Carico di uranio, la Regione si sfila

da Il Piccolo del 3 novembre 2012

 

Carico di uranio, la Regione si sfila

Contraria al passaggio, non fornirà appoggio logistico. Pronto il piano B per il trasferimento a Capodistria

di Corrado Barbacini

L’uranio arriverà in Porto nonostante il “catenaccio” della Regione fin dall’inizio contraria al passaggio del materiale radioattivo. Fino alle 13 di ieri nè in questura, nè in prefettura era giunto l’ok dalla Regione. Una presa d’atto delle modalità del trasporto pericoloso, ma fondamentale dal punto di vista organizzativo. Tant’è che mercoledì scorso lo stesso questore Giuseppe Padulano aveva sollecitato il documento della Regione anche per poter emettere l’ordinanza in tempo utile. La Regione non può bloccare il carico ma non collabora.

La data del trasporto delle barre di uranio provenienti dal deposito di Avogadro di Saluggia in provincia di Vercelli, confermano in questura, sarà quella di lunedì 5. L’ora prevista è attorno alle 5 del mattino. Ma l’ultima parola, quella definitiva, spiegano, non è ancora stata detta. Pare proprio per il ritardo dalla Regione. Tant’è che, fanno sapere, sarebbe già stato anche approntato il cosiddetto piano “b”. Quello che prevede il trasporto – con modalità differenti – via terra direttamente al porto di Capodistria. Da dove poi la nave dell’uranio dovrebbe salpare con destinazione la costa del Pacifico degli Stati Uniti.

Il piano principale prevede che la destinazione delle barre sia il porto nuovo. E in particolare la stiva di una nave ormeggiata per poche ore al molo settimo che, quello stesso giorno, arriverà da Capodistria (dove è programmato l’imbarco di un analogo carico giunto dall’Austria via Slovenia)e dopo poche ore salperà verso gli Stati Uniti portando nella propria pancia una ventina di barre radioattive.

Al momento pochi – nonostante l’imminenza della data – gli elementi sicuri dell’operazione. Per la quale saranno “comandati” oltre cento tra poliziotti e carabinieri provenienti dal reparto mobile di Padova e dal battaglione di Gorizia. Il timore è quello di un’azione a Trieste dei «No Nuke»: i manifestanti che potrebbero cercare di bloccare il transito fino in porto nuovo dei cinque chili di materiale radioattivo, proprio come era successo nello scorso luglio durante un analogo viaggio di scorie verso la Francia. A portare il combustibile sarà una sorta di convoglio composto da una quidicina di mezzi con al centro un Tir nel cui carico ci sono le 10 barre di uranio. Il carico pericolosissimo sarà sistemato all’interno di un contenitore le cui caratteristiche sono quelle previste dal protocollo dell’Enea.

Il Tir viaggerà alla velocità di 80 chilometri all’ora e non potrà mai interrompere la corsa. Gli altri mezzi di scorta viaggeranno alla distanza di sicurezza dal mezzo principale di circa 50 metri. Le pattuglie della squadra volante e dei carabinieri saranno impiegate per bloccare temporaneamente il passaggio attraverso gli accessi alla Grande viabilità durante il transito del carico radioattivo. I tecnici dell’Arpa effettueranno controlli delle radiazioni e le successive bonifiche lungo tutto il percorso sia prima che dopo il passaggio del convoglio con le barre radioattive. Il piano prescrive una serie di rilevamenti anche su “matrici ambientali e alimentari” soprattutto nel caso di incidenti. I particolari dell’operazione sono stati nei giorni scorsi al centro di numerose riunioni tecniche in prefettura per mettere a punto i servizi di forze dell’ordine, tecnici della Regione, Arpa, vigili del fuoco e protezione civile per garantire tutte le misure di sicurezza.