente della Provincia Enrico Gherghetta nella sua veste di coordinatore del Patto per lo sviluppo, promosso assieme ai Comuni di Gorizia e Monfalcone, all’Azienda sanitaria n.2 “Isontina”, alla Camera di commercio, a Confindustria e alle segreterie di Cgil, Cisl e Uil.

All’incontro di ieri sono stati invitati tutti i sindaci dell’Isontino, i consiglieri regionali eletti in provincia e tutti i soggetti potenzialmente interessati alla realizzazione della nuova linea ferroviaria, che attraversa il Friuli Venezia Giulia in direzione Ovest-Est e che si colloca nell’ambito del Progetto prioritario n.6 dell’Unione europea da Lione al confine tra Ungheria e Ucraina.

Nel suo intervento introduttivo, il presidente Ghergetta ha voluto dare atto all’amministrazione regionale, e in particolare all’assessore Riccardi, di aver avviato un percorso positivo di confronto con il territorio. Nel sottolineare lo stretto legame tra la linea ad alta capacità/alta velocità e il progetto del “superporto” di Monfalcone, Gherghetta ha parlato di «una sfida che dobbiamo accettare» e ha lanciato quattro parole d’ordine sul metodo da seguire, fatte proprie nelle conclusioni anche dall’assessore regionale: «Trasparenza, disponibilità, responsabilità e infine buon senso».

29/01/11

Comitati No Tav preoccupati: «A Palmanova inquinamento e violazione della privacy»

 

PALMANOVA Impatto ambientale, inquinamento acustico, violazione della privacy. I comitati anti Tav proseguono la propria lotta e c’è molta preoccupazione anche nella città stellata.

«Le conseguenze derivate da questo progetto per il nostro territorio sono davvero pesanti – afferma Luigi Battistello del Comitato di tutela ambientale di Palmanova-. È infatti riapparso nell’elaborato progettuale un cavalcavia per bypassare la strada ferrata sulla regionale 252 Napoleonica che non è in asse con la statale stessa e creerebbe così una variante con il risultato di incrementare le curve, portar via ancora maggior territorio del previsto, svalutare terreni e case nonché peggiorare la qualità della vita agli abitanti del posto».

Nell’invitare i cittadini di Palmanova ad accedere al municipio per visionare gli elaborati che riguardano la Tav e muovere le proprie osservazioni in merito all’opera, Battistello puntualizza anche sul fatto che è stato consegnato ai Comuni anche lo studio sull’impatto ambientale.

«Dai contatti continui che il nostro Comitato mantiene con Giancarlo Pastorutti dei “ No Tav” di Bagnaria Arsa, che segue direttamente tutte le fasi di questa realizzazione – aggiunge il presidente del Comitato della città stellata – sono da prendere assolutamente in visione le valutazioni sui ricettori di rumore ai quali sono allegate anche le foto delle case interessate e l’esame della qualità di conservazione di queste abitazioni. A suo parere vi è una chiara violazione della privacy e un pregiudizioal valore ommerciale degli edifici».

Palmanova è direttamente interessata a queste problematiche perchè la zona compresa nella Tav raggiunge anche le case del quartiere di Santa Giustina. Intanto Giancarlo Pastorutti ha portato le sue osservazioni in una riunione che si è tenuta a Rivarotta di Teor, dove la Tav prevede la demolizione di quattro case e a Villa Vicentina.

Alfredo Moretti

 

Dal Messaggero Veneto

31/01/11

Tav, Bagnaria e Palmanova chiedono modifiche

 

BAGNARIA ARSA. Se la Tav Venezia-Trieste è un’opera strategica per la centralità della Regione, e su questo non ha dubbi il sindaco di Bagnaria, Anselmo Bertossi (pronto a candidarsi alla guida del Comune, per la terza volta), altrettanto “democratico” deve essere il confronto tra Enti locali interessati dal passaggio della linea ferroviaria e l’Assessorato regionale alle Infrastrutture.

Non fa dunque misteri il primo cittadino sulla necessità di un dialogo aperto, frutto di una concertazione programmata tra il Comune e la Regione. «Stiamo visionando gli elaborati e lo studio di impatto ambientale – evidenzia Bertossi – e già abbiamo individuato delle dicordanze e delle dimenticanze che faremo presenti a Rfi e all’assessore Riccardi. In particolare – sottolinea – riteniamo più opportuno che il tracciato della Tav fuori dell’abitato di Castions delle Mura corra tutto su viadotto. Con Palmanova poi stiamo studiando il modo di attenuare il forte impatto ambientale causato da un cavalca – ferrovia di circa 650 metri sulla strada regionale 252, quasi alle porte della fortezza. È intendimento della nostra amministrazione e di quella di Palmanova indicare che il nuovo raccordo tra San Giorgio di Nogaro e la stazione della fortezza veneziana corra più a ridosso dell’autostrada. Sarà cos’è possibile eliminare almeno in parte i ventilati viadotti individuati sulla Napoleonica».

E ritornando al territorio di Bagnaria, Bertossi segnala le dimenticanze apparse o le incognite relative a strade interne. «Si tratta di meglio precisare – osserva – come scavalcare la bretella di raccordo tra linea Palmanova-San Giorgio con lo scalo di Cervignano, che taglia la campagna tra il capoluogo e la frazione di Campolonghetto. Sono interessate ben quattro strade: la provinciale per Torviscosa, la Sevegliano-Campolonghetto, la Bagnaria-Campolonghetto e la interpoderale di S.Gallo».

Accanto alla Tav i problemi dell’amministrazione sono legati, prima della scadenza di aprile del mandato, alla soluzione di opere pubbliche in parte già appaltate. Li elenco secondo il piano già a suo tempo predisposto – dice Bertossi -. La realizzazione di un nuovo locale ad uso mensa nel plesso scolastico unico delle elementari. La realizzazione di un centro polifunzionale presso l’area dei servizi collettivi a Sevegliano. La realizzazione di spazi vivibili per bambini e di percorsi protetti a Castions delle Mura. Un percorso ciclo-pedonale in via Codroipo nel capoluogo. La sistemazione urbanistica all’intersezione tra via Verdi e via Roma a Sevegliano. Ed infine ancora a Castions delle Mura la manutenzione straordinaria dell’edificio ex-latteria per un importo di 120 mila euro».

Sandro Sandra

 

30/01/11

Il caso Tav divide il Partito democratico «Carenza di informazione e di dibattito»

 

SAN CANZIAN D’ISONZO. La Tav – Alta velocità/Alta capacità ferroviaria –, oltre a creare preoccupazioni per l’eventuale devastazione prevista sul territorio, divide la politica. È un gruppo d’iscritti al Pd di San Canzian – Stefano Minin, Maurizio Negrari, Edi Minin e Riccardo Sacco – a denunciare una sorta di limbo informativo da parte dell’amministrazione comunale di centro-sinistra rispetto alle previsioni per il territorio.

«Lo scorso 21 dicembre Rete ferroviaria italiana ha depositato in tutti i Comuni interessati, compreso il nostro – dicono –, il progetto preliminare della tratta ferroviaria di alta capacità/alta velocità che attraverserà il Fvg e che sta alimentando il dibattito. Il progetto prevede numeri che, se confermati, sono preoccupanti. Nel nostro comune si prevedono circa 253 case da abbattere. Con questo spirito abbiamo partecipato all’assemblea comunale del Pd di San Canzian indetta lo scorso giovedì 20 gennaio».

La speranza era di conoscere, in attesa di un’assemblea pubblica aperta a tutti i cittadini del comune, i tratti essenziali del progetto. «Invece le nostre attese sono state deluse. Nonostante il lodevole intervento dell’assessore Dreos, che ha proposto d’incontrare i cittadini coinvolti dal progetto, né il segretario né il sindaco hanno ritenuto opportuno affrontare il tema, che è rimasto il convitato di pietra. Non sono state illustrate le ipotesi di progetto ed è stata un’occasione persa».

Proseguono affermando di credere che il Pd sia nato per avvicinare i cittadini alla politica, per essere un luogo aperto e libero di discussione e confronto. «Speriamo che questo limbo informativo non perduri e sollecitiamo sindaco e segretario a organizzare un’assemblea del Pd aperta a tutti affinché, come negli altri comuni interessati dall’attraversamento della nuova linea ferroviaria, s’illustri il progetto, lo si possa conoscere, liberamente discutere e farsene un’opinione».

A maggior ragione ritengono che debba essere organizzato un momento informativo pubblico del Pd, «dato che al precedente incontro, su oltre cento iscritti, erano presenti solo 16 persone, il segretario, il sindaco, il presidente dell’assemblea, il capogruppo e noi compresi. Di questi 16 solo 4 componenti eletti del direttivo su 17. Questi dati di partecipazione vanno analizzati nella loro preoccupante crudezza: ci paiono davvero un campanello d’allarme. Crediamo – concludono – che la discussione più aperta possibile su un tema così importante come il progetto Tav possa rilanciare la partecipazione degli iscritti e dei cittadini al partito. Noi c’impegniamo per farlo».

 

29/01/11

Tav-Tac, Pischedda: «Non serve, ma sono pronto al confronto»

 

Villa Vicentina VILLA VICENTINA. Il sindaco Mario Pischedda replica alle affermazioni del capogruppo di minoranza Con noi per Villa Vicentina, Giuliano Rigonat, in merito al tema della Tav: «Non accetto strumentalizzazioni, tantomeno da chi ha votato a favore dell’allora “Protocollo Sonego”. Tutti devono sapere che il Comune di Villa Vicentina non ha aderito a quell’accordo solo perché in consiglio comunale la lista di maggioranza Chiarezza Lavoro ha votato contro l’accordo, in quanto i due gruppi di minoranza lo avevano sostenuto ed approvato! Il percorso alternativo che il gruppo di minoranza ricorda di aver proposto, con minori costi e minore impatto ambientale (non sapevo che i consiglieri avessero competenze anche nel campo dell’ingegneria ferroviaria) altro non è che il percorso aderente all’autostrada che passa poi per Gorizia e la valle del Vipacco. Non sono stato io a bocciarlo, anzi sono da sempre stato un sostenitore di questo percorso alternativo, ma l’allora assessore regionale Sonego, che non lo ha voluto nemmeno prendere in considerazione nel corso dei lavori del tavolo tecnico, nonostante io lo avessi chiesto più volte».

«Ora come allora non ho cambiato idea: – prosegue Pischedda – in questo momento la linea Tav/Tac non è necessaria, e i dati sono lì a dimostrarlo. Ora come allora sono disponibile a dialogare e confrontarmi con chiunque per trovare la soluzione migliore ai problemi di Villa Vicentina, della regione e del Paese. Ritengo che questo sia un preciso dovere di chi ha ricevuto il mandato per amministrare una comunità. Questo non vuole assolutamente dire che sono pronto ad accettare supinamente qualsiasi cosa, ma solo che sono pronto a confrontarmi per verificare le diverse opportunità». Il primo cittadino segnala che nel progetto, come proposto all’interno del tavolo di lavoro da parte dei rappresentanti di Villa Vicentina «sono stati individuati lungo la linea gli stessi problemi che ci aveva indicato il nostro consulente di fiducia. Sono stati diffusi dai proponenti dati che confortano le analisi che avevamo svolto in passato. A fronte di queste aperture mi sembra doveroso e corretto rendermi disponibile al confronto – conclude Pischedda –. Se qualcuno vuole strumentalizzare la cosa faccia pure, ma sono convinto che la gente abbia le idee molto chiare su chi si è impegnato per tutelarla e chi invece parla solo per tutelare se stesso».

Gessica Mattalone

 

Il tracciato Tav in consiglio

 

Gonars GONARS. La Tav con i suoi tracciati, la tempistica degli interventi, le modifiche alla viabilità durante i cantieri approderanno presto nei consigli comunali. Spiega infatti il sindaco Marino Del Frate: «È stata la richiesta corale di tutte le amministrazioni presenti alla recente riunione che si è svolta a Trieste tra l’assessore Riccardo Riccardi, i tecnici della Regione e i sindaci interessati dal passaggio della linea ad alta velocità. Tutti i rappresentanti degli enti locali hanno infatti domandato che i tecnici della Regione possano illustrare ai consigli comunali (anche riuniti per aree) il tracciato Tav nei dettagli in modo da rispondere ai dubbi e alle domande dei consiglieri».

Il sindaco riferisce che, nel corso della riunione alcuni comuni quali, ad esempio, Cervignano del Friuli, San Giorgio di Nogaro, Villa Vicentina, hanno chiesto che i loro punti di vista e le loro osservazioni siano presi in considerazione in quanto il progetto presenta alcune modifiche rispetto agli accordi inizialmente presi. «Io – precisa Del Frate –, pur non sentendomi vincolato dagli accordi presi in materia dalla precedente amministrazione comunale, ovviamente riconosco che ci debba essere una continuità di scelte che va onorata. Non avendo partecipato però alle riunioni passate, sono particolarmente interessato, insieme ai componenti della nuova amministrazione, a conoscere a fondo le caratteristiche e l’impatto che l’opera avrà sul territorio e a proporre eventuali alternative, sempre con spirito costruttivo e di responsabilità. Abbiamo circa 70 giorni di tempo per presentare le nostre osservazioni». Il primo cittadino di Gonars riferisce che l’incontro con il suo consiglio comunale avverrà nelle prossime settimane e che per quanto riguarda il suo territorio le opere avranno inizio nel 2017. (m.d.m.)

NOTAV: continuano le polemiche in friuli e isontino

Dal Messaggero Veneto del 01/02/11

Il Comune analizza il tracciato della Tav: troppo impattante

 

RONCHIS. C’era anche il comune di Ronchis fra i ventisei paesi che la scorsa settimana sono stati convocati dall’assessore regionale alla viabilità Riccardo Riccardi per parlare della progettazione preliminare delle due tratte Portogruaro-Ronchi dei Legionari e Ronchi-Trieste della linea ferroviaria ad alta velocità.

Ieri sera, durante il consiglio comunale il sindaco Vanni Biasutti ha fornito all’assemblea un resoconto di quel primo tavolo di lavoro che ha visto assieme le amministrazioni locali e la Regione, un incontro durante il quale sono state illustrate anche le ricadute dirette per il territorio comunale di Ronchis che ospiterà il tracciato della Tav esattamente a ridosso dell’autostrada A4. E in alcuni punti la distanza fra le abitazioni e la prevista linea ferroviaria è di soli 200 metri circa per scendere addirittura a una sessantina di metri nel caso di alcune case.

Particolari costruttivi molto impattanti sia sotto il profilo ambientale che acustico sulla base dei quali è intenzione del comune – ha reso noto sempre il sindaco Biasutti – presentare delle osservazioni: «Quello che ci ha illustrato l’assessore Riccardi è il progetto preliminare presentato da Rfi che di fatto rispecchia quanto discusso negli ultimi anni durante i numerosi incontri avuti anche con la precedente amministrazione regionale. Nel territorio comunale il tracciato è previsto parallelo all’A4 sul lato sud quindi molto a ridosso del centro abitato, ma anche in contrasto con lo svincolo e le vie d’accesso al casello autostradale realizzati solamente un anno e mezzo fa. Stando al progetto di Rfi lo svincolo andrebbe proprio eliminato e al suo posto verrebbero realizzati dei cavalcavia molto alti per poter superare la ferrovia e quindi molto impattanti. E’ anche vero – ha rassicurato il sindaco – che parliamo di un’opera prevista per il 2030 il cui futuro è molto legato allo sviluppo economico del Monfalconese».

A breve la Regione convocherà un nuovo incontro anche per stabilire tempi e modalità messi a disposizione dei comuni per presentare delle osservazioni al progetto di Rfi e a quel punto il comune di Ronchis valuterà se presentarle assieme ai comuni di Palazzolo dello Stella, Teor e Pocenia tutti ugualmente interessati dal tracciato della Tav. (p.m.)

 

Alta velocità, il Wwf si mobilita

 

San Canzian SAN CANZIAN. Sul progetto Tav presentato lo scorso 21 dicembre, molti cittadini, in particolare quelli le cui case sono considerate “ricettori sensibli” e particolarmente vicine alla linea di alta velocità, hanno chiesto di ripetere l’esperienza del 2003 quando il Comune assieme ai residenti aveva elaborato in modo congiunto delle osservazioni al progetto del Corridoio 5.

La richiesta è emersa nel corso dell’incontro organizzato sabato da Rifondazione comunista di Ronchi e a cui hanno partecipato Dario Predonzan del Wwf regionale e Giancarlo Pastorutti del Comitato No Tav della Bassa Friulana.

Per dare una prima risposta alla richiesta della cittadinanza, il Wwf sta predisponendo un fax simile di osservazione che nei prossimi giorni sarà disponibile sul sito internet regionale della associazione. Nei prossimi giorni verrà comunque fatta una richiesta, in primis, al sindaco del comune di Ronchi con un’apposita interrogazione affinchè da parte degli uffici comunali sia predisposto un minimo di assistenza tecnica per la compilazione e la formulazione delle osservazioni nei confronti dei cittadini coinvolti direttamente nella vicenda.

Il Wwf ha indicato come tra case e piccoli condomini, rustici e villette sono un migliaio gli edifici tra San Canzian d’Isonzo (253), Turriaco (10), Staranzano (8), Ronchi dei Legionari (290), Monfalcone (360), Doberdò (8) e Duino-Aurisina (66) considerati “ricettori sensibili”, unità abitative poste ad una distanza ravvicinata al tracciato della futura linea ferroviaria ad alta capacità e alta velocità Venezia-Trieste. Le schede di tutti i 995 edifici “sensibili” del mandamento monfalconese, con le foto delle relative facciate, l’indirizzo preciso, lo stato di conservazione degli infissi e, soprattutto, le distanze che li separano dalla futura infrastruttura, sono visionabili sul sito del Wwf del Friuli Venezia Giulia, che ha pubblicato i documenti di Rfi. Spulciando nell’elenco dei ricettori, tratto dallo Studio di impatto ambientale, si scopre così che la Tav sfreccerà a un tiro di schioppo da moltissime abitazioni: eloquenti i casi di via Rebez e di via Roma a San Canzian (molte le case poste a 30/40 metri dalla linea), ma anche di via San Vito a Ronchi dei Legionari (villette ad appena 35 metri, un condominio a 15 metri), fino a casi estremi come la casa in località Sablici posta a 15 metri dalla futura ferrovia o quella a 3 metri di via San Polo a Monfalcone. «Per non parlare poi – scrive il Wwf – di un luogo sensibile come l’ospedale della città mandamento, che offrirà a malati e ricoverati la speciale ebbrezza di veder sfrecciare i treni a 250 metri dai loro letti».

Incontro sul progetto della Tav nella Bassa

 

POCENIA. Dopo l’appuntamento della settimana scorsa a Teor, l bar “Al donatore” di Rivarotta, i Comitati No Tav della Bassa, organizzano per questa sera alle 20.30 al bar “Alla passeggiata” di Pocenia, una assemblea pubblica in cui interverrà anche il sindaco di Pocenia. Sarà illustrato il Progetto preliminare della Tav, al centro delle polemiche in queste settimane nella Bassa friulana. Nel corso della serata verranno illustrate le caratteristiche e le problematiche di questa opera in particolare le criticità per le abitazioni e gli insediamenti industriali a sud di Pocenia.

 

Tav, polemica sul tracciato

 

VILLA VICENTINA. Giuliano Rigonat, capogruppo della lista d’opposizione “Con noi per Villa Vicentina” replica alle dichiarazioni di Pischedda sulla Tav: «Ritengo che non occorra essere ingegneri o competenti nel campo dell’ingegneria ferroviaria, come palesemente sostenuto dal Sindaco, per considerare un progetto di minor impatto ambientale e meno costoso, ma sia sufficiente avere buonsenso, un percorso amministrativo importante ed impegnativo e aver attentamente letto i vari studi e relazioni prodotti al riguardo. – ribatte Rigonat – Aggiungo che la nostra proposta non era quella di partire da Palmanova per arrivare a Gorizia e raggiungere poi la Valle del Vipacco (si documenti meglio il primo cittadino), ma quella che partendo da Palmanova raggiungeva verso nord l’aeroporto di Ronchi dei Legionari, considerato punto strategico dalla Regione e che corrispondeva proprio ad una delle due soluzioni iniziali di Rfi, di cui la prima divideva in maniera devastante il nostro paese».

«La bontà o meno della nostra idea poteva comunque essere verificata dal comitato tecnico e non bocciata preventivamente dalla maggioranza, così convinta delle proprie profonde conoscenze in ingegneria ferroviaria. – conclude il capogruppo di minoranza – È anche d’obbligo rammentare che personalmente non ho assolutamente bisogno di tutelare me stesso come evidenziato dal primo cittadino in quanto non ho scheletri nell’armadio, avendo servito la mia comunità per tanti anni con serio impegno ed umiltà, riconosciuti da tutti. Infine constato amaramente che si ricomincia con gli attacchi personali e con toni pesanti nonostante il sindaco, nella sua relazione annuale distribuita recentemente a tutte le famiglie, concluda con la speranza che la campagna elettorale si svolga questa volta serenamente».

Gessica Mattalone

 

Il Piccolo del 01/02/11

«Redipuglia sarà invasa dai camion»

 

FOGLIANO Anche Fogliano Redipuglia vuol vederci chiaro dopo che Italferr, per conto di Rfi, ha depositato il progetto preliminare “Nuova linea Av/Ac Venezia – Trieste: tratta Ronchi-Trieste”, dando così il via alla procedura di valutazione di impatto ambientale su questa grande opera. La questione viene posta da Ottavio Romano, consigliere di Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani, il quale ricorda come tra la documentazione depositata di particolare interesse sia il documento intitolato “Studio di impatto ambientale–sintesi non tecnica”.

«Questo documento, obbligatoriamente previsto dalla normativa, si occupa, tra l’altro – sono le parole di Romano – di illustrare l’impatto ambientale dell’opera e le misure di mitigazione o compensazione previste per le criticità che emergono, sia per la fase della realizzazione dell’opera che per la successiva fase di esercizio. Come già abbastanza noto una delle maggiori criticità ambientali dell’alta velocità, per la tratta Ronchi–Trieste, è costituita dalla prevista realizzazione di un lungo tratto di galleria e conseguente escavazione del Carso da Selz di Ronchi sino alle porte di Trieste». Ciò comporterà la necessità di smaltimento di un’ingente quantità di terre e rocce da scavo. «Orbene, a pagina 44 del predetto studio – continua – si afferma che le terre e rocce da scavo non reimpiegabili nell’ambito dei lavori o per la produzione di calcestruzzi verranno conferite in 5 siti, espressamente individuati. E il sito di gran lunga più interessato a tale conferimento, è il sito della “cava attiva” di Monte Sei Busi, posta in Comune di Ronchi ma, come sappiamo, per la maggior parte posta a Fogliano Redipuglia, con un volume potenziale di deposito di 3.500.000 metri cubi». E preoccupa come a pagina 41, infine, vengono illustrati i percorsi di collegamento individuati tra i cantieri e le aree di lavoro e i siti di conferimento delle terre da scavo, tra i quali si cita quello “lungo la bretella di collegamento tra la regionale 14 e lo svincolo autostradale di Redipuglia – Monfalcone Ovest e verso i siti di riambientalizzazione a nord di Redipuglia”.

«È immaginabile quindi – sono le parole dell’esponente dell’opposizione il traffico di mezzi pesanti che dovranno attraversare l’abitato di Redipuglia per conferire ben 3.500.000 di metri cubi di terre e rocce nella Cava di Monte Sei Busi. Secondo una successiva tabella, tale traffico viene previsto da un minimo di 30 a un massimo di 130 automezzi al giorno».

Per questo motivo Romano ha interpellato il sindaco al fine di sapere se questo corrisponde a quanto di sua conoscenza e di quali eventuali ulteriori elementi di conoscenza egli disponga. Si è anche rivolto al primo cittadino al fine di sapere se non si ritenga opportuno acquisire tutta la documentazione e di metterla a disposizione dei cittadini di Fogliano Redipuglia». (lu. pe.)

Corridoio Baltico, pressing sulla Ue

 

TRIESTE Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna in pressing sull’Unione Europea per il riconoscimento del Corridoio Adriatico-Baltico tra quelli finanziati nel 2014 da Bruxelles nell’ambito delle reti Ten. Ieri l’assessore regionale ai trasporti Riccardo Riccardi, insieme al suo omologo emiliano Alfredo Peri, al responsabile del Bilancio del Veneto Roberto Ciambetti, e ai rappresentanti di altre dieci regioni polacche, austriache, ceche e slovacche coinvolte nella direttrice (tra cui il governatore della Carinzia, Gerhard Dorfler), è stato nella capitale belga per una riunione con il Commissario ai trasporti dell’Unione Europea, l’estone Simm Kallas.

«Con la giusta prudenza di questi casi – ha affermato Riccardi al termine dell’incontro – il Commissario europeo ha riconosciuto il grande lavoro che le 14 Regioni dei cinque Paesi attraversati dalla ”rotaia” baltico-adriatica stanno sviluppando, ricordando che il PP 23 rappresenta un’iniziativa infrastrutturale dalle basi solide». Kallas ha parlato del Corridoio come di «una proposta importante», sottolineando come i nuovi Corridoi ferroviari che la Ue andrà ad individuare dovranno incrementare le economie delle aree circostanti e contare su investimenti privati dato che «i prossimi pochi soldi della Ue andranno spesi con rigore ed austerità». Infine, ha spiegato il Commissario Ue, i corridoi infrastrutturali dovranno unire i sistemi portuali a territori e mercati. Condizioni che, secondo Riccardi, l’asse Adriatico – Baltico soddisfa appieno: «Questa direttrice è in grado di coinvolgere nel suo complesso 100 milioni di tonnellate di traffico merci, e 50 milioni di passeggeri – ha detto l’assessore – e si coniuga perfettamente con gli investimenti privati previsti tra Monfalcone e Trieste».

Entro giugno dovrebbe essere definita la revisione delle reti transeuropee (Ten) ed entro quella data dovrà essere fornito all’Unione Europea un quadro dettagliato delle opportunità che il corridoio comporta. «Siamo persuasi – ha osservato Riccardi – che il Baltico-Adriatico rappresenti davvero la catena mancante dello sviluppo europeo, quella capace di riportare l’Europa a svilupparsi in modo sinergico sfruttando le potenzialità dei due mari. Per il Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto – è una scelta strategica che riguarda la possibilità di poter attrarre nuovi investimenti e nuovi insediamenti produttivi».

Intanto in Consiglio regionale il Pd chiede l’audizione di un responsabile del progetto alta velocità e la consegna ai consiglieri della documentazione dettagliata sulla Tav. Una richiesta che il gruppo del Partito Democratico ha inviato al presidente della Regione, Renzo Tondo, e all’assessore Riccardo Riccardi. «Dopo la mia relazione di presentazione del progetto – spiega il consigliere Giorgio Brandolin – c’è stata la discussione dei componenti del gruppo consiliare che, al termine, ha portato alla richiesta di un’audizione dei referenti del progetto nella Commissione competente nonché della consegna, a ciascun consigliere, della documentazione dettagliata sul percorso e su tutti gli altri aspetti della Tav».

Roberto Trizio

 

NO TAV/ Sono incastrati! Lubiana dice No al tracciato alto

Il Piccolo

DOMENICA, 28 FEBBRAIO 2010 Pagina 6 – Attualità

Alta velocità, la linea per Divaccia riparte da zero Ma ora manca il collegamento col Porto di Trieste

di MAURO MANZIN

TRIESTE Corridoio 5, o meglio, la tratta Trieste-Divaccia? Si ricomincia da zero. A Lubiana si sono incontrati il viceministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli con il sottosegretario ai Trasporti sloveno, Igor Jakomin. Sul tavolo le planimetrie del progetto della Trieste-Divacia per l’appunto. L’Italia ha presentato però il progetto di un nuovo tracciato che corre a Sud di quello originario che forma una sorta di toboga ai limiti della Val Rosandra per innestarsi all’altezza di Crni Kal con la linea Capodistria-Divaccia. Un progetto, quello predisposto dalla parte italiana, che unirebbe direttamente Trieste a Capodistria con una bretella che incanalerebbe il traffico ferroviario in direzione Divaccia. Progetto però che ha incontrato subito una netta opposizione della Slovenia. Il sottosegretario Jakomin ha fatto notare che il nuovo tracciato meridionale comporterebbe per la Slovenia un cambiamento del piano urbanistico già approvato e che prevede l’innesto dell’Alta velocità all’altezza di Crni Kal.
E siccome la realizzazione di un nuovo piano urbanistico per la legge slovena determinerebbe la perdita di almeno ulteriori tre anni questo comprometterebbe per Lubiana l’apertura dei cantieri, prevista per la seconda metà dell’anno in corso, del raddoppio della tratta strategica Capodistria-Divaccia. E metterebbe altresì in pericolo i finanziamenti provenienti per l’opera dal Patto di coesione con l’Unione europea. Il viceministro Castelli, da parte sua, ha preso atto delle argomentazioni slovene ribadendo però che il progetto che sfiora la Val Rosandra resta inaccettabile per la parte italiana in quanto ha ricevuto parere negativo dal ministero dell’Ambiente e andrebbe a intaccare il sottosuolo del Carso in   un’area protetta. I due interlocutori hanno quindi deciso di riprendere in mano la cosiddetta soluzione Nord, quella che passa per Opicina per poi collegarsi a Divaccia. A questo proposito sono già stati calendarizzati una serie di incontri tra i tecnici dei due Paesi per rendere fattibile questa soluzione.
«Le strutture ministeriali e quelle della Regione – precisa l’assessore regionale ai Trasporti, Riccardo Riccardi – si incontreranno a breve e hanno già in programma una serie di riunioni per esaminare la nuova ipotesi». Uno dei temi diventa ora il collegamento con la nuova traccia a Nord con il porto di Trieste. «Questa ipotesi è la prima che noi abbiamo ”sponsorizzato” ma non garantiva – prosegue – alcuni paramentri comunitari sull’alta velocità e ora saranno esaminate ulteriori varianti e, a quel punto, quando si verificheranno le condizioni per una sostenibilità a Nord è evidente che a seguito di quello bisognerà capire come collegare il porto di Trieste, perché per noi è l’elemento determinante». Insomma lo scalo triestino rimane ancora tra color che son sospesi.

 

tracciati_tr_div

Notizia tratta dal sito ClubRadio

———————————————

TAV: TRIESTE-DIVACCIA; LUBIANA, STOP A TRACCIATO ALTO

La Slovenia non considera percorribile l’ipotesi del tracciato ‘alto’, che non tocchi la città di Trieste, per il collegamento ferroviario tra il capoluogo giuliano e Divaccia, che fa parte del Corridoio 5. La posizione è emersa ieri a Lubiana – secondo quanto si è appreso in serata – dove i viceministri ai Trasporti Roberto Castelli e Igor Jakomin si sono incontrati in modo informale. Nelle scorse settimane l’Italia aveva formalizzato la proposta di un nuovo tracciato ‘alto’, che riprende in sostanza il percorso della rete ferroviaria esistente sull’asse Ronchi dei Legionari-Aurisina-Opicina-Divaccia e andrebbe a sostituire il tracciato su cui è già stato raggiunto l’accordo in passato. La parte slovena, però, non si è detta disposta a modificare il tracciato concordato, che in Italia è considerato troppo impattante sia dalla Regione Friuli Venezia Giulia che dal Comune di Trieste, oltre che dagli ambientalisti.

ENERGIA/ Ai Triestini non piace mica tanto il rigassificatore

Il Piccolo 27 febbraio

Il rigassificatore divide la città
Ecco i risultati del sondaggio

rigassificatore, Swg, Stefania Prestigiacomo

In molti considerano il progetto di Gas Natural un’ipotetica fonte di rischio per la città ma, al contempo, contestano l’ennesimo rifiuto di un insediamento industriale. Altri, invece, si dicono favorevoli ad un referendum consultivo sulla realizzazione del rigassificatore. Sono queste, in linea generale, le opinioni espresse dai triestini (1400 intervistati) nel sondaggio Swg che ha fatto registrare un sostanziale pareggio per quanto riguarda il gradimento o meno dell’impianto

Preoccupati per l’ambiente, decisi allo sviluppo Il rigassificatore spacca i triestini a metà

In molti considerano il progetto di Gas Natural un’ipotetica fonte di rischio per la città ma, al contempo, contestano l’ennesimo rifiuto di un insediamento industriale. Altri, invece, si dicono favorevoli ad un referendum consultivo sulla realizzazione del rigassificatore. Sono queste, in linea generale, le opinioni espresse dai triestini nel sondaggio Swg che ha fatto registrare un sostanziale pareggio per quanto riguarda il gradimento o meno dell’impianto

di Furio Baldassi

TRIESTE. Temono che il rigassificatore possa rappresentare una fonte di rischio per la nostra area ma allo stesso tempo contestano l’ennesimo rifiuto di un insediamento industriale. Vorrebbero un referendum consultivo sulla sua realizzazione ma si dicono ben consci che col nuovo impianto probabilmente si potrebbe avere qualche ritocchino in basso sul costo dell’energia. Sono i triestini fotografati dalla Swg, che nel sondaggio realizzato con il Piccolo mandano a referto un sostanziale pareggio per quanto riguarda il gradimento o meno dell’i mpianto.


SONDAGGIO SWG-PICCOLO
I risultati

«È importante osservare – annota Maurizio Pessato, amministratore delegato della società di indagini demoscopiche – come il dato sia stato oggetto di una sostanziale mutazione tra il 2007, data del primo sondaggio, e il 2010. C’è molta più considerazione, ad esempio, per il fattore rischio e maggiore preoccupazione per il fattore ambientale, legate però a una netta presa di posizione in favore del risparmio energetico e delle ricadute occupazionali che l’impianto di Gas Natural potrebbe apportare».

Un colpo al cerchio e un colpo alla botte, allora? Quasi, se si considera l’estremo equilibrio che il ”panel” di 1400 intervistati via web ha saputo raggiungere. Negli ultimi tre anni, per rifarsi a quanto detto da Pessato, certe opinioni sono decisamente cambiate, talvolta in maniera radicale. Per quanto concerne i problemi legati al rigassificatore, è passata dal 59 al 65 per cento la percentuale di persone che temono l’impatto delle acque fredde sull’ambiente marino e dal 53 al 58 per cento quella di chi si inquieta per il possibile impatto del cloro sulla catena alimentare.

Contestualmente, però, è scesa dal 44 al 38 per cento la percentuale di chi prefigura possibili limitazioni alla pesca e dal 60 al 49 quella di chi intravede un impatto negativo sul paesaggio. A incidenti, esplosioni e alla possibilità di attacchi terroristici crede infine appena il 2 per cento degli interpellati. Rimane sempre in maggioranza, inoltre, la percentuale di chi vede dietro all’impianto la possibilità di avere energia a un prezzo più favorevole. Erano, è vero, il 69 per cento nel 2007 ma anche nell’a nno in corso costituiscono comunque un non trascurabile 54 per cento. Meno entusiasmo, invece, per il possibile aumento dell’o ccupazione, cui crede ancora il 49 per cento, perdendo ben cinque punti rispetto al 2007.

Sono passati inoltre dal 10 al 29 per cento gli scettici, quelli cioè che non credono che il rigassificatore possa avere alcuna ricaduta per la città. Quasi schizofreniche appaiono inoltre le opinioni, diciamo così, in libertà. Gli interpellati, dunque, convengono che i rigassificatori presentano un elevato potenziale di rischio per la popolazione (52 per cento) ma anche che Trieste non può permettersi di rifiutare un ulteriore progetto industriale (51 per cento).

Hanno ben presente (49 per cento) il risparmio energetico possibile e se la prendono anche con gli ambientalisti, «che tendono sempre a esagerare le conseguenze di qualsiasi insediamento industriale o energetico (56 per cento) e con i tecnici delle grandi società, «che tendono sempre a minimizzare i rischi degli impianti produttivi ed energetici» (70 per cento). Uno a uno e palla al centro, insomma, in attesa che si decida se e come consultare la popolazione in maniera più accurata.

(27 febbraio 2010)

MUTAMENTI CLIMATICI/ Devastazioni e morti in Francia

Repubblica 28 febbraio

La perturbazione ha colpito in particolare e le zone centrali. Venti a 100 km all’ora e inondazioni. Tra le vittime un bambino. Bloccata la stazione di Bordeau

Venti fino a 150 chilometri orari e inondazioni hanno provocato il disastro
in Bretagna e nella parte centrale del Paese.

Maltempo, in Francia 16 morti per la violenta tempesta Xynthia  

Una strada distrutta a causa dell’inondazione nella Francia occidentale

ROMA – E’ di almeno 16 morti il bilancio delle vittime dal maltempo in Francia, in particolare della violenta tempesta Xynthia che da ieri ha colpito il Paese, in particolare Normandia e Bretagna. Tra le vittime anche un bambino di 10 anni. Lo riferiscono le versioni online dei quodidiani francesi. Un milione di famiglie sono prive di energia elettrica. Ritardi fino a due ore per i treni; inattiva la stazione di Bordeaux. Annullati finora 70 voli da Air France nell’aeroporto parigino di Roissy. A provocare i danni peggiori, il vento, che soffia fino a 150 chilometri l’ora, e le inondazioni sulle coste. Si preannuncia un disastro peggiore di quello avvenuto nel 1999, quando morirono 92 persone a causa della tempesta e delle inondazioni.

La profonda depressione sub-tropicale è partita sabato da Madeira, in Portogallo, puntando verso il Nord; in serata è entrata nel Golfo di Biscaglia, passando poi in Bretagna da dove partirà lentamente verso il Mare del Nord. Battezzata Xynthia, la tempesta ha raffiche di vento tra i 130 e i 150 chilometri orari, ma raffiche più violente (fino a 150 km/h) sono state registrate nell’estuario della Loira, nella Gironda e sui Pirenei. Le autorità hanno raccomandato estrema cautela a chi vuole mettersi in viaggio. In Vandea, una delle zone più colpite, molte persone si sono arrampicate sui tetti per sfuggire alla furia dell’acqua. In Bretagna sono state evacuate una dozzina di case, allontanati anche i pazienti di una casa di cura vicino Guingamp.

(28 febbraio 2010)

 

Corriere

MALTEMPO

Uragano in Francia, danni e vittime

Tempesta sulla Francia, vittime
e danni – Foto

19:14 ESTERI «Xynthia» flagella la costa occidentale: inondazioni, blackout e 45 morti

Video

1° MARZO/ Udine: egemonizzato dal centrosinistra

Messaggero Veneto DOMENICA, 28 FEBBRAIO 2010 Pagina 5 – Udine

«Con la crisi gli extracomunitari perdono lavoro e possibilità di rimanere in Italia»

Gli immigrati scioperano: «Ci discriminate»

Domani la prima agitazione dei lavoratori stranieri. In provincia sono 40 mila

ABDOU FAYE (CGIL)

LA PROTESTA

Manifestazione con operai, commessi, badanti, commercianti e imprenditori Appuntamento in piazza San Giacomo. Musica e interventi. Parlerà anche Honsell

di CRISTIAN RIGO

Operai e commessi. Impiegati e badanti. Ma anche commercianti e imprenditori. Tutti stranieri e tutti «stanchi di essere discriminati». Al punto da aver organizzato per domani il primo sciopero degli immigrati. Un’iniziativa che punta a coinvolgere anche gli «italiani stanchi del razzismo» e a dimostrare che «senza il contributo dei lavoratori stranieri la società friulana non funzionerebbe più». Anche perché gli immigrati lavoratori nella sola provincia di Udine sono circa 40 mila.
Per manifestare tutto il loro disagio, gli stranieri hanno scelto la cornice di piazza San Giacomo dove dalle 17.30 alle 21 circa si alterneranno sul palco diversi musicisti friulani tra i quali anche Red Storm Sound, dj Tubet, dj Ng, Urban Lifestyle, Mad Volcano, Dek Ill Ceesa e dj Brain Burger. E accanto alla musica sono previsti alcuni interventi compreso quello del sindaco Furio Honsell. Alle 18, in contemporanea con altre piazze d’Italia, saranno lanciate centinaia di palloncini. La “rivoluzione in giallo” (dal colore ufficiale della giornata scelto per la sua “neutralità” politica e come simbolo del cambiamento) si ispira al movimento francese “La journée sans immigrés: 24h sans nou” ed è promossa dal comitato “Primo marzo 2010 contro il razzismo” che su Facebook ha già raccolto 50 mila adesioni, comprese quelle di tante organizzazioni tra le quali anche Amnesty, Arci, Acli, Legambiente, Emergency, Amref, Cobas, Fiom. Allo sciopero aderiscono pure il Partito democratico, il Prc, Sinistra, ecologia e libertà e i Socialisti.
Tra gli organizzatori della manifestazione di domani, curata da Alessandro Oria e Hosam Aziz del Pd, c’è la Cgil che ha rinnovato la richiesta condivisa da tutti i sindacati di adottare delle specifiche misure anti-crisi sul fronte dell’immigrazione. «Perché gli extracomunitari – spiega Abdou Faye, responsabile dell’immigrazione della Cgil di Udine – rischiano di essere due volte vittime del difficile momento del mercato. Da un lato perché sono tra i primi a perdere il posto e dall’altro perché oltre al lavoro possono perdere il diritto a rimanere in Italia. Anche se si tratta di persone che si trovano qui da anni e che per anni hanno lavorato pagando regolarmente le tasse, c’è infatti il pericolo concreto di vedersi negata la possibilità di restare nel nostro Paese. A chi resta senza lavoro – spiega Faye – la legge consente di rinnovare il permesso di soggiorno per soli sei mesi. E oggi, con la maggior parte delle aziende costrette a fare ricorso alla cassa integrazione se non addirittura a chiudere, trovare un’occupazione stabile in sei mesi, non è un’impresa facile». Per questo motivo la Cgil ha chiesto di prevedere, nelle misure anti-crisi, anche la sospensione per due anni della legge Bossi Fini.
Lungo, a parere di Faye, l’elenco delle «discriminazioni» subìte dagli stranieri in Fvg. «Per accedere alle case popolari dell’Ater – ricorda – servono 10 anni di residenza in Italia di cui almeno 5 in reginoe e lo stesso vale per il bonus bebé. Per la carta famiglia ne servono 8 in Italia e 1 in regione. Il fondo povertà è riservato ai cittadini dell’Ue residenti in Fvg da almeno 36 mesi: gli extracomunitari sono comunque esclusi. E gli esempi potrebbero continuare». Ecco perché Faye parla di «un’esasperazione crescente degli stranieri che si sentono penalizzati e presi di mira». Tanto da aver deciso di scendere in piazza.

 

1° MARZO/ Report da Pordenone

2449Nonostante il boicottaggio dello sciopero dei sindacati confederali (anche se la CGIL aderiva all’iniziativa mentre CISL/UIL no) per motivi strumentali, a Pordenone s’è svolta con soddisfazione, almeno numericamente, la giornata “senza i migranti” dove mettere in evidenza gli “orrori” legislativi sia nazionali che regionali rispetto alle libertà e i diritti dei migranti. Almeno 500 le persone intervenute, donne, uomini e bambini dove oltre 400 erano immigrati (numerose le famiglie) con al fianco autoctoni solidali fra cui anche associazioni, militanti ed esponenti del PD e di Rifondazone e gli anarchici di Iniziativa LIbertaria, quest’ultimi attivi da anni sul fronte antirazzista con diverse critical mass, presidi ed azioni a sostegno dei migranti contro le politiche apertamente razziste della Lega Nord e della destra pordenonese.

Si veda, oltre il NO BORDER DAY, la recente contestazione alla fiaccolata nazileghista di 200 intruppati svoltasi in P.zza Risorgimento  (proprio nella Giornata della Memoria) che strumentalizzando un episodio di rissa per questioni economiche di un kebab curdo, sfilavano “contro la violenza” formalmente ma in realtà con l’ennesimo scopo antimmigrato e questo da parte di un partito che in provincia, dove comanda, e in regione detta l’agenda delle peggiori leggi xenofobe degli ultimi anni e che continua a sostenere la chiusura degli ambulatori per irregolari (tutti gestiti da volontari).

Continue reading →

1° MARZO/ Grande risultato a Trieste …

Notizie flash.

1° MARZO a Trieste

Centinaia di persone alle iniziative della mattina e del primo pomeriggio…

… e poi oltre un migliaio di persone in corteo!

Continue reading →

1° MARZO/ Report in Regione

L’iniziativa più grande e significativa si è svolta a Trieste, dove il comitato locale, composto da diverse realtà, ha svolto un intenso lavoro di preparazione, con migliaia di manifesti, adesivi, volantinaggi nei bar e nelle fabbriche. Unica provincia regionale (e una delle poche in Italia) dove è stato proclamato sciopero generale da parte di USI-AIT e COBAS, nonostante i vari tentativi di boicottaggio degli ambienti della triplice.

 

La giornata è iniziata sotto i migliori auspici grazie…

primo_marzo_trieste_b

Trieste 1°marzo 2010

Continue reading →