STUDENTI TRIESTE: domani e venerdì di nuovo in piazza

Dal Piccolo del 24/10/12

 

Gli studenti ritornano in piazza. Sono sul piede di guerra. Il pezzo di cornicione crollato lunedì mattina all’istituto Nautico per loro rappresenta la goccia che fa traboccare il vaso.

 

Domani pomeriggio alle 16 gli alunni degli istituti superiori affiancati da alcuni universitari, daranno vita da un presidio in piazza Oberdan, sotto la sede del Consiglio regionale.

 

Il giorno successivo, il 26 ottobre, aderendo alla manifestazione prevista a livello nazionale, scenderanno in corteo partendo alle 9 da piazza Goldoni.

 

Il cedimento del cornicione del Nautico che frantumandosi ha colpito uno studente per fortuna in maniera non grave, ha avuto risonanza nazionale a tal punto che anche Daniele Lanni, portavoce nazionale della Rete degli studenti, è intervenuto: «Questa volta uno studente è rimasto ferito – ha commentato – non aspetteremo in silenzio la prossima vittima».

 

Ieri mattina tecnici della Provincia hanno fatto un sopralluogo in piazza Hortis per determinare la causa del crollo. «La parte alta in pietra del cornicione non rivela nessun cedimento», dichiara Mariella De Francesco, assessore provinciale all’edilizia scolastica. Singolare la versione dell’assessore: «Il pezzo caduto e che ha colpito lo studente era piccolo, – spiega – poteva essersi staccato da tempo ed essere caduto dopo essere stato mosso da un colombo o un gabbiano…».

 

I rappresentanti locali del movimento studentesco si sono riuniti ieri pomeriggio e hanno deciso le tappe della due giorni di protesta. Obbiettivo: denunciare l’inadeguatezza della strutture scolastiche, la scarsa sicurezza degli edifici e la mancanza di fondi

 

«La situazione è scandalosa – denuncia Irene Capasso dell’Unione degli Studenti (Uds)- fino ad oggi anche da parte della Provincia ci sono state solo promesse, tante parole e pochi fatti».

 

Le fa eco Tommaso Gandini, anima del movimento Autogestito Scoordinamento Studentesco: «E’ da 4 anni che il coordinamento studentesco di Trieste rivolge appelli alla Provincia – avverte – ma la risposta è sempre la stessa. Dicono che è la Regione che deve attribuire dei fondi per l’edilizia scolastica». «Nel corso della recente iniziativa Trieste Next – continua Gandini – la Provincia si è vantata del progetto di un nuovo polo scolastico dove trasferire Carducci e Dante. Ma ad oggi non c’è nemmeno un progetto, sono ancora solo parole».

 

Secondo gli studenti la maggior parte delle scuole superiori di Trieste non è a norma. «Basti pensare – racconta Gandini – che il percorso di emergenza del Deledda finisce in un cortile dove c’è la caldaia. Figuriamoci se un incendio dovesse scoppiare proprio lì». «Non ci faremo intimidire, – aggiungono i ragazzi – non vengano ad accusarci di fare cose illecite: sono le istituzioni che ci obbligano a frequentare edifici che mettono a rischio la nostra incolumità».

 

Amarezza anche per le decisioni del governo. «Le scuole pubbliche cadono a pezzi – spiega Tina De Denaro dell’Uds – e loro decidono di destinare fondi a quelle private».

 

Negli ultimi anni gli studenti sono stati ricevuti dagli assessori provinciali Adele Pino e Mariella De Francesco. Sostengono invece di aver chiesto un incontro con la Regione e di non averlo mai ottenuto. «Non risulta nessuna richiesta di incontro, – replica Roberto Molinaro, assessore regionale all’Istruzione – da parte mia c’è la massima disponibilità».